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Autore: Oggetto: Intervista a Renato Di Rocco

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  postato il 20/01/2005 alle 11:15
Abbiamo pubblicato una lunga intervista a Renato Di Rocco, candidato alla presidenza FCI.

http://www.cicloweb.it/art223.html

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 20/01/2005 alle 13:09
spettacolare il pressing del grande marco grassi a renato di rocco al riguardo dell'attualissimo e preoccupante problema della cancellazione di molte corse minori e sulla possibilita'di gestire dalla federciclismo un canale tematico sul digitale terrestre!
ed altrettanto pronta e soddisfacente la risposta che parte da una premessa di meraviglia per il costatare che nulla al riguardo e'stato ancora fatto,e ricordando il suo passato molto siginficativo nel mondo del ciclismo dove tra le tante cose provo'anche ad accordarsi con dei canali minori per la visione delle gare"tra/oscurate"dalla rai,ci garantisce che verra'fatto il possibile per giungere ad una situazione simile che garantisca la sopravvivenza di tali corse!
per il resto direi che il fatto di essere in antitesi a ceruti lo reputo un punto di forza,e mi sembra una persona senza peli sulla lingua(per esempio quando rivela dell'eccessiva cifra messa in bilancio per gli indumenti della nazionale)che,rispetto a molinaroli,e'entrato molto piu'nello specifico dei problemi da affrontare e dei modi in cui farlo...tutto questo grazie pero'a delle domande veramente concrete ed illuminate che l'hanno portato a prometterci ottime cose e tanto lavoro in caso di sua elezione!

 

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Giuseppe Matranga

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 20/01/2005 alle 15:27
Innanzi tutto vanno fatti doverosi complimenti a Marco Grassi per l’eccellente intervista a DiRocco, sia per aver saputo porre domande che interessano tutti gli appassionati con una intensità unica, non si era mai visto un tale fuoco di fila, ma soprattutto mi ha colpito la disponibilità e l’ampiezza delle risposte di DiRocco, al quale evidentemente Marco Grassi ispira fiducia, ed è un altro grande centro di questa "rivista elettronica" che adoro sempre di più.

Non avevo scritto giudizi lusinghieri attorno a DiRocco, che avevo maltrattato nel thread dall’orrido titolo "full di capocce", va però detto che mi ero limitato a commentare l’intervista pubblicata dal mensile Tuttobici, e sappiamo tutti che se l’intervistatore pone domande banali spesso l’intervistato risponderà con domande banali.
Non tutti sono in gamba come Sardelli e Grassi.

Che dire, sarò un voltagabbana ma l’intervista mi ha stregato.
Se la vittoria di Toni altro non sarebbe che la prosecuzione sotto vesti differenti della presidenza Ceruti, se la candidatura di Molinaroli suscita tantissima stima per l’onestà e la passione ispirate dal personaggio, ma anche qualche punto interrogativo per la poca confidenza con le trappole degli intrighi di palazzo e la poca dimestichezza con la "real politik", DiRocco potrebbe rivelarsi come l’uomo della svolta, o almeno dell’inversione di tendenza.
Certo a parole sono capaci tutti, ma a quest’uomo l’esperienza non manca soprattutto nell’amministrare i fondi, se sarà dotato di abilità manageriali idonee al rilancio e alla promozione del prodotto professionistico lo dirà il tempo (sempre che vinca, perché ho il timore che i tentacoli del Ceruti siano molto lunghi).

Vado a far le pulci all’intervista:

<< abbiamo creato 8 Sky College, vere e proprie scuole di sci rivolte ai ragazzi, che, frequentandoli, potranno avere anche dei crediti formativi nel loro curriculum scolastico; abbiamo dato vita a 28 istituti tecnici a vocazione sportiva, un po' all'americana >>

Perché tutto ciò non sia vuota propaganda bisognerebbe capire se queste "creature" funzionano attivamente a pieno regime o se si tratta dell’ ennesimo sperpero di risorse.
Di centri sportivi costruiti con denaro pubblico ed abbandonati a se stessi l’Italia è piena.

<< Non mi intendevo con il presidente Ceruti, avevamo diversità di vedute su molte questioni, e preferii farmi da parte lasciando campo libero ai suoi collaboratori. Anche per non dargli l'alibi di non aver potuto lavorare nella massima serenità >>

Si tratta di un biglietto da visita formidabile ma è una garanzia solo parziale, perché ovviamente non basta essere in disaccordo con qualcuno per dimostrare di essere più capaci di costui (la politica italiana lo insegna).

<< Che presidente è stato, Ceruti?
«Ha fatto delle cose buone, a partire dalla decisione con cui ha impostato la lotta al doping. Ma anche in quest'ambito, questi anni ci hanno mostrato delle pecche enormi: perché i controlli a sorpresa erano mirati nei confronti di alcune società, per esempio? Chi decideva come e quando andavano fatti tali controlli? E poi l'errore più grande di Ceruti è stato a livello di immagine: il presidente uscente è stato bravissimo a convincere tutti che il ciclismo è uno sport di drogati. Mai che la Federciclo abbia difeso un suo tesserato: lampante il recente caso di Cioni. Il suo ematocrito ballerino era cosa nota da tempo, ma la storia è venuta fuori in occasione dei Mondiali, quando l'attenzione dei media era massima. La FCI ha lasciato fare, non ha preso le parti del corridore in quella che era una situazione di massima trasparenza, come poi è stato provato dal fatto che Cioni ne sia uscito pulito. Non capisco perché Ceruti, in questi anni, abbia cavalcato una certa opinione pubblica. Come possiamo sperare, a tali condizioni, che una mamma metta in sella il proprio figlio? Oltre al timore per la sicurezza sulle strade, avrebbe anche la paura che il ragazzo possa assumere sostanze pericolose per la sua salute>>

La prima parte della risposta è inquietante e consolida la mia antipatia per Squinzi e la Mapei che si sono fatti partner di Ceruti in una lotta al doping che non sempre ma spesso è stata una lotta di facciata, d’immagine, ipocrita.
L’assurdità del comportamento di Ceruti l’ha evidenziata DiRocco.
A proposito di Cioni dirò che non mi sembra che l’atleta possieda un tasso d’ematocrito ballerino, cioè con oscillazioni di valore difficilmente spiegabili dalla medicina, mi risulta invece che possieda un tasso d’ematocrito naturalmente alto, cosa assai differente.
Ma è comunque significativo che la questione fosse conosciuta da tempo.

<< è stata distrutta un'organizzazione territoriale che era florida, la federazione se ne è via via disinteressata, occupandosi solo dei distretti in cui era più interessata dal punto di vista politico....... Oggi la FCI non sa dare dati statistici sulla propria attività, sui propri tesserati: come si possono programmare interventi di qualsiasi genere se non si conosce nel concreto, nei numeri la materia su cui mettere mano?............. Ceruti ha lasciato scientemente morire la pista, dicendo che quell'ambiente era un ricettacolo di doping, e che lui non voleva avere niente a che fare con gli "omini Michelin >>

L’orrore per la presidenza Ceruti ne esce accresciuto a dismisura, però mi domando anche dov’era il CONI del quale DiRocco ha fatto parte? Forse che il Coni, consapevole dello stato di degrado della FCI l’abbia abbandonata a sé stessa per favorire appunto la posizione di forza di un proprio candidato (che una volta presidente potrebbe favorire contratti commerciali con aziende legate al CONI) ?
Intendiamoci, se tutto ciò farà del bene al ciclismo io non avrò nulla da ridire, intendo solamente sottolineare che più di una colpa, per il degrado del ciclismo italiano, và assegnata anche alla mancata vigilanza del CONI.

<< rifaremo l'organizzazione territoriale, nell'ottica di realizzare una rete di "distribuzione e commercializzazione" del nostro prodotto; ridaremo dignità ai comitati regionali e provinciali, in modo che divengano dei centri di servizi e non dei punti di riferimento politici >>

Ma i comitati regionali o provinciali del Molise o della Sardegna, per citare due regioni quasi estranee al ciclismo, riceveranno dei fondi? E con quali competenze li gestiranno?
A me queste impronte stataliste non è che piacciano molto.

<< bisogna vedere per bene il contratto Rai, che non conosco nel dettaglio......... mi chiedo se il contratto preveda che tante corse minori vadano in differita, in sintesi, in notturna, sul satellite............. quel che la Rai può trasmettere per bene va sulla Rai, per il resto ci rivolgeremo altrove: penso sia una buona soluzione anche per la televisione di stato >>

Direi che è proprio meglio vedere per bene il contratto Rai, vista l’attuale dirigenza.
Speriamo bene.

<< Inoltre, anticipo quello che è un mio progetto: creare una sorta di Pro Tour a livello italiano: scegliere una serie di corse e stringere accordi con altre federazioni (quella francese, quella spagnola) per garantire a queste corse una importante partecipazione straniera >>

Questo è il proposito che più di tutto mi galvanizza, perché si tratterebbe di un prodotto maggiormente vendibile alle televisioni e il ciclismo cosiddetto minore ne trarrebbe grande giovamento.
Speriamo che non sia propaganda.

<< Le risorse, ancora una volta, ci sono. Bisognerà fare delle scelte prioritarie, destinarle ai progetti più importanti e risparmiare altrove. Le faccio un esempio: nel bilancio 2003 sa qual è la cifra alla voce "Indumenti per la nazionale"? 750mila euro >>

Il fatto si commenta da sé, ma ancora una volta mi domando dov’erano le autorità vigilanti dal momento che la FCI è un’istituzione pubblica? Davanti a certi sperperi di denaro non dovrebbe intervenire il CONI se non addirittura la magistratura?

<< Doping........ Bisognerà lottare tutti insieme, con la Wada (l'agenzia internazionale antidoping), col Cio, con l'Uci, col Coni, col Ministero della Sanità che ha una sua Commissione precipua, e bisogna tenere sempre alta l'attenzione. Lavorare maggiormente sui giovani, visto che i professionisti sono già controllati da Uci e Cio >>

Tutto ciò mi piace un po’ meno, tra le righe io leggerei "ci adegueremo a quanto decideranno WADA CIO eUCI.
La spinta innovativa sarebbe pari a zero, se così stessero le cose.

<< Senta, è rimasto un piccolo dubbio. A inizio intervista aveva parlato di un possibile accordo con Ceruti per un progetto comune. Poi ha detto peste e corna del presidente uscente: ma come sarebbe stato possibile fare un programma insieme ad una persona che ha visioni così distanti dalle sue? >>

Domanda capolavoro da parte di Marco Grassi, stoccata vincente.
La risposta di DiRocco non è convincente e riemerge il mio sospetto sul vantaggio particolare che il CONI avrebbe avuto nel veder andare a rotoli la FCI.
Spero allora che DiRocco, se eletto, sappia tutelare assieme agli interessi del CONI anche quelli del ciclismo.
Nel frattempo Molinaroli crescerà.

Ma una presidenza, che sia Ceruti o DiRocco o Toni o Molinaroli, ha la facoltà di mandare in vacca la salute del ciclismo italiano? Non esistono commissioni di viglianza sopra le parti che debbano rendere conto solo ed esclusivamente al CONI e subire le conseguenze qualora inadempienti?
Non sarebbe meglio creare una carta costituzione del ciclismo ed appaltare a privati la gestione della federazione?
I miei dubbi sono tanti.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 08/02/2005 alle 16:02
riporto questo thread a beneficio di croccante come risposta alla sua domanda dove aggiungo che tra i tre,come si capisce anche dal mio post,la mia preferenza va proprio a renato di rocco anche se nn mi dispiaceva neanche molinaroli,pure lui intervistato dal nostro sito che pero'nn si era addentrato nei contenuti come di rocco!
di certo mi son parsi di gran lunga migliori di ceruti e di colui che si presenta come il suo braccio artificiale,toni!

 

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Giuseppe Matranga

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 08/02/2005 alle 16:51
Di Rocco ha sottolinato come nella gestione Ceruti il ciclismo sia passato come "uno sport di drogati", e ha espresso l'intento di rilanciare l'immagine del ciclismo. Non vorrei che facendo così, passi in secondo piano la lotta al doping, cosa assolutamente fondamentale. Non vorrei che la voglia di rilanciare il ciclismo sia controproducente...

Dico queste cose comunque da profano assoluto di questioni federali, delle quali non mi ero mai interessato...

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 08/02/2005 alle 17:01
capisco la tua preoccupazione zillo,ed in effetti la risposta su come si affrontera'l'annoso problema dopig e'un po'retorica ma credo che di rocco,ricorrendo al discorso di una nuova immagine per il ciclismo,intendeva dire di cominciare,al contrario di ceruti,a lavare i panni sporchi un po'piu'in casa(come auspicato anche da morris)e nn cercare di pubblicizzarli a tutti i costi,nn fosse altro perche'nn e'mostrando in quel modo eccessivamente mediatico che la lotta al doping e'forte e spietata(almeno all'apparenza)che si rende al ciclismo un vantaggio,anzi,e l'esempio di cioni,dove ricorda che bastava ufficializzare una vicenda nota da tempo per evitare questennesimo autogol mediatico e d'immagine,credo sia abbastanza evidente degli errori(in certi casi ben piu'gravi)della gestione precedente!

ciao

 

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Giuseppe Matranga

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 09/02/2005 alle 23:03
L’Admin ha fatto benissimo a riportare sul forum l’ennesima perla di Marco Grassi. Questo angolo di discussione, oltre che essere un palcoscenico di approfondimento sull’attualità di questo sport comunque magnifico (checché ne pensi un certo signore che fa a gara con la parte più evidente e popolare di un certo Cyrano de Bergerac), nonché sulla sua monumentale storia, deve aprire le proprie finestre anche alla politica sportiva. Tanto più in considerazione della luminosità che sa esprimere e per i consensi che sa raccogliere con risultanze di assoluto valore internazionale. A proposito, colgo occasione per rimarcare che, dall’inizio del 2005, sono già una sessantina i nuovi iscritti a Cicloweb: un dato significativo che va a premiare la qualità dei partecipanti e la lungimiranza di chi ha creato il sito. Per questo mi voglio unire ad un ideale abbraccio a tutti, perché è davvero gratificante farne parte.

Sulla politica federale, avendo un passato di campagne elettorali e la grave pecca, ahimè, d’aver pure scritto, diversi anni fa, pezzi di programma di un certo candidato, avrei tanto da dire, ma non è il caso, proprio perché, qui, c’è chi ti sa precedere ed illuminare tanto di più di quel che potrebbe fare uno come me. Quindi, oltre a ribadire il consenso per le osservazioni svolte da chi mi ha preceduto, mi allaccio ad alcune considerazioni di Aranciata, ancora una volta non già per dissenso, ma solo per portare un contributo, anche pepato, da leggersi come l’amara conclusione di anni d’impegno e pure di politica ...non solo sportiva, purtroppo.
L’amico Bottecchia, non se la prenderà, di certo.

La prima parte della risposta è inquietante e consolida la mia antipatia per Squinzi e la Mapei che si sono fatti partner di Ceruti in una lotta al doping che non sempre ma spesso è stata una lotta di facciata, d’immagine, ipocrita.

La prima risultanza della lotta al doping di questa FCI, è stata la distruzione dell’immagine del ciclismo sulla gente e pure su quegli operatori economici che sono il serbatoio delle sponsorizzazioni. Quando poi un camionista (fatto realmente accaduto e finito per errore sul microfono di una telecamera che riprendeva ai margini di una strada), dall’automezzo, si permette di urlare “drogati” ad un gruppo di allievi, abbiamo una bella “cartina al tornasole” dell’entità del fenomeno sull’immaginario collettivo. Questa FCI, non ha frenato la circolazione del flagello doping, bensì l’ha concentrata su alcuni punti. In altre parole si è contribuito ad alimentare confusioni e sperequazioni. Squinzi (su cui la sudditanza della FCI ha riservato la peculiarità della propria pochezza culturale) serviva, come tutti gli imprenditori di peso, ed anche qui viene a galla la netta predominanza del denaro sull’etica. Una vergogna trasversale a questa società, purtroppo. Il governo del ciclismo è l’ultima ruota del carro, ma siccome il suo timoniere fino ad oggi, ha creduto di svolgere un’azione rivoluzionaria, ciò da un’idea ancor più precisa del suo....essere stato poco, corpulenza a parte.

L’orrore per la presidenza Ceruti ne esce accresciuto a dismisura, però mi domando anche dov’era il CONI del quale DiRocco ha fatto parte? Forse che il Coni, consapevole dello stato di degrado della FCI l’abbia abbandonata a sé stessa per favorire appunto la posizione di forza di un proprio candidato (che una volta presidente potrebbe favorire contratti commerciali con aziende legate al CONI) ?

Il CONI è sempre la principale causa dei mali dello sport. La sua supinità al mondo della politica è da comiche alla Ridolini, ed è pieno di cadaveri nell’armadio. Il Coni non ha abbandonato la FCI, l’ha usata in maniera determinante, attraverso le corpose spalle di un giullare, per costruirsi la propria salvezza e ridonare verginità ad altri sport. All’uopo, basti citare il diverso atteggiamento riservato ad altre discipline che hanno doping fin sopra le orecchie (il nuoto su tutti), o innalzando “prodotti della scuola ferrarese”, fino ad eleggerli rampolli delle proprie ……premiazioni. L’unico rammarico che ho, nell’aver abbandonato la strada che mi stava portando in Parlamento, è proprio quella di non avere le armi per lavorare alla soppressione di un Ente che non è autonomo, che brilla per la sua compresenza al modus italico del malaffare e delle raccomandazioni, che non ha uomini e donne realmente capaci di pizzicare lo Stato di fronte alle sue inadempienze e che non sa essere incisivo sulle scelte, come l’ingresso a pieno titolo dello sport nelle scuole (!!!). La scelta di Di Rocco, rappresenta il meno peggio per il ciclismo. Al CONI è indifferente, perché quel che voleva lo ha già avuto da Ceruti e tutti sanno quanto sia difficile riseminare ….nel deserto. Dello stato di degrado della FCI, al CONI non gliene frega un tubo, anche perché sa bene che la popolarità di questo sport, è ancora capace di donare indotti in grado di far vincere qualche medaglia olimpica. Sperare poi, in una progettualità di questo carrozzone, al fine di risollevare una disciplina, è come chiedere ad un uomo di partorire. Aldilà delle incapacità croniche della FCI, cosa hanno fatto, ad esempio Petrucci & C., affinché l’Italia potesse avere un Velodromo coperto? Una vergogna di dimensioni mondiali, eppure…. In sostanza, Di Rocco è l’unico che può farci sollevare un poco dal fondo in cui siamo piovuti, solo perché essendo figlio di quel palazzo, sa muoversi meglio nei suoi meandri, ed essendo stato già presidente di fatto, con Omini e Carlesso (certo era segretario generale, ma solo gli appannati non lo vedevano come il reale presidente), potrà pure aiutare il nostro pedale a riprendere un poco di peso con l’UCI. Quindi potrà consentire successi qua e là, ma è ovvio che servirebbe ben altro..... e non solo per il ciclismo......

Dall'intervista di Grassi riportata da Aranciata...
<< Senta, è rimasto un piccolo dubbio. A inizio intervista aveva parlato di un possibile accordo con Ceruti per un progetto comune. Poi ha detto peste e corna del presidente uscente: ma come sarebbe stato possibile fare un programma insieme ad una persona che ha visioni così distanti dalle sue? >>


Carissimi, questa è la politica....perlomeno quella che in Italia ha attecchito propagandosi come un’epidemia....purtroppo!

Domanda capolavoro da parte di Marco Grassi, stoccata vincente.
La risposta di DiRocco non è convincente e riemerge il mio sospetto sul vantaggio particolare che il CONI avrebbe avuto nel veder andare a rotoli la FCI.
Spero allora che DiRocco, se eletto, sappia tutelare assieme agli interessi del CONI anche quelli del ciclismo.
Nel frattempo Molinaroli crescerà.


La domanda di Grassi è più che pertinente, ma la risposta di Di Rocco è sincronica alla cultura dei dirigenti sportivi italiani. Lascio a te immaginare cosa voglio dire con questo…. Molinaroli, a cui voglio bene, non ha mezzi di nessun tipo per riuscire in questa bolgia: per farsi pungente e realmente creativo, avrebbe bisogno, come tutti, di una sterzata da consumarsi su linee superiori al suo campo d’operazione. Toni, invece, è figlio di un partito che non ha mai capito realmente il valore educativo e propedeutico dello sport per le giovani generazioni, lasciandosi cullare nell’oceano contraddittorio, ma pieno di voti, degli amatori e di quegli Enti di Promozione che sono la versione sportiva dei partiti politici.

Ma una presidenza, che sia Ceruti o DiRocco o Toni o Molinaroli, ha la facoltà di mandare in vacca la salute del ciclismo italiano? Non esistono commissioni di viglianza sopra le parti che debbano rendere conto solo ed esclusivamente al CONI e subire le conseguenze qualora inadempienti?
Non sarebbe meglio creare una carta costituzione del ciclismo ed appaltare a privati la gestione della federazione?


Il CONI, senza una riforma radicale (non la burletta della Melandri), una rifondazione o la nascita di un Istituto sul tipo di quello australiano, anche nella migliore delle ipotesi, non risolverebbe nulla, semmai aumenterebbe la confusione. Il privato, per quanto più incisivo, si adeguerebbe sempre al campo in cui è chiamato e taglierebbe valori ed immanenze sull’altare dell’interesse e del business. Qui, come sul resto, serve una generazione VERA di politici. Servono nuovi parlamentari, persone che rispondano prima di tutto alla loro carica ideale e che operino in sincronia con questa. A quel punto capiremmo quanto sia efficace, gradevole e persino rivoluzionario, l’operato di politici che antepongono il bene collettivo a quello di un’area politica. E capiremmo che oggi, fra destra e sinistra (per i nostalgici mettiamoci pure anche l’arte del fittizio chiama “centro”), le differenze che ci portano al voto per l’una o per l’altra, non sono sull’alto, bensì sul basso, anzi bassissimo, quasi radente. Sì, è una tragedia, lo ammetto, ma una verità a cui siamo chiamati a rispondere, per doveri sovradimensionali a tutto; in fondo prima di diventare sportivi, siamo cittadini.

Un abbraccio Aranciata (Davide?)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 10/02/2005 alle 01:12
Sí, Davide.
Accetto volentieri le tue osservazioni, altroché.
Se il mio thread non ha avuto molto successo dipende dal fatto che sappiamo troppo poco della politica federale, anche perché é argomento sicuramente pesante, e ogni considerazione pertinente facilita la comprensione.
L’altro giorno ho scaricato lo statuto della FCI dal suo sito, ma devo ancora leggerlo.
Volevo scaricare anche il bilancio 2003, per darci un’occhiata curiosa, ma l’operazione richiedeva troppi minuti e io non ho la connessione ADSL.
Un abbraccio anche a te, ciao!

 
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