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Autore: Oggetto: Colonna Sonora & Gusti Musicali

Livello Fausto Coppi




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  postato il 19/02/2010 alle 23:52
Originariamente inviato da Subsonico

Secondo voi che ci hanno lasciato di bello dal punto di vista musicale gli anni zero?


Bella domanda. Forse non ho ancora le idee chiare sugli anni '90, quindi anche sugli anno zero dovrei pensarci un pochetto.

 

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FANTACICLISMO 2008 Campione Olimpico in linea - S. Sebastian - Parigi Bruxelles - Vincitore classifica generale grandi giri (10° Giro - 10° Tour - 4° Vuelta) 1 tappa al Tour - 4 tappe alla Vuelta 9° classifica finale.
FANTACICLISMO 2009 Liegi-Bastogne-Liegi 2° classifica finale Giro d'Italia - 2 tappe - 1 giorno in maglia rosa - Best Belgio - 5° classifica finale

66 punti (nel 2008) + 115 punti (nel 2009) di vantaggio su Frejus: la mia nemesi!

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 20/02/2010 alle 11:36
Originariamente inviato da Subsonico

Secondo voi che ci hanno lasciato di bello dal punto di vista musicale gli anni zero?

...zero, appunto...

Scherzi a parte, bisognerebbe anche chiedersi di quale ambito musicale (e quindi genere, stile, ecc.) stiamo parlando.
Per poi dirsi che, comunque, anche nell'ambito colto non è che si vedano grandi novità... pure gli originalissimi lavori di un Fausto Romitelli (purtroppo morto giovane nel 2004), che sdoganano definitivamente il rock e la musica popolare, meticciandoli con l'avanguardia e l'elettronica, prendono il via da idee del secolo scorso. Comunque lavori interessantissimi, uno per tutti "An index of metals" (2003), con i suoi spunti e campionamenti pinkfloydiani.

Per rimanere nell'ambito "popolare", e comprendendo in questa definizione tutto ciò che non è colto, dal rock al jazz al pop ecc., ci sono stati diversi buoni lavori, più raramente ottimi, ma quello che è mancato ancora una volta mi pare sia stata la "novità", a meno che non si voglia nuovamente definire tale l'abbattimento forse definitivo delle frontiere fra i generi, anche questo però lascito di pensieri di almeno 30 anni fa.
Se poi si aggiunge la scomparsa delle mezze stagioni, il discorso diventa drammatico...

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 20/02/2010 alle 12:24
Originariamente inviato da Subsonico

Secondo voi che ci hanno lasciato di bello dal punto di vista musicale gli anni zero?


a me in effetti ha fatto capire quanto fosse notevole la scena indie degli anni 90...

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 20/02/2010 alle 17:58
Originariamente inviato da dietzen

Originariamente inviato da Subsonico

Secondo voi che ci hanno lasciato di bello dal punto di vista musicale gli anni zero?


a me in effetti ha fatto capire quanto fosse notevole la scena indie degli anni 90...


Negli anni 90 ho avuto modo di assistere all'uscita di vere e proprie pietre miliari nel loro genere: DJ Shadow, i Portishead, Tricky e i Massive Attack, Jon Spencer e i primi Radiohead. Però è anche vero che sono stati un decennio di musica malinconica senza possibilità di appello....

Invece tutto sommato gli anni 00 sono stati validi: dischi al top pochissimi ma un'ampia schiera di novità godibilissime.

Metaforizzando ciclisticamente, direi che è stata volata a tre tra Radiohead, che bruciano al fotofinish gli Arcade Fire, più indietro i Sigur Ros; a 30'' entrano nel velodrome un gruppetto comprendente Kings of Convenience, Radio Dept. e Atlas Sound. La pattuglia dei giovani, invece (gli elettronici The Knive, Junior Boys, Justice e Khonnor), dopo una gara d'attacco pagano la mancanza d'esperienza. I tanti (troppi) fuochi di paglia (Black Rebel Motorcycle Club e gli Interpol su tutti: che delusione!) ritirati dopo l'Aremberg.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 21/02/2010 alle 10:47
Carrefour, sta uscendo il nuovo dei The Knife."Tomorrow in A Year" E' in streaming gratutito qui:

http://theknife.net/

preparati, bisogna mettersi con molta pazienza intanto perchè è un doppio, poi perchè è un album molto lontano da quello che facevano prima. E' una sorta di concept sull'evoluzione Darwiniana, la prima parte è una pesantissima glitcheria, la seconda invece è scandita da ritmi tribali. Ma la cosa che lascia più esterrefatti è come le due cose si coniugano con la voce lirica(!!!) della cantante.
Per sentire un pezzo lontanamente similare alla The Knife vecchia maniera devi scendere fino a "Couloring of Pigeons", e già quello è un pezzo che da solo varrebbe un album (dura 11' ma potrebbero essere anche 30' per quant è bello).

Sono al secondo ascolto dell'album completo e proprio per la lunghezza e la complessità del lavoro è difficile sbilanciarsi, ma mi sa tanto che è un lavoro che farà parlare di sè.

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 21/02/2010 alle 12:27
Originariamente inviato da Subsonico

Carrefour, sta uscendo il nuovo dei The Knife."Tomorrow in A Year" E' in streaming gratutito qui:

http://theknife.net/

preparati, bisogna mettersi con molta pazienza intanto perchè è un doppio, poi perchè è un album molto lontano da quello che facevano prima. E' una sorta di concept sull'evoluzione Darwiniana, la prima parte è una pesantissima glitcheria, la seconda invece è scandita da ritmi tribali. Ma la cosa che lascia più esterrefatti è come le due cose si coniugano con la voce lirica(!!!) della cantante.
Per sentire un pezzo lontanamente similare alla The Knife vecchia maniera devi scendere fino a "Couloring of Pigeons", e già quello è un pezzo che da solo varrebbe un album (dura 11' ma potrebbero essere anche 30' per quant è bello).

Sono al secondo ascolto dell'album completo e proprio per la lunghezza e la complessità del lavoro è difficile sbilanciarsi, ma mi sa tanto che è un lavoro che farà parlare di sè.


eccellente, sub, eccellente

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 22/02/2010 alle 11:05
Originariamente inviato da Carrefour de l arbre
Invece tutto sommato gli anni 00 sono stati validi: dischi al top pochissimi ma un'ampia schiera di novità godibilissime...


Scusa Ale, ma le "novità" dove starebbero? Visti anche i nomi che fai, Radiohead, Sigur Rós (uno dei gruppi più sopravvalutati della storia, imo.. - e comunque vengono dai '90 anche loro)

 

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  postato il 22/02/2010 alle 14:10
Bitossi, il giudizio sui Sigur Ros non te lo perdonerò mai.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 22/02/2010 alle 14:33
Originariamente inviato da Subsonico

Bitossi, il giudizio sui Sigur Ros non te lo perdonerò mai.

Se vuoi te lo motivo anche...

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 22/02/2010 alle 14:55
Originariamente inviato da Bitossi

Originariamente inviato da Subsonico

Bitossi, il giudizio sui Sigur Ros non te lo perdonerò mai.

Se vuoi te lo motivo anche...

motivalo DOPO che avrò esposto le ragioni, per favore (vedrai presto)

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 22/02/2010 alle 15:39
i sigur rós sono stato costretto a vederli a reykjavik e fanno davvero cadere i cojotes. l'alcool costava anche caro quindi sono dovuto stare anche abbastanza cosciente per il tutto il concerto. poi dicono che gli islandesi si suicidano e gli crollano le banche...con un groppo così, dove vuoi andare?

ovviamente da mellifluo dal naso aquilino quando ho conosciuto la mia morosa, islandese, le dicevo che andavo matto per i sigur rós e bjork: in realtà mai ascoltati in vita mia e una volta ascoltati..si stava meglio quando non li avevo ancora sentiti.

 

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Io sto con Silvio che è
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 22/02/2010 alle 16:26
Bene, dicevamo:cosa ci lasciano gli anni '00?

Secondo gli utenti di OndaRock, il sito più rappresentativo in Italia in materia di musica di qualità, il miglior album degli anni '00 è Funeral degli Arcade Fire. Il grosso ensemble Canadese (7 elementi fissi più alcuni turnisti) si è rivelato il più rappresentativo del nostro tempo, data la capacità di coniugare il meglio della musica odierna: una tendenza, quella della coniugazione dei generi, che ha caratterizzato il decennio più della nascita di un genere vero e proprio. L'asse del rock si è saldato sull'inghilterra, dopo che il grunge aveva turbato gli equilibri: i Franz Ferdinand inaugurano un'onda danzereccia che avrà molto seguito. Gli anni '00 cominciano sotto il segno della svolta anticommerciale dei Radiohead che ha partorito due gemelli malvagi, KID A e AMNESIAC, mentre i ragazzi cresciuti coi Radiohead andati conquistano la massa (Coldplay) e se la dividono coi Muse capitani di un'onda neo-progressiva nel loro caso molto barocca. L'America è invece soffocata dal punk rock collegiale che prende il sopravvento sul garage pur ben rappresentato (Interpol e Strokes su tutti) e deve accontentarsi delle evoluzioni dei figli degli anni '90 quali Queens of The Stone Age, dei crudi Liars e dal complicato metal progressivo dei Tool. Un'eccezione in questo panorama desolante è rappresentato dal bluesman Jack White, che tra White Stripes e Raconteurs riesce a dare un'aura più attuale al genere.
L'elettronica non ancora ucciso il rock come qualcuno profetizzava, vengono fuori nuovi generi (dubstep), i popoli nordici introducono più d'altri (The Knife, Royksopp) o si rifanno agli anni '80 (Goldfrapp) mentre i gruppi transalpini Air,Daft Punk, Justice e Cassius consolidano la leggenda del French Touch. Le masse non seguono il pop se non si chiama Madonna o se dietro non c'è un hip e Kayne West l'ha capito, ma al fine della fiera non si potrà dire che Tv On The Radio e Patrick Wolf non ci abbiano provato.

In Italia la triade Afterhours/Marlene/Subsonica lascia ancora qualche segnale (chi più chi meno) nella prima cinquina, poi comincia a far la puzza e lascia il posto a Verdena, Teatro degli Orrori e Baustelle. Sembra che il meglio venga fuori oggi dai cantautori e così prendono piede Capossela, Dente, Offlaga Disco Pax, Uochi Toki (questi ultimi duetti ma con un attitudine sostanzialmente cantautoriale) Le Luci della Centrale Elettrica che ci farà mettere l'apostrofo ""particolare anatomico che, se rotto, simboleggia seccatura"" davanti agli anni zero.


In tutto questo marasma, una nota fuoriesce dagli schemi, portando la Musica fuori dal tempo e dallo spazio. O quasi, visto che l'Islanda, seppur lontana, è reale. Non riescono a sembrarlo invece i Sigur Ros, che a mio avviso con () toccano la vetta di gran lunga più alta del decennio trascorso, benchè la loro musica sia una cosa parte lontano da qualsiasi genere e ardua a catalogarsi (potremmo chiamare il loro genere dream-pop, ma sarebbe riduttiva), tanto da sembrare più divina che umana.

ALBUM DEL MESE

SIGUR ROS - ()



Le due parentesi rappresentano i due lati opposti dell'album. 8 tracce, le prime 4 relativamente solari, le ultime più tese/cupe.
La prima cosa che sorprende dell'album, è la totale incomunicabilità che trasmette. Artwork spoglio, niente crediti, niente titoli, niente di niente. Persino le canzoni sono cantate da Jonsi in una lingua inventata, consistente in poche sillabe, chiamata Vonenska (speranzese) e usato sia negli album precedenti che nei successivi del gruppo. Ma in questo caso prende 7 tracce su 8, e l'unica che fa eccezione non è cantata.
Incomunicabilità a parole: viene lasciato tutto alla musica, tra l'altro ripetendo più volte lo stesso schema per 7 volte su 8, appunto. A dirlo sembra impensabile che un album del genere sia riuscito a colpire così forte.



La prima traccia è uscita come singolo, trascinata da un apocalittico video di Floria Sigismondi. I Sigur Ros sono sostenuti dal quartetto archi Amina, come si può vedere. 4 accordi, non c'è molto altro da dire. L'atmosfera creata non è facile da raccontare a parole.
La seconda traccia è un più canonico blues rumorizzato. Qui, a differenza della prima, c'è la batteria, altra caratteristica simpatica dell'album: molto minimale, tranne alla fine, e ben poco banale. L'impressione, ascoltando, è sempre quella che manchino dei colpi. Ma poi è il turno della terza traccia, probabilmente la più famosa, quella che ancora a lungo resterà la composizione più bella del ventunesimo secolo. L'ingresso dell'E-Bow stravolge il concetto di piacere sonoro, arrivando dove con una strumentazione normale non si può arrivare.



La quarta traccia, nota come The Nothing Song, era già edita, e deve la sua popolarità al film Vanilla Sky nella quale è presente anche Svefn-G-Englar del precedente album dei Sigur Ros. Trenta secondi di silenzio, e poi comincia la seconda parte. La quinta traccia lascia molto spazio a influenze più classiche e alle Amina, risultando meno devastante di ciò che avverrà dopo. Il sabba della sesta traccia, un altro esercizio di E-Bow (chitarra modificata in modo tale da poter essere suonata con un arco di violino) prelude ai terrifcanti 13 minuti della settima traccia, ribattezata "Death Song" non a caso. Qui una versione più accelerata.



L'ottava traccia, ribattezzata Pop song, è la più vicina alla musica attuale. E' una bella cavalcata progressiva dove la batteria ha finalmente libero sfogo, chiusura poghereccia di un album complessivamente molto lento nei tempi.



La chiave del successo dei Sigur ros non sarà mai univoca, per via della soggettività meritocratica dell'arte musicale. Ma se tanti canali della mente sono stati aperti, lo si deve soprattutto al sound unico e inimitabile che il gruppo è ruscito a creare coniugando l'e-bow con un certo tipo di pop. A questo punto si potrà ignorare che magari le trame non sono per niente complicate , le linee di basso son ridicole e gli arpeggini di piano son molto similari tra loro.

I Sigur Ros sono unici anche nella loro forma di successo, molto subdola seppur universale. L'uomo della strada magari non li conosce, ma ha la possibilità di ascoltare la loro musica vedendo un film di successo (Vanilla Sky), Guardando uno spot commemorativo dell'11 settembre, un servizio di studio aperto o anche guardando il festival di Sanremo (ebbene sì...la sigla è una canzone dei Sigur Ros). Nella memoria degli anni '00, seppur in questa maniera nascosta, ci saranno anche loro.

Passo la parola al diavolo...



 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 22/02/2010 alle 18:33
Lapidiamo Pacho e Bitossi con le pietre di Mons-en-Pèvele!

Scherzi a parte, a me i Sigur Ros piacciono, e tanto. Certo non sono dei mostri di allegria, ma certi pezzi sono decisamente emozionanti (Per me la "untitled # 3" è meravigliosa: un crescendo che sembra debba esplodere da un momento all'altro, e che non esploderà mai).
O Staralfur: sarà che "Le avventure acquatiche di Steve Zissou" è uno dei miei film preferiti, ma la scena finale con questo brano è straordinaria (mai come "Lost in translation", ma siamo lì).

@Bitossi. Per novità non intendevo tanto uno stile o un genere unico, quanto una ventata di aria fresca rispetto ai depressi anni 90. Ho ballato il pop svedese divertendomi certamente di più di quando a 18 anni ballavo una musica incazzosa/depressa (RATM, Nirvana, Faith No More). Però permettimi che i Radiohead post 2000 sono tutta un'altra cosa rispetto a quelli pre 2000: Creep la potevano tranquillamente scrivere anche i Muse, Idioteque certamente no.

P.S. Solo da un punto di vista elettronico si è vista qualche novità.

P.P.S. Sub, gran bel lavoro.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 23/02/2010 alle 00:06
Originariamente inviato da Subsonico
Passo la parola al diavolo...

Be', qui agli inferi ce la ridiamo abbastanza su espressioni musicali come quella dei Sigur Rós...

Come dire... noi diavolacci siamo soprattutto interessati alla dannazione di anime appartenenti al regno dei viventi adulti, e invece tutto quello che ci arriva dal groppuscolo islandese ci rimanda spesso al mondo infantile, ancora più spesso a quello del prenatale, o peggio dell'embrionale, o peggio ancora ad una dimensione "favolistica", quasi da pre-concepimento.
Non propriamente il nostro campo d'intervento privilegiato...
Insomma, intellettualizzando un po' (ma non troppo!) l'efficacia icastica della definizione di Pacho (fan cascare i cojotes... ), e aiutati da alcuni precisi riferimenti anche extramusicali (copertine, titoli e non-titoli, ecc.), notiamo:
- comunicazione pre-verbale (nel cantato, soprattutto nel disco "tra parentesi", manca solo un cicca-cicca-mei-mei...)
- suoni galleggianti e spesso confusi in una sorta di liquido amniotico, al cui interno non si sente battere alcun cuore...
- riff da carillon (nei quali al massimo si nota un notevole debito, o meglio, per rimanere in tema, eredità genetica verso i Pink Floyd...)
- frequente ripetitività e monotonia quasi cellulari, come se il processo di mitosi non fosse ancora iniziato...


Proprio come qualcosa di ancora non nato, o in alternativa di appena nato, ma più spesso come detto addirittura di non concepito, che quindi nome non ha...

Conclusione: che si decidano a svilupparsi, ed eventualmente a passare nel mondo dei "dannabili", altrimenti consiglieremmo un aborto terapeutico...

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 23/02/2010 alle 11:21
quasi quasi ti perdono dopo questo intervento (anche perchè hai saputo dire meglio di me perchè i sigur ros piacciono) Quasi però
Seriamente, ora che mi ricordo nel video di Svefn-G-Englar dei ragazzi down interpretavano degli angeli. Nella maggior parte dei video dei sigur ros, i protagonisti sono bambini. Fa eccezione solo Hoppipolla, però lì ci sono vecchi che si comportano da bambini
Angeli, bambini, down, grandi che si comportano da bambini. Mica tanto capata in aria la tua visione, Bitossi. Solo che per me è un punto di forza: troppo facile far musica da grandi, un po' meno far musica che fa tornar bambini.


PS : Il riferimento Dio/Diavolo non è dovuto solamente all'immagine paradisiaca dei Sigur Ros: ultimamente ho assistito a un concerto dei Musica per Bambini che solo concerto non è, è una pièce teatrale con stacchetti musicali. E che stacchetti: immaginate il vitello dai piedi di balsa in versione grindcore...
Morale della favola: una serata da non dimenticare mai, coglionato il pubblico tutto, Caparezza compreso, uno spettacolo che vi consiglio di vedere quando passerà dalle vostre città. Potrebbe piacere anche a Pacho

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 23/02/2010 alle 21:02
Qualche altro disco interessante uscito negli anni 00:

The greatest - CAT POWER
Tower of love - JIM NOIR
Akron/Family - AKRON/FAMILY
The hardest way to make an easy living - THE STREETS
A certain trigger - MAXIMO PARK

Un disco che andrebbe messo in filodiffusione in ogni città del globo:
Night falls over Kortedala - JENS LEKMAN

Una citazione anche per una canzone che non mi stanco di ascoltare
Roscoe - MIDLAKE

http://www.youtube.com/watch?v=JDL9bXlwbM4

 

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Livello Federico Bahamontes




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  postato il 25/02/2010 alle 16:14
Leggo sull'ultimo numero di Rolling Stone (che x la verità non compravo più da un pezzo) che Ginger Baker, batterista dei mitici Cream, ha un passato da ciclista!
Riporto testualmente:
-...da ragazzino Ginger sogna di partecipare e vincere il Tour de France. Con quella prospettiva, macina ogni giorno chilometri e chilometri in sella alla sua bicicletta. Il sogno si infrange però nel 1956, quando, durante una gara cittadina, l'allora 16enne Ginger viene investito da un taxi. Poco tempo dopo, a un party, un amico gli chiede se per caso non gli andasse di provare a suonare la batteria."Sembrava tutto così incredibilmente naturale", ricorda Baker. "Pareva che quello strumento l'avessero costruito su misura per me. E il duro allenamento in bicicletta mi é stato utile in termini di forza e resistenza."-

 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 13/03/2010 alle 11:30
ancora impagliatissimo dagli amari di ieri sera, stamattina mi sveglia l'autoparlante di una macchina che annuncia la presenza di franco giordano per sponsorizzare un partito.
la tentazione di gettare una scodella di piscio dalla finestra o andare oggi da giordano a fargli i complimenti...per la faccia di tolla di farsi ancora vedere in giro, era forte.
Alla fine ho optato per l'ascolto dell'album piú bello del punk rock degli ultimi 15 anni: And Out Came The Wolves dei Rancid.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 15/03/2010 alle 18:03


aaah...Sto morendo

 

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  postato il 22/03/2010 alle 22:45
Mi sto godendo su rai 2 il concerto di Dalla e De Gregori.

 

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Vorrei morire in bici, in un giorno di sole, dopo aver scalato una di quelle montagne che sembrano protendersi verso il cielo, mi adagerei sull'erba fresca senza rimpianti, attendendo con serenità il compiersi del mio tempo. Non importa se sarà ...oggi o tra cent'anni, avrò in ogni caso trovato il mio giorno perfetto.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 07/04/2010 alle 00:05
Io ho scelto quello meno famoso, ed è stato un successone.
Quasi 2 ore (con un unico disco inciso, da poco più di 30 minuti) veramente emozionanti.

da http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/musica/articolo/lstp/179892/

Vasco vs Vasco

Stesso nome ma generi diversi
Blasco e Brondi: sfida a distanza



TORINO

C\'è un Vasco che conoscono tutti. Vale 12.000 persone a notte per otto sere di aprile al Palasport Olimpico. La prima è oggi, con le note del brano di apertura, «Un gran bel film», annunciate alle 21. E poi c\'è un altro Vasco. Di cognome Brondi, ventisei anni, un nome d\'arte da far venire i brividi a Filippo Tommaso Marinetti: Le Luci della Centrale Elettrica. Lui sarebbe felice se di spettatori questa sera alla Sala Espace se ne radunassero mille. Ha canzoni storte, malate; parlano di neon e ipermercati, di camerette e d\'angoscia, di politica che non c\'è più. Ha in testa il blues e la new wave, nel petto il rock\'n\'roll e la lezione di Rino Gaetano.

«Vasco Rossi non fa parte del mio percorso di formazione - spiega Brondi -, con gli amici si ascoltavano altre cose. Però sento la forza dell\'icona, mi incuriosisce il personaggio, quando parla svela pezzi di sé stesso che non ti aspetti e non sono mai banali. È come la Gioconda, te la immagini enorme poi vai al Louvre e sei ipnotizzato da un quadretto di 77 centimetri per 53. Il Vasco in carne e ossa è più interessante dei suoi dischi». Per Le Luci della Centrale Elettrica quello odierno è al tempo stesso un ritorno sotto la Mole e un debutto: «A Torino ho trovato gente che ha creduto in me fin dall\'inizio, quando non mi conosceva nessuno. Hiroshima Mon Amour mi ha mandato allo sbaraglio con passione e lo Spazio 211 pieno mi ha dato un\'iniezione di fiducia. Ora porto con me tre archi, non mi era mai successo ma non è strano, per ogni tour cambio organico, cerco sensazioni nuove».

Le radici del giovane ferrarese affondano nel rock alternativo, e da lì provengono anche i musicisti che lo accompagnano alle 21 nella sala di via Mantova 38: Rodrigo D\'Erasmo è un pilastro degli Afterhours, Stefano Pilia lavora con i Massimo Volume, Guglielmo Ridolfo Gagliano suona di solito con Paolo Benvegnù. «Mi piace il suono che esce dai loro archi, non è per niente acustico, anzi, direi che questo è il mio concerto più elettrico di sempre. Distorto e melodico».

Potrebbe essere la strada per il nuovo disco, attesissimo dopo che «Canzoni da spiaggia deturpata» si è aggiudicato nel 2008 il Premio Tenco alla migliore opera prima. «I pezzi grosso modo ci sono, mentre correvo a suonare in tutta Italia ho scritto e lavorato molto. Credo di essere maturato, ho acquisito sicurezza; prima tendevo a mettere tutto in ogni canzone e a urlare, adesso canto e mi servono meno parole, i brani hanno più identità. Però non c\'è fretta, il 2011 potrebbe essere l\'anno giusto per uscire con il cd». Nel frattempo, Brondi ha scritto anche un libro, esito del suo lapidario blog: «Cosa racconteremo di questi "particolare anatomico che, se rotto, simboleggia seccatura" di Anni Zero». Diventati nel frattempo gli Anni Dieci, stando al calendario. Si avverte un salto emotivo?

 

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Eugenio Vittone, EROE DEL GAVIA

E' famosa la risposta che George Leigh Mallory diede ai giornalisti che gli domandavano perchè volesse andare sull'Everest. "Perchè c'è", disse semplicemente.

 
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  postato il 10/04/2010 alle 17:51
ragaz, ho appena scoperto che vicino casa mia, oddia a 40 km, suonerá il mio gruppo preferito, gli stiff little fingers. ancora non ci posso credere.peccato che in sta citta di m..non conosca nessuno. non importa: autobus, concerto e poi domattina aspetto il ritorno alle 7.
non me li perderei per nulla al mondo?

ps: non é che c'équalcuno di ancona che va giu a vedere il concerto?

da paura:

http://www.youtube.com/watch?v=1OIzhiQf490

 

[Modificato il 10/04/2010 alle 18:28 by pacho]

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I'm ipocrisy free

Io sto con Silvio che è
un gran furbacchione e con
la bellissima Oriana che ha
il coraggio di dire ciò che
tutti pensano ma nessuno dice
(si vocifera che la casalinga
di Voghera impallidisca
al suo cospetto).

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 10/04/2010 alle 18:08
Vasco Brondi 2 ore??

Ma quanti bis ha fatto?

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 11/04/2010 alle 17:55
Originariamente inviato da Subsonico

Vasco Brondi 2 ore??

Ma quanti bis ha fatto?


Nessuno, giusto una cover iniziale dei CCCP e una finale di De Andrè.

 

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Eugenio Vittone, EROE DEL GAVIA

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 11/04/2010 alle 21:59
Originariamente inviato da EugeRambler

Originariamente inviato da Subsonico

Vasco Brondi 2 ore??

Ma quanti bis ha fatto?


Nessuno, giusto una cover iniziale dei CCCP e una finale di De Andrè.


quando l'ho sentito io (settembre-fiera del levante) era giusto riuscito ad allungare il brodo recitando un testo di una prigioniera del carcere di trani. Durata complessiva 1 ora ma avrebbe voluto far di più (dovevano chiudere la fiera)
ed aveva soltanto una violoncellista, non lo squadrone sopra citato..

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 13/04/2010 alle 23:22
Dovevo pubblicarlo a Pasqua, visto che era a tema, ma poi coi problemi del forum ho lasciato perdere..però merita:

ALBUM DEL MESE:

FABRIZIO DE ANDRE’ – LA BUONA NOVELLA



La Buona Novella è il quarto album di Fabrizio De Andrè, risalente a quasi 40 anni fa, da un’idea di Roberto Danè, produttore discografico. La buona Novella è un album che nella sua epoca (post-sessantottina) fu ritenuto anacronistico da parte della critica, ma alla domanda del perché De Andrè avesse scelto Gesù come soggetto del suo concept, Faber rispondeva semplicemente: “Perché è stato il più grande rivoluzionario della storia!”
La visione di De Andrè, anarchico dichiarato, è ovviamente laica e umana. I testi sono tratti esclusivamente da vangeli apocrifi, che risaltano personaggi che nei vangeli canonici risultano minori se non assenti (in particolar modo i ladroni Dimaco e Tito).
Lato A e lato B sono idealmente divisibili: Nella prima parte viene seguita la crescita di Maria da bambina a donna fino al concepimento, nella seconda la “Via crucis” di Gesù.

 

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  postato il 13/04/2010 alle 23:23
**LATO A**

Un Laudate dominum introduce all’album: nell’Infanzia di Maria viene raccontata la non adolescenza di una bimba che, alle prime mestruazioni, deve esser affidata a un marito secondo la tradizione ebraica, non importa di che età sia: il più importante filo conduttore lungo l’album è la protesta contro l’ordine costituito, all’epoca impersonificato dai Farisei. Che ovviamente non ci fanno una bella figura. Lo stile musicale spoglio è una scelta ben precisa, che rende l’album un ‘recitativo’.



Col Ritorno di Giuseppe si narra il bisogno di affetto, ma più che altro di protezione, di una bambina lasciata da sola in conseguenza alle tradizioni del tempo. L’annunciazione è esplicitata nel Sogno di Maria, che precede un breve e soave Ave Maria.


 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 13/04/2010 alle 23:23
****LATO B*****

Non c’è dubbio, il lato B è musicalmente più stimolante, oltre che vivace. La sterzata è piuttosto forte, ricordando l’epoca e il genere: Maria nella bottega del falegname ha la visione della croce che ucciderà suo figlio. Una beffa, pensando al mestiere di suo padre. E’ l’episodio più pop (anzi direi più “Gen verde”  dell’ album. La PFM sta portando in tour questo album in una versione più vivace, e ha trasformato questa traccia in un cavallo di battaglia (Pagani suonava il flauto nell’originale). L’hanno resa un po’ più ‘prog’ snaturandone il cupo che caratterizzava l’originale.



La Via della Croce è il pezzo più critico, quasi che la salita al Golgota propiziasse i mali pensieri di un Gesù tentato costantemente di mollare per terra la croce visti i demeriti di coloro per i quali aveva lottato. Tre Madri è un pezzo toccante: le croci sono innalzate e le madri dei ladroni chiedono a Maria cosa abbia da piangere, visto che il suo figlio risorgerà: bella la domanda e bella la risposta di Maria. Una delle parti più toccanti dell’album.

Ed ecco la più famosa: Il testamento di Tito. C’è poco da aggiungere, è uno dei pezzi più famosi di De Andrè, forse l’unico di questo album giunto alla popolarità. Da quel che ho capito, Tito dovrebbe essere il buon ladrone, anche se il suo ‘pentimento’ in questa versione è più sofferto e polemico di quello della versione canonica.



L’album si conclude con Laudate Hominem, un canto corale tutt’altro che banale e decisamente sperimentale, nel quale De Andrè esplicita l’esigenza di guardare Gesù come un uomo e non come figlio di Dio. Le voci dei bassi vengono fuori a raffiche, come l’eco lontana dei Farisei che imperversano.

Un album molto coraggioso, testimoniante la volontà ‘ostinata e contraria’ di De Andrè, e preludio al grande successo di “Non al denaro, né all’amore né al cielo”, ma anche una prova di scrittura fenomenale, una delle vette più alte del cantautorato italiano.

 

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Livello Gino Bartali




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  postato il 15/04/2010 alle 14:11
Quanto è bello questo nuovo cd di Slash

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/04/2010 alle 10:48
ieri sono stato al mio primo concerto (probabilmente unico) degli Afterhours, in chiusura della tournèe nei teatri, al restaurato Petruzzelli di Bari.
Ma non si può parlare solo di un concerto, solo di lettura, solo di teatro: è stata arte. Vi posto una scaletta, per quello che mi ricordo:

"Armida e la realtà" lettura di Flaiano
"dei timbri e dei ladri" idem (con sottofondo di Ci Sono Molti Modi
Tarantella all'inazione
Musicista contabile
Tutto fa un po' male
Senza Finestra
Posso avere il tuo deserto?
Simbiosi (con reading di Vasco Brondi aka. Le Luci della centrale elettrica)
Vasco Brondi - (un pezzo sull'andarsene via da Ferrara, magari Euge o Dietzen sanno quale)
Oceano di Gomma (cantata da Vasco Brondi)
1.9.9.6
Un pezzo in inglese a me ignoto
Varanasi baby
Punto G
Reading "Le Iene", autore ignoto
Ballata per la mia Piccola Iena
Pelle
Ritorno a casa

*****
Il Paese è Reale
Sketches a cura di Antonio rezza ( con gli artisti presenti complici)

******
Cover di Sparklehorse (morto di recente)
La vedova Bianca
E' solo febbre
Il Mio ruolo.


Presenti, oltre ai sopra citati, un quartetto d'archi (Gnu Quartet) davvero fenomenale.

Praticamente c'è mezzo "Hai paura del buio"..goduria

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/04/2010 alle 10:58
Originariamente inviato da Subsonico
Vasco Brondi - (un pezzo sull'andarsene via da Ferrara, magari Euge o Dietzen sanno quale)


Forse questo?

"Tu mi dicevi “da questa città ce ne dobbiamo andare tutti e due, e soprattutto io” dicevi, un miliardo di bar, bar dappertutto, e camminando verso casa mia ero così allegro che ero sorpreso, la città era desertica, e non ci ricordavamo dove avevamo parcheggiato la nostra astronave con i pneumatici lisci, ti ricordi delle sportellate sul cuore? Di certi cieli bianchi sproporzionati, e i tuoi occhi come certi cieli, neri, come i nostri vestiti, e dalla finestra del tredicesimo piano della casa popolare dove si è trasferita tua madre si vede tutta Ferrara, dal castello al grattacielo, e l’insegna luminosa dell’Ipercoop, delle luci enormi che ci sposavamo alla finestra come fossimo a Las Vegas, e poi, e poi ci troveremo come le star nei peggiori bar a lavorare, o nell’autogrill di Ferrara Nord a dormire, e il treno regionale per Bologna sembrava la Transiberiana e tutti morivano sulla superstrada per il mare, ci cadevano in testa le stelle inchiodate male, chissà quando tornerà l’estate di tre anni fa, cercando con il metaldetector le catenine e i desideri sulle spiagge dei lidi ferrarese, e gli stessi tragitti, i cortei nei corridoi della casa dei tuoi genitori, e le bici rubate le coloreremo ancora di verde militare per nasconderci a scopare al parco Massari, questa città non ci morirà tra le braccia, il parcheggio dietro al petrolchimico, a tirarci dei calci e a tirarci dal naso i calcinacci e le sere, lavare il cielo con la candeggina perché fa buio presto, sputavamo delle stelle, dal terzo piano sull’hinterland ma era proprietà privata, era tutta proprietà privata, penso, pensa se adesso nevicasse, saremmo tutti più tranquilli, in questa città che dicevi che ti sembrava un congelatore, questa città sotto il livello del mare, e i cubetti di porfido che ci sono in piazza li staccheremo uno ad uno per farci delle bancarelle di braccialetti, mi dicevi, ce ne dobbiamo andare tutti e due, e soprattutto io, dicevi, io ho scritto per terra col catrame che ti penso raramente, come back september come quando ci svegliavamo in tre nel letto con le braccia informicolate, in piena pianura padana ma col fuso orario del giappone ero un cameriere vestito bene, e quella casa ora è un cantiere, e non ci resta che scoppiare a ridere, a dirotto, avevamo l’inesperienza necessaria per andarecene, “avevamo l’inesperienza necessaria per andarcene”, dicevi, e ce ne siamo andati tutti e due, e soprattutto tu."

 

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Eugenio Vittone, EROE DEL GAVIA

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/04/2010 alle 11:02
esatto. ce l'ha un titolo?

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/04/2010 alle 11:04
Non ne ho ideea. Bisognerebbe vedere il libro.

 

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Eugenio Vittone, EROE DEL GAVIA

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/04/2010 alle 19:43
porca put.tana sub, mi fai scoprire che mark linkous degli sparklehorse è morto.
Mi dispiace molto, il disco "vivadixie......plot" del 1996 fu molto molto bello

 

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Gaudium magnum. E'tornato! (cit. Frank VDB)

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 24/04/2010 alle 13:22
Mi permetto di segnalare due album: 'Secret Samadhi' (1997) dei Live e 'Host' (1999) dei Paradise Lost.


 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 29/04/2010 alle 18:20
e di Eugenio Finardi che ne pensate? ultimamente lo sto ascoltando spesso, specialmente extraterrestre!

 

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"Qui devi spingere con le tue gambe vecio" Davide Cassani a Gilberto Simoni alla ricognizione di Plan De Corones

"Signori non c'è ne sono più" Gilberto Simoni ad Aprica 2006

Il mio nome è Roberto che fa rima (guarda un pò che caso) con Gilberto

30 maggio 2007 ultima vittoria al giro sullo Zoncolan. 30 Maggio 2010 la fine di un lungo sogno duranto 15 anni fatto di tante gioie e tante delusioni, grazie di tutto Gibo!



 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 29/04/2010 alle 18:44
Ascolto molto la radio , nelle ultime settimane mi piace tantissimo una canzone di una giovane cantante americana

Diane Birch - Nothing but a miracle

http://www.youtube.com/watch?v=gqZ_15A6G8E

Ha scritto sia le musiche che le parole di tutto il disco

 
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Livello Federico Bahamontes




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  postato il 09/05/2010 alle 18:12
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e di Eugenio Finardi che ne pensate? ultimamente lo sto ascoltando spesso, specialmente extraterrestre!


Splendida metafora sull'eroina

 
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Livello Federico Bahamontes




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  postato il 09/05/2010 alle 18:16
So che il nuovo album (si dice ancora così?) di Tetes De Bois è interamente dedicato alla bicicletta (anche al ciclismo agonistico vero e proprio, es.: "Alfonsina e la bicicletta"). Qualcuno l'ha sentito?
 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 09/05/2010 alle 20:40
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e di Eugenio Finardi che ne pensate? ultimamente lo sto ascoltando spesso, specialmente extraterrestre!


Splendida metafora sull'eroina


veramente è quello il senso??!!! Io pensavo che il senso della canzone fosse legato a una persona che non si trova bene perchè la gente non lo valuta per cio che è ma lo valuta per ciò che appare

 

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Livello Federico Bahamontes




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  postato il 09/05/2010 alle 23:46
Originariamente inviato da GiboSimoni

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e di Eugenio Finardi che ne pensate? ultimamente lo sto ascoltando spesso, specialmente extraterrestre!


Splendida metafora sull'eroina


veramente è quello il senso??!!! Io pensavo che il senso della canzone fosse legato a una persona che non si trova bene perchè la gente non lo valuta per cio che è ma lo valuta per ciò che appare


A dire la verità è una mia idea, motivata però dal fatto che in quegli anni Finardi aveva avuto grossi problemi con la droga.

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 11/05/2010 alle 20:20
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e di Eugenio Finardi che ne pensate? ultimamente lo sto ascoltando spesso, specialmente extraterrestre!


Splendida metafora sull'eroina


veramente è quello il senso??!!! Io pensavo che il senso della canzone fosse legato a una persona che non si trova bene perchè la gente non lo valuta per cio che è ma lo valuta per ciò che appare


A dire la verità è una mia idea, motivata però dal fatto che in quegli anni Finardi aveva avuto grossi problemi con la droga.


su youtube ho letto molti commenti di molta gente che sostiene come te che sia quello il significato, effettivamente rileggendo bene la seconda e terza strofa, ci calza perfettamente la metafora sull'eroina

 

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  postato il 16/05/2010 alle 22:55
Lutto nel mondo dell'heavy metal: E' morto Ronnie James Dio, ex voce dei Black Sabbath, dei Rainbow e degli Heaven & Hell.

 

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  postato il 17/05/2010 alle 19:53
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Lutto nel mondo dell'heavy metal: E' morto Ronnie James Dio, ex voce dei Black Sabbath, dei Rainbow e degli Heaven & Hell.


Era un mio mito quando ero ragazzino.... R.I.P.




 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 19/05/2010 alle 22:02
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Dovevo pubblicarlo a Pasqua, visto che era a tema, ma poi coi problemi del forum ho lasciato perdere..però merita:

ALBUM DEL MESE:

FABRIZIO DE ANDRE’ – LA BUONA NOVELLA



La Buona Novella è il quarto album di Fabrizio De Andrè, risalente a quasi 40 anni fa, da un’idea di Roberto Danè, produttore discografico. La buona Novella è un album che nella sua epoca (post-sessantottina) fu ritenuto anacronistico da parte della critica, ma alla domanda del perché De Andrè avesse scelto Gesù come soggetto del suo concept, Faber rispondeva semplicemente: “Perché è stato il più grande rivoluzionario della storia!”
La visione di De Andrè, anarchico dichiarato, è ovviamente laica e umana. I testi sono tratti esclusivamente da vangeli apocrifi, che risaltano personaggi che nei vangeli canonici risultano minori se non assenti (in particolar modo i ladroni Dimaco e Tito).
Lato A e lato B sono idealmente divisibili: Nella prima parte viene seguita la crescita di Maria da bambina a donna fino al concepimento, nella seconda la “Via crucis” di Gesù.


noto solo ora questo thread...La Buona Novella è uno degli album di De Andrè che preferisco assieme a Storia di un Impiegato e Non al Denaro ne all'Amore ne al Cielo.
Ci andrò pesante ma l?"Ave Maria" presente in quest'album non ha nulla di invidiare a quella di Schubert.
E con "Il sogno di Maria" il buon Faber raggiunge vette poetiche altissime!
Album che consiglio a tutti.

Ora per onorare la mia presenza in Spagna vorrei presentarvi un cantautore spagnolo molto noto ed apprezzato epr i suoi testi mai banali:
Joaquin Sabina.
Quella che segue è la sua canzone più nota:
http://www.youtube.com/watch?v=odXqBrb6ctI

 
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