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Autore: Oggetto: La cima Fauniera non esiste più.....

Livello Fausto Coppi




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  postato il 17/04/2008 alle 21:39
.... d'ora in poi si chiamerà Colle Pantani. La decisione è stata presa dal Consiglio Comunale di Castelmagno. La ratifica verrà comunicata nei prossimi giorni all'IGM (Istituto Geografico Militare), che provvederà a modificare tutte le mappe geografiche.

 

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Mauro Facoltosi
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 17/04/2008 alle 23:33
Originariamente inviato da maurofacoltosi

.... d'ora in poi si chiamerà Colle Pantani. La decisione è stata presa dal Consiglio Comunale di Castelmagno. La ratifica verrà comunicata nei prossimi giorni all'IGM (Istituto Geografico Militare), che provvederà a modificare tutte le mappe geografiche.


Più passa il tempo e più Pantani si trasforma in mito.
Comunque bellissima iniziativa del Comune di Castelmagno. Complimenti


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 17/04/2008 alle 23:47
addirittura....

un bel ricordo per Marco

 

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EROE DEL GAVIA

A 2 Km dalla vetta mi sono detto "Vai Marco o salti tu o salta lui...E' saltato lui.
Marco Pantani.Montecampione 1998

27/28/29 giugno 2008...son stato pure randonneur

!platonicamente innamorato di admin!

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 08:36
Bravi gli Amministratori di Castelmagno.

 

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nino58

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 08:40
Non vorrei essere una voce fuori dal coro ma non condivido questo tipo di scelte. Per prima cosa penso sia più una trovata pubblicitaria per la zona. Per seconda che non si possono eliminare così dei toponimi locali, magari di antica origine. Terza cosa, se proprio dovevano cambiargli il nome potevano chiamarla colle Savoldelli, uno che lì l'impresa l'ha fatta davvero.

 

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Fabio

I walk these streets, a loaded six string on my back...

"L'unico sport che pratico è seguire, camminando, i funerali dei miei amici che avevano praticato sport" Bertrand Russell

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Livello Costante Girardengo




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  postato il 18/04/2008 alle 08:49
Originariamente inviato da plata

Non vorrei essere una voce fuori dal coro ma non condivido questo tipo di scelte. Per prima cosa penso sia più una trovata pubblicitaria per la zona.

Guarda, se non erro non dovrebbe essere il primo omaggio fatto al Pirata dai comuni in zona, quindi non penso sia una mera trovata pubblicitaria (poi pubblicitaria fino a che punto? Non è che il nome Fauniera fosse poco conosciuto). Mi sento di essere parzialmente in accordo con te per quanto riguarda la faccenda dei toponimi...Però un omaggio al Pirata, fatto per me con il cuore, non può essere che una cosa meravigliosa, perchè vuol dire che anche fuori dagli appassionati c'è qualcuno che lo ricorda con affetto nella sua grandezza.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 09:45
Originariamente inviato da plata

Non vorrei essere una voce fuori dal coro ma non condivido questo tipo di scelte. Per prima cosa penso sia più una trovata pubblicitaria per la zona. Per seconda che non si possono eliminare così dei toponimi locali, magari di antica origine. Terza cosa, se proprio dovevano cambiargli il nome potevano chiamarla colle Savoldelli, uno che lì l'impresa l'ha fatta davvero.


Anche io ho la tua stessa opinione, non mi pare il caso di sostituire un nome storico/geografico con uno sportivo, per quanto di valore.
A questo punto la cima più alta d'Europa sarebbe il Balmat...

 

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Chi non indossa il casco non ha nulla nella testa che valga la pena proteggere.
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 10:04
Originariamente inviato da Andrea_Web

Originariamente inviato da plata

Non vorrei essere una voce fuori dal coro ma non condivido questo tipo di scelte. Per prima cosa penso sia più una trovata pubblicitaria per la zona. Per seconda che non si possono eliminare così dei toponimi locali, magari di antica origine. Terza cosa, se proprio dovevano cambiargli il nome potevano chiamarla colle Savoldelli, uno che lì l'impresa l'ha fatta davvero.


Anche io ho la tua stessa opinione, non mi pare il caso di sostituire un nome storico/geografico con uno sportivo, per quanto di valore.
A questo punto la cima più alta d'Europa sarebbe il Balmat...


Quoto in pieno.
Se poi dovessi io dedicare una montagna a Pantani, senz'altro gli dedicherei il Mortirolo, più che la Fauniera...
Eh sì, oramai gli amministratori locali, a corto di idee e di progetti, per farsi pubblicità fanno questo e altro. Dalle mie parti un sindaco famoso per certe sue sparate (il comune "de-dipietrizzato", la piazza Craxi, il cartello stradale "divieto di prostituzione" e quello "divieto di lanciare sassi dal cavalcavia", si inventò nel 2004 un monumento a Pantani martire della giustizia. Quando passò il Giro lo inaugurarono in pompa magna. Oggi dimenticato da tutti è luogo privilegiato per i bisogni dei piccioni. Il tutto a spese del contribuente.
W la Fauniera con il suo vecchio nome

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 11:28
Solo per ricordare a tutti che neanche Fauniera è il verio nome del passo.
Il vero nome è "Colle dei Morti"
Un saluto e buone pedalate.

 

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IL CASCO SALVA LA VITA, LA CHIOMA VA BENE PER LA FOTO SULLA TOMBA"!!!


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Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 11:32
Originariamente inviato da stress

Solo per ricordare a tutti che neanche Fauniera è il verio nome del passo.
Il vero nome è "Colle dei Morti"
Un saluto e buone pedalate.


Però il Monte/Colle Fauniera è proprio appiccicato geograficamente.

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 18/04/2008 alle 11:50
Velocemente e senza rileggere….

La delibera del Consiglio Comunale di Castelmagno, rappresenta il primo riconoscimento di tal tipo nella lunga storia del ciclismo.

Si tratta di un fatto che non può passare inosservato.

Sicuramente rappresenterà un cruccio per coloro, magari giornal-scrivani che, aldilà delle loro puerili dichiarazioni contrarie, non hanno mai smesso di odiare Marco Pantani.
Ma il Pirata è più forte del fango che gli hanno gettato addosso, più intenso del tempo di un oggi in cui un anno conta per dieci, più leggendario di quanto non dica il graffio d’un paese che gli ha dato sì i natali, ma che dovrà perennemente accettarlo cittadino compreso ed amato del mondo.
E che dai luoghi più disparati d’Europa e non solo, giunga quotidianamente la volontà di intitolare qualcosa a Marco o a donargli qualche totem di ringraziamento (presto se ne conosceranno nuovi, significativi e, per taluni aspetti, incredibili confini) , è un segno chiaro di quanto il ciclismo, tutto, debba a questo ragazzo, con un immortale senso di colpa (che c’è, anche se non tutti possono o vogliono ammetterlo), un’enorme riconoscenza.
Resta una lettura sulla quale qualcuno è bene che si metta l’animo in pace: Marco vive immutato nei cuori della gente, ed ogni luogo da lui percorso, rappresenta un’occasione maggiore, ripeto, maggiore, di ricordi e ringraziamenti particolari. Marketing elettorale o meno, pubblicità o meno, questo è un fatto, ha una sua sociologia, ed è ora che qualcuno si svegli e studi i perché nascono certe dinamiche.

Note.
Questa salita è stata scalata una sola volta, il 29 maggio 1999, al Giro d'Italia, nel corso della tappa Bra-Borgo San Dalmazzo, vinta da Paolo Savoldelli e dove Marco, secondo, conquistò la maglia rosa.

Sull’ex Fauniera, esiste già da anni un monumento in marmo nero, dedicato al Pirata.

Premesso che oltre il 90% delle asperità non di contorno, scalate da Marco Pantani, lo hanno visto percorrerle nel tempo inferiore e, per questo, sarebbero diverse quelle sulle quali risulterebbe giustificabile un abbinamento col suo nome, sul Fauniera, quel giorno, le cose andarono come segue.

La Bra-Borgo San Dalmazzo, di 187 km, visse il suo primo ed importantissimo momento dopo 32 chilometri di corsa, quando attaccarono Arazzi, Bruseghin, Cabello, Cassani, Caucchioli, Faustini, Frattini, Missaglia, Pena e Tosatto. A Dronero (cittadina di residenza di Giovanni Giolitti, statista d’inizio secolo, nemmeno paragonabile per spessore agli attuali infantili Berlusconi e Veltroni…da studiare), dove era posto l’Intergiro (km 86 di tappa), lo spagnolo Pena anticipò il più accreditato velocista Arazzi. Sul primo GPM di giornata a Montemale (91 km di gara), corsa, Missaglia passò in testa su Cabello. Quando i girini incontrarono il Fauniera i battistrada potevano contare su un vantaggio di 8’23” sul gruppo. Le prime importanti pendenze sfaldarono il drappello al comando ed in testa rimasero in tre: Pena Missaglia e Cauchioli. A sette chilometri dalla vetta, nel gruppo dei migliori e della maglia rosa Jalabert attaccò il camoscio spagnolo Jimenez, ma Marco Pantani rispose e contrattaccò fino a mettere alle corde l’ispanico (che poi crollò letteralmente) ed Ivan Gotti che, per un chilometro circa, era riuscito a tenere la ruota del Pirata. In vetta al Fauniera, Missaglia anticipò Cauchioli e Pena (che poi cadde in uno dei primi tornanti della discesa). Il Pirata, che in sette chilometri era stato capace di annullare un disavanzo di quasi otto minuti, passò quarto a 32” dai primi tre, mentre Gotti, insieme a Frattini, scollinò a 1’32”, indi Clavero a 2’15”, Savoldelli a 2’ 38”. La maglia rosa Jalabert e Jimenez (la leggenda narra che fu proprio quella salita a cementare definitivamente nel pur bravo grimpeur spagnolo, l’impossibilità di avvicinare la grandiosità di Pantani in salita) giunsero in vetta con un ritardo di 3’18”.
La discesa, visse davanti un allungo di Missaglia, mentre su Cauchioli e Pena si portò Pantani. Un paio di chilometri dopo, sul terzetto si riportarono anche un maestoso Savoldelli che era riuscito a trascinare con sé Ivan Gotti. Sullo slancio, il bergamasco Paolo, di Elusone, divenuto “Falco” chiuse su Missaglia e si lanciò in un contrattacco verso il traguardo. Il vantaggio ottenuto negli ultimi chilometri di discesa, pur non potendo garantire il successo a Savoldelli, in virtù dell’ultima salita ancora da scalare, Madonna del Colletto, divenne invece decisivo proprio su quell’asperità. Pantani e Gotti iniziarono a bisticciare e sgomitare per questioni di cambi e rivalità dando spago al fuggitivo e ai loro inseguitori (al punto che dietro, lo stesso Jalabert, era riuscito a recuperare un minuto), ed il vantaggio del Falco, che in cima a Madonna del Colletto era di soli 45”, finì per materializzare, in discesa e nella pochissima pianura che ancora lo separava dal traguardo, si assestò a Borgo San Dalmazzo in 1’47” su Pantani che regolò allo sprint Clavero e Gotti. Il gruppo di sedici unità comprendente Jalabert, chiuse con 3’28” di ritardo da Savoldelli.
Il foglio rosa di quella sera, vedeva Marco Pantani in rosa con 53” sul Falco, 1’21” su Gotti, 1’22” su Clavero, 1’41” su Jalabert, 3’47” su Gontchar, 3’54” su Axelsson, 5’01” su Simoni.

A Pantani si potrebbero dedicare e/o intitolare tante salite, ma una s’è presa probabilmente un’esclusiva. Non è un fatto da poco. Ad altri sportivi si sono intitolati certi impianti e nessuno ha avuto da ridire, nemmeno quando andavano a cancellare delle storie e/o altri personaggi. Nel ciclismo gli impianti sono sulle strade e le salite, che lo vogliamo o meno, sono i templi di questa disciplina. Per la prima volta il pedale, attraverso il consiglio comunale di un piccolo comune, si trova nelle medesime condizioni di altre discipline. Se lo capirà fino in fondo, potrà crescere nei nuovi linguaggi del mondo della comunicazione sportiva e non solo. Se, invece, ancora una volta sarà retrogrado e ridicolo nella chiusura dei suoi vetusti orticelli, prenderà l’ennesimo schiaffo. Questi aspetti e queste letture sono nei fatti, nella sociologia dell’oggi, appunto. Si potrà magari storcere il naso, ma se non si è capaci di sviluppare alternative serie, ed indirizzi sociologici nuovi e vincenti, è meglio far qualcosa d’altro. Non ultimo: studiare.

Saluti.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 12:06
Pur avendo, come tutti, amato Pantani, pur avendo, come molti, sofferto per la sua vicenda e pur non avendo lauree in sociologia o antropologia, mi sento sostanzialmente in accordo con plata e Andrea_Web.

 

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Giorgio, malato di ciclismo

http://www.youtube.com/watch?v=CbG4xcmxduI
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  postato il 18/04/2008 alle 12:07
Morris, condivido profondamente e sono contento che da oggi esista questo Colle Pantani.
Spero che il Giro ci ripassi presto!
(Ma non sarebbe anche bello pensare ad una Cronoscalata Pantani su quella salita? Intendo proprio creare una corsa nuova da inserire nel calendario UCI).

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
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Amarti m'affatica, mi dà malinconia
che vuoi farci, è la vita... è la vita, la mia

(Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping)

 
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  postato il 18/04/2008 alle 12:12
Originariamente inviato da Leone delle Fiandre

Pur avendo, come tutti, amato Pantani, pur avendo, come molti, sofferto per la sua vicenda e pur non avendo lauree in sociologia o antropologia, mi sento sostanzialmente in accordo con plata e Andrea_Web.


Non trovi/trovate che ci sia anche un po' del conservatorismo che permea la nostra nazione in queste prese di posizione?

Voglio dire, in Inghilterra non si fanno cruccio di abbattere Wembley per ricostruirlo, e addirittura intitolano stadi agli sponsor e nessuno batte ciglio.
Noi invece siamo attanagliati dal passatismo, lo chiamiamo tradizione, ma in realtà abbiamo il terrore che qualcuno riperimetri il campo delle nostre scarse certezze. Senza pensare che non è né giusto né sbagliato che le cose cambino: è semplicemente inevitabile.

E comunque a Milano il Meazza viene tuttora chiamato comunemente San Siro; idem a Genova col Ferraris/Marassi. Nessuno vieterà a nessuno di continuare a chiamare il Fauniera col suo nome classico, ma che problema c'è se ufficialmente diventerà Colle Pantani?

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 12:26
Trovo invece che siano l'esatto opposto di quello che dici tu.
Comunque, non penso che sia poi una questione così importante, visti i tempi che corrono. Se poi qualcuno pensa che l'essenza del progressismo stia nell'intitolare luoghi geografici a sportivi, beh, mi fa piacere per lui. Io non riesco ad accontentarmi.
Sempre a proposito di incrementalismi e (sedicenti) perfezionismi...

 

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Livello Costante Girardengo




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  postato il 18/04/2008 alle 12:27
Originariamente inviato da Admin

Originariamente inviato da Leone delle Fiandre

Pur avendo, come tutti, amato Pantani, pur avendo, come molti, sofferto per la sua vicenda e pur non avendo lauree in sociologia o antropologia, mi sento sostanzialmente in accordo con plata e Andrea_Web.


Non trovi/trovate che ci sia anche un po' del conservatorismo che permea la nostra nazione in queste prese di posizione?

Voglio dire, in Inghilterra non si fanno cruccio di abbattere Wembley per ricostruirlo, e addirittura intitolano stadi agli sponsor e nessuno batte ciglio.
Noi invece siamo attanagliati dal passatismo, lo chiamiamo tradizione, ma in realtà abbiamo il terrore che qualcuno riperimetri il campo delle nostre scarse certezze. Senza pensare che non è né giusto né sbagliato che le cose cambino: è semplicemente inevitabile.

E comunque a Milano il Meazza viene tuttora chiamato comunemente San Siro; idem a Genova col Ferraris/Marassi. Nessuno vieterà a nessuno di continuare a chiamare il Fauniera col suo nome classico, ma che problema c'è se ufficialmente diventerà Colle Pantani?

Pienamente d'accordo, e grazie a Morris per permetterci di leggere contributi cosi ben scritti e di valore.

 
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  postato il 18/04/2008 alle 13:04
Anch'io mi sento in disaccordo con la decisione assunta dal consiglio comunale di Castelmagno. Un toponimo di valenza storica, come Fauniera o Colle dei Morti, dovrebbe restare tale. Se gli amministratori volevano a tutti i costi inserire il nome "Colle Pantani" (che poi, a livello sportivo la tappa Bra-Borgo San Dalmazzo la ricordo come un'impresa incredibile e inimitabile di Savoldelli e meno di Pantani) potevano affiancarlo al nome attuale, non sostituirlo.
Lo trovo un segno di scarsa sensibilità nei confronti della storia e dell'ambiente locale.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 13:04
Iniziative in memoria di Pantani sono benvenute. Una strada, un monumento, una piazza o un velodromo (se ci fossero..). Intitolare a Marco una passo mi sembra molto spinta come idea. Neanche a Fausto Coppi è stato riservato un simile onore, ne a Gino Bartali ne a Gimondi, tanto per citare alcuni. L'idea di una cronoscalata sul Fauniera/Colle Pantani la reputo invece più che interessante, direi geniale. Piazzata magari nel periodo tra il giro o il tour, ma anche tra agosto e settembre, sarebbe un modo bellissimo per ricordare marco e le sue imprese. La corsa a lui dedicata adesso non rende a Pantani il prestigio che sapeva dare lui alle corse a cui partecipava (almeno fino al 2000). Una cronoscalata invece sarebbe stata da lui molto più apprezzata.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 14:24
Originariamente inviato da Admin

Morris, condivido profondamente e sono contento che da oggi esista questo Colle Pantani.
Spero che il Giro ci ripassi presto!
(Ma non sarebbe anche bello pensare ad una Cronoscalata Pantani su quella salita? Intendo proprio creare una corsa nuova da inserire nel calendario UCI).


C'è già il Memorial Pantani: un accavallamento di corse dallo stesso nome creerebbe un po' di confusione, a mio parere.
E sinceramente, avrei preferito che il Carpegna fosse intitolato a Pantani: ma in queste cose più dei sentimenti contano i soldi, non dimentichiamolo.

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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Livello Eddy Merckx




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  postato il 18/04/2008 alle 15:08
Una tappa memorabile, ma quel giorno ci fu la diretta su Rai Tre, ma non ci furono le immagini della corsa in diretta, e quando scatto Pantani fu deluso per la mancanza di immagini.
Per quale motivo mancavano le immagini in diretta del Fauniera nel 1999 ???

 
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Livello Fausto Coppi
UTENTE DELL'ANNO 2009
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  postato il 18/04/2008 alle 15:19
Con tutto il rispetto per Marco e per quello che ha dato al ciclismo e a tutti noi tifosi, non sono d'accordo con la decisione del Comune di Castelmagno di cambiare il nome della cima del Fauniera.
Sarò tradizionalista, ma i nomi geografico-storici non andrebbero toccati, secondo me.

 

[Modificato il 18/04/2008 alle 16:13 by Abajia]

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Gran Premio Città di Peccioli - Coppa G. Sabatini: 1°

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  postato il 18/04/2008 alle 15:59
Originariamente inviato da AuroDavide

Una tappa memorabile, ma quel giorno ci fu la diretta su Rai Tre, ma non ci furono le immagini della corsa in diretta, e quando scatto Pantani fu deluso per la mancanza di immagini.
Per quale motivo mancavano le immagini in diretta del Fauniera nel 1999 ???


Io possiedo il dvd di quella tappa e purtroppo della scalata del Pirata si vede bene poco...non credo sia il massimo chiamare Colle Pantani una salita di cui non si hanno nemmeno immagini che possano testimoniare lo show di Marco quel giorno (Fauniera che comunque reputo una delle più affascinanti al mondo per maestosità del paesaggio e per la solitudine che si prova scalandola).
Sono convinto pure io che il vero colle Pantani sia il Carpegna, però infondo non sono contrario a questa scelta.

 

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"La grinta non si può comprare: o ce l'hai o non ce l'hai. Puoi avere il tecnico migliore, lo stipendio più alto e tutti gli stimoli di questo mondo, ma quando sei al limite della fatica sono solo le tue doti ad aiutarti" Marco Pantani

 
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Livello Gianni Bugno




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  postato il 18/04/2008 alle 17:38
Io quel giorno ero a San Magno col Camper..e vidi lo scatto del pirata dal vivo.
Per questo non mi sento di disprezzare la scelta del nome.
D'altra parte ci sono molti passi in altoadige dedicati a piu' o meno illustri statisti dell'800...
Poi ognun lo chiamera' come vuole, come sempre accade..

PS: Marassi si chiama Luigi Ferraris da 70 anni..

 

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"Quel naso triste come una salita
Quegli occhi allegri da italiano in gita!"

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 18:17
Siamo fatti di cuore e ragione, e non sempre la ragione ha il sopravvento sul secondo, per fortuna.

Ed allora, W il Colle Pantani, che speriamo sarà una delle vette simbolo del Giro del Centenario.

 

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Giuseppe Matranga

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  postato il 18/04/2008 alle 18:17
Originariamente inviato da Leone delle Fiandre

Se poi qualcuno pensa che l'essenza del progressismo stia nell'intitolare luoghi geografici a sportivi, beh, mi fa piacere per lui. Io non riesco ad accontentarmi.
Sempre a proposito di incrementalismi e (sedicenti) perfezionismi...


Mi dici che c'entrano i (sedicenti) perfezionismi?

Il discorso non è un'essenza del progressismo, è che anche a voler fare cinicamente quelli che pensano solo al guadagno, il guadagno per il ciclismo è innegabile: non balza ai vostri occhi il punto a favore per l'immagine del nostro sport?
Malgrado tutta la melma con cui viene di continuo infangato, c'è chi vuole spenderlo ancora per questioni di immagine: e noi invece di gioire, facciamo le pulci alla microscopica amministrazione comunale che ha avuto l'idea.

Ma ditemi la verità: quanti saprebbero che cos'è e dove si trova di casa il Fauniera se Pantani non ci avesse fatto un'impresa?
È un discorso più generale: le montagne sono naturalmente bellissime dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Ma l'aura di mito intorno a molte di esse da dove deriva? Dal ciclismo! Pordoi-Coppi, Aspin-Bartali, Mortirolo-Pantani... per restare ai casi più famosi; ma in genere ogni montagna su cui è transitato il grande ciclismo resta indissolubilmente legata a quel passaggio.

Le montagne (e chi ne amministra il territorio) si giovano da decenni del ritorno d'immagine dovuto al ciclismo, mi dite quindi che male c'è se il ciclismo ora si riprende un pezzetto del tanto che ha dato?

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 18:57
Originariamente inviato da Admin

Originariamente inviato da Leone delle Fiandre

Se poi qualcuno pensa che l'essenza del progressismo stia nell'intitolare luoghi geografici a sportivi, beh, mi fa piacere per lui. Io non riesco ad accontentarmi.
Sempre a proposito di incrementalismi e (sedicenti) perfezionismi...


Mi dici che c'entrano i (sedicenti) perfezionismi?

Il discorso non è un'essenza del progressismo, è che anche a voler fare cinicamente quelli che pensano solo al guadagno, il guadagno per il ciclismo è innegabile: non balza ai vostri occhi il punto a favore per l'immagine del nostro sport?
Malgrado tutta la melma con cui viene di continuo infangato, c'è chi vuole spenderlo ancora per questioni di immagine: e noi invece di gioire, facciamo le pulci alla microscopica amministrazione comunale che ha avuto l'idea.

Ma ditemi la verità: quanti saprebbero che cos'è e dove si trova di casa il Fauniera se Pantani non ci avesse fatto un'impresa?
È un discorso più generale: le montagne sono naturalmente bellissime dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Ma l'aura di mito intorno a molte di esse da dove deriva? Dal ciclismo! Pordoi-Coppi, Aspin-Bartali, Mortirolo-Pantani... per restare ai casi più famosi; ma in genere ogni montagna su cui è transitato il grande ciclismo resta indissolubilmente legata a quel passaggio.

Le montagne (e chi ne amministra il territorio) si giovano da decenni del ritorno d'immagine dovuto al ciclismo, mi dite quindi che male c'è se il ciclismo ora si riprende un pezzetto del tanto che ha dato?


A dir la verità la tappa della Fauniera è ricordata più per la discesa a tomba aperta di Savoldelli che per altro....

La "salita Pantani" esiste ed è il Mortirolo: che c'entra la Fauniera?

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 20:04
beh allora direi più Plan di Montecampione
 
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Amministratore




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  postato il 18/04/2008 alle 20:25
Ragazzi, non è che si è riunita una commissione nazionale per decidere di intitolare una montagna a Pantani, cercando la più adatta.

Semplicemente una piccolissima amministrazione comunale ha fatto questo passo, legando indissolubilmente la "montagna di casa" al ciclismo e al più grande campione che sia transitato di lì in gara.

Proprio non vedo il motivo del contendere.

(Ps Ale, il Mortirolo è stato Montagna Pantani al Giro, come spesso succede che lo Stelvio sia Cima Coppi; ma non mi risulta che al di fuori della corsa rosa ci sia un legame toponomastico col Pirata).

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
Amarti m'affatica, mi dà malinconia
che vuoi farci, è la vita... è la vita, la mia

(Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 20:55
Originariamente inviato da Admin

Ragazzi, non è che si è riunita una commissione nazionale per decidere di intitolare una montagna a Pantani, cercando la più adatta.

Semplicemente una piccolissima amministrazione comunale ha fatto questo passo, legando indissolubilmente la "montagna di casa" al ciclismo e al più grande campione che sia transitato di lì in gara.

Proprio non vedo il motivo del contendere.

(Ps Ale, il Mortirolo è stato Montagna Pantani al Giro, come spesso succede che lo Stelvio sia Cima Coppi; ma non mi risulta che al di fuori della corsa rosa ci sia un legame toponomastico col Pirata).


A parte che non ho capito cosa c'entrino gli onomastici dei topi con la questione, in ogni caso è chiaro che non è che si potesse prendere la salita più significativa nella carriera di Pantani (alteimenti avremmo dovuto conquistare la Francia e cambiare il nome all'Alpe d'Huez), la decisione è un'inziativa isolata del comune e va benissimo così, non credo che l'amministrazione comunale di Edolo o Mazzo o qualunque sia il comune cui appartenga la cima del Passo di Foppa, avesse nell'agenda di intitolare a Pantani il nome della salita...quello che conta il significato della decisione, non la cima (la quale peraltro è una cima nella quale Pantani staccò di ruota tutti facendo una vera impresa, non è che la successiva discesa di Savoldelli ne abbia sminuito il valore...manco fosse una salita sulla quale Pantani non si era mai cimentato)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 22:19
Originariamente inviato da Frank VDB
Originariamente inviato da Andrea_Web
Originariamente inviato da plata
Non vorrei essere una voce fuori dal coro ma non condivido questo tipo di scelte. Per prima cosa penso sia più una trovata pubblicitaria per la zona. Per seconda che non si possono eliminare così dei toponimi locali, magari di antica origine. Terza cosa, se proprio dovevano cambiargli il nome potevano chiamarla colle Savoldelli, uno che lì l'impresa l'ha fatta davvero.


Anche io ho la tua stessa opinione, non mi pare il caso di sostituire un nome storico/geografico con uno sportivo, per quanto di valore.
A questo punto la cima più alta d'Europa sarebbe il Balmat...


Quoto in pieno.
Se poi dovessi io dedicare una montagna a Pantani, senz'altro gli dedicherei il Mortirolo, più che la Fauniera...
Eh sì, oramai gli amministratori locali, a corto di idee e di progetti, per farsi pubblicità fanno questo e altro. Dalle mie parti un sindaco famoso per certe sue sparate (il comune "de-dipietrizzato", la piazza Craxi, il cartello stradale "divieto di prostituzione" e quello "divieto di lanciare sassi dal cavalcavia", si inventò nel 2004 un monumento a Pantani martire della giustizia. Quando passò il Giro lo inaugurarono in pompa magna. Oggi dimenticato da tutti è luogo privilegiato per i bisogni dei piccioni. Il tutto a spese del contribuente.
W la Fauniera con il suo vecchio nome

Scusate, ma anch'io proprio non riesco a entusiasmarmi per la trovata dell'amministrazione di Castelmagno.
Per le ragioni già espresse da Plata-Vdb-Web e seguenti.

Capisco anche quelle espresse da Morris-Admin e altri, ma proprio non riesco a farle mie.

Non so se è come dice Morris, un fatto storico, o come dice Admin, una piccola cosa.
Originariamente inviato da Morris
Si tratta di un fatto che non può passare inosservato.

Originariamente inviato da Admin
Ragazzi, non è che si è riunita una commissione nazionale per decidere di intitolare una montagna a Pantani, cercando la più adatta.

Semplicemente una piccolissima amministrazione comunale ha fatto questo passo, legando indissolubilmente la "montagna di casa" al ciclismo e al più grande campione che sia transitato di lì in gara.

Proprio non vedo il motivo del contendere.

Ma sono più propenso a seguire la linea di Morris che sì, è (almeno potenzialmente) una svolta storica. E quindi conoscendo un po' i nostri polli, cioè gli amministratori, l'idea di inserire il ciclismo nelle beghe toponomastiche delle amministrazioni italiane non mi entusisma proprio per niente.
Ho come il timore che - passata l'eccezionalità per l'abbinamento Fauniera-Pantani - si possa andare verso una deriva localistico-inflazionistica per cui il Gran Sasso viene intitolato a Di Luca (so per certo che un nostro forumista, appresa questa notizia, ha iniziato a fare i primi passi in proposito), la Presolana a Savoldelli e quant'altro ... (per non parlare di peggio: a quando una montagna sponsorizzata, magari nella stessa regione del Fauniera?).

Detto questo .. il mio a chi si sente di festeggiare!

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/04/2008 alle 23:04
due ann fa l' amministrazione comunale di castelmagno negò il passaggio nel suo territorio alla gf fausto coppi, per la nobile ragione che la chiusura delle strade per qualche ore alla domenica impediva ai gitanti motorizzati di salire al santuario...

ora,io non so se l' amministrazione sia cambiata ( quest' anno la fausto coppi ripasserà di lì...), ma permettetemi di dubitare sulle sincere motivazioni di quell' amministrazione.

per cui, per una volta non sono d' accordo con morris e sposo invece la tesi di guido roubaix.

insomma non è certo un fatto negativo,per carità, sono contento di ogni omaggio alla figura del pirata, ma per me meglio sarebbe che il fauniera mantenesse il suo toponimo.
per altro, l' esatta denominazione del luogo ( colle dei morti, fauniera, senza dimenticare che a poche centinaia di metri si trovano il colle di esischie ed il colle del ulo...)era già stato oggetto di beghe tra il comune di castelmagno e credo la comunità montana...

piuttosto mi piacerebbe che si moltiplicassero le statue a pantani ( magari più belle di quella che in cima al fauniera stesso)sulle cime che sono state teatro della sua leggenda , a partire da mortirolo e carpegna..

mesty

 
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Livello Marco Pantani




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  postato il 19/04/2008 alle 14:44
Ciao cari,
premetto che questo intervento è massimamente teso a scavalcare ProfRoubaix nella classifica del Premio Precisino 2008 per la puntualizzazione dell’anno.
Detto ciò ecco come la penso:
Non è una cosa grave cambiare un toponimo. Avviene però quando le autorità ritengono siano intervenuti fatti talmente rilevanti da superare gli strati della storia e della tradizione. La cosa è indice di progresso, in un certo senso. Di una civiltà che non si addormenta su se stessa. Diverso quando questi cambiamenti sono figli di opportunismi o volontà particolari. In questi casi sono sempre a sfavore. I nomi dei luoghi hanno sempre un perché, si può capire molto di un luogo anche a partire dei nomi che lo identificano. Obliterarne la memoria può significare perdere i significati di un “progetto collettivo” che si è stratificato sul territorio nel corso dei secoli.
Morris dice una cosa corretta. I nomi degli impianti sportivi sono spesso intitolati ai protagonisti di quello sport senza che alcuno trovi nulla da ridire.
Corretta, ma, mi si perdoni, non precisa (ricordate, sto cercando di superare quel puntiglioso di P.Roubaix ). Infatti non è del tutto vero che le strade sono gli impianti del ciclismo. Sono innanzi tutto strade, vettori per il trasporto umano, tracciati spesso antichissimi su cui si sono incrociati destini di popoli e generazioni. Quindi restano innanzi tutto strade, percorsi, linee di collegamento. Il fatto che il nostro sport sia fatto sulle strade e non negli impianti è indubbiamente una delle specifiche ragioni del suo fascino e della sua forza.
Poi su queste strade ci si fanno anche delle gare. Maratone, millemiglia, Giri d’Italia etc.
La grande forza del Giro d’Italia riposa proprio nel suo seguire le strade. Le stesse strade che vengono percorse dalla gente comune, dove si commercia, si trasporta, si ama e ci si ammazza. Epperò queste strade sono nate prima dello sport per diletto.
I passi di montagna sono stati strappati alle alpi dal lavoro di generazioni di lavoratori per mettere in comunicazione i popoli, per i commerci, per le invasioni, per difendere il territorio dagli invasori. Non certo per un GP della montagna.
Ci può comunque stare che un tratto di strada venga intitolato a un ciclista, per carità. Penso che se il tratto di salita dello Stelvio si chiamasse anche “Strada Fausto Coppi”, nessuno storcerebbe il naso. Personalmente preferirei che il Passo in questione mantenesse il nome d’origine, ma non è tutto.
Nel caso in oggetto si osa di più. Viene cambiato il nome della cima. Infatti si accenna al coinvolgimento dell’Istituto Geografico Militare (benemerito ente). Qua sinceramente non ci trovo più nulla di buono. Detto che le strade non sono assimilabili agli stadi di calcio, rincaro la dose per quanto attiene alle montagne. Le quali sono le quinte sceniche della tappa ciclistica, non certo il terreno di gioco. È come se, visti i trionfi internazionali della squadra in maglia bianca, si decidesse di chiamare la capitale spagnola F.C. Real Madrid!
Le montagne hanno ben altro da dire. E se proprio si vuole trovare una disciplina che le usi come campo di applicazione, questa è senz’altro l’alpinismo (non lo sci alpino, che usa parti di territorio modellate e rese “impianto”). Sono gli alpinisti, i grandi arrampicatori che hanno amato e nobilitato più di tutti le montagne. Eppure il loro nome non viene mai dato alle vette, bensì agli itinerari di salita o a singole porzioni di una vetta che non avevano nome proprio prima dell’impresa di un qualche scalatore (penso al Pilier Bonatti, chiamato così dopo l’eroica solitaria del grande Walter nel 1955, singolo pilastro chiamato fino ad allora “spigolo sud-ovest”, della vetta chiamata Petit Dru). L’Everest è ancora l’Everest. Eppure pochi altri uomini possono dirsi al pari di Hillary e Tenzing che lo salirono per primi nel 1953. Poi magari ci troveremo la via Messner etc.
Insomma. Ben venga il titolo a Pantani, sia chiaro. Non è una cosa su cui mi sento di combattere una battaglia, ma alcune cose andavano dette. Amare il ciclismo non significa attribuirgli valori superiori al resto delle attività e delle esperienze umane, ci mancherebbe quest’ultima tristezza!
Avrei preferito che si intitolasse , che so, la strada del Mortirolo “salita Pantani” o qualcosa del genere, mi sarebbe sembrato più onesto.
Tornando a Morris, è vero. L’iniziativa del comune di Castelmagno non passa inosservata. Forse sarà un bene per il ciclismo, probabile. Restano in me tutte le perplessità espresse sopra, che non hanno oggetto il ciclismo e le sue convenienze, ma il territorio.
Inoltre: con infinito affetto verso di te, Maurizio, spero che tu mi creda, perché gettare benzina dicendo che chi se ne fa un cruccio è uno che non ha mai smesso di odiare Pantani? Non me ne faccio un cruccio, ma se me lo facessi sarebbe per tutti i motivi che ho illustrato, non certo per Pantani. E come me credo molti altri, che semplicemente antepongono la ragione al sentimento. Ti prego Morris, di considerare che non tutto ruota attorno alla vicenda umana di Pantani e che una discussione del genere l’avremmo fatta anche se avessero cambiato il nome del Pereysourde con “Monte B. Hinault”.
Poi si può discutere di tutto, di quali siano le cose che fanno bene al nostro sport etc. Non immagino un interlocutore più piacevole e più gratificante di te, ma supera, ti prego, questo impasse. Usciamo dall’equivoco, odio, indifferenza, sono parole grosse, non le applico neanche a Berlusconi figuriamoci a Pantani! Io credo che sia il momento del giusto distacco dalle cose. È vero, Pantani ha suscitato entusiasmi ovunque. Sulla sostanza di questi entusiasmi potremo discutere per settimane e mi piacerebbe molto, ma trovo tutto difficile, se, ogni parola che non sia grondante entusiasmo per lo scalatore di Cesenatico venga interpretata come attacco malevolo. Coraggio, Pantani è anche una montagna ora. Okay, vogliamo rilassarci un poco?
Spero di essermi spiegato e spero di vederti alla Coppa Kobram (a fare il tifo per me). Ciao baffo.
Mi scuso per questo finale poco didascalico che mi farà perdere preziosi punti contro l’odiato cerchiobottista pavese.
Belli ciao.
Claudio

 

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“…..oh, ghè riàt Dancelli!....”


 
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  postato il 19/04/2008 alle 16:06
Secondo me è giusto intitolare la salita a Pantani.Io nel 99' ho assistito dal vero a quella tappa, Marco quel giorno ha offerto uno spettacolo stupendo. Quella giornata è stata una delle più belle della mia vita, era la prima volta che vedevo dal vero una tappa del giro,
inoltre il paesaggio era stupendo.Mio papà è anche riuscito a filmare Pantani per alcuni secondi e sono immagini inedite,perchè quel giorno la RAI non era riuscita a trasmettere la parte finale della salita.

 
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Livello Gianni Bugno




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  postato il 20/04/2008 alle 13:41
Vorrei ricordare qa tutti che la toponomastica Italiana e' , alemno per quel che riguarda le regioni deserte di montagna, in gran parte frutto della fantasia dei geografi dell IGM dopo l'unita' d'Italia..
Quelle strade le ho sentite chiamare in almeno 4 modi diversi, a seconda della valle interessata.
La Cima Fauniera esiste sempre ed e' un monte.
Il Passo Pantani ci sta a pennello

 

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"Quel naso triste come una salita
Quegli occhi allegri da italiano in gita!"

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 20/04/2008 alle 14:31
Associandomi al Dott. Gru-nt, invito a leggere bene la storia di "certi nomi", ed in particolare quella, tribolata, del Fauniera.
Ma qui c'è di più. Quindi, dopo Amstel e Inter, che sono due richiami a cui mi voglio unire, risponderò.

 

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"Non discutere con gli stupidi, perchè scenderesti al loro livello e ti batterebbero per la loro esperienza".

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 20/04/2008 alle 15:47
Il nome esatto del passo è "Colle dei Morti", i locali lo chiamano anche "Colle del Mulo" (che esiste, ma è nelle vicinanze), mentre sulle altimetrie della GF Fausto Coppi, prima dell'attribuzione del nome Fauniera, era indicato come "Colle di Valcavera" (pure esistente, viene valicato 1,7 Km prima, salendo da Demonte). Anche il toponimo Fauniera è sviante, perchè nei pressi esiste effettivamente un passo con quel nome, situato sul versante opposto della Cima Fauniera e non ciclabile.

 

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Mauro Facoltosi
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 24/04/2008 alle 22:17
Originariamente inviato da claudiodance
Ciao cari,
premetto che questo intervento è massimamente teso a scavalcare ProfRoubaix nella classifica del Premio Precisino 2008 per la puntualizzazione dell’anno.
Detto ciò ecco come la penso:
Non è una cosa grave cambiare un toponimo. Avviene però quando le autorità ritengono siano intervenuti fatti talmente rilevanti da superare gli strati della storia e della tradizione. La cosa è indice di progresso, in un certo senso. Di una civiltà che non si addormenta su se stessa. Diverso quando questi cambiamenti sono figli di opportunismi o volontà particolari. In questi casi sono sempre a sfavore. I nomi dei luoghi hanno sempre un perché, si può capire molto di un luogo anche a partire dei nomi che lo identificano. Obliterarne la memoria può significare perdere i significati di un “progetto collettivo” che si è stratificato sul territorio nel corso dei secoli.
Morris dice una cosa corretta. I nomi degli impianti sportivi sono spesso intitolati ai protagonisti di quello sport senza che alcuno trovi nulla da ridire.
Corretta, ma, mi si perdoni, non precisa (ricordate, sto cercando di superare quel puntiglioso di P.Roubaix ). Infatti non è del tutto vero che le strade sono gli impianti del ciclismo. Sono innanzi tutto strade, vettori per il trasporto umano, tracciati spesso antichissimi su cui si sono incrociati destini di popoli e generazioni. Quindi restano innanzi tutto strade, percorsi, linee di collegamento. Il fatto che il nostro sport sia fatto sulle strade e non negli impianti è indubbiamente una delle specifiche ragioni del suo fascino e della sua forza.
Poi su queste strade ci si fanno anche delle gare. Maratone, millemiglia, Giri d’Italia etc.
La grande forza del Giro d’Italia riposa proprio nel suo seguire le strade. Le stesse strade che vengono percorse dalla gente comune, dove si commercia, si trasporta, si ama e ci si ammazza. Epperò queste strade sono nate prima dello sport per diletto.
I passi di montagna sono stati strappati alle alpi dal lavoro di generazioni di lavoratori per mettere in comunicazione i popoli, per i commerci, per le invasioni, per difendere il territorio dagli invasori. Non certo per un GP della montagna.
Ci può comunque stare che un tratto di strada venga intitolato a un ciclista, per carità. Penso che se il tratto di salita dello Stelvio si chiamasse anche “Strada Fausto Coppi”, nessuno storcerebbe il naso. Personalmente preferirei che il Passo in questione mantenesse il nome d’origine, ma non è tutto.
Nel caso in oggetto si osa di più. Viene cambiato il nome della cima. Infatti si accenna al coinvolgimento dell’Istituto Geografico Militare (benemerito ente). Qua sinceramente non ci trovo più nulla di buono. Detto che le strade non sono assimilabili agli stadi di calcio, rincaro la dose per quanto attiene alle montagne. Le quali sono le quinte sceniche della tappa ciclistica, non certo il terreno di gioco. È come se, visti i trionfi internazionali della squadra in maglia bianca, si decidesse di chiamare la capitale spagnola F.C. Real Madrid!
Le montagne hanno ben altro da dire. E se proprio si vuole trovare una disciplina che le usi come campo di applicazione, questa è senz’altro l’alpinismo (non lo sci alpino, che usa parti di territorio modellate e rese “impianto”). Sono gli alpinisti, i grandi arrampicatori che hanno amato e nobilitato più di tutti le montagne. Eppure il loro nome non viene mai dato alle vette, bensì agli itinerari di salita o a singole porzioni di una vetta che non avevano nome proprio prima dell’impresa di un qualche scalatore (penso al Pilier Bonatti, chiamato così dopo l’eroica solitaria del grande Walter nel 1955, singolo pilastro chiamato fino ad allora “spigolo sud-ovest”, della vetta chiamata Petit Dru). L’Everest è ancora l’Everest. Eppure pochi altri uomini possono dirsi al pari di Hillary e Tenzing che lo salirono per primi nel 1953. Poi magari ci troveremo la via Messner etc.
Insomma. Ben venga il titolo a Pantani, sia chiaro. Non è una cosa su cui mi sento di combattere una battaglia, ma alcune cose andavano dette. Amare il ciclismo non significa attribuirgli valori superiori al resto delle attività e delle esperienze umane, ci mancherebbe quest’ultima tristezza!
Avrei preferito che si intitolasse , che so, la strada del Mortirolo “salita Pantani” o qualcosa del genere, mi sarebbe sembrato più onesto.
Tornando a Morris, è vero. L’iniziativa del comune di Castelmagno non passa inosservata. Forse sarà un bene per il ciclismo, probabile. Restano in me tutte le perplessità espresse sopra, che non hanno oggetto il ciclismo e le sue convenienze, ma il territorio.
Inoltre: con infinito affetto verso di te, Maurizio, spero che tu mi creda, perché gettare benzina dicendo che chi se ne fa un cruccio è uno che non ha mai smesso di odiare Pantani? Non me ne faccio un cruccio, ma se me lo facessi sarebbe per tutti i motivi che ho illustrato, non certo per Pantani. E come me credo molti altri, che semplicemente antepongono la ragione al sentimento. Ti prego Morris, di considerare che non tutto ruota attorno alla vicenda umana di Pantani e che una discussione del genere l’avremmo fatta anche se avessero cambiato il nome del Pereysourde con “Monte B. Hinault”.
Poi si può discutere di tutto, di quali siano le cose che fanno bene al nostro sport etc. Non immagino un interlocutore più piacevole e più gratificante di te, ma supera, ti prego, questo impasse. Usciamo dall’equivoco, odio, indifferenza, sono parole grosse, non le applico neanche a Berlusconi figuriamoci a Pantani! Io credo che sia il momento del giusto distacco dalle cose. È vero, Pantani ha suscitato entusiasmi ovunque. Sulla sostanza di questi entusiasmi potremo discutere per settimane e mi piacerebbe molto, ma trovo tutto difficile, se, ogni parola che non sia grondante entusiasmo per lo scalatore di Cesenatico venga interpretata come attacco malevolo. Coraggio, Pantani è anche una montagna ora. Okay, vogliamo rilassarci un poco?
Spero di essermi spiegato e spero di vederti alla Coppa Kobram (a fare il tifo per me). Ciao baffo.
Mi scuso per questo finale poco didascalico che mi farà perdere preziosi punti contro l’odiato cerchiobottista pavese.
Belli ciao.
Claudio

Ahò, Cadel Evans de' noantri, mi spiace dirlo ma sono completamente d'accordo con te (senza "se anche" e senza "ma anche").
Confido di leggere prima o poi la risposta che Morris ti ha promesso

 
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Livello Marco Pantani




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  postato il 24/04/2008 alle 22:45
Originariamente inviato da ProfRoubaix
...completamente d'accordo con te (senza "se anche" e senza "ma anche").


La cosa è senza precedenti, non hai nemmeno una piccola puntualizzazione da fare?
Stai male?

ps. comunque, e vado OT di brutto, darei un braccio di qualche mio amico (tipo te) per una settimana da Cadel Evans (tipo in piena estate, verso Parigi..)

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 24/04/2008 alle 22:54
claudio guadagni 1000 punti con questo post
è proff roubaix sempre a ruota, a digrignare da vero cadel
capitani si nasce.

i nomi deii luoghi si formano, così come sta avvenendo per il fauniera, che si trova in una regione complicata, come ha ben spiegato maurofac.

quando io ero ragazzo, a cuneo, tutti lo chiamavano colle del mulo, anche se il nome giusto è colle dei morti, che però non è mai piaciuto a nessuno.

da un po' di anni , tutti lo chiamano fauniera, e non credo che la decisione del comune di castelmagno cambierà qualcosa.

il nome suona bene, giro e gf fausto coppi hanno fatto la loro parte e colle di valcavera non piace.

benci sta lassù la statua del pirata , come il ricordo di bobet e coppi sull' izoard.
ma anessuno è mai venuto in mente di cambiare il nome dell' izoard...

aggiungo che a me piace di più pensare a quello che ha fatto pantani sul fauniera, e mi piace pensare che come l' izoard richiama coppi e bobet, così il fauniera richiamerà la memoria di pantani.

e come avviene per coppi e bobet con l' izoard, il nome di pantani tornerà agli appassionati ogni volta che qualcuno illustrerà quella montagna con un impresa.
non c' è bisogno di decreti comunali e istituti geografici militari

mesty

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 25/04/2008 alle 12:15
Originariamente inviato da Andrea_Web

Originariamente inviato da plata

Non vorrei essere una voce fuori dal coro ma non condivido questo tipo di scelte. Per prima cosa penso sia più una trovata pubblicitaria per la zona. Per seconda che non si possono eliminare così dei toponimi locali, magari di antica origine. Terza cosa, se proprio dovevano cambiargli il nome potevano chiamarla colle Savoldelli, uno che lì l'impresa l'ha fatta davvero.


Anche io ho la tua stessa opinione, non mi pare il caso di sostituire un nome storico/geografico con uno sportivo, per quanto di valore.
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io sono un saavvvoonnnéééésse

Un uomo solo al comando... la sua divisa è bianco-celeste... il suo nome è Fausto Coppi
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Livello Marco Pantani




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  postato il 25/04/2008 alle 21:43
Originariamente inviato da mestatore
claudio guadagni 1000 punti con questo post
è proff roubaix sempre a ruota, a digrignare da vero cadel
capitani si nasce.
mesty


Esatto, il ragazzo deve maturare, è un tardo-tardivo a maturazione lenta. Capitano rimango io!
Ciao mesty.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 25/04/2008 alle 22:02
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claudio guadagni 1000 punti con questo post
è proff roubaix sempre a ruota, a digrignare da vero cadel
capitani si nasce.
mesty


Esatto, il ragazzo deve maturare, è un tardo-tardivo a maturazione lenta. Capitano rimango io!
Ciao mesty.


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