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Autore: Oggetto: Colonna Sonora & Gusti Musicali

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  postato il 11/06/2009 alle 13:34
(Però, accitua, il titolo mettilo bene! E Magnelli, non Mangelli)

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
Amarti m'affatica, mi dà malinconia
che vuoi farci, è la vita... è la vita, la mia

(Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 11/06/2009 alle 15:13
azz vivevo nel dubbio su Magnelli/Mangelli

Si parla di punk? tra i tanti nomi non scorgo la cosa più assurda che io abbia mai sentito in tale ambito:

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 11/06/2009 alle 22:23
un po di stoner piace a qualcuno??

 

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Io Odio Marino Bartoletti e Abajia



Vincitore al Fantaciclismo del Tour de Suisse 2009
2°, 3° e 4° in tre tappe al Fantagiro d'Italia '09
Una vittoria di tappa e un 4° posto al Fanta Tour 2009

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 12/06/2009 alle 00:25
Io sto in fissa per i Kyuss in questo periodo.

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 12/06/2009 alle 00:34
Originariamente inviato da Subsonico

Io sto in fissa per i Kyuss in questo periodo.


grandissimo guppo.

prova anche gli hermano e gli slo burn

 

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Io Odio Marino Bartoletti e Abajia



Vincitore al Fantaciclismo del Tour de Suisse 2009
2°, 3° e 4° in tre tappe al Fantagiro d'Italia '09
Una vittoria di tappa e un 4° posto al Fanta Tour 2009

 
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Utente del mese Aprile 2010




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  postato il 17/06/2009 alle 12:59
E vabbé, in maximo segno di vittoria nei confronti del Grassi, mi adopero io per il Disco della Settimana.

E scusate se vado sul banalotto, per chi conosce i miei gusti musicali e perché se n'era parlato altrove brevemente, ma direi che la rubrica non può prescindere dal disco che segue. Quindi, che golpe sia!


(wikimedia.org)

AUTOMATIC FOR THE PEOPLE - R.E.M.

Se parliamo di rock alternativo, di rock d'autore, di rock che a tratti uno si chiede "ma sarà rock davvero?" proprio perché lo è alla sua massima espressione, parliamo di R.E.M..
E con Automatic For The People siamo alle vette delle vette, di fronte a un album assolutamente irripetibile, nonostante Stipe e soci quattro anni più tardi mettano insieme un altro snobbatissimo capolavoro come New Adventures in Hi-Fi.

L'anno
Occhio alla data, perché il 1992 è un annus mirabilis della musica internazionale (che ricostruisco grazie a http://en.wikipedia.org/wiki/1992_in_music ): mentre "muoiono" i Talking Heads e (momentaneamente) gli Echo and The Bunnymen, i Blink-182 mettono insieme i primi accordi e la figlia di Kurt e Courtney i primi vagiti.
Mentre ci infastidiscono la disco music e Whitney Houston e Celine Dion ci annoiano, escono una quantità di album di livello pazzesco, che neanche vi sto a dire (due ne dico, tanto per gradire: Nevermind by Nirvana e Ten by Pearl Jam, ma vedete il link sopra indicato per farvi un'idea del resto). Nello stesso anno, in anticipo sull'uscita dell'album, arriva la ribalta per un gruppo che ha appena "deciso" di chiamarsi Radiohead, grazie al primo singolo di successo, Creep, e compaiono altri singoli come Nothing Else Matter dei Metallica, One degli U2 e November Rain dei Guns, ma anche una chicca come Two Princes di un gruppo sgangherato come gli Spin Doctors.
E scusate se è poco...

Drive
Per la serie: apri il disco con una certa consueta circospezione, premi play con la consueta diffidenza, dopo 4' o giu di lì sei già sconfitto. Ok, fate di me ciò che volete.



Ipnotica, onirica, irregolare. Ingresso in grande stile.

Il percorso continua attraverso due brani splendidi come Try Not To Breathe (di cui sul Web ho trovato solo delle improbabili cover home-made) e The Sidewinder Sleeps Tonite. La prima è una ballata dal testo trasparente come molto di rado accade con la band di Athens ( http://www.metrolyrics.com/try-not-to-breathe-lyrics-rem.html ), la seconda una mezza cover scanzonata che ci riporta un po’ alle atmosfere di Shiny Happy People. Aperta parentesi: sì, perché nel ’91 era uscito Out Of Time, con Losing My Religion e Shiny Happy People appunto; come dire, un periodo discretamente creativo... Chiusa parentesi.

Everybody Hurts

Mi è capitato di pensare più volte, ma ancora non ho deciso se ci credo, che la grandezza delle rockband stia precisamente nella loro capacità di produrre dei lenti e nella qualità degli stessi. Vedi Angie, Nothing Else Matter, High And Dry, With or Without You e affini... Magari fatemi sapere che ne pensate. Intanto beccateve sta performance direttamente dal Live8:



Ok ok, la conoscevate già.
E riuscite ad ascoltarla senza brividi dall’alluce alla punta delle orecchie?
Insensibili!

Intermezzo strumentale con New Orleans Instrumental #1 e poi via ancora di ballata con Sweetness Follows, che forse non spicca nell’album per originalità e qualità, ma comunque chiude in modo degno il Lato A e prosegue il tono intimista e intenso che ormai s’è capito impregnare tutto il lavoro.

Atmosfera che ritroviamo in apertura di Lato B, con la pregevole Monty Got A Raw Deal, ottimo pezzo sfavorito dal trovarsi in mezzo a dei capolavori assoluti. Discorso che vale per la più energetica Ignoreland, che suona molto R.E.M. vecchio stampo e dal vivo si lascia decisamente sentire.

Ignorando Star Me Kitten, un po’ troppo intellettualistica per i miei gusti e in definitiva piuttosto fuori posto nell’album, siamo al pezzo che tradizionalmente chiude i concerti di Stipe-Mills-Buck, altra ballata da brividi, un po’ più movimentata delle precedenti, un capolavoro a tutto tondo che è in qualche modo il momento più atteso, nonostante sia quello conclusivo, di ogni esecuzione live degli R.E.M. (sull’argomento andrebbe aperto un capitolo a parte, visto che parliamo di una band incredibilmente efficace dal vivo, grazie al carisma del frontman ma non solo, in grado di entusiasmare anche chi non sia estimatore di Stipe & co.).
Il pezzo in questione ha ispirato peraltro il nome di un noto film con Jim Carrey, film per il quale gli R.E.M. hanno peraltro composto parte della colonna sonora (vedi: The Great Beyond, altro caposaldo nella loro carriera).
Va beh basta, è ora di sentircelo: Man On The Moon



L’album si chiude con altre due ballate, per cui valgono un po’ i discorsi fatti in precedenza e se ne potrebbero aprire altri (per esempio le doti strumentali e la poliedricità di Mike Mills).
Invece già sono stato prolisso e così vi copio i video e i testi: fatevi voi un’idea di quanta grandezza vi sia...

Nightswimming
Nightswimming deserves a quiet night
The photograph on the dashboard, taken years ago,
Turned around backwards so the windshield shows
Every streetlight reveals the picture in reverse
Still, it's so much clearer
I forgot my shirt at the water's edge
The moon is low tonight

Nightswimming deserves a quiet night
I'm not sure all these people understand
It's not like years ago,
The fear of getting caught,
Of recklessness and water
They cannot see me naked
These things, they go away,
Replaced by everyday

Nightswimming, remembering that night
September's coming soon
I'm pining for the moon
And what if there were two
Side by side in orbit
Around the fairest sun?
That bright, tight forever drum
Could not describe nightswimming

You, I thought I knew you
You, I cannot judge
You, I thought you knew me,
This one laughing quietly underneath my breath
Nightswimming

The photograph reflects,
Every streetlight a reminder
Nightswimming deserves a quiet night, deserves a quiet night

(sing365.com)



Find the River
Hey now, little speedyhead,
The read on the speedometer says
You have to go to task in the city
Where people drown and people serve
Don't be shy. Your just deserve
Is only just light years to go

Me, my thoughts are flower strewn
Ocean storm, bayberry moon
I have got to leave to find my way
Watch the road and memorize
This life that pass before my eyes
Nothing is going my way

The ocean is the river's goal,
A need to leave the water knows
We're closer now than light years to go

I have got to find the river,
Bergamot and vetiver
Run through my head and fall away
Leave the road and memorize
This life that pass before my eyes
Nothing is going my way

There's no one left to take the lead,
But I tell you and you can see
We're closer now than light years to go
Pick up here and chase the ride
The river empties to the tide
Fall into the ocean

The river to the ocean goes,
A fortune for the undertow
None of this is going my way
There is nothing left to throw
Of ginger, lemon, indigo,
Coriander stem and rows of hay
Strength and courage overrides
The privileged and weary eyes
Of river poet search naivete
Pick up here and chase the ride
The river empties to the tide
All of this is coming your way




 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 17/06/2009 alle 13:56
Originariamente inviato da rizz23



L'anno
Occhio alla data, perché il 1992 è un annus mirabilis della musica internazionale (che ricostruisco grazie a http://en.wikipedia.org/wiki/1992_in_music ): mentre "muoiono" i Talking Heads e (momentaneamente) gli Echo and The Bunnymen, i Blink-182 mettono insieme i primi accordi e la figlia di Kurt e Courtney i primi vagiti.


Hai voglia di scherzare

 

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Livello Marco Pantani




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Registrato: Apr 2009

  postato il 17/06/2009 alle 14:24
Scusate la domanda ma non ci sto capendo piu' niente. Mi sapete dire perche' fino a ieri vedevo tutti i filmati che mettete qui sul forum e ora non li vedo piu'? E' cosi' per tutti o dipende dal mio PC?

 

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Fantaciclismo 2009 : 1°Tour de Romandie - 1° Paris-Tours
Tour de France 2009 : Vittoria 11°tappa Vatan Saint-Fargeau
Vuelta a Espana 2009 :Vittoria 6°tappa Xativa-Xativa e 11°tappa Murcia-Caravaca de la Cruz

Fantaciclismo 2010 : 1° Het Volk - 1° Milano-Sanremo - 1° Tour de Romandie
Tour de France 2010 : Vittoria 9°tappa Morzine Avoriaz- Saint Jean de Maurienne

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 17/06/2009 alle 14:34
Originariamente inviato da UribeZubia

Scusate la domanda ma non ci sto capendo piu' niente. Mi sapete dire perche' fino a ieri vedevo tutti i filmati che mettete qui sul forum e ora non li vedo piu'? E' cosi' per tutti o dipende dal mio PC?


Credo che, inavvertitamente o meno, tu possa aver cambiato le opzioni multimediali sul tuo PC.

(In Internet Explorer): Dal menu Strumenti scegli Opzioni Internet.
Fai clic sulla scheda Avanzate.
Nella sezione Impostazioni controlla la selezione di una o più delle caselle di controllo seguenti in "Elementi multimediali" per eventualmente attivare il tipo di elemento multimediale corrispondente:

- Riproduci animazioni in pagine Web
- Riproduci suoni in pagine Web
- Mostra immagini


Dovrebbe funzionare... (in quasi tutti i casi va riavviato il PC).

 

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"...Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta, penso che per la razza umana ci sia ancora speranza..." (H.G. Wells)

 
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Utente del mese Aprile 2010




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  postato il 17/06/2009 alle 16:01
Originariamente inviato da Subsonico

Originariamente inviato da rizz23



L'anno
Occhio alla data, perché il 1992 è un annus mirabilis della musica internazionale (che ricostruisco grazie a http://en.wikipedia.org/wiki/1992_in_music ): mentre "muoiono" i Talking Heads e (momentaneamente) gli Echo and The Bunnymen, i Blink-182 mettono insieme i primi accordi e la figlia di Kurt e Courtney i primi vagiti.


Hai voglia di scherzare


Sbagliai qualcosa?

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 17/06/2009 alle 16:10
Originariamente inviato da rizz23

Originariamente inviato da Subsonico

Originariamente inviato da rizz23



L'anno
Occhio alla data, perché il 1992 è un annus mirabilis della musica internazionale (che ricostruisco grazie a http://en.wikipedia.org/wiki/1992_in_music ): mentre "muoiono" i Talking Heads e (momentaneamente) gli Echo and The Bunnymen, i Blink-182 mettono insieme i primi accordi e la figlia di Kurt e Courtney i primi vagiti.


Hai voglia di scherzare



Sbagliai qualcosa?


no scusa non ho 'grassettato'...volevo dire solo che nel '92 sarà successo qualcosa di meglio della nascita dei blink182, come hai anche aggiunto dopo.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 17/06/2009 alle 16:36
Devo dire che nonostante a livello musicale non ci tiri troppa simpatia, leggendo i testi riportati sono rimasto affascinato. Sono poesie. Chiamarle canzoni è forse un po' riduttivo.

 

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Fabio

I walk these streets, a loaded six string on my back...

"L'unico sport che pratico è seguire, camminando, i funerali dei miei amici che avevano praticato sport" Bertrand Russell

http://platissimamente.blogspot.com/

 
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Utente del mese Aprile 2010




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  postato il 17/06/2009 alle 16:37
Ah, sì sicuro, era un po' ironico il riferimento...
Fermo restando che qualcosa di decente i Blink l'hanno pure messo in piedi.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 17/06/2009 alle 23:08
Originariamente inviato da rizz23

AUTOMATIC FOR THE PEOPLE - R.E.M.

Se parliamo di rock alternativo, di rock d'autore, di rock che a tratti uno si chiede "ma sarà rock davvero?" proprio perché lo è alla sua massima espressione, parliamo di R.E.M..
E con Automatic For The People siamo alle vette delle vette, di fronte a un album assolutamente irripetibile, nonostante Stipe e soci quattro anni più tardi mettano insieme un altro snobbatissimo capolavoro come New Adventures in Hi-Fi.


I REM sono uno dei miei gruppi preferiti. Fra tanti album bellissimi, forse avrei scelto anch'io questo. In realtà ho apprezzato questo album con il passare del tempo, perchè inizialmente non ne andavo pazzo. In realtà io preferisco i REM di Green - Document - Lifes Rich Pageant e Murmur. Out of time mi sembrò quasi un tradimento, e Automatic un disco normale. Con il tempo ho apprezzato sempre di più le canzoni e le sonorità a dir poco uniche.
Dopo l'album più acustico, lento e riflessivo, ecco Monster un album eccezionale, rude, elettrico, forte, eccitante e assolutamente energico, che spiazza tutti i dubbi sulla lentezza degli album precedenti.
Dopo monster i REM sono diventati un gruppo normale.

 

[Modificato il 19/06/2009 alle 19:22 by Admin]

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FANTACICLISMO 2008 Campione Olimpico in linea - S. Sebastian - Parigi Bruxelles - Vincitore classifica generale grandi giri (10° Giro - 10° Tour - 4° Vuelta) 1 tappa al Tour - 4 tappe alla Vuelta 9° classifica finale.
FANTACICLISMO 2009 Liegi-Bastogne-Liegi 2° classifica finale Giro d'Italia - 2 tappe - 1 giorno in maglia rosa - Best Belgio - 5° classifica finale

66 punti (nel 2008) + 115 punti (nel 2009) di vantaggio su Frejus: la mia nemesi!

 
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  postato il 19/06/2009 alle 19:34
Ottimo Stefano!!!

Hai analizzato uno dei dischi che hanno formato la mia post-adolescenza musicale! Bellissimo.

Vorrei porre l'accento anche sulla musicalità estrema dei loro testi, e di Find the River in particolare.
Passaggi come

Me, my thoughts are flower strewn
Ocean storm, bayberry moon
I have got to leave to find my way
Watch the road and memorize
This life that pass before my eyes

o

I have got to find the river,
Bergamot and vetiver
Run through my head and fall away

o ancora

There is nothing left to throw
Of ginger, lemon, indigo,
Coriander stem and rows of hay
Strength and courage overrides
The privileged and weary eyes
Of river poet search naivete

cullerebbero dolcemente le nostre orecchie anche se non significassero niente. Resi ancor più ammalianti dalla splendida voce di Stipe.

Ancora bravo Rizz, così come Sub la settimana scorsa; ma martedì prossimo conto di rientrare in ruolo, eh!

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
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  postato il 19/06/2009 alle 19:35
Originariamente inviato da Salvatore77

Dopo monster i REM sono diventati un gruppo normale.


Ti ricordo che dopo Monster c'è il loro disco più bello in assoluto (secondo molti, e anche secondo me)...

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 19/06/2009 alle 23:24
Originariamente inviato da Admin

Originariamente inviato da Salvatore77

Dopo monster i REM sono diventati un gruppo normale.


Ti ricordo che dopo Monster c'è il loro disco più bello in assoluto (secondo molti, e anche secondo me)...


New adventures... ? Non è male ma niente da strapparsi i capelli. Opinione personale.

 

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FANTACICLISMO 2008 Campione Olimpico in linea - S. Sebastian - Parigi Bruxelles - Vincitore classifica generale grandi giri (10° Giro - 10° Tour - 4° Vuelta) 1 tappa al Tour - 4 tappe alla Vuelta 9° classifica finale.
FANTACICLISMO 2009 Liegi-Bastogne-Liegi 2° classifica finale Giro d'Italia - 2 tappe - 1 giorno in maglia rosa - Best Belgio - 5° classifica finale

66 punti (nel 2008) + 115 punti (nel 2009) di vantaggio su Frejus: la mia nemesi!

 
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Utente del mese Aprile 2010




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  postato il 20/06/2009 alle 01:03
Originariamente inviato da Admin
...la mia post-adolescenza musicale!...


Cioè, sei uscito dall'adolescenza e non hai avvisato nessuno???

Ah, forse la chiave è nel "musicale"...

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 21/06/2009 alle 18:15
Originariamente inviato da Salvatore77

Originariamente inviato da Admin

Originariamente inviato da Salvatore77

Dopo monster i REM sono diventati un gruppo normale.


Ti ricordo che dopo Monster c'è il loro disco più bello in assoluto (secondo molti, e anche secondo me)...


New adventures... ? Non è male ma niente da strapparsi i capelli. Opinione personale.


probabilmente io e salvatore non abbiamo nulla in comune, musicalmente parlando

 

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Livello Tour




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  postato il 23/06/2009 alle 14:50
Piccola precisazione: Nevermind e Ten non sono del '91???

 

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Utente del mese Aprile 2010




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  postato il 23/06/2009 alle 17:24
Originariamente inviato da GodSaveUsFromGigiSgarbozz

Piccola precisazione: Nevermind e Ten non sono del '91???


Assolutamente sì, vengono pubblicati nella seconda metà del '91, ma 3/4 dei singoli per entrambi escono nel 1992 e in generale continuano a occupare la scena lungo tutto quell'anno.
La mia era una forzatura consapevole, anche se avrei fatto bene a precisare, rileggendomi. Fatto sta che a mio parere se si parla di 1992 in musica non si può ignorare una coppia di album come quella in questione.

 

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  postato il 23/06/2009 alle 20:46
Disco della settimana

With a little help from my friends (ringrazio ancora Subsonico e rizz23 per l'ottimo lavoro svolto in mia assenza: se in futuro dovrò ancora mancare l'appuntamento del martedì, vedo che ho validi epigoni che potranno sostituirmi ), la vostra rubrica preferita è sopravvissuta al mio lungo esilio dovuto al Giro e ai suoi postumi.

Ritorno a scrivere qui, e per riprendere il filo interrotto un mese e mezzo fa mi rifugio in un luogo dell'anima, più che un disco.


(timbercreekindependent.com)

Eggià, Amnesiac dei divini Radiohead.

Correva l'anno 2000, i fan della band di Oxford annaspavano nell'astinenza, eran già passati tre anni dall'incommensurabile OK Computer, disco cardine del rock degli anni '90 (e non solo), e si attendeva la nuova opera di Yorke e soci con una fibrillazione spasmodica.
Quel che successe all'uscita di Kid A, nell'ottobre di quell'anno, è storia: contro ogni pronostico (e contro ogni logica commerciale), i Radiohead avevano licenziato un oggetto misteriosissimo, ben poco orecchiabile, alieno alla soffice educazione musicale che la band aveva impartito alle orecchie del suo innamoratissimo pubblico, e completamente avulso dall'ottica commercializzante di quello che si annunciava come un clamoroso best seller: niente singoli di lancio, niente videoclip, niente di niente.

Il percorso di alienazione (e narrazione della medesima) iniziato sin dagli esordi, e sublimato in OK Computer, conosceva un'imprevista (nessuno avrebbe potuto immaginare una simile svolta) impennata, attraverso territori sempre più oscuri, indefiniti e indefinibili, tracciati dal luminescente smarrimento della voce guida dettata dal patchwork sonoro che prendeva forma tutto intorno alla voce sempre più scarnificata di Yorke e alle sue liriche ermetiche e ficcanti.

Nell'attesa di essere pienamente compreso, Kid A entrava giorno dopo giorno sotto pelle, mentre la curiosità per il successivo regalo del gruppo si faceva sempre più sostenuta: che cosa ci sarà in questo lavoro gemello? Si chiamerà Kid B? Ci saranno tutte le canzoni acustiche - fin lì un marchio di fabbrica dei Radiohead - scartate da Kid A? Riascolteremo i tanto amati Radiohead di The Bends?
Macché.

Amnesiac giunse nei negozi a giugno 2001, trovando ad accoglierlo torme di appassionati quasi smarriti: in tanti non avevano ancora metabolizzato, in quei pochi mesi, la svolta del nuovo millennio per i Radiohead. E il disco gemello di Kid A non avrebbe contribuito a chiarire le idee, visto che l'orizzonte tratteggiato era semmai ancora più nebuloso di quello che emergeva nel disco precedente.

I temi cari a Yorke della spersonalizzazione umana nell'era del consumismo e dei modelli televisivi ritornano prepotentemente sin dalla traccia d'apertura (Packt Like Sardines in a Crushd Tin Box: il titolo dice già tutto), una canzone che chiarisce sin da subito che l'elettronica (a partire da una sessione ritmica glaciale) la farà da padrona anche qui, come già in Kid A.

Con la seconda canzone si spicca il volo.



Pyramid Song, ovvero un sogno, o una visione, o un'allucinazione, un futuro possibile in cui non c'è "niente di cui spaventarsi e niente di cui dubitare". O forse non un futuro, ma un passato distopico.
Un pianoforte da brividi, una voce che accompagna quasi tremolante l'ondeggiare della melodia in questa sorta di tuffo dove l'acqua è più oscura alla ricerca della luce. (Una canzone che il cinema italiano ha rilanciato in grande stile visto che è presente nella colonna sonora del recente "Caos calmo").

Se Pyramid Song era in qualche senso un sogno positivo (pur nell'insuperabile pessimismo che la permea), la successiva Pulk/Pull Revolving Doors è l'incubo incarnato: suoni allucinati, chitarre del tutto scomparse, elettronica a scandire l'andare dei versi declamati dalla robotica voce che invariabilmente racconta l'uomo in trappola, di se stesso e del sistema che lo sovrasta. Con Kid A (la canzone, non il disco), è forse il brano meno cantabile dei Radiohead.

You and whose Army? ci riporta a strutture più semplici (ma scordiamoci la forma canzone fatta e finita: un mio amico poco avvezzo, ascoltando questo disco, dopo una ventina di minuti mi disse: "Ma quando iniziano le canzoni?"... ), pur essendo sempre dalle parti di un carillon malato che, nell'occasione, rimanda a tematiche pacifiste (o forse all'introspezione, come se nell'opera di Yorke qualsiasi ambito fosse staccabile dall'esplorazione dell'io profondo).

La parte centrale del disco, forse la più immediatamente fruibile, si apre con I Might Be Wrong (brano che poi darà il titolo a un successivo bootleg live), che a suo modo potremmo definire una canzone d'amore.



Niente di sdolcinato, com'è ovvio, ma "what would I do if I did not have you?". Per fortuna che Thom rientra nei ranghi nel finale ammettendo che "it's nothing at all". E poi parte quel riff di chitarra (thank's god Jonny Greenwood exists!!!) che resta stampato nel sangue (qui è al minuto 3'45", ma nella versione live - lo ammetto - perde la complessa drammaticità che erompe nella versione su disco).


Knives Out è un altro incubo materializzato, anche se stavolta attraverso una melodia struggente che avvince e che rappresenta il colpo di grazia definitivo alle difese che qualcuno avrà conservato - nell'ascolto - fino a questo momento.



Il legame a doppio filo con Kid A emerge prepotentemente nella versione di Morning Bell qui proposta rielaborando la stessa canzone presente nel disco precedente: non è che l'ennesima conferma che i due lavori andrebbero ascoltati sempre insieme, uno di seguito all'altro (non necessariamente nella stessa sequenza, però), a sviscerare l'unico concept che permea l'operare dei Radiohead a cavallo dei due millenni: ice age coming, dicono loro in un altro pezzo (Idioteque, per la precisione).
Dollars and Cents è un'altra variazione sul tema caldissimo della preponderanza dei diritti delle merci su quelli dell'uomo: le monete parlano e minacciano: "We're gonna crack your little souls", schiacceremo le vostre piccole anime. E il peso di tale tragica presa di coscienza trova giusto un momento di divagazione (non: rasserenamento) nella strumentale caccia agli orsi di Hunting Bears, prefinale per nulla rassicurante laddove il finale vero e proprio viaggia sulle note di due canzoni bellissime.



La prima è Like Spinning Plates, che nella versione live (qui presente) si apre con uno struggente giro di pianoforte mentre sul disco ancora una volta viene lasciato ampio spazio all'elettronica, che disegna scenari di roboante cupezza. L'impotenza dell'individuo esplode ancora una volta al cospetto delle sovrastrutture che lo vogliono (e lo rendono) inoffensivo rispetto al tramare del potere. Non è un caso che nel concerto qui riprodotto Yorke parli di questo pezzo come di un brano pacifista. Ma il destino di tutti è segnato: i nostri corpi scivoleranno lungo il fiume melmoso.

While you make pretty speeches
I’m being cut to shreds
You feed me to the lions
A delicate balance
And this just feels like spinning plates
I’m living in cloud cuckoo land
And this just feels like spinning plates
Our bodies floating down the muddy river.


E l'ultima canzone del disco è Life in a Glasshouse, altra esplorazione della distanza tra ciò che siamo e ciò che dovremmo essere per superare lo stallo delle nostre esistenze insignificanti. E, in più, riflessione sull'impossibilità di colmare questo gap, laddove nel momento della difficoltà sociale quello che emerge è sempre il nostro lato più animalesco: "Ancora una volta siamo affamati di linciaggio".



Il tutto arrangiato (dal sesto Radiohead, ovvero il produttore Nigel Godrich, che poi è l'uomo che ha impresso l'accelerazione musicale al lavoro della band, da Ok Computer in poi) come in un funerale di New Orleans, coi fiati di stampo jazzistico a fare da contrappunto al lento incedere dell'umanità verso il baratro.
Il Titanic affonda, mentre l'orchestrina continua a suonare.
Per fortuna, nel nostro caso, quell'orchestrina produce (e continua a produrre, ancora un decennio dopo) musica immaginifica.

Appuntamento a martedì prossimo con un nuovo Disco della settimana.
Buoni ascolti!!!

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 24/06/2009 alle 02:27
Originariamente inviato da rizz23

AUTOMATIC FOR THE PEOPLE - R.E.M.

Se parliamo di rock alternativo, di rock d'autore, di rock che a tratti uno si chiede "ma sarà rock davvero?" proprio perché lo è alla sua massima espressione, parliamo di R.E.M..
E con Automatic For The People siamo alle vette delle vette, di fronte a un album assolutamente irripetibile, nonostante Stipe e soci quattro anni più tardi mettano insieme un altro snobbatissimo capolavoro come New Adventures in Hi-Fi.



eh, quanti ricordi... anche se ascoltavo più altri generi, automatic for the people l'avrò messo su migliaia di volte... avevo la cassetta duplicata come si usava all'epoca...

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 24/06/2009 alle 07:57
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Dopo monster i REM sono diventati un gruppo normale.


Ti ricordo che dopo Monster c'è il loro disco più bello in assoluto (secondo molti, e anche secondo me)...


New adventures... ? Non è male ma niente da strapparsi i capelli. Opinione personale.


probabilmente io e salvatore non abbiamo nulla in comune, musicalmente parlando


Vorrei proprio sapere cos'ha New adventures... in più rispetto a Murmur, Lifes Rich Pageant oppure Automatic for the People?

 

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FANTACICLISMO 2008 Campione Olimpico in linea - S. Sebastian - Parigi Bruxelles - Vincitore classifica generale grandi giri (10° Giro - 10° Tour - 4° Vuelta) 1 tappa al Tour - 4 tappe alla Vuelta 9° classifica finale.
FANTACICLISMO 2009 Liegi-Bastogne-Liegi 2° classifica finale Giro d'Italia - 2 tappe - 1 giorno in maglia rosa - Best Belgio - 5° classifica finale

66 punti (nel 2008) + 115 punti (nel 2009) di vantaggio su Frejus: la mia nemesi!

 
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  postato il 24/06/2009 alle 10:26
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Vorrei proprio sapere cos'ha New adventures... in più rispetto a Murmur, Lifes Rich Pageant oppure Automatic for the People?


Mi verrebbe da rispondere Patti Smith...
(http://www.youtube.com/watch?v=a_9wixxq_NQ ma sul tubo c'è anche una versione fantastica con Thom Yorke)

In realtà, direi che è molto una questione di gusti: Murmur e Lifes Rich Pageant suonano molto più anni '80 e infatti vi appartengono. Secondo me rappresentano una fase non ancora matura della band, con la componente sperimentale che si esprime ancora entro certi limiti. Tutto sommato sarebbe una fase pop, se i testi non fossero già tremendamente fuori dalle righe...

Per carità, adoro anche quegli album lì, però Radio Free Europe non la ascolterò o canticchierò tutta la mia vita come E-Bow... Questo per dire che la qualità dei singoli pezzi per me fa anche la differenza. E New Adventures, oltre ad avere nel complesso sonorità più aggressive e vicine ai miei gusti, ci sono pezzi incredibili come Electrolite e Leave, di un livello che all'altezza di Murmur secondo me non era stato raggiunto.

 

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  postato il 24/06/2009 alle 10:32
Originariamente inviato da rizz23

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Vorrei proprio sapere cos'ha New adventures... in più rispetto a Murmur, Lifes Rich Pageant oppure Automatic for the People?


Mi verrebbe da rispondere Patti Smith...
( http://www.youtube.com/watch?v=a_9wixxq_NQ ma sul tubo c'è anche una versione fantastica con Thom Yorke)

In realtà, direi che è molto una questione di gusti: Murmur e Lifes Rich Pageant suonano molto più anni '80 e infatti vi appartengono. Secondo me rappresentano una fase non ancora matura della band, con la componente sperimentale che si esprime ancora entro certi limiti. Tutto sommato sarebbe una fase pop, se i testi non fossero già tremendamente fuori dalle righe...

Per carità, adoro anche quegli album lì, però Radio Free Europe non la ascolterò o canticchierò tutta la mia vita come E-Bow... Questo per dire che la qualità dei singoli pezzi per me fa anche la differenza. E in New Adventures, oltre ad avere nel complesso sonorità più aggressive e vicine ai miei gusti, ci sono pezzi incredibili come Electrolite e Leave, di un livello che all'altezza di Murmur secondo me non era stato raggiunto.

 

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  postato il 24/06/2009 alle 11:26
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Vorrei proprio sapere cos'ha New adventures... in più rispetto a Murmur, Lifes Rich Pageant oppure Automatic for the People?


Mi verrebbe da rispondere Patti Smith...
(http://www.youtube.com/watch?v=a_9wixxq_NQ ma sul tubo c'è anche una versione fantastica con Thom Yorke)

In realtà, direi che è molto una questione di gusti: Murmur e Lifes Rich Pageant suonano molto più anni '80 e infatti vi appartengono. Secondo me rappresentano una fase non ancora matura della band, con la componente sperimentale che si esprime ancora entro certi limiti. Tutto sommato sarebbe una fase pop, se i testi non fossero già tremendamente fuori dalle righe...


Non sono per nulla daccordo.
Murmur quando uscì rappresentò un album fuori dal coro nella vastità di stili che hanno proliferato negli anni '80, e l'opinione unanime è che Murmur può essere tutto, tranne un album degli anni '80. Le sonorità sono molto acustiche e la chitarra molto folk-elettrica rappresenta una rievocazione originale dei Byrds che sono uno dei gruppi più importanti degli anni '60.
Lo stesso si può dire per Lifes Rich Pageant, album forse che racchiude a 360° vari stili che i REM hanno percoso nella propria carriera (prima e dopo). Si parte con un rock granitico di Begin the Begin, si ritorna al folk di Fall on me, fino al r'n'r di Superman (superba cover), senza dimenticare I believe.
Sono proprio convinto che i REM non rappresentano per nulla (meno male...) gli anni '80.
Secondo me i REM sono diventati pop con Green e non è un caso che Green è il primo album con una major.

 

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  postato il 24/06/2009 alle 12:24
Giusto ieri mi stavo chiedendo quando avresti messo in vetrina un album dei Radiohead, ed hai scelto proprio il mio preferito.

Cavolo però, fino a ieri lo vedevo come un album caldo, in contrasto al freddo KID A, con il piano sparso un po' qua e là a dare un vago senso di retrò.

Certo, Knives Out è la canzone più depressiva che sia mai stata concepita da mente umana: la prima volta che l'ho ascoltata son rimasto in uno stato agnoscioso per una settimana..

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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  postato il 24/06/2009 alle 12:36
Mi scuso in partenza, ma vi confesso che ho sempre snobbato entrambi gli album. Dopo Ok Computer, troppa elettronica, troppi echi dall'oltretomba, anzi troppe ombre. E dire che il paragone è Ok Computer (con perle depressive/intense- a seconda- come Exit Music, Karma Police, Fitter Happier, etc) non è come un accostamento a un album di Beck (per citare un qualcosa di solare anche senza sfociare nel facile commerciale, e quindi per rimanere nel 'wrong sector of the right side'). Insomma, mi piacciono i Radiohead ma non posso adorarli per qualsiasi cosa facciano, anche se ne riconosco il valore. Semplicemente troppa elettronica e troppa nevrosi (e- per inciso- i Muse hanno copiato a mani basse proprio dai Radiohead, dalla voce in giù.. questo non è certo colpa di Yorke e soci, ma è indicativo).

 
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  postato il 24/06/2009 alle 12:46
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Semplicemente troppa elettronica e troppa nevrosi


Parli dei Radiohead o dell'occidente nell'anno di grazia 2009?

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
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  postato il 24/06/2009 alle 12:55
Hahaha...entrambi. Scherzi a parte: bravissimi i Radiohead, ne riconosco il valore, però quella 'svolta' (o meglio impennata) non mi piacque. Non è il mio genere, tutto lì.
 
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  postato il 24/06/2009 alle 13:11
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Semplicemente troppa elettronica e troppa nevrosi


Parli dei Radiohead o dell'occidente nell'anno di grazia 2009?



Tento di spiegare meglio.

Se tu ascolti il suono di un clavicembalo, a cosa pensi? Al '600 e alla musica barocca, magari.
Se ascolti un maestoso coro di frati che intona un canto gregoriano, la tua mente vola al MedioEvo. Ma anche se ascolti i Carmina Burana, che sono degli anni '30 (del '900, eh), ripensi al MedioEvo...
E che dire dell'Adagio di Albinoni, che è una ricostruzione di metà '900 su appunti dello stesso Albinoni? Chi lo direbbe, ascoltandolo?

Altra domanda, che rovescia la questione: nel '600, o all'epoca degli antichi romani, si sarebbe definita musica un Whole Lotta Love dei Led Zeppelin? (A parte che fino al MedioEvo la musica era modale, poi dopo è stata tonale, quindi ci sarebbero stati degli evidenti problemi di comprensione).
Insisto: se si fatica oggi a entrare nel mood delle canzoni degli Einstürzende Neubauten (tanto per dire i primi che mi vengono in mente), possiamo dirci non certi del fatto che un ascoltatore del 1750 avrebbe definito solo "rumore" quei suoni?

Approfondendo: in ogni epoca la musica è figlia del tempo. Il rock, a mio modestissimo avviso, non sarebbe nato (o non avrebbe raggiunto lo status di "musica") se l'orecchio dell'uomo non fosse stato abituato a percepire il suono pesante dell'industrializzazione che aveva cambiato il volto all'occidente ricco. Infatti dov'è nato il rock? Non in India, non nelle Filippine, non in Namibia. E non è nato non dico nel '600 o nel '700 (quando gli spirituals - progenitori del blues - già esistevano), ma neanche nella prima metà del secolo scorso, quando a qualcuno sarebbe anche potuto venire in mente di accelerare le 12 battute canoniche del blues (quel che è successo a metà anni '50 quando nacque il rock'n'roll).

Ma se anche qualcuno l'avesse fatto, sarebbe stato compreso?
Si può comprendere il rock senza aver interiorizzato il rombo di un aereo, o anche solo di un'automobile?

E quindi, passetto dopo passetto, arriviamo ai Radiohead: ha avuto più impatto Arancia Meccanica o un documentario sulla devianza giovanile?

Per dare il senso di un'epoca, è più adeguata la descrizione di quell'epoca, o la sua rappresentazione incarnata? Si può parlare - in musica - della deriva contemporanea senza esasperare l'uso dell'elettronica, senza schizzarsi su ritmi nevrotici, senza utilizzare testi che a prima vista possono essere privi di senso, e poi si aprono in improvvisi squarci di luce?

I Radiohead non parlano dei nostri anni, i Radiohead li incarnano: e a ben vedere, l'apparente schizofrenia della loro opera non è altro se non un ulteriore sfaccettatura del loro essere completamente calati nello zeitgeist che ci rimandano pari pari nei loro dischi.

 

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  postato il 24/06/2009 alle 13:14
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a qualcuno sarebbe anche potuto venire in mente di accelerare le 12 battute canoniche del blues (quel che è successo a metà anni '50 quando nacque il rock'n'roll).


Edito: *accelerare ed elettrificare*.

 

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  postato il 24/06/2009 alle 14:49
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Semplicemente troppa elettronica e troppa nevrosi


Parli dei Radiohead o dell'occidente nell'anno di grazia 2009?



Tento di spiegare meglio.

Se tu ascolti il suono di un clavicembalo, a cosa pensi? Al '600 e alla musica barocca, magari.
Se ascolti un maestoso coro di frati che intona un canto gregoriano, la tua mente vola al MedioEvo. Ma anche se ascolti i Carmina Burana, che sono degli anni '30 (del '900, eh), ripensi al MedioEvo...
E che dire dell'Adagio di Albinoni, che è una ricostruzione di metà '900 su appunti dello stesso Albinoni? Chi lo direbbe, ascoltandolo?

Altra domanda, che rovescia la questione: nel '600, o all'epoca degli antichi romani, si sarebbe definita musica un Whole Lotta Love dei Led Zeppelin? (A parte che fino al MedioEvo la musica era modale, poi dopo è stata tonale, quindi ci sarebbero stati degli evidenti problemi di comprensione).
Insisto: se si fatica oggi a entrare nel mood delle canzoni degli Einstürzende Neubauten (tanto per dire i primi che mi vengono in mente), possiamo dirci non certi del fatto che un ascoltatore del 1750 avrebbe definito solo "rumore" quei suoni?

Approfondendo: in ogni epoca la musica è figlia del tempo. Il rock, a mio modestissimo avviso, non sarebbe nato (o non avrebbe raggiunto lo status di "musica") se l'orecchio dell'uomo non fosse stato abituato a percepire il suono pesante dell'industrializzazione che aveva cambiato il volto all'occidente ricco. Infatti dov'è nato il rock? Non in India, non nelle Filippine, non in Namibia. E non è nato non dico nel '600 o nel '700 (quando gli spirituals - progenitori del blues - già esistevano), ma neanche nella prima metà del secolo scorso, quando a qualcuno sarebbe anche potuto venire in mente di accelerare le 12 battute canoniche del blues (quel che è successo a metà anni '50 quando nacque il rock'n'roll).

Ma se anche qualcuno l'avesse fatto, sarebbe stato compreso?
Si può comprendere il rock senza aver interiorizzato il rombo di un aereo, o anche solo di un'automobile?

E quindi, passetto dopo passetto, arriviamo ai Radiohead: ha avuto più impatto Arancia Meccanica o un documentario sulla devianza giovanile?

Per dare il senso di un'epoca, è più adeguata la descrizione di quell'epoca, o la sua rappresentazione incarnata? Si può parlare - in musica - della deriva contemporanea senza esasperare l'uso dell'elettronica, senza schizzarsi su ritmi nevrotici, senza utilizzare testi che a prima vista possono essere privi di senso, e poi si aprono in improvvisi squarci di luce?

I Radiohead non parlano dei nostri anni, i Radiohead li incarnano: e a ben vedere, l'apparente schizofrenia della loro opera non è altro se non un ulteriore sfaccettatura del loro essere completamente calati nello zeitgeist che ci rimandano pari pari nei loro dischi.

Ma la musica non muore con un'epoca: anche adesso che abbiamo internet e metropolitane ci sono ottimi musicisti e compositori jazz, ad esempio. E io continuo ad ascoltare jazz, e mi piace. Stessa cosa per il caro vecchio rock: impazzisco per quello tra i '60-'70 (per carità, non la disputa Beatles-Stones, che mi lascia indifferente), ma ancora oggi c'è chi con una batteria, una chitarra e un basso fa ottime bellissime cose. Il fatto che esista anche l'elettronica (che in fondo è vecchia di decenni...vedi il sintetizzatore) non vuol dire che ci si debba per forza spingere in quella direzione.
Io continuo ad appassionarmi al suono della chitarra, o a una tromba suonata come si deve, o a un piano sovrapposto. Non è che voglio tornare agli anni '30 o '50 o '60, o ancora più indietro..non voglio mettermi a parlare del diabulus o a disquisire del mi cantino, semplicemente credo che ancora oggi ci sia dell'ottima musica che è fatta semplicemente dall'uomo (e da una gamma di strumenti dal meccanico all'elettrico) senza che l'aspetto 'eletrronico' la faccia da padrone. E apprezzo anche i Radiohead, quando non si perdono in effetti elettronici eccessivi, se per questo. Ma quando mi sembrano una pianola che si scarica, o uno di quei caccia 'sonori' (quelli del mercato, che schiacciavi un tasto e facevano il rumore dei bombardamenti) che avevo da bambino, mi dico che c'è abilità nello scegliere e non nell'eseguire.
Insomma, anche questo è un segno dei tempi, come l'arte contemporanea dove anche uno che non sa fare nulla di preciso se ha una qualunque idea comunque passa per artista. Uno che non sa disegnare, dipingere, fare nulla, ha una trovata da grafico pubblicitario e mette una lattina sul pavimento (magari dicendo ai visitatori di calciarla).. e questa cosa finisce nei musei.
Ma per me non è arte, perchè non c'è abilità tecnica ma solo una idea di fondo. Uno disegna una donna scarabocchiata? Bene, mi dimostri di saperla disegnare bene e che quindi il suo scarabocchio è voluto e non un semplice (e paraculo) modo di omettere i propri limiti. A quel punto lo riterrò sempre e comunque uno scarabocchio, ma almeno non conidererò disonesto chi l'ha fatto.

Con questo, tornando all'altro discorso, non voglio dire che i Radiohead sono degli incapaci che non sanno suonare e che quindi si rifugiano nell'elettronica. Però dico che sono dei grandi in questo scenario purtroppo mediocre. E che finché posso mi ascolterò i suoni più umani possibile.

 
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  postato il 24/06/2009 alle 16:54
Originariamente inviato da Salvatore77
Non sono per nulla daccordo.
Murmur quando uscì rappresentò un album fuori dal coro nella vastità di stili che hanno proliferato negli anni '80, e l'opinione unanime è che Murmur può essere tutto, tranne un album degli anni '80. Le sonorità sono molto acustiche e la chitarra molto folk-elettrica rappresenta una rievocazione originale dei Byrds che sono uno dei gruppi più importanti degli anni '60.
Lo stesso si può dire per Lifes Rich Pageant, album forse che racchiude a 360° vari stili che i REM hanno percoso nella propria carriera (prima e dopo). Si parte con un rock granitico di Begin the Begin, si ritorna al folk di Fall on me, fino al r'n'r di Superman (superba cover), senza dimenticare I believe.
Sono proprio convinto che i REM non rappresentano per nulla (meno male...) gli anni '80.
Secondo me i REM sono diventati pop con Green e non è un caso che Green è il primo album con una major.


Mah vedi... gli anni '80 sono multiformi, nel 90% dei casi neanche a me piacciono musicalmente, proprio per nulla. Secondo me quegli album ricadono abbastanza bene nel periodo in cui escono. Poi, per carità, mi rendo bene conto che vuol dire tutto e niente.

Usando altre categorie pure un po' volatili, direi che gli R.E.M. anni '80 sono più da intenditori e più puri degli R.E.M. anni '90, che però secondo me sono più maturi e completi e consapevoli, più soggetti ad influenze provenienti dalla contemporaneità che dal passato.

Il che ci porta a un vicolo cieco, in quanto, in definitiva, siamo proprio nel dominio del gusto personale...

 

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  postato il 24/06/2009 alle 18:20
Originariamente inviato da desmoblu
Ma la musica non muore con un'epoca: anche adesso che abbiamo internet e metropolitane ci sono ottimi musicisti e compositori jazz, ad esempio.

E apprezzo anche i Radiohead, quando non si perdono in effetti elettronici eccessivi, se per questo. Ma quando mi sembrano una pianola che si scarica, o uno di quei caccia 'sonori' (quelli del mercato, che schiacciavi un tasto e facevano il rumore dei bombardamenti) che avevo da bambino, mi dico che c'è abilità nello scegliere e non nell'eseguire.

Uno che non sa disegnare, dipingere, fare nulla, ha una trovata da grafico pubblicitario e mette una lattina sul pavimento (magari dicendo ai visitatori di calciarla).. e questa cosa finisce nei musei.
Ma per me non è arte, perchè non c'è abilità tecnica ma solo una idea di fondo.

Desmo, sono completamente d'accordo a metà con quello che scrivi...

Ho messo in evidenza solo alcune delle cose che mi hanno colpito, e che forse meritano un approfondimento.

Intanto penso che l'equazione arte=tecnica possa essere in parte fuorviante. Lo so che lo sai, ma credo che almeno un paio di altri elementi vadano considerati: ad esempio la novità di quanto prodotto, e la sincerità di fondo dell'espressione. Aggiungerei anche la "forza", non necessariamente semantica, ma anche ad un livello puramente emozionale-energetico, che promana da un'opera.
Il tutto va poi giustamente messo in relazione con la storia di quell'artista o di quella particolare forma di espressione.

Mentre non so giudicare benissimo, per difetto di strumenti critici, l'esistenza di questi elementi in un'opera grafico/pittorica/plastica (vogliamo fare l'esempio della scatoletta di "Cacca di artista" di Manzoni? - anche se almeno in questo caso gli elementi forza/novità andrebbero secondo me accordati - ), credo di riuscire, nei miei limiti, a riconoscere questi fattori in musica, o per lo meno in quella più "popolare".

Faccio un esempio personale e volutamente esagerato: per lavoro ho avuto a che fare con persone tra le più disparate, ed anche con portatori di problemi psichici gravi.
Ebbene, in una di queste esperienze ho incontrato un ragazzo particolarmente "complicato", che spesso si metteva solo leggermente in disparte (mai abbastanza, purtroppo) con una chitarra ed emetteva da essa suoni grattuggiati anche per due ore di seguito. Non era molto facile inserirsi nel suo "discorso", ad esempio insegnandogli una posizione che gli consentisse di emettere suoni sopportabili, ma contemporaneamente era evidente che questa era una sorta di necessità espressiva per lui, e lo si lasciava fare...
Era un artista? In un certo senso sì: il suo atteggiamento era disinteressato, e quello che faceva corrispondeva come detto ad un bisogno espressivo, fra l'altro sufficientemente forte (rompeva le balle veramente tanto... ). In un altro senso no: non aveva studiato, e non aveva voglia nè purtroppo possibilità di farlo. Poi, in quello che produceva, si avvertiva la mancanza di un "progetto". Comunque, quello che faceva, lo faceva davanti ad altre persone, e ne dimostrava la volontà di comunicare, pur all'interno di un atteggiamento quasi autistico.
Diciamo che in questo caso la tecnica era completamente inesistente, e ciò inficiava del tutto la fruibilità dei risultati.

Ma non sempre è così: la scarsezza tecnica non inficia per esempio i risultati delle opere di Bob Dylan, o di altri musicisti, anche jazz, perchè gli altri fattori descritti prima sono presenti in quantità e qualità più che sufficienti, a volte esemplari.

Venendo ai Radiohead, mi pare che, innanzitutto, non abusino dell'elettronica in modo particolare; anzi forse il loro si può definire un uso moderato di questa possibilità. Si avverte che sanno suonare con tecnica almeno sufficiente (come si avverte, scusate l'esempio, in un quadro astratto di Picasso che l'autore sapesse dipingere), e che il tutto appartiene ad un "progetto" musicale magari non estremo ma sufficientemente profondo e dotato di quegli attributi di relativa novità, sincerità e forza, perlomeno in un ambito come detto "popolare".

Del resto, come avrai notato, anche alcune forme di jazz contemporaneo fanno uso di effetti elettronici, che spesso, negli esempi più riusciti, riescono ad ammantare di ulteriore contemporaneità questa musica, che comunque tutto sommato per me rimane abbastanza, anche nelle sue forme classiche, la "voce dei tempi", o perlomeno della fine del secolo scorso.

Ma cosa voglio dire con questo? Non lo so, ma ho ragione, e i fatti mi "cosano"...

 

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  postato il 24/06/2009 alle 20:46
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Ma la musica non muore con un'epoca: anche adesso che abbiamo internet e metropolitane ci sono ottimi musicisti e compositori jazz, ad esempio.

E apprezzo anche i Radiohead, quando non si perdono in effetti elettronici eccessivi, se per questo. Ma quando mi sembrano una pianola che si scarica, o uno di quei caccia 'sonori' (quelli del mercato, che schiacciavi un tasto e facevano il rumore dei bombardamenti) che avevo da bambino, mi dico che c'è abilità nello scegliere e non nell'eseguire.

Uno che non sa disegnare, dipingere, fare nulla, ha una trovata da grafico pubblicitario e mette una lattina sul pavimento (magari dicendo ai visitatori di calciarla).. e questa cosa finisce nei musei.
Ma per me non è arte, perchè non c'è abilità tecnica ma solo una idea di fondo.

Desmo, sono completamente d'accordo a metà con quello che scrivi...

Ho messo in evidenza solo alcune delle cose che mi hanno colpito, e che forse meritano un approfondimento.

Intanto penso che l'equazione arte=tecnica possa essere in parte fuorviante. Lo so che lo sai, ma credo che almeno un paio di altri elementi vadano considerati: ad esempio la novità di quanto prodotto, e la sincerità di fondo dell'espressione. Aggiungerei anche la "forza", non necessariamente semantica, ma anche ad un livello puramente emozionale-energetico, che promana da un'opera.
Il tutto va poi giustamente messo in relazione con la storia di quell'artista o di quella particolare forma di espressione.

Mentre non so giudicare benissimo, per difetto di strumenti critici, l'esistenza di questi elementi in un'opera grafico/pittorica/plastica (vogliamo fare l'esempio della scatoletta di "Cacca di artista" di Manzoni? - anche se almeno in questo caso gli elementi forza/novità andrebbero secondo me accordati - ), credo di riuscire, nei miei limiti, a riconoscere questi fattori in musica, o per lo meno in quella più "popolare".

Faccio un esempio personale e volutamente esagerato: per lavoro ho avuto a che fare con persone tra le più disparate, ed anche con portatori di problemi psichici gravi.
Ebbene, in una di queste esperienze ho incontrato un ragazzo particolarmente "complicato", che spesso si metteva solo leggermente in disparte (mai abbastanza, purtroppo) con una chitarra ed emetteva da essa suoni grattuggiati anche per due ore di seguito. Non era molto facile inserirsi nel suo "discorso", ad esempio insegnandogli una posizione che gli consentisse di emettere suoni sopportabili, ma contemporaneamente era evidente che questa era una sorta di necessità espressiva per lui, e lo si lasciava fare...
Era un artista? In un certo senso sì: il suo atteggiamento era disinteressato, e quello che faceva corrispondeva come detto ad un bisogno espressivo, fra l'altro sufficientemente forte (rompeva le balle veramente tanto... ). In un altro senso no: non aveva studiato, e non aveva voglia nè purtroppo possibilità di farlo. Poi, in quello che produceva, si avvertiva la mancanza di un "progetto". Comunque, quello che faceva, lo faceva davanti ad altre persone, e ne dimostrava la volontà di comunicare, pur all'interno di un atteggiamento quasi autistico.
Diciamo che in questo caso la tecnica era completamente inesistente, e ciò inficiava del tutto la fruibilità dei risultati.

Ma non sempre è così: la scarsezza tecnica non inficia per esempio i risultati delle opere di Bob Dylan, o di altri musicisti, anche jazz, perchè gli altri fattori descritti prima sono presenti in quantità e qualità più che sufficienti, a volte esemplari.

Venendo ai Radiohead, mi pare che, innanzitutto, non abusino dell'elettronica in modo particolare; anzi forse il loro si può definire un uso moderato di questa possibilità. Si avverte che sanno suonare con tecnica almeno sufficiente (come si avverte, scusate l'esempio, in un quadro astratto di Picasso che l'autore sapesse dipingere), e che il tutto appartiene ad un "progetto" musicale magari non estremo ma sufficientemente profondo e dotato di quegli attributi di relativa novità, sincerità e forza, perlomeno in un ambito come detto "popolare".

Del resto, come avrai notato, anche alcune forme di jazz contemporaneo fanno uso di effetti elettronici, che spesso, negli esempi più riusciti, riescono ad ammantare di ulteriore contemporaneità questa musica, che comunque tutto sommato per me rimane abbastanza, anche nelle sue forme classiche, la "voce dei tempi", o perlomeno della fine del secolo scorso.

Ma cosa voglio dire con questo? Non lo so, ma ho ragione, e i fatti mi "cosano"...

Haha..prima cosa: gli interventi del Bitossi sono sempre stimolanti.
Esulando dal discorso 'diversamente abili', che è molto complesso e non lo possiamo liquidare in due righe, posso dirti la mia esperienza. Vivendo (e lavorando) in un ambito diciamo artistico (non ne parlo in pubblico, semmai in privato ) vedo proprio ciò che ho descritto sopra.
Ora, secondo me in queste faccenduole ci sono diversi fattori contemporanei: i principali sono 'il cosa'- e cioè quello che vuoi dire- e il 'come', e cioè la capacità di raccontarlo. Qualsiasi forma di comunicazione, sia scrittura, sia musica, sia pittura, sia fotografia, sia letetratura disegnata, si basa sull'atto di comunicare E su una grammatica. Esempio: tu puoi raccontare una storia originale e bella, ad esempio in un romanzo o in una poesia, ma se non sai scrivere.non sai, usare: la punteggiatura? ed volendo sbali anke le dopie è gli accenti.. allora non scriverai un granché. A meno che tu non sia un novello Apollinaire pazzo e sovevrsivo, ma allora prima devi dimostrare di saper scrivere. Altrimenti potresti ragionevolmente essere un analfabeta.
Ora, hai parlato della novità e dello stupore. Vero, in molti casi. Ma c'è qualcosa di più importante, secondo me. È l'onestà. L'arte non può essere disonestà, intellettuale e non. Uno che mette una lattina in centro a una stanza, o che la riempie di terra chiudendo la porta con una lastra di vetro, per me è disonesto.
È come uno che non riuscirebbe mai a stare 6 ore su una bici ai 30 all'ora, o ai 25 se su una mtb, e allora si compra una bmx con i piedini e se la spaccia in centro come esperto ciclista, grande campione, etc etc.
Purtroppo in molti casi saper scrivere, saper disegnare, saper dipingere o saper suonare è considerato ininfluente, anzi dannoso, un handicap (senza riferimento alle righe sopra, sia ben chiaro). Oggi i musei e le sale lettura e i club sono pieni di gente che non sa tenere una matita in mano, scrivere senza correttore (o scrivere e basta), suonare uno strumento.
La novità può anche andare in secondo piano, anche perchè siamo nel post-postmoderno, siamo in un'epoca dove è stato detto tutto e il contrario di tutto. La 'merda d'artista' (disonesta, secondo me) è stata fatta, i ritratti seriali di warhol sono stati aftti, le sale dei musei sono state riempite di tubi, di terra, di vernice bianca, di fili, di video, di giornali, di libri sparsi, di statue e stracci, di sedie, di estintori, di automobili, di dentifricio, di.. e allora forse la novità non è la categoria principale, perchè ormai tutto è stato provato (o quasi). Per me la cosa principale è avere qualcosa da dire e la capacità di farlo, e che il tuo messaggio abbia senso (leggi: possa trasmettere qualcosa a chi lo riceve, al fruitore). Non un semplice chiedersi 'e questo cos'è?', perchè per questo ci sono i grafici pubblicitari.
Baricco, pessimo scrittore dal mio punto di vista (perchè bravo quanto disonesto), ha scritto un bel libretto che in realtà era un monologo teatrale: Novecento. In Novecento (da cui è stato tratto 'la leggenda del pianista sull'oceano') c'è una frase molto bella: "Non sei fregato finché hai una storia da raccontare e qualcuno a cui raccontarla".
In campo visivo un fumetto di Pazienza è molto più 'artistico' di un neon ficcato a caso in una stanza: anzi, il primo è arte, il secondo no. La musica di uno Spinetti o di un Bollani sono molto emglio di una composizione contemporanea fatta a caso al computer (o di un pezzo di Allevi, se per questo) Lo stesso nella scrittura, lo stesso nel..

Si parlava di musica, e di autodidattismo. Attenzione: io CREDO nell'autodidattismo. Credo che la conquista personale sia l'unico modo per ottenere qualcosa, e che la tecnica possa essere insegnata agli operai, agli artigiani (con tutto il rispetto: spiegherò dopo), ma che un 'artista' propriamente detto debba avere una 'sua' tecnica, che una scuola può solo soffocare (diciamo in 999 casi su 1000). Uno che si fa 10 anni di conservatorio e poi sa suonare tutto Bach con tecnica sopraffina sarà un ottimo esecutore, magari in orchestra. E va bene, va benissimo: ma non darà nulla di nuovo alla musica. Così come uno che non ha idee e impara a copiare Caravaggio o Cézanne. O uno che va a scuola per 20 anni e poi sa scrivere esattamente come Manzoni e i suoi 'panni sciacquati', uno studente di lettere che in realtà nons criverà mai nulla, o uno studente del dams che scriverà saggi su questo o quello senza saper fare nulla.
Parlavi di Dylan, e di Jazz, e io ti citerei anche il mio amato Hendrix (lui sì analfabeta, a livello musicale e quasi letterale): il fatto è che, anche senza avere una tecnica eccelsa, perfetta, loro erano onesti e perlomeno sapevano cosa ottenevano se suonavano quel dato accordo. In questo senso erano padroni della tecnica, la LORO tecnica.
Questo manca in molta musica contemporanea, in molta arte contemporanea, in.

Tutto qui
(e siamo direi in semi-OT, ma ci stava tutto)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 24/06/2009 alle 21:38
Originariamente inviato da desmoblu

Ora, hai parlato della novità e dello stupore. Vero, in molti casi. Ma c'è qualcosa di più importante, secondo me. È l'onestà. L'arte non può essere disonestà, intellettuale e non.


Eh, te l'avevo detto che ero completamente d'accordo a metà...

Infatti un concetto simile l'avevo scritto anch'io:

Originariamente inviato da Bitossi

....ma credo che almeno un paio di altri elementi vadano considerati: ad esempio la novità di quanto prodotto, e la sincerità di fondo dell'espressione.


Inoltre ovviamente concordo sul carattere relativo della novità, ai nostri giorni...

 

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 25/06/2009 alle 12:29
Originariamente inviato da pacho

no lo dire vah....che da quando mi stavano bannando per un commento su questo 3D... adesso scarico addosso le mie pippe musicali sulla povera santa della mia ragazza che invece solo ascolta Janis Joplin e jazz vario e che quindi, ovviametne, non mi sopporta più..

(per riconciliare gli animi stasera ho suonato con l'amplificatore a palla un po' di roba tranquila...tipo dead kennedys..ed infatti mi stava buttando fuori di casa)

comunque più che pino scotto..direi piu cock sparrer misto ai blody riot (quelli che cantavano "io odio i freakkettoni" e "CLS")

ps. un po' di punk agricolo alla faccia degli intellettuali:

http://www.youtube.com/watch?v=STNRHSDFw7I




Se capiti a Roma, Roberto il frontman dei Bloody Riot lo trovi a lavorare nella città universitaria al vecchio edificio di Fisica. E' una specie di mito vivente. Mi ricordo delle discussioni del tipo: "Metti che te domani te vesti un po' così che sembri un fricchettone...cioè: scusa non è che te volevo dì che sei un fricchettone, assolutamente..." e cose così.

 

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saluti a tutti
Vittorio

 
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  postato il 25/06/2009 alle 18:27
Oggi voglio postare un paio di cosette che mi provocano ogni volta 3 centimetri di pelle d'oca.




No comment.
(Da far ascoltare e riascoltare e riascoltare e riascoltare agli elettori della Lega).


E poi volevo parlare di quando il più grande intellettuale italiano si sposò artisticamente con i due esponenti principali della cultura popolare del nostro paese, due giganti della musica e del cinema: Domenico Modugno e Totò.
Qual è, infine, il compito dell'intellettuale? Quello di pontificare dai salotti metropolitani, oppure quello di farsi popolo, di avvicinare la vita agra dei ceti meno abbienti (e soprattutto meno acculturati) e rischiararla con la sua opera?

Modugno cantò per Pasolini i titoli di testa (musicati da Morricone, altro esponente della "cultura bassa", in fondo veniva dagli spaghetti western) del pamphlet "Uccellacci e uccellini", uno dei film più politici del nostro cinema. (Vengono spesso citati come i più bei titoli di testa di sempre).




Ma soprattutto ebbe un ruolo di primo piano nell'episodio "Che cosa sono le nuvole", di cui qui inserisco il frammento finale, con la bellissima canzone omonima, testo di PPP, musica e voce del grande Mimmo.
La cultura (Shakespeare!) data in pasto al popolo, il popolo che a buon diritto vuol dire la sua... la distinzione (che non c'è) tra realtà e fantasia... il dolore, la morte, la catarsi... Oltre 40 anni dopo, questo film ha ancora tutto da spiegarci. Come l'intera opera di Pasolini. (Forse ripensandoci ve l'avevo già postato, questo frammento. Nel caso, repetita iuvant!)



(La canzone arriva dopo un po', mi pare dopo i 2.30, ma sarebbe un peccato saltare il resto).

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
Amarti m'affatica, mi dà malinconia
che vuoi farci, è la vita... è la vita, la mia

(Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 25/06/2009 alle 19:21
Originariamente inviato da Admin

Originariamente inviato da Admin

a qualcuno sarebbe anche potuto venire in mente di accelerare le 12 battute canoniche del blues (quel che è successo a metà anni '50 quando nacque il rock'n'roll).


Edito: *accelerare ed elettrificare*.


Talkin about the blues.

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Livello Eddy Merckx




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  postato il 25/06/2009 alle 19:43
Originariamente inviato da Bitossi

Ma cosa voglio dire con questo? Non lo so, ma ho ragione, e i fatti mi "cosano"...




fonte: www.rmm.it

Parole sante!

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 25/06/2009 alle 20:03
-Ammazza Iago, te credevo così bono, così bravo, un pezzo di pane e invece..quanto sei cattivo! Ma perchè?
- Eh, figlio mio...noi siamo in un sogno dentro un sogno.


Una delle canzoni più belle mai scritte da Modugno, struggente,lascia senza parole. In un film che non può non far venire il groppo alla gola.

Admin, mi hai riportato alla mente quando ero bambino. Gli anni '90, gli immigrati albanesi nello stadio della vittoria, l'incendio del petruzzelli, don tonino bello morto da poco, e soprattutto Teledurazzo.

Teledurazzo era un geniale programma comico, condotto in uno spartano studio di telenorba. Lo spazio era una specie di scantinato, con un sipario e un piccolo palco, a un angolo "I resti dell'orchestra del teatro petruzzelli" e al centro 2 concorrenti, nelle loro gabbie (in realtà contenitori metallici della nettezza urbana) che rispondevano al meglio di 3 domande a un surreale quiz. Il programma era condotto da Toti&Tata, ovvero Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo, che in quel periodo raggiunsero vette di comicità e satira che forse in una rete locale in Italia non sono mai state raggiunte. I loro programmi trainarono Telenorba verso il successo, imponendola come prima rete locale. Oggi Emilio è diventando famoso, con la sua carriera da attore brillante e nelle sit-com (Love Bugs, do you know?), mentre Antonio Stornaiolo presenta alcune serate ed è stato in tv con Arbore. Uno dei binomi comici più sottovalutati a livello nazionale, forse con la malasorte di non essere vissuti ai tempi di Zelig.

teledurazzo insomma era tutto una farsa, tranne per la sigla finale, una serie di filmati sugli sbarchi degli albanesi, e in sottofondo "Meraviglioso" di Modugno. Ancora oggi fa rabbrividire, guardate.



Era un'Italia diversa, il nostro paese fu piuttosto approssimativo nel gestire la drammatica fuga dall'Albania, stipando tutti in uno stadio a pezzi come vedrete nelle immagini, ma c'era ancora una certa solidarietà verso chi veniva e non aveva nulla, non si parlava ancora di 'clandestini che venivano a rubare il lavoro e a stuprare le nostre donne' e l'obiettivo dei verdani era ancora Roma ladrona (prima di prendersi una poltrona lì) e i Terroni, che l'immigrazione albanese l'hanno affrontata in prima linea, non senza contrasti e violenza. Ad oggi è una battaglia vinta: molti di quelli che vennero allora si sono integrati e i loro figli studiano nelle scuole italiane. Uno di questi è il cantante dei La Fame di Camilla, gruppo pop-rock pugliese emergente.



 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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  postato il 25/06/2009 alle 20:39
Originariamente inviato da Subsonico

Uno di questi è il cantante dei La Fame di Camilla, gruppo pop-rock pugliese emergente.


Maledetto Sangiorgi, ha traviato una generazione di giovani cantanti!

 

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Livello Eddy Merckx




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  postato il 25/06/2009 alle 23:55
E' morto Michael Jackson.

 

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