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Autore: Oggetto: Colonna Sonora & Gusti Musicali

Livello Fausto Coppi




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Registrato: Apr 2005

  postato il 26/09/2007 alle 15:31
Il mio Davis preferito è quello del "secondo" quintetto (Shorter-Hancock-Carter-Williams): ESP, Sorcerer, Miles smiles, Miles in the sky, Filles de Kilimanjaro.
So che molti appassionati di Davis snobbano questo periodo, ma lo ritengo di altissimo livello al pari del "primo" quintetto (quello con Coltrane).

Il Davis post '69 non lo ascolto proprio.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 26/09/2007 alle 15:37
Antonello,
a proposito di W. Marsalis, tempo fa su Downbeat ho letto una terrificante stroncatura del suo ultimo cd (non mi ricordo il titolo).
A dir il vero non si affrontava quasi l'aspetto musicale, soffermandosi solo su quello politico-culturale. Infatti il disco dei Marsalis pare essere un attacco alla musica hip hop e una sorta di "manifesto conservatore".
Tu lo hai sentito?

Sulle qualità tecniche di Marsalis nulla quaestio, è straordinario!
Mi sembra però il maggior esponente della concezione "museale" della musica jazz.

 
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Livello Octave Lapize




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  postato il 26/09/2007 alle 16:32
Originariamente inviato da Carrefour de l arbre

Originariamente inviato da Nanard

Originariamente inviato da Carrefour de l arbre

Nanard, ma secondo te qual'è la canzone più bella di "If you're feeling sinister"?


Quella che adoro, la più vicina al mio intendere sentimento in musica, è The fox in the snow: una perla di melanconia.
Bellissima ed obliqua anche Dylan in the movies.
Ma è tutto un disco da ascoltare.. a me quella maledetta dipendenza l'ha data sul serio.

E la tua?


la mia preferita è "If you're feeling sinister", seguita da "Judy and his dream of horses".
Te l' ho chiesto perchè devo ancora trovare due persone che dicano la stessa canzone (e "Fox in the snow" non me l'aveva ancora detto nessuno).

Come volevasi dimostrare:

tigermilk: "we rule the school" e "My Wandering Days Are Over"
If you're feeling sinister: "Me And The Major" e "Judy and his dream of horses"

In quanto a malinconia hanno pochi concorrenti. Li ho visti dal vivo nel 2001 al festival di benicasim, in una bolgia indescrivibile, sotto un tendone con 40° ed un'umidità del 100%. uno spettacolo

 

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http://www.susumuyokota.org/

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 26/09/2007 alle 18:51
Originariamente inviato da galliano

Originariamente inviato da Carrefour de l arbre

Originariamente inviato da Nanard

Originariamente inviato da Carrefour de l arbre

Nanard, ma secondo te qual'è la canzone più bella di "If you're feeling sinister"?


Quella che adoro, la più vicina al mio intendere sentimento in musica, è The fox in the snow: una perla di melanconia.
Bellissima ed obliqua anche Dylan in the movies.
Ma è tutto un disco da ascoltare.. a me quella maledetta dipendenza l'ha data sul serio.

E la tua?


la mia preferita è "If you're feeling sinister", seguita da "Judy and his dream of horses".
Te l' ho chiesto perchè devo ancora trovare due persone che dicano la stessa canzone (e "Fox in the snow" non me l'aveva ancora detto nessuno).

Come volevasi dimostrare:

tigermilk: "we rule the school" e "My Wandering Days Are Over"
If you're feeling sinister: "Me And The Major" e "Judy and his dream of horses"

In quanto a malinconia hanno pochi concorrenti. Li ho visti dal vivo nel 2001 al festival di benicasim, in una bolgia indescrivibile, sotto un tendone con 40° ed un'umidità del 100%. uno spettacolo


No, dai
su Tigermilk siamo tutti d'accordo che il "pezzone" è Electronic renaissance ....

P.S. io purtroppo li ho visti lo scorso anno al Vox di Nonantola: per nulla entusiasmanti, fiacchi e con le luci del palco sempre accese, non mi hanno fatto per nulla una buona impressione....

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 26/09/2007 alle 19:18
Originariamente inviato da Ottavio

Il mio Davis preferito è quello del "secondo" quintetto (Shorter-Hancock-Carter-Williams): ESP, Sorcerer, Miles smiles, Miles in the sky, Filles de Kilimanjaro.
So che molti appassionati di Davis snobbano questo periodo, ma lo ritengo di altissimo livello al pari del "primo" quintetto (quello con Coltrane).

Il Davis post '69 non lo ascolto proprio.


sei in buona compagnia: gran parte della critica considera il secondo quintetto come il momento migliore di Miles.
Io ho citato il periodo Prestige perchè mi sembra che sia il più sottovalutato, però è veramente difficile scegliere tra la discografia davisiana.
I dischi per la Blue Note (Birth of the Cool, ma se vogliamo anche Somethin' Else di Cannonball Adderley, forse l'unico disco dove Miles ha fatto il sideman), quelli Prestige, quelli con Gil Evans, il quintetto con Coltrane, il secondo quintetto, il primo Miles elettrico (In a Silent Way e Bitches Brew): ecco, per me questi sono più o meno tutti sullo stesso livello.
Dovessi dire un disco solo forse oggi direi Bitches Brew, ma domani magari Kind of Blue e dopodomani forse Porgy & Bess, ma sicuramente mi verrebbe un bel mal di testa.

Qual'è il cd di Marsalis di cui parli?
A proposito, mi pare che in questi ultimi anni anche lui ne abbia fatto uno dedicato a Jack Johnson.

 

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"L'uomo da battere è Gianni Bugno, e quasi certamente non riusciremo a batterlo" (Greg Lemond, Stoccarda, 24 agosto 1991)

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 27/09/2007 alle 18:15
Originariamente inviato da antonello64
Se devo essere sincero, negli ultimi 70 anni, oltre a Charlie Parker che ha introdotto il bebop (con Dizzy) e Ornette che ha inventato il free, di veri innovatori non ne vedo...

Prendo spunto da questa tua frase, che potrei in parte condividere, per provare ad approfondire il concetto di "innovazione" in musica, ed in particolare nella musica jazz.

Sarò breve...

Intanto premetto che per me questo termine, se per il momento ci accontentiamo di una sua interpretazione riduttiva e dell'equazione innovazione=creatività, è uno tra i "prerequisiti" per poter definire il jazz. Nella mia concezione, naturalmente riferita agli ultimi 20/30 anni, si può parlare ancora di jazz laddove, oltre ad una cura particolare del timbro e della pronuncia, si ha la capacità di manipolare materiali musicali originali o non originali con un tasso "sufficiente" di creatività. Nel termine "sufficiente" ci sta ovviamente tutta la possibile soggettività di giudizio...
In altre parole, "suono" e "creazione" diventerebbero indispensabili nella definizione di jazz, al contrario degli elementi ritmici come lo swing e la poliritmia, di per sè non sufficienti, o meglio non necessari a definire il fenomeno nel suo complesso (sempre a mio avviso, eh...), se non accompagnati dal "tasso innovativo" di cui sopra.
Portando al limite del paradosso questo ragionamento, potremmo dire che Wynton Marsalis non fa jazz (lo so che non è così, ma fatemi godere un po'...), in quanto il suo approccio tende alla cristallizzazione invece che alla creazione, alla riproduzione invece che alla interpretazione, ecc. ecc. Non a caso spesso si tende a definirlo un musicista con un approccio "classico"... dando comunque a questo aggettivo una valenza di implicita "imbalsamazione" del materiale. Cosa non vera in assoluto neppure nel mondo accademico, dove comunque compaiono personaggi dal forte estro creativo (forse non frequentissimamente...); ma insomma ci siamo capiti...
Visto che si è parlato di Porgy & Bess, un altro esempio può riguardare il processo creativo di Gil Evans (su un'opera che già esisteva), che si connota come una operazione jazzistica in quanto reinterpretazione e riscrittura di materiale esistente... ho molte più perplessità ad inquadrare operazioni come quella di Schuller/Fresu... che senso ha rifare anche gli assoli (cioè le parti originariamente improvvisate) così come erano?
Ribaltando il paradosso, è pur vero che tendiamo a definire jazz musiche che del jazz delle origini non conservano praticamente più niente. Prendiamo ad esempio molta musica europea, e calchiamo ulteriormente la mano citando un fenomeno abbastanza conosciuto come quello dell'etichetta tedesca ECM: che c'entra con New Orleans un sax baritono come quello di John Surman (è solo un esempio, ripeto...) che suona da solo, senza swing ed elementi percussivi, su un tappeto di loop elettronici? E perchè troviamo le recensioni dei suoi dischi quasi esclusivamente su riviste di musica jazz, e nei negozi li vediamo a fianco di quelli di John Coltrane? E' vero d'altra parte che per molti musica come questa non è jazz (anche per il fondatore di ECM a quanto pare , visto che programmaticamente la parola jazz non compare da nessuna parte, nemmeno nella "ragione sociale"). Ciò non toglie che i musicisti in questione siano inequivocabilmente dei jazzisti, per formazione e per pronuncia... e allora? Quando e grazie a quali fenomeni si è allargato a questo modo il concetto di jazz? La mia risposta, probabilmente si è intuito, è che si debba ringraziare (non solo, ma anche e forse soprattutto) il Davis degli anni '69/'75.
Io vedo in quei prodotti un altro giro di boa innovativo, magari non così evidente come quelli che cita Antonello, ma forse destinato a durare di più e ad avere impatto maggiore sulla storia del jazz. In sostanza a farlo diventare una musica "crocevia di tutte le musiche". O se vogliamo, nella spesso felice (e a volte genialmente ambigua) sintesi di ispirazioni rock e r&B, trattate con una sensibilità jazzistica, c'è un riuscito tentativo di conciliazione di presunti opposti, persino forse un (involontario) inserimento nel dibattito tipicamente novecentesco sulla musica come “evento puro”; infine la sempre maggiore attenzione alla ritmica e al “suono”come elementi fondamentali della musica, a scapito di melodia ed armonia, ricordano da lontano ma non troppo lo sforzo messo in atto da diversi innovatori musicali (Stravinskij su tutti). Del resto è risaputo che Davis trovasse ispirazione nell'universo pop/rock allo stesso modo che in quello della musica colta e contemporanea.
Che poi non tutto sia all'altezza delle brucianti e geniali intuizioni di Bitches Brew e di In a silent way è un dato di fatto, come pure che per qualcuno il pastone possa risultare indigesto; ma questo è un dato che riguarda i gusti personali, che si sa, sono sacri...
Ulteriore paradosso è che, sempre nella mia concezione, tali lavori si possano inserire a pienissimo diritto nella storia del jazz e della sua evoluzione (ma ormai non sembra negarlo più nessuno), proprio mentre Davis diffidava i suoi collaboratori dal suonare anche solo una nota di "quella robaccia" (parole sue) chiamata jazz.
Questo tanto per rimarcare ulteriormente quanto a volte i risultati siano distanti dalle dichiarazioni (anche quelli di Marsalis ), e quanto di artisticamente provocatorio sia contenuto in quel periodo di Davis.

 

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"...Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta, penso che per la razza umana ci sia ancora speranza..." (H.G. Wells)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 27/09/2007 alle 23:29
Su cosa sia jazz e cosa non lo sia si potrebbe discutere all’infinito: d’accordissimo su suono e creatività (o improvvisazione che dir si voglia), però non sottovaluterei i fattori ritmici.
Per certi versi l’improvvisazione è presente anche nella musica classica, cioè nelle famose “cadenze” che spesso troviamo in parecchi concerti, che altro non sono che spazi vuoti lasciati alla libera intrepretazione dell’esecutore. Anche i grandi compositori di qualche secolo fa erano tutti ottimi improvvisatori: i Mozart, i Beethoven, i Liszt facevano spesso uso di questa loro peculiarità. E non erano neanche tanto infrequenti quelle che oggi chiameremmo “jam session”, cioè gare di due o più musicisti su un determinato strumento, organizzate da ricchi signori o alte autorità ecclesiastiche dell’epoca.
Quindi se escludiamo il fattore ritmico, potrebbe definirsi jazzista anche Mozart; oppure un Maurizio Pollini che crea una propria cadenza in un concerto per piano di Beethoven.

Io, per semplificare le cose, sono portato a considerare jazz tutta la musica suonata da coloro che per stile e background possono definirsi jazzisti, anche se ad una attenta analisi una parte di quella musica difficilmente può definirsi jazz: mi viene in mente, ad esempio, un Jan Garbarek che fa un disco sulla musica tibetana, oppure un Uri Caine che trasporta un’infinità di strumenti nelle Variazioni Diabelli di Beethoven ma non cambia nulla nella musica, o anche lo stesso rifacimento del Porgy & Bess a Pescara.

Mi fa piacere poi che si parli anche di suono, perchè è una caratteristica che spesso viene ignorata, e questo mi fa pensare che il nostro Bitossi sia un musicista, perchè chi suona uno strumento di solito è molto più attento degli altri a questa peculiarità: il suono è come la voce per un cantante, è quello che ti permette di riconoscere subito un artista fin dalle prime note, oppure (come disse sempre Bitossi tempo fa: un esempio favoloso) di distinguere un Paul Desmond da un Fausto Papetti.

Ritornando a Miles Davis, i suoi meriti non sono minimamente in discussione: ha avuto una mentalità aperta come forse nessuno, cavalcando e portando ai massini livelli tutte le maggiori correnti jazzistiche del dopoguerra (tranne il free), anche se poi a ben vedere nessuna è partita da lui.
E a mio parere è assolutamente plausibile che tutti i jazzisti che si sono spinti ad esplorare le più svariate realtà musicali del pianeta, abbiano preso esempio da lui.

P.S. Paul Desmond è il mio preferito in assoluto come suono: subito dopo metto Johnny Hodges, Ben Webster e Miles Davis

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 28/09/2007 alle 09:08
Originariamente inviato da antonello64
...Paul Desmond è il mio preferito in assoluto come suono: subito dopo metto Johnny Hodges, Ben Webster e Miles Davis

Paul Desmond, che suono! Per chi non lo conoscesse, il sax alto di "Take five" di Dave Brubeck, che in questo periodo si può ascoltare nello spot di Banca Mediolanum (ma è uno tra i brani più sacchegggiati dalla pubblicità...).
Il suono di Desmond io me lo raffiguro come contornato da una "polverina magica" argentata, mentre tendo ad attibuire tonalità dorate a suoni come quelli di Stan Getz e Coleman Hawkins, forse i miei preferiti al tenore, col loro suono indolente (soprattutto Hawkins) e flautato (soprattutto Getz)... sono l'unico che opera queste rappresentazioni mentali/visive?

PS: Antonello, ce l'hai "From the hot afternoon" di Desmond? E' uno tra quei dischi nel giudicare i quali sono combattuto tra la bellezza del suono del solista contro la relativa facilità e leggerezza del contesto...

PS2: Non sono un musicista in senso stretto, piuttosto un dilettante strimpellatore (ho suonato per un po' di mesi tanti anni fa la chitarra ritmica in un gruppo di blues elettrico... ), però la conoscenza e la frequentazione di alcuni musicisti e musicologi mi ha insegnato ed aiutato a valutare e tener sempre presenti le varie componenti dell'espressione musicale...

PS3: Com'è andato il duo Salis-Bollani?

PS4: Mi accorgo ora che oggi è il 16.° anniversario della morte di Miles...

 

[Modificato il 28/09/2007 alle 10:06 by Bitossi]

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  postato il 01/10/2007 alle 13:27
RADIOHEADDDDDDDDDDDDDDDDDDDDD!!!!!!!!!!!!!!!!!

GRANDISSIMIIIIIIIIIIIIIII

http://www.radiohead.com/deadairspace/

Il disco è pronto, si chiama In Rainbows, e tra 10 giorni sarà possibile scaricarlo dal loro sito... e il prezzo lo decidi tu!!!

Hahahahaha è meraviglioso: se clicchi sul punto interrogativo accanto alla casella (vuota, da riempire) del prezzo, ti esce la scritta "It's up to you", con sotto un altro punto interrogativo. Se ci clicchi, ecco la scritta: "No really, it's up to you"... hahahaha che geni!!!!!

In alternativa si può ordinare il DiscBox contenente il cd più un cd di bonus tracks (così si fa!) più due dischi in vinile più vari artwork, alla non modica cifra di 40 sterline (circa 60 euro). In tal caso, il disco verrà spedito entro il 3 dicembre.

In questo modo bypassano le case discografiche... È la rivoluzione!
Possibile che riescano a far sì che li ami sempre di più???

GRANDI!!!!!!!!!!

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
Amarti m'affatica, mi dà malinconia
che vuoi farci, è la vita... è la vita, la mia

(Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/10/2007 alle 13:59
Hanno trovato la maniera di far parlare(bene) di sè prima di ascoltare l'album...sono molto, molto curioso di vedere dove ha portato tanto lavoro...

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/10/2007 alle 14:10
un paio di risposte a Bitossi:

ho ascoltato "From the hot afternoon" e , a parte il suono, anche a me sembra un disco abbastanza leggero: paradossalmente la parte migliore del disco, a mio parere, sono le alt. takes.
Però, siccome erano vicini sullo scaffale, ne ho approfittato per riascoltare un capolavoro come "Ascenseur pour l'echafaud".
A proposito, qualcuno ha visto il film? com'è? (Marco Grassi, aiuto! tu sicuramente il film lo conosci)

il concerto Salis-Bollani è andato bene, nonostante Antonello Salis abbia suonato con oltre 38 di febbre (ne ha risentito un pò l'interplay tra i due), e nonostante una recente operazione all'ernia gli abbia impedito di suonare la fisarmonica.
M'è piaciuto meno il concerto di Ada Montellanico ed il Pieranunzi Quartet dedicato a Tenco: la Montellanico ha una bella voce ma un pò monocorde, e si trova in difficoltà quando deve andare su registri troppo alti o troppo bassi; a fine concerto di è lamentata dell'umidità del teatro e può anche darsi che il tutto sia dipeso da quello.
Alla grande invece il duo Fabrizio Bosso – Irio De Paula, che hanno presentato una scaletta con pezzi brasiliani e standard jazzistici veri e propri (più o meno il cd inciso per la Philology qualche anno fa).
Bosso lo conosco da diversi anni e ogni volta che lo vedo mi sembra sempre più bravo; Irio de Paula è la prima volta che l’ho visto suonare e, nonostante l’età non più giovanissima (è del 1940), va fortissimo: il fatto poi che suoni la chitarra acustica invece di quella elettrica, me lo rende ancora più simpatico.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/10/2007 alle 18:06
Originariamente inviato da antonello64
un paio di risposte a Bitossi:

ho ascoltato "From the hot afternoon" e , a parte il suono, anche a me sembra un disco abbastanza leggero: paradossalmente la parte migliore del disco, a mio parere, sono le alt. takes....

Però, siccome erano vicini sullo scaffale, ne ho approfittato per riascoltare un capolavoro come "Ascenseur pour l'echafaud".
A proposito, qualcuno ha visto il film? com'è? (Marco Grassi, aiuto! tu sicuramente il film lo conosci)

il concerto Salis-Bollani è andato bene, nonostante Antonello Salis abbia suonato con oltre 38 di febbre (ne ha risentito un pò l'interplay tra i due), e nonostante una recente operazione all'ernia gli abbia impedito di suonare la fisarmonica.
M'è piaciuto meno il concerto di Ada Montellanico ed il Pieranunzi Quartet dedicato a Tenco: la Montellanico ha una bella voce ma un pò monocorde, e si trova in difficoltà quando deve andare su registri troppo alti o troppo bassi; a fine concerto di è lamentata dell'umidità del teatro e può anche darsi che il tutto sia dipeso da quello.
Alla grande invece il duo Fabrizio Bosso – Irio De Paula, che hanno presentato una scaletta con pezzi brasiliani e standard jazzistici veri e propri (più o meno il cd inciso per la Philology qualche anno fa).
Bosso lo conosco da diversi anni e ogni volta che lo vedo mi sembra sempre più bravo; Irio de Paula è la prima volta che l’ho visto suonare e, nonostante l’età non più giovanissima (è del 1940), va fortissimo: il fatto poi che suoni la chitarra acustica invece di quella elettrica, me lo rende ancora più simpatico.


Questione Desmond: sono d'accordo, se ricordo bene le alternate takes sono quelle senza orchestra, suonate in formazione ridotta con Ron Carter; sbaglio? (ora non ho il disco sottomano, sono al lavoro... )

Questione Ascenseur... il film al giorno d'oggi appare un po' datato, come ritmo ormai abbiamo visto molto di meglio, e il meccanismo appare un po' assurdo... belle alcune scene di contorno, e, of course, le musiche "stranianti" di Davis. Avevo dedicato al film anche un quiz nel thread cinematografico, andato irrisolto (il legame tra Ascenseur e Round Midnight, oltre a Parigi e al jazz? ...Il personaggio principale del film di Malle si chiama Tavernier... ).

Questione Bosso: ha suonato dal vivo e nei dischi di un mio amico chitarrista... che però fa un genere che a me non piace tantissimo. Ci ha anche presentati, ma quella sera c'era una bolgia... Mi piacerebbe sapere la sua opinione sul mio amico; potresti chiedergliela, visto che mi sembra di capire lo conosci personalmente... per la privacy magari un giorno ti mando il nome in pvt...

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/10/2007 alle 19:47
Originariamente inviato da antonello64

P.S. Paul Desmond è il mio preferito in assoluto come suono: subito dopo metto Johnny Hodges, Ben Webster e Miles Davis


Questo thread è bello anche perché mi fa riscoprire artisti e maestri che già conosco ma che non ascolto da qualche tempo! Paul Desmond, ce l'ho in mente nel filmato del festival di Monterey 1975, un distinto signore con un completo chiaro, un sassofono pacato e rilassante, il movimento delle spalle a sottolineare lo scendere e il salire del suono... Dopo di lui nel video viene un personaggio vestito meno sobriamente (siamo pur sempre negli anni 70, se avete il video andate a rivederlo!) ma che sa stupire ogni volta che mette le mani sul pianoforte, un tale Bill Evans, per riconoscerlo basta ascoltare tre note consecutive prese a caso nell'esecuzione...
E, parlando del suono, sono d'accordo con Anto: è tratto distintivo dei grandi artisti ed è spesso sufficiente una nota per distinguere un grande maestro dal musico di turno (dai, povero Papetti )

rettifico: una sola nota

 

[Modificato il 01/10/2007 alle 19:51 by uffa]

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  postato il 02/10/2007 alle 06:29
Originariamente inviato da Bitossi
Questione Bosso: ha suonato dal vivo e nei dischi di un mio amico chitarrista... che però fa un genere che a me non piace tantissimo. Ci ha anche presentati, ma quella sera c'era una bolgia... Mi piacerebbe sapere la sua opinione sul mio amico; potresti chiedergliela, visto che mi sembra di capire lo conosci personalmente... per la privacy magari un giorno ti mando il nome in pvt...


gli chiedo quello che vuoi, ma è probabile che ci si riveda tra qualche anno.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/10/2007 alle 18:06
http://www.rollingstone.com/news/story/16654550/radioheads_in_rainbows_trackbytrack_preview/2

Qui si può ascoltare un'anteprima live di "In rainbows"

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/10/2007 alle 21:26
E' morto "Gabbibbo" Giacometti, chitarrista negli ultimi anni dei Modena City Ramblers.

 

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  postato il 07/10/2007 alle 00:19
si, incidente in autostrada.

Intanto segnalo qui- non saprei dove postarla- la maximulta inflitta a una trentenne: 220 mila dollari per 24 mp3. Non so voi, ma a me sembra che siamo fuori dal mondo. Non è per difendere chi scarica musica, o per dargli addosso: non sto ragionando sulla correttezza del fire-sharing di materiale protetto da diritti. Sto dicendo che 220 mila dollari per 24 mp3 è una cosa che comunque non sta né in cielo né in terra.
Le major applaudono soddisfatte, in realtà sono dei dinosauri di assoluta mole e lentezza, anche considerando mosse come quella dei Radiohead.
(possibili spunti di conversazione:
-è giusto scaricare musica?
-i cd a 25 euro...
-differenze tra le varie leggi in materia.
- perchè Maroni scarica, se ne vanta e nessuno gli dice nulla? )

 
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  postato il 07/10/2007 alle 01:33
Le major applaudono soddisfatte per aver definitivamente distrutto la vita di una persona?

Punirne uno per educarne cento...

Provo disgusto.

 

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  postato il 07/10/2007 alle 09:20
Si...proprio così. Admin, devo spostarmi in "fatti di cronaca" o va bene parlarne qui? (comunicazione di servizio )
 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 08/10/2007 alle 13:35
Originariamente inviato da desmoblu
possibili spunti di conversazione:
- è giusto scaricare musica?
- i cd a 25 euro...
- differenze tra le varie leggi in materia.
- perchè Maroni scarica, se ne vanta e nessuno gli dice nulla? )

Sinceramente io non vedo, a livello "micro", grandi differenze tra lo scaricare musica ed il sano "farsi fare una cassetta" in voga qualche anno (secolo?) fa...
Se ne facessimo una questione di principio, il diritto d'autore veniva violato ieri come oggi.

La legge sul Diritto d'autore del 1941 (soprattutto attraverso le successive modifiche, ed il testo coordinato dalla L. 128/2004) contempla il diritto a "farsi una copia" di qualcosa di cui si sia venuti legittimamente in possesso; lo spirito della legge sembra affermare insomma il principio della "copia di sicurezza" (smarrimenti, ecc.); l'articolo interessato è il seguente:

Art. 71-sexies

1. E' consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali, nel rispetto delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater.

2. La riproduzione di cui al comma 1 non può essere effettuata da terzi. La prestazione di servizi finalizzata a consentire la riproduzione di fonogrammi e videogrammi da parte di persona fisica per uso personale costituisce attività di riproduzione soggetta alle disposizioni di cui agli articoli 13, 72, 78-bis, 79 e 80.

3. La disposizione di cui al comma 1 non si applica alle opere o ai materiali protetti messi a disposizione dei pubblico in modo che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente, quando l'opera è protetta dalle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater ovvero quando l'accesso è consentito sulla base di accordi contrattuali.

4. Fatto salvo quanto disposto dal comma 3, i titolari dei diritti sono tenuti a consentire che, nonostante l'applicazione delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater, la persona fisica che abbia acquisito il possesso legittimo di esemplari dell'opera o del materiale protetto, ovvero vi abbia avuto accesso legittimo, possa effettuare una copia privata, anche solo analogica, per uso personale, a condizione che tale possibilità non sia in contrasto con lo sfruttamento normale dell'opera o degli altri materiali e non arrechi ingiustificato pregiudizio ai titolari dei diritti.
_______________________________________________________


Chi registrava una cassetta (nei secoli passati...) o masterizza un CD per un amico, o ne pone il contenuto in rete, logicamente contravviene a questo dettato (la riproduzione non può essere effettuata da terzi...). Qui però interviene la distinzione tra "micro" e "macro": insomma, si è sempre chiuso un occhio (giustamente a mio avviso) sulla cassetta per l'amico e pure sul CD masterizzato... dopotutto la transazione di solito non ha scopo di lucro ed avviene "brevi manu"... insomma, io ti cedo per liberalità la "copia personale" che mi ero fatta per me...

Invece porre del materiale in rete (il livello "macro") moltiplica esponenzialmente le possibilità di ulteriore riproduzione, e sulla cosa non si può logicamente chiudere un occhio ("...ingiustificato pregiudizio ai titolari dei diritti..."), anche se per la maggior parte dei casi non ha scopo di lucro...
Comunque, per chi ne fruisce, il comportamento è quasi del tutto simile a quanto avviene a livello "micro"... a meno che non si voglia capziosamente dire che il CD masterizzato te lo da un amico, mentre in rete non sai da chi scarichi... basterebbe al riguardo allargare il concetto di amicizia al dato "virtuale"...

Sintetizzando e semplificando: è la "quantità" del danno che conta...
Anche se un mio collega, teorico semi-famoso dei nuovi media, sostiene che lo "scarico libero" non sia altro che un fenomeno tollerato dalle stesse major per "assuefare" il mercato a qualcosa che poi verrà tolto semi-improvvisamente di mezzo... non potendone più fare a meno, gli utenti saranno poi disposti a pagare...
Mi ricorda qualcosa!!!

CD a 25 Euro: il primo provvedimento di Veltroni primo ministro sarà portare l'IVA al 4%... ...Però a ben vedere è colpa vostra: smettetela di ascoltare la "musica del diavolo", che comporta tali costi, e tornate alla Casa del Padre... ci sono capolavori Blue Note in questo momento in offerta a 5 €...

Maroni che scarica: visto il tipo, sicuramente scaricherà musicaccia, quindi chi se ne frega...

 

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  postato il 08/10/2007 alle 14:19
Originariamente inviato da desmoblu
possibili spunti di conversazione:
- è giusto scaricare musica?
- i cd a 25 euro...
- differenze tra le varie leggi in materia.
- perchè Maroni scarica, se ne vanta e nessuno gli dice nulla? )


Sì, in effetti sono spunti interessanti.

Credo che non solo sia giusto scaricare musica, ma sia anche doveroso e necessario. E lo dico pur non praticando il download selvaggio.

Ma faccio un semplice discorso da osservatore.
Non è mai circolata, prima d'ora NELLA STORIA DELL'UOMO, tanta musica.
Ciò succede grazie a internet.
Grazie a internet (a MySpace per esempio) chiunque può avere un pubblico, e grazie alle moderne tecnologie non è più fondamentale come un tempo avere una casa discografica per prodursi un disco.
Oltre a ciò, nella rete si è creato un circolo virtuoso in cui il passaparola promuove determinati musicisti, e la possibilità di download permette di accedere a quella musica. Anche la più lontana. Anche quella che non rientra nei normali circuiti di distribuzione e che non avresti mai trovato nel negozio della tua città, nell'epoca pre-p2p.
Abbiamo a disposizione un "magazzino" enorme di musica, e solo l'imbarazzo della scelta.

La domanda è: tutto ciò fa bene o male alla musica e a chi l'ascolta?
La risposta mi pare talmente scontata da non meritare ulteriori discussioni.
La domanda successiva è: a chi fa male tutto ciò? Ovvio: alle case discografiche.
Ma allora, abbiate pazienza, come posso appassionarmi a questa lotta in nome del diritto d'autore, se è una lotta che prevede la salvaguardia di quei 4 o 5 direttori artistici ("mandiamoli in pensione"!) delle major, e la tutela dei ricchissimi presidenti e amministratori delegati delle medesime?

Le major sono dei dinosauri che stanno vivendo in diretta la loro estinzione (perlomeno nella forma in cui le abbiamo finora conosciute), si dibattono e cercano di combattere il nuovo che avanza con metodi vecchi. Vecchi, perché le major sono vecchie, concettualmente, e non sanno trovare vie alternative. Non hanno fantasia, ma questo l'avevamo già capito dalla sbobba che ci propinano come mainstream, vero?
Già da anni investono solo sui nomi di grido (restando all'Italia, i Vasco Rossi e i Ligabue), su cui sanno che avranno un ritorno certo, e intanto non hanno proposto una che fosse una possibile soluzione ai mali che li porteranno alla morte.
Sempre e solo cause, avvocati, carte bollate.
SIETE SORPASSATI, ARRENDETEVI ALL'EVIDENZA!

Per esempio: sarebbe stato fantascienza pensare di legare a ogni singola canzone un pop-upino che appare durante il download? E in quel pop-up ci metti la pubblicità, tanto per dire. È un'idea così, buttata lì, come potevano essercene cento altre, ma nessuna di queste è venuta dal cartello delle major. Che ora applaudono al dissesto economico di una singola persona, malcapitata; e che invece sono già condannati loro, dalla storia.

Mi si dirà: ma se la musica gira liberamente, gli artisti di cosa campano?
Ottima questione. I Radiohead, tanto per restare all'esempio di pochi giorni fa, si sono inventati un modo alternativo di fare cassa.
Si va in giro a suonare, i concerti non li si fa gratis, vero?
Ai concerti si possono tranquillamente vendere i propri cd (direttamente e a un prezzo accessibile, come già avviene per miriadi di piccoli gruppi).

Il concetto che bisogna scardinare è che facendo musica ci si debba arricchire. Secondo me non dovrà più essere così. Viverci sì, arricchirsi no.
E ciò non sarà forse un ulteriore beneficio per la musica che gira intorno? Fare musica principalmente per passione, e non a scopo di lucro: un mondo troppo perfetto?

(Sul costo dei cd, sono con Bitossi: per quanto mi riguarda, un cd non costa mai 25 euro, ma - in media - 10. Capita di comprare quello da 15, ma anche quello da 5: accoppiandoli, il gioco è fatto. Economie di scala!)

 

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  postato il 08/10/2007 alle 14:30
Io ti dico: personalmente mi piacciono i cd originali. Mi piace il suono pulito, mi piace il cd che non si "smagnetizzza", mi piacciono i libretti che spesso sono belli quanto l'album. Però un cd a 25 euro mi sembra un'esagerazione.
Io credo nel diritto d'autore, e quando compro un cd mi piace pensare che parte di quello che spendo va giustamente nelle tasche di chi ha lavorato: gli stampatori, chi fa i libretti, i tecnici e anche gli autori. Poi però vedo, oltre al discorso iva, che la stragrande maggioranza di quei soldi va nelle tasche di una major. Se su 25 euro 5 sono di iva, 5 vanno a chi ha lavorato, 5 vanno ai musicanti e 10 alla casa discografica non sono così felice.
Poi, francamente, vedere che band affermate fanno casino per diritti e non diritti è ridicolo: c'è sempre chi comprerà il loro album originale, non c'è bisogno di chiedere la testa (per essere educati) di nessuno. Penso ad esempio ai defunti red hot chili peppers, che si lamentavano perchè qualcuno aveva messo l'album in p2p in concomitanza con l'uscita dei negozi. Dicevano cose del tipo "hanno rotto la magia....è un album stupendo e abbiamo fatto di tutto per creare un suono unico, l'mp3 non rende...". Io ho ascoltato il famigerato album in un negozio di dischi, con le cuffiette, e francamente era una cagata pazzesca, per dirla col ragioniere.
E questo è ancora un altro discorso: la qualità effettiva del prodotto. La tendenza è sempre più quella di fare un album con una o due o tre hit e il resto a riempire. Chiaramente se a qualcuno piace la hit, se la scaricherà. Anche perchè sa benissimo che 9 volte su 10 l'album non è all'altezza. Lo sviluppo dei videoclip non ha fatto che accentuare il fenomeno.
Se da un lato abbiamo band e musicanti affermati che fanno prodotti di bassa qualità pretendendo il prezzo pieno, dall'altro ci sono giovani. Raramente sono davvero bravi o promettenti, ma par quest'ultima categoria dico che il downloading è sbagliato. In fondo questi nuovi arrivati avrebbero bisogno, oltre che della gloria, anche di soldi..e invece pagano anche gli errori dei vecchi.

Per il resto...si, la distinzione che fai è giusta. Tieni presente però che la distribuzione di cd vergini a un prezzo sempre più basso (50 centesimi) ha da un lato sorpassato l'uso della cassetta e dall'altro di fatto appoggiato il proliferare dell'mp3, legale o meno che sia. Al momento a ben poche persone fregherebbe qualcosa di farsi una "copia di sicurezza", anche perchè (vedi sopra) di album veramente belli ce ne sono pochi.
E in fondo il discorso che faceva il tuo amico non è così campato per aria. la stessa cosa l'abbiamo vista con i file .doc, con mille altre cose. Ovviamente la sony (per dirne una) che mette in un supermercato 3000 cd vergini ("audio", per di più) sa benissimo che su questi 3000 magari solo 5 saranno usati per una coppia legale. E sanno benissimo che un masterizzatore a pochi euro serve anche a cose non simpaticissime. E questo ricorda l'epoca della prima playstation, quando la sony produceva la console e anche il chip usato per modificarla (quando la modifica era illegale).

Un paio di osservazioni: ok, ma non è detto che io debba aspettarmi 70 anni per comprarmi un cd. Mi ricordo ad esempio Nevermind, dei Nirvana. Qualche anno fa costava prezzo pieno, ora lo trovi a 10 euro in offerta al supermercato. certo, domanda e offerta, pubblicità e tutto il resto...però i diritti d'autore e l'iva e i costi di produzioni sono sempre gli stessi. Questo vuol dire che anche 10 anni fa sarebbe stato teoricamente possibile vendere quel cd a quel prezzo.
Due: Maroni ascolta credo blues. Chi l'avrebbe detto?
Tre: curioso vedere la lista dei cantautori/cantanti/band contrari o favorevoli o indecisi di fronte al fenomeno "mp3 da internet": i più sedicenti "trasgressivi" sono poi quelli che vanno d'amore e d'accordo con le major. Sto cercando di ritrovarla, ma comunque in Italia si dichiaravano assolutamente contrari al p2p i vari Vasco Rossi e articolo31 e compagnia (mal) cantante.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 08/10/2007 alle 15:22
Io non scaricherò Gratis il nuovo cd dei Radiohead, ma pagherò 1 euro per ogni brano. Per scelta. Perchè 10 euro mi pare il prezzo giusto per un cd di qualità, e per premiare l'iniziativa (Ovviamente per uno di Gigi D'Alessio non va bene nemmeno il prezzo dei marocchini).

Admin, riguardo alla possibilità di scaricamento: Non è che fa tanto male lo scaricamento selvaggio, ma ciò per assurdo comporta una maggiore disaffezione per ciò che si ascolta.
Mi spiego: quando prima c'erano i 56kbs e scaricavo una canzone al giorno, se mi andava bene, e quando avevo 20 euro mi acquistavo un album, il sudetto diventava un vero e proprio cimelio: ai miei primi album di Subsonica e Muse son legati ricordi vividissimi ed emozioni che non ho più provato, anche se ho sentito musica di qualità superiore. E anche quei singoli download diventavano dei piccoli cimeli.
Poi da 3 anni a questa parte, l'ADSL è a portata di tutti grazie agli abbonamenti mensili e si scaricano le discografie (!) magari quando del gruppo che volevi ti piace un tormentone. Io non faccio parte di quel gruppo di persone, anche perchè la mia connessione ha una velocità limitata, ma intanto nel mio pc ho più di 2000 canzoni: eppure non provo più la soddisfazione che provavo le prime volte che ho ascoltato "Amorematico" e "Absolution" (materiale che allora ritenevo anche molto alternativo, ai limiti dell'estremo, il che dava quella soddisfazione che senti quando fai qualcosa ti "trasgressivo"...e vabbè che oggi son più che sdoganati! ).
PS continuo ad acquistare i CD dei Subsonica e dei Muse originali per "gratitudine", diciamo così.....almeno fino a quando suoneranno cose accettabili!

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 08/10/2007 alle 15:45
Altre considerazioni sparse:

Io sono stato uno "scaricatore di porto" per molto tempo (ora mi è un po' passata, ho trovato tutto quello che cercavo... ), però anch'io mi sento di difendere il Diritto d'autore in linea di principio (anche perchè non riguarda solo la musica...). Se vogliamo, anche il riportare le fonti del materiale immesso nei forum rispetta il principio, almeno morale, della "proprietà" del prodotto di ingegno.

E' vero pure che lo scaricamento selvaggio porta ad una forma di bulimia o meglio di indigestione... (è successo a tutti quelli che conosco, ed è un po' quello che dice Subsonico).
Insomma, andare a casa e scartare la confezione di un prodotto ufficiale, apprezzarne la grafica e i contenuti extramusicali, metterne uno alla volta nel riproduttore... sembrano cose ben diverse dall'accumulare gigabytes sul computer di casa... si rischia di non ascoltarli neppure, di tenerli in un angolo, un po' come da bambini coi giocattoli che non ci piacevano.
Secondo me questo accade perché giustamente siamo legati al concetto di "opera", che nel caso musicale non si esaurisce nella riproduzione sonora... così come non sono sufficienti delle fotocopie per gustarsi "veramente" un romanzo...

Il diritto a farsi una copia... beh, registrare i dischi (LP) un tempo aveva un senso. Se si avesse avuto un po' di preveggenza, registrarsi tutti i LP ed ascoltarsi le cassette (mantenendo il disco intonso...), oppure comprarne 2 copie di ognuno ( ) avrebbe permesso a molti di realizzare dei discreti profitti (io stesso ho posseduto e magari gettato via LP che ora valgono centinaia di €...). Mi sta venendo l'idea di fare lo stesso coi CD... (già, quanto dureranno?).
Comunque, la norma è anche la scappatoia legale per fare copie "con moderazione"...

Prezzo dei dischi: aldilà delle battute (aspettare che i dischi diventino vecchi... ), un primo passo sarebbe veramente l'abbassamento dell'aliquota IVA. Poi credo che anche lo "scaricamento selvaggio" potrà incidere sull'abbassamento dei prezzi.. pena l'azzeramento delle vendite del nuovo. Questo sempre che il mio collega non abbia ragione...
Sul fatto poi che i dischi non debbano essere l'unica mucca da mungere, pienamente d'accordo con Admin... ci sono i concerti, altre iniziative, ecc. Se non fosse che i concerti per alcuni musicisti sono un pericolo... si rischia di scoprire la loro incapacità!

Ah, Maroni è un bluesman... siamo quasi (ex) colleghi...

 

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  postato il 08/10/2007 alle 15:46
Sulla faccenda radiohead: anch'io metterò il mio bell'obolo, se lo meritano (e amo pensare che non abbiano fatto leva proprio su questo fattore...).
Eh, Subsonico, mi ricordo di un giovane desmoblu che invece di studiare per il compito in classe, un decennio fa o quasi, andò a comprarsi al negozio di dischi (che ancora esisteva) la cassetta del primo omonimo album dei Subsonica.. (poi sono cambiati loro, e sono maturato anch'io. Però il fatto rimane neglia annali della storia piemontese insieme alla grigia giornata di quel giorno, e all'ignominioso voto dell'indomani...).

Admin, come ho detto sopra: credo che per i giovani sia giusto pagare, perchè per loro viverci sul serio è difficile. Viceversa non capisco cosa pretende quella gente che ha milioni di copie vendute alle spalle e decine di milioni in banca, e ancora si lamenta.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 08/10/2007 alle 15:58
Originariamente inviato da desmoblu

Sulla faccenda radiohead: anch'io metterò il mio bell'obolo, se lo meritano (e amo pensare che non abbiano fatto leva proprio su questo fattore...).
Eh, Subsonico, mi ricordo di un giovane desmoblu che invece di studiare per il compito in classe, un decennio fa o quasi, andò a comprarsi al negozio di dischi (che ancora esisteva) la cassetta del primo omonimo album dei Subsonica.. (poi sono cambiati loro, e sono maturato anch'io. Però il fatto rimane neglia annali della storia piemontese insieme alla grigia giornata di quel giorno, e all'ignominioso voto dell'indomani...).

Admin, come ho detto sopra: credo che per i giovani sia giusto pagare, perchè per loro viverci sul serio è difficile. Viceversa non capisco cosa pretende quella gente che ha milioni di copie vendute alle spalle e decine di milioni in banca, e ancora si lamenta.


Guarda Desmo, a maggior ragione se i Radiohead hanno fatto leva su questo, onore al merito! Perchè comunque decido IO quanto dare loro e so che nessuno prenderà una percentuale sul loro lavoro se non chi li ha aiutati a mixare e registrare l'album.

Sul primo "Subsonica" mi fai accapponare la pelle, allora praticamente non erano nessuno! Allora avevo 9 anni e non seguivo musica, ma rileggendo la storia credo che sul loro primo parziale successo ebbero un ruolo importantissimo MTV e radio deejay che trasmisero a palla "Istantanee", che tra l'altro di quell'album era una delle peggiori
(Vuoi mettere con "Come Se" e "Nicotina Groove"? mai sentito niente del genere! Solo per citarne due sparse...).
PS:solo ora mi rendo conto che dunque hai il primo CD dei Subsonica..... è introvabile!! Chissà quanto ti faresti a rivenderlo... (non guardare me che non ho un euro )

 

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  postato il 08/10/2007 alle 16:27
Originariamente inviato da Bitossi

E' vero pure che lo scaricamento selvaggio porta ad una forma di bulimia o meglio di indigestione... (è successo a tutti quelli che conosco, ed è un po' quello che dice Subsonico).
Insomma, andare a casa e scartare la confezione di un prodotto ufficiale, apprezzarne la grafica e i contenuti extramusicali, metterne uno alla volta nel riproduttore... sembrano cose ben diverse dall'accumulare gigabytes sul computer di casa... si rischia di non ascoltarli neppure, di tenerli in un angolo, un po' come da bambini coi giocattoli che non ci piacevano.
Secondo me questo accade perché giustamente siamo legati al concetto di "opera", che nel caso musicale non si esaurisce nella riproduzione sonora... così come non sono sufficienti delle fotocopie per gustarsi "veramente" un romanzo...


Concordo perfettamente, e infatti non scarico, ma compro i cd

Per esempio, In Rainbows me lo ordinerò nella forma DiscBox tra qualche settimana, e aspetterò il fatidico 3 dicembre per riceverlo (cercando nel frattempo di non ascoltare nulla del disco). Se non si era capito, mi piace un sacco l'attesa

 

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  postato il 08/10/2007 alle 16:38
Originariamente inviato da Subsonico

Mi spiego: quando prima c'erano i 56kbs e scaricavo una canzone al giorno, se mi andava bene, [...] quei singoli download diventavano dei piccoli cimeli.


Indubbiamente!
Ma oltre alla 56k, vogliamo ricordare i tempi eroici di Napster?
Quelli in cui, oltre a dover aspettare una giornata per scaricare tre minuti di canzone, non era infrequente che il download si interrompesse mentre era in corso, perché l'altro utente si disconnetteva...
E in quel caso, al contrario di quanto avviene oggi con Emule (et similia), la canzone andava perduta, e dovevi ricominciare tutto daccapo!

Si rischiavano dei veri e propri travasi di bile!!!

Una volta il download mi si infognò quando era al 99%, che è ovviamente il mio record personale... Roba da chiodi... Ma capitava spesso che si arrivasse oltre al 90% e poi il download si interrompesse.
Prima di mettersi a scaricare canzoni di 6/7 minuti, poi, bisognava accendere dei ceri alla Madonna...
(Però devo dire che riuscii a scaricarmi Supper's Ready, 22'58" di canzone, record clamoroso in tempi di Napster!)...

Eh, che nostalgia... ti credo che, in simili condizioni, ogni singolo pezzo scaricato assumesse il valore di un cimelio: te lo dovevi sudare!!!

 

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  postato il 08/10/2007 alle 16:39
hahaha...ecco un altro feticista del vinile
Nella mia carriera finora mi pento in assoluto di non avere più un vinile di Hendrix (!!!!!!!!) e un altro con la copertina disegnata da Pazienza (forse di Minghi, ma chissenefrega!*). In più rimpiango il vinile trasparente di Superunknown dei Soundgarden, 1994. Di quello ho il cd, conservato con cura certosina.
Piccolo appunto: avete presente cosa vuol dire perdere il contenitore con gran parte dei vostri cd originali e preferiti? Ancora impreco.


*in realtà, ora ricordo, era "Hollywood hollywood" di Vecchioni, inizio anni '80. L'avevo comprato a un mercatino proprio per la copertina..

 
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  postato il 10/10/2007 alle 17:59
Ragazzi, ma se uno non ha fatto un'offerta per l'album dei Radiohead entro oggi (10 ottobre), può ancora farlo?
Ho cercato di accedere al sito, ma o è "in demolizione" oppure è visitato da un numero enorme di persone...

 
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  postato il 10/10/2007 alle 18:57
Ragazzi...crisi di coscienza: non so quanto dare ai radiohead per il loro album!!
 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 10/10/2007 alle 22:20
Originariamente inviato da desmoblu

Ragazzi...crisi di coscienza: non so quanto dare ai radiohead per il loro album!!


Domandona: ma poi come si paga?

 

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  postato il 10/10/2007 alle 22:54
Dunque, funziona così: metti il tuo prezzo, confermi, poi ti registri. Ti chiede dati anagrafici e i dati della carta di credito (numero e cifre dietro). Quando hai fatto ti manda un link via e-mail da cui scaricare l'album (circa 50 mb, credo diano 10 pezzi).
Dico credo perchè all'ultimo passo non ci sono arrivato: continua a dirmi che la mia carta non è valida. Strano, la postepay dovrebbero prenderla... sta a vedere che mi hanno c*ulato quello che avevo sopra Beh, avevo circa 10 euris, carta ricaricabile....
Comunque domani vado a informarmi.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 10/10/2007 alle 23:02
Originariamente inviato da desmoblu

Dunque, funziona così: metti il tuo prezzo, confermi, poi ti registri. Ti chiede dati anagrafici e i dati della carta di credito (numero e cifre dietro). Quando hai fatto ti manda un link via e-mail da cui scaricare l'album (circa 50 mb, credo diano 10 pezzi).
Dico credo perchè all'ultimo passo non ci sono arrivato: continua a dirmi che la mia carta non è valida. Strano, la postepay dovrebbero prenderla... sta a vedere che mi hanno c*ulato quello che avevo sopra Beh, avevo circa 10 euris, carta ricaricabile....
Comunque domani vado a informarmi.


carta di credito? Palle, non ce l'ho. Pensavo finisse tutto nella bolletta telefonica.

 

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  postato il 10/10/2007 alle 23:09
Beh, io per eventualità del genere ho fatto la postepay alla posta.. puoi metterci anche solo 1 euro, ma 5 euro ti partono per farla (e ogni volta un euro per ricaricare).
 
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  postato il 11/10/2007 alle 08:41
Bene, ragazzi. Risolti i problemi con postepay (usatela, funziona benissimo) ho scaricato stamattina "In rainbows". Dettagli tecnici: non vi arriva più nulla via mail, il link appare direttamente nella schermata di riepilogo della transazione.
Zip di una cinquantina di mb, 10 tracce (qualità:160) che ora andrò ad ascoltare per poi riferirvi. Ho aperto un pezzo a caso e l'inizio ricordava "no surprises". Speriamo bene!

 
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  postato il 11/10/2007 alle 15:16
Ma no, i dischi vanno ascoltati nel giusto ordine, dalla traccia numero 1 alla (in questo caso) 10!

 

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  postato il 11/10/2007 alle 15:29
Originariamente inviato da Admin

Ma no, i dischi vanno ascoltati nel giusto ordine, dalla traccia numero 1 alla (in questo caso) 10!


specialmente quelli dei Radiohead, magari 2 alla volta con 17" di sfasamento...

 

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  postato il 11/10/2007 alle 15:41
Originariamente inviato da Subsonico

Originariamente inviato da Admin

Ma no, i dischi vanno ascoltati nel giusto ordine, dalla traccia numero 1 alla (in questo caso) 10!


specialmente quelli dei Radiohead, magari 2 alla volta con 17" di sfasamento...


Kid A, eh?

Provato? Io sì...

 

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  postato il 11/10/2007 alle 15:42
E che ne hai ricavato?
Io, da fan dei RH, non la sapevo questa cosa... vergogna?

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
Amarti m'affatica, mi dà malinconia
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 11/10/2007 alle 15:48
Originariamente inviato da Admin

E che ne hai ricavato?
Io, da fan dei RH, non la sapevo questa cosa... vergogna?



Come nooo!!!!!!!
non ci posso credere...stasera mettiti sotto e vedi un po' cosa esce fuori....

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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  postato il 11/10/2007 alle 15:49
Statejelo pure a di'...

 

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  postato il 11/10/2007 alle 16:13
Hehe...Admin, era solo per controllare che tutto funzionasse. E funziona.
Ascoltato, un po' di fretta e per la prima volta: e io per affezionarmi e capire un disco ci metto un po'. Molte ballate, qualche pezzo (es: 2) che ricorda Electioneering. E in effetti l'album ricorda proprio (finalmente!) Ok Computer. Diciamo che parte dagli stessi presupposti, oppure ne deriva logicamente. Non troviamo cose troppo energiche, ma nemmeno pezzi "pesanti" alla exit music o fitter happier. Questa è la mia prima impressione, ma- ripeto- ho bisogno di tempo per masticarlo.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 11/10/2007 alle 16:24
Secondo me tra un pò lo pubblicano su cd, ma posso sbagliarmi.
 
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  postato il 11/10/2007 alle 16:27
Sì Ottavio, è già prevista l'uscita su cd.

Per gli aficionados più scemi tra cui io mi autoincludo, si può già ordinare on line il DiscBox, che comprende il disco su cd, un secondo cd di bonus tracks, e due vinili (suppongo con le stesse scalette dei cd), più tutto il complesso artwork che accompagna l'opera. Costerà 40 sterline e verrà spedito a partire dal 3 dicembre.

Poi nel 2008 il disco, semplicemente la versione cd di In Rainbows, dovrebbe arrivare nei negozi, seguendo la normale distribuzione.

 

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