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Autore: Oggetto: Scatola televisiva 2008

Livello Fausto Coppi




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  postato il 22/01/2008 alle 11:08
Volevo separarlo dal thread 'Fatti di Politica' con cui troppo spesso è confuso.

Bene, fino a ieri pensavo che lo schifo in Italia fosse ben rappresentato da Corona. Poi, è arrivato Mastella ed ha spiazzato tutti (o.t nell' o.t)...stamattina, mi sveglio e sento quei due lecchini di Maurizio Belpietro e Barbara d'Urso parlare al telefono con Silvio Berlusconi e chiamarlo 'presidente'...che pena! Ma Belpietro quale giornalismo crede di rappresentare?
Il massimo però viene toccato dal tg preferito di noi italiani: Studio Aperto, ovviamente. L'unico tg che fa passare per notizia Charlize Theron che scambia Budapest per la capitale della Turchia e insegna che la capitale della Turchia, da oggi, è ....Istanbul... W la Geografia...

Insomma dai, Mamma Rai alla fin fine non sta messa proprio male male, gli basta opporre a Mediaset Pino Strabioli e 'cominciamo bene prima' che, pur non essendo un programma che attira, ha il suo fascino, con quel pianista pazzo e questa maniera scanzonata di presentare la storia di teatro e tv...

 

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Livello Eddy Merckx




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  postato il 22/01/2008 alle 11:30
e poi ieri è iniziato quel gran programma che si chiama Grande Fratello! Fantozzianamente parlando, la definisco una c....a pazzesca!

 

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  postato il 22/01/2008 alle 11:35
Scusate la domanda apparentemente banale: ma è proprio necessario guardarla, la televisione?

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
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che vuoi farci, è la vita... è la vita, la mia

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Livello Eddy Merckx




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  postato il 22/01/2008 alle 11:41
Originariamente inviato da Admin

Scusate la domanda apparentemente banale: ma è proprio necessario guardarla, la televisione?


ultimamente guardo solo programmi sportivi o qualche film. Gli unici programmi che mi piacciono sono Striscia e Zelig. Ma molto interessanti sono programmi come Report e Voyager.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 22/01/2008 alle 14:24
Originariamente inviato da Admin

Scusate la domanda apparentemente banale: ma è proprio necessario guardarla, la televisione?

Il giro su internet lo vedremo nel 2030...quindi...

 

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  postato il 22/01/2008 alle 14:32
Sub, non ciurlare nel manico.

Nessuno ti obbliga a guardare Studio Aperto o Cominciamo bene...

 

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  postato il 22/01/2008 alle 14:36
Originariamente inviato da Admin

Nessuno ti obbliga a guardare Studio Aperto o Cominciamo bene...



Io Studio Aperto lo guardo sempre volentieri, per me che non vado mai dal parrucchiere è sempre un'ottima fonte di notizie importanti, e poi i servizi sui calendari sono davvero ben realizzati

 

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Vorrei morire in bici, in un giorno di sole, dopo aver scalato una di quelle montagne che sembrano protendersi verso il cielo, mi adagerei sull'erba fresca senza rimpianti, attendendo con serenità il compiersi del mio tempo. Non importa se sarà ...oggi o tra cent'anni, avrò in ogni caso trovato il mio giorno perfetto.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 22/01/2008 alle 15:15
Originariamente inviato da Admin

Sub, non ciurlare nel manico.

Nessuno ti obbliga a guardare Studio Aperto o Cominciamo bene...



Quando vado a far colazione non ho mica il pc in cucina, sennò era un'altra storia (e le molliche sulla tastiera poi....:no

Quest'estate alla mattina ascoltavo la radio...poi è defunta...

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 28/01/2008 alle 20:47
Ma da quand'è che hanno sostituito Thais come velina???
Sapevo fosse incinta, ma non mi ero accorto dell'avvenuta sostituzione.
Comunque, gran gnocca anche la nuova biondina!

 

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  postato il 09/02/2008 alle 09:30
Qualcuno di voi ha visto le invasioni barbariche, ieri sera? Sembrava davvero la calata dei barbari. C'era un dibattito pro/contro suv,jeep,fuoristrada,hummer.. contro Cirri e Solibello (Caterpillar, radio2), a favore la famiglia Smaila al completo e una dall'accento milanesissimo (e snobissimo).
Prima un filmato con questi suv che passavano sui marciapiedi, parcheggiavano in seconda fila, intasavano il traffico. La milanese si distingueva per: svolta in divieto d'accesso, insulti vari (imbecille!deficente! ma guarda tu quetso deficente! etc etc), viaggio incazzevole per cercarsi un braccialetto o incontrare una vecchia impellicciata per un caffè sulla panchina, una manovra in retromarcia con la quale ha quasi investito un motorino (e voleva ancora aver ragione). C'era anche il clip della famiglia piemontese con l'hummer, stivali da texano e frase "eh quando passiamo ci notano tutti, dicono subito 'guarda questo è il Gianca'". Andavano all'autolavaggio e dicevano: "Ué, mi lavi la bestia?" al tizio in tuta.
Alla prima obiezione sul fatto che quegli affari INQUINANO, Smaila figlio ha risposto che anche le caldaie vecchie..e quindi loro possono continuare a usarlo. Tutti i suvisti presenti hanno poi detto che purtroppo si spendeva tanto in carburante, ed è stato chiesto: ma ci pensate all'ambiente? Risposta sincera (e stupita): "no". Come per dire: ma dove vive questo qui?
Poi Smaila jr ha detto che il suv o il fuoristrada è l'equivalente del monovolume anni '80: se hai due figli SERVE. Certo, utilissimo. A parte che i monovolume ci sono ANCORA, il suv è una tipologia nuova e a sé stante...ma poi mi ricordo quando da piccolo i miei ci portavano con loro in auto: io e mio fratello sul sedile posteriore di una RITMO.
E' ridicolo dire che un suv è essenziale se hai dei figli: comprati un'auto, amgari una station wagon, e va' con dio.
Smaila sr a quel punto se n'è uscito con un: "vieteto vietare", basta con i divieti a fumare nei locali, a bere per strada, a inquinare, a usare il casco. S'è levato un coro di vari accenti snob a dire "giusto, è vero".
Il dj che stava con Cirri e Solibello ha ricordato che lui per fumo passivo è stato operato due volte alla gola, quindi è giusto vietare alcune cose: guidare ubriachi, fumare nei luoghi pubblici etc etc.
Cirri e Solibello hanno fatto notare che i suv e i fuoristrada sono pericolosissimi PER GLI ALTRI: pedoni, ciclisti, motociclisti, automobilisti. Se un Suv ti veien addosso mentre guidi la tua macchina, fosse anche una mrcedes, sei morto. Gli smaila e l'altra non se ne davano per inteso, dicevano che erano balle, che dovevano fare attenzione gli altri, "meglio loro che noi". La milanese ha detto imbarazzata che il Suv gliel'ha comprato il marito quando hanno avuto una figlia: "dovete stare al sicuro". VOI dovete essere al sicuro, gli altri chissenefrega. Anche e soprattutto perchè questa qui al volante faceva paura: aggressività e insulti a parte, faceva ogni cosa che non andava fatta. Parlava al telefono di braccialetti, sostava in tripla fila, zigzagava (vantandosene), accelerava bruscamente, fanculeggiava, faceva manovre davvero idiote. Insomma: mors tua vita mea.
Smaila jr ha osservato acutamente che ci sono dei suv economici, e quindi con i soldi di una station wagon puoi anche arrivare a prenderti il fuoristrada, che è utilissimo sul pavé. Certo, non capiva il fatto di sicurezza, inquinamento, ingombro, pericolosità, ma fa quel che può.
Il dj ha fatto notare che se si chiama "fuoristrada" non capiva perchè dovesse stare in mezzo a una città. E ha detto che il suv serve a fare il figo, farsi notare, ma non ha una vera utilità: anche lui quando aveva 20 anni pensava a queste cose, ora ne aveva quasi quaranta, con figli e tutto (ma sembrava un rapper di L.A.).
Cirri ha tirato fuori delle perle, come: "Pensavo di avere dei vicini di condominio terrificanti, ma questi sono peggio. Ma dove vivono?!". Oppure, alla milanese: "Signora, lei mi fa paura.. poi non la conosco, per carità, e vorrei che le cose RESTASSERO COSI'". Grande.
Unico appunto: con questa gente non si può parlare di ambiente e sicurezza di pedoni, ciclisti, scooteristi, automobilisti. Al massimo possono capire se dici che spendono tanto in carburante, am amen. Piuttosto dovevano far vedere quanto fossero ridicoli e infantili, probabilmente complessati.
"Io ho la amcchina più grossa della tua". Questo è il discorso.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/02/2008 alle 00:35
Oggi Paola Cortellesi mi ha fatto morire con i laici trattati come malati di aids sorvegliate youtube..

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 25/02/2008 alle 21:26
Sanremo? Meneguzzi per rompere il ghiaccio.
Testo della canzone composto da quattro-cinque frasi ripetute per tre minuti e mezzo, con l'ossessione per la parola "grande".
Della serie "meglio di così non si poteva proprio cominciare..."

 

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  postato il 28/02/2008 alle 23:21
boh, io ho scoperto che sanremo non è male, se commentato dalla gialappa's.
 
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  postato il 21/03/2008 alle 15:09
"Eccezionalmente, in occasione del venerdì santo.. in prima tv LE CROCIATE".
(spot italia1)

Nient'altro da aggiungere.

 
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  postato il 21/03/2008 alle 18:39
Solo un dettaglio sul film "Le Crociate"...
Non so chi abbia scelto il titolo della traduzione, ma il film non parla affatto delle Crociate, anzi... parla del periodo di pace tra le crociate.

 

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Un uomo comincerà a comportarsi in modo ragionevole solamente quando avrà terminato ogni altra possibile soluzione.
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 21/03/2008 alle 19:53
Ma se il film si sarebbe chiamato "Il periodo di pace tra le crociate" di certo non avrebbe avuto lo stesso impatto...

 

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  postato il 21/03/2008 alle 20:21
Ma è il film con Orlando Bloom?

Sapete che non è davvero niente male? Non mi aspettavo un ciufolo da una simile produzione, e invece non mi dispiacque affatto.

 

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  postato il 21/03/2008 alle 21:53
Si esatto è quello con Orlando Bloom. Non è affatto male il film.

 

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Livello Roger De Vlaeminck




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  postato il 21/03/2008 alle 22:27
Originariamente inviato da Laura Idril

Solo un dettaglio sul film "Le Crociate"...
Non so chi abbia scelto il titolo della traduzione, ma il film non parla affatto delle Crociate, anzi... parla del periodo di pace tra le crociate.


Se ci mettiamo a vedere tutte le storpiature di titoli dall'inglese all'italiano facciamo notte!!...e sarebbe pure divertente...

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 22/03/2008 alle 13:14
Infatti, anch'io lo ricordo come un gran bel film che puntava il dito sulle crudeltà in terra santa, sulle lotte di potere che fecero crollare l'armata europea e sull'uso privatistico della parola di Dio.
Non tutto è oro quel che luccica.

In questo senso, ricordo anche una produzione illuminata della Luxvide, "Jesus", tra quelle che ho visto la migliore rappresentazione della vita e/o passione di Gesù dopo "Jesus christ superstar". Tenendo conto di chi (e come) gestisce la luxvide, è un mezzo miracolo.

pS: Alcune non le ho viste (tipo il film in cui Gesù immagina di sposarsi con la Maddalena, titolo e autore non mi sovvengono)

 

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  postato il 22/03/2008 alle 17:22
Originariamente inviato da Subsonico

pS: Alcune non le ho viste (tipo il film in cui Gesù immagina di sposarsi con la Maddalena, titolo e autore non mi sovvengono)


L'ultima tentazione di Cristo, di Martin Scorsese.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 23/03/2008 alle 18:36
Originariamente inviato da Abajia

Ma se il film si sarebbe chiamato "Il periodo di pace tra le crociate" di certo non avrebbe avuto lo stesso impatto...


Questa è bella!!

 

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Livello Federico Bahamontes




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  postato il 29/04/2008 alle 19:27
Originariamente inviato da Abajia

Ma se il film si sarebbe chiamato "Il periodo di pace tra le crociate" di certo non avrebbe avuto lo stesso impatto...


infatti il titolo originale è Kingdom of Heaven...

comunque il miglor programma in questo momento rimane Mai dire Martedi che anche se non raggiunge il livello delle vecchie stagioni propone sempre momenti davvero spettacolari grazie al mitico commento della Gialappa's

in particolare questa edizione, oltre alla conferma degli Speciale Cinema, mi è piaciuto molto L'ottavo sigillo

 

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« Gli invisibili unicorni rosa sono esseri dotati di grande potere spirituale. Sappiamo questo perché essi sono capaci di essere invisibili e rosa allo stesso tempo. Come tutte le religioni, la fede negli invisibili unicorni rosa è basata sia sulla logica che sulla fede. Noi crediamo per fede che siano rosa; e per logica sappiamo che sono invisibili, perché non possiamo vederli. »

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 29/04/2008 alle 23:03
Originariamente inviato da GiGi111

Originariamente inviato da Abajia

Ma se il film si sarebbe chiamato "Il periodo di pace tra le crociate" di certo non avrebbe avuto lo stesso impatto...


infatti il titolo originale è Kingdom of Heaven...

comunque il miglor programma in questo momento rimane Mai dire Martedi che anche se non raggiunge il livello delle vecchie stagioni propone sempre momenti davvero spettacolari grazie al mitico commento della Gialappa's

in particolare questa edizione, oltre alla conferma degli Speciale Cinema, mi è piaciuto molto L'ottavo sigillo



Dispiace dire che c'è molto meglio .Resta una Rabobank III dei comici non indifferente, cmq

Molto belli i recenti interventi di Cornacchione e Littizetto a che tempo che fa, ogni volta fanno ridere e riflettere, non lasciano indifferenti.

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 30/04/2008 alle 19:35
il manifesto, 29 aprile

Memorie di una classe da sempre irriducibile

Operai e lavoratori in carne e ossa, in tutta la loro realtà. È stato il cinema italiano, e in parte la televisione, a «sbirciare» dentro le industrie.
Francesca Comencini, con il suo «In fabbrica» ha fatto un film proprio su quello «sguardo», non sulla storia, restituendo così una dignità perduta

Sergio Bologna
Dobbiamo essere grati a Francesca Comencini. Ha riportato gli operai nello spazio pubblico. Quelli che lottavano intendo, quelli degli anni Settanta, quando l'Italia era ancora un paese civile, malgrado le stragi di stato e la guerriglia urbana. Un paese con salari decenti, che permettevano di vivere, potevi ammalarti e far figli, senza che questo fosse considerato un autolicenziamento. Era un paese di passioni civili e di conflitti sociali. Oggi lo guardano con commiserazione o con orrore (il terrorismo!) . Lo guardano «loro», quelli che hanno ridotto il nostro paese in un territorio dove il culo di una «velina» vale assai più del cervello del miglior ricercatore.
Sono ben distribuiti tra Destra e Sinistra questi «loro», forse più di là che di qua ma quelli di qua più nefasti, più miserabili. Sono in parte quei «loro» che ci hanno restituito Berlusconi dopo un anno e mezzo di ottuso malgoverno e in parte quelli che hanno esercitato il loro sporco mestiere e da tempo si sono ritirati o sono morti. Lasciamoli stare, a godersi la pensione, ma non lasciamo perdere l'occasione che Francesca Comencini ci offre per tornare con la memoria agli anni Sessanta e Settanta, per provare a ragionare di nuovo di quel tema così a lungo dimenticato, trascurato: le condizioni di lavoro e il conflitto sociale.
E allora dobbiamo fare subito una precisazione: la regista romana ci ha consentito di capire meglio come il cinema italiano - e in parte la televisione - hanno «guardato» la fabbrica, il suo è un lavoro sullo «sguardo». Non è un lavoro sulla storia e se pretende di fare storia (in qualche fuggevole, discreto e inevitabile cenno) deve rassegnarsi a fare i conti con chi quella storia l'ha vissuta e magari ci ha speso una vita nel tentare di raccontarla, interpretarla. È una storia pesante, come tutte le grandi trasformazioni sociali e culturali, come tutti i forti cambiamenti delle mentalità e dei comportamenti.
Francesca Comencini ci offre un'antologia dello sguardo, ma lo sguardo non è neutrale ed in particolare con argomenti come questi lo sguardo è fortemente condizionato dalle culture politiche. Pensiamo a tutta la prima parte del film, a quello stile neorealistico che si sofferma sui volti delle donne e dei contadini meridionali. Per quanto stilisticamente eccellente, quel modo di guardare era la trasposizione cinematografica della stucchevole retorica meridionalista, di quel populismo che era stato usato per seppellire la memoria di classe. Guardando quelle immagini uno non pensa che l'Italia era già un paese industriale dall'inizio del secolo, né pensa che le fabbriche italiane fossero state teatro di movimenti sociali profondi, prima, durante e dopo la guerra mondiale, né è portato a ricordare gli scioperi del '43 che hanno fatto cadere il fascismo, né la stagione di lotte che si chiude con la sconfitta del '48. Ma non è nemmeno portato a ricordare che le campagne italiane erano in parte capitalisticamente avanzate, erano «fabbriche verdi» dove lavoravano salariati agricoli e braccianti che avevano condotto memorabili scioperi. Che cosa voglio dire con questo? Che l'Italia sin dai tempi di Gramsci «era un paese con una cultura del conflitto industriale matura, avanzata», e che il movimento operaio italiano era stato creato da quella cultura di classe. Il populismo miserabilista voleva farci credere il contrario e fu proprio contro quel populismo che gli «operaisti» si sono battuti per fare emergere di nuovo il senso del conflitto industriale. Quando Asor Rosa scriveva ancora dei bei libri, per esempio, come Scrittori e popolo. Contro quel populismo patetico ed estetizzante - che oggi si ripete nella rappresentazione dell'immigrato - si sono battuti Panzieri e i Quaderni Rossi.

E arriviamo alla grande svolta del '60, all'inizio del nuovo ciclo. Appena gli operai si muovono, il populismo meridionalista scricchiola, appaiono i calabresi, i siciliani, i campani, i veneti che hanno anni di esperienza di fabbrica in Germania, in Belgio, in Svizzera, gente con una cultura evoluta del conflitto industriale, non poveri diavoli. Comincia la nuova storia e comincia nel '59/'60 a Milano, dove è concentrato il 70% della forza lavoro del settore elettromeccanico. È la madre di tutte le lotte, è un movimento di sciopero che dura un anno, dove vengono applicate tutte le forme di lotta più sofisticate, dove entrano in scena prepotenti le donne, alla Siemens, alla Face Standard, dove si fanno marce silenziose e si diffondono per la prima volta i fischietti, dove si occupa piazza del Duomo a Natale in una manifestazione memorabile di solidarietà cui si associa anche la Chiesa. Uno sciopero, come racconta un ex tornitore della Cge nel video Oltre il ponte - che vedrete il 22 maggio a Torino - «dove il sindacato ha imparato ad organizzarsi per resistere un minuto più del padrone».

Esiste uno spettacolare filmato su questa lotta, un filmato della Sezione stampa e propaganda del Pci milanese (dallo stile un po' «sovietico») che racconta il periodo dal luglio 60 al contratto dei metalmeccanici del '64, s'intitola La via sicura. Peccato che Francesca Comencini abbia sorvolato su questo capitolo fondamentale del ciclo che si concluderà nel 1980 alla Fiat. Ma va bene lo stesso, si comincia con gli scioperi Lancia di Torino - ricordate Scioperi a Torino di Goffredo Fofi e Carla Gobetti, con testo di Franco Fortini? Si comincia secondo quella cronologia in parte confezionata dagli «operaisti» stessi ed accettata in sostanza supinamente dal Pci e dal sindacato. È una cosa che solleva forti interrogativi. Come mai tutti, senza eccezioni, hanno accettato la versione secondo la quale il ciclo di lotte che porta all'autunno caldo sarebbe cominciato a Torino con lo sciopero Lancia? Come mai anche il Pci ha oscurato, rimosso, la grande lotta degli elettromeccanici milanesi di due anni prima? Forse un giorno daremo una risposta a queste domande, forse capiremo come mai a Botteghe Oscure hanno sempre guardato con una certa diffidenza alla radicalità, alla sapienza, della classe operaia milanese, scambiandole per residuo stalinista. Negli elettromeccanici del '60 l'egemonia era esercitata dall'operaio specializzato, dall'operaio di mestiere, con forte orgoglio professionale e senso di classe radicato, c'erano sì i reparti di montaggio, dove spesso prevalevano le donne, ma in generale la composizione di classe era ben lontana da quella che si afferma più tardi con l'operaio massa.

Ma torniamo al film della Comencini. Bellissime le immagini dei picchetti Fiat ripresi dall'interno, dalla direzione, e splendide le riprese dell'ondata migratoria che accorre a Torino per l'apertura dello stabilimento Fiat di Rivalta, la gente che dorme alla stazione di Porta Nuova. Qui lo sguardo cambia, l'ideologia populista non riesce più a offuscarlo, l'occhio della macchina da presa si fa crudo, «veritiero», si fa cronaca. Siamo ormai alle soglie del '68, c'è il «maggio francese», e Milano torna di nuovo a dare il segnale, a imporre un salto di qualità. Pirelli, settembre-ottobre 1968, la lotta contro il cottimo, i Comitati di base. Giugno-luglio 1969 scioperi selvaggi alla Fiat, l'assemblea operai-studenti. Possibile che su questi due episodi centrali di quella stagione non ci sia del materiale filmato? Solo perché la spinta era sfuggita di mano al sindacato? L'autunno caldo non nasce da un colpo di bacchetta magica né da un «pronti via!» delle centrali sindacali, a quell'autunno si arriva con un crescendo impressionante, che va dal maggio del 68 al settembre del 69.

Anni 70, nuova evoluzione dello sguardo, sembra quasi che man mano che la classe si appropria dei suoi ritmi di lotta, man mano che il conflitto si fa più maturo, la macchina da presa perde il suo dominio, sembra travolta, incapace di fissare le inquadrature, costretta a rincorrere l'immagine. Man mano che la classe acquista la parola, i predicatori, i commentatori tacciono. Anche gli «operaisti» non hanno più niente da dire. Ed è qui, nella parte dedicata agli anni 70, che avrei da fare l'unico rilievo critico alla regista, perché vorrei che fosse chiaro un passaggio importante. Forse mi sbaglio, ma ho avuto la sensazione che il film tenda a suggerire l'idea che il radicalizzarsi delle lotte operaie negli anni 70 abbia portato ad eccessi rivendicativi pagati in seguito assai cari con la sconfitta dell'ottobre 1980 alla Fiat. Non c'è dubbio che a un certo punto il conflitto è diventato ingovernabile ma non bisogna dimenticare che la riscossa padronale è partita già nel 1974/75 con le prime grandi ristrutturazioni e l'uso selettivo della cassa integrazione (per es. all'Innocenti - ancora una volta è Milano a segnare la svolta). Se c'è stata un'accelerazione nella seconda metà degli anni 70 (in realtà è stata più nei servizi o nel terziario che in fabbrica) va messa in relazione con una risposta ormai «difensiva» alle ristrutturazioni, una risposta che si sommava all'ormai inerziale spinta «offensiva», per dirla in maniera schematica. Solo così si può capire perché alla Fiat nel 1980 c'è stata la sconfitta: il capitale aveva ripreso l'iniziativa a livello internazionale almeno dal 1973 con la prima crisi del petrolio, gli operai di fabbrica cominciavano a subire una pressione sempre più pesante.

Alla fine la Comencini introduce il suo sguardo, non monta filmati, va lei stessa a filmare e nasce un agghiacciante capolavoro, le interviste ad operaie e operai di fabbrica di oggi. Immigrati saccenti, zio Tom, ragazze spente, capetti rassegnati, anime morte. È una potente premonizione dei risultati elettorali del 15 aprile.

 
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  postato il 02/05/2008 alle 14:41
Tra le pochissime cose che guardo in Tv vi segnalo i documentari di Rai Educational, "la storia siamo noi", si parla di tutto (dalla politica, allo sport, allo spettacolo) e in modo agile ed efficace.
Stamane ne ho visto uno davvero interessante, e er certi versi commovente, che parlava della tormentata vita di Mia Martini.
Complimenti a Giovanni Minoli!
La prossima settimana dovrebbe iniziare un nuovo ciclo di "correva l'anno", altra trasmissione di carattere storico/documentaristico molto interessante, con i commenti di Paolo Mieli.
Queste trasmissioni sono tra le poche in cui la Rai svolge realmente il suo ruolo di tv di servizio.

 

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Vorrei morire in bici, in un giorno di sole, dopo aver scalato una di quelle montagne che sembrano protendersi verso il cielo, mi adagerei sull'erba fresca senza rimpianti, attendendo con serenità il compiersi del mio tempo. Non importa se sarà ...oggi o tra cent'anni, avrò in ogni caso trovato il mio giorno perfetto.

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 11/05/2008 alle 00:01
A Striscia solita battutina sul binomio ciclismo-doping...

 

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« La superstizione porta sfortuna »
(Raymond Merrill Smullyan, 5000 B.C. and other philosophical fantasies, 1.3.8)


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E3 Prijs Vlaanderen - GP Harelbeke: 2°
GP Miguel Indurain: 1°
Ronde van Vlaanderen / Tour des Flandres: 3°
Rund um Köln: 1°
Liège-Bastogne-Liège: 1°
Giro d'Italia: Carrara - Montalcino: 2°
Tour de France: Sisteron - Bourg-lès-Valence: 1°
Tour de France: Longjumeau - Paris Champs-Élysées: 1°
Tour de France - classifica finale: 3°
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  postato il 03/06/2008 alle 14:39
Della rai non salvo assolutamente nulla(eccezione per le partite della nazionale) se non raitre per il ciclismo e per alcune trasmissioni interessanti, non ho nemmeno memorizzato sulla tv raiuno e raidue, fanno programmi e fiction per vecchi e mai nulla di interessante.
 
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Livello Eddy Merckx




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  postato il 03/06/2008 alle 14:56
Di Raiuno trovo bella la fiction Medicina Generale, la guardavo già lo scorso anno quand'ero in Austria (anche xchè Raiuno è l'unico canale italiano che prendevo ). Ora è in onda la seconda serie e la apprezzo molto.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/06/2008 alle 15:34
Originariamente inviato da W00DST0CK76

Tra le pochissime cose che guardo in Tv vi segnalo i documentari di Rai Educational, "la storia siamo noi", si parla di tutto (dalla politica, allo sport, allo spettacolo) e in modo agile ed efficace.
Stamane ne ho visto uno davvero interessante, e er certi versi commovente, che parlava della tormentata vita di Mia Martini.
Complimenti a Giovanni Minoli!
La prossima settimana dovrebbe iniziare un nuovo ciclo di "correva l'anno", altra trasmissione di carattere storico/documentaristico molto interessante, con i commenti di Paolo Mieli.
Queste trasmissioni sono tra le poche in cui la Rai svolge realmente il suo ruolo di tv di servizio.


Se posso aggiungerei Report e TV Talk su raitre sabato mattina (credo sia una replica di quanto va in onda il venerdì su satellite ma non so in quale dei canali).



 
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Livello Federico Bahamontes




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  postato il 03/06/2008 alle 22:35
agli ottimi programmi già citati come TvTalk e Correva l'anno
aggiungerei anche un programma in cui il presentatore intervista personaggi della politica, spettacolo, cultura, etc. in onda su raitre alle 13.00

davvero molto bello e interessante, non ricordo con oprecisione il nome, dovrebbe essere Diario italiano

 

[Modificato il 03/06/2008 alle 22:38 by GiGi111]

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« Gli invisibili unicorni rosa sono esseri dotati di grande potere spirituale. Sappiamo questo perché essi sono capaci di essere invisibili e rosa allo stesso tempo. Come tutte le religioni, la fede negli invisibili unicorni rosa è basata sia sulla logica che sulla fede. Noi crediamo per fede che siano rosa; e per logica sappiamo che sono invisibili, perché non possiamo vederli. »

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 01/09/2008 alle 22:47
Su Rai Tre c'è Miss Maglietta Bagnata!

 

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  postato il 05/09/2008 alle 11:38
Lilli Gruber condurrà "8 e mezzo" al posto di Ferrara
Dopo quattro anni trascorsi al Parlamento Europeo - durante i quali credo di aver assolto con impegno al mandato ricevuto dai miei tanti elettori - ho deciso di non ripresentare la mia candidatura alle elezioni in programma nel 2009, e di tornare al mio lavoro di giornalista", così Lilli Gruber sul suo sito annuncia ufficialmente di aver accettato la proposta di condurre Otto e Mezzo su La7, storico programma di Giuliano Ferrara.

"Non è, come potete immaginare, una decisione presa a cuor leggero. Così come non lo fu quella del 2004, quando la coalizione Uniti nell'Ulivo mi chiese di mettermi al servizio di un disegno comune per il rinnovamento del Paese - continua -. Per educazione ricevuta ed esperienze maturate, ritenevo che l'Europa con le sue istituzioni fosse il luogo più adatto per dare il mio contributo a quel disegno.

Così accolsi l'invito, non senza pagare un pegno, anche emotivo, al distacco dalla mia professione. Fu una scelta giusta. Ed è stata una tappa importante".

"In questi anni ho verificato quanto possa essere incisivo il ruolo delle delegazioni nazionali nell'Assemblea europea - aggiunge - la qualità del lavoro che vi si svolge, la grande progettualità che sta alla base delle istituzioni Ue. Ho lavorato con costanza e con soddisfazione, lasciando cadere le proposte professionali che, di tanto in tanto, mi venivano rivolte.

Ma ora che la legislatura europea volge al termine, credo si possa concludere anche la mia esperienza di giornalista prestata alla politica. Di nuovo, non sarà un distacco indolore. Di nuovo, credo sia ora la scelta giusta".

"Alle elettrici e agli elettori che mi hanno sostenuto con il loro consenso e con il voto, ai quali va il mio ringraziamento - conclude Lilli Gruber - vorrei dire che, con lo stesso spirito di servizio e con analoghi obbiettivi, cercherò di affrontare con impegno e passione anche il mio nuovo, vecchio mestiere, accettando la proposta di prendere il timone di Otto e Mezzo su La7".


( ansa )

 

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Giorgio, malato di ciclismo

http://www.youtube.com/watch?v=CbG4xcmxduI
http://www.youtube.com/watch?v=lnX4uaDYyIU&feature=related

 
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  postato il 14/04/2009 alle 14:10
Questo thread è del 2008, ma la domanda che sto per fare è scema e quindi sta bene anche qui (non sapevo dove altro poterlo scrivere, e non venitemi a dire che potevo pure non scriverlo per niente perché è una questione che mi pongo da anni!):

Durante lo spot Birra Moretti, quando si dice "da 150 anni il gusto della sincerità", s'intende la tipica sincerità etilica di quando ci si sbronza?

 

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