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Autore: Oggetto: Giornalisti BRA

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Utente del mese Gennaio 2009




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  postato il 20/05/2005 alle 15:17
Giornalisti BRA - Cioe' Braccia Rubate all'Agricoltura

Questo l'articolo lungimirante:
http://www.repubblica.it/2005/e/speciale/altri/2005stradegiro/stradegiro7/stradegiro7.html

Riporto qui l'articolo onde evitare che il furbone corregga:

Le dieci vere motivazioni
della crisi di Cunego

Decalogo di una sconfitta e analisi della Grande Delusione ("Damiano taca al turbo", era l'incitamento dei tifosi a 7,5 chilometri dal traguardo). Dieci valide ragioni per dire che il Giro 2005 è stato perso non da Damiano Cunego ma da chi ha preteso di guidare la sua squadra, la Lampre, sacrificando il giovane campione per sostenere Gilberto Simoni.

1) Alla vigilia del Giro Cunego ha sfiorato il successo nel Romandia, dimostrando ottima condizione di forma, in crescendo, e miglioramenti nella specialità a lui più ostica, quella a cronometro. In genere il Romandia, come il Giro del Trentino - corse che precedono il Giro d'Italia - sono considerati il test più valido per valutare la forma dei corridori.

2) Dunque, l'inquietante crisi di ieri a che cosa è dovuta, in realtà? Ad un malessere improvviso? O non è stata piuttosto una resa voluta, quella di Cunego, per evitare di dover aiutare Simoni contro Basso, come era invece nella strategia di squadra?

10) E' dall'inizio del Giro che l'espressione di Damiano Cunego denuncia una certa sofferenza: come avesse dovuto accettare un'imposizione non condivisa. Secondo Franco Ballerini, il cittì della nazionale, per tutta la prima settimana è stato angustiato dalla voglia, anzi, dalla necessità di vincere una tappa per dimostrare non solo a se stesso, ma soprattutto a Simoni e al suo entourage che lui meritava d'essere il leader della formazione. Ora è libero dalle incombenze di classifica. Ha due opzioni davanti a sé: correre alla corsara, infischiandosene delle direttive e quindi mollando poi la Lampre per la nuova destinazione; o patteggiare i suoi attacchi contro Basso per favorire Simoni, in cambio però della leadership assoluta (allora sarà Simoni a sloggiare).

Si accettano obiezioni, suggerimenti e ipotesi diverse. Scrivere a: l.coen@repubblica.it

A proposito: quest'anno le strade del Giro d'Italia sono più mute, rispetto a quelle dello scorso anno, nel senso che si leggono meno striscioni. La recessione colpisce anche il tifo? Comunque, ieri, salendo verso Zoldo Alto, ho letto questo che considero il più simpatico e arguto della tappa: "Col dopi al no te tira pi".
7) Nel frattempo Basso ha intessuto alleanze trasversali con altre squadre: segnatamente la Liquigas di Garzelli e Cioni (ormai tagliati fuori da ogni ambizione di vittoria finale) e la Discovery di Savoldelli, al quale conviene fare corsa parallela con il campione varesino, peraltro pronosticato vincitore da Lance Armstrong, segno di rispetto e investitura per il futuro. Il padrone del ciclismo ha scelto il delfino: che non è Cunego e questo ha ferito profondamente l'orgoglio di Damiano.

8) Qualsiasi logica aziendale punta ad investimenti mirati per le strategie commerciali future; la Lampre ha fatto esattamente il contrario, almeno a giudicare da quello che ha fatto sinora in questo Giro.

9) Cunego ha poi una caratteristica fisiologica invidiabile: ha naturalmente un valore elevato di ematocrito (come suo padre), oltre i limiti proibiti. Come avere in mano un poker d'assi. Un vantaggio rispetto alla concorrenza.

10) E' dall'inizio del Giro che l'espressione di Damiano Cunego denuncia una certa sofferenza: come avesse dovuto accettare un'imposizione non condivisa. Secondo Franco Ballerini, il cittì della nazionale, per tutta la prima settimana è stato angustiato dalla voglia, anzi, dalla necessità di vincere una tappa per dimostrare non solo a se stesso, ma soprattutto a Simoni e al suo entourage che lui meritava d'essere il leader della formazione. Ora è libero dalle incombenze di classifica. Ha due opzioni davanti a sé: correre alla corsara, infischiandosene delle direttive e quindi mollando poi la Lampre per la nuova destinazione; o patteggiare i suoi attacchi contro Basso per favorire Simoni, in cambio però della leadership assoluta (allora sarà Simoni a sloggiare).

Si accettano obiezioni, suggerimenti e ipotesi diverse. Scrivere a: l.coen@repubblica.it

A proposito: quest'anno le strade del Giro d'Italia sono più mute, rispetto a quelle dello scorso anno, nel senso che si leggono meno striscioni. La recessione colpisce anche il tifo? Comunque, ieri, salendo verso Zoldo Alto, ho letto questo che considero il più simpatico e arguto della tappa: "Col dopi al no te tira pi".
(20 maggio 2005)


Visto che non sa neanche contare fino a 10 come
fa a capire tutte quelle cose dall'espressione ?
Un vero veggente!!!!

 

[Modificato il 29/04/2008 alle 16:21 by Monsieur 40%]


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 22/05/2005 alle 23:46
Mah....aldilà di certe baggianate (per non dire peggio) davvero da antologia....mi fa tristezza che sto tipo è pure pagato...

 

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"Se hai la fortuna clamorosa di diventare un cronista di ciclismo, non puoi fare a meno di essere coinvolto, trascinato in una passione infinita, irrinunciabile, che ti segna per sempre" - Pietro Cabras

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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 23/05/2005 alle 00:19
Vabbè, scritto da me che vedo Repubblica, da sempre, come il giornale che userei per fare le barchette o gli aeroplanini di carta, ciò che sto per dire ha valore nullo, ma questi fogli, in quanto a firme sul ciclismo, sono un vero infortunio. Escluso Gianni Mura, un gigante (l'unico grande di quella testata), il peso dei ben più presenti Capodacqua e Coen al Giro, mi ricorda i duetti fra le zanzare e le galline.

Dei due però, il peggiore è nettamente quel Coen che, qualcuno, con 40 di febbre, definisce intellettuale...
Quando lo vedo in TV, o, tortocollo, son costretto a leggerlo, mi viene in mente una storiella che scrissi nel lontano 1973 e che ho inserito nel mio ultimo libro. Ve la riporto....

………Nel recinto della fattoria, vicino al campo ancor tutto d’erba, sorse un dibattito. Protagonisti un’anatra, un grillo e una scopa chissà perché finita lì.
Il pennuto, impettito per il cibo ingoiato, si rivolse alla scopa per dirle che era un’intrusa. Non era animale per stare in quel posto.
La scopa, stizzita, rispose d’esser stata portata lì da qualcuno così bravo e grande da alzare le cose e costruire le macchine, insomma, un essere superiore.
Il grillo che aveva ascoltato silenzioso la discussione delle due, non poté trattenere una risata.
“E tu perché ridi – intervenne l’anatra – sei così piccolo che ti si sente solo quando canti!”
“Rido, perché quell’essere che è così superiore, ha dimenticato la scopa qui, pensando fosse la sua coscienza!”
“E che c’è di male?” ribadì l’anatra.
“Pensaci un po’!” - rispose il grillo…………

 

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"Non discutere con gli stupidi, perchè scenderesti al loro livello e ti batterebbero per la loro esperienza".

 
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  postato il 25/05/2005 alle 08:03
Ieri il signor Capodacqua si è preso la briga di gettare ombre sulla crisi di Basso.
Niente in contrario, io non sono al Giro e mi limito a leggere giornali e vedere tv, mentre lui è presente. Io non ho elementi per difendere Basso. Ma una cosa è certa. Se pensa che la diarrea di Basso sia dovuta al malfunzionamento di qualche bomba o agli effetti collaterali delle stesse, LO DEVE DIRE CHIARAMENTE. Se è una sua supposizione lo scriva nero su bianco sul suo giornale. Se è un certezza lo dica alla procura della Repubblica e ai medici dell'antidoping.
Sono ormai diversi anni che Capodacqua si diverte a fare allusioni su tutto e su tutti senza mai dichiarare nulla di concreto. E poi abbiamo già discusso di come fino a un certo punto Conconi andava difeso su Repubblica...
Bene ha fatto Petacchi ha arrabbiarsi con lui alla Tirreno Adriatico... peccato che poi il giornalista BRA ha la penna e la carta a sua disposizione.

Tanto che stiamo a parlare di malainformazione, i parmigiani del forum avranno visto ieri sera su TV Parma la trasmissione di ciclismo di Biondini. Grande trasmissione, ottimi ospiti, tranne uno. Ossia Emanuele Bombini, Ds negli anni '90 della Gewiss-Ballan o Mecair Ballan, squadra rappresentativa della golden age del doping, che ha portato ai vertici meteore come Bottaro (terzo al Fiandre '93) Furlan (una Sanremo prima dell'operazione all'arteria iliaca) Gabriele Colombo (un'altra Sanremo) Berzin e Bobrik
Ebbene sapete cosa ha osato insinuare San Emanuele Bombini l'Immacolato. Che Basso è nella squadra di Rjis, uno che quando vinceva usava pratiche "assai moderne" (più o meno lo dice anche Capodacqua, è vero ma quanti suoi emuli oggi sono Ds?), per cui non ci sarebbe da stupirsi se la crisi di Basso sia dovuta a pratiche troppo spinte. Ovviamente nessuno gli ha fatto notare da dove viene e che storia ha.

Emanuele Bombini Santo Subit
o

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 25/05/2005 alle 08:23
Anche a me non è piaciuto per niente l'articolo di Capodacqua, che insinua il dubbio senza portare prove o altro. E' ben diverso se io o altri in un forum facciamo i maliziosi, lui scrive nel secondo giornale d'Italia e dovrebbe fare meno sensazionalismo. Dovrebbe poi spiegare cosa c'entra la dissenteria con il doping.
Quanto al programma televisivo citato da Tondani: che Bombini ds della squadra più "chiacchierata" degli anni 90 faccia la morale sul doping è veramente una cosa tristissima, ma in ogni caso siamo nel paese che nomina la Di Centa vicepresidente!!!!!!!

 
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  postato il 25/05/2005 alle 11:45
Io non ho letto quell'articolo, e non so se l'abbia fatto Basso, ma vedere il "baffetto" abbracciato ad Ivan subito dopo l'arrivo di Livigno mi sapeva sin da subito di raggiro alla "gattoellavolpe" (tra l'altro racchiusi in una sola persona)...



 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/11/2005 alle 09:05
Postato da marco83 in un altro thread

Giro 2006, istigazione al doping?

Il Giro d´Italia numero 89 presentato sabato a Milano è un´istigazione al doping, come se non ne girasse già abbastanza, dentro e fuori il Giro. Lo è per molteplici aspetti che andremo ad analizzare più avanti, ma quel che è drammatico è che fondamentalmente si accetta che sia così «per lo spettacolo».
Se qualche corridore il prossimo anno nella fase di avvicinamento o durante la corsa rosa dovesse finire nella rete del doping, pratica comunque sempre da censurare con la massima fermezza, una parte di colpa andrà addebitata a chi ha disegnato il Giro.
«Bellissimo» l´hanno subito definito i "cantori" del ciclismo, quelli abituati a descrivere (spesso male dal punto di vista tecnico) le gesta dei corridori al Giro dopo averne percorso le tappe svogliatamente sprofondati nei macchinoni che recano sulle fiancate le serigrafie delle testate giornalistiche.
«Durissimo», si sono affrettati ad aggiungere gli stessi, con una punta di compiaciuto sadismo mista ad ipocrisia.
In realtà per loro, per i "cantori", i percorsi non sarebbero mai duri abbastanza così come non sarebbero mai troppi gli scatti in salita. Un po´ perché credono che i corridori siano tanti "superman", devastati nel loro modo di vedere il ciclismo e di scriverne dal ricordo del povero Marco Pantani e delle sue "imprese" tristemente distanti dall´umanamente sostenibile. Un po´ perché in bicicletta la stragrande maggioranza di loro non ha mai percorso un metro di salita o se l´ha fatto (taluno anche per professione) pare averlo dimenticato, preferendo di fronte ad un tracciato improponibile ad un essere umano - almeno nei tempi infernali imposti ai ciclisti dagli orari televisivi - commenti fin troppo misurati, aventi l´unico utilitaristico scopo di non contraddire chi il Giro l´ha disegnato e tiene in piedi il baraccone che vi ruota attorno, perché del baraccone pure loro fanno parte.
Il terzo aggettivo usato per descrivere il Giro che verrà, è «spettacolare». Ricapitolando: bellissimo, durissimo e spettacolare.
I corridori, quelli che in concreto dovranno pedalare su e giù dalle salite, sono d´accordo solo sul secondo: durissimo e sabato l´hanno detto con la paura negli occhi anche se si chiamano Simoni, Cunego e Di Luca, gente che quando la strada si impenna sotto le ruote, per natura è favorito rispetto ad altri colleghi. Questo vorrà pur dire qualcosa...
Ma a chi ha firmato il percorso del Giro, il giornalista della Gazzetta dello Sport Angelo Zomegnan, pare che dei corridori e della loro salute non interessi granché.
Avete voluto la bici? Pedalate. Dove? Lo decido io in base ai soldi che ricevo da chi vuole una tappa del Giro a casa sua ed in base alla voglia di spettacolo televisivo che sta progressivamente rincretinendo il popolo italiano.
Poste queste due priorità, "chissenefrega" se il Giro d´Italia parte in Belgio e costringerà gli atleti a giocarsi il primo riposo in un trasferimento aereo. "Chissenefrega" se anche il secondo riposo (si fa per dire) sarà in realtà un altro trasferimento aereo. "Chissenefrega" se ben nove tappe supereranno i 200 chilometri.
Ma siamo solo all´inizio della lista dei "chissenefrega" che a nostro avviso portano all´individuazione della fattispecie di istigazione al doping.
Sorvolando sui 50 chilometri a cronometro che per gli uomini di classifica equivarranno ad un personale record dell´ora (!) piazzato come una bomba nel bel mezzo di una corsa lunga oltre 3500 chilometri, vogliamo analizzare l´ultima settimana che attende i corridori?
Iniziamo da casa nostra, dalla tanto chiacchierata tappa del Bondone (180 km). Dal punto di vista tecnico, dopo le salite in Piemonte e Valle d´Aosta e prima delle tappe dolomitiche, è una bestemmia: ed infatti la prima stesura del tracciato non la prevedeva. È bastato però il pellegrinaggio a Milano dell´assessore al turismo della Provincia di Trento Mellarini (abbiamo ragione di ritenere con qualche euro nel portafoglio...) perché si trovasse il posto per l´arrivo in cima al Bondone.
A metà fra l´allettante incentivo economico ricevuto dagli impiantisti e la voglia di veder gli atleti sputar sangue perché fa audience, la scelta di far arrivare il giorno seguente la carovana a Plan de Corones (158 km), in cima alla strada di servizio dell´impianto di risalita con fondo e pendenze che con il ciclismo ben poco hanno da spartire.
Ma "chissenefrega", tanto chi paga è accontentato e la gente a casa si appassiona, come quando il vip del reality è costretto a mangiare la termite fritta piuttosto che l´occhio di un bue. Magari i corridori sono pure costretti a mettere piede a terra dove la pendenza supera il 30%... Sai che spettacolo, altro che Isola dei Famosi!
Il giorno dopo, tappa interlocutoria ma facile solo per chi la percorrerà in macchina, la Sillian - Gemona, non fosse altro per il chilometraggio (227 km).
Ma veniamo al micidiale finale. Venerdì 26 maggio si arriva a Passo S.Pellegrino, salita tossica posta in capo a 220 km (!) resi interminabili dalle ascese a Forcella Staulanza, Marmolada e Pordoi. Recupero ridotto ai minimi termini per il trasferimento, appena tagliato il traguardo, a Trento.
I corridori saranno stanchissimi, ma "chissenefrega", sabato mattina volenti o nolenti dal nostro capoluogo di provincia dovranno riparte per scalare nell´ordine Tonale, Gavia (!), Mortirolo (!!) ed approdare ad Aprica dopo ben 212 km.
Sarà uno spettacolo, a cui per buon peso gli organizzatori hanno pensato bene di aggiungere nell´ultima giornata la cronoscalata del Ghisallo. I "cantori" potrebbero definirlo «un crudele spettacolo» scomodando i triti paragoni con «il ciclismo epico».
Nessuno di loro, però, osi vergare una parola di condanna se uno di quegli omini in bici di cui scriveranno dovesse risultare dopato, prima di aver scritto che il Giro 2006 era un´istigazione al doping.


Rispolvero questo vecchissimo e poco frequentato thread per aggiungere un membro alla categoria dei giornalisti BRA.
A parte che manca il nome (spero di non averlo perso io per strada), ma questo di ciclismo quanto se ne capisce? E' penoso che nei giornali locali e non solo la sindrome dell'editorialista porti un sacco di gente a scrivere su cose di cui non sanno nulla... chieda a Gimondi che tappe facevano ai suoi tempi, con quale alimentazione, con quali biciclette, con quali asfalti, con quale "doping".

 

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Il mio blog: http://passodellacisa.blogspot.com
La mia squadra ciclistica:http://altalunigiana04.comyr.com

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/11/2005 alle 09:16
Il giornalista de L'Adige si chiama Pietro Gottardi.

 

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"MEGLIO NON ESSERE RICONOSCIUTO PER STRADA CHE ESSERLO ALL'OBITORIO.
IL CASCO SALVA LA VITA, LA CHIOMA VA BENE PER LA FOTO SULLA TOMBA"!!!


Articolo 27 della costituzione Italiana

La responsabilità penale è personale.
L'IMPUTATO NON E' CONSIDERATO COLPEVOLE SINO ALLA CONDANNA DEFINITIVA.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/11/2005 alle 09:20
Editoriale messo in prima pagina spalla destra.

Troppo duro: disumano
Questo Giro 2006
istiga al doping
di PIETRO GOTTARDI
Il Giro d’Italia numero 89 presentato
sabato a Milano è un’istigazione
al doping, come se non ne girasse
già abbastanza, dentro e fuori
il Giro..........ecc .....ecc....


Questo e' il link della prima pagina di ieri:
http://www.ladige.it/20051115/pdf/AD1511PRIA.pdf

 

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"MEGLIO NON ESSERE RICONOSCIUTO PER STRADA CHE ESSERLO ALL'OBITORIO.
IL CASCO SALVA LA VITA, LA CHIOMA VA BENE PER LA FOTO SULLA TOMBA"!!!


Articolo 27 della costituzione Italiana

La responsabilità penale è personale.
L'IMPUTATO NON E' CONSIDERATO COLPEVOLE SINO ALLA CONDANNA DEFINITIVA.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/11/2005 alle 11:59
Leggo repubblica tutti i giorni e devo ammettere che le pagine sportive sono le peggiori di tutto il giornale (che, per il resto, reputo di buona qualità a differenza di morris).
anch'io mi sono chiesto spesso perchè vengano così poco considerate quelle pagine, sembra quasi che si accontentino di avere gianni mura (gli articoli sul tour sono fantastici) e gianni clerici.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/11/2005 alle 13:23
E' un articolo molto forte. Credo che il giornalista in questione tratti degli argomenti molto delicati in maniera troppo "sempliciotta", e mi viene da pensare che di esperienza ne abbia davvero poca. Sbatte così sulla carta le proprie idee personali come se fossero un pensiero universale (Il Giro lo trovi duro? Va bene, non sei l'unico, ma mica è detto che deve per forza essere come dici).
A leggere, sembra che il poverino sarà costretto dalla propria testata a seguire il Giro in bicicletta anzichè "svogliatamente sprofondato nei macchinoni che recano sulle fiancate le serigrafie delle testate giornalistiche"....

 

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  postato il 16/11/2005 alle 15:07
Originariamente inviato da Vuelta Espana
A leggere, sembra che il poverino sarà costretto dalla propria testata a seguire il Giro in bicicletta anzichè "svogliatamente sprofondato nei macchinoni che recano sulle fiancate le serigrafie delle testate giornalistiche"....

Non mi pare una scusante, cosi' senza voler fare nomi ( )
io qualche giornalista che segue davvero il giro in bici
lo conosco e la qualita` dei vos.. (ops!) suoi scritti
mi pare nettamente superiore.

 

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"Non chiederci la parola che mondi possa aprirti, si` qualche storta sillaba e secca come un ramo...
codesto solo oggi possiamo dirti: cio` che non siamo, cio` che non vogliamo.", Eugenio Montale.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/11/2005 alle 15:11
Infatti era ironicissimo

I giornalisti che pedalano sono i migliori!!

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 19/01/2006 alle 16:46
credo che con neanche troppo impegno riuscirei ad essere un buon giornalista di ciclismo piuttosto che sti str......!!!!!!!!!!

 

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EROE DEL GAVIA

A 2 Km dalla vetta mi sono detto "Vai Marco o salti tu o salta lui...E' saltato lui.
Marco Pantani.Montecampione 1998

27/28/29 giugno 2008...son stato pure randonneur

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Livello Tour




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  postato il 19/01/2006 alle 17:12
certo che quando penso a Bombini...
ed hanno il coraggio di invitarlo a destra e manca..

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 19/01/2006 alle 17:31
Originariamente inviato da roby

certo che quando penso a Bombini...
ed hanno il coraggio di invitarlo a destra e manca..


QUOTO IN TOTO

 

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Livello Freccia Vallone




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  postato il 20/01/2006 alle 19:15
Confermo che i migliori giornalisti /e sono quelli che vanno in bici e che magari gareggiano o hanno gareggiato...perchè sanno cosa vuol dire fare fatica...e amano alla follia questo sport...non lo scrivono solo perchè sono pagati..
 
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Livello Claudio Chiappucci




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  postato il 20/01/2006 alle 19:56
Per quanto riguarda il sig. Capodacqua, non so se conoscete il suo sito www.sportpro.it in cui si parla quasi esclusivamente di ciclismo e doping.
Ecco ad esempio quanto scriveva nel 2003 sul caso Zanette :

Una fine su cui per forza di cose si addensano dubbi e domande . Quelle stesse domande che riguardano l'uso disinvolto di tanta farmacia nell'intero ciclismo nostrano. Non si può stabilire nessun nesso con questa morte al momento, ma se l'uomo era apprezzatissimo per la sua dedizione al lavoro e alla fatica, era anche abbastanza chiacchierato per le sue frequentazioni mediche. Del resto morire a 32 anni dopo una visita dentistica per un atleta dal fisico robustissimo come Zanette (era soprannominato il "gigante di Sacile") è un fatto molto strano. Una morte inspiegabile, di cui si potrà conoscere qualcosa di più solo dopo l’autopsia che verrà fatta nei prossimi giorni.


Questo quanto scritto dopo l'autopsia :

Il mistero sulla morte di Denis Zanette, il corridore deceduto improvvisamente dopo una visita dentistica in cui aveva effettuato un’innocua pulizia dentaria, continua. L’autopsia svolta a Pordenone per disposizione del pm Dragotto non è riuscita a chiarire definitivamente le cause della morte. E voci in serata che mettevano l’accento sull’ipotesi di una patologia cardiaca, forse congenita, aggravata da una bronchite curata male, si sono infrante sul muro del silenzio.

Personalmente mi astengo dal commentare ...

 

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The famous Sbrindolin hasta luego

 
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Livello Giuseppe Saronni




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  postato il 28/01/2006 alle 16:35
Sono andato sul sito http://www.sportpro.it , sito che avrebbe dovuto chiamarsi doping.it dato che quello è l'unico argomento, veramente un chiodo fisso.
Cmq è meglio quando parla di bombe, perchè quando prova a parlare solo di sport è un disastro!
Un giorno incensa un corridore, il giorno dopo lo massacra (un esempio: guardate quando parla di Petacchi alla Sanremo e poi l'articolo sul Mondiale).
Scrive delle cagate spaventose: nell'articolo sul Giro 2005 dice che ha visto Cunego più rotondetto rispetto al 2004 (inconcepibile: 5 kg in meno! Si noterebbero anche su Giuliano Ferrara ); aggiunge che "in 3 settimane di gare il valore dell'ematocrito scende di 3-4 punti", che è una cazzata immane.
In ogni suo articolo compare il sospetto verso il vincitore, oppure lodi sperticate.
A uno così non si può neanche dare il premio "giornalisti BRA (braccia rubate all'agricoltura)", che oltretutto rappresenta un insulto agli agricoltori.
Gli dedico una frase del mio idolo Cetto La Qualunque:
"Non ti sputo che sennò ti profumo, non ti piscio che sennò ti lavo, non ti cago che sennò ti inciprio!!".

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 28/01/2006 alle 16:38
E' anche uno spiritosone: avrete notato che parla sempre di "stupefacente vittoria".
 
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Livello Claudio Chiappucci




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  postato il 28/01/2006 alle 16:53
E già che siamo in tema di giornalisti anti-doping, vi invito a leggere cosa scriveva nel 2002 il signor Angelo Costa di QN (Nazione, Tempo, Resto del Carlino) :

http://lanazione.quotidiano.net/chan/61/13:3490225:/2002/07/01

 

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  postato il 28/01/2006 alle 18:00
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E già che siamo in tema di giornalisti anti-doping, vi invito a leggere cosa scriveva nel 2002 il signor Angelo Costa di QN (Nazione, Tempo, Resto del Carlino) :

http://lanazione.quotidiano.net/chan/61/13:3490225:/2002/07/01


Leggendo l'articolo mi sono chiesto se la domanda finale:
"val la pena fare sforzi professionali quando c'è chi lavora in modo amatoriale?"
se la siano mai fatti queli de La Nazione cioe' i datori di lavoro
del firmatario dello scritto.

 

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"Non esistono montagne impossibili, esistono uomini che non sono capaci di salirle", Cesare Maestri

"Non chiederci la parola che mondi possa aprirti, si` qualche storta sillaba e secca come un ramo...
codesto solo oggi possiamo dirti: cio` che non siamo, cio` che non vogliamo.", Eugenio Montale.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 28/01/2006 alle 18:17
Scusate, lo dico senza vena polemica, a me sembra un pezzo piuttosto ordinario, un riempitivo senza infamia e senza lode come se ne leggono tanti.
Non ho capito bene cosa gli rinfacciate (più che altro non mi sembra che abbia scritto castronerie, o almeno non le ho notate).
Mi sfugge qualcosa?

 

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Davide

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 28/01/2006 alle 18:18
Forse non sono riuscito a leggere fra le righe, ma non vedo nell'articolo di Costa l'approssimazione e la perfidia che c'è in Capodacqua.
Che cosa non va in quell'articolo?

 
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Livello Claudio Chiappucci




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  postato il 28/01/2006 alle 18:23
Prima di tutto non mi sembra molto tenero nei confronti dei ciclomatori, anzi direi piuttosto offensivo. Si parla dei "dopati della domenica" come se tutti i cicloamatori, anche quelli anziani e con le pance, si dopassero prima di ogni uscita domenicale. Inoltre si fa grande scandalo della trasmissione in diretta della Maratona delle Dolomiti, tirando fuori addirittura un assurdo paragone con il Palio di Siena.

 

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 28/01/2006 alle 21:27
ho letto questo thread molte volte, e molte volte sono stato sul punto di rispondere:

giornalisti KET

saluti a tutti e un abbraccio forte a chi l'ha capita.

 
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  postato il 28/01/2006 alle 22:49
Provo a riassumere:
l'articolo si apre con la sparata:

lo sbocco finale dei traffici di sostanze proibite è colui che una volta si chiamava romanticamente 'ciclista della domenica'. Oggi lo è anche il lunedì, il martedì e tutti gli altri giorni della settimana, lo è soprattutto a livello semiprofessionale: in qualche caso prende soldi, in molti di più ne spende per garantirsi quei medicinali che lo aiutano ad andare sempre più forte, persino di chi pedala per mestiere. Se poi quello che dovrebbe essere il suo divertimento trova la benedizione della Rai, che per quattro ore lo manda in diretta, com' è successo ieri mattina con la Maratona delle Dolomiti, il cerchio è completo.


Per poi concludere con:

In questo scenario, la briscola la mette la Rai, regalando un canale e una mattinata intera in perfetto stile Giro, senza negarsi nulla: telecronisti, elicotteri, motociclette e un palco così largo da ospitare amici, amici degli amici e cartelloni pubblicitari di dimensioni galattiche. Come se la tv pubblica fosse il cortile di casa, dopo aver propagandato paesaggi e bellezze locali, completa l'opera raccontando che «questo è il vero ciclismo».

evidentemente lo scrivente non ha mai visto la TV la domenica
quando ci sono le partite...per non parlare dei processi alle suddette.

forse potremmo definirlo opinionismo, ma se questo e' giornalismo
io sono Re Lear.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 29/01/2006 alle 00:04
Originariamente inviato da tenimodi

Confermo che i migliori giornalisti /e sono quelli che vanno in bici e che magari gareggiano o hanno gareggiato...perchè sanno cosa vuol dire fare fatica...e amano alla follia questo sport...non lo scrivono solo perchè sono pagati..


Scusa Ilenia ... so con quanta passioni fai il giornalismo... e da quel punto di vista ti apprezzo... però..io non ho mai pedalato..anzi ho dovuto smettere perchè a 15 anni un tedesco in macchina mi ha centrato e mi ha sfasciato la zucca... però guarda che anche se personalmente non ho mai gareggiato credo di saper fare il giornalista di ciclismo... credo di AMARE ALLA FOLLIA questo sport, di stimare qualche amico o amica che lo fa fino ad affezionarmene e SO benissimo qual'è la fatica che fate!!! E sopratutto di sapere quel che si 'guadagna'... Quindi... magari ci sarà qualche fesso che scrive male uscendo dai canoni della decenza ma io quella gente non la considero giornalista di ciclismo... Un conto è la critica giornalistica, un conto è la polemica inutile. Lo dico anche a Vuelta che ritengo un'amica e lei lo sa... Il ciclismo bisogna averlo dentro...pedalando o no!!! L'importante è l'essere consapevoli della fatica della gente su cui scrivi

 

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LA CAROVANA VA..CONFINI NON NE HA..E TUTTE LE DISTANZE ANNULLERA'!!
"..Dinnanzi a me non fuor cose create se non etterne.. Ed io in etterno duro!!
Lasciate ogni speranza voi ch'entrate...!!!

"C'è Bugno in testaaaa!!! è Bugnoooo!!! ed è campione del mondo Bugno su Jalabert!!!"

"...ma ti sollevero' tutte le volte che cadrai
e raccogliero' i tuoi fiori che per strada perderai
e seguiro' il tuo volo senza interferire mai
perche' quello che voglio e' stare insieme a te
senza catene stare insieme a te"...

"Cascata ha un pregio non da poco. ama il ciclismo e però lo riesce a guardare con l'occhio dello scienziato. informatissimo, sa sceglire personaggi sempre di levatira superiore, pur non "scadendo" nello scontato.
un bravo di cuore.
(post di Ilic JanJansen, nel Thread "Un ricordo: Pedro Delgado, il capitano di Indurain")

 
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Livello Claudio Chiappucci




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  postato il 29/01/2006 alle 00:36
Che cosa non va in quell'articolo?


Quell'articolo mi è rimasto ben impresso anche a distanza di quasi 4 anni,
perchè all'epoca quando uscì un lunedi su La Nazione, dovetti subire molte prese in giro da amici e colleghi calciofili che mi conoscevano come cicloamatore oltre che come appassionato di ciclismo. Immagino che altri abbiano subito la stessa sorte e di ciò dobbiamo ringraziare questi pseudo-giornalisti la cui filosofia è sparare nel mucchio.
Costa troppo tempo e fatica distinguere caso per caso, molto più facile generalizzare.
Alla faccia dell'etica professionale ...

 

[Modificato il 29/01/2006 alle 00:38 by sbrindolin]

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  postato il 29/01/2006 alle 02:06
Originariamente inviato da Cascata del Toce

Originariamente inviato da tenimodi

Confermo che i migliori giornalisti /e sono quelli che vanno in bici e che magari gareggiano o hanno gareggiato...perchè sanno cosa vuol dire fare fatica...e amano alla follia questo sport...non lo scrivono solo perchè sono pagati..


Scusa Ilenia ... so con quanta passioni fai il giornalismo... e da quel punto di vista ti apprezzo... però..io non ho mai pedalato..anzi ho dovuto smettere perchè a 15 anni un tedesco in macchina mi ha centrato e mi ha sfasciato la zucca... però guarda che anche se personalmente non ho mai gareggiato credo di saper fare il giornalista di ciclismo... credo di AMARE ALLA FOLLIA questo sport, di stimare qualche amico o amica che lo fa fino ad affezionarmene e SO benissimo qual'è la fatica che fate!!! E sopratutto di sapere quel che si 'guadagna'... Quindi... magari ci sarà qualche fesso che scrive male uscendo dai canoni della decenza ma io quella gente non la considero giornalista di ciclismo... Un conto è la critica giornalistica, un conto è la polemica inutile. Lo dico anche a Vuelta che ritengo un'amica e lei lo sa... Il ciclismo bisogna averlo dentro...pedalando o no!!! L'importante è l'essere consapevoli della fatica della gente su cui scrivi


Cascata,
dato che ho aperto io questo 3d, mi sento in dovere di chiarire
e appoggiare quanto da te scritto.
Penso che, un giornalista, piu` che saper correre debba sapere
cosa vuol dire correre, ma sopratutto deve saperlo far capire
ai propri lettori, deve portarli sulla strada, nel gruppo, in fuga...
insomma nella testa dei soggetti del suo raccontare.
Per poterlo fare bene ci vogliono molte doti come l'analisi, la
comunicazione, la lealta', l'obiettivita', il fiuto e la poesia.
L'andare in bici diventa solo una conseguenza naturale,
se praticabile, di una grande passione.
Il gareggiare lo vedo come un fattore accessorio e potenzialmente
conflittuoso con il mestiere di giornalista.

ciao!

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 29/01/2006 alle 15:05
Certo... I ragazzi e ragazze che seguo più da vicino (3 Juniores)ma anche quelli con cui c'è meno confidenza e + un rapporto formale passano la vita in bicicletta. Li ho spesso seguiti in allenamento... a volte sono andato io stesso a recuperarli ad oltre 1000 metri di quota quando si allenavano in salita o sulle ripetute... Lo so benissimo quali sono i sacrifici che un ciclista deve imporsi e permettimi di dire che si impongono in questo caso dei sedicenni... Per questo credo che anche chi come me non ha mia gareggiato merita un certo rispetto... Un conto è avere il ciclismo nel cuore ed adoperarsi perchè sia sempre meglio, un conto è la inutile polemica... Senza rancore con nessuno...

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 29/01/2006 alle 20:29
Originariamente inviato da Cascata del Toce

Originariamente inviato da tenimodi

Confermo che i migliori giornalisti /e sono quelli che vanno in bici e che magari gareggiano o hanno gareggiato...perchè sanno cosa vuol dire fare fatica...e amano alla follia questo sport...non lo scrivono solo perchè sono pagati..


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Cascata, amico mio, io sono d'accordo con te....non per altro fino a sei mesi fa non avevo mai imbracciato una bicicletta, eppure di ciclismo scrivevo già...ammetto che andare in bici ti aiuta a immedesimarti meglio in certe sensazioni, almeno, per me è stato così, ma non nascondo che moltissimi giornalisti che leggo con affezione non sono mai andati in bici eppure sono a dir poco dei poeti, o sono semplicemente mille volte più esperti di chi in bici ci va, ma magari non ha quelle carattaristiche che pedalando ha poco sopra descritto, e che trasformano un giornalista di ciclismo in un giornalista di ciclismo capace.

Quando poco sopra ho scritto che i giornalisti che pedalano sono i migliori, mi riferivo al contrasto con giornalisti come quelli dell'articolo citato all'inizio del thread, che non solo in bici non ci sono mai stati, ma non hanno nemmeno quella passione, competenza e nozione del ciclismo indispensabile per descriverlo....

W i giornalisti di ciclismo (ma quelli veri )

 

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"Se hai la fortuna clamorosa di diventare un cronista di ciclismo, non puoi fare a meno di essere coinvolto, trascinato in una passione infinita, irrinunciabile, che ti segna per sempre" - Pietro Cabras

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 29/01/2006 alle 22:18
Nessun rancore cara... Figurati... è che io la vedo così..

 

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  postato il 30/01/2006 alle 02:10
Bah, per me ci sono quelli che non capiscono un tubo, sia se hanno le chiappe squadrate dalla sella, che se le hanno squadrate dalla seggiola, i bravi e i meno bravi ci sono ovunque, poi ci sono quelli che credono di esserlo...allora si che ci facciamo del male

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 30/01/2006 alle 20:31
Perfetto...azzeccato in pieno... Non mi pare che gente come Beppe Conti o Angelo Zomegnan abbiano corso...

 

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  postato il 31/01/2006 alle 15:04
Questo è ciò che penso io a riguardo.

Originariamente inviato da Monsieur 40% nel thread: "Ciclismo: meglio praticarlo o seguirlo?"

Vi parlo da profano, da "poltrone" (indicato proprio come la doppia accezione pigro+sedile) della bici: contribuisce al mio stato anche il non-possesso di una bici da corsa (provo ad impietosirvi: chissà che non decidiate di regalarmela per il compleanno... )

Soltanto che non condivido i vostri discorsi di tipo interventista ("soltanto chi pedala può capire"), magari volgendo lo sguardo anche in quello che accade negli altri ambiti della cultura, non solo sportiva: esistono i critici, e questi ultimi non sono necessariamente dei bravi "applicatori di criteri teorici".

A qualcuno è mai venuto in mente di criticare Mogol perché le sue canzoni le cantava Battisti? Magari l'esempio non calza alla perfezione, ma si può imparare anche (e soprattutto, dico io) avendo l'umiltà di saper riconoscere i propri limiti e la curiosità di approfondire le cose che già si conoscono.

Se io parlo di ciclismo con più corridori, mi farò senz'altro un'idea di quello che vuol dire soffrire in bicicletta, non perché ho sofferto, ma perché la mia sofferenza è indiretta, cioè veicolata attraverso i loro racconti.
Tutti sanno che essere infilzati da una lama tagliente fa male (se non uccide), e per affermarlo non bisogna provarlo: si sa perché se ne hanno esempi.

Anche a me piacerebbe praticare di più il ciclismo, invece che solo guardarlo, ma credo di capirne (almeno) quanto chi pedala, perché la mia visione del ciclismo non si ferma al mero gesto atletico (per quanto sia la visione più poetica di questo sport), né si sobbarca l'onere di visualizzare risultati, ma io vedo gare.
Ascolto opinioni, leggo racconti, mi interesso.

E' vero, ci sono critici che sono dei "protagonisti falliti" che si vendicano su i professionisti che non sono riusciti a raggiungere, ma ricordatevi che ci sono anche gli pseudo-guru che si professano tali solo perché hanno un sellino sotto le chiappe. E né l'uno né l'altro sono esempi da riportare.

C'è chi conosce il ciclismo, chi no.
Non sempre i primi corrispondono a chi pedala, e viceversa.

Ciao!

 

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Mario Casaldi - Cicloweb.it

CICLISTI
Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie

 
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Non registrato



  postato il 01/02/2006 alle 09:43


Io pedalo anche...ma sono pienamente d'accordo con quello che dici caro il nostro Mario.

 

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Livello Giuseppe Saronni




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  postato il 01/02/2006 alle 20:53
Tornando a parlare di Capodacqua (per tenervi aggiornati sul doping andate su http://www.sportpro.it ), è commovente quando parla di Fanini e del suo team Amore e Vita
Emilio Fede dovrebbe andare a scuola da lui

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 02/02/2006 alle 00:22
Originariamente inviato da Monsieur 40%

Questo è ciò che penso io a riguardo.

Originariamente inviato da Monsieur 40% nel thread: "Ciclismo: meglio praticarlo o seguirlo?"

Vi parlo da profano, da "poltrone" (indicato proprio come la doppia accezione pigro+sedile) della bici: contribuisce al mio stato anche il non-possesso di una bici da corsa (provo ad impietosirvi: chissà che non decidiate di regalarmela per il compleanno... )

Soltanto che non condivido i vostri discorsi di tipo interventista ("soltanto chi pedala può capire"), magari volgendo lo sguardo anche in quello che accade negli altri ambiti della cultura, non solo sportiva: esistono i critici, e questi ultimi non sono necessariamente dei bravi "applicatori di criteri teorici".

A qualcuno è mai venuto in mente di criticare Mogol perché le sue canzoni le cantava Battisti? Magari l'esempio non calza alla perfezione, ma si può imparare anche (e soprattutto, dico io) avendo l'umiltà di saper riconoscere i propri limiti e la curiosità di approfondire le cose che già si conoscono.

Se io parlo di ciclismo con più corridori, mi farò senz'altro un'idea di quello che vuol dire soffrire in bicicletta, non perché ho sofferto, ma perché la mia sofferenza è indiretta, cioè veicolata attraverso i loro racconti.
Tutti sanno che essere infilzati da una lama tagliente fa male (se non uccide), e per affermarlo non bisogna provarlo: si sa perché se ne hanno esempi.

Anche a me piacerebbe praticare di più il ciclismo, invece che solo guardarlo, ma credo di capirne (almeno) quanto chi pedala, perché la mia visione del ciclismo non si ferma al mero gesto atletico (per quanto sia la visione più poetica di questo sport), né si sobbarca l'onere di visualizzare risultati, ma io vedo gare.
Ascolto opinioni, leggo racconti, mi interesso.

E' vero, ci sono critici che sono dei "protagonisti falliti" che si vendicano su i professionisti che non sono riusciti a raggiungere, ma ricordatevi che ci sono anche gli pseudo-guru che si professano tali solo perché hanno un sellino sotto le chiappe. E né l'uno né l'altro sono esempi da riportare.

C'è chi conosce il ciclismo, chi no.
Non sempre i primi corrispondono a chi pedala, e viceversa.

Ciao!



Grandioso Mario Casaldi!

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 02/02/2006 alle 10:48
Originariamente inviato da sbrindolin

Prima di tutto non mi sembra molto tenero nei confronti dei ciclomatori, anzi direi piuttosto offensivo. Si parla dei "dopati della domenica" come se tutti i cicloamatori, anche quelli anziani e con le pance, si dopassero prima di ogni uscita domenicale. Inoltre si fa grande scandalo della trasmissione in diretta della Maratona delle Dolomiti, tirando fuori addirittura un assurdo paragone con il Palio di Siena.


Ma guarda, posso darti ragione sull'uscita spropositata sulla tv. Per il resto è davvero un articolo senza infamia e senza lode, come già detto da qualcuno.
Che nel mondo delle GF ci siano impresentabili ex-pro e che ci sia un uso di sostanze dopanti nei piani alti delle classifiche è risaputo e ne abbiamo già parlato nei forum appositi.

Rimane che Costa è un mediocre come il giornale per cui scrive. Per rimanere in tema di giornalisti BRA, nel 1994, quando il QN era ancora LA Nazione, in occasione del Giro, il bravo Costa non mancava mai nei suoi resoconti di sottolineare le preferenze politiche (ma chissenefrega, dico io...) dei vari campioni che avevano palesato il loro voto per l'appena eletto neopresidente del consiglio... e questo mix politici-ciclismo dice tutto

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 02/02/2006 alle 10:57
Originariamente inviato da cassius

Tornando a parlare di Capodacqua (per tenervi aggiornati sul doping andate su http://www.sportpro.it ), è commovente quando parla di Fanini e del suo team Amore e Vita
Emilio Fede dovrebbe andare a scuola da lui


Ci vuole del coraggio a dire che l'Amore&Vita (Forzarcore, anni fa) sia una squadra pulita. A costo di essere subissato da insulti, voglio proprio dire che la notizia che uno sponsor come McDonald cerchi una squadra che non venga impelagata in faccende di doping, insomma una squadra che abbia un elevato senso etico, semplicemente mi fa schiantare dal ridere.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/02/2006 alle 08:31
Una curiosità che ho sempre avuto: a parte i contenuti (a volte giusti, spesso parziali) e i toni (quasi sempre sbagliati), qualcuno sa perchè Capodacqua è così?
Lasciamo stare gli insulti, please, la mia è una domanda seria. Voglio dire, va bene distinguersi dagli altri per la specializzazione su un tema (nel suo caso, l'antidoping), ma perchè farlo proprio insistendo sullo sport di cui lui parla? Non capisco la logica giornalistica (o di carriera, etc.) in tutto questo.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/02/2006 alle 17:58
Originariamente inviato da ProfRoubaix

Una curiosità che ho sempre avuto: a parte i contenuti (a volte giusti, spesso parziali) e i toni (quasi sempre sbagliati), qualcuno sa perchè Capodacqua è così?
Lasciamo stare gli insulti, please, la mia è una domanda seria. Voglio dire, va bene distinguersi dagli altri per la specializzazione su un tema (nel suo caso, l'antidoping), ma perchè farlo proprio insistendo sullo sport di cui lui parla? Non capisco la logica giornalistica (o di carriera, etc.) in tutto questo.

Al proposito devo raccontare una cosa. Ho "conosciuto" Capodacqua (nel senso che sono venuta a conoscenza della sua esistenza) durante un Processo alla Tappa di qualche tempo fa, quando disse che non avrebbe preso Pantani come esempio per i propri figli, e sparò altre sempiaggini del genere sul Pirata. Da allora lo odiai.

Al mondiale di Verona, ebbi la fortuna di entrare nella sala stampa della corsa sebbene non accreditata, al seguito di un giornalista che conosco, ed egli mi presentò alcuni altri giornalisti tra cui Capodacqua. All'inizio lo squadrai male, poi ci fermammo a parlare, io, lui e il giornalista mio amico.

Beh, devo dirvi la verità: Capodacqua mi ha dimostrato un amore per il ciclismo che ho visto in pochi, pochissimi altri giornalisti a quei livelli (e mi riferisco a giornalisti che scrivono su testate di un certo calibro). Mi raccontò aneddoti che lo vedevano impegnato in scalate di montagne leggendarie, e il modo che aveva di raccontare il "suo" ciclismo mi appassionava davvero. Infine, concluse con tristezza dicendo: "Beh, noi (guardando il mio amico, giornalista navigato) sappiamo le cose che piagano il nostro amato ciclismo...eppure...continuiamo a seguirlo e amarlo come sempre..."

Beh, un Capodacqua così non me lo aspettavo. So cosa scrive, ma quando lo conobbi, davvero, mi stupì. Mi sembra giusto raccontare anche questo lato dell'uomo Capodacqua, mosso da passioni così diverse per il nostro sport.

 

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Livello Marco Pantani




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  postato il 06/02/2006 alle 18:10
Vueltina, come si dice, massimo rispetto per Te, carissima. Si può essere in accordo o disaccordo, ma se vedo un opinione espressa fuori dal coro, con coraggio e autonomia, non posso che essere compiaciuto.
Grazie per un punto di vista “altro” sul personaggio e….fortunello quel Ramblerino…..


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/02/2006 alle 18:35
Originariamente inviato da claudiodance

Vueltina, come si dice, massimo rispetto per Te, carissima. Si può essere in accordo o disaccordo, ma se vedo un opinione espressa fuori dal coro, con coraggio e autonomia, non posso che essere compiaciuto.
Grazie per un punto di vista “altro” sul personaggio e….fortunello quel Ramblerino…..


 

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"Se hai la fortuna clamorosa di diventare un cronista di ciclismo, non puoi fare a meno di essere coinvolto, trascinato in una passione infinita, irrinunciabile, che ti segna per sempre" - Pietro Cabras

"C'è una salita? Vai su, arriva in cima, e vedrai che sarai sempre vincitore" - Giordano Cottur

 
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