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Autore: Oggetto: Dopo Coppi e Bartali, se ne va (buon ultimo) Malabrocca

Livello Fausto Coppi




Posts: 2863
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  postato il 02/10/2006 alle 10:52


E' morto ieri Luigi Malabrocca (nomen omen), leggendaria maglia nera dei tempi di Coppi e Bartali.
Indimenticabili le sue sfide - all'indietro - con Carollo.
La maglia nera, i premi all'ultimo e non al penultimo, un tocco di show in un ciclismo ancora romantico.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 02/10/2006 alle 10:54
Viva i Malabrocca di tutti i tempi!

Riposi in pace

 

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La mia squadra ciclistica:http://altalunigiana04.comyr.com

 
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  postato il 02/10/2006 alle 10:59
Mi dispiace davvero, era una vera icona, simbolo di tutti quei corridori che faticano in silenzio per arrivare al traguardo, meritando ammirazione pari a quella che spetta ai vincitori.
Oltre alle maglie nere del Giro ricordiamo anche le due maglie tricolori conquistate nel ciclocross.
La sua epopea ha ispirato libri e rappresentazioni teatrali
Addio vecchio campione.

 

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Vorrei morire in bici, in un giorno di sole, dopo aver scalato una di quelle montagne che sembrano protendersi verso il cielo, mi adagerei sull'erba fresca senza rimpianti, attendendo con serenità il compiersi del mio tempo. Non importa se sarà ...oggi o tra cent'anni, avrò in ogni caso trovato il mio giorno perfetto.

 
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Livello Moreno Argentin




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  postato il 02/10/2006 alle 11:00
Originariamente inviato da ProfRoubaix



E' morto ieri Luigi Malabrocca (nomen omen), leggendaria maglia nera dei tempi di Coppi e Bartali.
Indimenticabili le sue sfide - all'indietro - con Carollo.
La maglia nera, i premi all'ultimo e non al penultimo, un tocco di show in un ciclismo ancora romantico.


Dopo Coppi e Bartali, se ne va (buon ultimo) Malabrocca... Non poteva essere altrimenti!!
Il segreto del ciclismo non è vincere: è arrivare. Il ciclismo è prima di tutto viaggio e poi sport e Malabrocca nel nostro immaginario era colui che arrivava sempre. Ultimo ma sempre presente!!
Adieu Malabrocca

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 02/10/2006 alle 11:01
Un bel pezzo di giornalismo che fu da www.gazzetta.it/Ciclismo

Addio a maglia nera Malabrocca

Aveva 86 anni ed era identificato col simbolo, oggi scomparso, che veste l'ultimo della classifica al Giro d'Italia: per conquistarlo si nascose anche nei fienili

MILANO, 2 settembre 2006 - Andava in fuga dietro al gruppo. Entrava nei bar e non ne usciva più. Si nascondeva nelle scarpate, nei fienili, nelle cantine. Una volta si tuffò addirittura in una specie di pozzo, vuoto, ma un contadino baffuto, la pelle rosolata dal sole, s’insospettì e sollevò il coperchio: "E allora?", gli intimò. "Sto correndo il Giro d’Italia", tentò di spiegargli. Poi risalì sulla bici, affrontò Rolle, Pordoi, Campolongo e Gardena, perché era il tappone dolomitico del Giro d’Italia, infine giunse al traguardo. Ultimo, ultimissimo, maglia nera, nerissima. Era il suo forte, il suo fortissimo.
CAPOLAVORI - Ieri è morto Luigi Malabrocca, e stavolta la maglia nera significa non solo il lutto per un uomo speciale, ma anche per la fine di un capitolo, di un romanzo, di una storia, di un’epoca, di un ciclismo. Povero Luisìn, che aveva scelto di arrivare ultimo, perché quello era il sistema per sconfiggere la miseria. Ultimo nel 1946 a 4.9’34" da Gino Bartali: un’impresa. Ultimo nel 1947 a 5.52’20" da Fausto Coppi: un capolavoro. Un uomo solo al comando, Malabrocca, però dal fondo della classifica, finché non incontrò un altro fenomeno nella lotta al fuori tempo massimo, Sante Carollo. Era il Giro 1949, Carollo vantava due orette di vantaggio e la tappa finale, Torino-Monza, con arrivo ufficiale a Milano, non proponeva agguati. Ci pensò "il Mala": mentre Carollo pedalava ignaro in mezzo al gruppo, lui approfittò di una foratura, entrò in un’osteria, accettò prima da bere, poi l’invito a casa di un tifoso che gli voleva mostrare una particolare attrezzatura per la pesca, infine si rimise in sella e pedalò al minimo. Un trionfo al contrario: due ore e 20 dietro al vincitore Giovannino Corrieri, due ore e un quarto dietro a Carollo. Ma Luisìn aveva commesso un errore: non aveva previsto che i cronometristi — una volta tanto spazientiti — se ne fossero già tornati a casa, classificando il superitardatario con lo stesso distacco del gruppo. Così fu Carollo a conquistare la maglia nera: 9.57’07" da Coppi contro 7.47’26" collezionati da Malabrocca. E Luisìn, deluso, prese la solenne decisione di abbandonare quella divina commedia umana.
IL CINESE - Malabrocca, nato a Tortona il 22 giugno 1920, detto anche "il Cinese" per via degli occhi a mandorla, era però un fior di corridore. In carriera ha vinto 138 corse, di cui 15 da professionista (Parigi-Nantes 1947, Coppa Agostoni 1948, Giro di Croazia e Slovenia 1949), ed è stato due volte campione italiano di ciclocross (1951 e 1953). Da tempo il suo telaio cigolava. Operato al cuore e alla gola, tirava avanti con serenità. Ricoverato in ospedale 15 giorni fa, poi dimesso, ieri, nella sua cascina di Garlasco (Pavia) verso le 15 ha staccato il numero. I funerali si tengono domani, alle 10, nella Chiesa della Santissima Trinità a Garlasco. Non sarà un addio. Uomini come Malabrocca muoiono, ma non scompaiono.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 02/10/2006 alle 11:59
Lo scorso anno fu ospite della serata di rpesentazione delle tappe del Giro nel Vco... fu una delle sue ultime uscite pubbliche... Lo ricordo vispo a dispetto dell'età e dei molti acciacchi... Arrivederci gloriosa maglia nera!!

 

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www.vcoazzurratv.it
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LA CAROVANA VA..CONFINI NON NE HA..E TUTTE LE DISTANZE ANNULLERA'!!
"..Dinnanzi a me non fuor cose create se non etterne.. Ed io in etterno duro!!
Lasciate ogni speranza voi ch'entrate...!!!

"C'è Bugno in testaaaa!!! è Bugnoooo!!! ed è campione del mondo Bugno su Jalabert!!!"

"...ma ti sollevero' tutte le volte che cadrai
e raccogliero' i tuoi fiori che per strada perderai
e seguiro' il tuo volo senza interferire mai
perche' quello che voglio e' stare insieme a te
senza catene stare insieme a te"...

"Cascata ha un pregio non da poco. ama il ciclismo e però lo riesce a guardare con l'occhio dello scienziato. informatissimo, sa sceglire personaggi sempre di levatira superiore, pur non "scadendo" nello scontato.
un bravo di cuore.
(post di Ilic JanJansen, nel Thread "Un ricordo: Pedro Delgado, il capitano di Indurain")

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 02/10/2006 alle 12:52
la maglia nera per eccellenza!!!! una grande pagina di umanità e sport e perchè no, di ironia e divertimento.... Ciao Luigi

 

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EROE DEL GAVIA

A 2 Km dalla vetta mi sono detto "Vai Marco o salti tu o salta lui...E' saltato lui.
Marco Pantani.Montecampione 1998

27/28/29 giugno 2008...son stato pure randonneur

!platonicamente innamorato di admin!

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 02/10/2006 alle 13:00
Una storia meravigliosa.

 

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Davide

 
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Non registrato



  postato il 02/10/2006 alle 13:39
Originariamente inviato da lallo

Il ciclismo è prima di tutto viaggio e poi sport e Malabrocca nel nostro immaginario era colui che arrivava sempre.


Bellissima, complimenti.
Ciao Malabrocca

 
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Livello Octave Lapize




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  postato il 02/10/2006 alle 13:49
Originariamente inviato da lallo

Il segreto del ciclismo non è vincere: è arrivare. Il ciclismo è prima di tutto viaggio e poi sport e Malabrocca nel nostro immaginario era colui che arrivava sempre.


Bella veramente ...
Addio Malabrocca ...

 

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"...poi Dio creò la biciletta perché l'uomo ne facesse strumento di fatica e di esaltazione nell'ardito itinerario della vita ..." (monumento al Ghisallo)


L’orizzonte era fatto di monti
che guardavano in fondo la valle.
S'ergevano austeri e inviolati
al cuore d'un credo
provato dal non lontano
ricordo d'una immane prova di vita.... (L'Angelo della Montagna - Morris)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 02/10/2006 alle 14:15
Un saluto. E un grazie.
 
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Moderatore




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  postato il 02/10/2006 alle 15:39
Ho appreso oggi dalla Gazzetta la notizia e mi dispiace molto.
Una maglia nera per vocazione ma una maglia rosa per l'esempio.
Addio Luisin

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 02/10/2006 alle 17:30
una maglia rosa in furbizia!!!!Ciao Luisin!

 

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"La vita e la morte.La pace e la guerra.La repubblica e la monarchia.Infine Bartali e Coppi e la progressiva identificazione di un popolo, che ripartiva da zero, in una coppia di campioni."Leo Turrini

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 02/10/2006 alle 18:05
Ho appena appreso la notizia.
Ci lascia un personaggio leggendario, per la cui popolarità è sufficiente citare un aneddoto, che lui stesso ha raccontato.
Era così noto che riceveva lettere dagli appassionati.
Sulla busta c'era scritto soltanto:"Malabrocca. Italia"
E gli arrivavano .




 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




Posts: 4217
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  postato il 02/10/2006 alle 23:50
Quando si dice che gli albi d’oro vanno presi con le molle….
Luigi Malabrocca sarà sempre un leggendario, un riferimento per chi vorrà sfogliare il profondo romanzo del ciclismo. Eppure, il suo nome s’è scolpito su un simbolo, che pareva proseguire coi segni della concretezza la triste assonanza del suo agnomen, la maglia nera. In realtà, arrivare ultimi, in quei tempi dove ogni occasione poteva essere utile per vivere una rivincita sui disastri di un conflitto immane, rappresentava qualcosa di diverso: era un esercizio di abilità. Non c’erano le rassicuranti pedalate nella rete del gruppone, una foratura significava minuti, non c’erano rifornimenti dall’ammiraglia o dalle moto al seguito; i gregari, o gli umili che ancor non sapevano di quali valori fossero intrisi, imbastivano ad ogni prova una lotta di sopravvivenza e di qualità. Quella maglia, dal colore più tetro che ci sia, andava premiata. De Coubertin non era lontano e nell’intorno dello sport, c’era la voglia di vivere col cuore intinto di sentimenti. Spesso, ci si aggrappava alla solidarietà della gente, a quei tanti che si ponevano ai margini delle strade per un attimo di festa e di gioia. Si narrava la storia senza possedere il sinistro modus del narcisismo e della fama, del danaro per soggiogare, dei soldi per comprare il lusso. C’era la fame e niente è più onesto della miseria per sviluppare tanto l’arguzia, quanto, incredibilmente, anche se oggi l’abbiamo dimenticato, una pura bontà d’animo. Arrivare ultimi, garantiva premi e simpatia nei gruppi sportivi d’allora, tutti diretti e gestiti da chi produceva biciclette. Significava essere qualcuno, ma non era facile, anzi, difficile quasi quanto vincere come Coppi o Bartali. Lo spettro del tempo massimo, diventava enorme negli imprevisti sempre presenti sulle quelle strade sassose, sterrate, piene di buche, ove l’asfalto di oggi era un sogno. Per giungere ultimi servivano gambe, perché per restare in tempo massimo, ti poteva capitare di dover percorrere gli ultimi chilometri nel medesimo tempo dei primi. C’erano avversari e solo alcuni non bluffavano. Luisin Malabrocca è stato un genio, ed aveva pure un discreto talento. Non avrebbe vinto altrimenti una Coppa Agostoni, la Parigi Nantes, la Parigi St Valery e il Giro di Croazia e Slovenia. Lo sapevano i suoi compagni ed i suoi avversari e gli volevano bene. E poi, vista l’imminente stagione, a Malabrocca spetta la palma di pioniere del ciclocross nazionale: una specialità che gli ha dato tricolori e lo ha visto apri-strada di assi quali Amerigo Severini e il grandissimo Renato Longo. Intenerì l’Ignis, di un uomo come il Commendator Borghi, una figura che ha giocato un ruolo notevole nell’evoluzione del ciclismo e dello sport italiano degli anni della rinascita economica.
Malabrocca, ha così raggiunto il suo avversario scolpito, senza la sua fama e senza possedere volontà e velleità ciclistiche: il muratore vicentino Sante Carollo, morto nel 2004, ad ottanta anni. Fra i due vi fu un unico duello, nell’unica annata da prof del veneto, il 1949. Carollo era un modesto, troppo modesto per non vincere….la maglia nera. Ma fu bravo, perché riuscì ugualmente ad assorbire le furbizie del tortonese, senza finire fuori tempo massimo. Per Luisin fu una disdetta, in quanto il Sante di Montecchio Vicentino, non doveva correre quel Giro, ma all’ultimo momento, il vincitore uscente Fiorenzo Magni fu costretto a dare forfait e la Willier Triestina, lo chiamò a sostituire proprio il “terzo uomo”. Una storia simile, la visse pure il mio amico “Nane” Pinarello, la terza nota maglia nera, due anni dopo.
Dei quattro protagonisti del celebre libro di Benito Manzi, dunque, non è rimasto qua più nessuno, ma resta intatto l’alone della loro epopea. Le leggende corrono in cielo e lasciano a noi il compito di accarezzarle come penati.
Luisin, i tuoi occhi a mandorla e quel sorriso così capace di uscire dal fango, sono stelle che illuminano anche il nero.
Chapeau!

 

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"Non discutere con gli stupidi, perchè scenderesti al loro livello e ti batterebbero per la loro esperienza".

 
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Livello Tour




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Registrato: Nov 2002

  postato il 03/10/2006 alle 00:19
Poco dopo natale inizai a leggere il libro 'Coppi, bartali, Corollo e Malbrocca: Le avventure della maglia nera'



Ciao Cinese

 
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Moderatore
Utente del mese Gennaio 2009




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  postato il 03/10/2006 alle 09:50
Sono le 10: inizia il tuo funerale, quindi a pelo
del tempo massimo, come sarebbe piaciuto a te, ti saluto.
Addio mitica maglia nera.

 

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"Non esistono montagne impossibili, esistono uomini che non sono capaci di salirle", Cesare Maestri

"Non chiederci la parola che mondi possa aprirti, si` qualche storta sillaba e secca come un ramo...
codesto solo oggi possiamo dirti: cio` che non siamo, cio` che non vogliamo.", Eugenio Montale.

 
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Livello Learco Guerra




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  postato il 03/10/2006 alle 22:23
non può mancare il mio saluto. Evidentemente mi sono ispirato a lui

 

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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Apr 2006

  postato il 03/10/2006 alle 22:26
Originariamente inviato da ProfRoubaix



E' morto ieri Luigi Malabrocca (nomen omen), leggendaria maglia nera dei tempi di Coppi e Bartali.
Indimenticabili le sue sfide - all'indietro - con Carollo.
La maglia nera, i premi all'ultimo e non al penultimo, un tocco di show in un ciclismo ancora romantico.


Biso9gna pure ricoirdare che vinse 140 corse circa...

Addio Malabrocca...

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/10/2006 alle 22:30
Originariamente inviato da maglianera

non può mancare il mio saluto. Evidentemente mi sono ispirato a lui


anche io.... visto che nei fantagiochi partecipo con il nome maglia nera....

 
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Moderatore




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  postato il 04/10/2006 alle 01:02
Arrivederci, Campione.

 

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Mario Casaldi - Cicloweb.it

CICLISTI
Si sta come
d'autunno
sugli alberi
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Livello Tour




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  postato il 05/10/2006 alle 08:04
Ho partecipato alla 10a edizione de "L'Eroica" a Gaiole in Chianti in provincia di Siena domenica 1° ottobre. Come accade da tre anni ormai,il mio compito è quello di filmare la gara e poi di preparare un dvd per gli organizzatori e per gli amici che pedalano sulle strade bianche come avveniva un tempo, in un ciclismo che non c'è più ma che all'Eroica si vuol ritrovare.
1376 partenti! Fra questi Franco Bitossi, Renzo Soldani, Vittorio Seghezzi, Vasco Baroni, Gianni Motta, Rolf Sorensen, Lubos Lom, Giovanni Corrieri, Luciano Armani, Emilio Casalini, Vittorio Rossello, Idrio Bui.
Molti gli "eroici" con bici dei primi del '900, tubolari a tracolla, borracce in alluminio, occhialoni e maglie di lana con scritte di un tempo (Alcyon, Automoto, Stucchi, Gerbi, Bartali Ursus, Bianchi Pirelli, Atala, Legnano etc.). Fra questi l'amico Ermes Leonardi di Modena con una divisa completamente nera perchè impersonificava Luigi Malabrocca. Prima della partenza mi ha detto che aveva sentito al telefono "Luisin" e l'aveva autorizzato con gioia a ricordarlo nella corsa che lo scorso anno l'aveva visto ospite. Leonardi ha letto venti volte il libro di Malabrocca presentato proprio l'anno scorso a Gaiole e quindi conosceva a memoria il personaggio. Era felice di ricordare a tutti la mitica "maglia nera" del Giro d'Italia e sperava che Luigi si riprendesse presto dai problemi che da tempo lo affliggevano e che l'avevano portato anche in ospedale.
Purtroppo, in una curva in discesa su sterrato, l'amico Leonardi è caduto pesantemente a terra. Subito soccorso è stato accompagnato all'ospedale per le varie abrasioni riportate. Gli sono stati applicati sei punti di sutura in testa per un brutto taglio. E' ripartito in bici ed è arrivato al traguardo di Gaiole abbondantemente incerottato alla testa, alle braccia ed alla gamba destra. La sera, mentre cenavamo insieme, ci è giunta notizia della morte dell'amico Luigi Malabrocca avvenuta alle 15 nella sua cascina di Garlasco a Pavia.
Leonardi non è riuscito a trattenere le lacrime e piangendo mi ha detto. "Quando oggi sono caduto erano circa le 15 ...!".
Caro Luigi, anche nel tuo ultimo giorno terreno ci hai stupito.
Ti vogliamo bene. Arrivederci.

 
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Posts: 8326
Registrato: Jun 2006

  postato il 05/10/2006 alle 13:05
Delfo il tuo racconto è davvero commovente.
Addio vecchio campione sempre al traguardo...

 

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Un uomo comincerà a comportarsi in modo ragionevole solamente quando avrà terminato ogni altra possibile soluzione.
Proverbio cinese

Jamais Carmen ne cédera,
libre elle est née et libre elle mourra.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 05/10/2006 alle 18:23
Bentornato, Delfo, e grazie per la testimonianza.
 
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