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Autore: Oggetto: Dopo la morte di Pantani da cosa dobbiamo ripartire?

Amministratore




Posts: 5978
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  postato il 20/02/2004 alle 16:54
Che cosa ci lascia la tragedia di Pantani?
Che ciclismo ci aspetta, da oggi in avanti?
Come ci dobbiamo porre, onestamente e realisticamente, nei confronti del doping?

Parliamone insieme.

 
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Esordiente




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  postato il 23/02/2004 alle 18:11
Credo che ci aspetti un ciclismo simile a quello che c'era prima. Purtroppo ritengo che la morte di Pantani non servirà a molto. Lui ha lasciato scritto d'aver sbagliato, ma a suo tempo non ha avuto il coraggio di dire come stanno le cose nel ciclismo. Tutti quelli che vanno in bicicletta comprendono che non è possibile affrontare una corsa come il giro od il tour a quelle medie senza un pesante aiuto chimico. Come ci dobbiamo porre nei confronti del doping, francamente non lo so: se fosse per me, preferirei di gran lunga un ciclismo a medie più umane, ma tutto il sistema sportivo si basa ormai su certe meccaniche acquisite, per sradicare le quali penso si dovrebbe azzerare tutto, compreso lo sport giovanile, è lì infatti che si insegna la cultura del doping, e più si va avanti e più è paggio. Ma per dirla tutta, è realistico azzerare tutto?
Pantani ci ha donato delle emozioni di un'intensità che sarà difficile eguagliare e che certo non dimenticheremo, ma il mio fatalismo m'induce a ritenere che il tempo si porterà via i buoni propositi espressi a seguito della tragedia...

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 23/05/2006 alle 22:54
Risegnalo questo post per parlare ancora di Pantani come su Pantani esempio e leggenda, magari non scendendo ai livelli che hanno costretto i moderatori a chiudere l'altro 3d.
Perciò chiedo che qui scriva solo gente che voglia inserire un ricordo, qualcosa che possa far bene al suo ricordo o possa far commuovere i suoi tifosi, o comunque anche se non un elogio, non un offesa.
Chiedo, senza voler esser presuntuoso, che chi non sa cosa scrivere faccia a meno, non infanghiamolo ancora.

Vorrei che questo 3d continui sull'impronta di queste parole di Beppe Conti in "ciclismo gloria e tragedie":
La sua vita ha ispirato libri e film, è un'odissea tragica e amara, che fa discutere e ha suscitato differenti e contrastanti giudizi.
A noi preme soprattutto raccontarla, ribadire concetti già espressi, perchè lanciare sentenza è spesso inopportuno e fuori luogo.
Preferiamo siano i lettori a rendersi conto di chi era Pantani, nel bene e nel male.

 

[Modificato il 23/05/2006 alle 23:00 by super cunego]

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  postato il 23/05/2006 alle 23:29
Originariamente inviato da super cunego

Risegnalo questo post per parlare ancora di Pantani come su Pantani esempio e leggenda, magari non scendendo ai livelli che hanno costretto i moderatori a chiudere l'altro 3d.
Perciò chiedo che qui scriva solo gente che voglia inserire un ricordo, qualcosa che possa far bene al suo ricordo o possa far commuovere i suoi tifosi, o comunque anche se non un elogio, non un offesa.
Chiedo, senza voler esser presuntuoso, che chi non sa cosa scrivere faccia a meno, non infanghiamolo ancora.

Vorrei che questo 3d continui sull'impronta di queste parole di Beppe Conti in "ciclismo gloria e tragedie":
La sua vita ha ispirato libri e film, è un'odissea tragica e amara, che fa discutere e ha suscitato differenti e contrastanti giudizi.
A noi preme soprattutto raccontarla, ribadire concetti già espressi, perchè lanciare sentenza è spesso inopportuno e fuori luogo.
Preferiamo siano i lettori a rendersi conto di chi era Pantani, nel bene e nel male.


Carissimo SuperCunego, visto che dai tutte queste direttive, perchè non ti apri un AUTO-THREAD nel quale ti domandi e ti rispondi da solo ??
Così starai sicuro che nessuno potrà dire qualcosa
che vada contro il tuo dotto pensiero.
I Forum esistono apposta per i contraddittori.
Sempre nel RISPETTO, per carità, ma se tu confondi la REALTA'
con l'INSULTO, allora devi valutare meglio.

Un saluto
Robbo

 

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Livello Rik Van Looy




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  postato il 24/05/2006 alle 09:34
Si deve ripartire con il ridargli prima di tutto la dignità che gli è stata tolta.
Si deve ripartire con il fare chiarezza sulle tante calugne riversate da giornalisti come Marco Travaglio ed Eugenio Capodacqua sul conto del midollo di Pantani, dopo che l'autopsia ha smentito tutti quelli che volevano Marco " epodipendente" già dai tempi dell'incidente della milano Torino del 1995, nella perizia c'è scritto chiaro :
NOn ha mai fatto uso costante massiccioe continuativo di Epo.
E i vari mentecatti dicevan che Pantani aveva il midollo fuso.
La medicina spiega che se il midollo va in Fibrosi, a causa di uno snmodato ed eccessivo uso di EPO, il processo è irreversibile, si passa dallo'anemizzazione alla leucemia, in quanto il midollo non sarebbe più in grado di produrre autonomamente globuli rossi.
Da tutto questo si sarebbe dovuto ripartire, oltre che fare monumenti, ricordi commossi e beneficenza....

 
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  postato il 24/05/2006 alle 10:36
Originariamente inviato da 53.11

Si deve ripartire con il ridargli prima di tutto la dignità che gli è stata tolta.
Si deve ripartire con il fare chiarezza sulle tante calugne riversate da giornalisti come Marco Travaglio ed Eugenio Capodacqua sul conto del midollo di Pantani, dopo che l'autopsia ha smentito tutti quelli che volevano Marco " epodipendente" già dai tempi dell'incidente della milano Torino del 1995, nella perizia c'è scritto chiaro :
NOn ha mai fatto uso costante massiccioe continuativo di Epo.
E i vari mentecatti dicevan che Pantani aveva il midollo fuso.
La medicina spiega che se il midollo va in Fibrosi, a causa di uno snmodato ed eccessivo uso di EPO, il processo è irreversibile, si passa dallo'anemizzazione alla leucemia, in quanto il midollo non sarebbe più in grado di produrre autonomamente globuli rossi.
Da tutto questo si sarebbe dovuto ripartire, oltre che fare monumenti, ricordi commossi e beneficenza....


azzarola!
Dimmi 53x11, vedo che sei informato.
Ma la faccenda che raccontarono sulla Milano-Torino e l'ematocrito ben superiore al 60% che storia era??
Venne confermata??
SE Sì fu per Epo o che altro?
A livello medico, come si sarebbe potuto far innalzare in quel modo
il tasso ematico?

 

____________________

 
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Livello Rik Van Looy




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  postato il 24/05/2006 alle 11:13
Originariamente inviato da Knightlake98

Originariamente inviato da 53.11

Si deve ripartire con il ridargli prima di tutto la dignità che gli è stata tolta.
Si deve ripartire con il fare chiarezza sulle tante calugne riversate da giornalisti come Marco Travaglio ed Eugenio Capodacqua sul conto del midollo di Pantani, dopo che l'autopsia ha smentito tutti quelli che volevano Marco " epodipendente" già dai tempi dell'incidente della milano Torino del 1995, nella perizia c'è scritto chiaro :
NOn ha mai fatto uso costante massiccioe continuativo di Epo.
E i vari mentecatti dicevan che Pantani aveva il midollo fuso.
La medicina spiega che se il midollo va in Fibrosi, a causa di uno snmodato ed eccessivo uso di EPO, il processo è irreversibile, si passa dallo'anemizzazione alla leucemia, in quanto il midollo non sarebbe più in grado di produrre autonomamente globuli rossi.
Da tutto questo si sarebbe dovuto ripartire, oltre che fare monumenti, ricordi commossi e beneficenza....


azzarola!
Dimmi 53x11, vedo che sei informato.
Ma la faccenda che raccontarono sulla Milano-Torino e l'ematocrito ben superiore al 60% che storia era??
Venne confermata??
SE Sì fu per Epo o che altro?
A livello medico, come si sarebbe potuto far innalzare in quel modo
il tasso ematico?


Allora, se ti vai aleggere : IL Capro Espiatorio di Donchischiotte, li c'è scritto abbastanza per capirne, comunque:
Gli esami del sangue di solito si fanno al mattino, a digiuno, i controlli antidoping si fanno al mattino a digiuno, i prelievi di cui tu parli, vennero fatti all 16:00 circa, ad una persona che ha sbattuto a 60-70 all'ora contro un fuoristrada "nudo", cioè non in auto, ma con il proprio corpo, che ha riportato delle fratture esposte, che aveva ematomi dappertutto, emoconcentrazioni sparse in tutto il corpo.
Se ti informi anche solo dal tuo medico, capiresti che l'hct è un valore talmente insignificante preso da solo, in quanto può cabiare a causa di situazioni all'apparenza irrilevanti, ad esempio: se il laccio emostatico viene messo oppure no, se si è in piedi o seduti, se si è tranquilli o alterati, impauriti ( dopo un incidente simile direi che tranquilli è difficile rimanerci) insomma, quel valore che pare quel giorno superasse il 60%,( sul Capro Espiatorio ci sonogli stralci degli atti processuali e dovrebbe esserci il valore esatto) nelle condizioni in cui versava il soggetto, non avevano alcuna rilevanza ai fini di attestare se l'atleta fosse dopato o meno, questo te lo può confermare un qualsiasi medico.... ma se si preferiscono le chiacchiere da bar....
Marco Pantani nei giorni immediatamente dopo l'incidente, ebbe un abbassamento improvviso dei Globuli rossi, con conseguente stato di anemizzazione, dovuto ( come fu abbondandemente provato durante il processo) a diversi ematomi con versamenti ematici ed emorraggie interne evidenziati dalle ecografie sui muscoli del quadricipite sinistro ( per chi non lo sapesse il quadricipite è il muscolo più grande del corpo, li marco riportava un ematoma gigantesco) , l'accusa invece accusò Pantani di essere epodipendente, e cioè, che quello stato di anemizzazione derivava dal fatto che il midollo osseo di Marco Pantani non fosse più in grado di produrre da solo Globuli rossi, in quanto l'eritropoietina endogena era stata inibita dall'eccessivo uso di eritropoietina esogena, tutto questo ovviamente è oramai, aimè, più che smentito dalla perizia del dott. Fortuni, l'accusa sostenne anche che il successivo miglioramento delle condizioni del Pirata, con conseguente normalizzazione dell'ematocrito, non derivava dalle ben documentate riduzione degli ematomi e la cessazione dei versamenti ematici interni ( ampiamente dimostrati con le ecografie) ma bensì dall'ingresso furtivo dei medici di Pantani all'interno del TSO di TOrino per iniettare Epo esogena al PIrata...... Fantascienza!!!!!!!
Kingthlache, io non so se il tuo intervento era una battuta o se veramente hai il desiderio di informarti su quanto accaduto al pirata, ma se è davvero così, e quindi tu parli di cose raccontate, di cose carpite dalle chichhiere di mercato, da quanto ricordi di aver letto su un giornale 6 anni fa, ma allora te la faccio io una domanda: Ma come puoi tu senza avere alcun elemento della Storia di Marco Pantani, emettere le sentenze che hai emesso all'interno dell'altro 3D?
Ed ancora, ti rendi conto che tutto il fango buttato addosso a Marco ha avuto modo di proliferare grazie agli "ignoranti" ( non è un offesa perdonami) come te che non spendo un accidente, emettono sentenze solo per quello che sentono al bar o per aver letto un paio di libri post morte?
Certo che il nostro è un gran bel mondo.... il classico paese dei 50.000.000 di commissari tecnici...... e non solo purtroppo......

 

[Modificato il 24/05/2006 alle 11:30 by 53.11]


 
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Livello Bernard Hinault




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  postato il 24/05/2006 alle 11:22
Originariamente inviato da 53.11
......Fortuni, l'accusa sostenne anche che il successivo miglioramento delle condizioni del PIrata, con conseguente normalizzazione dell'ematocrito, non derivava dalle ben documentate riduzione degli ematomi e la cessazione dei versamenti ematici interni ( ampiamente dimostrati con le ecografie) ma bensì dall'ingresso furtivo dei medici della Mercatone all'interno del TSO di TOrino per inettare Epo esogena al PIrata...... Fantascienza!!!!!!!....


dato che riporti i fatti in maniera dettagliata e puntigliosa, sei sicuro che al processo relativo all'incidente del 95 si sia parlato di medici della Mercatone?

 
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Livello Rik Van Looy




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  postato il 24/05/2006 alle 11:29
Originariamente inviato da Goodwood

Originariamente inviato da 53.11
......Fortuni, l'accusa sostenne anche che il successivo miglioramento delle condizioni del PIrata, con conseguente normalizzazione dell'ematocrito, non derivava dalle ben documentate riduzione degli ematomi e la cessazione dei versamenti ematici interni ( ampiamente dimostrati con le ecografie) ma bensì dall'ingresso furtivo dei medici della Mercatone all'interno del TSO di TOrino per inettare Epo esogena al PIrata...... Fantascienza!!!!!!!....


dato che riporti i fatti in maniera dettagliata e puntigliosa, sei sicuro che al processo relativo all'incidente del 95 si sia parlato di medici della Mercatone?


No scusa questo è un mio errore, non si è parlato di MEdici della Mercatone.. semplicemente si disse che Pantani si era furtivamente fatto iniettare eritropoietina da qualche medico esterno al CTO di Torino.

Ripeto per chi avesse la voglia e la bontà di volersi infomare davvero sul vero andamento di tutta la vicenda giudiziaria di Marco Pantani, può leggere ( non sfogliare velocemente come alcuni forumisti tempo fa fecero.. leggere) il Capro Espiatorio di DOnchisciotte, lo trovate su www.nessunotocchipantani.splider.com oppure su www.pantani.splinder.com
è un lavoro fatto molto bene, che potrebbe significare un punto di partenza per capire davvero.. prima di sputare sentenze a vanvera e sentirsi i depositari della soluzione giusta e della vrità su quanto accaduto effettivamente a Marco..leggere i libri di Bergonsi o anche quello della Ronchi.. credetemi, non è affatto sufficiente a farsi un idea di come andarono veramente i fatti.. Grazie

 

[Modificato il 24/05/2006 alle 11:45 by 53.11]


 
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Livello Bernard Hinault




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  postato il 24/05/2006 alle 11:33
Originariamente inviato da 53.11
No scusa questo è un mio errore, non si è parlato di MEdici della Mercatone.. semplicemente si disse che Pantani si era furtivamente fatto iniettare eritropoietina da qualche medico esterno al CTO di Torino.


ok... al limite il "medico esterno" sarebbe stato un medico della Carrera

 
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Livello Rik Van Looy




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  postato il 24/05/2006 alle 11:51
Originariamente inviato da Goodwood

Originariamente inviato da 53.11
No scusa questo è un mio errore, non si è parlato di MEdici della Mercatone.. semplicemente si disse che Pantani si era furtivamente fatto iniettare eritropoietina da qualche medico esterno al CTO di Torino.


ok... al limite il "medico esterno" sarebbe stato un medico della Carrera


già.. ovviamente!!

 
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Registrato: Aug 2006

  postato il 24/05/2006 alle 12:24
Carissimo 53 x 11, la mia non era una battuta ma era
una domanda serissima.
Sto DON KISCIOTTE documento non lo conoscevo.
Non si può leggere tutto.
Ad ogni modo i 2 libri che ho letto non sono stati scritti
da 2 imbecilli ma da seri giornalisti.
Comunque ti ringrazio delle informazioni.
Come vedi, mi piace ascoltare tutte le campane.
Certo, noto molta ignoranza anch'io.
Non è questione di chiacchiere da bar.
Come quelle di chi sputa sentenze sul sottoscritto senza nemmeno
leggere i miei posts.
Io non ho mai insultato o infangato la memoria di Marco, nè
in questo, nè nell'altro thread, e non conto più ormai le
volte che sono stato costretto a ribadirlo.
Che ci fossero delle attenuanti per Marco è notorio, ma
se arriviamo a sostenere che non faceva uso di sostanze (di qualsivoglia genere) allora siamo proprio alla FRUTTA.
Sembra quasi che a lui TUTTO FOSSE CONCESSO solamente perchè come ciclista, ci dava emozioni.
Tutti sanno come è scomparso, e in quali condizioni versava.
Poi si può discutere per anni sul DOVE e QUANDO, sul PERCHè e Per Come, ma i fatti stanno lì, implacabili.
Non BEATIFICARE Marco, NON SIGNIFICA INSULTARLO.
Certo è che di errori anche lui ne ha fatti molti.
E il marciume che regnava (regna ancora?) nel mondo del ciclismo,
purtroppo invece che venire in suo aiuto, gli ha dato la mazzata
finale per SACRIFICARLO in nome di tutti.
Così la vedo io.
ciao
robbo

 

____________________

 
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Livello Rik Van Looy




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  postato il 24/05/2006 alle 12:41
Originariamente inviato da Knightlake98

Carissimo 53 x 11, la mia non era una battuta ma era
una domanda serissima.
Sto DON KISCIOTTE documento non lo conoscevo.
Non si può leggere tutto.
Ad ogni modo i 2 libri che ho letto non sono stati scritti
da 2 imbecilli ma da seri giornalisti.
Comunque ti ringrazio delle informazioni.
Come vedi, mi piace ascoltare tutte le campane.
Certo, noto molta ignoranza anch'io.
Non è questione di chiacchiere da bar.
Come quelle di chi sputa sentenze sul sottoscritto senza nemmeno
leggere i miei posts.
Io non ho mai insultato o infangato la memoria di Marco, nè
in questo, nè nell'altro thread, e non conto più ormai le
volte che sono stato costretto a ribadirlo.
Che ci fossero delle attenuanti per Marco è notorio, ma
se arriviamo a sostenere che non faceva uso di sostanze (di qualsivoglia genere) allora siamo proprio alla FRUTTA.
Sembra quasi che a lui TUTTO FOSSE CONCESSO solamente perchè come ciclista, ci dava emozioni.
Tutti sanno come è scomparso, e in quali condizioni versava.
Poi si può discutere per anni sul DOVE e QUANDO, sul PERCHè e Per Come, ma i fatti stanno lì, implacabili.
Non BEATIFICARE Marco, NON SIGNIFICA INSULTARLO.
Certo è che di errori anche lui ne ha fatti molti.
E il marciume che regnava (regna ancora?) nel mondo del ciclismo,
purtroppo invece che venire in suo aiuto, gli ha dato la mazzata
finale per SACRIFICARLO in nome di tutti.
Così la vedo io.
ciao
robbo

non ho detto che hai spalato fango su Marco, ho detto che hai emesso delle sentenze.. che lette in determinati concetti e da persone poco informate, non fa altro che alimentare le chiacchiere da bar e far continuare a spalare fango sul PIrata.. tutto qua...
Il libro di Cassanie Bergonzi ( che stimavo molto di più prima dell'uscita del libro) non è un documewnto, è un romanzetto fatto per sfruttare il filone.... non aggiunge nulla di nuovo e nn avrebbe potuto farlo.
Il libro della Ronchi qualcosa lo dice, ma come ti ripeto, per capire i veri motivi della deriva esistenziale di Marco e del perchè Marco è morto come sappiamo( e noi non lo santifichiamo, semplicemente guardiamo tutto il contesto con una visuale molto più ampia di quella cisrcoscritta alla morta da Drogato), se vorrai davvero leggerti con attenzione Il Capro Espiatorio, credo che anche tu capirai i motivi del nostro atteggiamento.
Ciò che c'è scritto in quel documento è pura verità, Donchischiotte non ha aggiunto nulla di suo, ha fatto solo un duro lavoro di raccogfliere quanto era disponibile sul web e quanto dall'archivio in cd Room di Repubblica che ha seguito tutta la parte processuale riguardante Marco.....
Se leggerai con attenzione, credo che capirai.....

 

[Modificato il 24/05/2006 alle 13:12 by 53.11]


 
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  postato il 24/05/2006 alle 13:15
Ok.
Comunque i libri che ho letto sono
1) quello di Beppe Conti
2) quello di Cassani-Bergonzi-Zazzaroni

Non ho letto quello della Ronchi, perchè avevo già
gli altri 2 e non mi andava di spendere ulteriore
denaro che avrebbe alimentato ancor più il grande commercio
che c'è stato sul nome di Marco.
E in giro ci sono anche altri 3-4 volumetti sempre su di lui.
Se non è sciacallaggio questo...

p.s. Cassani in cronaca pochi giorni fa, se non rammento male
ha detto di aver impiegato i fondi raccolti col libro per comprare 40 biciclette per
dei bambini, almeno questo...

 

[Modificato il 24/05/2006 alle 13:19 by ]

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Livello Rik Van Looy




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  postato il 24/05/2006 alle 13:19
Originariamente inviato da Knightlake98

Ok.
Comunque i libri che ho letto sono
1) quello di Beppe Conti
2) quello di Cassani-Bergonzi-Zazzaroni

Non ho letto quello della Ronchi, perchè avevo già
gli altri 2 e non mi andava di spendere ulteriore
denaro che avrebbe alimentato ancor più il grande commercio
che c'è stato sul nome di Marco.
E in giro ci sono anche altri 3-4 volumetti sempre su di lui.
Se non è sciacallaggio questo...

in ordine di uscite tra i tre mensionati, quello di Bergonzi e Cassani ( avevo dimenticato quell'inutile..... Zazzaroni altro che giornalisti rispettabili) è l'ultimo.......
Ma la tua opnione di non voler alimentare lo sciacallaggio, no la discuto...

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 24/05/2006 alle 14:40
Carissimo Knight tutte le direttive non le ho scritte perchè non mi piace essere contraddetto, il problema è un altro, se ricominciamo sulla falsa riga del precedente anche questo verrà cancellato, quindi contraddiciamoci quanto vogliamo, però senza passare alle ingiurie.


Ps: Admin io ho reciclato un 3d vecchio evitando incasinamenti, ora tu potresti gentilmante rinominare questo MARCO PANTANI?


Grazie mille ciao a tutti.

 

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  postato il 24/05/2006 alle 17:54
Ok SuperCunego.
Nessuna ingiuria.
Non ne ho mai fatte qua sopra e non comincerò ora.
Spero altresì di non riceverne.

un saluto
robbo

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 24/05/2006 alle 20:39
Come sarebbe andato quest'oggi Pantani secondo Voi, magari anche col Plan.

Secondo me avrebbe dato 5' a tutti. Compreso questo Basso.

 

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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Dec 2004

  postato il 24/05/2006 alle 21:06
Marco Pantani ci lascia un amarezza in bocca che sarà difficile togliere, se non impossibile.
Marco ci lascia nella mente quelle perle di bellezza sportiva che si vedranno raramente nel ciclismo moderno, Marco ci lascia tutte le sue abitudini, il lanciare la bandana, il fatto di stringersi gli scarpini, e il far volare quel brillantino al naso in mezzo ai tifosi.
Marco ci lascia la voglia di credere in un mondo, quello del ciclismo, che proprio lui ha riportato ai vertici, Marco ci lascia la consapevolezza che, proprio quel mondo, è stato fondamentale nel processo della sua distruzione, prima psicologica e poi fisica.
Marco dobbiamo ricominciare proprio da lui, nessun altro potrà mai assomigliare a Marco, lui era troppo originale, troppo guascone.
Marco lascia nel cuore dei suoi tifosi un grande buco.....una voragine....che nessuno mai saprà colmare......

 

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http://ilmiociclismo.blog.excite.it

"La vita e la morte.La pace e la guerra.La repubblica e la monarchia.Infine Bartali e Coppi e la progressiva identificazione di un popolo, che ripartiva da zero, in una coppia di campioni."Leo Turrini

 
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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Apr 2006

  postato il 24/05/2006 alle 21:14
Oltre che nei Cuori lascia una voragine incolmabile anche nel ciclismo: quanti come Lui partivano a fare le stagioni per fare Giro e Tour, per distruggerli agonisticamente entrambi.

Peccato non glielo abbiano lasciato fare, era l'unico ad andare a tutta in entrambe le corse.

 

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  postato il 24/05/2006 alle 21:27
Credo che Marco avrebbe vinto.

Ma 5' a questo BASSO non avrebbe potuto darli.

1) perchè Ivan va come un treno.
2) perchè Marco ha vinto spesso, ma 5' non mi sembra li abbia mai
dati a nessuno.
Ad Ullrich ne diede 9, ma Jan quel giorno non fece mica secondo!
Dato che si dice 5' a tutti, si presume anche al secondo classificato no??

 

____________________

 
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Livello Miguel Indurain




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Registrato: Jun 2005

  postato il 25/05/2006 alle 13:58
...ma...

Forse ci insegna che i grandi campioni è difficile trovarli (basta guardare i protagonisti del povero ciclismo attuale).

Che coraggio, autodeterminazione, pazzia, talento...non si fabbricano
ma crescono spontanei e rarri di rado.

 

____________________


Tutto dipende...!


 
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Livello Hugo Koblet




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  postato il 25/05/2006 alle 14:10
Per me la credibilità dei campioni era gia in crisi prima di Pantani, per eperienze vissute ho capito che il ciclismo è bello se lo pratichi a tempo perso e non per viverci.
Comunque Pantani non è servito a niente dopo la sua morte anche perchè è visto come un personaggio a se e non vittima di un sistema corrotto come il calcio attuale.
Questo rischia di far passare il professionismo come uno sport falsato.
Quello che invece vedo in crescita è il ciclismo amatoriale in grado di coinvolgere tantissimi nuovi e vecchietti corridori che si sentono molto più coinvolti invece che immedesimati in qualche ciclista campione che poi si autodistrugge per il doping.

 
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Livello Rik Van Looy




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  postato il 25/05/2006 alle 14:17
Originariamente inviato da celapossorifare

Per me la credibilità dei campioni era gia in crisi prima di Pantani, per eperienze vissute ho capito che il ciclismo è bello se lo pratichi a tempo perso e non per viverci.
Comunque Pantani non è servito a niente dopo la sua morte anche perchè è visto come un personaggio a se e non vittima di un sistema corrotto come il calcio attuale.
Questo rischia di far passare il professionismo come uno sport falsato.
Quello che invece vedo in crescita è il ciclismo amatoriale in grado di coinvolgere tantissimi nuovi e vecchietti corridori che si sentono molto più coinvolti invece che immedesimati in qualche ciclista campione che poi si autodistrugge per il doping.


a quale ciclismo amatoriale ti riferisci?? quello di Rumsas che vince la Nove Colli? e la settimana prossima vincerà la Versilia e quella dopo la Adorni? o a quello di Pospeyev che fa terzo diettro a due " cicloamatori uno era Davide MOntanari?" a quale ciclismo amatoriale ti riferisci.... senza aiuti!!!!!

 
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Livello Rik Van Looy




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  postato il 25/05/2006 alle 14:18
Originariamente inviato da itammb

...ma...

Forse ci insegna che i grandi campioni è difficile trovarli (basta guardare i protagonisti del povero ciclismo attuale).

Che coraggio, autodeterminazione, pazzia, talento...non si fabbricano
ma crescono spontanei e rarri di rado.


credo che i 5 minuti a tutti si riferisse a gli uomini di classifica, poi magari piepoli arrivava d un minuto....
e comunque non era quella di ieri la tappa dei grandi distacchi, ma quelle che verranno, per fare i grandi distacchi ci vogliono le salite opportune e più di una, e Marco non partiva all'ultima salita quando doveva dare i distacchi-.-....

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 25/05/2006 alle 14:22
Originariamente inviato da celapossorifare

Per me la credibilità dei campioni era gia in crisi prima di Pantani, per eperienze vissute ho capito che il ciclismo è bello se lo pratichi a tempo perso e non per viverci.
Comunque Pantani non è servito a niente dopo la sua morte anche perchè è visto come un personaggio a se e non vittima di un sistema corrotto come il calcio attuale.
Questo rischia di far passare il professionismo come uno sport falsato.
Quello che invece vedo in crescita è il ciclismo amatoriale in grado di coinvolgere tantissimi nuovi e vecchietti corridori che si sentono molto più coinvolti invece che immedesimati in qualche ciclista campione che poi si autodistrugge per il doping.


Ti invito a leggere i posts di questo 3d, soprattutto quanto ho scritto io ieri.

http://www.cicloweb.it/forum/viewthread.php?tid=1644&page=2

 

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Livello Hugo Koblet




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  postato il 25/05/2006 alle 14:28
Originariamente inviato da 53.11

Originariamente inviato da celapossorifare

Per me la credibilità dei campioni era gia in crisi prima di Pantani, per eperienze vissute ho capito che il ciclismo è bello se lo pratichi a tempo perso e non per viverci.
Comunque Pantani non è servito a niente dopo la sua morte anche perchè è visto come un personaggio a se e non vittima di un sistema corrotto come il calcio attuale.
Questo rischia di far passare il professionismo come uno sport falsato.
Quello che invece vedo in crescita è il ciclismo amatoriale in grado di coinvolgere tantissimi nuovi e vecchietti corridori che si sentono molto più coinvolti invece che immedesimati in qualche ciclista campione che poi si autodistrugge per il doping.


a quale ciclismo amatoriale ti riferisci?? quello di Rumsas che vince la Nove Colli? e la settimana prossima vincerà la Versilia e quella dopo la Adorni? o a quello di Pospeyev che fa terzo diettro a due " cicloamatori uno era Davide MOntanari?" a quale ciclismo amatoriale ti riferisci.... senza aiuti!!!!!


Lo so che che negli amatori non ci sono regole ma nn dò neanche peso ai protagonisti delle granfondo.
Il mio ciclismo è fatto di brava gente che lavora e trova il giusto tempo per uscire in bicicletta magari frequentando qualche granfondo senza sperare in nessuna vittoria, solo per fare qualche impresa a soddisfazione personale.
Sai come si vive bene quando sei orgoglioso di te stesso??

 
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Livello Hugo Koblet




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  postato il 25/05/2006 alle 14:32
Originariamente inviato da super cunego

Originariamente inviato da celapossorifare

Per me la credibilità dei campioni era gia in crisi prima di Pantani, per eperienze vissute ho capito che il ciclismo è bello se lo pratichi a tempo perso e non per viverci.
Comunque Pantani non è servito a niente dopo la sua morte anche perchè è visto come un personaggio a se e non vittima di un sistema corrotto come il calcio attuale.
Questo rischia di far passare il professionismo come uno sport falsato.
Quello che invece vedo in crescita è il ciclismo amatoriale in grado di coinvolgere tantissimi nuovi e vecchietti corridori che si sentono molto più coinvolti invece che immedesimati in qualche ciclista campione che poi si autodistrugge per il doping.


Ti invito a leggere i posts di questo 3d, soprattutto quanto ho scritto io ieri.

http://www.cicloweb.it/forum/viewthread.php?tid=1644&page=2


E io ti riporto il mio primo messaggio su questo forum.
Come leggerai ne so qualcosa anchio.
Buongiorno,
prima del mio pensiero per Lance Arstrong voglio raccontare la mia esperienza.
Sono nuovo del forum ma penso di avere molta esperienza sulle 2 ruote e conoscere aspetti di questo sport magari a qualcuno sconosciuti.
Ho corso per 11 anni in bici, partendo ancora prima degli esordienti arrivando ai dilettanti.
Ho iniziato per divertimento a correre qualche garetta e mi sono ritrovato alla fine di scegliere cosa fare della mia vita.
Ho corso con la mitica Novarese per 9 anni dove penso di aver passato i momenti più belli della mia vita fino a quando non mi sono trovato a dover cambiare squadra.
Quando sono entrato nella categoria dilettanti ho trovato un ambiente tremendo, direttori sportivi assetati di vittoria ti sbraitavano contro perchè la squadra non vinceva e senza mezzi termini ti dicevano o vinciamo o te ne vai.
Io che credevo che sarei diventato professionista non potevo accettare di aver abbandonato gli studi per avere più tempo per gli allenamenti, essere scacciato dalla squadra per scarsi risultati in gara.
Inizio così a cercare aiuto dai migliori medici per aumentare forza fisica e a ricercare un miglioramnto continuo delle mie prestazioni.
Ogni sforzo è invano perchè nonostante il mio impegno i risultati non arrivano.Sono disperato che ne sarà di me a 19 anni senza un diploma senza saper fare niente di diverso che andare in bicicletta,è il momento di cercare un vero aiuto!!!
Finisco il primo anno da dilettante disperato, neanche un punto all'attivo e devo iniziare il secondo anno.
Cambio squadra ma l'ambiente è sempre quello sempre più convinto di prendere qualche sostanza dopante cosciente del fatto che non fa bene ma almeno aiuta.
Mio padre che mi ha sempre seguito si accorge del mio umore pessimo e della mia depressione da risultato e mi aiuta a smettere di correre minacciandomi fisicamente.
Ho pianto tanto, ma ancora oggi ringrazio mio padre di avermi fatto uscire da quel giro marcio alimentato da sponsor e da medici senza scrupoli.
Conclusione, dopo la mia esperienza non ho più apprezzato i grandi campioni così definiti dai media e tanto meno Armstrong che appare disumano rispetto alle reali potenzialità umane frutto di una ricerca scientifica di cui lui è la cavia.

 
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  postato il 25/05/2006 alle 23:33
Originariamente inviato da celapossorifare

Originariamente inviato da super cunego

Originariamente inviato da celapossorifare

Per me la credibilità dei campioni era gia in crisi prima di Pantani, per eperienze vissute ho capito che il ciclismo è bello se lo pratichi a tempo perso e non per viverci.
Comunque Pantani non è servito a niente dopo la sua morte anche perchè è visto come un personaggio a se e non vittima di un sistema corrotto come il calcio attuale.
Questo rischia di far passare il professionismo come uno sport falsato.
Quello che invece vedo in crescita è il ciclismo amatoriale in grado di coinvolgere tantissimi nuovi e vecchietti corridori che si sentono molto più coinvolti invece che immedesimati in qualche ciclista campione che poi si autodistrugge per il doping.


Ti invito a leggere i posts di questo 3d, soprattutto quanto ho scritto io ieri.

http://www.cicloweb.it/forum/viewthread.php?tid=1644&page=2


E io ti riporto il mio primo messaggio su questo forum.
Come leggerai ne so qualcosa anchio.
Buongiorno,
prima del mio pensiero per Lance Arstrong voglio raccontare la mia esperienza.
Sono nuovo del forum ma penso di avere molta esperienza sulle 2 ruote e conoscere aspetti di questo sport magari a qualcuno sconosciuti.
Ho corso per 11 anni in bici, partendo ancora prima degli esordienti arrivando ai dilettanti.
Ho iniziato per divertimento a correre qualche garetta e mi sono ritrovato alla fine di scegliere cosa fare della mia vita.
Ho corso con la mitica Novarese per 9 anni dove penso di aver passato i momenti più belli della mia vita fino a quando non mi sono trovato a dover cambiare squadra.
Quando sono entrato nella categoria dilettanti ho trovato un ambiente tremendo, direttori sportivi assetati di vittoria ti sbraitavano contro perchè la squadra non vinceva e senza mezzi termini ti dicevano o vinciamo o te ne vai.
Io che credevo che sarei diventato professionista non potevo accettare di aver abbandonato gli studi per avere più tempo per gli allenamenti, essere scacciato dalla squadra per scarsi risultati in gara.
Inizio così a cercare aiuto dai migliori medici per aumentare forza fisica e a ricercare un miglioramnto continuo delle mie prestazioni.
Ogni sforzo è invano perchè nonostante il mio impegno i risultati non arrivano.Sono disperato che ne sarà di me a 19 anni senza un diploma senza saper fare niente di diverso che andare in bicicletta,è il momento di cercare un vero aiuto!!!
Finisco il primo anno da dilettante disperato, neanche un punto all'attivo e devo iniziare il secondo anno.
Cambio squadra ma l'ambiente è sempre quello sempre più convinto di prendere qualche sostanza dopante cosciente del fatto che non fa bene ma almeno aiuta.
Mio padre che mi ha sempre seguito si accorge del mio umore pessimo e della mia depressione da risultato e mi aiuta a smettere di correre minacciandomi fisicamente.
Ho pianto tanto, ma ancora oggi ringrazio mio padre di avermi fatto uscire da quel giro marcio alimentato da sponsor e da medici senza scrupoli.
Conclusione, dopo la mia esperienza non ho più apprezzato i grandi campioni così definiti dai media e tanto meno Armstrong che appare disumano rispetto alle reali potenzialità umane frutto di una ricerca scientifica di cui lui è la cavia.


Carissimo CELAPOSSORIFARE,
Ti stimo MOLTISSIMO.
Anzi, forse STIMO più tuo padre!!
La scelta che hai fatto è sicuramente la migliore,
e probabilmente molti ragazzi avranno dovuto optare
per la stessa sorte, al fine di non venire invischiati
in qualke torbida vicenda.
Ricollegandomi ad un'altra polemica presente su altro thread,
io continuo a PREFERIRE quelli come TE, a quelli che hanno abbassato
la testa e hanno ingannato. Se' stessi e gli altri.

 

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Livello Gand-Wevelvem




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  postato il 26/05/2006 alle 00:02
Originariamente inviato da Knightlake98

2) perchè Marco ha vinto spesso, ma 5' non mi sembra li abbia mai
dati a nessuno.
Ad Ullrich ne diede 9, ma Jan quel giorno non fece mica secondo!
Dato che si dice 5' a tutti, si presume anche al secondo classificato no??


5 no, ma 4 e 40 sì, se escludiamo i fuggitivi della prima ora nella tappa del galibier.

 
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  postato il 26/05/2006 alle 12:29
Non è cmq giusto escluderli.

Io mi riferisco sempre al distacco tra il primo e il secondo.
Non importa se in fuga dall'inizio o no.

Credo che la corsa che ho visto con maggior distacco tra il
primo e il secondo è una Parigi-Roubaix, vinta da Ballerini.
Con oltre 4' sul secondo classificato.
Certo è che la MAPEI monopolizzava però quella corsa...

 

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Livello Liegi-Bastogne-Liegi




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  postato il 02/07/2006 alle 01:33
Originariamente inviato da Admin

Che cosa ci lascia la tragedia di Pantani?
Che ciclismo ci aspetta, da oggi in avanti?
Come ci dobbiamo porre, onestamente e realisticamente, nei confronti del doping?

Parliamone insieme.


.. che tristezza!

 
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  postato il 09/07/2006 alle 00:40
Sul nostro blog http://nessunotocchipantani.splinder.com la nostra lettera a Pier Bergonzi per il suo articolo "Pantani chi?" sulla gazzetta dello sport del 2 luglio scorso e la sua risposta.
L'articolo, la lettera e la risposta riguardano anche i recenti fatti relativi a Basso e Ullrich ma a noi, come tifosi di Marco, interessa soprattutto il punto 1) della sua risposta:

1) il doping condiziona carriera (pantani ad esempio ne è stato penalizzato, perché a parità di condizioni sarebbe stato comunque il più forte) e vite del campioni.

 
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  postato il 09/07/2006 alle 03:41
Originariamente inviato da luomodeisogni

Sul nostro blog http://nessunotocchipantani.splinder.com la nostra lettera a Pier Bergonzi per il suo articolo "Pantani chi?" sulla gazzetta dello sport del 2 luglio scorso e la sua risposta.
L'articolo, la lettera e la risposta riguardano anche i recenti fatti relativi a Basso e Ullrich ma a noi, come tifosi di Marco, interessa soprattutto il punto 1) della sua risposta:

1) il doping condiziona carriera (pantani ad esempio ne è stato penalizzato, perché a parità di condizioni sarebbe stato comunque il più forte) e vite del campioni.


La vostra lettera è stupenda ed intrisa di verità.
Le risposte di Bergonzi, forse anche perché "al volo" (come lui stesso scrive), non mi convincono affatto, se non per la parte da voi citata del punto 1 e per la totalità del punto 2.
Il punto 3 è utopico, ed anche lui usa il condizionale quando evidenzia la volontà di sostenere - eventualmente - Basso (probabilmente non potrebbe per motivi di "testata"). L'unica cosa che potrebbe accadere, in quel caso, è che la Gazzetta si renda conto che Basso vende di più da pulito che da dopato ed allora si allinei con Ivan (e con Pier) al movimento d'opinione (anzi, diciamo che ne creerebbe uno, o proverebbe a farlo). In ogni caso, questo è un discorso lontano dalla realtà che attendo di leggere in maniera più dettagliata nella futura risposta articolata di Pier.
Il punto 4 (voi riportate due punti 3, attenzione) è invece in disaccordo totale con quello che è il mio pensiero: evidentemente Pier non ha colto nella vostra lettera la richiesta di scavalcare (per un attimo, o a matrioska) le responsabilità dell'atleta, bensì di agire sulla base della piramide. La risposta è decisamente fuori binario, dunque.
Inutile dire che con la parte finale del punto 1 ("Nel ciclismo più che in altri sport perché il ricorso al doping fa parte della cultura ciclistica") non sono affatto d'accordo, perché si continua a mettere il solo ciclismo sotto questa cavolo di lente d'ingrandimento. Evidentemente gli stessi giornalisti, attori (antagonisti?) dei media, sono storditi dalle cause-effetto dei media stessi. Un loop che somiglia ad un boomerang che non mi piace - a sensazione - quasi per niente.

Però, ecco, complimenti a voi per la lettera, complimenti a Pier per aver risposto (anche se - come già detto - spero sviluppi i discorsi perché così molte cose sono assolutamente opinabili ed assolutamente non-in grado, perché troppo lontane dall'attualità, di modificare neanche in parte le cose). Attendiamo, dunque, la missiva successiva...

 

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  postato il 10/07/2006 alle 10:06
Ringraziamo monsieur 40% per l'apprezzamento della lettera.
La numerazione dei punti della risposta l'abbiamo, ovviamente, lasciata così come ci è pervenuta da Bergonzi.
Anche noi non siamo d'accordo con quanto da lui detto in alcuni punti della sua risposta e lo diremo, ovviamente.
Gruupo tifosi on line Nessuno tocchi Pantani

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 10/07/2006 alle 11:24
Originariamente inviato da luomodeisogni

Ringraziamo monsieur 40% per l'apprezzamento della lettera.
La numerazione dei punti della risposta l'abbiamo, ovviamente, lasciata così come ci è pervenuta da Bergonzi.
Anche noi non siamo d'accordo con quanto da lui detto in alcuni punti della sua risposta e lo diremo, ovviamente.
Gruupo tifosi on line Nessuno tocchi Pantani


di sicuro, appena avrà uno scampolo di tempo sufficiente, Bergonzi vi risponderà con più precisione...sono curiosa anche io di legere...

 

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"La vita e la morte.La pace e la guerra.La repubblica e la monarchia.Infine Bartali e Coppi e la progressiva identificazione di un popolo, che ripartiva da zero, in una coppia di campioni."Leo Turrini

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 10/07/2006 alle 11:38
Penso sia arrivato il momento di non strumentalizzarlo più.
E' ora che la famiglia possa piangerlo in pace, senza dover sempre difenderlo dalle accuse di giornalisti (per modo di dire) e magistrati (per modo di dire) alla ricerca di notorietà.

Se a Madonna di Campiglio è successo veramente qualcosa di diverso da quello che sappiamo, si saprà prima o poi, quando nessuno potrà pagare più.
E se i processi istituiti a suo carico sono stati fatti per ragioni bieche e di interesse, lo stesso dovremo aspettare.

Marco va lasciato in pace. Io mi auguro stia correndo con gli altri campioni che non ci sono più.

 

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Vita in te ci credo le nebbie si diradano e oramai ti vedo non è stato facile uscire da un passato che mi ha lavato l'anima fino quasi a renderla un po' sdrucita. Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano ma la sofferenza tocca il limite e cosi cancella tutto e rinasce un fiore sopra un fatto brutto



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resisterai 5 minuti senza sport?

 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 10/07/2006 alle 15:36
Pantani andava lasciato in pace quando era in vita e va lasciato in pace da tutti coloro che continuano a infangarne la memoria.
Sulla sua vicenda, invece, non va lasciato in pace nessuno, perché la verità non te la regala nessuno, non è vero che prima o poi esce, se non conviene che esca.
La famiglia di Marco, soprattutto la mamma leggendo le interviste che rilascia, non mi pare abbia voglia di piangere e basta, finalmente pare muoversi per la ricerca della verità e della giustizia per il figlio, almeno questo si capisce anche dalla lettera che hanno scritto al giornale la voce di Romagna per protestare dell'intervista a Rendell ( di cui mi piacerebbe conoscere la fonte della perizia psichiatrica.......).

 

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Verità e giustizia per Marco Pantani: una battaglia di civiltà.

Arcana loggia per il ripristino della civiltà dell'ordalia.

IO NON L'HO VOTATO.

IO CORRO DOPATO COME TUTTI.

"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997 ( tempi non sospetti),parlando di doping in un'intervista televisiva con Gianni Minà.

Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping.

Hypocrisy free.

CAREFUL WITH THAT AXE, EUGENIO.



 
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  postato il 18/07/2006 alle 21:50
riprendo questro thread per riportare una notizia

Pantani ritrova l'orgoglio in tv

Era il 14 febbraio del 2004, di sera sul tardi. La notizia fa velocemente il giro del mondo. Marco Pantani, il Pirata, l'unico ciclista italiano dopo Fausto Coppi a vincere Giro e Tour nella stessa stagione (era il 1998), è stato trovato morto nella stanza buia e sguarnita del residence "Le Rose", sul lungomare di Rimini. "Arresto cardiaco" dicono i medici. Ma le ipotesi si rincorrono e una verità emerge tra lo sconcerto: overdose da cocaina. Suicidio. L'eroe di Cesenatico si è tolto la bandana gialla e si è arreso.
"Ma Pantani non è finito lì: molta gente ancora oggi impazzisce per lui e lo fa a ragion veduta, perché la debolezza eventuale di un uomo non può essere scambiata per malaffare, per delinquenza, per chissà che cosa". Claudio Bonivento, produttore e regista di più di 60 film, parte da qui per portare in tv la storia di uno dei più controversi campioni del ciclismo italiano.
Le immagini delle scalate solitarie sul Pordoi e di quella maledetta esclusione per doping dal Giro del '99, ancora oggi si confondono. "Vogliamo fare chiarezza", precisa Bonivento. Il film verrà trasmesso sulle reti Rai nella primavera del 2007.
"Il protagonista di Marco Pantani, l'orgoglio ritrovato è Rolando Ravello, un bravissimo attore che assomiglia molto al Pirata - spiega Bonivento, regista di un'altra fiction di successo, Il grande Torino -. Reciterà insieme a Nicoletta Romanoff che sarà la fidanzata, una persona molto importante nella vita del campione. Poi ci saranno un paio di grossi nomi, ma per il momento non voglio anticipare altro".
A volte, dove finisce l'uomo comincia il mito. E' così anche per Pantani?
Marco è stato uno dei più grandi sportivi italiani. Ha raggiunto traguardi che pochi altri in Italia hanno visto e sono in molti a ricordarlo. Noi proviamo ad entrare nell'intimità del campione per cercare di capire quali siano state la sua forza e le sue debolezze. Su Pantani sono state dette e scritte tante cose, troppe e spesso infamanti. Noi cerchiamo di mettere un po' d'ordine, nel bene e nel male. Secondo noi, ovviamente, e secondo gli autori del libro dal quale è tratta la fiction, Bergonzi, Cassani e Zazzaroni, due dei quali conoscevano molto bene il ciclista sia nelle corse che nella vita privata.
Come sarà il Pantani del suo film?
Sarà un ritratto fedelissimo, il sottotitolo chiarifica tutto: L'orgoglio ritrovato. Nelle sue numerose interviste Pantani ha raccontato tutto di sé, rappresentando il suo animo: noi partiamo da qui. E proviamo a dare un'immagine che sia il più somigliante possibile, discostandoci da quelle che possono essere state le apparenze, insomma. Noi non siamo giudici: noi non assolviamo né condanniamo. Piuttosto raccontiamo come sono andate le cose, quali sono i fatti, restituendogli, speriamo, dignità.
Ivan Basso, vincitore del Giro d'Italia di quest'anno, è stato escluso dal Tour de France per sospetto doping. Una storia che si ripete.
Io non conosco da vicino la vicenda di Basso. Per quanto riguarda il Pirata però ci sono prove lampanti, documenti, che dicono che non si sia mai drogato. Se poi ha preso come tutti i corridori qualcosa che lo ha aiutato a rigenerarsi, qualcosa che potesse aiutare il sangue ad ossigenarsi e per il quale c'era un limite... Perché se tu metti un limite a qualcosa vuol dire che fino a quel limite è permessa. Il doping è proibito fino a quel livello. Doping è un termine molto qualunquistico che riunisce dentro di sé tante cose. Credo che Pantani rimanga comunque un grande campione, avrebbe vinto con, senza, di fianco, sopra e sotto.
La fiction riabilita l'uomo, dunque. E lo sport che fine fa?
Stiamo attenti a demonizzare lo sport in sé. Io vorrei indagare sul serio su certe cose, anche se è innegabile che, visto cos'è accaduto nel calcio, il malcostume sia dilagato. Bisogna porsi delle domande. E' vero, anche Basso è stato escluso, ma qui subentra il carattere: a Pantani hanno dato una sospensione di quindici giorni dopodiché avrebbe potuto ricominciare a correre. La stessa cosa è successa al grande Merxx e a tanti altri. Ma lui non ha resistito, non accettava che qualcuno dei suoi tifosi potesse pensare che la sua grande arte nel correre fosse frutto di certe cose, quando invece era frutto della sua grande tecnica, della sua forza, del suo cervello, delle sue gambe. Io sono contro la categorizzazione, la divisione in buoni e cattivi.
Nella sua nutrita cinematografia (più di 60 film tra produzione e regia n.d.r.) si annovera anche Il grande Torino, per il quale ha ricevuto un premio al Gran Galà dello sport e della tv di Alghero. Quanto è importante, visti gli ultimi avvenimenti, mostrare sul piccolo schermo una storia che rappresenta forse uno dei momenti più alti dello sport italiano?
Era fine settembre quando è andata in onda. Era un po' antesignana, doveva far pensare, la mia intenzione era questa: far capire ai più giovani che non sapevano che questi ragazzi che sono morti, che non ci sono più, per il tragico evento, hanno lasciato un'eredità importante. Certo, forse allora era diverso, ma non è detto che fosse meglio o peggio, era solo più semplice senza certi fanatismi odierni. Oggi è un po' la società che porta a queste conseguenze. Anche se bisogna stare attenti a demonizzare il calcio: si puniscano quelli che hanno commesso i reati, non lo sport. Attenzione a dire che il calcio o il ciclismo o, magari, l'atletica, sono marci. I grandi campioni credo che continueranno a nascere, nonostante tutto.
C'è però qualcuno che invoca l'amnistia: allora qual è il confine?
Questo lo trovo abbastanza scandaloso, la parola stessa è scandalosa. Ma del resto, perché punire i giocatori che non c'entrano nulla con quello che hanno fatto i dirigenti, perché ci deve rimettere questa o quella società se la responsabilità è di un dirigente? Certo non si può essere troppo assolutori, ma anche troppo giustizialisti. Ci sono prove, vengano castigati e puniti coloro che sono responsabili. Per il resto io avrei applicato il sistema inglese contro gli Hooligans dopo i fatti di Bruxelles: fuori dalle coppe per cinque anni. Se la sono cantata e ballata e oggi sono di nuovo protagonisti del grande calcio.

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  postato il 04/08/2006 alle 15:32
Domanda per luomodeisogni: Bergonzi ha più risposto alla vostra lettera in maniera più dettagliata?

Ho provato ad entrare nel vostro sito, ma con Firefox mi risulta illegibile...

 

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Livello Luison Bobet




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  postato il 04/08/2006 alle 15:44
Ciao Mario, Bergonzi ci ha risposto ed abbiamo pubblicato la risposta (il problema con Firefox permane, appena possibile vedremo di risolverlo perchè in materia siamo tutt'altro che esperti...). Ciao e grazie per l'attenzione.

'Questa la risposta di Pier Bergonzi che pubblichiamo dopo aver avuto la sua autorizzazione a farlo.



Intanto grazie per la vostra lettera. Come sempre lucida e analitica.
Sono troppo cotto (con il Mondiale, Moggiopoli, Tour e Fuentes sono giornatine
piene...) per approfondire il discorso, ma mi riservo di farlo
perché il tema, con tutte le prospettive, mi interessa molto.

Voglio però ribadire al volo quello che forse non sono riuscito a spiegare
come volevo nel mio fondo.

1) il doping condiziona carriera (pantani ad esempio ne è stato penalizzato,
perché a parità di condizioni sarebbe stato comunque il più forte) e vite del
campioni. Nel ciclismo più che in altri sport perché il ricorso al doping fa
parte della cultura ciclistica.

2) Non ne usciamo se tutto il movimento non fa un salto (culturale) di
qualità.

3) Quando un campione come Basso si trova di fronte a un problema così grande,
ha due sole strade. O è davvero pulito e allora deve lottare fino in fondo per
uscirne a testa alta. Oppure è davvero coinvolto e allora ne uscirebbe
comunque a testa alta raccontando cosa gli è successo e perché lo ha fatto. E'
vero che il sistema lo isolerebbe e lo costringerebbe a chiudere la carriera.
O forse no... forse potrebbe nascere un movimento d'opinione (io mi sentirei
di sostenerlo) per dargli la possibilità di rientrare nel suo mondo (in
bicicletta) proprio perché ha avuto il coraggio di farlo.

3) come molti di voi sapranno, lo sport non concede la presunzione di
innocenza. Io sono garantista e non lo ritengo giusto. Ma di fronte al doping
servono leggi speciali (ricordate la legge reale per il terrorismo) altrimenti
non ne usciamo e continuiamo a raccontare e innamorarci di storie
virtuali. Vi sarete accorti che le ultime grandi operazioni sono state portate
avanti (spesso in modo scomposto) dalla giustizia ordinaria perché quella
sportiva è impotente. Basso, Ullrich e gli altri non hanno potuto correre non
perché qualcuno (istituzioni, organizzatori) lo ha impedito, ma per scelta
(codice etico) dei loro sponsor. Il codice etico non è altro che un gentleman
agreement tra le squadre che vogliono tutelarsi pensando a un futuro più
credibile.



ciao, a te.
ciao a tutti voi.
Pier Bergonzi'

 

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  postato il 04/08/2006 alle 15:48
Grazie Luke, ma questa risposta già l'avevo letta e commentata. Attendevo il "mi riservo di approfondire", che - evidentemente - ancora non c'è stato.

Aspettiamo.

 

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Livello Luison Bobet




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  postato il 04/08/2006 alle 15:58
Ooops... disattenzione mia..... Beh, dopo le ferie vedremo di tornare alla carica, in effetti l'approfondimento ci vuole. Ciao

 

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Verità e giustizia per Marco Pantani

 
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