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Autore: Oggetto: Damiano Cunego nel 2010.

Livello Luison Bobet




Posts: 786
Registrato: Jan 2006

  postato il 30/10/2009 alle 07:40
Che bello!!! Mi prendo volentieri l' 'onore' di aprire questo thread sul nuovo anno del veronese (poi, eventualmente, decideranno i moderatori).
Visto che, per iniziare bene la giornata, meglio di una bella risata non c'è nulla (a parte, ovviamente, cappuccino e cornetto ), vi incollo l'intervista pubblicata sul sito www.larena.it, giornale di Verona.
Non so perchè, ma l'ho trovata.... come dire... esilerante. Secondo me, quando Damiano parla, ci dà veramente l'idea di quale sia la sua dimensione....



Cunego cambia strategia per il 2010.

Ha concluso il 2009 con cinque vittorie (le tappe di Faenza e Serramazzoni e classifica finale della Coppi&Bartali, le tappe di Alto de Aitana e La Pandera alla Vuelta). Damiano Cunego arriva, così, a 43 successi in carriera (due nel 2002, due nel 2003, 13 nel 2004, quattro nel 2005, sei nel 2006, sei nel 2007 e cinque l'anno scorso). Quest'anno, tra gli italiani, hanno vinto di più Petacchi (10), suo compagno di squadra nel 2010, e Mattia Gavazzi (8). A cinque si è fermato Filippo Pozzato.
È stata la stagione che potrebbe cambiare le strategie del "Piccolo Principe" nei prossimi anni. Sinora, aveva sempre pensato di curare la classifica nei grandi Giri, ma proprio nella corsa rosa 2008 non è andato secondo speranze. E siccome nel 2007 era accaduto lo stesso al Tour, ecco che Damiano affronterà in modo diverso le corse a tappe nei prossimi anni, puntando, soprattutto, sulle tappe. La stessa Lampre ha agito, in sede di mercato, pensando a questi obiettivi. Più avanti seguirà la scelta su quali Giri puntare.
Al riguardo, il commissario tecnico Ballerini, in merito alla possibile partecipazione di Cunego al Giro d'Italia che si concluderà all'Arena di Verona, ha detto: «Se farà il Giro, gli consiglierei di correrlo come l'ultima Vuelta. Affrontandolo così, alla giornata, pensando alle tappe, potrebbe anche ritrovarsi in una buona posizione di classifica e poi valutare le sue possibilità nell'ultima settimana. Meglio, però, partire senza troppe aspettative. L'importante è che Damiano si presenti nelle stesse condizioni di quest'anno alla Vuelta, dove era molto più magro che al Giro. Potrebbe anche essere in rosa al Terminillo e allora il fattore emozionale conterebbe».

Cunego, come giudica la sua annata?
«Per me è stata buona. Non c'è stata, è vero, una grande vittoria nella prima parte della stagione, ma poi sono tornato a vincere in un grande Giro, conquistando due tappe alla Vuelta».

C'erano grandi attese per Mondiale e Giro di Lombardia.
«Lo so, lì tutti mi aspettavano. Credo di aver corso bene, ma non ho raccolto o perché ho trovato avversari più forti o perché negli ultimi 30 chilometri non ero nella mia giornata migliore, ma ripeto, sono contento perché sono stato abbastanza costante nel rendimento per tutta la durata della stagione e per le due tappe alla Vuelta. E per i tanti piazzamenti».

Qualcuno di troppo, magari.
«In effetti è proprio così, penso, soprattutto, al secondo posto nel campionato italiano. Ecco, se qualche piazzamento si fosse tramutato in vittoria, la stagione mi avrebbe dato qualcosa in più».

Cinque vittorie in tutto, tre in primavera e due alla Vuelta.
«Dopo un anno come il 2008, nel quale avevo centrato vittorie di qualità come Amstel Gold Race e Giro di Lombardia, non è sempre facile fare di più, ma credo, comunque, di aver interpretato al meglio la stagione e sono convinto che il 2010 sarà migliore».

La vera delusione è stata il Giro d'Italia.
«Sì, quello sì perché ero partito con altre ambizioni ed è stata, invece, la gara nella quale ho raccolto meno di quanto mi aspettassi. È andata così, bisogna pensare alla prossima. Preferisco guardare avanti, mi ha già fatto abbastanza una testa così su quel Giro e sulla mia adattabilità o meno alle corse a tappe».

Dal 2010 cambierà strategia?
«Andrò ai grandi Giri per curare le tappe. L'avevo già detto dopo l'ultimo Giro d'Italia e, alla Vuelta, sono stato di parola: mi ero prefissato una vittoria di tappa e ne ho vinte due, tra l'altro, quelle che avevo in mente con belle azioni in salita. Così nel 2010 affronterò le grandi corse a tappe con questa intenzione, poi si vedrà».

A quali grandi corse sarà presente?
«I programmi sono da definire. Intanto, ho visto come è fatto il Giro d'Italia. E l'arrivo a Verona sembra fatto apposta per invitarmi. Ma è ancora presto per le valutazioni e le scelte. Ci sono davanti novembre e dicembre per pensare a quello che vorrò fare».

Dovesse essere al Giro, cosa si augura?
«Spero in una sfida leale e vera, come dovrebbe sempre essere».

Ha notato che Gavia e Mortirolo c'erano anche nel 2004 quando vinse e che, come allora, il Giro si concluderà il 30 maggio?
«Sì, ma non conta. Conta che il Giro sia tornato ad essere un po' come quelli del passato: il 2008 è stata l'eccezione, uno strappo alla regola. Il finale in Arena, poi, sarà un'apoteosi. Ripeto, mi conforta molto essere tornato a vincere alla Vuelta, ma sul futuro è troppo presto per dire qualcosa».

Quali sono stati i suoi giorni migliori nel 2009?
«Mi sono visto bene nella fase centrale, alla Vuelta. Ma mi ero piaciuto anche dopo il Giro d'Italia: in quel periodo ho disputato delle buone gare, penso al campionato italiano e al Giro della Svizzera, dove sono andato veramente forte».

Inserirà la Sanremo nei suoi programmi?
«Sì, mi piacerebbe farla: è la corsa di un giorno. In ogni caso, sarebbe un ottimo allenamento».

Attorno a lei, alla Lampre, tanti nomi nuovi, tra i quali Petacchi, e tante partenze, Ballan e Tiralongo tra queste.
«Ogni tanto succede che si cambi molto: arrivano campioni, altri se ne vanno. La nostra è una squadra rivista, ma molto forte. È chiaro che dispiaccia sempre quando qualcuno se ne va: ognuno, giustamente, guarda anche ai propri interessi economici o compie altre scelte».

Renzo Puliero - L'Arena di Verona

 

[Modificato il 30/10/2009 alle 07:43 by luke]

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 30/10/2009 alle 13:29
noo noooo non si può....siamo ancora ad ottobre e già esce fuori sta roba....domani mi riprometto di aprire "Fortunato Baliani nel 2010"

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 30/10/2009 alle 14:08
Originariamente inviato da danilodiluca87

noo noooo non si può....siamo ancora ad ottobre e già esce fuori sta roba....domani mi riprometto di aprire "Fortunato Baliani nel 2010"


E perchè non apri un bel "Danilo Di Luca nel 2010"?

 

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Livello Tour




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  postato il 30/10/2009 alle 15:12
Dovesse essere al Giro, cosa si augura?
«Spero in una sfida leale e vera, come dovrebbe sempre essere».

non meravigliomoci poi della particolare "faziosità" dei suoi sostenitori...se il loro "idolo" si propone in questa maniera...

 

[Modificato il 30/10/2009 alle 15:15 by eretico]


 
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Livello Hugo Koblet




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  postato il 30/10/2009 alle 15:56
E' il cavaliere ( comunisti ) prestato al ciclismo ( dopati )....
Buona serata a tutti.

 
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  postato il 30/10/2009 alle 15:58
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Livello Marco Pantani
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  postato il 31/10/2009 alle 10:57
Veramente è lui a cominciare, a dare fiato alla bocca.
Segnalo l'evidente differenza di spessore e classe di Cadel Evans in un'intervista che ho letto su BS, anche lui si propone come ciclista pulito ma l'abisso fra Evans e Cuneghino come rispetto degli avversari è palese, forse perché se venissero riscritte le classifiche, Cadel qualche corsa la vincerebbe trovandosi, comunque, fra i primi, Cuneghino no, a meno di squalifiche di massa.

 

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Livello Gino Bartali




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  postato il 02/11/2009 alle 01:10
L'articolo recita

È stata la stagione che potrebbe cambiare le strategie del "Piccolo Principe" nei prossimi anni. Sinora, aveva sempre pensato di curare la classifica nei grandi Giri, ma proprio nella corsa rosa 2008 non è andato secondo speranze. E siccome nel 2007 era accaduto lo stesso al Tour, ecco che Damiano affronterà in modo diverso le corse a tappe nei prossimi anni, puntando, soprattutto, sulle tappe. La stessa Lampre ha agito, in sede di mercato, pensando a questi obiettivi. Più avanti seguirà la scelta su quali Giri puntare.

Direi che con le date non sono messi molto bene

 

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Livello Tour




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  postato il 02/11/2009 alle 15:18
ma l'anno prossimo cunego non avrà molte corse su cui puntare
oltre alla liegi,al lombardia e a san sebastian non ci sono corse importanti in cui potrà tentare di vincere

 
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Livello Tour




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  postato il 02/11/2009 alle 18:27
Originariamente inviato da alberto84

ma l'anno prossimo cunego non avrà molte corse su cui puntare
oltre alla liegi,al lombardia e a san sebastian non ci sono corse importanti in cui potrà tentare di vincere


Io non trovo così schifosa l'eventualità di fare i GT come cacciatore di tappe. Ok, ne ha vinto uno, ma se non è più in grado di farlo è giusto che si ricicli in un altro ruolo.

 
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Livello Tour




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  postato il 02/11/2009 alle 20:12
Originariamente inviato da Mad

Originariamente inviato da alberto84

ma l'anno prossimo cunego non avrà molte corse su cui puntare
oltre alla liegi,al lombardia e a san sebastian non ci sono corse importanti in cui potrà tentare di vincere


Io non trovo così schifosa l'eventualità di fare i GT come cacciatore di tappe. Ok, ne ha vinto uno, ma se non è più in grado di farlo è giusto che si ricicli in un altro ruolo.


si sul puntare a tappe nei GT ti do ragione ma vedendo i percorsi l'unico modo è quello di uscire subito dalla lotta per le maglie

 
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  postato il 02/11/2009 alle 21:59
Cunego e la Lampre sono un matrimonio perfetto: la squadra ha in lui un personaggio di richiamo e quindi valido per riempire la maglia con gli sponsor minori, inoltre è buono un pò per tutte le stagioni: fa le classiche, fa i gt e nel bene o nel male si parla sempre di lui (bisogna effettivamente dargli atto che tra i "big" è quello che fa la stagione più completa); Cuneghino, dal canto suo, alla Lampre ci sta bene perchè il team si accontenta delle sue 5-6 vittorie e degli altri piazzamenti onorevoli.
Ormai è chiaro che la dimensione di Cunego è quella dell'anno ciclistico appena trascorso: abbastanza presente nei momenti che contano ma incapace di piazzare la zampata del campione. Capisco che dopo la precoce esplosione si sia potuto perdere, evidentemente mal consigliato: ma ormai viaggia verso i 30, conosce il suo fisico e i suoi limiti, è padre e quindi è (dovrebbe essere) persona responsabilizzata....evidentemente gli sta bene così, svolge il compitino, sa che un ritocchino all'ingaggio lo lima sempre, piazza una bella vittoria che fa ben sperare per poi deludere negli appuntamenti che contano, e soprattutto sa di essere inamovibile finchè ci saranno i Galbusera e i Saronni, ed eccelle tra il banale e l'ipocrita in tutte le interviste. Contento lui, contenti tutti.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 02/11/2009 alle 23:36
L'analisi che fai è effettivamente realistica, però mi sembra già una cosa bella che Cunego e il suo "staff" vogliano cambiare strategia dopo le delusioni recenti.
E' un peccato secondo me che, dalle dichiarazioni fatte, sembra che vogliano puntare tutto sulle tappe nei GT e sulle solite classiche a lui congeniali, probabilmente perchè tali competizioni sono più monetizzabili per gli sponsor.
E' un peccato perchè credo che Cunego abbia il potenziale per puntare anche ad altre corse, non "solo" Amstel e Liegi.
Non sto dicendo che potrebbe vincere qualsiasi cosa (non vorrei mai passare per un cuneghin, eh... ci mancherebbe... mi sta pure antipatico... piuttosto un berlusconiano, o un evasore, o uno stupratore, ma mai per un cuneghin! l'onta peggiore per un utente cicloweb), però le qualità le ha e con una preparazione diversa dal passato potrebbe allargare di molto la rosa delle corse papabili per lui

 

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  postato il 03/11/2009 alle 00:00
per il 2010 puntano alle tappe?
allora sara' la volta che rivince il giro....

 

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Livello Gino Bartali




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  postato il 03/11/2009 alle 01:23
C'è da dire che se alla Vuelta non si fosse fermato probabilmente l'avrebbe vinta, non credo a un Cunego finito per le corse a tappe

 

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Livello Greg Lemond
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  postato il 03/11/2009 alle 08:20
Originariamente inviato da Zanarkelly


E' un peccato perchè credo che Cunego abbia il potenziale per puntare anche ad altre corse, non "solo" Amstel e Liegi.
Non sto dicendo che potrebbe vincere qualsiasi cosa (non vorrei mai passare per un cuneghin, eh... ci mancherebbe... mi sta pure antipatico... piuttosto un berlusconiano, o un evasore, o uno stupratore, ma mai per un cuneghin! l'onta peggiore per un utente cicloweb), però le qualità le ha e con una preparazione diversa dal passato potrebbe allargare di molto la rosa delle corse papabili per lui


A me sembra che tu voglia dire il contrario di quel che esprimi e mi spiego. Non vuoi essere un cuneghin, ma scrivi che ha il potenziale ...
Visto che Liegi ed Amstel sono indicate quali esempi di classiche di un certo tipo, è chiaro che può andar bene anche la Freccia Vallone, il Giro di Lombardia, San Sebastian, la Milano Sanremo, il campionato del mondo e quelle italiane, quali altre corse avrebbe la capacità di vincere? Non credo tu ti riferisca a Fiandre e Roubaix, ergo faresti meglio a dire che anche le corse a tappe rientrano nelle sue capacità, che è quanto a cercato di fare fino ad ora, con l'unica eccezione della Vuelta di quest'anno che, come sostiene, Bartoli ha perso solo per mantener fede al patto con Ballerini, altrimenti l'ultima maglia amarillo sarebbe stata del piccolo principe.

 

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"Per principio rifiuto di sottopormi a questi controlli. Non sono ostile alla lotta al doping, che ritengo indispensabile tra i dilettanti, ma nel caso di professionisti è differente. Dopo 12 anni di carriera io so quello che devo fare e non voglio che una mia vittoria venga messa in dubbio dalla fantasia delle analisi".

(Jacques Anquetil, 4 maggio 1966, intervista a L'Équipe)

Non riesco a comprendere perché Morris non sia assunto da nessuna rete telvisiva come opinionista

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/11/2009 alle 09:39
Per altre corse intendevo ad esempio la San Remo, ma non vedo impossibile una sua buona prova al Fiandre; per la Roubaix la vedo male, perchè è un po' un fighetto...
Intendevo dire che anzichè intestardirsi sempre e solo in quelle 2 corse (Amstel e Liegi), che comunque gli si addicono parecchio, potrebbe ampliare le sue vedute ed impegnarsi anche in altre.
Il fatto che un corridore del genere si limiti ad andare a caccia di tappe nei GT secondo me è uno spreco, anche se probabilmente, come già detto, per gli sponsor può avere un ritorno maggiore.

 

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Livello Greg Lemond
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  postato il 03/11/2009 alle 10:09
Originariamente inviato da Zanarkelly

Per altre corse intendevo ad esempio la San Remo, ma non vedo impossibile una sua buona prova al Fiandre; per la Roubaix la vedo male, perchè è un po' un fighetto...
Intendevo dire che anzichè intestardirsi sempre e solo in quelle 2 corse (Amstel e Liegi), che comunque gli si addicono parecchio, potrebbe ampliare le sue vedute ed impegnarsi anche in altre.
Il fatto che un corridore del genere si limiti ad andare a caccia di tappe nei GT secondo me è uno spreco, anche se probabilmente, come già detto, per gli sponsor può avere un ritorno maggiore.


Il Fiandre è un caso a parte, perché, ammesso che forse potrebbe correrlo per essere fra i primi, si concilia male poi con il restare in forma per le Ardenne e questo è secondo me il motivo per il quale anche Gilbert difficilmente potrà tentare di "metterla nel mirino" insieme alla L-B-L.
Però su questo non sono sicuro e può anche essere che ci sia qualcuno che riesca a fare tutta la campagna di primavera.
Invece su quanto affermi dopo, per me la questione è piuttosto semplice: Cunego è il corridore più sopravvalutato che esista, perché i risultati in tutte le corse a tappe disputate hanno sempre dimostrato i suoi limiti notevoli: arriva fino ad un certo punto e poi basta. Talvolta lo staccano prima, talvolta come nella Vuelta, dopo o la lasciano andare, ma non si è mai, dico mai, dimostrato competitivo per la vittoria e pensare che sia un grande talento perché in cinque anni è riuscito a vincere due tappe in un G.T. mi sembra proprio da "fan sfegatati".
Ergo, secondo me, tu inauguri una nuova categoria: quella tifosi, senza saperlo.

 

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  postato il 03/11/2009 alle 10:43
Ahahah Lemond, sei stato talmente lapidario che, dopo questo tuo post, possiamo aprire direttamente il 3D "Diamano Cunego nel 2011-2012-2013 ...finché ce la fa"

 

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  postato il 03/11/2009 alle 10:53
Originariamente inviato da lemond
Originariamente inviato da Zanarkelly
Per altre corse intendevo ad esempio la San Remo, ma non vedo impossibile una sua buona prova al Fiandre; per la Roubaix la vedo male, perchè è un po' un fighetto...
Intendevo dire che anzichè intestardirsi sempre e solo in quelle 2 corse (Amstel e Liegi), che comunque gli si addicono parecchio, potrebbe ampliare le sue vedute ed impegnarsi anche in altre.
Il fatto che un corridore del genere si limiti ad andare a caccia di tappe nei GT secondo me è uno spreco, anche se probabilmente, come già detto, per gli sponsor può avere un ritorno maggiore.


Il Fiandre è un caso a parte, perché, ammesso che forse potrebbe correrlo per essere fra i primi, si concilia male poi con il restare in forma per le Ardenne e questo è secondo me il motivo per il quale anche Gilbert difficilmente potrà tentare di "metterla nel mirino" insieme alla L-B-L.
Però su questo non sono sicuro e può anche essere che ci sia qualcuno che riesca a fare tutta la campagna di primavera.
Invece su quanto affermi dopo, per me la questione è piuttosto semplice: Cunego è il corridore più sopravvalutato che esista, perché i risultati in tutte le corse a tappe disputate hanno sempre dimostrato i suoi limiti notevoli: arriva fino ad un certo punto e poi basta. Talvolta lo staccano prima, talvolta come nella Vuelta, dopo o la lasciano andare, ma non si è mai, dico mai, dimostrato competitivo per la vittoria e pensare che sia un grande talento perché in cinque anni è riuscito a vincere due tappe in un G.T. mi sembra proprio da "fan sfegatati".


Cunego è stato molto sopravvalutato per i GT, perchè dopo l'exploit del 2004 ha poi dimostrato di non essere adatto; ciò non toglie comunque che secondo me ha grandi qualità per le classiche.
Se la sua "preparazione" (le virgolette sono d'obbligo) negli ultimi anni non fosse stata mirata solamente ai GT (cosa che secondo me gli ha fatto perdere un po' dell'esplosività dei primi anni), avrebbe potuto puntare a ben altri obiettivi. Poi è chiaro che puntare e vincere sono due cose diverse...
Come potenziale, comunque, non lo vedo tanto distante da un Gilbert o un Pozzato, anche se con caratteristiche diverse; io non mi soprprenderei a vederlo protagonista in una San Remo o anche ad un Fiandre, anche se ci sono fior di specialisti che la corrono.

E comunque, tanto per mettere le cose in chiaro, io non tifo Cunego, anzi, mi sta anche un po' sulle balle; credo però che tante volte ci si accannisca troppo contro di lui.

Ergo, secondo me, tu inauguri una nuova categoria: quella tifosi, senza saperlo.


Mi consulterò con i miei legali per verificare se ci sono gli estremi per una denuncia contro questa affermazione diffamatoria

 

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  postato il 03/11/2009 alle 10:58
Puoi consultare direttamente l'azzeccagarbugli di Cunego, un vecchio "amico" del forum

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/11/2009 alle 11:18
Originariamente inviato da Zanarkelly
credo però che tante volte ci si accanisca troppo contro di lui.

Eretico! Vade retro!

Originariamente inviato da Zanarkelly
Mi consulterò con i miei legali per verificare se ci sono gli estremi per una denuncia contro questa affermazione diffamatoria

Ti consiglio di passare direttamene all'esorcista.

 
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  postato il 03/11/2009 alle 11:22
Originariamente inviato da Zanarkelly

E comunque, tanto per mettere le cose in chiaro, io non tifo Cunego, anzi, mi sta anche un po' sulle balle; credo però che tante volte ci si accannisca troppo contro di lui.


Sì, a volte questa sensazione ce l'ho anch'io. L'ultima volta, è capitato dopo aver letto i commenti all'intervista che apre questo thread. Ok, Cuneghin lo conosciamo e non si smentisce mai, ma quanta colpa ha l'intervistatore in tutto ciò? Secondo me, molta.
Mi spiego: proprio perché ormai lo si conosce, tutti coloro che intervistano Cunego lo "inducono in tentazione" ponendogli la domanda sulla lealtà, sulle classifiche riscritte e affini.
Certo, lui ci si presta e non riceverà i miei applausi, ma questi giornalisti non sanno proprio cos'altro chiedere ad un corridore che ha vinto comunque delle belle corse, e che offre un sacco di spunti tecnici per parlare di ciclismo?

Insomma, l'impressione è che lui si crocifigga spesso, ma sono sempre gli altri (giornalisti compresi) a disegnargli l'aureola intorno.

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 03/11/2009 alle 11:26
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Originariamente inviato da Zanarkelly

E comunque, tanto per mettere le cose in chiaro, io non tifo Cunego, anzi, mi sta anche un po' sulle balle; credo però che tante volte ci si accannisca troppo contro di lui.


Sì, a volte questa sensazione ce l'ho anch'io. L'ultima volta, è capitato dopo aver letto i commenti all'intervista che apre questo thread. Ok, Cuneghin lo conosciamo e non si smentisce mai, ma quanta colpa ha l'intervistatore in tutto ciò? Secondo me, molta.
Mi spiego: proprio perché ormai lo si conosce, tutti coloro che intervistano Cunego lo "inducono in tentazione" ponendogli la domanda sulla lealtà, sulle classifiche riscritte e affini.
Certo, lui ci si presta e non riceverà i miei applausi, ma questi giornalisti non sanno proprio cos'altro chiedere ad un corridore che ha vinto comunque delle belle corse, e che offre un sacco di spunti tecnici per parlare di ciclismo?

Insomma, l'impressione è che lui si crocifigga spesso, ma sono sempre gli altri (giornalisti compresi) a disegnargli l'aureola intorno.


condivido, la stessa cosa che avveniva con Simoni, dove spesso i giornalisti gli domandavano le solite cose: Basso, Cunego ecc...

 

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Il mio nome è Roberto che fa rima (guarda un pò che caso) con Gilberto

30 maggio 2007 ultima vittoria al giro sullo Zoncolan. 30 Maggio 2010 la fine di un lungo sogno duranto 15 anni fatto di tante gioie e tante delusioni, grazie di tutto Gibo!



 
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Livello Marco Pantani




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  postato il 03/11/2009 alle 14:53
Ciao belli, la mia opinione sul ciclista Damiano Cunego è la seguente: non è un fuoriclasse e nemmeno un grandissimo campione.
Nel fatidico e lontano 2004 aveva dato l’impressione di essere un fenomeno di portata epocale. Un po’ tutti lo pensavano, io per primo.
I fatti hanno dimostrato che non è così.
Contrariamente all’opinione più diffusa io credo che il problema del suo mancato status di fuoriclasse non sia di tipo caratteriale, ma più semplicemente che il veronese di Cerro disponga di mezzi fisici limitati. Il suo cosiddetto “motore” è una cilindrata piccola, che non riesce a produrre quelle grandi espressioni di forza che siamo abituati a vedere dai primi 10-15 corridori del mondo in ogni specialità.
Al contrario la mia impressione è che gran parte delle sue vittorie sia figlia di una grande determinazione, del credersi fermamente un campione e dall’essere il capitano di una formazione che lo scorta come punta unica in molte gare importanti. Molte volte ha dato prova di grande grinta e non credo nemmeno che sia fragile dal punto di vista emotivo. Semplicemente è un corridore dalla mentalità vincente, scattista che si destreggia bene in salita, ma privo di quegli affondo pesanti e sostenuti, tipici di corridori fuori categoria.
Intendiamoci, di quelli ce ne sono pochi. Cunego potrà vincere una Liegè, ma lo farà alla Valverde e non alla A. Schleck.
La caratteristica migliore rimane quella di saper produrre volate cattive e convincenti anche dopo gare lunghe e dure. Skill che gli ha rimpinguato il palmares di molte affermazioni.

Detto questo gli errori di valutazione e preparazione sono stati abbastanza palesi, ma non tanto da privarlo di certe affermazioni.
Non credo che se avesse corso la Vuelta di quest’anno fino a Madrid sarebbe arrivato sul podio, per intenderci.

La persona è difficile da giudicare, anzi, non lo trovo nemmeno un esercizio opportuno. Appare chiaro che certe sue esternazioni siano spesso sopra le righe. Ebbene: poca intelligenza, arroganza, psicosi? Non mi importa nulla, se non che probabilmente non sono state utili alla sua carriera. Alle volte bisogna saper essere diplomatici. Damiano pare non esserlo e questo gli attira gli strali di molti. Va detto che per altri la sincerità viene giudicata come il migliore dei caratteri, ma è la prassi della quotidianità. Il giudizio sui personaggi pubblici è per definizione non uniforme e insofferente a essere sottomesso a regole e parametri.

A tal proposito una nota.
Cosa ha danneggiato di più Damiano Cunego in questi anni? Io credo che sia stata l’eccessiva aspettativa nei suoi confronti. Non è colpa di nessuno, anche io avevo aspettative eccezionali. Nel giro 2004 ci fu il paragone con Pantani e da lì una serie di valutazioni sovradimensionate che lo hanno lievemente danneggiato. Fra tutte un gruppo di tifosi molto accesi e, di conseguenza, un gruppo di (ahimè) contro-tifosi altrettanto intransigenti. Il tutto condito da un sistema dei media che volentieri approfitta dei suoi alti e bassi per qualche prima pagina di sicuro effetto.
A Damiano si perdona poco o nulla. Ad altri l’impressione è che si perdoni di più, ma poco importa.
Sintomatico il giudizio espresso sui suoi programmi. Da anni si dice che deve puntare alle classiche e ora che dimostra di volerlo fare rinunciando alle classifiche dei grandi giri, lo si critica per la limitatezza degli orizzonti….mah!
Trovo finalmente sensato il programma di Cunego, con la Sanremo giustamente posta come gara irrinunciabile. Poi guardate, se fra qualche anno dovesse capitare un altro Giro con pochi avversari e una forma eccezionale come quella del 2004, potrebbe pure scapparci una seconda vittoria. Perché no? Le eccezioni esistono, J. Zoetemelk ha vinto un mondiale in linea in contropiede e Pereiro Sio un TdF!!

Il corridore è forte, di buon livello e possiede un palmares piuttosto ricco.
Ma ripeto, non parlerei di un campione che ha buttato il proprio talento, quanto di un talento di limitate proporzioni che sta ricavando dal proprio bagaglio di capacità contenute un congruo bottino.

Di lui mi ha emozionato non certo lo stile, che rimane fra i peggiori del gruppo, ma bensì le vittorie ottenute di grinta ed agonismo puri, la grande capacità di sofferenza, la capacità di rispondere agli attacchi con una rabbia agonistica fuori dal comune. Il suo ricordo migliore è legato al primo Giro di Lombardia, quando vinse essendo chiaramente lontano dall’essere il più forte di giornata, ma perché era il più determinato e convinto. L’unico disposto a giocarsi ogni carta fino
alla fine. Queste qualità “competitive”, da racer, riesce a metterle sul piatto della bilancia quando il gap con il Cancellara di turno è contenuto, quando trova qualcuno in giornata super, non c’è molto da fare.
Il ciclismo può essere anche di facile lettura.


Ciao belli
claudio

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/11/2009 alle 17:42
Originariamente inviato da claudiodance

Intendiamoci, di quelli ce ne sono pochi. Cunego potrà vincere una Liegè, ma lo farà alla Valverde e non alla A. Schleck.

Condivido molte cose che scrivi tranne questo
Il Lombardia dell'anno scorso come l'ha vinto ?


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/11/2009 alle 18:15
Originariamente inviato da forzainter
Il Lombardia dell'anno scorso come l'ha vinto ?


in discesa....contro pippetta x e y

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/11/2009 alle 18:27
Originariamente inviato da danilodiluca87

Originariamente inviato da forzainter
Il Lombardia dell'anno scorso come l'ha vinto ?


in discesa....contro pippetta x e y

a)Perche' esiste una regola che stabilisce dove attaccare ? Tra l'altro poi Cunego aveva dato spettacolo anche in salita.. (o non ti ricordi ?)
b)Qualcuno mancherà sempre , anche quando ha vinto Di Luca.. Il Lombardia è una delle cinque classiche monumento , con o senza assenti

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/11/2009 alle 18:30
Gli spunti di claudio sono interessanti come sempre, ci rifletterò un po' su.

Per quanto riguarda il lombardia dell'anno scorso è poco sensato paragonarlo alla liegi di Andy. Entrambi se ne sono andati da soli e hanno vinto è vero, ma Cunego lo ha fatto contro avversari di livello notevolmente inferiore.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/11/2009 alle 18:55
Originariamente inviato da plata
Per quanto riguarda il lombardia dell'anno scorso è poco sensato paragonarlo alla liegi di Andy. Entrambi se ne sono andati da soli e hanno vinto è vero, ma Cunego lo ha fatto contro avversari di livello notevolmente inferiore.

Il livello degli avversari è molto soggettivo
Bisognerebbe valutare il livello di forma di tale corridore quel giorno (o sull'anno ?) ecc , lo svolgimento della corsa stessa.. ecc
Il lavoro delle squadre
Voi come fate a stabilirlo con questa grande certezza ? A parte per sminuire le vittorie..
Il valore di una Corsa come il Lombardia lo fa la storia

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/11/2009 alle 19:04
Lombardia 2008

1 Damiano Cunego LAM 5.37'04"
2 Janez Brajkovič AST a 20"
3 Rigoberto Urán GCE s.t.
4 Giovanni Visconti QST a 33"
5 Karsten Kroon CSC s.t.
6 Mauro Finetto CSF s.t.
7 Christopher Horner AST s.t.
8 Stefano Garzelli ASA s.t.
9 Morris Pozzoni THR s.t.
10 Francesco Failli ASA s.t.


Liegi 2009

1 Andy Schleck SAX 6.34'32"
2 Joaquin Rodríguez GCE a 1'17"
3 Davide Rebellin SDA a 1'24"
4 Philippe Gilbert SIL s.t.
5 Sergej Ivanov KAT s.t.
6 Simon Gerrans CTT s.t.
7 Damiano Cunego LAM s.t.
8 Benoît Vaugrenard FDJ s.t.
9 Alexandr Kolobnev SAX s.t.
10 Samuel Sanchez EUS s.t.

I dati parlano da soli. La soggettività del livello deglia vversari è un discorso pure sensato, ma applicabile a uno,due atleti, non a tutto l'ordine d'arrivo

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/11/2009 alle 19:09
Gli ordini d'arrivo li conoscevo..
Era il " Notevolmente " che mi stonava (e mi stona tuttora..)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/11/2009 alle 19:21
Solo per curiosità, prova a confrontare le posizioni. Solo in un paio di casi si può dire che uno dei primid ieci del lombardia sia più forte di uno della liegi. Il notevolmente è dato da questo. Io mi ricordo un Cunego che staccava in salita Failli e Horner, niente di clamoroso quindi. Andy se ne è andato in una corsa dove potenzialmente era battuto (in volata) da molti altri, direi tutti quelli nei dieci almeno, dando una prova di classe non indifferente, perchè arrivare solo alla Liegi non è roba da poco.

Al Lombardia Cunego è meritevole di applausi per avervi partecipato, rimandando le ferie, cosa che molti altri hanno fatto. Se n'è andato da solo, ma a mio modo di vedere perchè il livello fra lui e chi lo inseguiva era piuttosto marcato e cioò gli ha spianato la strada. Notevole comunque la determinazione, avrebbe potuto tranquillamente aspettare la volata.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/11/2009 alle 19:28
E' molto soggettivo

Cunego , visto che era il piu' forte , poteva ampiamente aspettare il San Fermo ed invece ha rischiato in discesa

Alla Liegi i CSC erano in notevole sovrannumero nel gruppetto , al contrario gli altri , salvo la Caisse d'Epargne (vado a memoria quindi potrei sbagliarmi) , eran quasi tutti isolati
Questo ha aiutato l'attacco di Schleck
Infatti dietro ci fu pochissima collaborazione

Cmq resta un grandissimo numero di Schleck
come è un grande numero quello di Cunego

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/11/2009 alle 20:57
Anch'io non concordo con una certa "spietatezza" dell'analisi di Claudio, benchè ci siano aspetti descritti in modo ineccepibile: non ritengo Cunego un corridore che dalla cilindrata "limitata", a mio modo di vedere ha un motore nettamente superiore alla media del gruppo e ciò gli consente di dimostrarlo quando è in palla. Altrimenti non avrebbe vinto un Amstel così e soprattutto non avrebbe dominato i Lombardia 2007 e 2008 a quel modo; se l'analisi di forzainter non sta bene perchè il campo partecipanti non aggrada nessuno, basta allora ricordare quello dell'anno precedente quando diede l'impressione di giocare al gatto col topo con il miglior Riccò visto nel professionismo.

La carriera di Cunego assomiglia vagamente (bestemmione) a quella di Bugno: un anno di grazia, qualche spruzzata di classe qua e là (soprattutto nei momenti in cui meno ce li si aspetta) collegata a certi clamorosi tonfi quando invece, in virtù delle spruzzate di classe anzidette, sarebbe stato lecito aspettarsi una conferma. A differenza del buon Gianni c'è però un carattere all'opposto, anzichè essere schivo e introverso Cunego non trova niente di meglio di incolpare tutti e tutto quando le cose vanno male.

Ribadisco che per me Cunego è uno che deve allenarsi tantissimo per raggiungere la forma, ma che lesini un pò sotto questo aspetto, un pò per pigrizia un pò perchè, appunto, i suoi risultati per la Lampre sono sufficienti per portare a casa la pagnotta: ma se si vince il Lomabrdia per 3 volte sarebbe lecito aspettarsi che possa fare bene anche a Liegi, semprechè ne abbia voglia.

 

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Livello Marco Pantani




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  postato il 03/11/2009 alle 21:39
Originariamente inviato da Carrefour de l arbre
non ritengo Cunego un corridore che dalla cilindrata "limitata", a mio modo di vedere ha un motore nettamente superiore alla media del gruppo e ciò gli consente di dimostrarlo quando è in palla.


Certo, meglio della media del gruppo, fa parte delle elitè del gruppo, ci mancherebbe, non è ne un gregario ne un capitano di seconda schiera. Ma, all'interno dei primi, non è un corridore in grado di fare differenze ripetute, se non allo sprint o in condizioni del tutto particolari, come nel Lombardia 08.
La sua migliore qualità è l'attitudine vincente, che se la avesse simile A. Schleck, farebbe sfracelli.

 

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  postato il 03/11/2009 alle 21:55
Comunque almeno 8 dei primi dieci della liegi 2009 erano alla partenza del Lombardia 2008 .
 
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Livello Marco Pantani




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  postato il 03/11/2009 alle 22:06
Originariamente inviato da forzainter

Originariamente inviato da claudiodance

Intendiamoci, di quelli ce ne sono pochi. Cunego potrà vincere una Liegè, ma lo farà alla Valverde e non alla A. Schleck.

Condivido molte cose che scrivi tranne questo
Il Lombardia dell'anno scorso come l'ha vinto ?



L'ha vinto con una eccellente accelerazione al culmine del Civiglio, con il colpo di grazia dato in discesa. Con avversari non irresistibili. L'azione di Andy a Liegi era di un altro livello.

Comunque una vittoria degnissima e in qualche modo di grande spessore. Ottenuta per altro dalla difficile posizione di uomo da battere, altra cosa che molti paiono aver dimenticato. Non sono certo fra i detrattori del Lombardia 2008. E men che meno fra i detrattori di Cunego, il quale rimane uno fra i miei preferiti.

 

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Livello Marco Pantani




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  postato il 03/11/2009 alle 22:09
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Originariamente inviato da Zanarkelly

E comunque, tanto per mettere le cose in chiaro, io non tifo Cunego, anzi, mi sta anche un po' sulle balle; credo però che tante volte ci si accannisca troppo contro di lui.


Sì, a volte questa sensazione ce l'ho anch'io. L'ultima volta, è capitato dopo aver letto i commenti all'intervista che apre questo thread. Ok, Cuneghin lo conosciamo e non si smentisce mai, ma quanta colpa ha l'intervistatore in tutto ciò? Secondo me, molta.
Mi spiego: proprio perché ormai lo si conosce, tutti coloro che intervistano Cunego lo "inducono in tentazione" ponendogli la domanda sulla lealtà, sulle classifiche riscritte e affini.
Certo, lui ci si presta e non riceverà i miei applausi, ma questi giornalisti non sanno proprio cos'altro chiedere ad un corridore che ha vinto comunque delle belle corse, e che offre un sacco di spunti tecnici per parlare di ciclismo?

Insomma, l'impressione è che lui si crocifigga spesso, ma sono sempre gli altri (giornalisti compresi) a disegnargli l'aureola intorno.


Ho avuto spesso anche io questa sensazione.

 

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Livello Gino Bartali




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  postato il 04/11/2009 alle 00:38
Originariamente inviato da danilodiluca87

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Il Lombardia dell'anno scorso come l'ha vinto ?


in discesa....contro pippetta x e y

Ma voi Diluchiani ancora a parlare di Cunego state?
Godetevi il vostro idolo da 4 soldi che si vedrà le corse 2010 dal televisore

 

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  postato il 04/11/2009 alle 01:06
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"Non chiederci la parola che mondi possa aprirti, si` qualche storta sillaba e secca come un ramo...
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Livello Gino Bartali




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  postato il 04/11/2009 alle 01:33
Originariamente inviato da Monsieur 40%

Originariamente inviato da Zanarkelly

E comunque, tanto per mettere le cose in chiaro, io non tifo Cunego, anzi, mi sta anche un po' sulle balle; credo però che tante volte ci si accannisca troppo contro di lui.


Sì, a volte questa sensazione ce l'ho anch'io. L'ultima volta, è capitato dopo aver letto i commenti all'intervista che apre questo thread. Ok, Cuneghin lo conosciamo e non si smentisce mai, ma quanta colpa ha l'intervistatore in tutto ciò? Secondo me, molta.
Mi spiego: proprio perché ormai lo si conosce, tutti coloro che intervistano Cunego lo "inducono in tentazione" ponendogli la domanda sulla lealtà, sulle classifiche riscritte e affini.
Certo, lui ci si presta e non riceverà i miei applausi, ma questi giornalisti non sanno proprio cos'altro chiedere ad un corridore che ha vinto comunque delle belle corse, e che offre un sacco di spunti tecnici per parlare di ciclismo?

Insomma, l'impressione è che lui si crocifigga spesso, ma sono sempre gli altri (giornalisti compresi) a disegnargli l'aureola intorno.



Mario, quindi anche per te "è colpa dei giornalisti"?
Secondo te che cosa chiederei a Cunego se lavorassi in un giornale non specializzato e avessi a disposizione le solite 30/40 righe, non una di più?
-Meglio i grandi giri o le classiche per le tue caratteristiche?
-Quale obiettivo ti poni per l'anno prossimo?
-Quanto doping c'è ancora nel gruppo?

Se poi volessi farmi del male chiederei: quando rivedremo Cunego in maglia rosa? Oppure, Che cosa non ha funzionato nella corsa A, B o C dove partivi favorito?
Se invece volessi fare del male a lui butterei lì un: secondo te quanto vale la vittoria di X,Y,Z in quella corsa?

A questo punto avrei già strafinito le righe a disposizione. Ma purtroppo anche gli argomenti non sono molti di più. Poi è lui a portare sempre il discorso in certi quartieri.

Detto questo Cunego è con Pozzato il nostro capitale più prezioso per le grandi classiche. Quindi teniamocelo caro. Con la speranza che sappia trasformare i suoi tormenti in (ulteriore) rabbia agonistica.

 
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  postato il 04/11/2009 alle 02:05
Originariamente inviato da pitoro

Mario, quindi anche per te "è colpa dei giornalisti"?


Bè, "molta" non è "tutta". Ma sì, spesso la banalità di certe risposte dipende anche dalla qualità delle domande. E non parlo ovviamente solo degli altri; avrò fatto anch'io - pur non essendo giornalista - le mie interviste banali, per carità.

Secondo te che cosa chiederei a Cunego se lavorassi in un giornale non specializzato e avessi a disposizione le solite 30/40 righe, non una di più?
-Meglio i grandi giri o le classiche per le tue caratteristiche?
-Quale obiettivo ti poni per l'anno prossimo?
-Quanto doping c'è ancora nel gruppo?
...
Poi è lui a portare sempre il discorso in certi quartieri.


Sì, l'ultima frase non l'ho nascosta. Però ormai tutti sanno che se si parla di doping con Cunego, le risposte saranno quelle.
Ora, "ci sta" che il giornalista Taldetali gli faccia certe domande. Ma - a parer mio - non ci sta che gliele faccia Puliero dell'Arena di Verona (che lo intervista minimo una volta al mese), o la stessa Alessandra De Stefano alla fine della presentazione del Giro (che ha anche una responsabilità più grande; perché è dalle sue interviste che i "non specializzati" prendono molto spunto). Se questi due gli fanno certe domande, significa che vogliono farsi dare quelle risposte. E quindi - e torniamo al discorso originario - non ha senso prendersela solo con Cuneghino (il che non significa prendersela solo con i giornalisti).

 

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Livello Greg Lemond
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  postato il 04/11/2009 alle 08:35
Originariamente inviato da forzainter


Il valore di una Corsa come il Lombardia lo fa la storia


Sì, ma anche il Giro del Lazio era una corsa di grande storia, non certo da paragonare al Lombardia, ma ...
Questo per dire che la storia del ciclismo è molto cambiata negli anni (per dirla con Fignon, da Lemond in poi) e il Lombardia, tranne quest'anno dove c'erano quasi tutti quelli che avevano preparato il modiale, a parte Cancellara e Valverde, è molto scaduta a livello di partecipanti e della loro forma (a fine stagione ...)

 

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"Per principio rifiuto di sottopormi a questi controlli. Non sono ostile alla lotta al doping, che ritengo indispensabile tra i dilettanti, ma nel caso di professionisti è differente. Dopo 12 anni di carriera io so quello che devo fare e non voglio che una mia vittoria venga messa in dubbio dalla fantasia delle analisi".

(Jacques Anquetil, 4 maggio 1966, intervista a L'Équipe)

Non riesco a comprendere perché Morris non sia assunto da nessuna rete telvisiva come opinionista

 
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Livello Greg Lemond
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  postato il 04/11/2009 alle 08:37
Originariamente inviato da plata

Io mi ricordo un Cunego che staccava in salita Failli e Horner, niente di clamoroso quindi.


Non mi pare proprio che li abbia staccati in salita, ma in quella pericolosissima discesa, dove, secondo me, Cunego è uno dei più forti.

 

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(Jacques Anquetil, 4 maggio 1966, intervista a L'Équipe)

Non riesco a comprendere perché Morris non sia assunto da nessuna rete telvisiva come opinionista

 
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