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Autore: Oggetto: Armstrong sarebbe diventato mai un forte corridore da classiche?

Under 23




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  postato il 15/11/2010 alle 18:32
Ciao a tutti!
In una discussione nata dalla sparata di Merckx su Gilbert su un forum minore (che se volete vi linko pure ma non è utile al fine della questione se non per farmi pubblicità) è nato un piccolo batti e ribatti tra me e un mio amico riguardo Lance Armstrong: lui sosteneva che senza il cancro e quindi senza snaturarsi per preparare il Tour, sarebbe stato un forte corridore da classiche.
Lui sostiene la sua tesi con la forza del tifo ma senza alcun dato plausibile, io dal canto mio rispondo con la teoria che con i se e con i ma non si va da nessuna parte ed è facile portare acqua al proprio mulino quando si discute sulle ipotesi.
Però, la cosa mi incuriosisce e volevo saperne di più, leggendovi e vedendo che voi ne sapete molto più di me e di lui in fatto di storia del ciclismo.
Armstrong poteva veramente diventare un forte corridore da classiche? Oppure dava già dai presentimenti che da lì a poco sarebbe diventato corridore da Tour prima dello stop? Oppure si sarebbe comunque reinventato corridore da Tour (con qualche classica in più nel palmares) sulla falsa riga di molti corridori da classiche di oggi? (da Valverde a J. Rodriguez, Samuel Sanchez)

 

[Modificato il 15/11/2010 alle 18:39 by Sylus]


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 15/11/2010 alle 18:59
Armstrong, prima della malattia, era un ottimo corridore da classiche.
Aveva vinto il Campionato del Mondo, la Freccia Vallone, una clasica de San Sebastian e aveva perso allo sprint da Richard la Liegi.

Sono convinto che senza la malattia sarebbe riuscito a vincere corse come la Liegi, Amstel e forse Lombardia e a ripetersi al Mondiale.
Era un corridore veloce e con un ottimo scatto (vedi la Freccia).
Nella corse del pavé invece non ha mai ottenuto buoni risultati.

Anche dopo la malattia, in versione Terminator, ha ottenuto un secondo posto all'Amstel e altri ottimi piazzamenti nella corsa olandese.

Quanto al tuo secondo quesito, Armstrong non ha mai dato l'impressione di poter vincere (o addirittura essere competitivo) nei GT, prima della malattia.
Era il classico passista veloce con una buona tenuta nelle brevi salite (anche molto ripide) e un discreto scatto. A cronometro prima della Vuelta del 98 non aveva ottenuto buoni risultati, anche se in giovanissima età aveva fatto molta crono.
Nelle salite lunghe era semplicemente nullo.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 15/11/2010 alle 20:47
Direi proprio di sì, anche (se non soprattutto) in considerazione del modo in cui vinse il mondiale di Oslo 1993. Un mondiale certamente non difficile sotto il profilo altimetrico, ma reso difficile dal clima (piovve ininterrottamente dall'inizio alla fine) e dal modo in cui scattò in faccia ai big (nel gruppetto che arrivò dopo di lui ci furono Indurain, un Museeuw in fase di trasformazione, Chiappucci che quel giorno lì fu il faro della corsa per tutte le nazionali e un Fondriest nel suo anno di grazia).

Sarebbe potuto diventare un signor corridore da cm visto che la grinta non gli ha mai fatto difetto. E soprattutto sarebbe stato meno ricco, ma anche meno artificiale e più simpatico.

 

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Livello Marco Pantani




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  postato il 15/11/2010 alle 21:16
In linea generale sì, l'exploit ripetuto nel tour è da considerare un'evoluzione sorprendente degli skill dimostrati nel mondo pro fino alla malattia.
Da dire però che aveva fatto del triathlon e che in potenza le cronometro non gli erano affatto ostili. Una grande prestazione la fece in una corsa open, la settimana bergamasca, ora brixia tour, che vinse, andando forte a crono e in salita.
Soprattutto però va riferita una voce insistente che ricorreva su di lui, quando, prima del cancro, correva per Motorola e viveva a Como, allenato da un medico italiano. La voce, del medico, tale dott. Testa, parlava di valori super, di un motore adatto anche agli sforzi di un Gt e che sarebbe bastato applicarsi in allenamenti adeguati e, soprattutto, in regimi alimentari più professionali e meno da cowboy, per diventare un potenziale protagonista del tour.
La cosa, in realtà, avvenne. Giusto per dire che, sì, i dubbi sulla trasformazione rimangono e sono seri, ma insomma, non si cava sangue da una rapa e Lance, era, fin da giovane, tutt'altro che una rapa.

 

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“…..oh, ghè riàt Dancelli!....”


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 15/11/2010 alle 22:28
massimo testa è notoriamente una seria e professionale figura di medico sportivo.
tuttavia, i modi e i tempi della trasformazione di lanza restano incredibili.
su questo punto molto è stato scritto sul forum , in particolare da morris, da janjanssen e in tono assai minore da tanti altri e anche dal sottoscritto.

certamente lanza poteva diventare un forte corridore da classiche, anzi direi che lo era prima della malattia.
certamente aveva qualità potenziali da contender ( in situazioni e con percorsi selezionati ) di GT.
ma questo è differente dal diventare il re imbattibile di 7 tour.
migliorare e modellare il corpo è possibile, la trasformazione totale cui abbiamo assistito non ha una spiegazione fisiologica credibile.
aggiungo che è proprio la malatia subita a rendere questa trasormazione assolutamente sovrannaturale.

per il resto , credo che il tasto cerca si possano trovare centinaia di pagine sul forum sull' argomento.
questo andrebbe fatto, inutile ripetere cose gia' scritte da molti illustri anziani predecessori, in un senso ( aranciata bottecchia) e nell' altro ( grimpeur , almeno apparentemente).

in piu', probabilnmente , dalle inchieste in corso in usa , forse arriverà una chiave di lettura precisa sulla parabola di lfortebraccio...

ciao

mesty

 
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Under 23




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  postato il 15/11/2010 alle 23:48
Grazie per le vostre considerazioni! Più che spiegare come abbia fatto a diventare corridore da Tour la disputa (che ricordo era partita dalla provocazione di Merckx sul fatto che Gilbert possa o meno competere per il Tour) è nata piuttosto dal fatto che il mio amico sosteneva che tanto era il talento da diventare l'unico nella storia vincere 7 Tour quanto il fatto che, non contraendo nessuna malattia e restando corridore da classiche, poteva diventare altrettanto leggendario potendo vincerle praticamente tutte (Roubaix esclusa) oscurando il talento di Bartali, Bettini & C. E' un gioco di se e ma che non regge molto, di cui non si può nemmeno discutere se gli avversari di Lance al Tour erano più o meno talentuosi di quelli che si affrontavano nelle classiche. Magari, dopo altri due anni di incetta di classiche si sarebbe stancato e avrebbe provato con ugual successo a puntare al tour, come la gran parte dei corridor da classiche che sentono di avere anche una minima possibilità hanno fatto. Ma se mia nonno avesse avuto le ruote...

 

[Modificato il 16/11/2010 alle 00:11 by Sylus]


 
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Livello Octave Lapize




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  postato il 15/11/2010 alle 23:55
Originariamente inviato da mestatore

massimo testa è notoriamente una seria e professionale figura di medico sportivo.
tuttavia, i modi e i tempi della trasformazione di lanza restano incredibili.
ma questo è differente dal diventare il re imbattibile di 7 tour.
migliorare e modellare il corpo è possibile, la trasformazione totale cui abbiamo assistito non ha una spiegazione fisiologica credibile.
aggiungo che è proprio la malatia subita a rendere questa trasormazione assolutamente sovrannaturale.

in piu', probabilnmente , dalle inchieste in corso in usa , forse arriverà una chiave di lettura precisa sulla parabola di lfortebraccio...

mesty


Io non ho mai capito quali incredibili modificazioni fisiologiche si siano registrate fra il Lance pre e post cancro. Ha perso peso, ha razionalizzato la preparazione: da gran bel corridore da classiche è diventato corridore da GT. Sarei felice se qualcuno mi spiegasse quali sono i dati a vostra disposizione che permettono di dire che dietro ai sette Tour c'è un additivo segreto che il solo Armstrong, e non come lui tutti i corridori seguiti dal dottor Porsche, aveva a disposizione.
Se Wiggins passa da uno sforzo di qualche minuto in pista a stare con i migliori al Tour è un caso di polivalenza, e guai a insinuare dubbi sulla rapidità della trasformazione. Invece sembra che Braccioforte mutando obbiettivi della Liegi ai GT abbia cambiato sport...

 

[Modificato il 15/11/2010 alle 23:58 by albe89]


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/11/2010 alle 02:26
Originariamente inviato da Sylus
Grazie per le vostre considerazioni! Più che spiegare come abbia fatto a diventare corridore da Tour la disputa (che ricordo era partita dalla provocazione di Merckx sul fatto che Gilbert possa o meno competere per il Tour) è nata piuttosto dal fatto che il mio amico sosteneva che tanto era il talento da diventare l'unico nella storia vincere 7 Tour quanto il fatto che, non contraendo nessuna malattia e restando corridore da classiche, poteva diventare altrettanto leggendario potendo vincerle praticamente tutte (Roubaix esclusa) oscurando il talento di Bartali, Bettini & C. E' un gioco di se e ma che non regge molto, di cui non si può nemmeno discutere se gli avversari di Lance al Tour erano più o meno talentuosi di quelli che si affrontavano nelle classiche. Magari, dopo altri due anni di incetta di classiche si sarebbe stancato e avrebbe provato con ugual successo a puntare al tour, come la gran parte dei corridor da classiche che sentono di avere anche una minima possibilità hanno fatto. Ma se mia nonno avesse avuto le ruote...


Il primo Armstrong era un corridore adattissimo alla maggior parte delle classiche del panorama internazionale e avrebbe potuto vincerne un buon numero, considerato soprattutto che ha un carattere molto determinato e il coraggio non gli fa difetto. Credo però che non sarebbe riuscito a fare cose così grandi nel campo delle classiche, come quelle che ha fatto nei GT (o sarebbe meglio dire: nel Tour), a causa del fatto che non ha uno spunto in volata tale da poter competere con gli altri grandi da classiche (Bettini, Valverde, Gilbert stesso). Intendiamoci, si sarebbe potuto togliere delle gran belle soddisfazioni, ma non penso sarebbe diventato un "mito", se è questo quello che intendevi dire.

 

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"Per aspera ad astra" Seneca o Eros Poli ... non ricordo

Ad imperitura memoria di quando, dal 4 al 14 marzo 2009, fu "Livello Sean Kelly",
queste stelline pose:

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/11/2010 alle 02:45
Originariamente inviato da albe89
Io non ho mai capito quali incredibili modificazioni fisiologiche si siano registrate fra il Lance pre e post cancro. Ha perso peso, ha razionalizzato la preparazione: da gran bel corridore da classiche è diventato corridore da GT. Sarei felice se qualcuno mi spiegasse quali sono i dati a vostra disposizione che permettono di dire che dietro ai sette Tour c'è un additivo segreto che il solo Armstrong, e non come lui tutti i corridori seguiti dal dottor Porsche, aveva a disposizione.
Se Wiggins passa da uno sforzo di qualche minuto in pista a stare con i migliori al Tour è un caso di polivalenza, e guai a insinuare dubbi sulla rapidità della trasformazione. Invece sembra che Braccioforte mutando obbiettivi della Liegi ai GT abbia cambiato sport...

Credo che tu la stia facendo un po' troppo facile: non basta perdere peso, razionalizzare la preparazione e cambiare gli obiettivi per diventare un corridore da GT e da Tour soprattutto.
O meglio, la strada è quella, ma solitamente non bastano tre anni (all'interno dei quali c'è stato anche un cancro) per riuscire nell'intento, o almeno per riuscirci così bene.
Le modificazioni fisiologiche di cui parla Mesty sono quelle che servono per passare da essere un corridore da "classiche", molto muscoloso e potente come lo era il primo Armstrong, e essere il padrone assoluto del Tour, imbattibile a crono, superegolare e con un recupero prodigioso.
Perdere peso non vuol dire che automaticamente le tue fibre muscolari mutano completamente le loro caratteristiche.

Bada bene che non sto parlando del "motore": quello Armostrong probabilmente ce l'aveva di suo e difficilmente lo si può inventare, forse solo migliorare ulteriormente; quello che si considera prodigioso in lui è la velocità con cui ha mutato completamente le sue caratteristiche.

 

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Livello Octave Lapize




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  postato il 17/11/2010 alle 20:57
Originariamente inviato da Zanarkelly

Credo che tu la stia facendo un po' troppo facile: non basta perdere peso, razionalizzare la preparazione e cambiare gli obiettivi per diventare un corridore da GT e da Tour soprattutto.
O meglio, la strada è quella, ma solitamente non bastano tre anni (all'interno dei quali c'è stato anche un cancro) per riuscire nell'intento, o almeno per riuscirci così bene.
Le modificazioni fisiologiche di cui parla Mesty sono quelle che servono per passare da essere un corridore da "classiche", molto muscoloso e potente come lo era il primo Armstrong, e essere il padrone assoluto del Tour, imbattibile a crono, superegolare e con un recupero prodigioso.
Perdere peso non vuol dire che automaticamente le tue fibre muscolari mutano completamente le loro caratteristiche.

Bada bene che non sto parlando del "motore": quello Armostrong probabilmente ce l'aveva di suo e difficilmente lo si può inventare, forse solo migliorare ulteriormente; quello che si considera prodigioso in lui è la velocità con cui ha mutato completamente le sue caratteristiche.


Se non bastano tre anni, quanti ne servono? Un corridore da classiche dure non è certo muscoloso e comunque chi in questi anni è stato protagonista alle Ardenne non si è certo precluso traguardi sulle tre settimane: chiedere a Evans, Valverde, Andy Schleck, Vino e tanti altri.
Trovo che su Armstrong aleggi un certo pregiudizio. Perchè è americano, perchè è stato poco elegante con corridori italiani come Pantani e Simeoni, last but not least perchè ha inventato un modo di vincere il Tour che è un insulto al ciclismo ma che è probabilmente il migliore possibile.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/11/2010 alle 22:09
Originariamente inviato da albe89

Se non bastano tre anni, quanti ne servono? Un corridore da classiche dure non è certo muscoloso e comunque chi in questi anni è stato protagonista alle Ardenne non si è certo precluso traguardi sulle tre settimane: chiedere a Evans, Valverde, Andy Schleck, Vino e tanti altri.
Trovo che su Armstrong aleggi un certo pregiudizio. Perchè è americano, perchè è stato poco elegante con corridori italiani come Pantani e Simeoni, last but not least perchè ha inventato un modo di vincere il Tour che è un insulto al ciclismo ma che è probabilmente il migliore possibile.


sono un pò raccapricciato dal tuo post.

1) a parte che anche secondo me non bastano tre anni perchè corridore da gt ci nasci e non ci diventi (doti di recupero superiori anche a quelle dei più forti clasicomani; equilibrio armonico tra caratteristiche diverse come la capacità di andare forte a crono e tenere in montagna e/o viceversa), c'è un enorme particolare: Armstrong è stato malato di cancro, buon per lui che che ce l'ha fatta ma fisicamente il tuo fisico ne esce per forza di cose debilitato, non migliorato rispetto a prima

2)Tra i nomi da te citati l'unico veramente competitivo in un gt "serio" può essere Schleck, per quanto stia clamorosamente involvendo sotto l'aspetto atletico; gli altri sono ottimi corridori ma quasi sempre rimbalzati sulle 3 settimane

3)Non è questione di essere americani o non americani, lo stile e l'educazione te li devono fornire la tua famiglia, non lo stato. Che sia antipatico è fuori discussione, che sia stato poco elegante con Pantani sul Ventoux altrettanto, ma con Simeoni non è che non sia stato elegante, è stato un mafioso (è ben diverso).

4)Che non sia il migliore dei modi possibile ce l'ha detto quest'anno anche un corridore che a me non fa neppure impazzire pur avendo fatto una gran stagione: Nibali

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 20/11/2010 alle 14:39
per albe 89
leggi questa intervista al dr ahenden.
è un po' lunga , ma spiega tante cose riguardo al "cambaimento"
parlo di parametri fisiologici

http://nyvelocity.com/content/interviews/2009/michael-ashenden

ciao

mesty

 
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Livello Marco Pantani
Utente del mese Febbraio 2009
Utente del mese Agosto 2009




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  postato il 21/11/2010 alle 11:52
Penso che la creazione dal nulla sia di competenza di altri ambiti della spiritualità umana, non del ciclismo o dello sport.
Per cui, pur pensando che Armstrong, per vari motivi tutti ampiamente analizzati in passato, sia stato molto più uguale degli altri, mi pare che l'opinione di claudiodance sia equilibrata e, ritemgo, giusta.
E siccome vedo che Armstrong sta messo piuttosto male con le indagini USA, mi dispiacerebbe che a pagare, come al solito, fosse solo lui e non chi gli ha consentito di essere più uguale degli altri proteggendolo a tutti i livelli e fornendogli i mezzi per esserlo.
Perciò se Lance scappasse in un paradiso protetto dalla legislazione americana io sarei veramente contenta, perché Lance, almeno, non è una rapa.

 

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Verità e giustizia per Marco Pantani: una battaglia di civiltà.

Arcana loggia per il ripristino della civiltà dell'ordalia.

IO NON L'HO VOTATO.

IO CORRO DOPATO COME TUTTI.

"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997 ( tempi non sospetti),parlando di doping in un'intervista televisiva con Gianni Minà.

Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping.

Hypocrisy free.

CAREFUL WITH THAT AXE, EUGENIO.



 
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Livello Francesco Moser




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  postato il 23/11/2010 alle 17:02
Interessante questa discussione, tanto da farmi uscire dal letargo forumistico dopo secoli (ma non vi ho scordato...)
In realtà leggendo il titolo sono sobbalzato dalla sedia, pensando alle discussioni che mi avevano fatto appassionare a questo forum ormai più di un lustro addietro. Pensando soprattutto che in quelle discussioni la domanda sarebbe stata posta esattamente al contrario, ma tant'è evidentemente a 13 anni dalla trasformazione, lo spettatore è talmente "imbulbarellito" da ritenere quasi fisiologico il ribaltamento dell'assunto di fondo, ovvero Armstrong buon corridore da classiche, che nella tesi Morrissiana si spinge fino a valutare minore il valore dell'americano rispetto ad un "qualsiasi" Eric Leman.
A beneficio di chi volesse approfondire riporto una delle tante perle che è possibile scovare con la funzione cerca e qualche filtro giusto (io di solito uso la parola chiave Morris ):
http://forum.cicloweb.it/viewthread.php?tid=392#pid2996

 

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E' curioso come le discese, viste dal basso, somigliano tanto alle salite!
Pippo in "Topolino e la Stella dello Sceriffo", 1959

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 23/11/2010 alle 17:33
Leggendo questi post, mi accorgo di quanto mi manca Aranciata!
 
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Livello Marco Pantani




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  postato il 23/11/2010 alle 19:48
Torno al punto perchè mi rendo conto di non avere, nel precedente post, risposto al quesito all'oggetto della discussione.
La risposta è sì, certamente.
Semplicemente lo era già. Un mondiale vinto giovanissimo e in maniera magistrale, una Fleche, protagonista in altre rassegne iridate e in un paio di Amstel.
Discrete altre sue prestazioni alla Ronde. Insomma, era adattissimo, date le sue doti di forza resistente a tutte le classiche più dure. Poco solo alla Sanremo, ma tutte le Ardenne, il Lombardia e direi che anche sul pavè, se vi si fosse applicato, avrebbe potuto dire la sua (non dimentichiamo che anche Bugno, uno dei corridori più “imbranati” nella guida della bicicletta mai diventati campioni, è stato in grado di vincere un Fiandre – Lance era tutt’altro che impacciato!).
Non era un corridore dotato di grande spunto veloce e questo avrebbe finito col togliergli qualche successo, probabilmente indirizzandolo verso le classiche più dure.

Da dire che il percorso di carriera di Lance è rintracciabile in una matrice comune a quella dell’altro grande americano del ciclismo. Greg Lemond. Il quale, dopo qualche anno (e complice il famoso incidente di caccia che rischiò di ucciderlo e ne limitò sicuramente la portata atletica complessiva), finì con il concentrare le proprie energie su Tour de France e Campionato del mondo, riuscendoci tra l’altro in modo efficace come pochi.
Insomma, le scelte di Lance, forse, sono anche figlie di una immagine del ciclismo, che in USA è quasi solo riferita ai due eventi di punta delle rispettive specialità (GT e gare in linea). Ecco che americano, dopo essersi affermato quel tanto che basta per essere riconosciuto e rispettato dal gruppo di europei nel corso di un calendario di tipo “classico”, si defila e punta al giallo e all’iride.

Per tornare al precendente messaggio, grazie donchisciotte per l’apprezzamento. Credo davvero che Lance abbia avuto tutto per essere un grande corridore. Forse addirittura un fuoriclasse. Le modalità della trasformazione l’anno eletto a emblema, forse in modo anche esagerato, di una cultura del ciclismo e dello sport che è lontana dagli appassionati di lunga data.
Ancora è vero, paga anche in questo ambito colpe non solo sue.
Ancora è vero, non è “giusto” che la giustizia sportiva arrivi dopo così tanti anni a fare inchieste e ad emettere sentenze.
Nondimeno, mi conoscete, con tutti i distinguo di cui sopra, venisse accertata, provata senza timore di errore, la colpa di Lance e del suo entourage, spero che se scappi sull’isola, ma venga condotto alle proprie responsabilità sportive e civili.
Sì, perché una ultima cosa va detta, nel paese più liberista del mondo, se evadi le tasse o usi i soldi pubblici (del servizio postale americano, nel caso) in modo illecito, beh, ti conviene non farti beccare, perché te la fanno pagare salata.
In ogni modo, comunque vada, ancora il mio rispetto per Lance, campione che non mi ha mai “mosso il sangue”, ma che è stato un ciclista di grande personalità. E tutt’altro che una rapa.

 

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Livello Greg Lemond




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  postato il 24/11/2010 alle 14:22
non posso che quotare al 100% claudiodance.
armstrong e' stato un buon corridore da classiche, la sua carriera lo dimostra e il cipiglio con cui ha vinto alcune corse, mondiale su tutti, lo ribadiscono ancora di piu'.
si fosse dedicato maggiormente a quelle avrebbe potuto arrivare a risultati eccellenti; non l'ha fatto, ma non si puo' negare che i risultati gli hanno dato ragione lo stesso...

detto cio', mi incuriosisce molto di piu' approfondire la "provocazione" di eddy merckx, anche se forse non e' questo il thread giusto (se volete ci spostiamo sul quello di gilbert, o non so dove). ovvero: gilbert puo' ambire a fare classifica in un GT?
da tifoso sfegatato gilbertiano mi piacerebbe in parte si' e in parte no (godo troppo nel vedere i suoi numeri nelle classiche), ma qui non vorrei parlare di tifo ma di considerazioni oggettive.

in fondo "pippo" ha un'ottima tenuta sulle lunghe distanze, a cronometro sa farsi valere pur senza eccellere (eppure si guardi l'ultima crono della vuelta di quest'anno), su salite non estreme si puo' difendere, e se sta bene anche rilanciare grazie alle sue doti di scattista (ancora il riferimento e' alla vuelta), mentre sulle salite piu' dure non si e' mai messo alla prova.
quindi? puo' fare classifica in un GT?
io non ritengo di avere ancora gli elementi per giudicarlo, vedo pero' un corridore come samuel sanchez essere arrivato a sfiorare il podio al tour, e credo che gilbert con gli anni possa raggiungere quel livello. vedo bradley wiggins essersi giocato il podio del tour, e pur essendo ovviamente molto piu' forte a cronometro, non credo che sulle salite il vallone abbia molto di meno.
insomma, non lo escludo, ma forse non me lo auguro. non ora almeno, ora voglio godermi il gilbert fenomenale delle classiche, e voglio vedergli vincere la sanremo, il fiandre, la liegi e il mondiale. vorrei addirittura vederlo testarsi a roubaix. un domani chissa'...

e allora, per allargare ancora la discussione (eddai, ravviviamo il forum invernale!) penso anche: chi altri?
ecco, un corridore che ad oggi potrebbe provare, col rischio ovviamente del fallimento, e' fabian cancellara.
in fondo lo svizzero ha gia' vinto le classiche a sua misura (mondiale escluso), e si e' pure portato a casa il tour de suisse, benche' su un percorso ultra-piatto... ora l'idea potrebbe stuzzicarlo, certamente non sull'andazzo dei GT cicloalpinistici attuali, ma spero non sia irreversibile, magari gia' dal 2012 qualche km a cronometro in piu' ritorno... e sappiamo quanto possa essere letale cancellara su quel terreno.
ecco, cancellara e' il corridore che oggi potrebbe provare a fare "il salto". probabilmente fallirebbe, pero' il bello del ciclismo sta anche nello scoprire nuove sfide.

 

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Fantaciclismo 2010: Tre Giorni di La Panne, Gand - Wevelgem, Scheldeprijs - GP Escaut, GP Larciano, Amgen Tour of California, Tour de Suisse, Tour de France: 2 giorni in maglia gialla, 3 tappe (Bruxelles - Spa, Bourg de Peage - Mende, Revel - Ax 3 Domaines), decimo posto finale ... e Campione del Mondo!...

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 24/11/2010 alle 18:15
Originariamente inviato da cauz.

detto cio', mi incuriosisce molto di piu' approfondire la "provocazione" di eddy merckx, anche se forse non e' questo il thread giusto (se volete ci spostiamo sul quello di gilbert, o non so dove). ovvero: gilbert puo' ambire a fare classifica in un GT?
da tifoso sfegatato gilbertiano mi piacerebbe in parte si' e in parte no (godo troppo nel vedere i suoi numeri nelle classiche), ma qui non vorrei parlare di tifo ma di considerazioni oggettive.

in fondo "pippo" ha un'ottima tenuta sulle lunghe distanze, a cronometro sa farsi valere pur senza eccellere (eppure si guardi l'ultima crono della vuelta di quest'anno), su salite non estreme si puo' difendere, e se sta bene anche rilanciare grazie alle sue doti di scattista (ancora il riferimento e' alla vuelta), mentre sulle salite piu' dure non si e' mai messo alla prova.
quindi? puo' fare classifica in un GT?
io non ritengo di avere ancora gli elementi per giudicarlo, vedo pero' un corridore come samuel sanchez essere arrivato a sfiorare il podio al tour, e credo che gilbert con gli anni possa raggiungere quel livello. vedo bradley wiggins essersi giocato il podio del tour, e pur essendo ovviamente molto piu' forte a cronometro, non credo che sulle salite il vallone abbia molto di meno.
insomma, non lo escludo, ma forse non me lo auguro. non ora almeno, ora voglio godermi il gilbert fenomenale delle classiche, e voglio vedergli vincere la sanremo, il fiandre, la liegi e il mondiale. vorrei addirittura vederlo testarsi a roubaix. un domani chissa'...

e allora, per allargare ancora la discussione (eddai, ravviviamo il forum invernale!) penso anche: chi altri?
ecco, un corridore che ad oggi potrebbe provare, col rischio ovviamente del fallimento, e' fabian cancellara.
in fondo lo svizzero ha gia' vinto le classiche a sua misura (mondiale escluso), e si e' pure portato a casa il tour de suisse, benche' su un percorso ultra-piatto... ora l'idea potrebbe stuzzicarlo, certamente non sull'andazzo dei GT cicloalpinistici attuali, ma spero non sia irreversibile, magari gia' dal 2012 qualche km a cronometro in piu' ritorno... e sappiamo quanto possa essere letale cancellara su quel terreno.
ecco, cancellara e' il corridore che oggi potrebbe provare a fare "il salto". probabilmente fallirebbe, pero' il bello del ciclismo sta anche nello scoprire nuove sfide.



cancellara e gilbert sono due corridori potenti, in un certo senso "pesanti". dovrebbero provare a cambiare preparazione e caratteristiche, per colmare il gap sulle salite lunghe (con l'incognita della tenuta sulle 3 settimane), però perderebbero qualcosa di quello che li rende fortissimi nelle classiche, senza avere la certezza di poter essere al top nei GT. vale la pena rischiare la supremazia nelle corse in linea per un quarto o un quinto posto al tour? magari fra 2-3 anni, quando avranno vinto molto altro fra classiche e mondiali, potrebbero provare. un'idea ce la potremmo fare se provassero - con le loro caratteristiche attuali - a fare un GT per la classifica: un settimo-ottavo posto indicherebbe che i margini per lottare per il successo, con una preparazione specifica, ci sono.

 
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Livello Marco Pantani




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  postato il 24/11/2010 alle 20:42
Ops, devo fare una ERRATA CORRIGE: nel post precedendte manca un "NON" piuttosto importante. La frase diventa:
"... con tutti i distinguo di cui sopra, venisse accertata, provata senza timore di errore, la colpa di Lance e del suo entourage, spero che NON se scappi sull’isola, ma venga condotto alle proprie responsabilità sportive e civili. "
Chiedo scusa.
ciao claudio

 

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“…..oh, ghè riàt Dancelli!....”


 
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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Dec 2004

  postato il 24/11/2010 alle 22:21
ah, per fortuna, che ti sei corretto
io, in questo buonismo nei confronti di lanza non mi ci ritrovo proprio
gran personaggio , ma quanto male fatto al ciclismo che amo io.,
ha dato grandissimo impulso alla passione per il ciclismo in particolare in usa, grande favola americana, ma quante falsità.

e , se come sembra, pagherà per queste falsità mica mi rammarico

insomma , dio perdona, lando no


mesty

 
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Livello Greg Lemond




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Registrato: Dec 2009

  postato il 25/11/2010 alle 18:31
Originariamente inviato da dietzen
cancellara e gilbert sono due corridori potenti, in un certo senso "pesanti". dovrebbero provare a cambiare preparazione e caratteristiche, per colmare il gap sulle salite lunghe (con l'incognita della tenuta sulle 3 settimane), però perderebbero qualcosa di quello che li rende fortissimi nelle classiche, senza avere la certezza di poter essere al top nei GT. vale la pena rischiare la supremazia nelle corse in linea per un quarto o un quinto posto al tour? magari fra 2-3 anni, quando avranno vinto molto altro fra classiche e mondiali, potrebbero provare. un'idea ce la potremmo fare se provassero - con le loro caratteristiche attuali - a fare un GT per la classifica: un settimo-ottavo posto indicherebbe che i margini per lottare per il successo, con una preparazione specifica, ci sono.


secondo me no, non ne vale la pena.
a meno che non siano gia' sufficientemente appagati, cosa impossibile per gilbert, magari gia' di piu' per cancellara che in fondo ha gia' in cantina una sanremo, un fiandre e 2 roubaix...

pero' il gioco e' puramente immaginario, una speculazione tanto per riempire i ragionamenti ciclistici invernali
e allora il dubbio su chi potrebbe tentare "il salto" mi resta.
tanto che la storia del ciclismo, anche recente, ci dice che la cosa non e' impossibile...

ecco, se almeno si mettessero alla prova sulle 3 settimane, senza provare grandi trasformazioni prima, sarebbe interessante vedere che ne potrebbe uscire. un ottavo posto lo escluso, ma un quindicesimo potrebbe essere incoraggiante.

(poi, parere mio, non credo lo raggiungerebbero il quindicesimo... ma non si sa mai, se mcgee e' arrivato ottavo a un giro d'italia...)

 

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Fantaciclismo 2010: Tre Giorni di La Panne, Gand - Wevelgem, Scheldeprijs - GP Escaut, GP Larciano, Amgen Tour of California, Tour de Suisse, Tour de France: 2 giorni in maglia gialla, 3 tappe (Bruxelles - Spa, Bourg de Peage - Mende, Revel - Ax 3 Domaines), decimo posto finale ... e Campione del Mondo!...

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 25/11/2010 alle 19:10
Originariamente inviato da mestatore
e , se come sembra, pagherà per queste falsità mica mi rammarico

insomma , dio perdona, lando no


mesty


nemmeno io.
Quando gli arroganti e i "furbi" finiscono nella polvere godo come un riccio (e di sicuro mica solo io)

 

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