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Autore: Oggetto: Grigio solitario - un (breve) racconto

Livello Fausto Coppi




Posts: 2432
Registrato: Jan 2005

  postato il 24/12/2007 alle 22:01
Maestro Dancelli, il giudizio che più attendo è proprio il tuo

A tutti quanti buon Natale e buona lettura.

 

[Modificato il 25/12/2007 alle 02:00 by EugeRambler]

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Eugenio Vittone, EROE DEL GAVIA

E' famosa la risposta che George Leigh Mallory diede ai giornalisti che gli domandavano perchè volesse andare sull'Everest. "Perchè c'è", disse semplicemente.

 
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Livello Fausto Coppi




Posts: 2432
Registrato: Jan 2005

  postato il 24/12/2007 alle 22:02
La ragazza seduta al tavolino in fondo al bar si girò lentamenre, come per schivare le attenzioni che costantemente attirava su di sè.

Lui la notò, notò quel suo gesto timido, ma non fece nulla. Avrebbe voluto fare qualcosa, ma cosa? Non ne aveva la più pallida idea, non sapeva cosa fare e neppure cosa non fare. Stette lì, fermo, come un ebete, come spesso gli capitava quando la sua attenzione veniva rapita da una cosa talmente bella da renderti inerme, impotente. Quello che alcuni poeti inglesi chiamavano Sublime, ecco, lei era sublime. Poi si destò. "Drogati del caz.zo!, fatti e strafatti di crack, parolieri da quattro soldi". Spesso gli capitava di perdersi tra questi pensieri e tra essi perdere il contatto con la realtà. Si girò. Lei non c'era più. Andata, via, per sempre. Non era rimasto un bigliettino, un guanto, una sciarpa, nessun indizio su quel tavolino o sotto la sedia che fino a pochi istanti prima occupava. No, non era una soap, queste cose accadono solo in tv e quel bar non era certo uno studio televisivo.

"Vittorio sei il solito idiota", penso tra sè e sè. E non aveva tutti i torti, anzi, non ne aveva proprio di torto. Insomma, lei era lì, sola, aveva notato le sue attenzioni e pudicamente s'era ritratta.

Era chiaramente un segnale e tu cretino non l'hai capito; sei rimasto con la bocca mezza aperta e gli occhi sognanti. Fesso!, non c'è altro da aggiungere.

Pagò la birra e uscì, la vecchia bicicletta era sempre lì legata al palo, almeno lei non era scappata. E come potrebbe? Dopo vent'anni di onorato servizio avrà quasi rinunciato alla pensione. Non è più una giovincella, però la sua bella figura la fa sempre; forse un po' sporca, ma il suo grigio metallizzato non è certo divenuto opaco, quei manettini sul telaio le danno un'aria molto chic e funzionano ancora!

Montò in sella un po' malinconico come al solito. Stava ripensando a quella ragazza. Chissà se l'avrebbe rivista.

Ascolta, abiti in una città che conta da sola un milione di anime, senza contare la cintura chiaramente, lo sai quante possibilità hai di rivederla vero? Ecco, appunto, sei un idiota, e quel che più conta è che sai di esserlo, ma non te ne curi. Ogni volta sempre uguale, imbambolato e assente e te ne vai con un pugno di mosche in mano.

Però questa volta l'istantanea di lei che si ritraeva dal suo sguardo non sbiadiva nei ricordi, non perdeva luce e nitidezza. Nemmeno quando l'aria fredda gli sbatteva in faccia giù per quella strada di lastroni, dove la bici fa un rumore di ferraglia. Era talmente assorto che sembrava pedalasse sul velluto. Non sentiva nulla. Non che ci fosse molto da sentire. La stada era buia e deserta e quell'aria tesa non era certo buon invito per una passeggiata. Senza nemmeno badare alla strada che si lasciava alle spalle, si trovò a casa. Ormai quella strada la conoscevano meglio le due ruote che la sua mente, rapita e ubriaca di pensieri vaneggianti.

Quel volto non ne voleva sapere. Era lì davanti ai suoi occhi, non si schiodava di un millimetro.

Riscese in strada, il buio lo attraeva fatalmente. Riprese la bicicletta, fece la strada a ritroso, fino a quel bar. La sala era ormai deserta, le luci spente e la saracinesca mezza giù.

Mise in bocca una sigaretta e l'accese. Nel silenzio della via, la luce incandescente della bionda che teneva tra le labbra sembrava un lampione e il suo dolce rumore il crepitio del fuoco nel camino.

Iniziò a vagare così, con una mano sul manubrio e una che reggeva la sigaretta. Qualche pedalata, poi si fermava, si guardava intorno, faceva un tiro e ricominciava.

A Vittorio piaceva la sua città di notte. La trovava affascinante e misteriosa. Qualche clacson violentava il silenzio del buio per un istante. Lo infastidivano i rumori mentre meditava solitario. Distoglievano la sua attenzione, rischiava di perdere qualche pensiero che poi non riusciva più a trovare. Quello che sicuramente non poteva perdere era lei, almeno non in quella notte. Sembrava passata una vita da quello sguardo nel bar scambiato un paio d'ore prima.

Un grido squarciò la notte. Un brivido, il cuore che improvvisamente accelera, una goccia di sudore freddo lungo la schiena. E' un attimo, poi la quiete torna padrona indiscussa. Un'altra sigaretta, le gambe ancora tremano.

La dinamo della bicicletta emette il solito fischio. La luce va e viene, trema. Qualche vicolo stretto e senza ombre sembra osservare la bicicletta grigia che ora sfreccia verso casa. Delusa perchè è ormai sicura che quel fiore seduto al tavolino in fondo al bar non siederà mai sulla sua canna, non ci saranno corse sfrenate sul pavè e baci ai semafori.

No, perchè sei un cretino Vittorio!

La saracinesca del garage imprigiona al sicuro la bicicletta stanca, le palpebre si abbandonano al buio e il pensiero all'immagine di lei che si affaccia dai ricordi. Fino alle sue labbra, un bacio sognato e regalato all'aria.

Suona la sveglia, la bicicletta è pronta per un altro giorno, quel viso è già dimenticato, rubato dall'alba nebbiosa al sognatore stanco.

 

[Modificato il 25/12/2007 alle 02:02 by EugeRambler]

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Eugenio Vittone, EROE DEL GAVIA

E' famosa la risposta che George Leigh Mallory diede ai giornalisti che gli domandavano perchè volesse andare sull'Everest. "Perchè c'è", disse semplicemente.

 
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Utente del mese Agosto 2009




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Registrato: Oct 2005

  postato il 24/12/2007 alle 22:11
Sublimazione di ciò che poteva essere e non è stato...Bravo Euge

Ora torno alla frittura di pesce

 

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Vorrei morire in bici, in un giorno di sole, dopo aver scalato una di quelle montagne che sembrano protendersi verso il cielo, mi adagerei sull'erba fresca senza rimpianti, attendendo con serenità il compiersi del mio tempo. Non importa se sarà ...oggi o tra cent'anni, avrò in ogni caso trovato il mio giorno perfetto.

 
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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Jan 2005

  postato il 24/12/2007 alle 22:13
Originariamente inviato da W00DST0CK76

Sublimazione di ciò che poteva essere e non è stato...Bravo Euge

Ora torno alla frittura di pesce


terùn, io sono già arrivato all'ammazzacaffè...e tra poco la Santa Messa natalizia, ritrovo con gli amici e occasione per continuare con un panettone e qualche bottiglia dopo

 

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Eugenio Vittone, EROE DEL GAVIA

E' famosa la risposta che George Leigh Mallory diede ai giornalisti che gli domandavano perchè volesse andare sull'Everest. "Perchè c'è", disse semplicemente.

 
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Posts: 3308
Registrato: Aug 2005

  postato il 25/12/2007 alle 01:42
Avevo già letto il racconto da un'altra parte ...comunque bravo Euge,malinconico al punto giusto .
 
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Moderatore




Posts: 21608
Registrato: Oct 2004

  postato il 25/12/2007 alle 03:46
Stilisticamente, c'è la pecca di qualche meta-discorso virgolettizato e qualcun altro (la maggior parte) no.

Però è andato giù liscio.
Bravo.

 

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Mario Casaldi - Cicloweb.it

CICLISTI
Si sta come
d'autunno
sugli alberi
le foglie

 
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Livello Fausto Coppi




Posts: 7360
Registrato: Jun 2005

  postato il 25/12/2007 alle 16:15
Più che letteratura sembra un racconto dei Massimo Volume, se solo ci fossero ancora...magico

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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Livello Marco Pantani




Posts: 1476
Registrato: Mar 2005

  postato il 26/12/2007 alle 20:49
nano ti mancano le ragazze eh? Ti metti a scrivere per scacciare la maliconia!
Bene bene, non risolverà una mazza, ma meglio che scalare il colle delle Finestre!
Prafo scrittore, grazie per il racconto, commenti a parte, come la maionese.
ciao
claudio

 

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“…..oh, ghè riàt Dancelli!....”


 
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Livello Fausto Coppi




Posts: 9090
Registrato: Nov 2005

  postato il 26/12/2007 alle 20:54
pure io l'avevo già letto da qualche altra parte

non è a livelli dancelliani...ma d'altra parte l'allievo per superare il maestro ne deve fare di strada ..bravo Euge..continua così


p.s.: visto che è in linea...un grosso saluto al Dancellozzo

 

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EROE DEL GAVIA

A 2 Km dalla vetta mi sono detto "Vai Marco o salti tu o salta lui...E' saltato lui.
Marco Pantani.Montecampione 1998

27/28/29 giugno 2008...son stato pure randonneur

!platonicamente innamorato di admin!

 
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Moderatore
Utente del mese Gennaio 2009




Posts: 3948
Registrato: Apr 2005

  postato il 26/12/2007 alle 23:02
bravo Euge vai meglio con la penna che con i pedali

Battute a parte il racconto mi e' piaciuto, non commento
su stile, tecnica e tutte queste cose da secchioni.

 

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"Non esistono montagne impossibili, esistono uomini che non sono capaci di salirle", Cesare Maestri

"Non chiederci la parola che mondi possa aprirti, si` qualche storta sillaba e secca come un ramo...
codesto solo oggi possiamo dirti: cio` che non siamo, cio` che non vogliamo.", Eugenio Montale.

 
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Livello Miguel Indurain




Posts: 676
Registrato: Jun 2005

  postato il 02/01/2008 alle 09:43


Bravo !

 

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Tutto dipende...!


 
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