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Autore: Oggetto: Giro d'Italia: Hysterie in Rosarot

Livello Laurent Fignon




Posts: 769
Registrato: Jun 2006

  postato il 03/06/2007 alle 22:22
Qualche giorno fa ho avuto modo di leggere questo interessante articolo della rivista tedesca "Der Spiegel" sul Giro d'Italia.
http://www.spiegel.de/sport/sonst/0,1518,485652,00.html

Per chi non sa il tedesco, riassumo brevemente il contenuto.
L'articolista si chiede per quale motivo in Italia il Giro sia ancora così seguito, nonostante gli scandali doping che hanno coinvolto molte star italiane (ci sono anche alcune inesattezze: per esempio secondo il giornalista contro Mazzoleni e Di Luca sarebbero state aperte delle inchieste in questi giorni, mentre i fatti in questione risalgono al 2004, se non sbaglio).
La risposta che viene data rimanda a due elementi diversi: uno secondo me condivisibile, l'altro no.
Da un lato, infatti, viene messo in evidenza come la corsa rosa sia di per sé uno spettacolo unico, affascinante; l'articolista evidenzia "mentre in Germania la vera star era Jan Ullrich con la sua squadra, in Italia il protagonista è il Giro in sé, come corsa - e una corsa, a differenza di un corridore o di una squadra, non può essere dopata."
Dall'altro, viene messo in evidenza il "pragmatismo" dei tifosi italiani, che avrebbero un atteggiamento più cinico e meno moralizzatore dei tifosi tedeschi.
Su quest'ultimo aspetto, mi sento di aggiungere che in realtà in Italia il problema doping nel ciclismo è diventato oggetto di dibattito sui media già da 10 anni - in Germania, invece, lo scandalo grosso è venuto fuori solo ora, con le confessioni dei vari Zabel, Aldag, etc ( e tutti si aspettano che Ullrich crolli da un momento all'altro). In questo, però, non c'è affatto una "carenza" di senso morale da parte nostra - piuttosto, qui l'analisi è arrivata a un livello secondo me molto più serio e approfondito.
Mi sta un po' sulle balle questa indignazione improvvisa da parte tedesca... che Riis (che correba nella Telekom...) fosse soprabnnominato Monsieur 60 per le note abitudini si sapeva già da un pezzo, forse sono i giornalisti tedeschi che hanno avuto (per ingenuità o per malizia) il prosciutto sugli occhi un po' troppo a lungo... e adesso che si risvegliano, lo fanno nel modo più ottuso, mettendo in croce il ciclismo in quanto tale (e che dire allora delle rivelazioni di Toni Schumacher sul doping nel calcio tedesco negli anni '80? e delle analisi farsa ai mondiali di un anno fa in terra tedesca???)
che ne pensate?

 
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Livello Fausto Coppi




Posts: 5641
Registrato: Nov 2005

  postato il 03/06/2007 alle 22:29
penso che i tedeschi non possano dare lezioni a nessuno, visto come hanno prontamente arruolato nelle proprie file parecchi atleti chiacchierati dell'ex-DDR.

 

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Registrato: Oct 2004

  postato il 04/06/2007 alle 01:58
Magliarossa, considerazioni assolutamente condivisibili.

In un altro thread Marco Grassi ha affermato che, secondo lui, la Germania si trova 8 anni dietro all'Italia, con la coscienziosità sul doping.
In pratica, secondo Marco, quello che l'Italia ha vissuto col '99 col caso Pantani, la Germania lo sta vivendo nel 2007 coi casi che hai già citato tu.

E secondo me l'analisi di Grassi, che tu riprendi, è parecchio veritiera.

 

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Livello Fausto Coppi




Posts: 5156
Registrato: Apr 2005

  postato il 04/06/2007 alle 08:51
I tedeschi non hanno le Dolomiti ( e gli brucia ).
Non ce le hanno neppure i francesi (che si consolano con i Pirenei, ma non è la stessa cosa soprattutto dal punto di vista del paesaggio ).

 

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