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Autore: Oggetto: Fatti di politica 2010

Livello Fausto Coppi




Posts: 5156
Registrato: Apr 2005

  postato il 31/03/2010 alle 11:57
Originariamente inviato da Slegar

Originariamente inviato da Bitossi

Originariamente inviato da forzainter
Come ho gia' detto , nella mia regione non esistono destra o sinistra ( o in modo fittizio.. ) esiste un unico partito che fa quello che vuole (anzi nell'ultimo ventennio una sola persona...)

Ma famme capì... sei altoatesino? Di lingua italiana ovviamente, e quindi probabilmente di Bolzano, al massimo di Merano o Bressanone...
Sai che ti dico? Quasi quasi preferirei vivere nell'ultima isola di socialismo reale del mondo (insieme a Cuba... ), piuttosto che vedere questo scempio da "Wallisch" che si compie nelle nostre regioni!
Già vengo in vacanza anche più volte l'anno nel paese di Durnwalder (Falzes); parlicchio il tedesco, ho tanti amici sudtirolesi, qualche anno fa a momenti ne sposo una... che dici, se faccio domanda me la date la cittadinanza onoraria?


Oppure trentino.

Se sopra la stretta di Salorno comanda Durnwalder sotto c'è Dellai.


Mi sa che siete fuori strada.
Se non sbaglio forzainter è della Val d'Ayas.

 

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nino58

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 31/03/2010 alle 12:09
Originariamente inviato da nino58

Mi sa che siete fuori strada.
Se non sbaglio forzainter è della Val d'Ayas.


Val d'Ayas? Brusson? bella pista.

Ma è ancora in funzione il vaccodromo di Aosta?

 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 31/03/2010 alle 12:17
dove abitará forzainter???? mi state facendo morire dal ridere

comunque,ho ricevuto, tramite pacco anonimo, il video che ritraeva Zanarkelly mentre scopriva che renzo la trota stava vincendo a brescia

http://www.youtube.com/watch?v=MZrdrfdAl44

 

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I'm ipocrisy free

Io sto con Silvio che è
un gran furbacchione e con
la bellissima Oriana che ha
il coraggio di dire ciò che
tutti pensano ma nessuno dice
(si vocifera che la casalinga
di Voghera impallidisca
al suo cospetto).

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Anti-Zerbinegnan club - Iscritto n°2

Anti Armstrong n°3
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Solo chi non ha paura di morire di mille ferite riuscirà a disarcionare l'imperatore

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 31/03/2010 alle 12:48
Vendola for president!
Eccolo qua uno che vorresti ascoltare per ore...
Ed è l'unica speranza di una mancina che se fosse lucida, spedirebbe i dirigenti PD a fare gli uscieri delle sedi. Ovviamente col mazzo di chiavi legate ai loro colli, perchè altrimenti direbbero che è stato Grillo con un'idrivora a succhiarle dal portachiavi.

Forzainter è una brava persona e non lo dico perchè è interista come me, a volte un po' manicheo (ma chi non lo è?), ma coerente con le basi dei suoi ragionamenti: in politica quanto nello sport. Sportivamente poi è eccellente per conoscenza. Uno dei più informati mai incontrati sul web.
E' valdostano, e lo ha scritto più volte. Il partito/movimento a cui fa riferimento è l'Union Valdotaine che se non sbaglio da solo raccoglie il 50% circa...

 

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"Non discutere con gli stupidi, perchè scenderesti al loro livello e ti batterebbero per la loro esperienza".

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 31/03/2010 alle 12:48
Dove sarà forzainter??

Ho chiamato un esperto per ritrovarlo

http://www.youtube.com/watch?v=LrhR3FCZhwY

Spero non offendere nessuno e se l'ho fatto domando umilmente scusa.

 

[Modificato il 31/03/2010 alle 12:55 by Slegar]


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 31/03/2010 alle 15:00
Originariamente inviato da Admin
Originariamente inviato da Zanarkelly

Il brutto è che io quei discorsi lì sui "negher" e i "maruchì" li sento ovunque qua dalle mie parti, soprattutto quando giro le aziende per lavoro. Sentire imprenditori che dicono queste cose (e magari hanno principalmente dipendenti extracomunitari) già mi fa alterare un po'; ancora di più mi fanno alterare gli operai che parlano in quel modo, spesso davanti ai loro colleghi extracomunitari; ma il peggio del peggio è sentire i pensionati (quelli li incontro tipicamente in posta) che si lamentano che gli extracomunitari ci rubano il lavoro e gli aiuti sociali e gli fanno allungare la fila nelle poste perchè i documenti per il permesso di soggiorno li devono compilare davanti ad un impiegato di posta. "Bossi li manda via tutti questi!"
Ma perchè non gli spiegano che la loro pensione gliela stanno pagando i lavoratori extracomunitari? Perchè nessuno gli dice la verità sul fatto che stanno occupando tutti quei posti di lavoro che i giovani non vogliono più? "Uè perchè? un gnaro bresà el va mia a laurà en fonderia?"
Ci deve andare Renzo Bossi in fonderia, porca troia!! e io col lanciafiamme in posta a sgravare le casse dell'INPS.
Smoke on the water and fire in the sky

Sì. Devo ammetterlo: sono un po' incazzatello


Sai cosa? Se imparassimo ad alzare la voce, in fabbrica, in pubblico, alla posta, a ristabilire certe verità, a non lasciar loro la convinzione di poter "fare" i razzisti impunemente, ecco, forse... magari qualche volta qualcuno di noi le buscherebbe, ma in generale qualcuno inizierebbe a porsi qualche quesito sulla liceità di certi atteggiamenti verbali.

Insomma, a ricordar loro quant'è stupido il razzismo... finisce che qualcuno ci pensa due volte prima di esporsi alla figura dello stupido.


Io cerco sempre di ribattere in modo civile quando sento discorsi di questo genere, ma non ti puoi rendere conto di quanto siano radicati nella mentalità della gente.
E anche di gente insospettabile, amici, parenti e persino io mi sorprendo certe volte ad avere pensieri "razzisti", che mi vengono da anni e anni di "esposizione ad agenti razzistici" (conio questo termine preso dalla terminologia della sicurezza sul lavoro). Quando ero giovane gli "altri" erano i meridionali, adesso sono gli extracomunitari.
Ma i giovani di oggi, con tutta questa sovraesposizione ad agenti razzisti, come cresceranno? quanto ci vorrà prima che il razzismo possa essere contenuto (non dico cancellato)?
E poi si definiscono il partito dell'amore...

 

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"Per aspera ad astra" Seneca o Eros Poli ... non ricordo

Ad imperitura memoria di quando, dal 4 al 14 marzo 2009, fu "Livello Sean Kelly",
queste stelline pose:

 
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  postato il 31/03/2010 alle 16:27
Partito dell'amore...ma solo a pagamento!

Una cosa non mi è chiara, cinque anni fa quando il centrodestra (al governo già da 4 anni) fu sonoramente sconfitto alle regionali (11-4 se non ricordo male), Berlusconi dichiarò che si trattava di un voto a carattere locale per nulla influenzato da giudizi sull'operato del suo governo.
Ora che invece ha vinto in modo chiaro ma non schiacciante se ne esce dicendo che queste elezioni sanciscono una fiducia plebiscitaria nella sua persona e nel suo esecutivo.
Nessuno come lui è virtuoso nell'arte del "rigirare la frittata", mi chiedo perché la sinistra non riesca a capire che il modo migliore per spiegare alla gente da chi è governata sia quello di esporre con estrema chiarezza tutto ciò che è stato promesso e non è stato fatto, magari qualcuno di accorgerà che la politica del "fare" ha portato solo a provvedimenti che non avevano nulla a che vedere con l'interesse comune.
Salvo una parentesi di 2 anni, nell'ultimo decennio ha sempre governato l'egocrate e nessuno, a meno che non abbia conti in banca con molti zeri, può dire che le proprie condizioni di vita siano migliorare, diranno che è colpa dell'11 settembre, che è colpa della crisi...ma che c.zzo, un minimo di responsabilità ce l'avranno pure loro? Saranno mica Santoro e Travaglio la causa di tutti i mali italici?
Perché la sinistra non le dice queste cose? Perché non iniziano anche loro ad alzare la voce e martellare la gente facendola uscire da questo torpore mentale?

 

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Vorrei morire in bici, in un giorno di sole, dopo aver scalato una di quelle montagne che sembrano protendersi verso il cielo, mi adagerei sull'erba fresca senza rimpianti, attendendo con serenità il compiersi del mio tempo. Non importa se sarà ...oggi o tra cent'anni, avrò in ogni caso trovato il mio giorno perfetto.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 31/03/2010 alle 18:59
Originariamente inviato da Slegar

Un mio collega di lavoro, attivista della Lega e non furbissimo,


non c'era bisogno di specificare che non era furbissimo.....

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 31/03/2010 alle 20:11
Originariamente inviato da pacho

ahahahahhah! aspetta che mi sto pisciando addosso!!!!!
sei un grande. da oggi in poi nei cortei partirà "Il pensiunà in miniera, la trota in fonderia, questa è la zanna democrazia"
il prossimo anno se non ti becco alla festa della radio ti vengo a cercare sotto casa che esigo una ubriacatura in tua compagnia.
zanna for president


Quest'anno nei giorni della festa della radio ho paura che sarò un po' preso con pappette, pannolini e bagnetti... comunque una bevutina me la faccio volentieri.

 

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  postato il 31/03/2010 alle 20:29
Originariamente inviato da Zanarkelly

Originariamente inviato da pacho

ahahahahhah! aspetta che mi sto pisciando addosso!!!!!
sei un grande. da oggi in poi nei cortei partirà "Il pensiunà in miniera, la trota in fonderia, questa è la zanna democrazia"
il prossimo anno se non ti becco alla festa della radio ti vengo a cercare sotto casa che esigo una ubriacatura in tua compagnia.
zanna for president


Quest'anno nei giorni della festa della radio ho paura che sarò un po' preso con pappette, pannolini e bagnetti... comunque una bevutina me la faccio volentieri.


Festa della Radio?!?! Ma io ci vado sempre!! Perchè non me lo dite??!?! FFFFFFFFFFFFFFFFF cattivi!

 

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Un uomo comincerà a comportarsi in modo ragionevole solamente quando avrà terminato ogni altra possibile soluzione.
Proverbio cinese

Jamais Carmen ne cédera,
libre elle est née et libre elle mourra.

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 31/03/2010 alle 20:50
davvero? beh allora ci siamo visti sicuramente! io ero il figone allo stand della valcamonica, dove puoi trovare animali più unici che rari

direi che il prossimo anno allora si organizza una serata cicloweb alla festa

 

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  postato il 31/03/2010 alle 20:51
Fissa della Tenda dei Migranti perchè tutti i miei amici suonano lì

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 31/03/2010 alle 21:04
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Come ho gia' detto , nella mia regione non esistono destra o sinistra ( o in modo fittizio.. ) esiste un unico partito che fa quello che vuole (anzi nell'ultimo ventennio una sola persona...)

Ma famme capì... sei altoatesino? Di lingua italiana ovviamente, e quindi probabilmente di Bolzano, al massimo di Merano o Bressanone...
Sai che ti dico? Quasi quasi preferirei vivere nell'ultima isola di socialismo reale del mondo (insieme a Cuba... ), piuttosto che vedere questo scempio da "Wallisch" che si compie nelle nostre regioni!
Già vengo in vacanza anche più volte l'anno nel paese di Durnwalder (Falzes); parlicchio il tedesco, ho tanti amici sudtirolesi, qualche anno fa a momenti ne sposo una... che dici, se faccio domanda me la date la cittadinanza onoraria?


Oppure trentino.

Se sopra la stretta di Salorno comanda Durnwalder sotto c'è Dellai.

Mi sa che siete fuori strada.
Se non sbaglio forzainter è della Val d'Ayas.

Eh già... se fosse altoatesino, avrebbe scritto "provincia", non "regione"... comunque bisogna ammettere che la definizione è attagliatissima anche per l'Alto Adige (Durnwalder è presidente dal 1989, se non sbaglio... )

 

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"...Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta, penso che per la razza umana ci sia ancora speranza..." (H.G. Wells)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/04/2010 alle 00:05
Però Marco, ho come l'impressione che col secondo mandato di Vendola cambierà davvero poco.
Ho come l'impressione,vedendo quelli che per il PD sono stati eletti, che l'odore degli scandali resta ancora parecchio vicino e che molti saranno quelli che impediranno a Vendola di agire. Pensa, quei pesi morti volevano far fuori Minervini (ex-sindaco di Molfetta e patron di Bollenti Spiriti, uno dei pochi del PD che ha sempre difeso Vendola) e ci sono andati molto vicini.

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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  postato il 01/04/2010 alle 09:31
Premessa: ho letto pochissimo dei vostri interventi e mi scuso se ripetero' cose gia' dette/scritte.

Prima cosa, per ddl: sai che cosa s'intende per marketing? Il marketing- secondo anno di economia e commercio, suppergiu'- e' la capacita' di vendere cose assolutamente inutili facendo credere che siano indispensabili. Se al potere c'e' il piu' grande venditore/piazzista d'Italia, e' facile capire come i risultati siano davvero poco importanti. Il governo del fare, ad esempio: che cosa ha fatto? Contro la crisi nulla, a sostegno delle imprese ci sono stati gli incentivi per la fiat e poco altreo, i soldi stanziati per lo sviluppo del mezzogiorno sono stati girati da un'altra parte, e tra tre mesi cambieranno ancora destinazione. Questo governo contro la crisi non ha fatto un emerito belino. Il fatto e' che se il 72% degli italiani forma le sue opinioni politiche esclusivamente tramite la tv (esclusivamente, ripeto), e un tycoon impegnato in politica controlla il 90% della tv (e la controlla eccome, come s'e' visto dalle telefonate in rai), oltre al 95% della raccolta pubblicitaria in Italia e il 60-70% in Europa, e' facile che venda quello che vuole a chi vuole, e che risulti addirittura eletto. Pensa tu. Come la storia dell'Aquila: credi che lo abbiano votato perche' ha fatto i miracoli? Poche settimane fa gli abitanti dell'Aquila hanno forzato le transenne e i blocchi in centro con le loro carriole, e hanno scoperto che il centro storico era praticamente come un anno fa, e cioe' in rovina. Secondo Berlusconi sarebbe stato ricostruito nel giro di qualche mese. Oppure puoi credere alla favola non di Adamo ed Eva, ma della spazzatura sparita a Napoli ( e sarebbe interessante indagare sul ruolo ricoperto dalla Camorra nelle elezioni di due anni fa, a proposito di cumuli di spazzatura). Oppure puoi credere che Berlusconi sconfiggera' il cancro nel giro di 3 anni, come ha urlato sorridente a un comizio per Cota qui in Piemonte. Ognuno e' libero di credere a quello che vuole, e a rovinarsi la vita come vuole.
Puoi anche credere alla storia del partito dell'amore che vince sull'odio, quando l'unico che urla insulti ad avversari e controllori e' proprio Berlusconi. Alla manifestazione del pdl a Roma la gente diceva 'a morte Santoro e Travaglio', mentre non mi pare che la stessa cosa sia successa dall'altra parte nei confronti di Feltri, Belpietro, Minzolini, Fede,. Giordano, Facci e compagnia cantante. Comunque, sono dettagli. Non m'illudo di riuscire a far cambiare opinione a chicchessia, non m'interessa nemmeno. Posso solodirti che ieri sera a cena due ragazzi americani mi hanno chiesto se un certo numero di cose su Berlusconi ed il berlusconismo fossero vere: alla mia risposta afferrmativa erano divertiti/increduli.

Passiamo alla seconda cosa, quasi altrettanto importante: la pochezza dell'opposizione. Non so se qualcuno abbia gia' scritto le cose che diro', e' probabile e mi scuso se non ho potuto leggere tutti gli interventi (sono all'estero e scrivo da una postazione di fortuna). Ah, questo e' ovviamente un discorso rivolto a tutti.

Porto l'esempio del Piemonte: Cota ha vinto di misura (10.000 voti, gli elettori di una cittadina abbastanza piccola) semplicemente perche' un'enorme fetta a sinistra ha disertato le elezioni. Per sfiducia.
E come dargli torto? La gente chiedeva semplicemente di fare cose di sinistra: no nucleare, no tav, politiche sociali adeguate.
La Bresso ha semplicemente seguito la destra sul suo terreno, ma a questo punto, per avere gente di sinistra a aparole e di destra nei fatti, tra l'originale e la brutta copia la gente sceglie l'originale. Nel bene e nel male.
Perche' quello del centrosx e' stato un semplice ricatto: votateci o arriva Berlusconi. Pero' con questa scusa non puoi continuare a fare quello che vuoi, e quello delle elezioni e' stato un messaggio chiaro e netto: siete di sinistra? FATE COSE DI SINISTRA. La gente vuole vedere (e votare) la DIFFERENZA, l'alternativa. Se non c'e' alternativa, la gente va al mare.
Il programma del pd era un assoluto si tav e silenzio sul nucleare. Nicchiavano.
La SEL di Vendola, paraculissima, diceva no nucleare ma poi sulla tav nicchiava: 'sosteniamo la Bresso che ha fatto ottime cose, ha fatto tutto bene'. La Bresso ha lasciato che l'esercito massacrasse manifestanti pacifici di 50 anni, uomini e donne. Ha insultato la popolazione. Tutto bene?
PRC, gia' responsabile di tante minchiate a livello nazionale, era nella giunta Bresso. Per carita', le politiche sociali erano anche buone, ma qui si parla di connivenza.
Ecco spiegato come mai in Piemonte ha vinto Cota.

 
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  postato il 01/04/2010 alle 10:05
Sono stati tolti i contributi ministeriali alle spedizioni delle riviste editoriali e noprofit... la mia ditta chiuderà... mi vien da piangere...

 

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  postato il 01/04/2010 alle 10:17
no caz mi dispiace
non riuscite coi tuoi colleghi a far qualcosa e rompere un po' le scatole?
fino a quando l'azienda non é chiusa non é detta l'ultima parola! cmq, che filgi di... a fare questo provvedimento 2 giorni dopo le elezioni

 

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  postato il 01/04/2010 alle 10:26
Originariamente inviato da pacho

no caz mi dispiace
non riuscite coi tuoi colleghi a far qualcosa e rompere un po' le scatole?
fino a quando l'azienda non é chiusa non é detta l'ultima parola! cmq, che filgi di... a fare questo provvedimento 2 giorni dopo le elezioni



Tra l'altro un decreto attuativo con validità IMMEDIATA, non ci sono nemmeno i soliti 30 giorni!
Il rischio chiusura sta nel fatto che piano piano più nessuna rivista spedirà, o diminuirà così tanto la tiratura che non ce la faremo più ad andare avanti.
Speriamo solo in un nuovo decreto ma i soldi sono finiti, lo stato aveva stanziato 50 milioni di euro, ma ne servono almeno 200 per sostenere il settore...

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 01/04/2010 alle 10:33
si, piu che sono finiti diciamo che sono destinati a scopi piú eticamente elevati, come missioni di guerra, abassare le tasse, ponti sugli stretti e regali ai grsandi appaltatori. provate a tenere duro.

 

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  postato il 01/04/2010 alle 10:36
Il problema è che il tener duro non dipende da noi, ma dalle riviste, pensa a quelle piccole associazioni chessò della ricerca sul cancro che raccoglievano qualche soldo coi bollettini postali... pagavano 6 centesimi a copia, ne pagheranno 28...

 

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  postato il 01/04/2010 alle 10:57
Originariamente inviato da desmoblu
Posso solo dirti che ieri sera a cena due ragazzi americani mi hanno chiesto se un certo numero di cose su Berlusconi ed il berlusconismo fossero vere: alla mia risposta affermativa erano divertiti/increduli...

Weeeee Umbe', ma che stai ancora ad ascoltà gli americaniiiii?

Sono solo invidiosiiiii...

Berlusconi ha risolto il problema sicurezza, ha tolto l'Ici, ha ricostruito l'Abruzzo a tempo di record, ha tolto la spazzatura da Napoli, ha rifatto volare l'Alitaliaaaaaa...

Berlusconi ne ha passate tante, figurati se pensa a quel che dicono in America di luiiiiii....


......

 

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  postato il 01/04/2010 alle 11:14
questo è per dire alla gente che si ostina ad anadare votare, perchè è un diritto e dovere

 

[Modificato il 01/04/2010 alle 11:17 by GiboSimoni]

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"Qui devi spingere con le tue gambe vecio" Davide Cassani a Gilberto Simoni alla ricognizione di Plan De Corones

"Signori non c'è ne sono più" Gilberto Simoni ad Aprica 2006

Il mio nome è Roberto che fa rima (guarda un pò che caso) con Gilberto

30 maggio 2007 ultima vittoria al giro sullo Zoncolan. 30 Maggio 2010 la fine di un lungo sogno duranto 15 anni fatto di tante gioie e tante delusioni, grazie di tutto Gibo!



 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 01/04/2010 alle 12:05
Originariamente inviato da Laura Idril

Sono stati tolti i contributi ministeriali alle spedizioni delle riviste editoriali e noprofit... la mia ditta chiuderà... mi vien da piangere...


Originariamente inviato da pacho

si, piu che sono finiti diciamo che sono destinati a scopi piú eticamente elevati, come missioni di guerra, abassare le tasse, ponti sugli stretti e regali ai grsandi appaltatori. provate a tenere duro.


I soldi stanno finendo e a certe spese non si vuole rinunciare. Un mio amico, responsabile dell'Ufficio Ragioneria del comune dove abito, mi ha raccontato che in questi giorni si trova a dover far fronte ad un buco di bilancio di € 251.000,00 perché un trasferimento statale si è deciso di farlo passare da consolidato a temporaneo.

Comunque a riguardo il ponte sullo stretto è da leggere, anche se può risultare noioso in quanto ha un taglio specificatamente tecnico, il seguente articolo:

http://www.amatelarchitettura.com/2009/10/ponte-si-ponte-no/

Ecco un breve estratto:

Elementi speciali di impalcato
«I cosiddetti elementi speciali di impalcato riguardano i tratti attigui alle torri per una estensione complessiva di 508,5 m, di cui per ciascuna di esse 62 m in campata centrale e 192,25 m nella campata laterale. Rispetto all’impalcato corrente, i tratti con elementi speciali, pur mantenendo sostanzialmente invariate le forme esterne, sono soggetti a particolari condizioni di sollecitazione e di deformazione connesse con i vincoli tra l’impalcato e le torri e con l’appoggio dell’impalcato sulla struttura terminale. Alle estremità dell’impalcato sono inoltre previsti i giunti di dilatazione stradali e ferroviari con escursioni di ± 3,40 m. La soluzione proposta (…)».
A tale proposito si riporta il giudizio fornito in merito a questi elementi speciali dal prof. Di Majo nell’articolo citato:
«Del tutto negativo il giudizio sulle due cosiddette cerniere elastiche sulle quali si articolano tutti i movimenti orizzontali dell’impalcato nella zona della grande campata centrale. Cerniera elastica vuol dire che, in assenza di un’articolazione vera e propria, in corrispondenza all’asse delle torri la deformabilità dell’impalcato è ottenuta riducendone drasticamente la rigidezza trasversale, che viene assicurata non più dall’insieme della struttura a traliccio, ma dalla sola presenza del cassone ferroviario centrale. A questo fine, con una soluzione che non ha precedenti, neppure in costruzioni di dimensioni enormemente più ridotte, si è pensato di interrompere in quattro punti ciascuno dei due cassoni stradali ricavandone sotto le torri quattro spezzoni di via carabile della lunghezza di 50 m, che, non più sostenuti dai tiranti verticali, debbono appoggiarsi da una parte e dall’altra alla restante struttura rimasta integra. Questi appoggi (ciascuno dei quali dovrebbe consentire uno scorrimento di circa 80 cm), per l’entità dei carichi sopportati, per la qualità dei vincoli meccanici e per i gradi di libertà richiesti dalla struttura di base, sono di realizzazione estremamente difficile e forse addirittura impossibile. Sotto questo aspetto dunque il Progetto deve essere considerato incompiuto. Non pensiamo che cosa potrebbe succedere se il Progetto Esecutivo dovesse confermare, magari a lavori già avviati, che quell’appoggio non è fattibile e si rendesse necessario cambiare tutta l’impostazione o addirittura lasciare l’opera incompiuta».

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/04/2010 alle 12:24
Originariamente inviato da GiboSimoni

questo è per dire alla gente che si ostina ad anadare votare, perchè è un diritto e dovere

Bravo Roby, il tuo intervento solleva la questione dell'astensionismo, che merita senz'altro delle riflessioni.
Non sto ad addentrarmi nel discorso sociologico e vagamente moralista del "distacco tra politica e paese reale", o peggio ancora del "diritto/dovere" (che, guarda caso, il Berlusca è stato l'unico a sollevare in questa occasione...).
Mi basta al momento la lapalissiana considerazione che, siano andati a votare il 10, il 30, il 60 o il 100 per cento degli aventi diritto, i calcoli rappresentativi si faranno sui voti espressi. Al massimo si potrà parlare appunto, ancora una volta su base sociologica, della famosa "rappresentatività" degli eletti. Notare comunque che democrazie formali con assetto stabile da secoli sono da tempo arrivate anche al di sotto della soglia del 50% di votanti, senza che la classe politica di quei paesi si senta meno "autorizzata", anzi...

Mi piace di più ragionare sugli aspetti statistico/matematici del fenomeno, e sul fatto che chi si astiene possa capire meglio le conseguenze micro/macro del proprio comunque legittimo comportamento.
Risparmio in questa sede tabelle e grafici (magari un'altra volta, un giorno che sarò malato... ).

Bene... alle elezioni amministrative di Cicloweb vanno a votare DDL87 e Bitossi, mentre Gibo si astiene: che succede?
- Se DDL e Bitossi esprimono un voto diverso (caso più probabile... ), l'astensione di Gibo non "spezza" l'equilibrio venutosi a creare.
- Se invece i due compari esprimono lo stesso voto (caso meno probabile...), l'astensione di Gibo ha come effetti possibili rispettivamente quello di non "totalizzare" il plebiscito (se anche lui fosse della stessa parrocchia) o viceversa (e per il calcolo delle probabilità ancora una volta ipotesi più vicina alla realtà) quello di non "dare voce" ad una possibile opposizione. Nel caso in questione, saremmo al 33%...

Già, ma... gli astensionisti non sono mica tutti Gibo!
E allora facciamo il caso che gli iscritti a votare siano 4 (aggiungiamo Lemond, e mettiamolo tra gli astensionisti, che però avrebbero votato in maniera diversa da Gibo... ). Fra l'altro, saremmo anche alla famosa quota del 50% di astensioni.
In questo scenario è facile notare come, mentre apparentemente non cambierebbe nulla nel caso di parità tra i blocchi, qualcosa succederebbe nel caso che DDL e Bitossi andassero d'accordo: l'astensionismo disgiunto "pentito", se andasse a votare, farebbe apparire dal nulla un'opposizione che altrimenti non avrebbe voce, nella misura stavolta del 25%...

Riassumendo, e scusandomi per la semplificazione degli esempi, che si attagliano unicamente ad una realtà bipolare/bipartitica: se l'astensionismo è "polarizzato", l'effetto più evidente è quello di non rompere l'eventuale equilibrio (ma pure quello, meno probabile, di negare rappresentatività a fette anche consistenti dell'elettorato); se invece l'astensionismo è diffuso e "interblocchi", l'effetto più evidente è il secondo, è cioè la possibile negazione di fenomeni politici minoritari (pensiamo al caso delle soglie di sbarramento...), oltre che il possibile rafforzamento di "plebisciti", cioè voti a senso unico dei votanti effettivi.



Non sono capito se ho stato spiegato...

 

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"...Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta, penso che per la razza umana ci sia ancora speranza..." (H.G. Wells)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/04/2010 alle 13:08
Laura, ti siamo tutti vicini

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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Livello Gino Bartali




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  postato il 01/04/2010 alle 13:10
Intanto Menzognini ha tagliato un po di teste al TG1, promosso al tg della sera Giorgino, fratello di quel Giorgino candidato con il centrodestra in Puglia mi pare

 

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  postato il 01/04/2010 alle 13:12
Grazie ragà, sto cercando di calmarmi un pò, ma le acque non sono buone per niente. Vediamo come va... il fatto è che nonostante le lamentele a me sto lavoro piace. Già due clienti han detto che non spediranno più... è solo l'inizio.

 

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Un uomo comincerà a comportarsi in modo ragionevole solamente quando avrà terminato ogni altra possibile soluzione.
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  postato il 01/04/2010 alle 14:03
Mi dispiace davvero Laura, spero che la tua azienda riesca a risollevarsi, purtroppo viviamo in un paese dove la diffusione della cultura è un fardello e non una priorità.
Tenete duro e in bocca al lupo!

 

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Vorrei morire in bici, in un giorno di sole, dopo aver scalato una di quelle montagne che sembrano protendersi verso il cielo, mi adagerei sull'erba fresca senza rimpianti, attendendo con serenità il compiersi del mio tempo. Non importa se sarà ...oggi o tra cent'anni, avrò in ogni caso trovato il mio giorno perfetto.

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 01/04/2010 alle 14:09
La nuova politica monetaria del Venezuela

di Attilio Folliero e Cecilia Laya, Caracas

29/03/2010

Il Venezuela è un esempio di sovranità nazionale, in tema di política monetaria. Ha adeguato il valore della moneta alle proprie necessità: una moneta forte per le importazioni di prodotti di prima necessità, una moneta debole per le esportazioni.

La nuova politica monetaria del Venezuela

Attilio Folliero e Cecilia Laya/Folliero. it, Caracas, 26/03/2009 -Il bolívar, la moneta venezuelana, fino all’inizio di gennaio (2010) era cambiato con il dollaro ad un tasso fisso di 2,15 bolivares; ossia per comprare un dollaro erano necessari 2,15 bolivares. Da cinque anni il tasso di cambio bolívar-dollaro non veniva modificato. All’inizio di gennaio, il governo venezuelano ha introdotto un cambiamento radicale, dopo mesi di dibattito se fosse più conveniente un bolívar forte o un bolívar debole (e quindi svalutare) le autorità venezuelane sono arrivate, di fatto, alla conclusione che era meglio adottare entrambe le soluzioni. Nel caso venezuelano è improprio parlare di svaluitazione, ma è necesario parlare di adeguamento, perché in concreto si è adeguato il valore della moneta nazionale alle differenti situazioni: una moneta forte per i prodotti importati ed una moneta debole per le esportazioni. Prima di analizzare il caso venezuelano, cerchiamo di spiegare quando conviene una moneta forte e quando conviene una moneta debole.

Prendiamo come esempio (1) due monete e le rispettive aree di circolazione: il dollaro, la moneta degli Stati Uniti e l’Euro, che circola nei paesi europei che l’hanno adottato. Per semplificare la spiegazione, al fine di far comprendere più facilmente i concetti, poniamo che le due monete siano in rapporto di parità, ossia un dollaro equivale ad un euro. Poi poniamo, che nel trascorso di un anno, l’euro si rafforza, passando dall’iniziale parità ad un ipotetico rapporto di uno a due, ossia per un euro occorrono due dollari e viceversa per un dollaro è sufficiente mezzo euro.

1. I vantaggi e gli svantaggi di una moneta forte

Un cittadino europeo, che si recasse in Usa con in tasca gli euro avrebbe l’impressione che tutto fosse più economico del 50%, rispetto ad un ipotetico viaggio compiuto l’anno prima, quando vi era la parità. Anche i beni importati dagli Usa apparirebbero estremamente convenienti, perché in pratica costerebbero la metà rispetto a quando vi era la parità. Dunque la moneta forte ha grossi vantaggi quando si importa o quando ci si reca all’estero. Ovviamente ci sono anche gli svantaggi.

Una impresa europea che esporta i propri prodotti fuori dell’Europa avrebbe seri problemi con una moneta cosi forte: i suo prodotti costerebbero il doppio e di conseguenza andrebbe probabilmente incontro ad una crisi. Chi acquistava quei prodotti, magari decide di non acquistarli perché diventati troppo cari, essendo il prezzo raddoppiato. Per esempio un’auto europea del costo di 10.000 euro, che al momento della parità euro-dollaro valeva 10.000 dollari, un anno dopo por continuando ipoteticamente a costare 10.000 euro, in dollari il prezzo diventerebbe 20.000; di conseguenza uno statunitense non sarebbe più tanto propenso ad acquistare tale un proveniente dall’Europa. Con un euro così forte, l’impresa europea esportatrice andrebbe incontro a dei problemi.

2. Gli svantaggi ed i vantaggi di una moneta debole

Analizzando l’altro lato, quello della moneta debole, ne risulterebbe un primo svantaggio nel momento in cui si importano i prodotti. Di fronte ad una svalutazione del 100%, come nel caso dell’esempio, un prodotto che prima costava un euro, quindi inizialmente un dollaro, dopo l’indebolimento (la svalutazione del 100%) costerebbe due dollari. Per coloro che invece esportano all’estero un indebolimento della moneta rappresenta un vantaggio. Ad esempio, il produttore di auto che esporta le proprie auto in Europa avrebbe grandi vantaggi. Se il prezzo dell’auto è ad esempio 10.000 dollari, al momento della parità con l’euro, quell’auto sarebbe costata 10.000 euro; dopo la svalutazione, quell’auto continua ipoteticamente a costare 10.000 dollari, ma quando l’auto arriva in Europa i 10.000 dollari equivalgono adesso a 5.000 euro. Aumenterebbe sicuramente la domanda di quell’auto. Risultato: per questa impresa esportatrice, la svalutazione, ossia la moneta debole, è un vantaggio.

3. Meglio una moneta forte o una moneta debole?

In conclusione: meglio una moneta forte o una moneta debole? Dipende dalla situazione del paese: un paese fortemente dipendente dall’estero, che quindi importa molto, preferisce una moneta forte; al contrario se un paese è orientato all’esportazione sicuramente preferisce una moneta debole.

La realtà, ovviamente è molto piu complessa. Basti pensare al caso italiano: un paese privo di materia prime, quindi è un forte importatore ed in questo caso sarebbe conveniente una moneta forte; ma, dall’altro lato l’Italia è (o forse sarebbe meglio dire era) un paese famoso nel mondo per il “made in Italy” che appunto esporta (o esportava) in tutto il mondo prodotti dell’alta moda e tecnologia; inoltre, l’Italia è un paese dove il turismo ha una grossa importanza. Di conseguenza essendo un paese che vive di turismo e che esporta molto, potrebbe essere più conveniente una moneta debole, per poter attirare visitatori stranieri ed aumentare le esportazioni.

Nel caso specifico dell’Italia le porte sono chiuse, in quanto ormai le decisioni non spettano più all’Italia, ma all’Europa. Ovviamente l’essere entrati in Europa ha comportato dei vantaggi, magari non per tutti. In ogni caso entrando in Europa ha rinunciato alla possibilità di decidere autonomamente se adottare, in base alle necessità, una moneta forte o debole.

A parte il caso italiano (o di un qualsiasi altro paese che ha adottato l’euro), altri paesi, come il Venezuela, hanno la possibilità di scegliere se adottare una moneta forte o debole.

Come abbiamo visto proprio per il caso italiano, invece di scegliere se adottare una moneta forte o debole, sarebbe molto più conveniente avere allo stesso tempo una moneta forte quando si importa e debole quando si esporta.

E’ possibile adottare una moneta forte ed allo stesso tempo una moneta debole? Il caso venezuelano ci dice che è possibile. Infatti, all’inizio di gennaio del 2010 il governo venezuelano ha adeguato il valore della sua moneta a seconda delle necessità.

4. La situazione venezuelana

Il Venezuela è un paese che si trova in una situazione particolare, la cui economia è strettamente connessa alle materia prime, in particolare al petrolio, di cui possiede la più grande riserva accertata del mondo: 314.000 milioni di barili estraibili, un terzo di tutte le riserve petrolifere esistenti al mondo, oltre ad un altro milione di milioni di barili, che al momento, con la tecnologia umana esistente, non è possibile estrarre o non sarebbe conveniente, derivando un costo di estrazione enormemente superiore a qualsiasi prezzo di mercato del petrolio attualmente esistente.

In sostanza il Venezuela è un paese esportatore di materia prime; allo stesso tempo è un grande importatore di qualsiasi altro prodotto, in particolare dei prodotti alimentari e di tutti quei beni di prima necessità, legati alla salute ed alla medicina. L’opera del governo venezuelano in questi anni è stata finalizzata ad incrementare la produzione locale, soprattutto in campo alimentare, e pur riuscendo ad incrementarla, l’autosufficienza è ancora ben lontana e quindi continua ad essere un paese importatore.

Fino al 2008 aveva vissuto di grandi entrate economiche derivanti dall’esportazione del petrolio (oltre 3 milioni di barili al giorno), che come è noto aveva raggiunto prezzi altissimi, fino a 100/150 dollari al barile. Di conseguenza, con quelle entrate non aveva problema ad importare il resto dei prodotti.

Nell’ultimo trimestre del 2008, in seguito alla crisi economica mondiale, il prezzo del petrolio inizia a scendere, fino a toccare nel 2009 i 30 dollari. Se la Opec, di cui il Venezuela è uno dei principali paesi membri, non avesse deciso un drastico taglio alla produzione, il prezzo sarebbe continuato a scendere. Oggi, grazie a quella decisione di tagliare drasticamente la produzione, il prezzo si è stabilizzato attorno ai 70/80 dollari, che rappresenta pur sempre la metà del prezzo che aveva raggiunto a metà 2008. La caduta del prezzo del petrolio ed il forte taglio alla produzione (del 25%) necessario a stabilizzare il prezzo hanno determinato per il Venezuela grosse riduzioni in termini di entrate valutarie.

Il governo ha risolto il problema adeguando il prezzo della sua moneta alle proprie necessità. Fino al 7 gennaio, come visto, il cambio del bolívar col dollaro era fissato a 2,15. A partire da quella data ha fissato il cambio per i prodotti di prima necessità (settore agricolo, alimentare, salute e pensioni) a 2,60, ossia ha svalutato la propria moneta del 20% circa. Allo stesso tempo ha introdotto quello che ha chiamato il “dollaro petrolifero”, il cui cambio è stato fissato a 4,30, ossia rispetto al cambio anteriore, in questo caso il bolívar si è svalutato del 100%. Tale cambio si applica per i prodotti petroliferi ed in genere per tutte le materie prime di cui il Venezuela è grande esportatore, oltre ai prodotti che non rientrano tra quelli di prima necessità (per esempio le auto).

5. I benefici di questa politica monetaria

Dopo questo adeguamento, per ogni dollaro che entra quale conseguenza della vendita del petrolio, incassa 4,30 bolivares; per ogni dollaro necessario ad acquistare all’estero prodotti di prima necessità sborsa 2,60 bolivares. Si intuisce l’enorme beneficio. Grazie a questo adeguamento, sono raddoppiati gli ingressi in bolívares. Con questa quantità di soldi che si ritrova in più ha potuto adottare una serie di strumenti atti, da un lato ad acquistare maggiori prodotti di prima necessità, dall’altro ad aumentare il potere d’acquisto dei lavoratori, sostanzialmente aumentando gli stipendi.

Il salario minimo, il cui importo è stabilito per legge, è stato aumentato per quest’anno del 25%; i salari delle altre categorie sono stati adeguati in maniera differente e comunque superiore a quello del salario minimo. Ad esempio il salario dei medici è stato aumentato del 40%. A proposito dello stipendio dei medici, proprio grazie a questi introiti extra, è stato finalmente possibile eliminare le disparità esistenti tra i vari medici, che prendevano uno stipendio differente a seconda che lavorassero in ospedale, o in ambulatorio, in città, o in campagna, ecc… Si sono eliminate queste differenze e lo stipendio è stato uniformato allo stipendio più alto esistente nella categoria. Dunque, lo stipendio della categoria medica che prendeva il salario più alto è stato aumentato del 40%; lo stipendio del medico che non rientrava in quella categorie, ha visto aumentare gli ingressi fino al 100%. Altro esempio: i lavoratori del settore educativo probabilmente vedranno aumentarsi lo stipendio del 30%.

Il salario minimo in Venezuela, a cui è agganciata anche la pensione sociale, è oggi il più alto in assoluto in America Latina: sfiora i 500 $; a questa somma vanno aggiunti altri benefici: i buoni alimentazione; l’equivalente della nostra tredicesima, pagata a Natale, che per i lavoratori a salario minimo equivale a due mensilità extra, per gli altri lavoratori varia in funzione dell’anzianità ; ad agosto è previsto un buono per le vacanze, equivalente a due mensilità extra. In sostanza un lavoratore con stipendio minimo ed i pensionati sociali al minimo, hanno uno stipendio annuo non inferiore ai 10.000 dollari, al cambio di 2,60 bolivares per dollaro. Negli ultimi dieci anni l’aumento del salario minimo è stato del 500%, praticamente doppio rispetto al costo della vita, all’inflazione registrata nello stesso periodo.

Oltre ai benefici diretti derivanti dagli aumenti salariali, in questi anni sono intervenuti altri benefici per i lavoratori: la gratuità dell’assistenza medica e la gratuità dell’educazione, fino ai massimi livelli di studio, ossia all’università ed agli studi post-universitari. Anteriormente era tutto a pagamento e le classi più povere erano totalmente escluse. Alla fine dello scorso decennio, in Venezuela il 70% della popolazione viveva in stato di povertà; ed il 35% versava nella miseria estrema. Oggi la miseria estrema è quasi del tutto scomparsa e la povertà è stata ridotta fortemente e probabilmente molto presto sarà solo un ricordo del passato.

6. La lotta all’inflazione ed alla speculazione

La politica monetaria adottata ultimamente, che dunque prevede un bolívar più forte per le importazioni ed un bolívar più debole per le esportazioni ha anche un’altra finalità: combattere l’inflazione.

Con l’avvento dell’attuale governo di Hugo Chavez, nel 1999, l’inflazione è progressivamente scesa. In Venezuela l’inflazione si aggirava attorno al 100% ed in alcuni anni è stata anche superiore al 100%, come nel 1996; oggi è attorno al 20%, ma è un valore ancora troppo alto.

Se in precedenza l’inflazione era dovuta a scarsità di beni, quindi lo scarseggiare dei beni sul mercato faceva aumentare enormemente il prezzo, oggi la situazione è profondamente cambiata e la causa dell’inflazione è sostanzialmente la speculazione.

Dato che l’importazione dei beni è nelle mani di una ristretta cerchia di imprese e famiglie, queste decidono il prezzo al di fuori di ogni logica di mercato. Un piccolo esempio. Un’auto importata, ad esempio un modello Ford del valore di 10.000 dollari, viene immessa sul mercato venezuelano ad un prezzo triplo; un TV LCD 32 pollici, marca Philips, in Italia venduto a circa 350 euro, con IVA al 20%, in Venezuela prima della svalutazione di gennaio era venduto a non meno di 4.500 bolivares, pari a circa 1.500 euro, pur in presenza di una IVA al 12%.

Sul mercato venezuelano, se un bene è considerato di lusso, indipendentemente dal suo valore reale, i venditori gli applicano il prezzo che vogliono. E’ il caso del vino o del panettone. Una bottiglia di normalissimo vino da tavola venduto in Italia al supermercato ad uno o massimo due euro al litro, in Venezuela, essendo il vino prodotto di lusso, quella stessa bottiglia è venduto a non meno di 50 euro. Il prezzo non è dovuto ai costi di trasporto o eventuali tasse.

Un panettone, altro prodotto considerato in Venezuela di lusso, durante le ultime festività di Natale (quando il cambio bolívar-dollaro era ancora a 2,15) al duty free dell’aereoporto di Caracas (prezzo senza IVA) era venduto da 3 a 10 euro, secondo la marca, con il prezzo più alto spettante al “Tre Marie” ed il “Motta”, come più economico. Fuori l’aereoporto, in virtù della speculazione, il prezzo poteva arrivare fino a 60 euro! Presso il negozio “Dulcinea”, zona Candelaria a Caracas, un panettone “Tre Marie” era venduto a 180 bolivares, quasi 60 euro!

Altro aspetto esclusivo del mercato venezuelano riguarda l’adeguamento del prezzo di un prodotto locale a quello dell’equivalente importato, ossia la speculazione è tale che finisce per coinvolgere anche i prodotti locali. La nutella, ad esempio, prodotto importato ed immesso sul mercato venezuelano ad un prezzo non inferiore ai 9/10 Euro (nel mese di dicembre, prima della nuova política monetaria la confezione da 350 grammi era reperibile a 28/30 bolivares), ha un corrispondente prodotto venezuelano, il cui prezzo si suppone notevolmente inferiore, dato che la Ferrero, produttrice della nutella importa il cacao proprio dal Venezuela, ha dei costi di produzione notevolmente più alti (energia e mano d’opera italiana sono più alti rispetto a quelli venezuelani) , a cui si aggiunge il trasporto transoeceanico del prodotto finito. In conclusione il prezzo del prodotto locale che dovrebbe essere notevolmente inferiore finisce per essere lo stesso, se non superiore al prezzo del prodotto importato!

La speculazione, però, ha finito per coinvolgere non solo i prodotti importati, ma anche quelli nazionali e di primissima necessità, i cui prezzi vengono arbitrariamente aumentati.

Uno dei prodotti alimentari tipici del Venezuela è l’arepa, una sorta di panino fatto con farina di mais e riempito a gusto, ossia come meglio piace, dal formaggio, alla carne, ai frutti di mare.

In alcuni negozi, una arepa era arrivata a costare fino a 40 bolivares ed il prezzo medio non era mai inferiore ai 20/25 bolivares. Considerando che con un chilo di farina di mais, costo 2,7 bolivares se ne fanno una decina di arepe da 100 grammi ognuna e che se farcita con 50 grammi di formaggio o prosciutto ha un costo vivo inferiore ai 3 bolivares; si intuisce chiaramente l’enorme speculazione.

Il governo grazie alla politica monetaria, adottata a partire da gennaio, ha deciso di intervenire contro la speculazione. Nessuna misura repressiva, nessuna nuova legge; la lotta alla speculazione sarà condotta sulla base delle leggi di mercato. Grazie al surplus generato dalla manovra della politica monetaria è intervenuto sul mercato aumentando i punti vendita dei prodotti di prima necessità, venduti direttamente dallo stato a prezzo controllato.

Grazie all’acquisizione di una catena di supermercati, denominata “Éxito”, dove si vende di tutto, dai prodotti alimentari, agli elettrodomestici e mobili, che si aggiunge alle due catene statali già esistenti, “Mercal” e “Pdval”, si sta costruendo un’ampia rete di negozi denominati “Bicentenario” , capillarmente distribuiti sul territorio nazionale, comprese le baraccopoli. Specifichiamo che questa catena di negozi “Éxito” è stata espropriata, comunque dietro lauta compensazione, perché gestita con criteri che definire mafiosi è poco.

Intanto i proprietari di un’altra estesa e nota catena di supermercati (CADA), a capitale straniero, hanno offerto al governo la vendita della propria rete. Se anche questa rete dovesse essere inglobata, il venezuelano disporrebbe della più ampia rete di distribuzione a prezzi controllati.

In aggiunta, sempre nel settore alimentare, il governo sta aprendo una catena di negozi denominati “Arepera socialista”, una sorta di McDonalds venezuelano a capitale statale, in cui l’arepa è venduta a 5 bolívares. Il primo di questi negozi, è stato aperto in pieno centro di Caracas, con orario di apertura dalle sette di mattina alle sette di sera.

Questo primo negozio ha avuto l’effetto immediato di attirare migliaia di clienti. I ristoranti della zona che vendevano il piatto di pasta a 10/15 euro, le arepere che vendevano le arepe a 4/5 euro, le pizzerie che vendevano pizza a non meno di 10/15 euro (tutti prezzi fortemente superiori a qualsiasi possibile prezzo giusto) per cercare di arginare la concorrenza dell’arepera hanno immediatamente smesso di aumentare i prezzi e per attrarre i clienti hanno cominciato a tirare fuori i menù a prezzo fisso attorno a 5/10 euro. La lotta alla speculazione sta avvenendo sul piano delle leggi di mercato: lo stato apre negozi dove vende i prodotti ad un prezzo giusto, senza rimetterci, finendo per costringere gli altri operatori presenti sul mercato ad adeguarsi, proponendo prezzi più giusti.

7. L’assalto ai negozi

Nel momento in cui si annunciava pubblicamente la manovra che adeguava il cambio del bolívar, i negozi, soprattutto del settore elettrodomestici, venivano letteralmente presi d’assalto dal pubblico, convinto che l’indomani tutti i prezzi sarebbero aumentati del 100% ed oltre; e di fatto i commercianti, la sera stessa dell’annuncio della manovra, stavano iniziando a rimarcare i prezzi. Sia per motivi di ordine pubblico, sia per impedire che i negozianti disonesti rimarcassero i prezzi dei prodotti, la cui pratica è proibita per legge, è dovuto intervenuto l’esercito: davanti ad ognuno di questi negozi erano presenti uno o più militari a preservare l’ordine pubblico.

Dopo l’assalto iniziale e lo svuotamento dei negozi, a circa tre mesi di distanza dell’entrata in vigore della manovra, i prezzi dei prodotti che avrebbero dovuto aumentare non mostrano segni apprezzabili di aumento. Anzi, in virtù dei più stretti controlli sugli importatori a cui lo stato fornisce i dollari al cambio previsto di 4,30, alcuni prodotti mostrano prezzi in calo. Il TV 32 pollici venduto prima di gennaio a 4.500 Bolivares, equivalenti a 1.500 euro al cambio anteriore, oggi costa anche meno di 4.000, ossia al cambio ufficiale di circa sei bolivares per euro, costa oggi 700 euro; ancora troppo rispetto ai prezzi italiani ed occidentali, ma meno rispetto a due mesi fa.

Il governo, dunque, entrando direttamente nella distrubuzione dei prodotti, soprattutto alimentari e di prima necessità sta facendo concorrenza ai distributori tradizionali che aumentavano il prezzo a loro discrezione. Ciò è stato possibile grazie a questo surplus di introiti generato dall’adozione di una politica monetaria che introduce una valuta nazionale debole per le esportazioni ed una moneta forte per le importazioni.

8. A chi giova la manovra?

In sostanza, questa politica monetaria favorisce soprattutto le esportazioni, ma anche le importazioni dei beni di prima necessità e scoraggia le importazioni dei beni che non rientrano tra quelli essenziali.

In realtà, il Venezuela è un paese che vive dell’esportazione di materie prime, a partire dal petrolio; le materie prime, però, sono tutte in mano statale ed il prezzo di tali prodotti è in dollari e dipende da ben altre variabili. Oltre il 90% delle esportazioni del Venezuela è di natura statale. Questa manovra, che potrà anche favorire una nascente industria privata esportatrice di altri prodotti, al momento favorisce soprattutto lo stato, che si ritrova a gestire un surplus di denaro.

Indirettamente, favorisce soprattutto le classi più povere, in quanto come descritto sopra, stanno ottenendo benefici di varia natura: aumento dei salari e diminuzione dell’inflazione, attraverso la lotta alla speculazione.

Anche le classi medie ed alte ovviamente godono di questi stessi benefici a livello interno. Invece, chi effettua viaggi all’estero, o è abituato a comprare all’estero, magari tramite Internet, è penalizzato. Mentre sulle classi ricche, una ristretta minoranza, alla fine un aumento anche del 100% non incide molto, chi realmente è penalizzato è quella fascia di classe media abituata a viaggiare all’estero, una o più volte all’anno.

In ogni caso anche se il costo di un viaggio all’estero è raddoppiato, in realtà questo aumento è compensato dai benefici che gode internamente grazie all’aumento dei salari, alla riduzione dell’inflazione ed all’incremento dei servizi gratuiti (educazione e sanità).

(1) Ipotesi ispirata all’esempio proposto da Informazione scorretta, Url: http://informazione scorretta. blogspot. com/2010/ 03/meglio- moneta-forte- o-debole- yuan.html

 

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I'm ipocrisy free

Io sto con Silvio che è
un gran furbacchione e con
la bellissima Oriana che ha
il coraggio di dire ciò che
tutti pensano ma nessuno dice
(si vocifera che la casalinga
di Voghera impallidisca
al suo cospetto).

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Anti-Zerbinegnan club - Iscritto n°2

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Solo chi non ha paura di morire di mille ferite riuscirà a disarcionare l'imperatore

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/04/2010 alle 18:47
Originariamente inviato da Slegar

Originariamente inviato da nino58

Mi sa che siete fuori strada.
Se non sbaglio forzainter è della Val d'Ayas.


Val d'Ayas? Brusson? bella pista.

Ma è ancora in funzione il vaccodromo di Aosta?

Nino ci ha visto giusto!
Il Vaccodromo (10000 posti) è in funzione (parola grossa.. visto che viene usato due volte all'anno..)
Le eliminatorie son cominciate due settimane fa

Brusson pista stupenda , degna della coppa del mondo (bei tempi quelli della Belmondo)

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 03/04/2010 alle 17:38
AGGHIACCIANTE: DURANTE UN INCONTRO DI BERLUSCONI A SKY DIGOS PUNISCE DUE GIOVANI PER "SFOGGIO DI CULTURA SCOMODA".


Lo scorso venerdì 27 marzo nel Palazzo di Sky sulla Via Salaria a Roma, quando Berlusconi è arrivato con la sua scorta armata (fino ai denti) per un’intervista in diretta, che poi i giornali hanno raccontato, anche se pochi l’hanno vista in diretta nonostante fosse stata molto pubblicizzata (lo 0,3% dello share a differenza del programma “RAI per una notte”, la trasmissione evento di giovedì sera al Paladozza messa in piedi da Michele Santoro ha fatto soltanto su Sky il 2,5% nonostante la poca propaganda!).

Berlusconi è entrato con il suo corteo, con la sua scorta e con tutto l’apparato e intanto succedeva nel Palazzo una cosa, che per dirla con il Direttore generale della RAI Masi, neanche nello Zimbabwe!
Due uomini della sicurezza interna dell’edificio, scoprivano che nel dipartimento dei grafici, su una grande vetrata di circa 4 metri per 4, era stato affisso un foglietto formato A4 bianco, con stampata una frase, la frase è la seguente “Odiare i mascalzoni è cosa nobile” questa è una frase di Marco Fabio Quintiliano, un intellettuale nato nel 35 d.C. a Calagurris in Spagna e poi trasferitosi a Roma, è diventato il famosissimo Quintiliano, ha scritto questa frase, perché è stata stampata su quel foglio e appiccicata alla vetrata del reparto grafici di Sky, perché proprio giovedì sera, la sera prima, Daniele Luttazzi dal Paladozza nel suo monologo aveva ricordato, DEMOLENDO con una sola frase di Quintiliano mesi e mesi di CAZZATE sul partito dell’odio, dell’amore, quelli che incitano all’odio etc., etc…

Quindi due ragazzi del reparto grafici dell’edificio di Sky avevano trovato condivisibile quella frase e l’hanno appiccicata. Gli uomini della sicurezza dell’edificio, la sicurezza interna, hanno notato quella scritta e hanno segnalato la cosa alla guardia presidenziale, alla scorta del Presidente del Consiglio e a quel punto è successo qualcosa che per una democrazia è AI LIMITI DELL’INCREDIBILE, anzi è oltre: due agenti ben tarchiati della Digos, due montagne umane sono piombate nel piano dove c’è questa vetrata, hanno constatato che era effettivamente stato affisso quel foglietto con quella scritta, hanno chiuso tutte le finestre per evitare che si vedesse da fuori quello che stavano facendo (evidentemente rendendosi conto che stavano facendo qualcosa di grosso) dopodiché uno dei due dopo aver sequestrato il corpo del reato, il foglietto, ha fatto irruzione dentro l’ufficio dei grafici, si è diretto verso il computer principale, si è messo ad armeggiare alla tastiera, ha cercato di aprire gli ultimi file aperti per cercare di incastrare, di individuare colui che aveva scritto e stampato quella scritta, ma purtroppo per lui i grafici non usano il mouse, usano la tavoletta grafica e questo agente non la sapeva usare, per cui ha chiesto a una persona lì presente, a una ragazza di aiutarlo a aprire gli ultimi file, nel tentativo di smascherare gli autori dell’orrendo misfatto, senza sapere che peraltro i due ragazzi erano già stati portati sotto, all’ingresso, interrogati da un’altra coppia di agenti della Digos e avevano immediatamente dichiarato, dato che non avevano niente da nascondere, di avere stampato e affisso loro quella scritta.

A quel punto sono stati identificati e da quello che risulta stavano per essere portati in Questura, non si sa se fosse un provvedimento di fermo, cosa volessero fare a questi due ragazzi, ma soprattutto quale reato avessero commesso? “Affissione di messaggi di Quintiliano?”, “citazioni latine proibite?”, “porto abusivo di cultura latina?”, non si sa quale sia il reato che avevano individuato questi somari che avevano ritenuto delittuoso un comportamento assolutamente legittimo e secondo me anche doveroso, sta di fatto che poi interviene un componente dell’ufficio legale della società che riesce a scongiurare almeno che questi vengano portati via dalla Polizia.

(...)


Per la video testimonianza, ecco:

http://www.youtube.com/watch?v=5jESPvWLovY

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 12/04/2010 alle 12:58
mi verrebbe da aprire un 3D dal titolo: fatti di barbarie.

Cure negate senza tessera sanitaria muore a 13 mesi bimba nigeriana

di GABRIELE CEREDA

Rifiutata dall’ospedale perché le era scaduta la tessera sanitaria, una bambina nigeriana di 13 mesi muore poche ore dopo. Il padre, in regola con il permesso di soggiorno, aveva appena perso il lavoro e non poteva rinnovare il documento che forse avrebbe strappato la piccola alla morte. «Uccisa dalla . burocrazia», dicono gli amici della coppia, che in 200 hanno sfilato per le vie di Carugate, hinterland di Milano, dove la famiglia vive.

«I medici avrebbero potuto salvarla se non si fosse perso tutto quel tempo e se le cure fossero state adeguate. Se fosse stata italiana questo non sarebbe successo», grida ora Tommy Odiase, 40 anni, in Italia dal 1997. Chiede giustizia mentre stringe la mano della moglie Linda, di nove anni più giovane.

La notte del 3 marzo la piccola Rachel sta male, è preda di violenti attacchi di vomito. I genitori, spaventati, chiamano il 118. Arriva un’ambulanza che li trasporta al pronto soccorso dell’Uboldo di Cernusco sul Naviglio. Il medico di turno, in sei minuti, visita la paziente e la dimette prescrivendole tre farmaci. «Non l’ha nemmeno svestita», racconta la mamma. Sul referto medico si leggono poche parole: «Buone condizioni generali». Sono riportati anche gli orari di ingresso (00.39) e di uscita (00.45).

Il quartetto, con loro c’è anche la figlia più grande, di due anni e mezzo, gira in cerca della farmacia di turno. Ma le medicine sono inutili e alle 2 di notte l’uomo torna al pronto soccorso. Vuole che qualcuno si occupi della figlia, che sta sempre più male. «Il personale ci risponde che “la bambina ha la tessera sanitaria scaduta, non possiamo visitarla ancora o ricoverarla”», denuncia il 40enne. «Un fatto di una gravità assoluta — sottolinea l’avvocato della famiglia, Marco Martinelli — Dobbiamo capire se esistono direttive precise per casi come questo».

In mano Tommy Odiase ha un permesso di soggiorno da residente da rinnovare ogni sei mesi ma che scade in caso di disoccupazione. Il nigeriano, per ottenere il rinnovo della tessera sanitaria propria e delle figlie, doveva presentare una serie di documenti che ne attestassero la posizione, fra i quali la busta paga dell’ultimo mese. Licenziato solo sei settimane prima, la pratica si è trasformata in un incubo.



Davanti al rifiuto dei medici, l’ex operaio diventa una furia. Urla, vuole attenzione. Qualcuno dall’ospedale chiama i carabinieri per farlo allontanare. Forse dall’altra parte della cornetta ricordano che pochi giorni prima all’ospedale di Melzo, stessa Asl, era morto un bimbo albanese di un anno e mezzo rimandato a casa dal pronto soccorso. L’intervento dell’Arma risolve momentaneamente la situazione: Rachel viene ricoverata in pediatria.

Sono le 3 di notte, «ma fino alle otto del mattino nessuno la visita e non le viene somministrata alcuna flebo, nonostante nostra figlia avesse fortissimi attacchi di dissenteria e non riuscisse più a bere nulla», raccontano i genitori. Nel tono della voce rabbia e dolore si mischiano. La sera del giorno dopo la situazione è critica, tanto che oltre alla flebo accanto al letto spunta un monitor per tenere sotto costante controllo il battito cardiaco. Alle cinque e mezza il cuore della bambina si ferma, dopo 30 minuti di manovre di rianimazione viene constatato il decesso.

I carabinieri acquisiscono le cartelle cliniche, gli Odiase presentano una denuncia per omicidio colposo a carico dei medici e dell’ospedale, la Procura di Milano apre un’inchiesta con la stessa accusa contro ignoti. Ora si attendono i risultati dell’autopsia, pronti per il 12 maggio

 

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  postato il 12/04/2010 alle 13:18
Il paese dell'amore

 

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Vorrei morire in bici, in un giorno di sole, dopo aver scalato una di quelle montagne che sembrano protendersi verso il cielo, mi adagerei sull'erba fresca senza rimpianti, attendendo con serenità il compiersi del mio tempo. Non importa se sarà ...oggi o tra cent'anni, avrò in ogni caso trovato il mio giorno perfetto.

 
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  postato il 12/04/2010 alle 13:57
Sì, è questo il paese che vuole metà degli italiani?

Provo schifo e vergogna, schifo per l'andazzo e vergogna per chi lo promuove.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 12/04/2010 alle 14:05
Temo che oltre la metà degli italiani non si scandalizzi assolutamente per un fatto come quello riportato da pacho.
Un quarto abbondante credo che ci goda pure.

 

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nino58

 
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  postato il 12/04/2010 alle 14:11
Originariamente inviato da nino58

Temo che oltre la metà degli italiani non si scandalizzi assolutamente per un fatto come quello riportato da pacho.
Un quarto abbondante credo che ci goda pure.


Inizio a temere che tu abbia delle ragioni, caro Nino.

Purtroppo queste sono le derive che si verificano quando ampie fette di popolazione non hanno alcun "potere contrattuale" in termini di diritti, non possono avanzare quindi la pretesa che tali diritti vengano rispettati, in quanto assenti. Non possono alzare la voce, non possono minacciare di rivolgersi ai carabinieri perché ne uscirebbero comunque con le ossa rotte, in un modo o nell'altro.
Possono quindi essere vessati in tutti i modi senza che qualcuno ricordi che sono cittadini come noi, che vivono e lavorano (in molti casi da anni) accanto a noi, condividono i nostri spazi e le nostre giornate, e quindi di fatto - ripeto e sottolineo - sono cittadini esattamente come noi, e non è la presenza o l'assenza di un pezzo di carta a poterlo stabilire, non più di quanto non venga stabilito dallo stato dei fatti.

Purtroppo l'assenza di diritti di queste persone finisce sui giornali solo in casi eclatanti come quello riportato da pacho, ma se ci riflettiamo un attimo ci accorgiamo che è una situazione generalizzata a tutti i livelli e a tutte le latitudini di questo paese.

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 12/04/2010 alle 14:30
Parte 1

Quanto dice nino è maledettamente vero: vi faccio un esempio che ho gia accennato in un altro 3d.

l'altro giorno, maledetto me, sono andato ad una cena di dottorandi/assegnisti tutti ben inquadrati politcametne nel pd. Insomma, anche non considerando l'estrazione politica, persone (in teoria) colte, ben informate ed in grado (sempre in teoria) di prevenire il bombardamento ideologico quotidiano. Tanto più, considerando che sto in una facolta di scienze sociali.

Ebbene, quando una perfetta str... ha iniziato a fare discorsi beceri, nessuno - dico nessuno - ha detto A. Al che, dopo che sta qui continuava, non mi sono piu trattenuto e gliene ho detto di tutti i colori. Attenzione, il mio non era una scatto buonista. Prima parlava che ci sono gli immigrati ad ancona (immigrati che mandano avanti i cantieri del porto 'assunti' in nero con i silenzi dei sindacati) e poi ha iniziato a parlar della situazione degli immigrati a Brescia - altra città che conosco bene avendo fatto l'assistente li -. Ebbene: non potevo stare zitto. Per chi non lo sapesse, moltissimi immigrati a brescia mandano avanti le fabbriche metalmeccaniche, di lavorazione di metalli ecc ecc. E questa che si lamentava che via san faustino (la via centrae di brescia!!!) e brescia in generale è pericolosa e blablabla. Vah be. Dopo che le ho detto ciò che le dovevo dire, sono praticamente ghettizzato in dipartimento, specie da coloro che fino ad un minuto prima facevano i compagnoni.

 

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  postato il 12/04/2010 alle 14:35
Solidarietà al compagno pacho

 

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  postato il 12/04/2010 alle 14:36
Parte 2

Comuqnue, questo è il foglio A4 attaccato sulla porta del mio ufficio, tanto per esternare tutto il disprezzo alle maggioranze silenziose.

ps: il titolo deriva dal fatto che questa tipa è sempre alla moda.

L’ANTI-FASHION


Il sociologo non si ferma alla superficie dei fenomeni sociali, ma indaga con la massima onestà intellettuale e rigore scientifico le cause e le dinamiche alla base dei suddetti fenomeni. L’immigrazione é un classico tema, forse il più eloquente, che anche l’aspirante sociologo dovrebbe essere in grado di padroneggiare con sufficiente destrezza. A costui non si chiede di spiegare i fenomeni migratori partendo dalle guerre mosse dai paesi occidentali che, depredando le risorse dei territori natii, spingono gli immigrati ad abbandonare le loro terre in cerca di ciò che gli é stato tolto illegittimamente. Non si esige nemmeno, onde evitare di essere tacciati d’ideologia (non sia mai!), di illustrare perché la mobilità delle merci e dei capitali sia l’imperativo categorico dei governi del mondo ‘libero’, mentre la libertà di circolazione delle persone sia ancora un dogma. Forse, si potrebbe pretendere che il giovane sociologo sappia l’abc della statistica e dell’economia, riconoscendo che la stragrande maggioranza degli immigrati lavora – sebbene spesso in condizioni di totale ricattabilità –, finanzia le pensioni al virgulto popolo italico ed é pure costretta a pagare affitti in nero rimpinguando le tasche dei piccoli rentier che di sera sfilano, fiaccola alla mano destra e fazzoletto verde in quella sinistra, pretendendo la loro espulsione.
D’altra parte, non si richiede lo sforzo intellettuale di illustrare come mai gli immigrati si rendano protagonisti di atti ai margini della legalità, una volta entrati nel territorio italico: basterebbe il semplice buon senso per comprendere come l’esclusione, lo stigma, il razzismo e la mancanza di qualsiasi diritto stiano alla base di comportamenti dettati più dalla necessità del pezzo di pane quotidiano che dalla malformazione criminale insita nel suo genoma. L’aspirante sociologo non dovrebbe nemmeno trarre conclusioni dettate dal mero interesse personale: ammesso e non sempre concesso che sia un lavoratore qualificato, egli non é certo minacciato dalla concorrenza posta dalla manodopera immigrata – nella maggior parte dei casi dequalificata – che ne diminuirebbe quindi la remunerazione.
Una sola cosa si richiede pertanto all’aspirante sociologo, indipendentemente dal luogo e dalla discussione in cui si trova coinvolto: non ricorrere a luoghi comuni o a beceri pregiudizi per descrivere un fenomeno sociale, in particolar modo tanto drammatico quanto quello dell’immigrazione. Insomma, si pretenderebbe che il sociologo, o almeno colui pagato per diventare tale, abbia una capacità analitica leggermente più affinata del pensionato – quello che s’incontra tipicamente in posta – che si lamenta che gli extracomunitari ci rubano il lavoro e gli aiuti sociali e ci fanno allungare la fila nelle poste perché i documenti per il permesso di soggiorno li devono compilare davanti all’impiegato di posta.
Pensionato o sociologo, ufficio postale o convegno, occasione informale o presentazione ufficiale, una cazzata rimane una cazzata. E la nostra indignazione – ancor prima che essere dettata dallo scarso rispetto scientifico – è un atto morale e civile che impedisce che certi messaggi, diffusi dalla quasi totalità dei mass media allineati a un potere sempre più xenofobo e razzista in un sistema che accetta solo taciti assensi, si facciano strada anche tra di chi dovrebbe essere pagato per pensare invece che per sfilare indossando l’ignoranza della propaganda.

 

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  postato il 12/04/2010 alle 14:48
Originariamente inviato da pacho

Pensionato o sociologo, ufficio postale o convegno, occasione informale o presentazione ufficiale, una cazzata rimane una cazzata. E la nostra indignazione – ancor prima che essere dettata dallo scarso rispetto scientifico – è un atto morale e civile che impedisce che certi messaggi, diffusi dalla quasi totalità dei mass media allineati a un potere sempre più xenofobo e razzista in un sistema che accetta solo taciti assensi, si facciano strada anche tra di chi dovrebbe essere pagato per pensare invece che per sfilare indossando l’ignoranza della propaganda.


Birra pagata.

 

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  postato il 12/04/2010 alle 16:54
Herr Admin, occhio a non confondere causa ed effetto. Le derive che vediamo non sono causate dall'assenza di garanzie per una fetta di popolazione (in questo caso gli immigrati), sono causate dal fatto che un'intera area politica ha cavalcato le derive razziste e fasciste degli italiani (derive mai spente, peraltro). Hanno puntato su razzismo ed ignoranza, e anzi hanno alimentato questi due aspetti.
Ecco perchè a un italiano su due non frega un belino se un bimbo di 13 mesi muore o se dei militari riportano delle persone a morire sotto una 'dittatura amica'.. ed ecco perché a un italiano su quattro (almeno) PIACE addirittura tutto questo.
In Francia (a parte il fenomeno banlieu, che non è razziale ma economico, di classe), ad esempio, quando sali su un mezzo pubblico vedi un nero che parla con un arabo, e magari un 'bianco' parla con un marocchino. Tutti parlano francese.
Questo perché in Francia l'integrazione è stata incoraggiata o comunque non ostacolata, oltre ovviamente alla questione delle colonie.
Prima ho preso un 18, qui a Torino: due rumeni parlavano tra loro, un albanese tamburellava su una sbarra di freddo, dei nerioccupavano gli ultimi posti in fondo. Più avanti, quasi come su un autobus di 40 anni fa (piemontesi-meridionali) o un tram di 60 anni fa (uomini-donne), dopo i filippini, gli italiani. Tutti parlavano lingue diverse.
Se non si ghettizzasse un'intera fetta di popolazione, se un rumeno potesse parlare in italiano con un altro italiano, il 90% dei problemi (in entrambi i sensi, quindi razzismo e reati minori) sarebbe superato.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 12/04/2010 alle 19:01
Non c'è solo il fatto che un'area politica ha cavalcato la paura. Ce n'è anche che un'altra che, dal 1977 ad oggi,ha sempre approvato tutti gli atti legislativi in materia di lavoro che toglievano diritti alla persona e ne davano in più al padrone.
Questa parte si chiama PCI-PDS-DS-PD-nulla.

 

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  postato il 12/04/2010 alle 19:17
Vero. Ma non è solo per questo che il centrosx è sparito.
Comunque il razzismo, il cinismo e la paura della 'contaminazione' non hanno molto a che vedere con l'assenza di un'autentica politica economica 'di sinistra', semmai questa ha portato alla scomparsa di una sinistra parlamentare.. ma il fatto che (come giustamente scritto) la maggior parte degli italiani sia indifferente o addirittura felice di fronte alla morte di una bimba di 13 mesi, o al pestaggio da parte di poliziotti di un extracomunitario, oppure ancora di fronte al reimpatrio coatto di rifugiati.. beh, questo è merito esclusivamente di altri.

 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 12/04/2010 alle 20:15
Questo è il link per firmare l'appello " Io sto con Emergency". Ovviamente, chi condivide, firmi e lo diffonda.
www.emergency.it

http://www.emergency.it/appello/form.php?ln=It

 

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Verità e giustizia per Marco Pantani: una battaglia di civiltà.

Arcana loggia per il ripristino della civiltà dell'ordalia.

IO NON L'HO VOTATO.

IO CORRO DOPATO COME TUTTI.

"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997 ( tempi non sospetti),parlando di doping in un'intervista televisiva con Gianni Minà.

Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping.

Hypocrisy free.

CAREFUL WITH THAT AXE, EUGENIO.



 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 12/04/2010 alle 20:29
Originariamente inviato da Donchisciotte

Questo è il link per firmare l'appello " Io sto con Emergency". Ovviamente, chi condivide, firmi e lo diffonda.
www.emergency.it

http://www.emergency.it/appello/form.php?ln=It


Firmato.

 

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