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Autore: Oggetto: Parliamo di cinema (del passato e del presente)

Livello Greg Lemond
Utente del mese Gennaio 2009
Utente del mese Giugno 2010




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  postato il 07/05/2009 alle 15:00
Le parole che non costano niente
di Vania Lucia Gaito, da viaggionelsilenzio.ilcannocchiale.it

In quanto a scuse, la Chiesa cattolica non le lesina di certo: si
scusa con gli ebrei (dopo aver revocato la scomunica ai lefevbriani),
si scusa con le vittime dei preti pedofili (guardandosi bene dal
cacciarli dalle gerarchie ecclesiastiche), e, dulcis in fundo, si
scusa con gli indigeni del Canada per la "deplorevole condotta" dei
sacerdoti e delle suore all'interno delle scuole residenziali
canadesi.
Le scuse non solo non costano nulla e fanno fare bella figura, ma non
cambiano neppure una virgola dello stato delle cose. Parole. Ecco: le
scuse sono solo parole. Quanto ai fatti, c'è invece parecchio da dire.
Intanto, la notizia dell'incontro di Ratzinger con Phil Fontaine,
Grande Capo dell'Assemblea delle Prime Nazioni del Canada, e con
l'Arcivescovo James Weisgerber, presidente della Conferenza dei
Vescovi Cattolici del Canada, insieme ad altri leader e rappresentanti
indigeni, sui giornali è passata quasi sotto silenzio. Argomento
scomodo, si sa, meglio non sollevare clamore.
Nel corso dell'incontro, Benedetto XVI ha ricordato, come sottolinea
una nota del Vaticano "come fin dai primi giorni della sua presenza in
Canada la Chiesa, soprattutto attraverso il suo personale missionario,
abbia accompagnato da vicino le popolazioni indigene". Inoltre, il
Papa ha "espresso il proprio dolore e l'angoscia provocati dalla
deplorevole condotta di alcuni membri della Chiesa e ha mostrato la
propria simpatia e solidarietà". L'arcivescovo James Weisgerber,
inoltre, si è fatto portavoce delle difficoltà che gli indigeni
canadesi vivono tuttora: "I popoli aborigeni continuano ad essere
emarginati e impoveriti. Le loro necessità sociali, economiche e
culturali sono oggi così urgenti che tutti i canadesi devono compiere
nuovi e decisi sforzi per collaborare con le popolazioni indigene per
assicurare loro rispetto, accettazione e uguaglianza". Nobilissimi
sentimenti, nobilissime parole. Ma, di fronte ai fatti, si rivelano
per quello che sono: parole e nient'altro. Vediamo di fare un po' di
chiarezza.
La "conquista del Canada" avvenne ad opera prima dei francesi e poi
degli inglesi. I francesi arrivarono nel 1534, e dal 1615 arrivarono
in Canada i primi missionari cattolici, che tentarono di convertire
gli indigeni dei luoghi dove si stabilirono. La dominazione francese
durò fino al 1763, quando, al culmine della guerra dei Sette Anni, il
Canada passò sotto la dominazione della Gran Bretagna. E' importante
sottolineare che, quando i francesi giunsero sul territorio canadese,
lo trovarono abitato da popoli giunti lì molte migliaia di anni prima,
che si dedicavano alla coltivazione, alla caccia al bisonte e vivevano
in comunione con la terra. In base a quale principio, dunque, presero
possesso, in nome del re Francesco I, del territorio canadese?
Tutto comincia il 4 maggio 1493, con un Papa, Alessandro VI Borgia, e
una bolla. La bolla è conosciuta come "Inter caetera Divinae", e con
essa l'allora pontefice, in virtù della Donazione di Costantino
(documento rivelatosi in seguito assolutamente ed
incontrovertibilmente falso), "donava" a sua volta le terre scoperte
da Colombo ai sovrani di Spagna e Portogallo, purchè si obbligassero a
convertire i popoli indigeni alla religione cristiana. Un'altra bolla,
emanata da Niccolò V nel 1455, autorizzava i popoli "civilizzatori" a
invadere, ricercare, catturare, vincere e soggiogare i pagani, a
schiavizzarli e a confiscare le loro proprietà. Del resto, le bolle
trovavano legittimazione nel Deteuronomio:
"Quando il Signore tuo Dio ti avrà introdotto nel paese che vai a
prendere in possesso e ne avrà scacciate davanti a te molte nazioni
[...] quando il Signore tuo Dio le avrà messe in tuo potere e tu le
avrai sconfitte, tu le voterai allo sterminio; non farai con esse
alleanza né farai loro grazia. Non ti imparenterai con loro, non darai
le tue figlie ai loro figli e non prenderai le loro figlie per i tuoi
figli, perché allontanerebbero i tuoi figli dal seguire me, per farli
servire a dèi stranieri, e l'ira del Signore si accenderebbe contro di
voi e ben presto vi distruggerebbe. Ma voi vi comporterete con loro
così: demolirete i loro altari, spezzerete le loro stele, taglierete i
loro pali sacri, brucerete nel fuoco i loro idoli. Tu infatti sei un
popolo consacrato al Signore tuo Dio; il Signore tuo Dio ti ha scelto
per essere il suo popolo privilegiato fra tutti i popoli che sono
sulla terra."
La sorte degli indigeni canadesi era quindi già scritta. Il potere
religioso e quello politico-economico si allearono, come sempre
accade, con due diversi obiettivi: il primo, quello
politico-economico, mirava ad appropriarsi delle terre degli indiani
canadesi per lo sfruttamento, soprattutto dei boschi, il secondo,
quello religioso, mirava alla conversione (anche forzata) al
cristianesimo. Per fare questo fu necessario approntare un'apposita
commissione che affrontasse il problema dell'assimilazione degli
indigeni. Nacque così la commissione Bagot, sostenuta dal Vaticano,
che studiò il problema e indicò le linee guida di quello che sarebbe
stato l'Indian Act, uno dei documenti più vergognosi che siano mai
stati emessi.
Con l'Indian Act, gli indigeni divenivano "cittadini di seconda
classe", e potevano essere arrestati, imprigionati, privati dei loro
beni e delle loro terre anche senza giustificazioni. Ma non bastava.
L'obiettivo dell'assimilazione prevedeva anche che i bambini indiani,
alle soglie dell'età scolare, venissero sottratti (spesso
forzatamente) alle loro famiglie, per essere rinchiusi in quelle che
vennero chiamate Scuole Residenziali, che nei fatti si rivelarano veri
e propri lager. La tutela legale dei bambini indiani veniva tolta ai
genitori e assegnata al direttore della scuola di cui facevano parte,
che in pratica poteva disporre delle loro vite come voleva. E quello
che accadde ai bambini indigeni canadesi ha un unico nome: genocidio.
All'interno delle scuole residenziali, oltre il 60% delle quali era
retta da religiosi cattolici, fu messo in opera il dictat alla base
dell'Indian Act: l'assimilazione o l'annichilimento. E fu
l'annichilimento, fin dal principio. Ai bambini veniva assegnato un
numero, come nei campi di concentramento nazisti, e dovevano
sottostare a regole rigidissime: era proibito parlare la propria
lingua, era proibito qualsiasi contatto con la famiglia d'origine, era
proibito professare la propria religione o dedicarsi ad attività "da
indiani" come intagliare il legno, era proibito perfino ridere. La
disciplina rigidissima mirava al totale annichilimento della volontà.
I bambini furono torturati, picchiati, violentati e uccisi in modo
terribile. Massacrati a calci e pugni, buttati fuori dalle finestre,
impiccati, frustati fino alla morte, torturati e uccisi con scariche
elettriche, passati di mano come merce sessuale, sodomizzati,
sottoposti ad esperimenti medici terrificanti, forzatamente
sterilizzati, deliberatamente esposti alla tubercolosi, costretti di
fatto alla schiavitù e costantemente vittima del terrore.
I loro cadaveri furono sepolti ovunque, nei dintorni delle scuole
residenziali, o gettati nei boschi e nei dirupi. In pochissimi
sopravvissero alle infamie e alle torture. Legittimate dal governo
canadese, le scuole residenziali furono i lager del Canada, votati
allo sterminio di un intero popolo, colpendo dove era più falice e
soprattutto dove i risultati sarebbero stati decisivi: distruggendo i
bambini. I pochi sopravvissuti oggi sono in gran parte sbandati,
spesso suicidi, votati all'autodistruzione perchè quello che hanno
loro inculcato era la loro indegnità a vivere, spesso dipendenti da
alcol e droghe, nel migliore dei casi senza più radici certe e con un
bagliaglio di ricordi terrificanti.
Suonano dunque quasi beffarde, le parole di Giovanni Paolo II del 18
settembre 1984, quando rivolse un messaggio radiotelevisivo alle
popolazioni indigene del Canada: "Sono al corrente della gratitudine
che voi, popoli Indiano e Inuit, avete nei confronti dei missionari
che hanno vissuto e sono morti tra di voi. Ciò che essi hanno fatto
per voi è ben noto a tutta la Chiesa; è noto al mondo intero. Questi
missionari hanno cercato di vivere la vostra stessa vita, di essere
come voi per servirvi e per portarvi il Vangelo di salvezza di Gesù
Cristo. [...] I missionari rimangono tra i vostri migliori amici,
dedicano la loro vita al vostro servizio, perché predicano la parola
di Dio."
Il governo canadese ha chiesto scusa alle popolazioni indigene appena
un anno fa. Alle vittime, il governo canadese ha offerto un
risarcimento di 5 miliardi di dollari. L'ultima scuola residenziale fu
chiusa nel 1996. Solo sulla West Coast canadese vivevano 2.000.000 di
indigeni. Oggi sono poco più di 20.000. Le scuole residenziali hanno
funzionato, lo sterminio ha avuto successo.
Buona ultima, si dispiace anche la Chiesa cattolica, a cui non
verranno chiesti risarcimenti, poichè il governo del Canada proibisce
qualsiasi tentativo di rivalsa legale nei confronti degli esecutori
materiali del genocidio: la Chiesa cattolica e la Chiesa Unita del
Canada. A Ratzinger le scuse non costano quindi proprio nulla, e del
resto il Vaticano si è ben guardato dall'assumersi responsabilità per
quanto accaduto. Come nel caso dei preti pedofili, nel caso dei
religiosi genocidiari si trattava di "casi isolati".
Suscita tuttavia perplessità il comportamento di Ratzinger,
soprattutto alla luce di quanto avvenuto a luglio del 2008. Vale la
pena ricordarlo, considerando che anche in quel caso sui giornali è
comparso ben poco. Lo scorso anno il Concilio Internazionale delle 13
Anziane Indigene, un organismo che si occupa della tutela delle
diverse culture mondiali, chiese udienza a Benedetto XVI. Lo scopo
delle Tredici Anziane era quello di consegnare al Papa una
dichiarazione con la quale si chiedeva di recedere dalla bolla papale
che ha dato origine alla colonizzazione delle terre indigene e dai
documenti e bolle papali che dimostrano come il papato abbia svolto un
ruolo preponderante nel genocidio nordamericano. L'udienza pubblica fu
concessa con un permesso scritto, ma le Anziane si ritrovarono di
fronte ad un palazzo vuoto: Ratzinger aveva improvvisamente deciso di
ritirarsi a Castel Gandolfo "per riposare in previsione del viaggio in
Australia". Comportamento quanto meno poco cortese. Senza contare
l'atteggiamento delle forze dell'ordine nei confronti delle Tredici
Anziane che, comunque, si erano riunite in preghiera a piazza San
Pietro: quattro funzionari di polizia del Vaticano chiesero alle donne
di interrompere la cerimonia di preghiera sostenendo che tali
preghiere fossero in contraddizione con gli insegnamenti della Chiesa,
affermando che il gruppo violava la politica del Concilio Vaticano II
e accusando le Tredici Anziane di idolatria.
A distanza di un anno, Ratzinger "ha sottolineato che gli atti di
abuso non possono essere tollerati nella società. Ha pregato perché
tutte le vittime sperimentino la guarigione e ha incoraggiato i Popoli
delle Prime Nazioni ad andare avanti con rinnovata speranza"
(Comunicato della Sala Stampa del Vaticano) ed ha espresso il proprio
dolore.
Tanto, le parole non costano niente.


 

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Fanno festa i musulmani il venerdì
il sabato gli ebrei
la domenica i cristiani
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e i barbieri il lunedì

"Per principio rifiuto di sottopormi a questi controlli. Non sono ostile alla lotta al doping, che ritengo indispensabile tra i dilettanti, ma nel caso di professionisti è differente. Dopo 12 anni di carriera io so quello che devo fare e non voglio che una mia vittoria venga messa in dubbio dalla fantasia delle analisi".

(Jacques Anquetil, 4 maggio 1966, intervista a L'Équipe)

Non riesco a comprendere perché Morris non sia assunto da nessuna rete telvisiva come opinionista

 
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Livello Greg Lemond
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  postato il 11/05/2009 alle 09:01
Ho visto "Lussuria" l'ultimo film di Ang Lee e mi pare migliore del suo film precedente (I Segreti di Brokeback Mountain). Però, per il mio modo di vedere, tutti i premi ricevuti vanno al di là dei meriti. Sarà perché le scene di sesso mi annoiano o perché da una "sceneggiatura" originale di 28 pagine (il libro) se ne è fatto un film di più di due ore, ma credo proprio che il tutto si potesse raccontare con un "corto" e cioè la scena nella quale l'attrice principale rivela al capo della resistenza il coinvolgimento che prova nei confronti della sua vittima-carnefice.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 24/05/2009 alle 20:28
Ingannato dai nomi nel cast (andy garcia e kevin bacon) e da quella pippazza di sarah michelle gellar, mi sono convinto a noleggiare "The air I breathe".

Non guardatelo se non sotto tortura: già le strutture ad incastro alla Inarritu iniziano a stancare, se poi le storie sono melense o banali il risultato è disastroso.

Andy e Kevin, i soldi non sono tutto nella vita!

 

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Gaudium magnum. E'tornato! (cit. Frank VDB)

Anti-Zerbinegnan club - Iscritto n°1

Anti Armstrong n°2

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 04/06/2009 alle 11:06
qualcuno ha mai visto "la seconda guerra civile americana"?

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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  postato il 04/06/2009 alle 11:12
Al cinema, addirittura.

Carino, ma troppo televisivo come realizzazione. Cmq degno, sì.

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
Amarti m'affatica, mi dà malinconia
che vuoi farci, è la vita... è la vita, la mia

(Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/06/2009 alle 16:39
week end sulla trilogia della vendetta, ieri sera Old Boy di Park Chan-wook, stanotte Lady Vendetta, fra un po tocca a Mister Vendetta, se non li avete visti, consigliatissimi

 

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Io Odio Marino Bartoletti e Abajia



Vincitore al Fantaciclismo del Tour de Suisse 2009
2°, 3° e 4° in tre tappe al Fantagiro d'Italia '09
Una vittoria di tappa e un 4° posto al Fanta Tour 2009

 
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Livello Marco Pantani




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  postato il 06/06/2009 alle 17:50
Originariamente inviato da Tetzuo

week end sulla trilogia della vendetta, ieri sera Old Boy di Park Chan-wook, stanotte Lady Vendetta, fra un po tocca a Mister Vendetta, se non li avete visti, consigliatissimi


Li ho visti e confermo, da non perdere.

 

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Fantaciclismo 2009 : 1°Tour de Romandie - 1° Paris-Tours
Tour de France 2009 : Vittoria 11°tappa Vatan Saint-Fargeau
Vuelta a Espana 2009 :Vittoria 6°tappa Xativa-Xativa e 11°tappa Murcia-Caravaca de la Cruz

Fantaciclismo 2010 : 1° Het Volk - 1° Milano-Sanremo - 1° Tour de Romandie
Tour de France 2010 : Vittoria 9°tappa Morzine Avoriaz- Saint Jean de Maurienne

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/06/2009 alle 19:56
Io ho visto solo Old Boy ed è un film abbastanza interessante. Da vedere.

 

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FANTACICLISMO 2008 Campione Olimpico in linea - S. Sebastian - Parigi Bruxelles - Vincitore classifica generale grandi giri (10° Giro - 10° Tour - 4° Vuelta) 1 tappa al Tour - 4 tappe alla Vuelta 9° classifica finale.
FANTACICLISMO 2009 Liegi-Bastogne-Liegi 2° classifica finale Giro d'Italia - 2 tappe - 1 giorno in maglia rosa - Best Belgio - 5° classifica finale

66 punti (nel 2008) + 115 punti (nel 2009) di vantaggio su Frejus: la mia nemesi!

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/06/2009 alle 21:01
Originariamente inviato da Salvatore77

Io ho visto solo Old Boy ed è un film abbastanza interessante. Da vedere.


Lady Vendetta è ancora più folle, molto meno occidentale come tipo di narrazione, e soprattutto molto poetico il cammino verso la 'redenzione' della protagonista

 

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Livello Marco Pantani




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  postato il 06/06/2009 alle 23:56
Originariamente inviato da Tetzuo

Originariamente inviato da Salvatore77

Io ho visto solo Old Boy ed è un film abbastanza interessante. Da vedere.


Lady Vendetta è ancora più folle, molto meno occidentale come tipo di narrazione, e soprattutto molto poetico il cammino verso la 'redenzione' della protagonista


Concordo, pero' io avrei visto per primo Mr. Vendetta - Sympathy for Mr. Vengeance, sia per una questione cronologica, sia perche' aiuta a calarsi nella trama degli altri due film.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 07/06/2009 alle 13:30
stanotte l ho visto, interessante il diverso rapporto che hanno i protagonisti dei tre film con il rapimento, con la libertà e ovviamente con la vendetta

ho concluso la nottata con Audition di Takeshi Miike...beh se non l'avete visto...fatelo!!

 

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Livello Greg Lemond
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  postato il 07/06/2009 alle 13:59
Ringrazio tutti per i consigli, però a me (a occhio) mi pare che il genere non piaccia, mentre, già che ci sono volevo dirvi che ho visto per la terza/quarta volta il fim "I guerrieri" (altro titolo "gli eroi di Kelly) con Clint, Savalas e Sutherland (tre dei miei attori preferiti): un film molto ironico sulla guerra e sui militari

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 08/06/2009 alle 16:29
prima del mio ritorno al nord (in friuli) oggi pomeriggio mi sn goduto un bellissimo film, di cui tra l' latro dovrebbe uscire il remake (di vinterberg lo stesos regista dell'originale, e la cosa mi lascia abbastanza perplesso ma vabbè) si tratta di Festen, interessantissima pellicola sull'ipocrisia di una famiglia della borghesia danese. forse uno dei momenti interessanti del movimento denominato DOGMA 95

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 08/06/2009 alle 20:03
Uno dei paradigma di dogma è la camera in presa diretta senza montaggio. Quando ho visto Festen, alla fine mi è venuto il mal di mare. Film noioso.

 

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Livello Greg Lemond
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  postato il 09/06/2009 alle 12:38
Originariamente inviato da Salvatore77

Uno dei paradigma di dogma è la camera in presa diretta senza montaggio. Quando ho visto Festen, alla fine mi è venuto il mal di mare. Film noioso.


E' vero che non è il massimo delo divertimento, però Festen è un film di grande spessore per la sceneggiatura, che è l'unica cosa che sono in grado di giudicare. Sul "mar di male" spero ti possa rispondere Lorenzo Bitossi

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 10/06/2009 alle 13:56
sono un appassionato della camera a spalla, anche se so che i puristi storceranno il naso, ma è indubbio come l'effetto mal di mare sia notevole con festen,e può risultare sgradevole e fastidioso (anche se a mio avviso lo era di più p.e. in fragola e sangue), ma non puoi negare quanto sia interessante il tema del film e il modo in cui viene sviluppato
Che poi Von Trier (o in questo caso vinterberg ma è palese la 'mano' di lars dietro la storia) cerchi sempre una diversa sperimentazione in ogni sua opera è innegabile, i risultati possono essere più o meno buoni.
Possono piacere o far venire il 'mal di mare' daltronde da un anticonformista come lui ci aspettiamo questo...basta vedere le critiche che ha suscitato l'ultimo suo film 'antichrist'
Si può rimanere abbagliati dalle quinte e dal piano sequenza di 'Rope' di Alfred Hitchcock, e apprezzare con palato interessato anche Festen di Thomas Vintrberg

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 10/06/2009 alle 21:27
Ieri sera ho visto un bel film su retequattro, "l'ultimo inquisitore"...mi è piaciuto molto, oltrechè per la storia torbida e appassionante, il modo alternativo di inquadrare la vita di un grande personaggio storico, e cioè non raccontare la sua vita ma come reagiva a ciò che avveniva intorno a lui. Non a caso il titolo è focalizzato sull'inquisitore, protagonista di una storia che fa molto riflettere...

 

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  postato il 10/06/2009 alle 21:29
Sub però il titolo orginale del film è "gli incubi di Goya".

 

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Un uomo comincerà a comportarsi in modo ragionevole solamente quando avrà terminato ogni altra possibile soluzione.
Proverbio cinese

Jamais Carmen ne cédera,
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 10/06/2009 alle 21:40
Originariamente inviato da Laura Idril

Sub però il titolo orginale del film è "gli incubi di Goya".



....è che sono fesso ed ho sempre fiducia in un cambiamento...e invece rieccoci, vedi "Kingdom of Heaven/Le crociate"

 

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Livello Greg Lemond
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  postato il 11/06/2009 alle 07:18
Originariamente inviato da Subsonico

Ieri sera ho visto un bel film su retequattro, "l'ultimo inquisitore"...mi è piaciuto molto, oltrechè per la storia torbida e appassionante, il modo alternativo di inquadrare la vita di un grande personaggio storico, e cioè non raccontare la sua vita ma come reagiva a ciò che avveniva intorno a lui. Non a caso il titolo è focalizzato sull'inquisitore, protagonista di una storia che fa molto riflettere...


Infatti secondo me è più pertinente il titolo italiano che quello originale. La storia è focalizzata sull'inquisitore, interpretato dal, secondo me che però non me ne intendo, più grande attore spagnolo e su come in effetti la chiesa, attraverso i suoi rappresentanti, sia sempre stata (come ai giorni nostri) "simoniaca"

 

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"Per principio rifiuto di sottopormi a questi controlli. Non sono ostile alla lotta al doping, che ritengo indispensabile tra i dilettanti, ma nel caso di professionisti è differente. Dopo 12 anni di carriera io so quello che devo fare e non voglio che una mia vittoria venga messa in dubbio dalla fantasia delle analisi".

(Jacques Anquetil, 4 maggio 1966, intervista a L'Équipe)

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  postato il 11/06/2009 alle 09:15
E' vero che la storia è incentrata sull'inquisitore, ma secondo me anche su Goya e anche sulla ragazza. Da questo punto di vista è davvero un film molto "corale".

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 11/06/2009 alle 12:36
Originariamente inviato da lemond

Originariamente inviato da Subsonico

Ieri sera ho visto un bel film su retequattro, "l'ultimo inquisitore"...mi è piaciuto molto, oltrechè per la storia torbida e appassionante, il modo alternativo di inquadrare la vita di un grande personaggio storico, e cioè non raccontare la sua vita ma come reagiva a ciò che avveniva intorno a lui. Non a caso il titolo è focalizzato sull'inquisitore, protagonista di una storia che fa molto riflettere...


Infatti secondo me è più pertinente il titolo italiano che quello originale. La storia è focalizzata sull'inquisitore, interpretato dal, secondo me che però non me ne intendo, più grande attore spagnolo e su come in effetti la chiesa, attraverso i suoi rappresentanti, sia sempre stata (come ai giorni nostri) "simoniaca"


Mica tanto! nel film si son presi i soldi e manco l'hanno liberata, la ragazza!

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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Livello Greg Lemond
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  postato il 13/06/2009 alle 10:46
“Il leone del deserto” e la stupidità della censura. Che paese è, un paese che ha paura di un film?

di Valter Vecellio

“Il leone del deserto”, il film di Mpustapha Akkad che racconta l’epopea di Omar Muktar e la resistenza della guerriglia libica all’occupazione dell’Italia fascista (un film direttamente finanziato e fortissimamente voluto dal colonnello-dittatore libico Gheddafi), è la prova, ennesima, di quanto sia e possa essere stupida la censura. Sempre.


Realizzato nel 1979, proiettato nel 1980 negli Stati Uniti, nel 1982 a Parigi, nel luglio 1983 alla trentaquattresima Mostra internazionale del cinema non professionale, il film di Akkad in Italia non è mai stato proiettato, se non una volta – per quel che ci è dato sapere – nell’ambito del Mystfest di Rimini, diretto da Irene Bignardi. E l’altra sera da Sky. E’ stato vittima di un ostracismo, “Il leone del deserto”, tutto politico. Girato tra il 1979 e il 1980 da una troupe di attori, tecnici e comparse (circa ventimila persone) di varia nazionalità. Le sequenze del film sono state girate nel deserto, sugli altipiani della Libia e a Roma, negli stabilimenti di Cinecittà e al Centro sperimentale di cinematografia. Per girare gli esterni, Shabat e Anjullah, località sperdute nel Gebel cirenaico, sono state trasformate in un grande stabilimento cinematografico: 120 tende, dieci tonnellate di viveri, cinquemila cavalli sono alcune delle cifre che danno l’idea dell’impresa che, si dice, sia costata qualcosa come circa cinquanta miliardi di lire. Nel cast figurano Anthony Quinn (Omar Muktar), Oliver Reed (Rodolfo Graziani), Rod Steiger (Benito Mussolini), John Gielgud (Sharif el Gariani). Scenico, spettacolare, il film è indubbiamente un durissimo atto d’accusa nei confronti dell’Italia fascista. Gli americani, per esempio, si sono letteralmente flagellati nel raccontare la guerra in Vietnam; e non mancano le pellicole crude per quel che riguarda il conflitto in Irak. L’Italia ha un’altra “tradizione”. Un film come “Il leone del deserto” lo si è “semplicemente” censurato. Occhio non vede, cuore non duole.


“Sono fatti accaduti 52 anni fa e che ancora oggi non trovano posto nei libri di scuola”, annotava sul “Messaggero” del 14 marzo 1983 Angelo Del Boca. “Fatti che ora Akkad ci ripropone, con la grande suggestione del technicolor, con l’efficacia del più potente mezzo di comunicazione. Dobbiamo per questo aver paura di un brandello della nostra storia? Dobbiamo tenerlo sepolto, nel brulichio dei vermi, insieme ad altri episodi della nostra storia coloniale, che è ancora una vicenda per iniziati o specialisti? O non potrebbe essere questa, invece, l’occasione per una chiara presa di coscienza collettiva di un fenomeno, come quello coloniale, che è ancora pieno di zone buie, di miti e di agiografiche visioni? Non potrebbe, questo modesto film di Akkad, fornire il pretesto per avviare quel dibattito storiografico che è sinora mancato?”.


Può spiacere, e spiace, che dell’epopea di Muktar si sia appropriato un dittatore come Gheddafi. Muktar era nato a el Batuan, intorno al 1860 figlio di Muktar ben Omar e di Hargia Escia. Ha diciott’anni Muktar, quando il padre muore, durante un viaggio alla Mecca; Omar e il fratello Mohammed vengono inviati a Giarabub, per studiare presso quella scuola cranica. Omar vi rimane otto anni. Ha quarant’anni quando è nominato capo della zavia di el Gsur; due anni dopo è chiamato d’urgenza a Kufra, sono scoppiate le ostilità tra i francesi e le tribù dell’Uadai. Tornata la calma, Omar ottiene il permesso di tornare alla sua zavia di el Gsur, e si dedica all’insegnamento del Corano. Ha tre mogli, l’ultima delle quali è uccisa durante un combattimento nell’estate del 1927. Il suo acerrimo nemico Rodolfo Graziani così lo descrive nel suo diario: “Era dotato di intelligenza pronta e vivace, colto in materia religiosa; palesava carattere energico e irruente, disinteressato e intransigente; infine era rimasto molto religioso e povero, sebbene fosse stato uno dei personaggi più rilevanti della Senussia”; un giudizio sorprendentemente positivo e in netto contrasto con quanto lo stesso Graziani aveva scritto qualche pagina prima: “…Un beduino come gli altri, senza nessuna cultura e nessuna idea del vivere civile, fanatico e quanto mai ignorante; sapeva appena vergare la sua penna…”. Protagonista di una astuta guerriglia contro i soldati di Graziani, alla fine catturato, à impiccato e oggi è considerato uno degli eroi nazionali della Libia.


“Il leone del deserto”, racconta Akkad, “tratta di avvenimenti recenti e , e tanti combattenti, compagni di lotta di Muktar, sono ancora in vita; li abbiamo incontrati e abbiamo avuto da loro informazioni e documenti utili; la selezione che abbiamo operato su tutti questi materiali e su queste testimonianze potrà far nascere delle critiche in quanto alcuni personaggi dell’epoca menzionati dagli intervistati non sono stati presentati nel film insieme all’eroe principale. La sceneggiatura del film tuttavia si basa sulle testimonianze di coloro che hanno combattuto a fianco di Omar Muktar e ci hanno fornito quindi notizie attendibili di una realtà non precisa…”.


Nel suo “Cirenaica pacificata”; Graziani racconta il processo a Muktar: “Alle ore 17 del giorno 15, nel salone del palazzo Littorio, già sede del parlamento pirenaico, ebbe luogo il processo. E non a caso questo clamoroso dibattito fu celebrato colà. Volli che vi si tenesse per dimostrare chiaramente a tutti come la politica di compromessi di altri tempi era tramontata per sempre. Una folla compatta si metropolitani e di indigeni corse ad assistere all’interessante dibattimento; altri, che non avevano potuto trovare posto nell’aula, ne attesero fuori l’esito. Il tribunale era presieduto dal ten. col. Marinoni. Pubblico Ministero l’avv. cav. uff. Bedendo. Capitano Lontano, difensore.
Omar Muktar ammise tutti i capi d’accusa, negando solo di aver direttamente ordinato sevizie sui nostri prigionieri in genere. Dopo l’arringa del P.M. e quella della difesa, il tribunale, riunitosi in camera di consiglio, avendo ritenuto Omar Muktar responsabile dei reati a lui ascritti, lo condannava alla pena della morte. Tradotta la sentenza al giudicato, questi disse: “Veniamo da Dio e a Dio ritorniamo”…”.


La sentenza viene eseguita il giorno successivo. Ancora Graziani: “Il mattino del 16, alle 9, nella piana di Sarouk, presenti tutti i notabili confinati a Benina, e quelli bengasini, nonché molta popolazione convenuta dai campi vicini, ebbe luogo l’esecuzione capitale secondo gli usi locali. L’impressione prodotta fu profondissima. Assistettero non meno di ventimila persone. La salma, trasportata a Bendasi, fu inumata al cimitero dei Sabri. Con la scomparsa del capo della ribellione pirenaica una nuova vita si iniziava per la colonia che ardentemente aspirava alle opere di pace…”.


Per la cronaca: al momento della cattura di Muktat, sul Gebel rimanevano ancora 714 armati, che successivamente – così si esprime Graziani – “vennero eliminati”: 280 uccisi, 136 confinati, 298 sottomessi. Il costo della repressione non può essere calcolato con esattezza, data la scarsità e la genericità delle cifre rese note. Secondo le valutazioni ufficiali italiane, la Cirenaica negli anni Venti aveva circa 225.000 abitanti, che nel censimento del 1931 risultarono ridotti a 142.000 più 18.500 italiani. Circa 20.000 arabi erano fuggiti in Egitto, gli altri 60.000 morirono per la fame, la fatica o le malattie nel corso della deportazione. Cifre, come si è detto approssimative; dati più credibili probabilmente sono sepolti negli archivi italiani, se solo si trovasse il coraggio di renderli noti. Il bestiame, che costituiva l’unica ricchezza della popolazione, venne massacrato scientificamente; si passò da oltre un milione di pecore e capre, a meno di centomila; da ottantamila cammelli a quindicimila; da ventiquattromila bovini a duemila. La società semi-nomade del Gebel fu così distrutta alle radici con un genocidio freddamente preparato e portato a termine sotto la copertura della censura e della propaganda fascista.


“Il leone del deserto” racconta questa pagina non edificante della storia recente italiana; in un paese maturo non si avrebbe paura di un film del genere. Magari si organizzerebbe una rassegna che comincia, per esempio, con “L’altra razza” di Augusto Camerini; prosegue con “Fiamme abissine” e “Alima”, di Gino Cerruti; propone “Kiff Tebby” e “Il grande appello”, di Mario Camerini, “Lo squadrone bianco” di Augusto Genina; documentari dell’istituto Luce come “Sulle orme dei nostri pionieri” e “Il cammino degli eroi”; e il classico “Scipione l’Africano” di Carmine Gallone; e ospita infine il film di Akkad. Un paese maturo non ha paura della sua storia, anche quando è una brutta pagina di storia; la studia, la analizza, riflette, si confronta. Un paese che ha paura di un film, come l’Italia ha avuto paura de “Il leone del deserto”, che paese è?



 

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"Per principio rifiuto di sottopormi a questi controlli. Non sono ostile alla lotta al doping, che ritengo indispensabile tra i dilettanti, ma nel caso di professionisti è differente. Dopo 12 anni di carriera io so quello che devo fare e non voglio che una mia vittoria venga messa in dubbio dalla fantasia delle analisi".

(Jacques Anquetil, 4 maggio 1966, intervista a L'Équipe)

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 13/06/2009 alle 19:56
help.
stasera mi tocca seratina cena e film. che culo.
per il film ho due opzioni :

1) Ex drummer, che dovrebbe essere una sorta di trainspotting e che per questo me lo gusterei mucho

2) Martyrs, un film ultra splatter da quel che ho capito

voi li avete visti, sapete darmi un parere?
ciao

 

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Io sto con Silvio che è
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tutti pensano ma nessuno dice
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  postato il 13/06/2009 alle 20:01
Originariamente inviato da pacho

help.
stasera mi tocca seratina cena e film. che culo.
per il film ho due opzioni :

1) Ex drummer, che dovrebbe essere una sorta di trainspotting e che per questo me lo gusterei mucho

2) Martyrs, un film ultra splatter da quel che ho capito

voi li avete visti, sapete darmi un parere?
ciao


Ex-Drummer ,mi sono messo di buzzo buono a vederlo,con entusiasmo, poi dopo 10 minuti ho mollato. Ci riprovero'

Martyrs non l'ho visto.

ciao

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 13/06/2009 alle 20:22
grazie! allora mi ascolterò Tu menti dei CCCP alla faccia dei Sid Vicious e dei punkomat così mi passa definitivamente la voglia di vederlo


 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 14/06/2009 alle 12:17
ex drummer non l ho visto
martys è molto carino, però ti deve piacere il genere, ci sn molte citazioni, sangue, violenza, a me è piaciuto

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 19/06/2009 alle 08:56
ieri son riuscito a vedere il secondo film di Ale e Franz (mi fido di te) che a me piacciono moltissimo come comici. Devo dire che il film merita molto, parla del problema del lavoro e dell'amicizia, consiglio di vederlo però non è solo un film da ridere, ci sono scenette comiche però l'intento del film e anche altro...

 

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"Qui devi spingere con le tue gambe vecio" Davide Cassani a Gilberto Simoni alla ricognizione di Plan De Corones

"Signori non c'è ne sono più" Gilberto Simoni ad Aprica 2006

Il mio nome è Roberto che fa rima (guarda un pò che caso) con Gilberto

30 maggio 2007 ultima vittoria al giro sullo Zoncolan. 30 Maggio 2010 la fine di un lungo sogno duranto 15 anni fatto di tante gioie e tante delusioni, grazie di tutto Gibo!



 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 19/06/2009 alle 11:35
Originariamente inviato da GiboSimoni

ieri son riuscito a vedere il secondo film di Ale e Franz (mi fido di te) che a me piacciono moltissimo come comici. Devo dire che il film merita molto, parla del problema del lavoro e dell'amicizia, consiglio di vederlo però non è solo un film da ridere, ci sono scenette comiche però l'intento del film e anche altro...

Eh eh eh... ho a che fare per lavoro con alcuni dei protagonisti "presi dal vero" di quel film, ovvero quelli che partecipano a una delle "gabole" più geniali!

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 19/06/2009 alle 11:42
Originariamente inviato da Bitossi

Originariamente inviato da GiboSimoni

ieri son riuscito a vedere il secondo film di Ale e Franz (mi fido di te) che a me piacciono moltissimo come comici. Devo dire che il film merita molto, parla del problema del lavoro e dell'amicizia, consiglio di vederlo però non è solo un film da ridere, ci sono scenette comiche però l'intento del film e anche altro...

Eh eh eh... ho a che fare per lavoro con alcuni dei protagonisti "presi dal vero" di quel film, ovvero quelli che partecipano a una delle "gabole" più geniali!


Ti riferisci alla scena quella del campo nomade?
Comunque in Italia come al solito film come questo diventano di nicchia e finiscono nell'anonimato, le boiate di Muccino, Moccia, Vaporidis e compagnia bella se ne parla all'infinito e vincono premi a destra e sinistra.

 

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Il mio nome è Roberto che fa rima (guarda un pò che caso) con Gilberto

30 maggio 2007 ultima vittoria al giro sullo Zoncolan. 30 Maggio 2010 la fine di un lungo sogno duranto 15 anni fatto di tante gioie e tante delusioni, grazie di tutto Gibo!



 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 19/06/2009 alle 12:45
ieri ho guardato 'this is england' film inglese del 2006 ambientato nel 1983, su un gruppo di giovani 'disadatti' e sul movimento skinhead con alcune sue contapposizioni (gli sharp e il national front), finale drammatico...da vedere.

 

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  postato il 24/06/2009 alle 02:20
Originariamente inviato da pacho

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per il film ho due opzioni :

1) Ex drummer, che dovrebbe essere una sorta di trainspotting e che per questo me lo gusterei mucho

2) Martyrs, un film ultra splatter da quel che ho capito

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spero che poi tu lo abbia comunque visto ex drummer. è un film presuntuoso, ma bello.

 
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  postato il 24/06/2009 alle 02:35
Originariamente inviato da Tetzuo

ieri ho guardato 'this is england' film inglese del 2006 ambientato nel 1983, su un gruppo di giovani 'disadatti' e sul movimento skinhead con alcune sue contapposizioni (gli sharp e il national front), finale drammatico...da vedere.


altro film notevole, quoto tetzuo, da vedere.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 26/06/2009 alle 00:06
Ho finito da poco di riguardare inopinatamente "Vento di passioni" e mi sono chiesto se esiste sul forum una classifica dei peggiori polpettoni della storia del cinema.
Lasciando perdere colossal storici tipo Ben Hur, I dieci comandamenti, ecc tra i mattoni più recenti la mia personale classifica è la seguente:
1. "Il paziente inglese" (che, devo dire, vince con distacco)
2. "Ritorno a Cold Mountain" (cosa volete!? Minghella non mi va giù)
3. "Vento di passioni"
4. "Titanic"
5. "Le regole della casa del sidro"

Fate la vostra classifica.

P.S.: @Tetzuo: secondo me Ex Drummer è una cagata pazzesca.

 

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  postato il 26/06/2009 alle 07:13
Io non sarei di codesta idea, cioè di classificare i peggiori, per rispetto a chi lavora in quell' industria e poi è troppo facile sbagliare (anche da parte nostra). Farei un eccezione per i film "porno" perché mi sembrano tutti eguali, gli horror per "gusto personale" ed infine un unico film ... "La corazzata Potëmkin"

 

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  postato il 26/06/2009 alle 09:18
Originariamente inviato da Zanarkelly

Ho finito da poco di riguardare inopinatamente "Vento di passioni" e mi sono chiesto se esiste sul forum una classifica dei peggiori polpettoni della storia del cinema.


Definisci meglio polpettoni, così riduco la mia lista da 100 a 5.

 

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FANTACICLISMO 2008 Campione Olimpico in linea - S. Sebastian - Parigi Bruxelles - Vincitore classifica generale grandi giri (10° Giro - 10° Tour - 4° Vuelta) 1 tappa al Tour - 4 tappe alla Vuelta 9° classifica finale.
FANTACICLISMO 2009 Liegi-Bastogne-Liegi 2° classifica finale Giro d'Italia - 2 tappe - 1 giorno in maglia rosa - Best Belgio - 5° classifica finale

66 punti (nel 2008) + 115 punti (nel 2009) di vantaggio su Frejus: la mia nemesi!

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 26/06/2009 alle 09:28
Originariamente inviato da Salvatore77

Originariamente inviato da Zanarkelly

Ho finito da poco di riguardare inopinatamente "Vento di passioni" e mi sono chiesto se esiste sul forum una classifica dei peggiori polpettoni della storia del cinema.


Definisci meglio polpettoni, così riduco la mia lista da 100 a 5.


Anche la mia lista è molto più lunga; mi sono limitato a 5 per amore di sintesi.
La migliore definizione di polpettone, secondo me, è "Il paziente inglese": filmone, sicuramente ben eseguito, grandi attori, ben recitato, colonna sonora epica, trama da saga letteraria, anche pluripremiato,... ma in sostanza un pacco che si fatica a guardarlo.

 

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  postato il 27/06/2009 alle 10:10
Scrivo anch'io i miei 5 film "indigeribili", almeno tra i più recenti e tra quelli che ricordo:

1) Le onde del destino (Lars Von Trier)
2) Kika (Pedro Almodovar)
3) Malena (Giuseppe Tornatore)
4) Il quinto elemento (Luc Besson)
5) Leoni per agnelli (Robert Redford)

 

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Livello Marco Pantani




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  postato il 28/06/2009 alle 11:30
Visto ieri sera : Cover Boy-L'ultima rivoluzione.
Un film italiano del 2007.
Pur non essendo un estimatore del cinema italiano consiglio a tutti di vedere questo film, molto attuale nei temi che affronta (l'immigrazione e il lavoro precario), ben girato, tutt'altro che noioso.

 

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  postato il 28/06/2009 alle 12:03
Ho visto "Ereditare il vento" La storia vera di un professore finito sotto processo, nel 1925, per aver insegnato la blasfema teoria dell'evoluzionismo di Darwin. Dramm. (113') Di D. Petrie. Con J. Lemmon, D. Wells (USA 1999). A me sembra che qui in Italia sia cambiato poco dall'anno di grazia 1925.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/07/2009 alle 02:58
Ho appena finito di guardare su un emittente locale il film "La Venticinquesima Ora", che non c'entra niente con il film di Spike Lee, ma è un film assolutamente eccezionale, che dipinge al meglio la follia che ha travolto l'Europa durante la seconda guerra mondiale.

Racconta la storia di un contadino romeno, brav'uomo e un po' sempliciotto, interpretato da Anthony Quinn, che viene fatto arrestare come ebreo dal capo della polizia locale che aveva delle mire sulla moglie di lui, interpretata da Virna Lisi.
L'uomo riesce poi a scappare, ma viene catturato e scambiato per ungherese e mandato a combattere per i tedeschi. Viene ricatturato e poi preso a modello del perfetto ariano e vengono scritti articoli e trattati di lui in uniforme SS. Poi riesce a far fuggire degli altri prigionieri, ma gli alleati lo arrestano come nazista e lo processano per essere stato il modello di ariano superuomo.
Alla fine, dopo 9 anni in cui lui non ha mai capito niente di quello che gli capitava, riesce a ritornare dalla moglie e si ritrova con un figlio in più, nato da una violenza subita dalla moglie da parte di soldati russi.

E' sicuramente un film molto semplice e un po' paternalistico, se vogliamo, ma visto con un po' di distacco è riuscito a farmi cogliere meglio di tanti capolavori la drammaticità, l'assurdità e la confusione delle vicende che sono successe in quei tempi. Peccato solo che certi film li facciano a quest'ora della notte.

 

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"Per aspera ad astra" Seneca o Eros Poli ... non ricordo

Ad imperitura memoria di quando, dal 4 al 14 marzo 2009, fu "Livello Sean Kelly",
queste stelline pose:

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 07/07/2009 alle 22:00
Ho visto "il duello - nixon vs. frost" e devo dire che mi aspettavo molto di più.

Gli attori mi sembrano validi e la storia regge fino ad un certo punto, e cioè fino a quando nella prevedibile favola dell'incosciente che riesce laddove nessuno scommetterebbe (già vista, al cinema), si innesta un repentino mutamento dello stile di Nixon, da cinico e avido spietato ad un personaggio che, da anziano, viene folgorato sulla via di Damasco riguardo ai suoi errori, e che peraltro non rende neppure giustizia alla bravura che questo Frost deve aver avuto nella realtà nell'estorcergli la "confessione".

Bravi gli attori, splendida la protagonista femminile, ma a 3/4 film l'impianto della storia crolla miseramente sotto i colpi della perenne glassa paternalistica con cui gli americani farciscono i loro film mainstream.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 12/07/2009 alle 20:13
1962: ci voleva veramente un coraggio da leoni per proporre all'Europa la storia di un triangolo consenziente.
Truffaut questo coraggio non solo l'ha avuto, ma ha dipinto uno dei capolavori del cinema moderno: Jules e Jim.

 

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Livello Greg Lemond
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  postato il 13/07/2009 alle 13:33
Originariamente inviato da Carrefour de l arbre

1962: ci voleva veramente un coraggio da leoni per proporre all'Europa la storia di un triangolo consenziente.
Truffaut questo coraggio non solo l'ha avuto, ma ha dipinto uno dei capolavori del cinema moderno: Jules e Jim.


L'ò visto molti anni fa e me lo ricordo poco, ma mi sembra di poter essere d'accordo con questo film ed, in genere, con tutta la filmografia del regista francese.

 

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"Per principio rifiuto di sottopormi a questi controlli. Non sono ostile alla lotta al doping, che ritengo indispensabile tra i dilettanti, ma nel caso di professionisti è differente. Dopo 12 anni di carriera io so quello che devo fare e non voglio che una mia vittoria venga messa in dubbio dalla fantasia delle analisi".

(Jacques Anquetil, 4 maggio 1966, intervista a L'Équipe)

Non riesco a comprendere perché Morris non sia assunto da nessuna rete telvisiva come opinionista

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 13/07/2009 alle 16:29
Jules e Jim è un film che a me piace molto perchè tratta un tema particolare con stile e classe. Probabilmente non è il mio preferito (I 400 colpi, Effetto Notte, Il ragazzo selvaggio, sono un gradino sopra) comunque resta il valore del film in senso assoluto.

 

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FANTACICLISMO 2008 Campione Olimpico in linea - S. Sebastian - Parigi Bruxelles - Vincitore classifica generale grandi giri (10° Giro - 10° Tour - 4° Vuelta) 1 tappa al Tour - 4 tappe alla Vuelta 9° classifica finale.
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66 punti (nel 2008) + 115 punti (nel 2009) di vantaggio su Frejus: la mia nemesi!

 
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