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Autore: Oggetto: Parliamo di cinema (del passato e del presente)

Livello Greg Lemond
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  postato il 10/02/2009 alle 10:36
Ho acquistato il DVD e visto ieri un film molto complicato "I re e la regina di A. Desplechin", il cui significato a me sembra sia, in sostanza: "Nulla è come sembra". Gradirei conoscere il parere (meno sintetico) di chi è più bravo di me. Grazie.

 

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Fanno festa i musulmani il venerdì
il sabato gli ebrei
la domenica i cristiani
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e i barbieri il lunedì

"Per principio rifiuto di sottopormi a questi controlli. Non sono ostile alla lotta al doping, che ritengo indispensabile tra i dilettanti, ma nel caso di professionisti è differente. Dopo 12 anni di carriera io so quello che devo fare e non voglio che una mia vittoria venga messa in dubbio dalla fantasia delle analisi".

(Jacques Anquetil, 4 maggio 1966, intervista a L'Équipe)

Non riesco a comprendere perché Morris non sia assunto da nessuna rete telvisiva come opinionista

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 13/02/2009 alle 08:44
Ho visto il film Next con N. Cage. Deboluccio, ha una buona idea di base ma sviluppata male. Alla fine resta solo uno dei tanti film d'azione.

 

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FANTACICLISMO 2008 Campione Olimpico in linea - S. Sebastian - Parigi Bruxelles - Vincitore classifica generale grandi giri (10° Giro - 10° Tour - 4° Vuelta) 1 tappa al Tour - 4 tappe alla Vuelta 9° classifica finale.
FANTACICLISMO 2009 Liegi-Bastogne-Liegi 2° classifica finale Giro d'Italia - 2 tappe - 1 giorno in maglia rosa - Best Belgio - 5° classifica finale

66 punti (nel 2008) + 115 punti (nel 2009) di vantaggio su Frejus: la mia nemesi!

 
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Livello Greg Lemond
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  postato il 13/02/2009 alle 09:01
Prsentazione del film "Religiolus"

http://oknotizie.virgilio.it:80/go.php?us=71f040b167c26db3

 

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(Jacques Anquetil, 4 maggio 1966, intervista a L'Équipe)

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 22/02/2009 alle 10:18
(fonte: http://canali.kataweb.it)

Guida tv alla notte degli Oscar
di Annalisa D'Aprile

Sarà Sky Cinema 1 a seguire, per l’intera notte tra domenica e lunedì 23 febbraio, la cerimonia di premiazione degli Academy Awards (in simulcast su Sky Cinema Hd). Da ormai cinque anni il canale satellitare si è aggiudicato l’esclusiva della diretta degli Oscar.

Commentatori dell’evento dagli studi di Milano, il critico cinematografico Gianni Canova (in foto) e Francesco Castelnuovo, inviato di punta della scuderia SkyCinema. I collegamenti dal red carpet del Kodak Theatre di Los Angeles, sono affidati ad Alessandra Venezia impegnata nell’annuncio delle star che si avvicenderanno sul tappeto rosso.

Dagli studi di Sky Tg24 invece, Martina Riva si occuperà della parte 'glamour della' cerimonia, dali commenti sulle mise delle star alle news di gossip. Poco prima dell’inizio della premiazione andrà in onda un’intervista all’attore australiano Hugh Jackman, che avrà il compito di condurre l’81ª edizione e proclamare i vincitori.

E alle 21, prima del collegamento con il Kodak Theatre, su Sky Cinema1 andrà in onda Non è un paese per vecchi, pellicola dei fratelli Coen che nella scorsa edizione degli Academy Awards si è aggiudicata ben quattro statuette, come miglior film, miglior regia, sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista (Javier Bardem).

Nel dettaglio, la scaletta della serata:

Dalle 23:45 Gianni Canova e Francesco Castelnuovo presentano la Notte degli Oscar con servizi e collegamenti video con Alessandra Venezia dal Red Carpet.

Da mezzanotte il pre-show in collegamento con Los Angeles: commenti sull’arrivo delle star e contributi su film e attori in corsa per l’Oscar.

Dalle 2 il countdown con una speciale intervista a Hugh Jackman.

Dalle 2,30 fino alle luci dell’alba, la diretta della cerimonia di consegna dei premi Oscar con i commenti di Canova e Castelnuovo dagli studi di Sky.

E! Entertainment (canale 124 di Sky) avrà i riflettori puntati su tutto ciò che della serata degli Oscar è moda. Gli inviati Ryan Seacrest e Giuliana De Pandi, a partire dalle 24 (in replica lunedì 23), saranno sul tappeto rosso per commentare ed intervistare le stelle del cinema. E per quelli che si perderanno la diretta, lunedì 23 febbraio su Sky Cinema Hits andrà in onda, dalle 14.40, la replica dell’intera serata. Mentre alle 21.15 sarà la volta di uno speciale con Il meglio della Notte degli Oscar 2009. Repliche degli speciali anche martedì 24 a rotazioni su tutti canali Sky Cinema.

La visione della premiazione sui siti web è interdetta in Italia dalla esclusiva Sky.

(19 Febbraio 2009)

 

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Livello Hugo Koblet




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  postato il 26/02/2009 alle 11:32
mi rivolgo agli esperti di cinema del forum, ne vedo alcuni ottimi che scrivono qui sopra: avete per caso conoscenza di qualche libro o intervista in cui Kubrik si esprime sulla scena del duello in Barry Lindon?
A me interesserebbe moltissimo perchè sono un convinto estimatore di due grandi e profondi conoscitori dell'animo umano che furono appunto Kubrik e Dostoevskij.
Quella scena è costruita in maniera da richiamare con grande forza un'altra scena di duello contenuta nei "Demoni" dell'autore russo, quello fra Stavrogin e il figlio dell'oltraggiato Gaganov. L'episodio di Barry Lindon è quasi ricalcato su quello dostoevskiano, a partire dal carattere stesso dei personaggi e dalle implicazioni esistenziali delle loro vicende al di là dello svolgimento del duello in sè, che per altro è pressochè identico. Troppo simile per non essere un plagio voluto e volutamente espressivo.
Non riesco a trovare niente in cui il regista abbia spiegato questa coraggiosa scelta, dal momento che non saranno mancate le occasioni in cui gli sarà stato fatto notare; potete aiutarmi? Ringrazio anticipatamente

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 26/02/2009 alle 14:36
In effetti pare che Kubrick non concesse molte interviste su Barry Lyndon e sul duello finale.

Lo si afferma anche in questa: http://www.visual-memory.co.uk/amk/doc/interview.bl.html (in inglese), dove comunque non si fa riferimento a "I Demoni".

Stasera darò un occhio alla monografia dei "Castori", e ti saprò dire...

 

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Livello Hugo Koblet




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  postato il 26/02/2009 alle 16:30
grazie mille per l'intervista che non conoscevo. E' vero, non si fa menzione della cosa, anche se ci sono alcune osservazioni interessanti riguardo all'ambientazione. Ancora più interessante il fatto che la scena del duello non fosse contenuta nel romanzo di Thackeray cosa che non sapevo. In effetti c'è anche Shakespeare e Amleto nel personaggio di Lord Bullingdon, ma questo è stato fatto presente a Kubrik in altre occasioni. Tuttavia non trovo riferimenti a quella scena dei "Demoni" e questo mi pare strano.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 26/02/2009 alle 20:19
Dunque, la monografia dei Castori è di Enrico Ghezzi ( ), e anche lì niente riferimenti a Dostoevskij...

In effetti le coincidenze sono notevoli, a partire dal colpo sparato a vuoto da Barry Lyndon (ne "I demoni" uno dei due sparava in aria, ora non ricordo chi...), fino alla "familiarità" dei duellanti.

Boh, alla prima occasione chiederò al mio Kubrickologo di fiducia: mi ha persino regalato il DVD di "Fear and Desire", il primo lungometraggio di Kubrick, dei cui esiti il regista si pentì e che fece ritirare.
Ti assicuro che è una persona di assoluta competenza, e se non ne sa niente lui...

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/03/2009 alle 14:54
Il Nome della Rosa, ancora bellissimo, ogni volta che lo vedo.

Domenica ho riguardato Le streghe di Eastweeck. Jack Nicholson è un vero mito!!!!

Ho letto di Kubrik..... Il finale di Odissea nello spazio cosa significa? Mi sono scervellata ma non l'ho mai capito? Ho pensato che fosse quel totem a dare la sapienza ai popoli.
E' così anche secondo voi?

Poi ho visto Mr. & Mrs. Smith.... Ma Angelina lavora solo se le mettono una pistola in mano e se prende a calci qualcuno?

 

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Michela
"Stiamo Insieme, Vinciamo Insieme - Ivan Basso"


Vita in te ci credo le nebbie si diradano e oramai ti vedo non è stato facile uscire da un passato che mi ha lavato l'anima fino quasi a renderla un po' sdrucita. Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano ma la sofferenza tocca il limite e cosi cancella tutto e rinasce un fiore sopra un fatto brutto



http://www.adidax.com/
resisterai 5 minuti senza sport?

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/03/2009 alle 15:56
Originariamente inviato da miky70

Ho letto di Kubrik..... Il finale di Odissea nello spazio cosa significa?

Secondo l'interpretazione "autentica" del libro scritto a posteriori (o meglio in contemporanea) da Arthur Clarke (mentre il film inizialmente si ispirava ad una novella dello stesso Clarke, "The sentinel") il tutto potrebbe essere spiegato dal punto di vista "alieno": e cioè entità extraterrestri ci controllano e ci guidano verso forme di vita "superiori". Il monolite non sarebbe altro che una sorta di trasmittente per poterci mettere in contatto con loro, una volta raggiunta la tecnologia (e la statura morale) per confrontarci con questo salto di qualità.

Certo che il film, da vera opera d'arte, sfuma molto questa dimensione narrativa, offrendo ambiguità interessanti, come il rapporto uomo/macchina, e sfiorando anche implicazioni filosofiche notevoli (una sorta di "superomismo" nietzschiano, non a caso nella colonna sonora compare anche "Also sprach Zarathustra")...

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 03/03/2009 alle 21:49
L'immagine dell'articolo in home (Senza alcuna direzione) è del film Into the wild, come si vede.
Colgo l'occasione per consigliarne a tutti la visione, è stupendo.

 

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« La superstizione porta sfortuna »
(Raymond Merrill Smullyan, 5000 B.C. and other philosophical fantasies, 1.3.8)


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E3 Prijs Vlaanderen - GP Harelbeke: 2°
GP Miguel Indurain: 1°
Ronde van Vlaanderen / Tour des Flandres: 3°
Rund um Köln: 1°
Liège-Bastogne-Liège: 1°
Giro d'Italia: Carrara - Montalcino: 2°
Tour de France: Sisteron - Bourg-lès-Valence: 1°
Tour de France: Longjumeau - Paris Champs-Élysées: 1°
Tour de France - classifica finale: 3°
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/03/2009 alle 22:05
Originariamente inviato da Abajia

L'immagine dell'articolo in home (Senza alcuna direzione) è del film Into the wild, come si vede.
Colgo l'occasione per consigliarne a tutti la visione, è stupendo.


Condivido. Molto bella anche la colonna sonora. Sean Penn dimostra di essere bravo sia come attore che alla regia.

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 03/03/2009 alle 23:27
Eh già, la colonna sonora è un vero tocco di classe.
In alcuni brani, Vedder (per chi non lo conoscesse, è il leader dei Pearl Jam) ha davvero dato il meglio di sé (i testi in particolare sono bellissimi).

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 04/03/2009 alle 21:52
Per chi ha Sky cinema, stasera alle 22:45 su Sky cinema +24 (canale 303) c'è Into the Wild.

 

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  postato il 04/03/2009 alle 23:53
Originariamente inviato da Abajia

L'immagine dell'articolo in home (Senza alcuna direzione) è del film Into the wild, come si vede.
Colgo l'occasione per consigliarne a tutti la visione, è stupendo.


Io l'ho visto qualche mese fa e mi ha fatto venir voglia di mollare tutto e perdermi per il mondo, con bici se seguito però!

Sono curioso di vedere The Wrestler, credo che in questo weekend andrò a vederlo al cinema.

 

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Vorrei morire in bici, in un giorno di sole, dopo aver scalato una di quelle montagne che sembrano protendersi verso il cielo, mi adagerei sull'erba fresca senza rimpianti, attendendo con serenità il compiersi del mio tempo. Non importa se sarà ...oggi o tra cent'anni, avrò in ogni caso trovato il mio giorno perfetto.

 
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Livello Hugo Koblet




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  postato il 05/03/2009 alle 15:40
Originariamente inviato da Bitossi

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Ho letto di Kubrik..... Il finale di Odissea nello spazio cosa significa?

Secondo l'interpretazione "autentica" del libro scritto a posteriori (o meglio in contemporanea) da Arthur Clarke (mentre il film inizialmente si ispirava ad una novella dello stesso Clarke, "The sentinel") il tutto potrebbe essere spiegato dal punto di vista "alieno": e cioè entità extraterrestri ci controllano e ci guidano verso forme di vita "superiori". Il monolite non sarebbe altro che una sorta di trasmittente per poterci mettere in contatto con loro, una volta raggiunta la tecnologia (e la statura morale) per confrontarci con questo salto di qualità.

Certo che il film, da vera opera d'arte, sfuma molto questa dimensione narrativa, offrendo ambiguità interessanti, come il rapporto uomo/macchina, e sfiorando anche implicazioni filosofiche notevoli (una sorta di "superomismo" nietzschiano, non a caso nella colonna sonora compare anche "Also sprach Zarathustra")...


scusate se mi intrometto con un argomento un pò pesante. Da appassionato kubrikiano mi sono sentito chiamato in causa anche se ormai sul tema del finale di 2001:Odissea nello spazio si sono scritte pagine e pagine.
Finora non ho trovato nessuno che abbia avuto il coraggio di affrontare l'argomento per via diretta, pur notando chiare allusioni.
All'inizio del film la tribù fuggiasca degli uomini-scimmia sta languendo nella fame senza speranza quando compare il celeberrimo monolite. Un che di imponente, duro, liscio, impossibile da scalfire, ipenetrabile, sommamente serio con la sua ieratica, ancestrale incombenza. In due parole, l'epifenomeno del mistero, inteso come ciò che di per sè è impenetrabile, inconoscibile. Anche qualcosa di più, provenendo da una insondabile antichità, il mistero dei misteri. E qual è il più grande mistero per l'uomo, quella soglia che per la sua intelligenza rimane insuperabile? E di una soglia scurissima il monolite ha tutto l'aspetto.
Non a caso la comparsa del monolite è accompagnata dal "Requiem" di Ligeti.
Sembra quasi che Kubrik abbia letto i capitoli di "Essere e tempo" dedicati a quella dimensione fondante della coscienza dell'essere umano, l'unico "ente per cui ne va del proprio essere", l'unica presenza al mondo consapevole della possibilità di vivere o perire in funzione di ciò che in ogni instante può accadergli, dedicati all'"essere per la morte", al sapere della propria fine.
Non a caso la "sapienza del monolite" guida l'uomo all'intelligenza e alla prevaricazione, insita nella lotta per la sopravvivenza.
Perfino Hal 9000 arriva a confrontarsi con questo angoscioso sapere della propria fine (le scene in cui "spia" i discorsi degli astronauti chiusi nel modulo spaziale per carpirne le intenzioni sospettando che vogliano disattivarlo sono memorabili) e uccide gli astronauti della navicella.
Il sapere della fine genera uno strano scacco della ragione, una specie di blocco del pensiero, una lacerazione del linguaggio, che può solo essere riallacciato altrimenti. Questo scacco della ragione, che da un lato spinge l'uomo, come per disperazione, a riattivare l'intelligenza, dall'altro "genera i mostri" della violenza e dell'omicidio.
Nel finale, in un certo senso arrivando fino all'origine di questo sapere della fine, il protagonista è risucchiato in un mondo chiaramente "al di là" dello spazio e del tempo (in quello che potrebbe essere anche letta come la caduta nella fisica paradossale di un buco nero, argomento assai alla moda negli anni '60) e vede se stesso anziano e infine morente in quella luminosissima e allo stesso tempo gelida e lugubre stanza in stile barocco.
Ho letto molti critici che fanno chiaramente allusione a questa lettura escatologica del film, ma ancora nessuno che parli di un'opera che vuole indagare sul rapporto con il sapere della propria fine.
Veramente, capisco che l'argomento è assai pesante da introdurre in una discussione di un forum e me ne scuso ancora, mi piacerebbe condividere con qualcuno questa lettura di un film che tocca corde che poche altre opere toccano. Corde che si esprimono con grande fatica a parole.
Il finale del film, però, dove l'allusione alla civiltà aliena è nettamente più sfumato rispetto al libro, a me sembra pieno di speranza.

 

[Modificato il 05/03/2009 alle 15:43 by herbie]

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  postato il 05/03/2009 alle 16:50
Mi sembra che tu abbia scritto molto bene quello che ti ha colpito ed anch'io concordo che sia un film pieno di speranza, ma d'altra parte anche Bitossi
"Certo che il film, da vera opera d'arte, sfuma molto questa dimensione narrativa, offrendo ambiguità interessanti, come il rapporto uomo/macchina, e sfiorando anche implicazioni filosofiche notevoli (una sorta di "superomismo" nietzschiano, non a caso nella colonna sonora compare anche "Also sprach Zarathustra")...
aveva ben argomentato quest'aspetto.
Di mio voglio aggiungere (cito a memoria e posso sbagliare, perché la decima ed ultima volta il film l'ò visto una trentina di anni fa) l'immagine del feto che appare nella scena finale, secondo me un inno all'uomo (forse super ) nuovo.

 

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  postato il 05/03/2009 alle 16:55
Al proposito ci sarebbe anche un curioso sito internet multilingue che pretende di "spiegare" il film: http://www.kubrick2001.com/

Niente di che, un po' ingenuamente didascalico, vagamente new-age, è quasi un giochino...
Il sito è un po' pesante, in quanto realizzato con animazioni in Flash, e quindi necessita di una connessione abbastanza veloce (l'ADSL dovrebbe bastare...)

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 05/03/2009 alle 21:40
L'intenzione di dare una soluzione univoca a 2001 è abbastanza remota. Credo che il film sia stato concepito proprio con l'idea di lascare aperte tante porte e tante soluzioni. Diciamo che il finale più di tutte le altre parti del film forse non vuole significare assolutamente solo una cosa, naturalmente l'uomo è al centro del film e quindi un feto non può essere altro che un omaggio alla vita (umana). Per questo il monolite ovunque esso compaia rappresenta l'inizio della vita (umana) intelligente. Dal momento che compare innanzi ai primati si comprende che essi smettono di comportarsi come semplici animali ma cominciano ad essere gruppi contrapposti (quindi società) e farsi la guerra come fanno sempre gli umani. Quindi se la domanda è: cosa fà scaturire la vita? La risposta per molti è Dio, quindi il monolite è...

 

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  postato il 06/03/2009 alle 10:05
Originariamente inviato da herbie
...Ho letto molti critici che fanno chiaramente allusione a questa lettura escatologica del film, ma ancora nessuno che parli di un'opera che vuole indagare sul rapporto con il sapere della propria fine.

Mah... il problema è che l'opera ci mette di fronte a così tanti simboli, allusioni, citazioni, possibilità, che risulta poi complicato o insostenibile basarne l'interpretazione su uno o pochi aspetti.
Sicuramente il film parla anche del "destino dell'uomo" in senso escatologico/spirituale, ma forse altrettanto (o di più?) in senso evoluzionistico/epistemologico.

Così pure la giustissima possibilità adombrata da Salvatore, riguardo alla domanda su "Dio"... devo dire però che in questo senso il film sembra chiaramente indicare una strada laica, se vogliamo a-religiosa, sicuramente non creazionistica, e inserisce casomai una prospettiva demiurgica, ventilando la possibilità di un qualcosa/qualcuno (gli "extraterrestri"?) che ci guida e ci plasma. Al massimo si potrebbe fare riferimento al Brahma della filosofia induista...
In ogni caso, ci sono dichiarazioni di Kubrick in tal senso, che non fanno dubitare dell'approccio laico alla questione.

Comunque, come dicevo, il film è così pieno di riferimenti, che può diventare sterile esercizio intellettuale trovarli tutti... col rischio di non coglierne altri più manifesti e diretti. Per esempio, sollecitato da questa discussione, mi sono accorto da poco dello scarso peso che ho sempre attribuito al legame tra il titolo ("Odissea") e la vicenda di Ulisse (con HAL "monoculo" a fare la parte, in un certo senso rovesciata, di Polifemo...)
Che dire, fra l'altro, della macchina che finisce per essere più "umana" degli umani, e che non a caso pronuncia le ultime parole del film, prima del suo famoso finale?

In generale, in opere di questa portata, io mi attengo al principio della ricerca di "significanze" in luogo dei "significati".
Le prime conducono a delle possibilità di interpretazione, i secondi alla necessità di spiegazioni, che giocoforza rischiano di apparire forzate e riduttive...

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/03/2009 alle 11:30
Sicuramente l'idea di un Dio creatore è "non" religiosa, nel senso di un'entità sovrannaturale, forse extraterrestre, sicuramente non terrestre, non è vista come entità che si prega.
Il concetto base è secondo me che ci sia un creatore al di sopra di tutto, ma che si riferisce solo alla creazione dell'uomo inteso come intelligente. Infatti nel film c'era già la natura ma solo con l'avvento del monolite inizia la storia dell'uomo.

 

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Livello Greg Lemond
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  postato il 06/03/2009 alle 14:37
Originariamente inviato da Bitossi

Originariamente inviato da herbie

Mah... il problema è che l'opera ci mette di fronte a così tanti simboli, allusioni, citazioni, possibilità, che risulta poi complicato o insostenibile basarne l'interpretazione su uno o pochi aspetti.
Sicuramente il film parla anche del "destino dell'uomo" in senso escatologico/spirituale, ma forse altrettanto (o di più?) in senso evoluzionistico/epistemologico.

Così pure la giustissima possibilità adombrata da Salvatore, riguardo alla domanda su "Dio"... devo dire però che in questo senso il film sembra chiaramente indicare una strada laica, se vogliamo a-religiosa, sicuramente non creazionistica, e inserisce casomai una prospettiva demiurgica, ventilando la possibilità di un qualcosa/qualcuno (gli "extraterrestri"?) che ci guida e ci plasma. Al massimo si potrebbe fare riferimento al Brahma della filosofia induista...
In ogni caso, ci sono dichiarazioni di Kubrick in tal senso, che non fanno dubitare dell'approccio laico alla questione.

Comunque, come dicevo, il film è così pieno di riferimenti, che può diventare sterile esercizio intellettuale trovarli tutti... col rischio di non coglierne altri più manifesti e diretti. Per esempio, sollecitato da questa discussione, mi sono accorto da poco dello scarso peso che ho sempre attribuito al legame tra il titolo ("Odissea") e la vicenda di Ulisse (con HAL "monoculo" a fare la parte, in un certo senso rovesciata, di Polifemo...)
Che dire, fra l'altro, della macchina che finisce per essere più "umana" degli umani, e che non a caso pronuncia le ultime parole del film, prima del suo famoso finale?

In generale, in opere di questa portata, io mi attengo al principio della ricerca di "significanze" in luogo dei "significati".
Le prime conducono a delle possibilità di interpretazione, i secondi alla necessità di spiegazioni, che giocoforza rischiano di apparire forzate e riduttive...


Non so che dire, tranne che e forse c'è da aggiungere che, secondo me, hai sbagliato mestiere, anche se non so di preciso che fai

 

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(Jacques Anquetil, 4 maggio 1966, intervista a L'Équipe)

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Livello Hugo Koblet




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  postato il 06/03/2009 alle 19:10
vi ringrazio per le risposte sul tema che avevo introdotto. (con Bitossi sono ancora in attesa di una consulenza...)
Piuttosto che di significato io parlerei di lettura in una certa chiave. Mi spiego, uno stesso orizzonte si può osservare da alture diverse descrivendo paesaggi diversi, un diverso allineamento delle colline circostanti, differenti rapporti tra gli oggetti del paesaggio. Confrontando le due visioni dello stesso orizzonte poi si ha un'immagine in 3d, a tutto tondo, ma è fondamentale che ciascun osservatore descriva le cose come le vede lui e osservando quell'orizzonte comune, escludendo ad es. ciò che sta alle sue spalle, che sarà utile per un'altro confronto, magari.
E' giusto che si tenti una lettura di un'opera in una certa chiave. Così per 2001:Odissea nello spazio c'è la chiave esistenziale/escatologica che proponevo io, tenendo presente certamente che il film può essere letto anche nell'ottica di una profonda critica del positivismo scientifico-progressista, ad esempio, oppure facendo un discorso di storia del pensiero (la danza delle astronavi nello spazio a me richiama le armonie perfette delle Forme dell'iperuranio platonico ad es.). Tuttavia quando, osservata l'opera, si ha l'impressione complessiva che una chiave di lettura sia particolarmente pregnante poi l'esposizione è tutta orientata in quella direzione, andando a cercare ogni cosa che sia contemplata in quella linea di visione. Questo senza escludere le altre chiavi di lettura, ma è essenziale la coerenza di tutte le parti all'intero, come direbbe Donchisciotte, no?
Ora, proprio questo nome di "odissea" e il richiamo al mito di Ulisse che morì andando oltre il confine dell'universo dà esattamente il senso del viaggio "ultimo", quello che nella mia lettura è il cuore del film, in questo modo una meditazione sullo strettissimo legame tra il sapere dell'essere mortale e la coscienza e l'intelligenza umane.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 15/03/2009 alle 17:30
Ieri ho visto "L'uomo che non c'era" dei fratelli Coen.
Cosa mi sono perso dal 2001 ad oggi! Veramente uno splendido film che fornisce parecchi spunti di riflessione "esistenziale".

Thornton poi è bravissimo nella sua inespressività: inespressività che però è perfetta sul personaggio che deve interpretare, enigmatico e introverso.

Di solito gli attori inespressivi sono inutili o addirittura perniciosi (la Bellucci, Brad Pitt...), ma in questo caso, come per gli attori dei film di Kaurismaki, sono perfetti per il ruolo.

Ottimo e consigliato.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/03/2009 alle 21:08
"L'uomo che non c'era" è un bellissimo film. Una sorta di noir dei giorni nostri, con una fotografia eccezionale e un bianco e nero d'autore. Proprio come i film di una volta.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 22/03/2009 alle 21:32
Tutto Kill Bill in un minuto, è possibile...

http://trovacinema.repubblica.it/multimedia/curiosita/Tutto-Kill-Bill-in-1-minuto/5252855/1/1

 

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  postato il 23/03/2009 alle 08:36
Ho visto l'altra sera 'Gran Torino'.
Davvero. Bello.

Se leggete le recensioni, alcune (vedi il New Yorker) parlano di un'opera 'forse minore' ma interessante per una riflessione retrospettiva sui vari personaggi di Eastwood. Non tenetene conto.
Non credo proprio che sia un film 'minore', è ricco di spunti, è girato bene, i dialoghi sono molto buoni, la trama anche, l'idea iniziale potrebbe essere uno spunto dei fratelli Coen, lo sviluppo è decisamente differente. Eastwood sa far divertire nella prima parte, nella seconda c'è una piega molto più 'tragica'. Tecnicamente regia e fotografia sono di alto livello, e mi spiace parlar bene di un film di cui 'tutti' parlano bene...ma è davvero bello, e ben fatto.
Desmoblu consiglia.

 
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Livello Greg Lemond
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  postato il 23/03/2009 alle 08:51
Originariamente inviato da desmoblu

Ho visto l'altra sera 'Gran Torino'.
Davvero. Bello.

e mi spiace parlar bene di un film di cui 'tutti' parlano bene...ma è davvero bello, e ben fatto.
Desmoblu consiglia.


Con una battuta, si potrebbe parafrasare il tuo discorso: "Quando il mio pensiero trova compagnia, forse è venuto il momento di cambiare idea ". Ma in realtà, se è deleterio il conformismo, secondo me lo è ancora di più l'elitarismo.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 24/03/2009 alle 15:45
Volevo dire che ho finalmente trovato il tempo e il modo di vedere con calma "L'età barbarica" di Denis Arcand, che Lemond gentilmente mi ha inviato in DVD (a prop... sono ancora in debito!).

Freghiamocene un po' degli "spoiler", termine per il quale, Lemond, dovremmo trovare un corrispettivo in italiano... va bene "rovinafilm"?

Ovviamente in questo film Arcand prosegue la critica, mordace in alcuni casi, un po' più scontata in altri, alla "civiltà occidentale" e alle sue sovrastrutture, che finiscono per rendere una sorta di prigione (o addirittura uno stadio sportivo, il che rimanda chiaramente alle dittature sudamericane) il lavoro, la famiglia, i rapporti umani.
Relazioni usurate da regole contraddittorie e da un uso distorto della comunicazione e della "mobilità" (il pendolarismo, universale deriva delle metropoli...), che rischiano di confinare la creatività, soprattutto per chi ha un'età di mezzo e gli strumenti critici per "sentire" queste contraddizioni, alla banale fantasia cinematografico/teatrale, ovviamente a sfondo alternativamente erotico o romantico...
La ribellione è possibile solo a livello individuale, e spesso si limita alla riscoperta di valori del passato (il ritorno alla natura?) e alla ricerca di una vita forse più serena ma a forte rischio "noia"...

Un quadro fosco, ed apparentemente senza speranze: anche la soluzione dell'isolamento secondo me è vista in una prospettiva critica, che però non traspare chiaramente, rendendo il finale del film un po' debole.

In definitiva, non un capolavoro ma nemmeno una schifezza: il disagio descritto è sincero ed in alcuni casi pungente.
A livello di direzione, per il poco che ho visto di Arcand, si conferma una vena caustica, che spesso centra il bersaglio; tra i difetti metterei una tendenza ad arruffare i piani e i toni della narrazione, qualche squilibrio e qualche semplicismo, oltre al fatto che il regista non si può certo definire uno "stilista".

Curiosità: verso la fine, stavo pensando a come il film mi ricordasse il qualche modo, nelle fantasticherie del protagonista, "Luce dei miei occhi" di Giuseppe Piccioni, opera per altro non molto riuscita a mio avviso, quando il cantante Rufus Wainwright (solitario coreuta del film di Arcand) ha intonato la cantata "Luce degli occhi miei" (non credo sia quella di Pergolesi)...

Infine, ho il sospetto che Arcand possa essere un appassionato del cinema italiano: la scena del torneo medievale non è presa pari pari da "Brancaleone alle crociate"? C'è persino l'oggetto che cade in testa a chi sta prevalendo, anche se in questo caso sul "cattivo"...

 

[Modificato il 24/03/2009 alle 15:48 by Bitossi]

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Livello Greg Lemond
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  postato il 25/03/2009 alle 08:15
Scampato pericolo avevo detto che mi sarei rimangiato il mio entusiasmo, se la tua critica fosse stata "impietosa". Per quanto riguarda il finale a me è parso che anche la natura non ci possa salvare, tranne a chi piaccia la "natura morta" .
In debito, secondo me, siamo noi utenti per i tuoi interventi e voterò per te questo mese nel concorso, perché, parafrasando Jannacci, dirò "la vita è più bella quando parla ..."

P.S.

Oggi ho imparato che significa "spoiler"

 

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Livello Gino Bartali




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  postato il 30/03/2009 alle 23:02
Il secondo film dove partecipa Bartoli
http://www.ermannox.it/home.html
Nella colonna Interpreti sono il penultimo

 

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http://cicloblog.splinder.com/

 
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  postato il 31/03/2009 alle 09:52
Ieri sera ho visto un film che consiglio (oddio, forse se n'è anche già parlato qui): Persepolis, di Marjane Satrapi.

Mentre lo guardavo sono sprofondato in uno stato di malessere che non mi ha ancora abbandonato. Un ottimo catalizzatore, quel film, ma credo che ne parlerò nel thread della politica (o in "Sfogatevi"?...).

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
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Livello Hugo Koblet




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  postato il 02/04/2009 alle 15:49
se non li avete visti tre film visti ultimamente che consiglio: onora il padre e la madre di sidney lumet, la promessa dell'assassino di david cronenberg e paranoid park di gus van sant
 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 21/04/2009 alle 19:07
Originariamente inviato da herbie
...avete per caso conoscenza di qualche libro o intervista in cui Kubrik si esprime sulla scena del duello in Barry Lindon?
A me interesserebbe moltissimo perchè sono un convinto estimatore di due grandi e profondi conoscitori dell'animo umano che furono appunto Kubrik e Dostoevskij.

Ciao Herbie, ritiro fuori questo argomento perché qualche giorno fa ho rivisto il mio amico "Kubrickologo", al quale ho chiesto lumi sulla questione dei duelli in Barry Lyndon e I Demoni.
Anche lui concorda sul fatto che la somiglianza delle scene sia notevole, ma non ricorda di aver mai letto niente al riguardo; forse da qualche parte ricorda invece di aver letto dell'amore di Kubrick per Dostoevskij (mi farà sapere, gli pare nel volume di Michel Ciment dedicato al regista).
Nel frattempo mi ha regalato il bel libro di interviste e articoli su Kubrick edito da Minimum Fax ("Non ho risposte semplici"): se non l'hai già, te lo consiglio. Anche lì, nisba sulla questione...

Sempre se già non lo conosci, ho scoperto che c'è anche un sito piuttosto completo, in italiano e ben fatto, su Kubrick: http://www.archiviokubrick.it/

Comprende un sacco di materiale, che ho fatto in tempo ad esaminare solo in minima parte...

 

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Livello Marco Pantani




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  postato il 25/04/2009 alle 02:40
Ho visto ieri sera Burn After Reading-A prova di spia dei fratelli Coen. Un film con John Malkovich,George Clooney e Brad Pitt sulla stupidita', in cui tutti e tre questi grandi attori riescono benissimo a recitare la parte degli stupidi (in particolare Pitt). Un film che evidenzia il cinismo la paranoia e l'avidita' sotto una superficie da commedia.
 
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Livello Hugo Koblet




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  postato il 30/04/2009 alle 23:12
grazie Bitossi, il sito è molto bello. Ho scoperto alcune cose interessanti, tipo la ricomparsa della soglia-monolito in altri film, che non avevo mai notato...comincio a pensare che Eyes Wide Shut sia un film molto avanti con i tempi e tocchi temi forse non ancora del tutto emersi, inizialmente lo avevo sottovalutato.
La questione del duello è veramente strana, perchè una richiamo del genere ad un romanzo così importante non può non essere una situazione voluta dal regista (che sapeva bene che milioni di persone nel mondo hanno letto "I demoni" )ed è molto insolito che non venga fatto notare, anche perchè le due scene sono evidentemente piuttosto dense di pathos e rimangono facilmente impresse nella memoria del lettore e dello spettatore.
Un'altra cosa che rimanda a Dostoevskij è il tono vocale dei drughi di Arancia Meccanica. Quella crudele leggerezza, una specie di scanzonato ed insolente nichilismo che sembra ispirato dal modo in cui nei "demoni" viene descritto il tono usuale di voce di Piotr Stepanovic...

 

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  postato il 30/04/2009 alle 23:21
Ultimamente sto leggendo una biografia di Kubrick: "L'uomo dietro la leggenda" di Vincent LoBrutto.

Sono appena arrivato al capitolo su 2001

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/05/2009 alle 17:02
fonte: www.corriere.it

Angeli e demoni nella Capitale.
Anteprima mondiale con Tom Hanks.
Domani sera la prima proiezione del film ispirato al libro di Dan Brown. Sulla passerella rossa tutto il cast.

L'anteprima mondiale tocca a Roma. Con tanto di passerella di superstar hollywoodiane. Perché lunedì sera all'Auditorium Parco della Musica si proietta «Angeli e demoni», il film diretto da Ron Howard e ispirato all'omonimo libro di Dan Brown, autore del «Codice da Vinci». In Italia uscirà nelle sale il 13 maggio, negli Usa, il 15. Per esigenze di sceneggiatura il film è stato trasformato in un sequel del «Codice», anche se nella realtà il libro è precedente al best seller che ha venduto milioni di copie.

CAST - Protagonista ancora una volta Tom Hanks, anche lui sulla passerella romana domani sera, che torna nei panni dello scienziato Robert Langdon, reclutato dal Vaticano dopo la morte del Papa e il rapimento di quattro cardinali favoriti alla successione. Langdon-Hanks si muove attraverso la Cittá eterna alla scoperta di indizi legati ad una antica societá segreta, gli Illuminati. «Non è l'uomo in cui il Vaticano crede, è l'uomo di cui il Vaticano ha bisogno», ha spiegato Howard, anche lui domani a Roma per l'anteprima. Ewan McGregor interpreta, invece, il ruolo del Camerlengo, che gestisce la Santa Sede nell'interregno tra la morte del Pontefice e l'elezione del suo successore. «Sembra un uomo che farà il possibile per salvare la Chiesa dalla confraternita degli Illuminati e da tutto quello che rappresentano», ha spiegato l'attore parlando del suo personaggio.

IL CODICE - Il film precedente, il «Codice Da Vinci», all'epoca ha incassato oltre 750 milioni di dollari nel mondo, facendo infuriare il Vaticano e alcuni cattolici per la trama, in cui si spiegava che Gesù era sposato con la Maddalena, da cui aveva avuto perfino dei figli, dando origine ad una stirpe mantenuta segreta per secoli. Non diversa sorte sembra toccare a questa seconda pellicola, che promette di attrarre nella Capitale frotte di visitatori. «Ho dato i permessi per le scene girate a Castel Sant'Angelo - ha ricordato Claudio Strinati, soprintendente del Polo Museale Romano - ma ho ricevuto la richiesta solo dal produttore». Strinati non si è stupito del no del Vaticano a eseguire le riprese all'interno di alcune chiese ed edifici religiosi romani, che ha costretto la troupe a girare parte delle scene nella reggia di Caserta. «È il gioco delle parti», ha commentato il soprintendente.

 

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Livello Greg Lemond
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  postato il 04/05/2009 alle 09:10
Ho visto ieri "L'aria salata" (naturalmente in DVD, perché sono anni che non vado al cinema) e vi consiglio questo film molto ... diverso.
Il confronto fra padre e figlio può aprire nuovi orizzonti a chi vuole cercare al di là degli "stereotipi".

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 04/05/2009 alle 21:54
Originariamente inviato da lemond

Ho visto ieri "L'aria salata" (naturalmente in DVD, perché sono anni che non vado al cinema) e vi consiglio questo film molto ... diverso.
Il confronto fra padre e figlio può aprire nuovi orizzonti a chi vuole cercare al di là degli "stereotipi".



la parte finale è molto bella, sulle note di Anthony and The Johnsons.

Io invece ho rivisto "Fratello dove sei?" dei Coen. Che genialata di film!
Con un Clooney che, se avesse scelto di recitare in modo meno piacione nella fase iniziale della sua carriera, sarebbe uno degli attori più richiesti vista la sua verve e la sua versatilità: in questo riesce addirittura a fare ombra a Turturro!

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 04/05/2009 alle 23:21
Stasera mi sono rivisto per l'ennesima volta "Kung Fu Hustler" o "Kung Fusion", che secondo me è un film eccezionale.
Consiglio a tutti di vederlo, anche a chi non è appassionato di film di arti marziali, perchè trascende dal suo genere ed è una sintesi di genio assoluto.
Unica avvertenza: guardate il dvd in lingua originale (cinese) con i sottotitoli, perchè gli inverecondi idioti che hanno distribuito il film in Italia hanno pensato bene di farlo doppiare in italiano a persone che parlano in gergo dialettale e soprattutto cambiano il senso di molte frasi, per interderci, tipo "Shaolin Soccer" (tra l'altro dello stesso regista e altro bel film) che era stato doppiato in romamnesco dai giocatori di Roma e Lazio (??!?!!?).

 

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"Per aspera ad astra" Seneca o Eros Poli ... non ricordo

Ad imperitura memoria di quando, dal 4 al 14 marzo 2009, fu "Livello Sean Kelly",
queste stelline pose:

 
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Livello Marco Pantani




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  postato il 05/05/2009 alle 00:41
Originariamente inviato da Zanarkelly

Stasera mi sono rivisto per l'ennesima volta "Kung Fu Hustler" o "Kung Fusion", che secondo me è un film eccezionale.
Consiglio a tutti di vederlo, anche a chi non è appassionato di film di arti marziali, perchè trascende dal suo genere ed è una sintesi di genio assoluto.
Unica avvertenza: guardate il dvd in lingua originale (cinese) con i sottotitoli, perchè gli inverecondi idioti che hanno distribuito il film in Italia hanno pensato bene di farlo doppiare in italiano a persone che parlano in gergo dialettale e soprattutto cambiano il senso di molte frasi, per interderci, tipo "Shaolin Soccer" (tra l'altro dello stesso regista e altro bel film) che era stato doppiato in romamnesco dai giocatori di Roma e Lazio (??!?!!?).


Io invece me lo sono visto (purtroppo) nella versione doppiata in italiano e confermo che rende tutto il film veramente irritante e stupido.


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 05/05/2009 alle 12:16
Originariamente inviato da UribeZubia
Io invece me lo sono visto (purtroppo) nella versione doppiata in italiano e confermo che rende tutto il film veramente irritante e stupido.

Davvero! Non so cosa gli sia venuto in mente di fare un doppiaggio così idiota.

Poi... intendiamoci: bisogna ammettere che un po' stupidino come film lo è, ma secondo me rimane comunque un mezzo capolavoro nel suo genere.

Rispetto ad esempio a pipponi come "Hero", "La foresta dei pugnali volanti", ecc, questo, oltre ad essere girato in modo perfetto, ha una leggerezza ed una godibilità completamente diverse.

 

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Livello Greg Lemond
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  postato il 05/05/2009 alle 13:25
Originariamente inviato da Zanarkelly

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Poi... intendiamoci: bisogna ammettere che un po' stupidino come film lo è, ma secondo me rimane comunque un mezzo capolavoro nel suo genere.

Rispetto ad esempio a pipponi come "Hero",


A me invece Hero è piaciuto anche se non rammento i motivi, perché quando è più di una anno che non lo vedo, posso riguardare un film tranquillamente, perché tanto ...

 

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Fanno festa i musulmani il venerdì
il sabato gli ebrei
la domenica i cristiani
...
e i barbieri il lunedì

"Per principio rifiuto di sottopormi a questi controlli. Non sono ostile alla lotta al doping, che ritengo indispensabile tra i dilettanti, ma nel caso di professionisti è differente. Dopo 12 anni di carriera io so quello che devo fare e non voglio che una mia vittoria venga messa in dubbio dalla fantasia delle analisi".

(Jacques Anquetil, 4 maggio 1966, intervista a L'Équipe)

Non riesco a comprendere perché Morris non sia assunto da nessuna rete telvisiva come opinionista

 
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Livello Fausto Coppi




Posts: 1669
Registrato: Sep 2008

  postato il 05/05/2009 alle 18:42
Hero è sicuramente un film ben fatto, ben girato, fotografia perfetta, inquadrature fantastiche, però si prende troppo sul serio/serioso ed io, che non amo molto il genere epico/arti marziali, quando in un film che si propone come "serio" vedo gente che durante i combattimenti vola o fa movimenti contro le leggi della gravità, mi viene istintivamente da ridere.
Se invece il film è comico o comunque più leggero, anche se poi il significato è molto simile, mi viene più facile apprezzarlo.

Per farti un esempio: la differenza che c'è tra "Schindler's list" e "La vita è bella". Il primo è sicuramente un gran film, stupendamente eseguito, ma la poesia del secondo, anche se forse non è fatto bene come quello di Spielberg, è tutt'altra cosa.

 

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"Per aspera ad astra" Seneca o Eros Poli ... non ricordo

Ad imperitura memoria di quando, dal 4 al 14 marzo 2009, fu "Livello Sean Kelly",
queste stelline pose:

 
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