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Autore: Oggetto: Stappiamo lo champagne

Livello Fausto Coppi




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  postato il 13/12/2006 alle 08:43
Ho letto con interesse l'articolo sulle decisioni delle tre società organizzatrici delle grandi corse a tappe.
Sicuramente i due passi avanti sono il concetto di ripristino dell'elemento di risultato sportivo nello stilare la classifica delle squadre "aventi diritto" alla partecipazione e, contemporaneamente, la non obbligatorietà alla partecipazione stessa; l'altro passo avanti è che la classifica di priorità prevede 18 squadre permettendo comunque 4 wild-cards.
L'elemento preoccupante è all'articolo 5 dove l'organizzatore vuole mantenersi "diritto di vita e di morte" sul singolo atleta : e questa è un'aberrazione.
E concretamente sappiamo pure cosa vuol dire : Basso può fare il Giro ma non può rischiare di vincere il Tour (perchè italiano).

 

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nino58

 
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  postato il 13/12/2006 alle 08:59
Originariamente inviato da nino58
L'elemento preoccupante è all'articolo 5 dove l'organizzatore vuole mantenersi "diritto di vita e di morte" sul singolo atleta : e questa è un'aberrazione.
E concretamente sappiamo pure cosa vuol dire : Basso può fare il Giro ma non può rischiare di vincere il Tour (perchè italiano).


esatto, se si può sorridere della dura presa di posizione dei GT contro l'UCI, che non pochi mal di pancia avrà provocato a Verhbruggen e sodali, l'articolo 5 è di un'arroganza tanto pari a quella più volte dimostrata dall'UCI stessa.
Non canterei vittoria, insomma......potrà essere morto il pro-tour ma non l'arroganza, quella si è solo trasferita.

 
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  postato il 13/12/2006 alle 09:12
Attenzione, non corriamo. Si parla a partire dal 2008 in base ai risultati del 2007. Quindi prima di dire che esculderanno questo o quel corridore o questa o quella squadra aspettiamo di vedere come andrà il 2007.
Da parte mia di questa notizia sono strafelice.

 

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Un uomo comincerà a comportarsi in modo ragionevole solamente quando avrà terminato ogni altra possibile soluzione.
Proverbio cinese

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 13/12/2006 alle 09:22
...speriamo in bene,ma quel punto 5 non mi fa sorridere + di tanto... staremo a vedere

 

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EROE DEL GAVIA

A 2 Km dalla vetta mi sono detto "Vai Marco o salti tu o salta lui...E' saltato lui.
Marco Pantani.Montecampione 1998

27/28/29 giugno 2008...son stato pure randonneur

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Livello Tour




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  postato il 13/12/2006 alle 09:44
Ciò non toglie che nel 2007 corridori come Basso e Ullrich potrebbero essere esclusi da 'qualche' competizione importante, vedi il Tour....
 
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  postato il 13/12/2006 alle 09:49
Pero' se l'inventore del Liestrong corresse ancora
a molti di noi il punto 5 sarebbe piaciuto.
Ricordiamo che parlano di uno ed un solo atleta
non e' una lista di prescrizione.

 

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"Non esistono montagne impossibili, esistono uomini che non sono capaci di salirle", Cesare Maestri

"Non chiederci la parola che mondi possa aprirti, si` qualche storta sillaba e secca come un ramo...
codesto solo oggi possiamo dirti: cio` che non siamo, cio` che non vogliamo.", Eugenio Montale.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 13/12/2006 alle 09:55
A noi sarebbe piaciuto che a lui non fosse consentito tutto mentre altri venivano triturati.
Solo questo.

 

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nino58

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 13/12/2006 alle 10:15
Originariamente inviato da pedalando

Pero' se l'inventore del Liestrong corresse ancora
a molti di noi il punto 5 sarebbe piaciuto.
Ricordiamo che parlano di uno ed un solo atleta
non e' una lista di prescrizione.


ti devo dire la verità...non mi sarebbe piaciuto lo stesso...indipendentemente dall'americano o no....lo so può sembrare una cosa retorica detta adesso, ma son sicuro che anche ai tempi di Lance una norma del genere non mi sarebbe piaciuta

 

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  postato il 13/12/2006 alle 10:21
Capisco il non vederla di buon occhio ma e' una clausola
che gli organizzatori si sono riservati come tutela.
Infondo c'e' sempre stata.
La subi' anche Binda nel 1930 per manifesta superiorita',
anche se almeno dovettero pagarlo, ma credo che non sarebbe
diverso, ci fosse uno cosi' per doti naturali (o quasi )

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 13/12/2006 alle 10:23
Non scherziamo. Questa qui è una porcheria, come il codice "etico".
Binda non ha corso perchè i soldi li ha presi.
Se non li accettava correva.

 

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nino58

 
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  postato il 13/12/2006 alle 10:43
io penso che "puo' essere" una porcheria.
Dipende da come, quando e se sara' utilizzata.

 

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  postato il 13/12/2006 alle 11:08
Originariamente inviato da pedalando

io penso che "puo' essere" una porcheria.
Dipende da come, quando e se sara' utilizzata.


....e siccome ultimamente alcuni organizzatori non brillano per trasparenza (in ultimo luogo, il giro di danimarca), non vorrei che questo articolo sia la classica mina vagante.

 
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  postato il 13/12/2006 alle 11:12
Ma credo che questa dichiarazione sia anche un volere essere "qualcosa d'altro" rispetto alla situazione attuale. Ragionare con un anno di anticipo e più su qualcosa che "potrebbe" capitare mi sembra adesso esagerato.

 

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  postato il 13/12/2006 alle 11:21
Mah guarda al Giro hanno mandato a casa Simoni
per le famose caramelle facendo pressione sulla Saeco.
In attesa di giudizio lo sponsor aveva anche sospeso
l'incarico.
Poi tutto e' rientrato (a parte i dubbi) ma non e' questo il punto.
In quel giro anche Casagrande fu sospeso per dichiarazione false.

Con o senza punto 5: le porcherie si fanno ugualmente.
Almeno gli organizatori possono tutelare la loro immagine se
una squadra si presentasse sfacciatamente con qualche motoscafo
(o con il suo gemello).

 

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Livello Tour




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  postato il 13/12/2006 alle 12:09
attenzione all'articolo 5: l'arbitrarietà verso i singoli corridori è molto pericolosa perchè dovendo scegliere tra difendere i propri interessi economici e l'interesse del singolo tesserato le squadre non ci penseranno due volte a scaricare i corridori "scomodi".

Sembra l'applicazione del "divide et impera" cesariano.

Se si devono stabilire criteri che siano oggettivi, trasparenti, motivati e non basati sul giudizio degli organizzatori e senza appello.

 

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Come si dice a Varese, questo è il momento in cui o si caga o si lascia libero il gabinetto.
Ivan Basso (ciclismo)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 13/12/2006 alle 12:49
Si ma a questo punto sarà il Giro o il Tour direttamente e senza intermediari a dover mandare a casa Basso.
Se le questioni giudiziarie dovessero restare le medesime di adesso, la responsabilità potrebbe essere altissima, perchè in caso di chiusura dell'indagine senza colpevoli tra i ciclisti, il GT sarebbe costretto a pagare i danni?
Se la richiesta di mandare a casa Basso fosse fatta alla Discovery, quest'ultima farebbe partire Ivan (stando a quanto detto da Bruynell, of course)
E comunque la rottura tra grandi organizzatori e UCI potrebbe far sì che Basso sia accettato anche solo per far dispetto a Verbruggen e consideriamo il fatto che il Tour ha perso molto pubblico quest'anno per mancanza di personaggi, rischierebbe un altro anno anonimo?
Su BS LeBlanc ha detto che Basso è il benvenuto al Tour, potrebbe rimangiarsi le parole? Visto cosa ha fatto con Pantani e Cipollini, direi di sì!!! O la Nike e la Discovery saranno in grado di far pesare i loro argomenti?!

 

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Michela
"Stiamo Insieme, Vinciamo Insieme - Ivan Basso"


Vita in te ci credo le nebbie si diradano e oramai ti vedo non è stato facile uscire da un passato che mi ha lavato l'anima fino quasi a renderla un po' sdrucita. Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano ma la sofferenza tocca il limite e cosi cancella tutto e rinasce un fiore sopra un fatto brutto



http://www.adidax.com/
resisterai 5 minuti senza sport?

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 13/12/2006 alle 12:57
La notizia era nell'aria da un pò di tempo ma fa comunque piacere averne l'ufficialità. Aspettiamoci ora una reazione furibonda, isterica e vendicativa di quei pazzi balordi di Aigle. Tanto potranno solo cadere ulteriormente nel ridicolo.
 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 13/12/2006 alle 14:36
Originariamente inviato da nino58

E concretamente sappiamo pure cosa vuol dire : Basso può fare il Giro ma non può rischiare di vincere il Tour (perchè italiano).


E tre.
Si può sapere gratuitamente da dove esce questa convinzione ferrea o devo pagarti per avere una tua risposta? Una birra è sufficiente?

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 13/12/2006 alle 15:18
Scusa Lorenzo, ma non avevo letto le prime due domande.
La convinzione mi viene da una serie di indizi ( Birillo sì e Valv no , tre giornate a Zidane (ritirato),due a Materazzi e nove a Tassotti, Cipollini campione del mondo escluso, esclusa la Saeco di Simoni, escluso Di Luca ); ce ne sono di precedenti.
Va bene per la birra.

 

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nino58

 
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  postato il 13/12/2006 alle 15:34
Ragazzi, non ci facciamo abbindolare dal punto 5, ché c'è sempre stato ed è sempre esistito, almeno nel regolamento di RCS Sport.

Leggo dal "garibaldino" del Giro di Lombardia 2006:

ART. 3 - PARTECIPAZIONE

[...]
L'Organizzatore, al fine di salvaguardare l'immagine e la reputazione della propria gara, si riserva il diritto di rifiutare, fino al momento della partenza, i corridori o i Gruppi Sportivi che con i propori atti o dichiarazioni dimostrassero di venire meno ai prinicipi di lealtà sportiva agli impegni assunti e previsti dal paragrafo 1.1.023 del regolamento U.C.I.
Inoltre nel caso che i corridori o il Gruppo Sportivo venissero meno, nel corso della manifestazione, ai prinicipi di cui al precedente capoverso, l'Ente Organizzatore si riserva anche il diritto di escluderli dalla corsa in qualsiasi momento.


Insomma, niente di nuovo.
Ho letto di un qualcuno che diceva che l'arbitrarietà non è stata eliminata, ma è stata soltanto trasferita; ebbene, secondo me questo trasferimento è una miglioria.
Difatti, come diceva Miky70, se è l'Organizzatore a rifiutare la partecipazione di una squadra e/o di un corridore, è lo stesso Organizzatore che si assume l'onore e l'onere della decisione presa, e quindi risponderà anche, in futuro e nell'eventualità, dei ricorsi e delle querele (o richieste danni) fatte da squadre e/o corridori.

È vero, Leblanc escluse Di Luca dal Tour 2004 perché l'abruzzese compariva nelle intercettazioni tra Mazzoleni e Santuccione nell'operazione della magistratura italiana chiamata "Oil for drugs". Nessuna condanna, quindi; nessun coinvolgimento diretto di Danilo, dunque; nessuna positività alle corse di Di Luca, per altro. Più o meno la stessa situazione di Basso-2006.

Risultato? Di Luca è tuttora in causa con Aso per quell'esclusione, mentre Basso non può far causa proprio a nessuno, visto che è stato un patto tra "signori", col quale il proprio datore di lavoro s'è trovato "costretto" all'unanimità, a mandarlo a casa dal Tour de France. Né l'Aso, né l'U.C.I.; secondo me, dare ai giudicanti la possibilità di essere giudicati è sempre una miglioria.

 

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Mario Casaldi - Cicloweb.it

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 13/12/2006 alle 15:40
Grazie.
Senti, che il francese medio non abbia in simpatia gli italiani è una cosa ormai acclarata. Però in questo specifico caso (Birillo sì e Valv no) non credo che questo centri molto e non credo che abbiano molte responsabilità a riguardo gli organizzatori del Tour: mi viene da pensare più al fatto che, per esempio, Valverde "sia stato salvato" perchè era (ed è rimasto) leader della classifica Pro Tour. E poi, oltre a "Basso sì", c'è pure Ullrich sì, Mancebo sì, Sevilla sì etc etc. L'unico che non ci ha rimesso nulla è stato appunto Valverde.

 

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  postato il 13/12/2006 alle 15:49
Ecco finalmente un'iniziativa concreta! Le grandi corse si riappropriano del loro ruolo e i criteri di selezione per la partecipazione delle gare sono (speriamo sia davvero così) di tipo meritocratico, spero che i criteri siano equi e che, come indicato nel comunicato stampa, siano elaborati ascoltando anche i corridori.
Unica preoccupazione è quella di avere adesso un'egemonia degli organizzatori, in grado di fare e disfare a piacimento le liste di partenza.
Per quanto riguarda il caso specifico di Basso, come già anticipato da Leblanc in un'intervista su BS, allo stato attuale il varesino ha le carte in regola per essere presente al Tour, anche perchè credo che agli organizzatori della Grand Boucle non convenga tener fuori un grosso sponsor americano. Quando si hanno i soldi è più facile ottenere giustizia .

 

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Vorrei morire in bici, in un giorno di sole, dopo aver scalato una di quelle montagne che sembrano protendersi verso il cielo, mi adagerei sull'erba fresca senza rimpianti, attendendo con serenità il compiersi del mio tempo. Non importa se sarà ...oggi o tra cent'anni, avrò in ogni caso trovato il mio giorno perfetto.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 13/12/2006 alle 20:42
Originariamente inviato da Monsieur 40%

Ragazzi, non ci facciamo abbindolare dal punto 5, ché c'è sempre stato ed è sempre esistito, almeno nel regolamento di RCS Sport.

Leggo dal "garibaldino" del Giro di Lombardia 2006:

ART. 3 - PARTECIPAZIONE

[...]
L'Organizzatore, al fine di salvaguardare l'immagine e la reputazione della propria gara, si riserva il diritto di rifiutare, fino al momento della partenza, i corridori o i Gruppi Sportivi che con i propori atti o dichiarazioni dimostrassero di venire meno ai prinicipi di lealtà sportiva agli impegni assunti e previsti dal paragrafo 1.1.023 del regolamento U.C.I.
Inoltre nel caso che i corridori o il Gruppo Sportivo venissero meno, nel corso della manifestazione, ai prinicipi di cui al precedente capoverso, l'Ente Organizzatore si riserva anche il diritto di escluderli dalla corsa in qualsiasi momento.



a mio modo di vedere l'art.5 amplia i poteri dell'organizzatore: se prima lo stesso faceva riferimento al paragrafo 1.1.023 (e quindi c'era un dato oggettivo da rispettare), adesso la questione è più soggettiva, cioè l'organizzatore decide a proprio piacimento se un atleta porta discredito alla corsa, e quindi sostanzialmente può fare quello che gli pare.

Se prima era possibile chiedere un risarcimento danni per i corridori esclusi, adesso la vedo molto dura.

 

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"L'uomo da battere è Gianni Bugno, e quasi certamente non riusciremo a batterlo" (Greg Lemond, Stoccarda, 24 agosto 1991)

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  postato il 13/12/2006 alle 21:40
Originariamente inviato da antonello64

a mio modo di vedere l'art.5 amplia i poteri dell'organizzatore: se prima lo stesso faceva riferimento al paragrafo 1.1.023 (e quindi c'era un dato oggettivo da rispettare), adesso la questione è più soggettiva, cioè l'organizzatore decide a proprio piacimento se un atleta porta discredito alla corsa, e quindi sostanzialmente può fare quello che gli pare.

Se prima era possibile chiedere un risarcimento danni per i corridori esclusi, adesso la vedo molto dura.



Hai perfettamente ragione, Antonello.

E infatti, se esistesse un sindacato dei corridori, dovrebbe al più presto mettersi in contatto con gli organizzatori per mettere a punto delle tutele per la categoria, mettendola al riparo da arbitrî come quelli che il pessimo Leblanc attuò nei confronti di Pantani e Cipollini.

Se esistesse, già. Ma il problema è che un sindacato dei corridori non esiste, visto che Colombo è sempre affaccendato in altre cose. (E pure Moser, ovviamente)

SVEGLIA CORRIDORI!!!


(Ps: posso chiederti di ridurre le foto nella firma? Grazie!)

 
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  postato il 13/12/2006 alle 21:45
Nonostante la svolta decisa dagli organizzatori dei GT i corridori restano la parte più debole del movimento, schiacciati tra organizzatori, grupi sportivi e Uci, se non si sbrigano a rivendicate il potere che spetta loro in quanto unico elemento imprescindibile finiranno per fare la fine degli animali del circo!

 

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  postato il 13/12/2006 alle 21:53
Adorni sicuro: il ProTour è vivo e vegeto

Vittorio Adorni, presidente del CUPT, ha preso parte oggi alla riunione della Commissione Calendari dell’UCI e ci spiega cosa è stato deciso: «Per il 2007 tutto rimane invariato, mentre per il 2008 bisognerà studiare qualche modifica al calendario perché ci sono corse che cadono in concomitanza con i Giochi Olimpici di Pechino e che quindi avranno bisogno di una nuova collocazione».
E le licenze ProTour: quando ne sapremo qualcosa?
«Vi confermo che le domande allo studio della Commissione sono tre, presentate da Astana, Barloworld e Unibet.com. Io credo che nel giro di un paio di giorni ci sarà il pronunciamento definitivo della Commissione».
Voci, pareri e sussurri rendono sempre più forte l’idea che alla fine le licenze concesse saranno due, riportando così a 20 il numero delle squadre di ProTour, in nuovo e aperto contrasto con quanto hanno scritto ieri gli organizzatori dei tre grandi giri nel documento che hanno reso pubblico.
Proprio riguardo a quel documento, Adorni sottolinea: «Non vi ho trovato nulla di rivoluzionario, in fondo era già tutto scritto nel regolamento dell’UCI. Gli organizzatori sanno che non possono essere loro a fare i nomi di chi potrà gareggiare o meno, perché fanno parte del ProTour (anche se gli organizzatori stessi se ne sono chiamati fuori, ndr). E che il ProTour sia vivo e vegeto lo dimostrano proprio i tre grandi organizzatori quando riconoscono le squadre inserite nel nostro circuito: certo, loro parlando di diciotto squadre, ma se i team del ProTour saranno venti, in venti parteciperanno ai grandi giri».
Fin qui Adorni mentre il presidente Pat McQuaid, da noi sollecitato, continua nel suo silenzio e fa sapere che non è sua abitudine rispondere a tutti i comunicati che riceve.
L’impressione netta è che la frattura tra organizzatori e Uci sia sempre più netta e che le parti viaggino davvero in direzione opposta.

(www.tuttobiciweb.it)

Il buon Adorni sembra non essersi accorto di nulla, forse era troppo impegnato col suo lavoro di assicuratore.

 

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Livello Luison Bobet




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  postato il 13/12/2006 alle 22:33
Admin, complimenti per l'epigrafe!!

Proposta: ne mandiamo una copia al fax dell'Uci?

 

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Livello Luison Bobet




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  postato il 13/12/2006 alle 22:35
Originariamente inviato da W00DST0CK76

Il buon Adorni sembra non essersi accorto di nulla, forse era troppo impegnato col suo lavoro di assicuratore.


L'importante è che ci creda lui, sai com'è, poverino, ogni tanto bisogna anche assecondarlo.... poi, quando si riprenderà, gli spiegheremo che era solo un sogno.... good night, Spider Man!!!

 

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