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Il Forum di Cicloweb

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Autore: Oggetto: Processo al Tour de France

Amministratore




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  postato il 30/07/2010 alle 11:24
Siamo particolarmente orgogliosi di proporvi oggi un vero e proprio processo al Tour de France.

Prima di partire per le vacanze, date uno sguardo alla home

http://www.cicloweb.it/

e se non dovete partire, datecelo lo stesso

Accusa, difesa, testimoni per l'una e per l'altra parte... e se tornate ad aggiornare la home nel corso della giornata, chissà che non arrivi pure la sentenza...

Approfitto per ringraziare di cuore due colonne del forum, che ci hanno deliziato con uno dei pezzi appena pubblicati: non vi svelo quale così vi fate il giretto sopra caldeggiato.

E giacché si caldeggia, caldeggio anche un bel dibattito: sono talmente tanti i temi che emergono da questo nostro speciale che ci sarebbe da discuterne a lungo... del resto questo forum è fatto apposta

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
Amarti m'affatica, mi dà malinconia
che vuoi farci, è la vita... è la vita, la mia

(Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 30/07/2010 alle 12:21
Scusa, da quanto tempo hai detto che vai in bicicletta?»
«Dall'anno scorso! Ma seguo le gare dall'anno prima, poi mi sono appassionato davvero da quando ho vinto la Coppa Bernocchi al fantaciclismo!»


che gran pezzi di sterco!


bravi! (tutti)

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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Moderatore
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  postato il 30/07/2010 alle 12:59
Io accusavo il Tour, ma dopo l'arringa della difesa non posso che dire Viva il Tour!

 

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Un uomo comincerà a comportarsi in modo ragionevole solamente quando avrà terminato ogni altra possibile soluzione.
Proverbio cinese

Jamais Carmen ne cédera,
libre elle est née et libre elle mourra.

 
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Livello Giro delle Fiandre




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  postato il 30/07/2010 alle 13:25
Appena letta l'intervista a Chiappucci..............anche io ero convinto che l'ICONA della maglia a Pois (che per me è una formidabile istantanea di quel periodo ancor più che la maglia Gialla) fosse il ricordo più bello per El Diablo. NO. La vittoria che maggiormente porta nel cuore è un altra. Ve lo garantisco !
 
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Livello Giro delle Fiandre




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  postato il 30/07/2010 alle 13:45
A proposito dell'altro articolo "Un buco nero....".....chissa forse Chiappucci vedendo i Tour odierni sente un pò più in "agrodolce" le sue Imprese !
 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 30/07/2010 alle 13:52


appena aperto l'articolo sull'arringa difensiva e prima di andare a fondo a leggere gli autori avevo già capito che che gli autori erano Dance e Guido. Bravi, davvero.

Bella arringa difensiva e bellissima e dettagliata disamina che si potrebbe (forse un po' troppo) riassumere semplicemente con "Il Tour è il Tour"

Il Giro a volte può essere + affascinante (vuoi mettere quello del 2010 con la prima parte frizzante, la boiata dell'aquila e poi tutti i big ad inseguire)...la Vuelta a pannaggio degli spagnoli, le varie classiche +o- monumento....ma alla fine è vero il Tour è il Tour, punto e basta.

Sinceramente è da un po' di tempo che non mi piace così tanto come anni fa...è chiaro sono un nostalgico e logorroico Pantaniano (ma me ne vanto anche!!!), ma ora attendo con più ansia il Giro del Tour, non ci posso fare niente. Quando c'era Marco attendevo il Tour e le tappe di montagna per aspettare di vedere che faceva Marco, sapevo che avrebbe vinto e attendevo...quell'alpe d'huez del 95, l'impresa (meravigliosa) di Guzet Neige lo stesso anno e poi quell'alpe del 97 con quell'urlo da pelle d'oca all'arrivo e il record (ancora imbattuto), dai non c'è un c.azzo da fare...il Tour è il Tour, ma Panta era Panta!

ai tempi il Tour mi esaltava, e pure tanto, ora sinceramente lo guardo più per interesse ciclistico che per appassionarmici

 

[Modificato il 30/07/2010 alle 14:57 by robby]

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EROE DEL GAVIA

A 2 Km dalla vetta mi sono detto "Vai Marco o salti tu o salta lui...E' saltato lui.
Marco Pantani.Montecampione 1998

27/28/29 giugno 2008...son stato pure randonneur

!platonicamente innamorato di admin!

 
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Livello Giro delle Fiandre




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  postato il 30/07/2010 alle 14:08
Originariamente inviato da Laura Idril

Io accusavo il Tour, ma dopo l'arringa della difesa non posso che dire Viva il Tour!


L'argomento mi prende tantissimo e si vede.....; discuto da anni con mio figlio convinto assertore del Tour e ahimè di Armstrong. Resto paladino del Giro, però questa "difesa" devo farla studiare a memoria a mio figlio aspirante giuslavorista. Quasi, quasi.....

 

[Modificato il 30/07/2010 alle 14:13 by Laura Idril]


 
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Livello Greg Lemond




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  postato il 30/07/2010 alle 14:17
Intanto gli applausi meritati, peraltro.

Per un commento ripasso nei prossimi giorni.

 

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FANTACICLISMO CICLOWEB
-Tour 2009-
2a tappa (Brignoles) - 17a tappa (Le Grand Bornand) - 20a tappa (Mont Ventoux)
-Vuelta 2009-
15a tappa (Cordoba) - 18a tappa (Avila)
-Vuelta 2010-
6a tappa (Murcia) - 21a tappa (Madrid)

Grazie Vino

 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2010




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  postato il 30/07/2010 alle 14:52
Io per adesso ho letto solo l'accusa di Marco e Mario. La difesa non la leggo perchè difendere l'indifendibile, seppur appassionatamente, si può solo immaginare; e ce ne vuole di fantasia.

Plaudo l'accusa di Marco e Mario. La penso esattamente come loro. In più, aggiungo, leggere a fine tappa i commenti strabilianti sull'Equipe di una corsa che, come ce la pone il giornale transalpino, ogni giorno ha qualcosa di importante da raccontare mi rassicura sul fatto che ho una discreta capacità di critica e di discernimento, come - del resto - la maggior parte degli amici forumisti di Cicloweb. Anche certi giornalisti, oltre ai ciclisti, dovrebbero finirla di fare le pecorelle.

 

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Se insisti e persisti, raggiungi e conquisti

Campione Fantaciclismo di Cicloweb 2008

 
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Livello Luison Bobet




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  postato il 30/07/2010 alle 15:08
Grandissima difesa!
la maglia della premiazione giustifica la supremazia del tour!

 

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I miei siti di riferimento:
http://www.cyclingnews.com
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http://www.ciclismoafondo.es
http://www.videociclismo.altervista.org

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 30/07/2010 alle 15:11
Originariamente inviato da febbra

Io per adesso ho letto solo l'accusa di Marco e Mario. La difesa non la leggo perchè difendere l'indifendibile, seppur appassionatamente, si può solo immaginare; e ce ne vuole di fantasia.



proprio per questa va letta!!

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 30/07/2010 alle 15:28
lo spettacolo al Tour? Basta che ci vadano corridori che vanno piano a cronometro e forte in salita e non che vanno forte dappertutto, Pantani è il più banale esempio della prima categoria e Armstrong e Contador della seconda, e lo spettacolo arriva; corollario di quest'affermazione è che mettere una crono pianeggiante di 50 km prima delle montagne magari favorisce troppo i cronomen però aumenta lo spettacolo in seguito

 

[Modificato il 30/07/2010 alle 15:30 by Guglielmo Tell]


 
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Livello Marco Pantani
Utente del mese Febbraio 2009
Utente del mese Agosto 2009




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  postato il 30/07/2010 alle 16:12
Sto decisamente dalla parte della difesa, perché ci stavo anche da prima. Io sono una di quelli che pensano che il Tour è il Tour. Punto. Poi mi annoio, mi incavolo, ma, in fondo, do la colpa all’assenza di campioni, quest’anno anche Contador non era al meglio ( forse per le ragioni che spiega Vicennati nel forum di Pantani), a volte basta un solo campione vero perché non ci si annoi ( vedi Giro ’99).
La difesa è veramente un gran pezzo di bravura, bellissima. Leggera, profonda, sottilmente ironica. Perfetta.
Aggiungo solo motivi extraciciclistici.
Perché la Francia ha il senso della storia e della propria storia, perché il Tour diventa un momento di orgoglio nazionale, perché ci va ogni anno il Presidente non solo per avere una vetrina e questo senso si trasmette anche a chi francese non è.
E’ accaduto ( statisticamente doveva accadere) che anche la De Stefano raccontasse del Tour qualcosa di illuminante.
E’ stato quando ha raccontato dell’amore dei francesi per il collezionismo delle foto dei ciclisti, che si trovano nei mercatini, hanno una quotazione,anche quelle di chi campione non è stato, anche questo è il senso della storia, di qualcosa che non è effimero e caduco.
Poi ( ben due volte!) quando ha raccontato di molti bambini, attaccati alla rete che volevano entrare al ritrovo di partenza dalla parte sbagliata, per non fare la fila, perché la tappa stava per partire e non c’era tempo. Lei e altri giornalisti hanno insistito con gli organizzatori perché aprissero ma loro hanno detto no, perché il Tour bisogna desiderarlo, non ottenerlo facilmente, coltivare il desiderio, soffrire per il Tour.
Ecco, i francesi amano davvero il Tour, ne amano la storia e il senso e anche un Tour noioso rientra in quella storia e in quel senso. Per questo, anche, secondo me, il Tour è il Tour e il massimo che un ciclista può vincere è il Tour.


 

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Verità e giustizia per Marco Pantani: una battaglia di civiltà.

Arcana loggia per il ripristino della civiltà dell'ordalia.

IO NON L'HO VOTATO.

IO CORRO DOPATO COME TUTTI.

"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997 ( tempi non sospetti),parlando di doping in un'intervista televisiva con Gianni Minà.

Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping.

Hypocrisy free.

CAREFUL WITH THAT AXE, EUGENIO.



 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 30/07/2010 alle 16:26
complimenti per l'iniziativa, anche se non è certo servita a farmi cambiare idea: il Tour continua ad essere la corsa più prestigiosa e anche più bella (si, più bella) tra le gare a tappe. Il problema sono i corridori, non certo il Tour...
 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Ottobre 2009




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Registrato: Jul 2005

  postato il 30/07/2010 alle 20:14
Come spesso purtroppo succede non riesco ad aprire gli articoli in homepage.

Qualche buon'anima può ricopiare qui l'accusa (o mandarmela privatamente in messaggio, fate voi)?

 
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Livello Parigi-Tours




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  postato il 30/07/2010 alle 22:18
Il Tour è importantissimo, ma preferirei avere la possibilità di vedere anche le classiche, magari a scapito di qualche ora di diretta dalla corsa francese. Fondamentalmente se ci si perde quelle, non si conosce tutta una tipologia di ciclisti e le loro caratteristiche, a meno di essere veramente un super appassionato e di cercarsi le dirette via streamnig, oppure avendo sky. Ma comunque tutto ciò è limitante per la diffusione di questo sport, avere dirette "comode" solo per una o 2 corse (Giro e Tour),per quanto lunghe, risulta troppo frammentario. Inoltre non sottovaluterei il fatto che essendo corse in cui ci si gioca tutto in una sola giornata possano risultare più movimentate e entusiasmanti di alcune tappe del tour
 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 31/07/2010 alle 09:03
molto, davvero molto belli gli articoli e le interviste.
L'immagine del buco nero che assorbe soldi atleti ed energie in una corsa "buia" da un punto di vista dello spettacolo è un'immagine molto efficace, a mio parere più forte dell'aristocratico uso della tautologia su cui ha fatto leva la difesa, con tanto di ieratica vestizione del leader e assenso dei corridori . Che il Tour sia duro climaticamente e atleticamente non è in discussione, anzi è una aggravante, perchè proprio quando la corsa è dura dovrebbe essere più facile da ribaltare, dovrebbero crearsi le condizioni perfette per isolare i capitani e avere spettacolo lontano dal traguardo. Come accadeva di norma fino a non molti anni fa, quello era il fascino del Tour, non le transumanze sotto il sole giuaguaro, che pure c'erano, ma poi la corsa non mancava quasi mai gli appuntamenti che prometteva sulla carta.
"le Tour c'est le Tour" dà un pò l'idea del valzer che suonava l'orchestra del Titanic mentre la nave stava affondando. In tempi di crisi la bella forma non salva, conta la sostanza e la sostanza è che il divertimento sta scomparendo dalle strade della corsa più seguita al mondo, stentano perfino gli appassionati a tenere aperti gli occhi non solo nelle tappe pianeggianti, ma perfino in quelle con 5000 metri di dislivello, tanto si sa già che il rullo di tamburi romberà inutilmente fino all'ultima mezz'ora. (bella la battuta di apertura dell'articolo, però in genere sono gli appassionati più "datati", quelli che hanno in mente i Tour di 10 e 20 anni fa, quelli che ricordano come non ci fosse alcunchè da stupirsi quando sul Tourmalet, terz'ultimo colle, scollinasse un gruppetto con Indurain, Chiappucci, Bugno, Breukink, Mottet, Delgado, Fignon e Lemond, con qualcuno di questi già messo duramente alla prova, sono loro a lamentarsi della noia di questi Tour, non certo i principianti).

Però non mi schiererei nè da una parte nè dall'altra stavolta. Non è il Tour in sè a non andare, anche se un ridimensionamento sarebbe una benedizione. Il problema è più nelle prospettive tecniche che nella corsa in sè. Quest'anno il disegno era veramente bello. A me non stonava più di tanto nemmeno la tappa di Pau, inserita in mezzo ad altre 3 tappe di montagna vera. Unite alle 3 e mezzo delle Alpi ( il Noyer, già scenario di difficoltà per Merckx, seguito da due discese molto impegnative meritava ben altra considerazione) e alla crono lunga solo alla fine lasciavano soddisfatti. (segue)

 

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FANTACICLISMO CICLOWEB 2008

Terzo posto classifica finale
Vincitrice Memorial Pantani e tappa Alpe d'Huez al Tour

FANTACICLISMO CICLOWEB 2009

Vittorie: Tappa di Barcellona Tour de France e Giro del Veneto
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 31/07/2010 alle 09:03
Il Giro è stato così pieno di attacchi importanti per una ragione fondamentale, quella che si è avuto fin da subito la sensazione dell'inconsistenza della maggioranza della squadre. L'immagine emblematica è il gruppo che non riesce a prendere Pineau e Arashiro in fuga dall'inizio della tappa. L'Aquila non ci sarebbe stata senza che ci fossero state prove così evidenti della scarsa capacità di controllo della corsa. Tutta altra musica al Tour, là nemmeno Boom e Voigt creavano qualche grattacapo agli squadroni dei velocisti, figuriaci ad Astana, Radioshack e Rabobank coalizzate in tappe di salita...
Il problema fondamentale dei GT dagli anni '90 in poi (non a caso gli anni dell'avvento dell'epo) è la comparsa di squadre fortissime in grado di tenere davanti molti corridori e controllare senza patemi perfino le tappe più dure. Banesto, Festina (questi almeno correvano all'attacco...), Telekom, US Postal, ONCE, tanto per fare i nomi più noti. Da lì è diventato normale che sui colli ci fossero una-due squadre in grado di incanalare la corsa sui binari della maggiore regolarità possibile, imponendo sempre ritmo elevato e uniforme, portando il capitano di turno in carrozza fino agli ultimissimi chilometri. Fino all'epoca di Hinault, Fignon e Lemond era normale aspettarsi confronti diretti fin dall'inizio dei tapponi tra i capitani. Al massimo potava rimanere intorno qualche rara "seconda punta", più difficile nella terza settimana. Infatti a volte diventavano appassionanti pure le tappe della prima settimana, con pesonaggi di spicco che si inserivano nelle fughe.
Conclusione: non sarebbe ora di limitare finalmente il numero dei corridori per squadra a cinque-sei?
Si aprirebbero notevolmente anche le tappe cosiddette "miste" oggi assolutamente impensabili come scenario d'attacco per uomini di classifica.... (segue)

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 31/07/2010 alle 09:04

Porre un limite alla preponderanza economica del Tour mi sembra una battaglia persa in partenza, ancor meno imporre inviti a squadre e limitarne l'arbitrio. Però dall'esterno qualche cosa in più potrebbe servire a rivalutare la partecipazione agli altri due GT.
Il Pro-Tour come incentivo alla partecipazione alle corse più importanti ha fallito, anche per il poco fascino della relativa maglia, che non arrivava nemmeno a rilevare l'importanza della vecchia classifica di Coppa del Mondo.
Pensando però al peso e all'importanza dei corridori plurivincitori di corse a tappa nella storia del ciclismo, credo che una maglia di campione del mondo relativa a queste corse manchi molto a questo sport e possa avere un fascino ben maggiore di quello della maglia bianca Pro-Tour.
Una classifica a punti (o a tempi, perchè no? ma bisognerebbe imporre un range di metri di dislivello e di cronometro per equiparare i potenziali distacchi nei tre GT, complicato credo) che privilegi i podio e invece minimizzi le differenze per i piazzamenti dal 5 in giù (del tipo 100 punti al primo, 60 al secondo, 40 al terzo, dal quarto al ventesimo piazzato differenze di due-tre punti). Nei Gt dell'anno successivo la maglia di campione del mondo nei Gt sarebbe vestita dal vincitore di questa classifica, non mi sembra poco. Forse al vincitore del Tour potrebbe bruciare il fatto di non essere riconosciuto campione del monso nella specialità dopo aver vinto la corsa più dura del mondo.

P.S: chiedo scusa per la lunghezza

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 31/07/2010 alle 12:14
Intanto applausi per il lavorone.
Dopo l'assegnazione del premio "Mirror climbing" a Guido e Dancelli (gran bel pezzo ) e dopo essermi ovviamente schierato dalla parte di admin e monsieur, vengo alla mia proposta rivoluzionaria che già feci in passato.

La Rotazione dei GT.
Un anno G-T-V
L'anno dopo V-G-T
il terzo anno T-V-G

In questo modo anche il problema climatico è superato e oltretutto ci sarebbero condizioni particolari "nuove" che incideranno anche sul risultato.
Augh e buone vacanze, ci troviamo a fine mese.

 

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Premio Stiloso 2010
Premio These Dicks Award 2010

 
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Livello Liegi-Bastogne-Liegi




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  postato il 31/07/2010 alle 12:14
Personalmente preferisco Giro e Vuelta in quanto a percorsi e spettacolarità.. e se fossi un ciclista da corse a tappe mi giocherei queste corse per mettere qualcosa di importante nel palmares ed accrescere la fiducia invece che andare solo al tour per far da gregario o giocarmi i primi 5..
Poi si sa, contro il dio denaro, i media, la pubblicità e via dicendo non si può far niente...

 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Ottobre 2009




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  postato il 31/07/2010 alle 12:20
Letto.
Pienamente d'accordo con M&M.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 31/07/2010 alle 12:31
Originariamente inviato da Serpa

Intanto applausi per il lavorone.
Dopo l'assegnazione del premio "Mirror climbing" a Guido e Dancelli (gran bel pezzo ) e dopo essermi ovviamente schierato dalla parte di admin e monsieur, vengo alla mia proposta rivoluzionaria che già feci in passato.

La Rotazione dei GT.
Un anno G-T-V
L'anno dopo V-G-T
il terzo anno T-V-G

In questo modo anche il problema climatico è superato e oltretutto ci sarebbero condizioni particolari "nuove" che incideranno anche sul risultato.
Augh e buone vacanze, ci troviamo a fine mese.


manca la combinazione T-G-V, che sicuramente farà bene a quei corridori che vanno come treni...

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 31/07/2010 alle 14:48
Complimenti per l'inchiesta
Fatta veramente bene

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 31/07/2010 alle 23:10
sto ovviamente dalla parte della difesa che con argomentazioni serrate e indiscutibili mi convince del tutto.

il tour e' il tour e anche se oggigiorno mancano i corridori divertice con coraggio le tappe restano per chi ama il ciclismo belle e spettacolari.
anche un riblon puo' rendere una tappa degna di essere seguita..

piuttosto condivido le argomentazioni di elisa: diminuiamo il numero di corridori per squadra eil tour, ma anche gt e sanremo saranno piu' belli.

inoltre il tour sta tornando a percorsi interessanti: quelllo di quest' anno era bello davvero.gli interpreti non sono stati all' altezza.
speriamo che insistano in questa direzione.

i direttori sportivi di oggi sono piu' o meno tutti gregarioni dell'epoca epo e credono che l' unico modo di vincere il tour sia quello iniziato da miguelon e perfezionato da lens.
quando qualcuno con un po' piu' di fantasia, ora che le squadre sembrano meno forti, capirà che potrebbe anche non essere più così , allora torneremo a divertirci di piu'.

grandi claudio e guido: cultura ciclistica profonda e matura

mesty

ps. l' altra seraero a cena con appassionati di sport , non solo suiveurs di ciclismo. ebbene quasi tutti si ricordavano di eros poli....

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/08/2010 alle 11:30
la difesa è molto ammaliante, sia per come è scritta sia per la caratura degli estensori: potrebbe convincere su molte corse/altri tour ma su questo no, nessuna argomentazione è condivisibile se rapportata al tour appena visto.

Di fatto, come nella formula 1, questo tour è stato vinto al "cambio gomme". Andy spiomba la catena ed ecco pronti i 40 secondi buoni per andare a prendere la gialla. Uno scattino per la coscienza, ed ecco pronto un secondo posto deamicisiano dell'involuto andy.

Quel che penso è che una bella donna deve avere delle indubbie qualità estetiche e fisiche, se è brutta rimane brutta anche nel più elegante dei vestiti.

L'abito è sempre quello buono ma la bella donna è avvizzita da almeno un decennio, ma quest'anno era proprio brutta

P.S. e comunque viva questi processi!

 

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Gaudium magnum. E'tornato! (cit. Frank VDB)

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/08/2010 alle 11:39
Originariamente inviato da Carrefour de l arbre


P.S. e comunque viva questi processi!


comunista!

 

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  postato il 01/08/2010 alle 11:50
Carrefour vale lo stesso esempio anche per gli uomini brutti vero? O poi ci rimanete male?

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/08/2010 alle 12:11
Originariamente inviato da Laura Idril

Carrefour vale lo stesso esempio anche per gli uomini brutti vero? O poi ci rimanete male?


Non contemplo uomini, nè belli nè brutti!
Però direi di sì

 

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Livello Freddy Maertens




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  postato il 01/08/2010 alle 16:47
Bellissima iniziativa questa del processo al tour. Dopo giorni di riflessioni ho deciso di stare dalla parte dei Pm

 

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IVAN IL TERRIBILE




Tutto è possibile. Possono dirti che hai il 90 per cento di possibilità, o il 50 per cento, oppure l'1 per cento, ma ci devi credere. E devi lottare. Lance Armstrong

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 02/08/2010 alle 01:08
Perfettamente d'accordo con la difesa: il Tour è sempre il Tour e rimane la corsa più bella del calendario ed Eros Poli è un mito nel suo genere (non per niente lo cito in firma).

Io comunque non vedo tanta differenza tra gli altri GT ed il Tour: certo il Giro quest'anno è stato molto spettacolare, ma questo si è dovuto principalmente alla tappa dell'Aquila. Senza quel distacco abisale da recuperare, temo che i big avrebbero tenuto il solito atteggiamento attendista.

Semmai bisognerebbe ampliare il discorso al ciclismo moderno, che tatticamente e concettualmente è molto cambiato rispetto a qualche anno fa. Una soluzione buona potrebbe essere sicuramente quella che propone Elisa: ridurre il numero dei corridori per squadra, il che permetterebbe tra l'altro di avere più squadre al via. Anzi credo che questa soluzione sarebbe da caldeggiare anche per tante altre corse e classiche.

Comunque il Tour continua ad essere la corsa più spettacolare e, se i protagonisti della classifica forse non sono all'altezza, ci sono tutti gli altri che, tappa dopo tappa, si scannano anche solo per riuscire ad entrare in una fuga. Mi è capitato di vedere 2 o 3 tappe sin dall'inizio, grazie a queste dirette fiume, e non erano propriamente tappe di montagna, ma i primi 50-100 km sono stati incredibili: fischi e botti e tric-e-trac. Spettacolo puro. Quasi come una corsa di dilettanti, ma fatta dai migliori professionisti sulla piazza.

Nelle altre corse non sarà mai così, tranne forse in qualche classica del Nord.

 

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Livello Marco Pantani




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  postato il 02/08/2010 alle 13:45
Eros Poli alè-alè, Eros Poli alè-alè!!

C’è il rischio che un evento tanto importante metta in ombra il resto del ciclismo?
«Nel calcio ci porremmo una domanda del genere? Non credo proprio…”

Eros Poli. Quest’uomo è molto “spesso”. È stato un grande atleta, con una forte personalità. Ottima l’idea di intervistarlo. Non potreste travasare un po’ del suo cervello nella scatola cranica di qualche corridore che ne risulta essere privo?

Abbasso Claudio Chiappucci. Ricordiamolo scavalcare scellerato e magnifico verso il Sestriere. Quello è il suo cavallo di battaglia. Invece a distanza di anni è ancora il vittimista di un tempo (…il tour non mi ha mai favorito in nulla…)

Sovrastimata dai PM la mancanza di spettacolarità del Tour, ma anche sovrastimata la necessità di “spettacolo” nel ciclismo.
Tutto vero, il Tour è l’evento per eccellenza e il resto è subordinato. Certo le squadre meno ricche non possono andarci….Embè?
È andata così. Il tempo, la storia, hanno determinato “Darwinianamente” questo stato di fatto. Che ragione ci sarebbe di voler artificialmente cambiare le cose?
Da dire che un corridore che dimostri reali doti, può in breve partecipare al Tour, il mercato regola banalmente le cose e il nostro giovane passerà, al massimo dopo un paio di stagioni, in una squadra più forte.

Siamo sicuri che poi, diminuendo l’importanza del Tour, il movimento ne trarrebbe giovamento? Non è che forse, svilendo l’unico appuntamento universalmente riconosciuto, si finirebbe con l’impoverire tutto il ciclismo agonistico?

Mi rendo conto di essere sceso nella ridda di considerazione socio-tecnico-gestionali che non mi piacciono e non mi competono.

L’unica cosa vera, oltre al tornante degli olandesi, è la guerra psicologica!

 

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Livello Marco Pantani




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  postato il 02/08/2010 alle 13:56
Originariamente inviato da Donchisciotte
....ma loro hanno detto no, perché il Tour bisogna desiderarlo, non ottenerlo facilmente, coltivare il desiderio, soffrire per il Tour.
Ecco, i francesi amano davvero il Tour, ne amano la storia e il senso e anche un Tour noioso rientra in quella storia e in quel senso. Per questo, anche, secondo me, il Tour è il Tour e il massimo che un ciclista può vincere è il Tour.




Bella Donchi! Yeah!

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 02/08/2010 alle 19:07

D'accordo abbondantemente a metà con ambo le parti, o meglio: con nessuna delle due.
Detto altrimenti , mi dico concorde colla difesa.
L'accusa, noto, si fonda su argomentazioni ben formulate a livello di forma, ma forse un po' vuote (ci si chiede: il Tour fa bene al ciclismo? Ebbene: che motivo ha il Tour di pensare al ciclismo?; poi: si accusa l'organizzazione francese perfino delle storture dell'UCI: Accade che nel calcio una squadra giochi una decina di partite all'anno? Accade che nel tennis Federer giochi solo Wimbledon e nessun altro slam, e Nadal solo il Rolando e nessun master? No, non accade.; vabbene, ma il Tour, in tutto questo, quali colpe avrebbe?), se è vero che il Tour, alla fine della giostra, non ha alcunché da spartire colle altre manifestazioni ciclistiche.
Ci sono enormi interessi economici a regolare le dinamiche della corsa "in giallo", non c'è granché spazio per considerazioni estese al "bene del ciclismo".
Poi, volendo intraprendere discorsi di accentazione "estetica", si può dire tutto ed il contrario di tutto ("è più bello il Giro!", "no! è meglio il Tour!", "ma la Vuelta l'hai vista?"), ma - perché dirlo in altro modo? - il Tour è il Tour. E tale rimane.
Sì, perché in tale contesto, nonostante tutto, il Tour resta la manifestazione ciclistica più importante, probabilmente la più esigente (massacrante! anche solo a pensarci) a livello psico-fisico, quindi forse sarebbe opportuno che la caldeggiata aria di rinnovamento toccasse altri lidi ad altre latitudini; magari più a sud, tipo in Italia.

 

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(Raymond Merrill Smullyan, 5000 B.C. and other philosophical fantasies, 1.3.8)


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E3 Prijs Vlaanderen - GP Harelbeke: 2°
GP Miguel Indurain: 1°
Ronde van Vlaanderen / Tour des Flandres: 3°
Rund um Köln: 1°
Liège-Bastogne-Liège: 1°
Giro d'Italia: Carrara - Montalcino: 2°
Tour de France: Sisteron - Bourg-lès-Valence: 1°
Tour de France: Longjumeau - Paris Champs-Élysées: 1°
Tour de France - classifica finale: 3°
Gran Premio Città di Peccioli - Coppa G. Sabatini: 1°

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Asso di Fiori

 
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  postato il 03/08/2010 alle 08:57
Originariamente inviato da claudiodance

......

Sovrastimata dai PM la mancanza di spettacolarità del Tour, ma anche sovrastimata la necessità di “spettacolo” nel ciclismo.
....
L’unica cosa vera, oltre al tornante degli olandesi, è la guerra psicologica!


grandissima condizione per claudio.
considerazione super.
forse di parte, perchè per il suiveur praticante, un gruppo a parte ( non meglio o peggio di altre tipologie di tifoso, donchi e admin non si offendano,ma comunque diverso) lo spettacolo sono le pedivelle che mulinano e i ragazzi , anche voecler , riblon, gutierrez e jens voigt, che se le danno per la strada..
lo spettacolo, ma che è?, grande claudione...

una corsa puo' essere avvincente o noiosa, ed ammetto che il tour puo' essere stato noioso.
lo spettacolo per me è stato ryder heysdeyal ( o come cavolo si scrive), che ha lottato come un pazzo su ogni terreno per entrare nei 10, un risultato enorme per un biker canadese ( senza dimenicare steve bauer).
lo spettacolo è il tour, i posti intesi come topos , l' enorme quantità di gente sulle strade. quella , al tour non manca mai.
lo spettacolo è la pressione , che al tour è tropla rispetto al resto.

altrettanto determinante la seconda perla di claudio: è stata la storia, il mercato se vi piace chiamarlo così , idem a fare del tour "la corsa" per il resto del mondo, fuori d' italia.
per i corridori: simoni , nell' intervista dell' addio su CP, metteva sullo stesso piano, quasi, la maglia rosa con il leoncino del tour, che lance gli regalò scendendo a valle dopo la vittoria del trentino a loudenvielle....simoni, il giro fatta carriera.
pantani voleva solo il tour.

questa è la situazione e non è possibile cambiarla con operazioni di ingegneria.
nel ciclismo la storia conta.
e la storia non si cambia.


ciao

mesty

 

[Modificato il 03/08/2010 alle 09:00 by Laura Idril]


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/08/2010 alle 11:39
Originariamente inviato da mestatore

Originariamente inviato da claudiodance

......

Sovrastimata dai PM la mancanza di spettacolarità del Tour, ma anche sovrastimata la necessità di “spettacolo” nel ciclismo.
....
L’unica cosa vera, oltre al tornante degli olandesi, è la guerra psicologica!


grandissima condizione per claudio.
considerazione super.
forse di parte, perchè per il suiveur praticante, un gruppo a parte ( non meglio o peggio di altre tipologie di tifoso, donchi e admin non si offendano,ma comunque diverso) lo spettacolo sono le pedivelle che mulinano e i ragazzi , anche voecler , riblon, gutierrez e jens voigt, che se le danno per la strada..
lo spettacolo, ma che è?, grande claudione...

una corsa puo' essere avvincente o noiosa, ed ammetto che il tour puo' essere stato noioso.
lo spettacolo per me è stato ryder heysdeyal ( o come cavolo si scrive), che ha lottato come un pazzo su ogni terreno per entrare nei 10, un risultato enorme per un biker canadese ( senza dimenicare steve bauer).
lo spettacolo è il tour, i posti intesi come topos , l' enorme quantità di gente sulle strade. quella , al tour non manca mai.
lo spettacolo è la pressione , che al tour è tropla rispetto al resto.

altrettanto determinante la seconda perla di claudio: è stata la storia, il mercato se vi piace chiamarlo così , idem a fare del tour "la corsa" per il resto del mondo, fuori d' italia.
per i corridori: simoni , nell' intervista dell' addio su CP, metteva sullo stesso piano, quasi, la maglia rosa con il leoncino del tour, che lance gli regalò scendendo a valle dopo la vittoria del trentino a loudenvielle....simoni, il giro fatta carriera.
pantani voleva solo il tour.

questa è la situazione e non è possibile cambiarla con operazioni di ingegneria.
nel ciclismo la storia conta.
e la storia non si cambia.


ciao

mesty


Onestamente pensavo avresti avuto da ridire sul punto 6 della difesa di Claudio e Guido, quello dell'odore del Tour, dei fritti, del burro, ecc. Non fa un po' troppo "birrerie fumose" in stile BiciSport?

Comunque credo che quanto hai detto riguardo al suiveur praticante è molto vero: ovviamente senza voler togliere niente a chi praticante non è (visto che anche io stento ad inserirmi in questa categoria), penso che certi meccanismi e certe situazioni, che al tifoso "scatto=spettacolo" possono risultare noiose, vengano compresi al meglio solo da chi ha effettivamente dimestichezza con la bici ed infinitamente meglio solo da chi con la bici ha corso in una qualsiasi categoria a livello agonistico (ecco, magari potremmo tralasciare la Girada o il Caedagne).

 

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  postato il 03/08/2010 alle 11:55
scusate, ma io ho sempre l'impressione del valzer che suona mentre la barca affonda. Come che significa spettacolo? Non so se ve li ricordate i TOur di 15-20 anni fa, per non tornare a Hinault o a Merckx, anche senza invocare Pantani? C'era qualche tappa sulle Alpi o sui Pirenei dove si procedesse in gruppi di 50-80 corridori fino agli ultimi 5-10 chilometri, come oggi? Quanti e quali corridori scollinavano sulla prima salita seria della tappa, non sull'ultima, sbaglio o erano quasi regolarmente i primi 5-10 della classifica, con qualcuno già al gancio? Era una evento rarissimo e improbabilissimo come oggi vedere il secondo o il terzo o il quinto della classifica provare la fuga per recuperare minuti, non qualche decina di secondi in vista dell arrivo? A me pare di no. E questto poteca accadere anche in tappe nedie o quasi pianeggianti, l'imprevisto era sempre alle porte...ma ve la ricordate la tappa di Liegi con Indurain strafavorito (e era Indurain, non Chiappucci...) all'attacco che sfreccia fuori dal gruppo sull'ultima salitella? Oggi lo spettatore medio accende la tv a 60 chilometri dall'arrivo, vede un gruppetto di innocui fuggitivi, il gruppo compatto tirato da tre uomini del leader...spegne la tv dicendo che tanto vale seguire gli ultmi 5 chilometri perchè prima difficile che accada alcunchè di significativo. E tu hai un bel dirgli: "ma scusa, mancano due colli di 20 chilometri ciascuno, spazo per tentare qualcosa c'è, questo tratto ispirò Merckx, quell'altra rampa Pantani,su quel pendio erboso Ullrich mise in discussione il Tour...niente da fare nel 90% dei casi ha ragione lui, sarà corsa di gruppo fino alla fine. Anche quando la logica suggerirebbe esattamente il contrario.
E' chiaro che a un appassionato piaceranno sempre le belle strade, i paesaggi, le salite, le montagne, lo sforzo dei corridori, la tenacia, la difesa. Quelle ci sono anche nelle tappe con arrivo allo sprint. Da una tappa con 4000 metri di dislivello ci si aspetta di più del panorama, del sudore sulla fronte, della tenacia dei passisti che resistono.
Il gesto atletico di per sè lo vedo anche nella maratona se è per quello.
La folla plaudente anche in un comizio politico.
Che il Tour sia il Tour in sostanza non aggiunge alcunchè alla gradevolezza dello spettacolo.

 

[Modificato il 03/08/2010 alle 12:07 by elisamorbidona]

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  postato il 03/08/2010 alle 14:11
Originariamente inviato da elisamorbidona
........


Però Elisa è tutto il ciclismo che è cambiato e cambia. Tu mi citi i Tour degli anni di Indurain come esempi di spettacolo, ma a quei tempi io mi ricordo mio padre, quando guardavamo le tappe insieme, che si lamentava della noia di quelle gare rispetto a quelle degli anni prima. Ed in gran parte aveva ragione, anche se di grandi imprese e di duelli all'arma bianca se ne sono vissuti tanti anche in quegli anni. Semplicemente non erano la norma, come forse lo sono stati in anni precedenti.

Nel ciclismo di oggi la regolarità vale di più del coraggio e le squadre sono diventate una pedina fondamentale e questo determina un controllo esasperato della corsa: in anni passati un capitano non poteva neanche sognarsi di avere gregari forti e preparati come Navarro che lo tenessero coperto fino a 5 km dall'arrivo, se no lo avrebbero fatto sicuramente.

In quest'ottica la proposta di diminuire il numero dei corridori per squadra sarebbe senz'altro interessante, però non credo ci sia da stravolgere tutto in cerca di uno spettacolo che potrebbe non arrivare.
Il Tour di quest'anno è stato senz'altro povero di episodi particolarmente spettacolari, ma non per questo si può dire che sia stato brutto.
Certo il Giro è stato molto spettacolare, ma la caratura delle squadre e dei corridori che l'hanno corso non ha niente a che vedere con quella del Tour e questo conta. Il vero appassionato si può divertire tanto anche a vedere belle corse combattute da un gruppo modesto, ma non può non notare la differenza quando la corsa, sebbene più chiusa o controlata, la fanno i migliori.

Ovviamente si spera sempre in anni migliori e di vedere l'impresa, ma anche nel ciclismo moderno di imprese, saltuariamente, se ne vedono.

 

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  postato il 03/08/2010 alle 15:13
solo una precisazione, mi riferivo ai Tour appena prima di Indurain, i primi Tour che videro l'avvento della squadra in grado di tenere molti uomini davanti al capitano fin quasi all'arrivo in qualsiasi tappa. Proprio quel quinquennio segnò il passaggio a un'epoca grigia per il Tour (e del ciclismo in generale, anche se l'epifenomeno del grigiore è diventata la corsa francese), fortunatamente scossa da alcuni lampi. Ogni corsa ha la sua storia, ma l'avvento di questo sistema di controllo di squadre unitamente ad una specie di autoconvincimento di impotenza indotto, ha ingrigito molto questo sport, uniformandolo e appiattendolo.
A me non sembra tra l'altro che il livello di questi ultimi Tour sia stato così alto, tra l'altro. Anzi il gruppo di 50-80 corridori compatto fin sulle prime pendici del Tourmalet, con Cancellara che tira il gruppo in salita sa più di livellamento verso il basso. Nella stessa direzione vanno l'osservazione delle medie di corsa e delle vam, con tutti i distinguo che si possono fare. Tra parentesi è anche tutto da dimostrare che i protagonisti del Tour siano di livello così superiore a quelli del Giro, sempre medie di corsa e vam alla mano, con tutti i distinguo del caso, sembra proprio di no. Ricordo che al Giro si sono avute tappe tirate quasi fin dall'inizio sempre, mai viste scene di attesa e di marcamento nel finale (segnale di stanchezza, più che di acume
tattico) come al Tour, anche con tappe di transumanza fino a quel punto.
Una sostanziale differenza, il caldo. Forse Lemond, Hinault, Chiappucci e Virenque non lo sentivano, o non faceva così caldo allora? Anche la pioggia e il freddo patiti al Giro non sono un toccasana per il recupero e la salute, però!
Ci sono stati gregari più forti al Tour, questo sì, a tutto svantaggio di chi andava all'attacco. A me non pare che lo spettacolo sia ammirare quella meravigliosa forza espressa da una fila di corridori che impongono un ritmo regolare a tutto il gruppo....però, de gustibus...

 

[Modificato il 03/08/2010 alle 15:15 by elisamorbidona]

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  postato il 03/08/2010 alle 16:15
Per collegarmi al discorso di Elisa, credo che il ruolo centrale nell'ultimo ventennio lo hanno le squadre. Direi dal 1990 compreso cioè il Tour di Lemond soffiato a Chiappucci non per una manifesta superiorità a cronomentro ma per l'imboscata di Pensec compagno di Greg L. (vedi la squadra).
Avere le squadre forti ti permette di stare coperto perchè non tiri un metro. Come si fa a scattare a 70 km dall'arrivo quando fra gli ultimi due colli c'è una pianura di 20 km e dietro hai una squadra di gregari che se facessero classifica arriverebbero nei primi 5 semza problemi?
E' ovvio che è molto più comodo attaccare ai -5 km per guadagnare un minutino stretto stretto che nell'arco di Alpi e Pirenei ti può bastare.
Il problema della squadra (supercorazzata) è legata esclusivamente ai soldini che lo sponsor mette a disposizione. Io credo che negli ultimi 20 anni la squadra migliore ha coinciso quasi sempre con il corridore migliore e non per caso, ma perchè spendere tanti soldi per ingaggiare un gregario di lusso (o super lusso tipo Heras, Leipeimer, Guerini, Hamilton ecc.) è più facile per uno sponsor che ha la punta che si chiama Armstrong, Ullrich o Contador. Il ritorno di immagine è certo e quindi è difficile scardinare una sorta di oligopolio delle corazzate di vertice.
Poi ci sono altri motivi per cui lo spettacolo latita, ma la squadra ha un ruolo centrale in questo dibattito. Visto che non si può proibire che una squadra ingaggi gente forte, l'unica cosa da fare per isolare un pochettino il leader maximo del tour (chiunque esso sia) è di ridurre il n. di corridori per squadra a 8 o addirittura a 7, così aumentano anche le squadre, altre soluzioni non ne vedo.

 

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FANTACICLISMO 2008 Campione Olimpico in linea - S. Sebastian - Parigi Bruxelles - Vincitore classifica generale grandi giri (10° Giro - 10° Tour - 4° Vuelta) 1 tappa al Tour - 4 tappe alla Vuelta 9° classifica finale.
FANTACICLISMO 2009 Liegi-Bastogne-Liegi 2° classifica finale Giro d'Italia - 2 tappe - 1 giorno in maglia rosa - Best Belgio - 5° classifica finale

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  postato il 03/08/2010 alle 17:41
Originariamente inviato da Salvatore77

Per collegarmi al discorso di Elisa, credo che il ruolo centrale nell'ultimo ventennio lo hanno le squadre. Direi dal 1990 compreso cioè il Tour di Lemond soffiato a Chiappucci non per una manifesta superiorità a cronomentro ma per l'imboscata di Pensec compagno di Greg L. (vedi la squadra).
Avere le squadre forti ti permette di stare coperto perchè non tiri un metro. Come si fa a scattare a 70 km dall'arrivo quando fra gli ultimi due colli c'è una pianura di 20 km e dietro hai una squadra di gregari che se facessero classifica arriverebbero nei primi 5 semza problemi?
E' ovvio che è molto più comodo attaccare ai -5 km per guadagnare un minutino stretto stretto che nell'arco di Alpi e Pirenei ti può bastare.
Il problema della squadra (supercorazzata) è legata esclusivamente ai soldini che lo sponsor mette a disposizione. Io credo che negli ultimi 20 anni la squadra migliore ha coinciso quasi sempre con il corridore migliore e non per caso, ma perchè spendere tanti soldi per ingaggiare un gregario di lusso (o super lusso tipo Heras, Leipeimer, Guerini, Hamilton ecc.) è più facile per uno sponsor che ha la punta che si chiama Armstrong, Ullrich o Contador. Il ritorno di immagine è certo e quindi è difficile scardinare una sorta di oligopolio delle corazzate di vertice.
Poi ci sono altri motivi per cui lo spettacolo latita, ma la squadra ha un ruolo centrale in questo dibattito. Visto che non si può proibire che una squadra ingaggi gente forte, l'unica cosa da fare per isolare un pochettino il leader maximo del tour (chiunque esso sia) è di ridurre il n. di corridori per squadra a 8 o addirittura a 7, così aumentano anche le squadre, altre soluzioni non ne vedo.


Non mi pare che le squadre degli anni 70 e 80 fossero meno importanti. Anzi, a mio avviso erano piu forti ed incidevano maggiormente rispetto a quelle attuali, dal momento che i corridori di fascia medio-alta non si disperdevano nelle squadre minori come fanno ora.
Concordo sul potere del dio denaro per poter allestire le supercorazzate... ma 30 anni fa gli sponsor facevano a sportellate per entrare nel mondo del ciclismo investendo (ovviamente in proporzione al periodo) molto piu di oggi.
Il peso della squadra era quantomeno uguale a quello odierno, se non maggiore. Tanti campioni hanno costruito le vittorie al Tour e in generale nelle corse piu importanti, grazie alla squadra. Ma abbiamo dimenticato la Renault che presentava Hinault, Lemond, Fignon, Mottet e Madiot contemporanemante? oggi sarebbe impensabile. Vogliamo parlare del treno giallo della Del Tongo? e l'Ariostea? i vari Hinault, Saronni e Argentin hanno vinto tanto anche perchè disponevano delle squadre piu forti nei rispettivi campi.
Si parla di Indurain... non vedo perchè riferirsi a lui per stabilire la fine e/o l'inizio di un epoca. Allora si dovrebbe fare la stessa con Anquetil... stessa condotta di gara, stesso squadrone dominatore del Tour. eppure il ciclismo spettacolare si è visto prima e dopo anquetil, prima e dopo Indurain. e, aggiungo, anche durante l'era Indurain... perchè vedere Miguelon spazzare tutti a cronomentro e poi mettersi in testa in salita senza mai voltarsi alla ricerca di compagni (al contrario di un Ullrich e di uno Schleck) impedendo a chiunque di scattare è decisamente piu spettacolare ed entusiasmante di qualche pseudoscattino di 10 metri.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/08/2010 alle 18:18
Le corazzate ci sono sempre state anche negli anni 70-80 ed il valore della squadra è sempre stato molto importante, ma negli ultimi anni è cambiato il loro ruolo.
Come dice Elisa, in quegli anni nelle tappe di montagna i capitani restavano da soli a suonarsele per gran parte della corsa e risultava vincitore chi ne aveva di più; la tattica di tenere davanti la squadra il più possibile è subentrata negli ultimi anni (a mio avviso dopo Indurain, il quale quando c'era bisogno si metteva davanti in prima persona e polverizzava letteralmente il gruppo).
Forse non si utilizzava questa tattica non perchè i gregari fossero meno forti, ma semplicemente perchè si usava correre così, con i capitani avanti in prima persona. Erano bei tempi, non c'è che dire. Ma come si fa adesso a tornare indietro?

E comunque, a mio parere, stiamo cadendo in un errore di valutazione usando il Giro di quest'anno come metro di paragone e prendendo a modello gli ultimi due Tour: credo che tutte e tre le corse siano state a loro modo un'eccezione.
Il Giro di quest'anno è stato oltremodo tirato soprattutto a causa della tappa dell'Aquila; non ci fosse stata quella, ci saremmo ritrovati ad attendere i soliti ultimi 3 km di salita.
I Tour degli ultimi due anni sono stati caratterizzati dalla presenza di una squadra molto più forte delle altre, e con il corridore migliore tra le sue fila, che bloccava la corsa e che non aveva motivo per fare diversamente e, soprattutto, non aveva antagonisti che potessero attaccarla seriamente (già quest'anno, se Franck non si fosse fatto male, forse avremmo potuto vedere Contador più in difficoltà).

In buona sostanza credo che il Tour non sia sempre come gli ultimi due visti e che il Giro non sarà sempre come l'ultimo.

P.S.: per quanto riguarda il numero di corridori per squadra, io lo porterei a 6, numero che obbligherebbe le squadre a scelte molto importanti sulla tattica e sugli uomini da portare. Certo così si avrebbero squadre iperspecializzate, quella del velocista, quella d'attacco, quella di classifica, ecc.

 

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  postato il 03/08/2010 alle 19:00
tanto per far capire quello che intendevo, in un' epoca tutto sommato piuttosto recente (1991), e andando indietro è sempre più confronto diretto tra i più forti lungo tutte le tappe alpine, altro che gruppo di 80 corridori in cima al Toumalet:
http://www.youtube.com/watch?v=BzYyap8SPQ0

dove sono le squdre capaci di tenere cucita la corsa?

gruppetto in cima all'Aubisque e al Tourmalet rispettivamente quart'ultimoe terz'ultimo colle composto da Chiappucci, Bugno, Indurain, Leblanc maglia gialla, Mottet, Hampsten Fignon, Lemond in difficoltà già staccato (lo avevano visto poco brillante e fecero l'unica cosa logica da fare, eliminare un pericoloso concorrente comune, altro che aspettare l'ultimo colle dove quello a forza di gel e integratori vari può far in tempo a superare abbondantemente il momento di difficoltà)

il fatto è che tappe del genere con confronto diretto lungo tutta la tappa erano la norma in quasi tutti i tapponi di montagna, oggi sono diventate troppo rare. Si vedono un pò di più al Giro.
La tappa dell'Aquila al Giro è venuta perchè si era capito nelle tappe precedente che molte squadre (a parte la LIquigas) non potevano assolutamente tenere la corsa, da lì l'idea di attaccare di sorpresa da lontano. Con squadre di numero ridotto forse anche i più titubanti un pò di coraggio lo troverebbero. E' totalmente diverso, atleticamente parlando, un confronto diretto tra 5-6 corridori fatto di ritmo molto discontinuo dettato dagli allunghi ora di ora dell'altro, di chi cerca di staccare chi è aruota, ecc... rispetto ad un ritmo regolarissimo anche se sostenuto fatto da una serie di super-gregari che tengono d'occhio il misuratore di watt

 

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  postato il 05/08/2010 alle 09:06
ccetto le obiezioni di elisa sullo spettacolo
sono un inguaribile innamorato del ciclismo
obbietto a mia volte che le transumanze ci sono sempre state
aggiungo che la mancanza di spettacolo non è appannaggio del solo tour, ma di tutto il ciclismo odierno.
la mancanza di personaggi veri, di carisma e coraggio è un fatto genetico-generazionale ma anche culturale e di caratteristiche degli atleti.
anche nel tennis si sono visti per anni gran picchiatori da fondo e gran noia e ancora oggi se ne vedono. l' avvento di federer è stato iun felice momento di rottura.

nel ciclismo il doping ematico massivo ha avuto un ruolo , consentendo la costanza di un rendimento medio alto ad atleti di seconda schiera, implementando l' importanza della squadra.
velocità media alta, tutti che recuperano bene, difficile fare le differenze.
magari non è stato solo il doping, anche il migliormento di metodiche di allenamento, alimentazione ,etc.
oggi tutti copiano il modo di correre di lens dei 7 tour, questo è uno dei mali che il texano bionico ci ha lasciato e nessun ds sembra avere il coraggio e la fantasia necessari per dimostrare che quello non è l' unico modo di vincere, anzi...
contro il mercato che concentra gli atleti forti in pochi team non vedo grandi possibilità.
ridurre il numero di atleti per team mi sembra una buona possibilità, togliere le radioline pure, il doping che frena ( forse) una speranza.
da inguaribile romantico spero nel ritorno di un team di colombiani forti, non prigionieri di uno schema tattico insulso e limitato, privo di fantasia, possa smuovere le acque , sempre ammesso che il tour mantenga e rafforzi la tendenza a percorsi interessanti come quest' anno.

sono il soito cerchiobottista , ma voglio dire che ogni generazione di tifosi ricorda come piu' bello il ciclismo della sua gioventu' rispetto a quello attuale .
così non è sempre stato e periodi bui non sono mancati.
mio padre trovava i tempi di merckx molto noiosi ( vinceva sempre lui e aveva la squadra piu' forte) e mi ricordava lo splendido ciclismo di coppi ( vinceva sempre lui e aveva la squadra piu' forte).
oggi a me i tempi di merckx mi sembrano meravigliosi e comincio a rimpiangere miguelon...

ciao

mesty

ps: bella discussione, molte giuste considerazioni da parte di tutti.

 
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  postato il 05/08/2010 alle 10:34
Originariamente inviato da mestatore

sono il soito cerchiobottista , ma voglio dire che ogni generazione di tifosi ricorda come piu' bello il ciclismo della sua gioventu' rispetto a quello attuale .
così non è sempre stato e periodi bui non sono mancati.
mio padre trovava i tempi di merckx molto noiosi ( vinceva sempre lui e aveva la squadra piu' forte) e mi ricordava lo splendido ciclismo di coppi ( vinceva sempre lui e aveva la squadra piu' forte).
oggi a me i tempi di merckx mi sembrano meravigliosi e comincio a rimpiangere miguelon...

ciao

mesty

ps: bella discussione, molte giuste considerazioni da parte di tutti.


bella questa Mesty,

quanto è vero st'ultimo pezzo. si ricollega anche ad un discorso che fece tanto tempo fa anche Guido in un suo post (non chiedetemi di andare a riprenderlo, ma lo ricordo, giuro!) Si tende sempre a rievocare il ciclismo passato come i famosi "bei tempi"...anche io comincio a rimpiangere i tempi di Miguel e ovviamente Panta...magari fra 10 anni qualche ragazzo che si sta avvicinando al ciclismo odierno come osservatore rimpiangerà i tempi di Andy e Conty....

 

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EROE DEL GAVIA

A 2 Km dalla vetta mi sono detto "Vai Marco o salti tu o salta lui...E' saltato lui.
Marco Pantani.Montecampione 1998

27/28/29 giugno 2008...son stato pure randonneur

!platonicamente innamorato di admin!

 
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