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Autore: Oggetto: Parliamo di Sport invernali

Livello Fausto Coppi
Utente del mese Agosto 2010




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  postato il 18/05/2010 alle 10:21
1987. Finale Varese-Bolzano. Serie finita, se non ricordo male, 3-0 (o 2-1 ? boh!) comunque vittoria decisiva del Varese in casa al Palalbani. Quell'anno il Varese era la grande favorita.
 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 18/05/2010 alle 10:57
Probabilmente questo post andrebbe nel thread "Fatti di politica 2010".

Il candidato del centrodestra alle elezioni comunali di Bolzano Robert "Bob" Oberrauch è stato sconfitto al primo turno dal candidato del centro sinistra Alberto Sigismondi.

Bob Oberrauch è stato nel decennio a cavallo degli anni 80/90 una delle colonne portanti della difesa del Bolzano e della nazionale italiana, giocatore che Bitossi avrà sicuramente visto all'opera nel 1987 (maglia n° 4).

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 18/05/2010 alle 13:23
E per ora, nella prima metà del secondo tempo, Italia-USA sono 1-1 e Kaz-Fra 2-3.

Sperem.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/05/2010 alle 20:40
Originariamente inviato da Slegar

Probabilmente questo post andrebbe nel thread "Fatti di politica 2010".

Il candidato del centrodestra alle elezioni comunali di Bolzano Robert "Bob" Oberrauch è stato sconfitto al primo turno dal candidato del centro sinistra Alberto Sigismondi.

Bob Oberrauch è stato nel decennio a cavallo degli anni 80/90 una delle colonne portanti della difesa del Bolzano e della nazionale italiana, giocatore che Bitossi avrà sicuramente visto all'opera nel 1987 (maglia n° 4).

Boh, io ricordo solo Tomasoni (e Jim Corsi portiere del Varese); ripensandoci, forse era la seconda partita di finale. Ricordo anche che il mio collega qualche giorno dopo andò a vedere la terza a Bolzano... e dovette rimanere in giro fino alle 7 di mattina, perché il parcheggio teutonico aveva chiuso...

Intanto, spinto dalla curiosità, mi sono visto la replica di Italia-Usa. L'Italia esce sconfitta ai rigori, dopo aver rischiato di vincere.
Però... ero un po' distratto, ma l'overtime non è stato di soli 5'?

Infine, visto che ci lamentiamo dei telecronisti di ciclismo... quelli di oggi mi sembravano dei jazzisti: improvvisavano!
Non sapevano il regolamento della classifica avulsa ("almeno, dovrebbe essere così", hanno detto... ); sbagliavano i conti delle reti, non sapevano che i rigori erano solo tre, prima di quelli ad oltranza... ma chi cavolo erano?

 

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"...Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta, penso che per la razza umana ci sia ancora speranza..." (H.G. Wells)

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 19/05/2010 alle 12:49
Originariamente inviato da Bitossi

Intanto, spinto dalla curiosità, mi sono visto la replica di Italia-Usa. L'Italia esce sconfitta ai rigori, dopo aver rischiato di vincere.
Però... ero un po' distratto, ma l'overtime non è stato di soli 5'?



Hai ragione, sono stato un po' superficiale nella precedente risposta. Durante la fase a gironi, come previsto dal regolamento IIHF anche per i campionati nazionali, il tempo supplementare è di 5'.

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 19/05/2010 alle 13:14
Si è conclusa la seconda fase ed è tempo di primi bilanci e di pronostici per la fase decisiva di questi mondiali.

Capitolo Italia. Obiettivo salvezza mancato per un soffio (15ª posizione finale), però la retrocessione in Iª Divisione è meritata. E' durato poco più di 4' il sogno di agguantare la salvezza, il tempo trascorso tra il vantaggio dell'Italia per 2-1 ed il pareggio statunitense nel III° tempo, ma, come nell'altra partita decisiva contro la Lettonia, il "Penalty Killing" italiano non ha retto la gara. I due goal statunitensi sono stati segnati rispettivamente dopo 10" e 8" dall'inizio della superiorità numerica. Sommando i dati della partita con la Lettonia (14" e 11") in 43" di inferiorità numerica l'Italia ha beccato 4 reti. Con questi numeri non si va da nessuna parte.

Resta il rammarico della scelta scellerata di schierare in porta nella partita decisiva con la Lettonia Adam Russo (88,24% di efficienza) al posto di Daniel Bellissimo (94,77% di efficienza classificato attualmente al 3° posto nella classifica di rendimento dietro al russo Varlamov ed al tedesco Endras).

Accompagna l'Italia in Iª Divisione il Kazakhstan, (ultima squadra classificata) che si è dimostrata una squadra fondamentalmente di "mozzarelle": in teoria aveva tutte le carte in regola per stare davanti all'Italia ed alla Francia. Qualcosa che non funziona all'interno della federazione kazzaka ci deve essere, perché da prima di Torino 2006 il Kazakhstan non cava un ragno dal buco. Forse Vinokourov accompagnato dai kazzaki presenti alla Kobram potrebbe risollevare la squadra.

Si salvano USA e Francia (13ª e 14ª posizione)

(...segue...)

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 24/05/2010 alle 13:13
Purtroppo per vari motivi non ho potuto scrivere niente sui mondiali di hockey su ghiaccio.

Epilogo clamoroso con la vittoria in finale della Repubblica Ceca sulla Russia per 2-1.

Per l'Italia amara, ma meritata, retrocessione con l'unica consolazione del 3° posto di Daniel Bellissimo nella classifica finale di rendimento dei portieri, dietro al tedesco Endras ed al russo Varlamov ma davanti al ceco Vokoun, grande protagonista della partita di ieri sera.

 
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  postato il 24/05/2010 alle 14:33
Veramente spettacolare la finale di ieri.
La Russia rischia il tracollo a metà dell'ultimo terzo, ma negli ultimi 2 minuti trova prima la rete della speranza e poi arriva a sfiorare il pareggio (c'è stato anche un palo di Ovechkin).
A 7" dalla sirena un ultimo drammatico ingaggio nel terzo di attacco con i russi in pp, ma il disco finisce a ceki.
Altro che finale della CL!!

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 24/05/2010 alle 17:23
Complimenti alla Repubblica Ceca per la vittoria di ieri ma la Russia deve mangiarsi le mani fino ai gomiti per la sconfitta.

Hanno la parziale scusante del goal a freddo però ieri sera i russi hanno manifestato i loro limiti di squadra congeniti. Nei momenti di difficoltà si dimenticano il gioco di squadra ed iniziano a giocare da solisti; sicuramente la Russia ha pagato l'assenza del capitano Morozov, vero uomo squadra. Inoltre i cechi hanno impostato una difesa, favoriti dal goal lampo dopo 20", semplicemente perfetta; nei contropiedi russi i cechi erano sempre in tre a difendere mentre a parti invertite i russi che difendevano erano due.

Ieri sera si è vista la differenza tra grandi giocatori e campioni; l'impatto sul match del quasi quarantenne Jagr è stato molto più importante del "cecchino" Ovechkin. Anche nel quarto di finale del torneo olimpico contro il Canada il russo aveva giocato un incontro "normale".

 
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  postato il 24/05/2010 alle 17:53
Visto che sei un grande esperto volevo un tuo parere sulle decisioni arbitrali. Pensi possano aver effettivamente favorito i cechi?
Il gol di pattino era al limite del regolamento (un gol simile era stato annullato ai russi poco prima) ed anche il 5+20 per il fallo su Jagr mi è sembrato eccessivo.




 
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  postato il 24/05/2010 alle 18:35
Il goal di Rolinek è al limite della regolarità, ma personalmente penso che l'arbitro non abbia sbagliato. E' molto difficile per l'arbitro se validare oppure no la marcatura; quello che fa la differenza, nel giudizio arbitrale, è la volontarietà o la casualità nella deviazione con il pattino.

Sul 5+20 comminato ad Emelin nutro molte perplessità. L'incontro stava prendendo una brutta piega con i russi sempre più nervosi ma in quella decisione c'è stato un eccesso di severità. Forse l'arbitro, sbagliando, aveva pensato che quell'intervento sul giocatore che è il pilastro portante della Repubblica Ceca poteva essere un fallo "intimidatorio" per calmare l'ardore agonistico dei cechi. Personalmente non era neanche fallo. Sicuramente questa decisione arbitrale ha favorito la Repubblica Ceca, in quanto la Russia si è definitivamente sfilacciata ed il nervosismo ha preso il sopravvento; negli ultimi 10' la Russia ha giocato a ranghi completi solamente 1'30" circa. Il goal di Datsyuk a 36" dal termine è stato segnato in semplice superiorità numerica con gli uomini di movimento solamente perché era stato tolto il portiere Varlamov.

L'assalto finale dei russi ha dimostrato che se giocavano tutto l'incontro come sapevano fare il titolo mondiale era loro.

 
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  postato il 14/07/2010 alle 20:30
Per rinfrescarvi dal caldo torrido che grava su gran parte dello stivale ....

(da fisi.org)

Calendario 2010/2011 CDM Sci Alpino Femminile ......
http://www.fis-ski.com/data/document/1011ladies-juni2010.pdf
(da fisi.org)

Calendario 2010/2011 CDM Sci Alpino Maschile ......
http://www.fis-ski.com/data/document/1011men-juni2010.pdf
(da fisi.org)

Calendario a lungo termine 2011/2014 ......
http://www.fis-ski.com/data/document/alpine-world-cup-long-term-calendars-2011-12-2013-14.pdf
(da fisi.org)

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 14/07/2010 alle 20:40
Sempre contro il caldo........

Calendario CDM Sci di Fondo 2010/2011
http://www.fis-ski.com/data/document/cal-cc10-111.pdf
(da centrofondo-gallio.com)

Calendario a lungo termine CDM 2011/2014
http://www.fis-ski.com/data/document/cal-cc11-14_all2.pdf
(da valdifiemme.it)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 14/07/2010 alle 21:21
Grazie per il pensiero.

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 19/07/2010 alle 12:44
Dal calendario CDM di sci di fondo (www.fis-ski.com):

Date - Day - Site - Nation - Ladies - Men
15.01.2011 - Sat - Liberec - CZE - Sprint F - Sprint F
16.01.2011 - Sun - Liberec - CZE - Team Sprint C - Team Sprint C

In origine per queste due gare l'idea, spinta notevolmente dalla FIS e già anticipata sui giornali, per il 2011 era:
Date - Day - Site - Nation - Ladies - Men
15.01.2011 - Sat - Milan - ITA - Sprint F - Sprint F
16.01.2011 - Sun - Milan - ITA - Team Sprint C - Team Sprint C


Per il 2012:
Date - Day - Site - Nation - Ladies - Men
14.01.2012 - Sat - Rome - ITA - Sprint F - Sprint F
15.01.2012 - Sun - Rome - ITA - Team Sprint C - Team Sprint C


Mentre per Roma 2012 qualche speranza esiste ancora, per Milano si è assistita ad un'autentica farsa con protagonista principale il presidente della FISI Morzenti. All'ultimo congresso della FIS questo losco figuro, traghettatore dello sci italiano verso il disastro totale di Sochi 2014, ha apertamente boicottato la candidatura di Milano per il semplice motivo che il Comitato Alpi Centrali, di cui la città territorialmente fa parte, si era apertamente schierato a favore del suo concorrente nell'assemblea elettiva di Torino del mese precedente.

(facciamo finta che nello smile al posto del muro ci sia la bottiglia di Tafazzi)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 19/07/2010 alle 13:36
Da milanese dovrebbe dispiacermi di non poter vedere la prova sotto casa, ma da amante della montagna no.
Credo che Liberec sia una località più consona allo sci di fondo che non il Vigorelli (dove pure ho strappato un autografo a Stefy Belmondo).

 

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  postato il 19/07/2010 alle 19:09
Se proprio vogliamo essere precisi Liberec sta allo sci di fondo (quasi) come i cavoli a merenda. Hanno organizzato una edizione dei campionati mondiali l'anno scorso a livello di un torneo del dopolavoro (con tutto rispetto) e forse con l'occasione hanno imparato come si traccia un percorso decente.

In compenso Liberec è il centro più importante per il salto con gli sci boemo.

Comunque le gare di Milano si dovevano svolgere al Parco Sempione, mi sembra, e sarebbero state più godibili delle gare tenutesi a suo tempo al Vigorelli.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 20/07/2010 alle 09:38
Ma dai, una località di montagna (sebbene non eccessivamente alta)è sempre una località di montagna.
Ti preciso che, come sede per gare sprint, non amo neppure Dusseldorf, non solo Milano.

 

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  postato il 20/07/2010 alle 10:38
Noi in Italia abbiamo una visione "alpina" della pratica dello sci come in Francia, Svizzera, Austria e nordamerica; già in Germania e nei paesi mitteleuropei lo sci è visto in maniera più "collinare", nel senso che dove ci possono essere 5 cm. o più di neve quello è un buon posto per sciare (es. Maribor, in Slovenia, tappa storica di CDM di sci alpino femminile è a non più di 400 m.s.l.m.).

Nei paesi "nordici" (Scandinavia, Baltico ed ex URSS) lo sci di fondo è una pratica sportiva che si pratica molto in pianura, e non può essere altrimenti viste le temperature medie, a quote molto basse (si va a sfiorare il livello del mare per intenderci).

Comunque queste sprint "cittadine", secondo gli intenti della FIS, servono a portare lo sci di fondo verso le persone; oltre alla citata Düsseldorf è già diventato un "classico" l'appuntamento di Stoccolma.

Sulla spettacolarità e sui contenuti tecnici si può discutere.

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 22/07/2010 alle 18:31
Da il Giornale di Vicenza

Sembrava ormai fatta. Daniel Bellissimo non aveva ceduto alle lusinghe di altri “mercati” europei e sembrava pronto per la quarta stagione giallorossa, stavolta con lo scudetto sulla maglia, ed invece... eccola, la chance che aveva sempre sognato: giocare in Nhl.
«Avremmo potuto dirgli di no e farlo restare - ammette il gm giallorosso Tessari - ma non ci sentiamo di fargli questo. Daniel avrebbe addirittura la possibilità di scegliere fra 2 o 3 opzioni (il sogno dei Toronto Maple Leafs, ma anche la rivale Montreal Canadiens). E lui è intenzionato a giocarsi le sue carte fino in fondo. Non è giusto, anche se con noi ha un contratto fino al 2013, fermare una carriera che, se come ci e gli auguriamo, potrà portarlo molto in alto. Sarebbe comunque motivo di vanto anche per noi, visto che è arrivato ad Asiago semi-sconosciuto giovane di belle speranze ed ha saputo costruire qui la sua chance con classe, determinazione, volontà ed impegno da grandissimo professionista, sapendosi meritare la fiducia, la stima, l’amicizia e l’ammirazione di tutti. Un esempio per i nostri giovani».
Che la possibilità di una sua partenza si potesse concretizzare, dopo l’indimenticabile, strepitoso capitolo 2009/10 diviso fra il secondo scudetto asiaghese e lo splendido Mondiale con la maglia dell’Italia, era nell’aria ma sembrava ormai scongiurata. ............


Che dire:

Aumenta il rammarico per l'infelice scelta del CT dell'Italia di non schierarlo nella partita decisiva dei mondiali contro la Lettonia: non c'è solo Lippi che fa cavolate.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 21/10/2010 alle 18:53
Fra un po' si ricomincia con lo sci alpino

 

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FANTACICLISMO 2008 Campione Olimpico in linea - S. Sebastian - Parigi Bruxelles - Vincitore classifica generale grandi giri (10° Giro - 10° Tour - 4° Vuelta) 1 tappa al Tour - 4 tappe alla Vuelta 9° classifica finale.
FANTACICLISMO 2009 Liegi-Bastogne-Liegi 2° classifica finale Giro d'Italia - 2 tappe - 1 giorno in maglia rosa - Best Belgio - 5° classifica finale

66 punti (nel 2008) + 115 punti (nel 2009) di vantaggio su Frejus: la mia nemesi!

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 25/10/2010 alle 15:55
Primo podio italiano nello sci alpino ottenuto sabato da Manuela Moelgg nella gara vinta dalla campionessa olimpica, la tedesca Viktoria Rebensburg. Questo della tedeschina è un nome da tenere bene a mente, in quanto potrà diventare la dominatrice dello slalom gigante e del superG per i prossimi anni; non si vince per caso un titolo olimpico a 20 anni.

La stagione della neve era già iniziata due settimane fa con lo snowbord sul percorso coperto dello SnowWorld di Landgraaf in Olanda:


In quell'occasione gli italiani Roland Fischnaller e Aaron March hanno ottenuto rispettivamente il 2° ed il 3° posto.

E' iniziata anche la stagione degli sport su ghiaccio con l'NHK Trophy di Nagoya valido per il Grand Prix di pattinaggio di figura. Vittoria nella gara femminile di Carolina Kostner: nulla di trascendentale nella prestazione della gardenese ma almeno è stata esente da errori gravi. Un buon viatico per la stagione che inizia. Pessima prestazione della vice campionessa olimpica ed idolo del Giappone Mao Asada. 5° posizione finale per la coppia italiana di danza Cappellini-Lanotte: qualche imperfezione di troppo ed errori oramai congeniti ne hanno condizionato la classifica.

Siamo ad inizio stagione e tutti i partecipanti hanno mostrato una condizione atletica insufficiente.

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 25/10/2010 alle 19:57

Originariamente inviato da Slegar

Primo podio italiano nello sci alpino ottenuto sabato da Manuela Moelgg nella gara vinta dalla campionessa olimpica, la tedesca Viktoria Rebensburg.

Il podio di Manuela assume un valore particolare, se si considera il grave errore (s'è quasi allungata su un fianco) commesso nella prima manche che le è costato parecchio in termini di tempo.


Siamo ad inizio stagione e tutti i partecipanti hanno mostrato una condizione atletica insufficiente.

Altrimenti non avrebbe vinto la Kostner.

 

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« La superstizione porta sfortuna »
(Raymond Merrill Smullyan, 5000 B.C. and other philosophical fantasies, 1.3.8)


Fantaciclismo Cicloweb 2010

Piazzamenti sul podio:


Omloop Het Nieuwsblad Élite: 3°
E3 Prijs Vlaanderen - GP Harelbeke: 2°
GP Miguel Indurain: 1°
Ronde van Vlaanderen / Tour des Flandres: 3°
Rund um Köln: 1°
Liège-Bastogne-Liège: 1°
Giro d'Italia: Carrara - Montalcino: 2°
Tour de France: Sisteron - Bourg-lès-Valence: 1°
Tour de France: Longjumeau - Paris Champs-Élysées: 1°
Tour de France - classifica finale: 3°
Gran Premio Città di Peccioli - Coppa G. Sabatini: 1°

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Asso di Fiori

 
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  postato il 26/10/2010 alle 19:20
Il grande evento della stagione sono i mondiali di Oslo , nel tempio degli sport Nordici Holmenkollen
Se c'era tanta gente a Lillehammer non oso immaginarmi quanta ce ne sara' sulla collina di Oslo

 
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  postato il 27/10/2010 alle 11:54
Originariamente inviato da forzainter

Il grande evento della stagione sono i mondiali di Oslo , nel tempio degli sport Nordici Holmenkollen

Ritornano i mondiali ad Holmenkollen a 29 anni di distanza dopo l'edizione del 1982, rimasta famosa per l'incredibile epilogo della staffetta 4x10 km maschile. Come per le olimpiadi di Lillehammer del 1994 anche quel giorno la Norvegia si fermò per assistere alla "sua" gara; dopo le prime due frazioni dominate dalla squadra di casa il testimone passò da Aunli all'allora astro nascente Mikkelsplass. A 1/3 circa della sua frazione il norvegese cadde rovinosamente in discesa, si rialzò ma rimase "rintronato" dal ruzzolone e perse tutto il vantaggio, quasi due minuti, accumulato sulla formazione sovietica. All'ultimo cambio le due squadre erano appaiate e partirono i due ultimi frazionisti, Oddvar Brå per la Norvegia ed Alexandre Zavialov per l'Unione Sovietica. I due rimasero appaiati lungo tutto il percorso.

All'inizio della rampa d'ingresso allo stadio, che adesso non esiste più perché è stata allungata la pista di atterraggio del trampolino per il salto, Zavialov attacca violentemente e Brå con una piccola "cattiveria" d'istinto con la punta dello sci tocca la coda dello sci del sovietico. Zavialov cade ma durante la caduta, per rendere la pariglia, si appoggia al bastoncino destro di Brå che lo sta superando e lo spezza (da vg.no):



Il norvegese Brå sembra involarsi verso la vittoria ma senza un bastoncino l'azione è limitata. Un tecnico norvegese corre disperatamente per dare un nuovo bastoncino mentre il sovietico si rialza (da nrksport.no):



Quando Brå ha tutti e due i bastoncini impugnati è già stato ripreso da Zavialov per cui la gara si deciderà allo sprint. Il sovietico sembra avere la meglio ma il norvegese con una manovra estrema si tuffa sul traguardo con una pattinata (il passo Koch o Siitonen) rifilando tra l'altro un colpo allo stinco di Zavialov per rendere la pariglia (da nrksport.no):



Chi ha vinto? Nessuna delle due squadre esulta, il pubblico non riesce a capire, le immagini televisive non sono chiare, l'attenzione dei media (TV, giornalisti, fotografi) è tutta concentrata nell'area dopo il traguardo per carpire ogni emozione; il centro del mondo è concentrato nei pochi metri dopo il traguardo. Ma non è finita. Dietro Finlandia e DDR si stanno giocando il 3° posto e Juha Mieto e Frank Schröder piombano sul traguardo anche loro appaiati. La TV si accorge all'ultimo istante, i fotografi capiscono l'evento troppo tardi: di quello sprint, di fatto, non esistono immagini.

La patata bollente passa in mano ai giudici che devono decidere la classifica finale e la decisione, visti anche gli anni, è una non decisione: medaglia d'oro ex-equo all'URSS ed alla Norvegia (anche se Zavialov era passato prima) e medaglia di bronzo ex-equo alla Finlandia ed alla DDR (in questo caso la parità era stata perfetta).

I mondiali di Holmenkollen del 1982 devono essere ricordati anche per il primo grande successo del più grande saltatore di tutti i tempi (per il sottoscritto) il finlandese Matti Nykänen, allora diciottene, vincitore della gara dal trampolino da 90m. a cui aggiunse il bronzo nella prova a squadre ed il 4° posto nel trampolino da 70 m. (da nrksport.no):


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 27/10/2010 alle 18:57
Nel 1982 avevo solo 7 , non me li ricordo
Come miglior saltatore io voto Jens Weissflog

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 28/10/2010 alle 10:53
Eccolo il video dell'arrivo della staffetta 4x10:

http://www.nrk.no/video/da_bra_brakk_staven/ED9AB3E31376EE11/emne/Holmenkollen/

Rispetto a quanto scritto nel post precedente Zavialov perde un passo, Brå nel superarlo gli tocca il bastoncino, il sovietico cadendo si appoggia (per non dire si lancia) sul bastoncino del norvegese e glielo spezza.

Lo scrivere questi post per me è stata l'occasione per ricercare delle immagini che da quegli anni non avevo più rivisto. Devo dire che l'emozione è comparabile come quando le vidi in diretta TV (non ricordo se Tsi o TV Koper-Capodistria non certamente la RAI). Confrontando con le gare attuali quelle immagini sembrano preistoria per lo sci di fondo.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 28/10/2010 alle 20:04
Visto che sei grande esperto , non mi spiego la mancanza della Svezia di Wassberg (primo grande fondista preferito) sul podio. Come mai ? Gli altri eran scarsi ?
 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 28/10/2010 alle 20:38
In quella gara la Svezia non schierò Tomas Eriksson vincitore della 30 km qualche giorno prima. Wassberg fu schierato in prima frazione a cui seguì un giovane Jan Ottoson; la gara per la Svezia fu abbastaza incolore e lo stesso Wassberg non fece una grande prestazione ed alla fine si classificarono al 6° posto davanti di poco all'Italia. In quegli anni la Svezia non otteneva dei grandi risultati in staffetta; in compenso due anni dopo a Sarajevo, con l'arrivo di Gunde Svan, per la Svezia iniziò un periodo abbastanza lungo in cui ad ogni grande manifestazione arrivava un posto sul podio.

Nel 1987 ad Oberstdorf e nel 1988 a Calgary la Svezia vinse con il suo "Dream Team" composto da Thomas Wassberg, Gunde Svan e Torgny Mogren a cui aggiunsero in prima frazione Jan Ottosson nel 1987 e Christer Majbäk nel 1988.

 
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  postato il 29/10/2010 alle 13:07
Anche a Lahti '89 la Svezia vinse alla grande con un attacco di Mogren a pochi km dalla fine.
Dietro la volata per il podio vedeva la Finlandia prevalere su Russia e Norvegia con il grande Ulvang costretto a cedere per la sua scarsa attitudine al passo pattinato.

A Calgary invece se non ricordo male la staffetta svedese fu favorita da una caduta di Prokurorov nel finale.

Poi negli anni novanta è diventato un affare tra Norvegia ed Italia.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 30/10/2010 alle 12:44
M'immagino un duello tra la Svezia di Wassberg , Mogren e Svan e la Norvegia di Daehlie , Ulvang e Alsgaard..
Forse avrebbe vinto la Norvegia pero' con Alsgaard ultimo frazionista..

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 30/10/2010 alle 20:48
In realtà un "quasi" duello c'è stato ai mondiali della Val di Fiemme nel 1991 quando, in 3ª e 4ª frazione, erano schierati per la Norvegia Ulvang e Dæhlie e per la Svezia Svan e Mogren.

In realtà sul campo non ci fu nessuno scontro diretto in quanto la gara fu decisa dal primo frazionista norvegese, Øyvind Skaanes con un'azione equivalente ad una fuga bidone, che diede il cambio al secondo staffestista svedese con 45" di vantaggio circa.

Il "Dream Team" svedese, come medaglie individuali, conquistò tra Olimpiadi e Mondiali 12 medaglie d'oro, 6 d'argento e 3 di bronzo.

Gunde Svan, assieme a Bjørn Dæhlie il "quasi" più grande fondista di tutti i tempi a mio giudizio, è apparso sulla grande scena internazionale alle Olimpiadi di Sarajevo vincendo l'oro nella 15 km e nella staffetta, l'argento nella 50 km ed il bronzo nella 30 km. Quattro anni dopo, a Calgary in Canada, aggiunse le vittorie nella 50 km in tecnica libera e nella staffetta. In una carriera ad alto livello breve, da Sarajevo 1984 a Val di Fiemme 1991, ha inoltre vinto 5 titoli mondiali, 2 argenti e un bronzo.

Torgny Mogren dei tre è quello dal palmares meno ricco ma dalla classe più cristallina. Esordisce ad alto livello nel 1985 con il 6° posto nella staffetta e due anni dopo vince la staffetta e conquista il 3° posto nella 50 km skating dietro De Zolt e Wassberg. L'oro olimpico del 1988 nella staffetta 4x10 mix rimane l'unica medaglia vinta ai giochi olimpici. Termina la carriera ad alto livello ai mondiali di Trondheim nel 1997 con il 5° posto nella staffetta. Oltre al citato titolo olimpico in carriera vincerà anche 4 titoli mondiali (due in staffetta), 2 argenti e 3 bronzi conquistati nella prima parte di carriera (fino a Val di Fiemme 1991).

Di Thomas Wassberg, Oddvar Brå e degli altri norvegesi scriverò successivamente.

 
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Livello Eddy Merckx




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  postato il 31/10/2010 alle 14:13
Condannato per concussione Giovanni Morzenti, presidente della Federazione Italiana Sport Invernali.
 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 31/10/2010 alle 17:04
Se si dimette , in Valle d'aosta non ne sentiremo la mancanza..
 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 31/10/2010 alle 17:08
Originariamente inviato da Slegar

In realtà un "quasi" duello c'è stato ai mondiali della Val di Fiemme nel 1991 quando, in 3ª e 4ª frazione, erano schierati per la Norvegia Ulvang e Dæhlie e per la Svezia Svan e Mogren.

In realtà sul campo non ci fu nessuno scontro diretto in quanto la gara fu decisa dal primo frazionista norvegese, Øyvind Skaanes con un'azione equivalente ad una fuga bidone, che diede il cambio al secondo staffestista svedese con 45" di vantaggio circa.


Me la ricordo quella gara (Avevo gia' cambiato bandiera , tifavo Norvegia , piu' per Ulvang che per Daehlie)

Pero' nella Svezia mon c'era Wassberg.. e alla Norvegia mancava Alsgaard

 
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Livello Eddy Merckx




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  postato il 31/10/2010 alle 20:27
Originariamente inviato da forzainter

Se si dimette , in Valle d'aosta non ne sentiremo la mancanza..

C'è anche l'interdizione dai pubblici uffici, quindi non dovrebbe nemmeno scrvere la lettera di dimissioni.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/11/2010 alle 13:07
Originariamente inviato da annasci

Originariamente inviato da forzainter

Se si dimette , in Valle d'aosta non ne sentiremo la mancanza..

C'è anche l'interdizione dai pubblici uffici, quindi non dovrebbe nemmeno scrvere la lettera di dimissioni.

In un paese serio
Basta vedere il presidente del consiglio..
Oggi sulla Gazzetta ha gia' detto che non ha alcuna intenzione di dimettersi..

 
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Livello Eddy Merckx




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  postato il 01/11/2010 alle 20:48
Originariamente inviato da forzainter

Originariamente inviato da annasci

Originariamente inviato da forzainter

Se si dimette , in Valle d'aosta non ne sentiremo la mancanza..

C'è anche l'interdizione dai pubblici uffici, quindi non dovrebbe nemmeno scrvere la lettera di dimissioni.

In un paese serio
Basta vedere il presidente del consiglio..
Oggi sulla Gazzetta ha gia' detto che non ha alcuna intenzione di dimettersi..

Ho letto le dichiarazioni: non vuole dimettersi per il bene dello sci e perché è stato eletto da un'assemblea.
Come scrivi tu, è una replica.
Che si facciano sentire atleti e sci club

 
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Livello Gino Bartali




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  postato il 02/11/2010 alle 01:36
non si dimette per il bene altrui... perché è stato eletto da un'assemblea...

dove le ho già sentite?



 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 02/11/2010 alle 11:15
Originariamente inviato da pitoro

non si dimette per il bene altrui... perché è stato eletto da un'assemblea...

In realtà non può più essere sicuro di ciò, perché a breve si discuterà del ricorso presentato dalla S.A.I Roma AD per l'annullamento dell'assemblea elettiva dello scorso 24 aprile ( http://subynews.blogspot.com/2010/06/subiaco-gruppo-sciatori-nellocchio-del.html ).

Ho conosciuto Morzenti, personaggio dalla cultura sportiva inferiore a zero, all'assemblea elettiva del dicembre 2000 a S. Benedetto del Tronto e già a quel tempo era iniziato l'iter giudiziario che l'ha portato alla condanna.

Se Morzenti si dimettesse o venisse annullata l'assemblea elettiva non è che la situazione della F.I.S.I. migliori, anzi; Morzenti è stato eletto perché di meglio questa federazione non riesce ad esprimere. La società ed i comitati territoriali, ad esclusione forse delle Alpi Centrali, mai e poi mai ne chiederanno le dimissioni. L'unico merito oggettivo della gestione Morzenti 2006-2010 è stato quello di risanare il bilancio federale. Dal prossimo anno ha promesso alle società che, dopo molti anni, saranno nuovamente disponibili fondi per l'attività sportiva giovanile; i fondi saranno spartiti in maniera proporzionale ai risultati conseguiti, ma i risultati sono ottenuti soprattutto dagli sci club più importanti e con maggiore disponibilità finanziaria, che sono gli stessi che hanno un maggior numero di voti assembleari, per cui, attreverso un moderno sistema di schiavitù minorile, si rafforza un sistema di potere autoreferenziale.

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 02/11/2010 alle 13:09
Originariamente inviato da forzainter

Pero' nella Svezia mon c'era Wassberg.. e alla Norvegia mancava Alsgaard

E' per quello che ho scritto "quasi". Wassberg si ritiro nel 1988 dopo le olimpiadi di Calgary mentre Alsgaard si presentò alla ribalta mondiale, da predestinato, nel 1994 alle olimpiadi di Lillehammer.

Due parole su Thomas Wassberg. L'esordio sul grande palcoscenico internazionale avviene, appena ventenne, ai Giochi Olimpici di Insbruck nel 1976 dove con la Svezia sfiorò, con il 4° posto, il podio nella staffetta 4x10. La stagione successiva vinse la Coppa del Mondo, che in queglia anni era disputata su poche prove e comprendeva tra l'altro i risultati di olimpiadi e mondiali, e per il 1978 era atteso come grande protagonista ai mondiali di Lathi, dove invece la sua partecipazione fu inconsistente non venendo nemmeno schierato nella formazione vincitrice della staffetta 4x10. Il riscatto avvenne due anni dopo, nel 1980, alle Olimpiadi di Lake Placid con la vittoria nella 15 km, rompendo il dominio sovietico e di Zimiatov in particolare, commettendo in quel caso una "ingiustizia" nei confronti del finlandese Mieto che è rimasta nella storia dello sport:

http://www.youtube.com/watch?v=X0S8HmApSvg&feature=related

Comprese le staffette Wassberg conquistò 4 titoli olimpici a cui si devono aggiungere a livello di Campionati Mondiali 3 medaglie d'oro, 3 d'argento ed una di bronzo.

La grandezza di Wassberg, oltre al palmares, è data dal fatto che, pur non possedendo una tecnica di sciata tra le migliori, riuscì ad adattarsi ai profondi stravolgimenti tecnici che si ebbero nello sci di fondo tra il 1984 ed il 1987 (da confrontare con il video precedente):

Olimpiadi di Sarajevo 1984:
http://www.youtube.com/watch?v=cuxHS-Tx500

Campionati del Mondo di Seefeld 1985:
http://www.youtube.com/watch?v=2wDhPebipjw&feature=related

Campionati del Mondo di Oberstdorf 1987:
http://www.youtube.com/watch?v=NdHOtlC2a3I

Nel 1987 ad Oberstdorf Wassberg conquistò 2 ori e 2 argenti; solamente la superiorità tecnica degli italiani (gli unici ad usare allora in esclusiva la CeraF), con le vittorie di Albarello nella 15 km classica e De Zolt nella 50 km in tecnica libera, impedirono allo svedese di conquistare un filotto che sarebbe rimasto unico nella storia dell sci nordico.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/11/2010 alle 18:18
Visto che c'e' tanta gente competente e appassionata potremmo fare un toto coppe del mondo..

Sci di Fondo
Sci Alpino
Salto con gli Sci
Biathlon
ecc

per esempio

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 04/11/2010 alle 11:02
Ok, inizio io.

Sci alpino maschile: Svindal vs. Janka, con Raich che si può inserire se ci sta con la testa e non perde punti nelle specialità tecniche. Cuche non lo vedo in grado di impensierire i primi due in quanto troppo debole in slalom (pochi punti in combinata). Sorpresa Ted Ligety.

Sci alpino femminile: Vonn nome secco. Direi anche Maria Riesch ma quest'anno ci sono i campionati del Mondo in Germania a Garmish (gioca in casa due volte sia come nazione che come luogo dove abita) e presumo che quello sia l'obiettivo principale della stagione. Nomi caldi da tenere d'occhio per la classifica generale, soprattutto per le prossime stagioni, sono quelli di Viktoria Rebensburg e Lara Gut.

Per le coppe di specialità non mi sbilancio. Tutte le previsioni sono al netto degli infortuni, che nello sci alpino hanno un'incidenza molto pesante.

Per lo sci di fondo questa è una stagione particolare perché i Campionati del Mondo si svolgono ad Holmenkollen, la collina di Oslo, che per le discipline nordiche equivale, se non più importante, allo stadio Maracanà di Rio de Janeiro. Per la gran parte degli atleti sarà questo l'obiettivo principale della stagione.

Sci di fondo maschile: Northug se parteciperà a tutta la stagione altrimenti la sfida si allargherà a Cologna e Bauer. Dopo il Tour de Ski si saprà chi vincerà con ogni probabilità la coppa. La coppa di distanza probabilmente sarà una sfida tra i tre ed eventualmente Hellner e qualche tedesco (obiettivi mondiali permettendo). La coppa sprint sarà una lotta tra il detentore Joensson, Northug (mondiali permettendo), Petukhov e Dahl oltre a qualche nuovo nome che ogni anno spunta sempre.

Sci di fondo femminile: nome secco Kowalczyk; l'unica che può contrastare la polacca sarebbe Marit Bjørgen ma presumo che l'obiettivo unico della stagione siano i mondiali di Holmenkollen. Coppa di distanza: Kowalczyk. Coppa sprint: Kowalczyk vs. Majdic.

Salto con gli sci: questo è facile con lotta tra Amman, Schlierenzauer e Morgenstern i più forti saltatori in degli ultimi due anni. Per loro l'appuntamento clou della stagione, oltre ai Campionati del Mondo di Holmenkollen, sarà il Torneo dei Quattro Trampolini che nessuno dei tre, incredibilmente, ha mai vinto.

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 04/11/2010 alle 21:04
(I)

Due parole su Oddvar Brå, protagonista con il russo Zavialov del finale della staffetta ai mondiali del 1982 di Holmenkollen e dal sottiscritto sempre apprezzato come sciatore. In Italia è poco conosciuto ma è molto popolare in Norvegia e nei paesi nordici grazie ai suoi successi in campo internazionale e nazionale (16 titoli conquistati) ed alla signorilità della persona. Assieme a Ove Aunli è lo sciatore più rappresentativo della Norvegia nel periodo a cavallo tra gli anni '70 ed '80. L'ingresso nei "grandi" dello sci norvegese avviene nel 1970, appena diciannovenne, ai campionati norvegesi dove conquista il 5° posto nella 15 km vinta dall'allora più grande sciatore norvese (fino all'avvento di Bjørn Dæhlie) Odd Martinsen, papà della grande Bente Skari-Martinsen. La crescita continua gli vale convocazione per le Olimpiadi di Sapporo del 1972 dove conquisterà l'argento nella staffetta 4x10, il primo risultato importante di una lunga carriera.

Due anni dopo ai mondiali di Falun in Svezia doppierà la medaglia di due anni prima con il 3° posto sempre nella staffetta accompagnato al 5° posto sempre nella 15 km. Brå sembra lanciato alla grande verso le Olimpiadi di Innsbruck dove si presenta con i titoli nazionali della 15 km del '75 e del '76, il titolo della 50 km del '76 e la prima vittoria ottenuta nella 50 km di Holmenkollen nel 1975 ma purtroppo le cose non vanno nel verso giusto, la sua partecipazione risulta impalpabile ed in staffetta gli sarà preferito il "vecchio" Odd Martinsen alla sua ultima medaglia ollimpica (argento) di una grandissima carriera.

Nel '78 vince la medaglia di bronzo sempre con la staffetta ai mondiali di Lathi mentre nel sempre in quell'anno e l'anno successivo vince tutti e tre i titoli nazionali delle seingole distanze (15, 30 e 50 km) a cui aggiunge la seconda vittoria, sempre nel 1979, alla 50 km di Holmenkollen (foto sotto anche se non so se l'anno è questo):


(da vg.no)

Il 1980 sembra per Brå l'anno della rivincita olimpica dopo la delusione di quattro anni prima e si presenta a Lake Placid con "soli" due titoli nazionali (vincerà nel triennio 1978/80 otto titoli su nove) ma si dovrà accontentare, complice anche una neve difficile per tutti visto che per la prima volta si gareggiava sulla neve programmata, della medaglia d'argento ancora nella staffetta 4x10 dietro agli imprendibili sovietici.

Nel 1981 vince un altro titolo nazionale nella 15 km e conquista la sua terza ed ultima vittoria nella 50 km di Holmenkollen. Il 1982 è l'anno dei mondiali ad Holmenkollen e Brå vuole essere protagonista non solo nella staffetta ma anche a livello individuale. Per la prima volta si presenta al via di una rassegna importante senza nessun titolo nazionale vinto e prepara soprattutto quella che è la "sua" distanza i 15 km. Ai mondiali di casa vince il titolo della 15 km doppiato con la medaglia d'oro nella staffetta famosa.

... (segue) ...

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 04/11/2010 alle 21:09
(II)

Sembra l'inizio, a 31 anni, della raccolta di quei titoli finora mai arrivati in realtà l'apice della sua carriera coincide con un rapido declino della stessa, complice l'arrivo sulla scena del giovane Pål Gunnar Mikkelsplass e la trasformazione della tecnica che sta avendo in quegli anni lo sci di fondo che Brå non riuscirà mai ad assimilare.

Alle Olimpiadi di Sarajevo non lascia nessun segno tangibile della sua presenza mentre a i mondiali di Seefeld del 1985 ed Oberstdorf del 1987 non sarà nemmeno convocato.

Oramai fuori dal giro della nazionale norvegese nel 1987 da il suo penultimo colpo di coda vincendo il titolo nazionale della 30 km. Ciò lo convince, lui che ha sempre rifiutato il passo di pattinaggio, a puntare per l'ultima partecipazione olimpica l'anno successivo alla 15 km a tecnica classica. Riuscirà nell'intento e conquisterà, a 37 anni, il 4° posto che rimmarrà paradossalmente il suo migliore risultato a livello individuale a cui sarà accompagnato il 6° posto nella staffetta 4x10 mista (non certo per suo demerito):


(da amazon.com)

Conclude l'anno successivo, con il 3° posto nella 30 km dei campionati nazionali, una carriera quasi ventennale passata attraverso cinque edizioni dei giochi olimpici dove a livello internazionale non ha vinto quanto meritava ma ha lasciato comunque un segno importante nella storia degli sport nordici.

 
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