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Autore: Oggetto: Graffiti - Josè Manuel Fuente, Tarangu

Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 11/09/2006 alle 01:14
.......Tratto da "Protagonisti del ciclismo a Forlì


JOSE’ MANUEL FUENTE
Nato a Limanes (Spagna) il 30 settembre 1945, deceduto il 18 luglio 1996. Scalatore. Professionista dal 1968 al 1976.



Di questo camoscio spagnolo delle Asturie, rimane intatto il ricordo per le sue doti di scalatore e per una simpatia dettata, certo da ragioni naturalmente presenti nel personaggio, ma pure per le sue infantili scelte tattiche che gli han tolto un palmares migliore, ma non nei termini che qualcuno sostiene. Jose Manuel Fuente Lavanderia, detto ben presto “Tarangu” in Spagna e “Cico” in Italia, non è stato un corridore facile, perché amava per indole, o necessità, gli estremi: bellissimo nelle vittorie e nelle imprese, sconsolante ed amarissimo nelle sconfitte. A suo modo, un istintivo che amava l’effetto, spesso con l’intrinseca convinzione di essere di ferro, ed imbattibile sul terreno che concepiva come unico: la salita, appunto.
Lui ed il pubblico non lo sapevano, ma nelle vene dell’atleta che schizzava in salita, insisteva uno squilibrio della giusta percentuale di glucosio nel sangue, oggi correggibile, ma non a quei tempi e ciò favoriva la nascita di scompensi tali da provocare crisi all’atleta. In sostanza, Tarangu Fuente, aveva bisogno più di ogni altro di far convivere l’attività con una dieta perfetta nella quotidianità e nelle corse, ed un’idratazione sempre ottimale. Il fatto di non saperlo, spiega molte cose, ma non elimina completamente il gap che l’ha separato dal top. Josè Manuel era forte, fortissimo, ma non era Pantani: gli era inferiore in salita, non tanto nella sparata, ma nella tenuta di alte velocità sulle pendenze; era abissalmente più scarso del cesenaticense in discesa e, pure a cronometro, fra i due non c’erano paragoni plausibili. E’ dunque ragionevole credere che, aldilà del disturbo fisico e delle stupidaggini tattiche, potesse comunque perdere nelle amate corse a tappe, da un asso totale come Merckx, o dall’altro della sua epoca nettamente superiore agli altri, ovvero il connazionale Luis Ocana. Ed è mia convinzione, contemplando la sempre aleatoria e fumosa dottrina del “se”, che un Fuente, pur con le sue mancanze, con avversari come gli altri della sua epopea, ovvero i vari Gimondi, Zoetemelk, Van Impe, Gosta Pettersson, Thevenet, Van Springel, Battaglin, Poulidor, avrebbe sicuramente arricchito il suo palmares di almeno un Giro e un Tour. Il motivo? Era decisamente superiore a costoro in salita, ed anche lui, con l’arrivo della sicurezza dettata dalla cementazione dei successi parziali, avrebbe diminuito l’esigenza di darsi quelle condotte tanto istintive, quanto disperate, che contro un Merckx o un Ocana, aumentavano in maniera decisiva la fatalità dell’insuccesso. La storia comunque, va vissuta con l’onestà delle evidenze e delle sostanze, ed ora, a scanso d’equivoci, salutiamo pure il “Cico”, come un corridore che ci ha fatto divertire e che ha saputo donarci, nella sua breve ma intensa carriera, aloni di grande ciclismo. Applaudiamolo e, visto che non c’è più, formuliamo voti affinché la terra gli sia lieve.


La sua storia agonistica.
Spinto dall’ammirazione e dal tifo verso Federico Martin detto “Bahamontes”, il giovanissimo Josè Manuel, capì ben presto che era il ciclismo il suo sport e, per questo, allontanò da subito le chimere del calcio. Divenuto corridore dilettante, come tanti-troppi spagnoli dell’epoca, concepì la sua crescita basandola solo sul giudizio totalizzante le attenzioni di quella terra: la bravura in salita. Qui, Josè rispondeva bene e al resto, a quei miglioramenti tecnici, soprattutto in discesa, che, a quella età, sono correggibili per doveri naturali, non diede caso. Il Fuente da “puro”, termine strano nella cultura spagnola che per anni ed anni non ha mai sviluppato una facile distinzione nelle categorie, non era comunque uno che poteva far pensare a sfracelli nell’elite. Era uno dei tanti nella traduzione finale, perché la grandezza del suo scatto sulle pendenze, era spesso resa meno letale, da una partenza ad handicap: troppe volte si trovava tagliato fuori a monte per la sua incapacità di stare attento in gruppo e affrontare le salite da posizioni decenti. In Josè però, superati di molto i venti anni, s’era concepita la convinzione che non poteva aspettare: doveva assolutamente provare il professionismo. Per farlo al più presto, tentò la strada individuale nel ’68, cogliendo pure un bel successo nel GP Caboalles de Abajo e nel ’69, s’accasò in una squadra, la Pepsi Cola che, come la consorella italiana del periodo, bruciò le ambizioni con un progetto troncato senza soverchi motivi. In sostanza, anche la stagione di fine anni sessanta, per Fuente, fu ben poco prodiga di confronti probanti. Sulle soglie dei venticinque anni, l’asturiano s’accasò alla Karpy, una formazione degna e con diversi corridori di nota fra gli spagnoli del periodo. Il nuovo sodalizio diede a Josè, divenuto “Tarangu”, la possibilità di farsi conoscere in maniera compiuta. Nell’anno, dopo un ottimo Giro delle Valli Minerarie, dove giunse terzo nella classifica finale e secondo nella tappa più dura, nonché nel successo in una tappa della minore Vuelta di Guatemala, trovò nel Catalogna l’effetto che cercava. Vinse infatti, per distacco, l’ultima frazione della seconda corsa a tappe spagnola, proprio in quel di Barcellona. Il successo lo lanciò in orbita Kas, il sodalizio monstre della terra iberica, che decise di ingaggiarlo per il 1971. Nacque così il lustro d’oro, di Josè Manuel Fuente.

La Kas lo schierò alla Vuelta, ma il fresco ritiro dell’asturiano complice una caduta, spinse i dirigenti del sodalizio a portarlo al Giro d’Italia e qui, Josè, si diede l’obiettivo di vincere la maglia di miglior scalatore attaccando su ogni vetta degna per prendersi punti. Attacchi sulle cime, ma anche distacchi nel finale di tappa: memorabile la crisi che coinvolse, per gli italiani il già divenuto “Cico”, nella frazione del Grossglockner, dove partì a tutta per passare in testa sulla vetta e poi si sciolse in una crisi incredibile. Contraddizioni di comportamento che non gli impedirono di raggiungere la prima grande vittoria, grazie al suo scatto, nella tappa di Pian del Falco. A fine Giro, le sue altalene si tradussero in un 39° posto, a oltre un’ora e mezza dal vincitore Gosta Pettersson, ma con la certezza d’aver raggiunto lo scopo di vincere la maglia verde dei GPM, arricchita, tra l’altro, da un successo parziale. Un comportamento che spinse la Kas a portarlo pure al Tour de France, dove il Tarangu diede a tutti l’idea di che razza di scalatore fosse.
Dopo un inizio in sordina e tanti minuti sulle spalle, nella tappa pirenaica di Luchon, partì con uno scatto che ricordo bene sul Portet d’Aspet e scalò solitario anche il Mente e il Portillon giungendo al traguardo con 6’21” sui migliori regolati da Merckx. Si ripeté il giorno dopo a Superbagnères, giungendo solo dopo un perentorio acuto nel finale. Due vittorie di tappa, ma pure una instabilità derivata dal 72° posto finale e più di due ore di distacco da Merckx, che spingevano l’osservatorio a vedere in Fuente uno scalatore fine a se stesso, ed inimmaginabile come vincente in una grande corsa a tappe. La smentita arrivò copiosa l’anno successivo, alla Vuelta di Spagna, certo una manifestazione senza i nomi più grandi, ma pur sempre con un cast di buon livello e, soprattutto, lunga a sufficienza per verificare la tenuta dei corridori con velleità di vittoria. Bene, Josè Manuel, vinse alla grande.

Giunto al Giro d’Italia con le spalle coperte dal successo in patria, Cico provò a battere Merckx. Iniziò come meglio non si poteva, vincendo la frazione sulla Majella dove inflisse 2’36” al belga, ma subì tre giorni dopo sulle montagne calabresi, un attacco anticipato di Merckx, il quale gli sfilò la maglia rosa lasciando, a dimostrazione di quanto temesse lo spagnolo, la tappa allo svedese Pettersson che lo aveva aiutato nella fuga. Con Fuente, gli oltre quattro minuti di distacco, in quella frazione conclusasi a Catanzaro, se li beccarono anche gli altri favoriti compresi i vanamente attesi italiani. Ulteriormente distanziato dalle cronometro di Forte dei Marmi, Cico provò di nuovo la strada dell’attacco, nella tappa che si concludeva sulla ripida salita Jafferau-Bardonecchia. Qui, aprì le vaporiere dei critici per il criterio sballato scelto (ma almeno Fuente ci provava a staccare Merckx, non si limitava a seguirlo, tra l’altro ben poche volte con successo, sperando in una crisi del belga, come faceva qualcun altro sempre in cima ai pensieri della gente italiana…), attaccando in pianura, contro vento per affrontare l’ascesa finale già con vantaggio, ma il suo ritmo calò, ed il “Cannibale” lo riprese e lo staccò a sua volta. Fuente non si diede per vinto e riprovò sulle cime della tappa di Livigno, ma ancora una volta, grazie soprattutto alla sua abilità di discesista, Merckx ritornò su di lui e lo staccò tangibilmente. Cocciuto, ma bello da vedere nella fierezza del suo modo di giocarsi le carte per vincere, Cico riprovò sullo Stelvio e stavolta lasciò il Cannibale a 2’05”. Il Giro per lui praticamente finiva lì, ma alla fine, quei 5’30” che lo divisero da Merckx, se li era giocati e non era colpa sua se uno come il belga, possedeva troppe facoltà.
Nel 1973, gli obiettivi di Fuente si concentrarono nuovamente sul Giro con l’aggiunta del Tour, ed un passaggio comunque di pregio sul Tour de Suisse. Non fece la Vuelta, dove si scontrarono in una regolazione di conti, gli unici, ripeto, gli unici corridori più forti di Tarangu nelle corse a tappe di quel lustro: Merckx e Ocana. Al Giro, il miglior Merckx di sempre, non gli lasciò scampo e si salutarono gli attacchi dello spagnolo (stupenda la sua vittoria ad Auronzo di Cadore), come una variabile necessaria per far capire che c’era qualcuno a stuzzicare un marziano. Per il terzo anno consecutivo Cico vinse la classifica del GPM, ma non salì sul podio.

Il Giro di Svizzera, invece, salutò con un vero e proprio dominio, il suo secondo successo in una importante corsa a tappe, ma al Tour de France, aldilà di tutte le distorsioni atte a far parlare o ingigantire le attese, Fuente fu piegato da uno che gli era superiore anche da prima: Luis Ocana. Tarangu lottò, perdendo per questo un possibilissimo secondo posto, ma il connazionale era di un’altra pasta, punto. Finì terzo, superato anche da Thevenet. Su chi lo aveva superato al Tour ’73 però, si prese una gran bella rivincita alla Vuelta di Spagna ’74. A contrastare il successo finale di Fuente fu il portoghese Agostinho (compagno di squadra di Luis) che lo impegnò al punto di giungergli a soli 11” nel foglio amarillo conclusivo. Ocana giunse quarto a 1’59 da Tarangu, che seppe mantenere la maglia leader per 12 tornate, mentre Thevenet si ritirò.
Arrivò così il Giro d’Italia, che vedeva alla partenza il Merckx meno preparato della storia, vittima com’era stato in primavera di vari acciacchi che l’avevano costretto a disertare parte delle classiche e quelle poche perderle. Fuente, come sempre, attaccò per vincere e non per piazzarsi. Vinse cinque tappe, restò 12 giorni in maglia rosa, ma alla fine pagò la crisi che coinvolse nelle due tappe liguri. Dietro Merckx arrivarono Baronchelli e Gimondi e lui, forse il più forte di quella edizione, si dovette accontentare del quarto posto, dei singoli traguardi e della quarta vittoria consecutiva nella classifica del GPM.
Nel 1975 i suoi problemi fisici, mai concepiti prima, cominciarono a manifestarsi copiosamente e le sue flessioni furono palpabili: un solo successo in una corsa minore francese. Nel 1976, riuscì a vincere una tappa della Vuelta delle Valli Minerarie e poi lo stop imposto dai medici per una grave infezione renale. Finiva lì, la carriera di una delle icone degli anni settanta. Continuò a dedicarsi al ciclismo come direttore sportivo e, soprattutto come organizzatore, poi il 18 luglio 1996, l’irreparabile se lo portò via.


Le sue prestazioni al G.P. Terme di Castrocaro.
La popolarità di Fuente spinse i dirigenti della Forti e Liberi ad ingaggiarlo nel 1972. Non specialista fece ugualmente divertire il tanto pubblico accorso per vederlo da vicino. Giunse quinto a 5’53” da Roger Swerts.

Tarangu, nel suo tipico stile di grimpeur


Morris

 

[Modificato il 11/09/2006 alle 01:23 by Morris]

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"Non discutere con gli stupidi, perchè scenderesti al loro livello e ti batterebbero per la loro esperienza".

 
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  postato il 11/09/2006 alle 04:33
Altro ritratto meraviglioso
A proposito di Fuente mi piacerebbe sapere qualcosa in più sulla semitappa del Blockhaus,vinta da Fuente al Giro del 1972.In quel caso si scalava per la prima e unica volta il durissimo versante di Roccamorice(ancor più difficile perchè allora presentava un tratto al 20% che venne poi addolcito negli anni successivi).Come è stato ricordato quel giorno Fuente diede oltre 2 minuti e mezzo a Merckx.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 11/09/2006 alle 08:03
Grazie Morris, i tuoi racconti mi addolciscono sempre le giornate (adesso più che mai, visto che mi son "strappato" la schiena, e non posso frequentare i primi giorni di scuola)...

 

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Rebellin... l'ultimo Gattopardo

 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 11/09/2006 alle 10:46
mile gracie morris,
is my favourite rider,

there are two videos about giro italia 1973 and 74, with good images about jose manuel fuente:

http://cgi.ebay.es/STARS-WATERCARRIERS-1973-Giro-Italia-PLUS-MORE-Dvd_W0QQitemZ22
0024185388QQihZ012QQcategoryZ118171QQrdZ1QQcmdZViewItem

http://cgi.ebay.es/LA-COURSE-EN-TETE-Eddy-Merckx-Story-1974-GIRO-ITALIA_W0QQitemZ
120028600003QQihZ002QQcategoryZ101385QQrdZ1QQcmdZViewItem

(p.s. by Monsieur: link in due righe. Spaginavano il thread)


 

[Modificato il 11/09/2006 alle 16:42 by Monsieur 40%]


 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 11/09/2006 alle 10:48
mi pagina web di jose manuel fuente:

tarangu.galeon.com

 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 11/09/2006 alle 11:05
per Abruzzese :
may be i have articuli di gazzetta about block haus 1972,
i will search in my collection,
if i have i will put here

 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 11/09/2006 alle 11:08
CURIOSIDADES DE JOSE MANUEL FUENTE


-Su primera bici fue alquilada.
-Su mejor recuerdo como ciclista en la etapa del giro que ganó en el giro del 73, donde se aseguró la montaña al pasar destacado por los 5 altos de montaña, incluida la cima coppi (Paso Giau).
-El puerto más duro que subió fue en el giro del 71: Gloss Glockner.
-Años despues se supo que sus terribles pajaras eran debidas a falta de glucosa en la sangre, cosa que ahora se hubiera solucionado fácilmente y que en aquella época le apartó del ciclismo prematuramente.
-En 1973 al paso del tour por el galibier (V.N.) atacó en 30 ocasiones hasta que se escapó.
-En el giro del 72 cuando fuente no daba ningún relevo a Merckx en una escapada, este le recriminó , a lo que el tarangu respondió que el no era el capitan del equipo. Y un incredulo Merckx respondió y su no lo eres tu quien lo va a ser. Por lo visto Merckx veía más que el humilde fuente y que el director del equipo Kas.
-En la retransmisión de Rtve de la vuelta del 74, nada más acabar la ultima etapa dieron ganador a Agostinho en lugar de a Fuente, por lo que el pobre tarangu nada más pasar la meta en lugar de saltar de alegria casi llora.Pero a los pocos minutos todo se aclaró y Fuente ganaba su segunda vuelta a España.
-En una de sus terribles etapas del giro, dijó al llegar a meta que sus rivales estaban al borde del KO , que sí llegan a estar bien le hubieran metido una hora.
-La planificación de las carreras en el KAS era tan mala en aquellos años, que cuando fuente llegó a meta destacado en Las TRES Cimas de Lavaredo, dijo que si llegaba a saber lo del descansillo de 2 km hubiera atacado desde abajo. ay! todavía no existían las altimetrias y lo de inspeccionar los recorridos era ciencia ficción.
-En una vuelta a Guatemala, su equipo estaba ganando todo tanto que la afición empezaba a mosquearse, por lo que dejaron ganar a un lugareño.
-Famosa es la foto en la que ganaba en el Naranco con una pierna en alto, lo que algunos pensaban era que decía que había ganado con una pierna, pero él simplemente quería decir queestaban olvidados sus dolores de rodilla.
-No disputó el mundial de Montjuic por problemas con la federación relacionados con quien debía ser el líder del equipo.


 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 04/10/2006 alle 22:47
Per Fuente, gli altri forumisti spagnoli e tutti coloro che collezionano fotografie....

Sto cercando una foto di Josè Manuel Fuente in maglia Karpy. Va bene anche un jpg.

Grazie!

 

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Livello Franco Ballerini




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  postato il 06/10/2006 alle 11:59
articoli di giro italia 1972:



 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 06/10/2006 alle 12:01


 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 06/10/2006 alle 12:04
per morris,
in a few days i will put a photo of fuente with team karpy,
do you have photos of angelino soler in giro italia 1962 (specially in his victorys)

 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 17/11/2006 alle 10:28
morris

questa setimana
tieni le photo di fuente in team karpy

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 18/11/2006 alle 22:54
Grazie Fuente!

Colgo occasione per dirti che tutte le foto che ho di Angelino Soler le ho postate qui.

Ciao!

 

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  postato il 22/11/2006 alle 11:22

 
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  postato il 23/11/2006 alle 10:31
morris,
non e piu bella la photo ma ...

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 24/11/2006 alle 00:50
Caro Fuente, la foto va benissimo!
Ti ringrazio sommamente!

Un abbraccio!

 

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Livello Franco Ballerini




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  postato il 31/01/2007 alle 11:17

 
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  postato il 31/01/2007 alle 14:11
il coraggio di chi attacca, anche con poco criterio, da lontano, è apprezzato dal pubblico molto più che tante vittorie. Hola Fuente!
 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 26/01/2009 alle 09:28
photos di jose maria fuente "tarangu":

http://fotos.hispavista.com/josemanuelfuente
http://tarangu.galeon.com/fotitostarangu.html

 
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  postato il 27/01/2009 alle 11:37
grazie Morris,ci potresti ricordare anche il predecessore di Fuente,il grande Julio Jmenez?
 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 27/01/2009 alle 15:35
wing ,photos di julio jimenez in:

http://www.marca.com/perico/perico/actualidad/marcha/2004/Album_fotos_Julio_%20Jimenez.html

 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 27/01/2009 alle 15:37
scusi per il errore,
la pagina e:
http://193.147.213.25/perico/actualidad/marcha/2004/marcha-2004-Julio_Jimenez.html#b

 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 29/01/2009 alle 08:51
articoli di jose manuel fuente:

http://fotos.hispavista.com/presentacionAlbum/visualizarFoto/index.phtml?idFoto=486398&nombreAlbum=josemanuelfuente&orden

http://fotos.hispavista.com/presentacionAlbum/visualizarFoto/index.phtml?idFoto=486399&nombreAlbum=josemanuelfuente&orden

http://fotos.hispavista.com/presentacionAlbum/visualizarFoto/index.phtml?idFoto=486400&nombreAlbum=josemanuelfuente&orden

http://fotos.hispavista.com/presentacionAlbum/visualizarFoto/index.phtml?idFoto=486366&nombreAlbum=josemanuelfuente&orden

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 30/01/2009 alle 23:57
Originariamente inviato da wing

grazie Morris,ci potresti ricordare anche il predecessore di Fuente,il grande Julio Jmenez?


Il ritratto del "Sacrestano di Avila" o dell'Orologiaio, sarà pubblicato, al pari di altri (di cui è meglio non dica il numero, altrimenti passerei per un pazzo più oggettivo del già tanto che sono!), su "talune" pagine del sito. Sul forum si vedrà....

Ciao!

 

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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 31/01/2009 alle 00:03
Originariamente inviato da fuente

photos di jose maria fuente "tarangu":

http://fotos.hispavista.com/josemanuelfuente
http://tarangu.galeon.com/fotitostarangu.html


Caro Fuente, tu sei un ricercatore prezioso ed un grande riferimento per il ciclismo spagnolo. Se hai qualche notizia, o meglio, qualche foto originale di Valentin Uriona, morto tragicamente il 30 luglio 1967 a Sabadell nel corso del Campionato Nazionale, preparati ad inviarle.....
Grazie, "Mitico Tarangu Junior"!!!

 

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Livello Franco Ballerini




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  postato il 02/02/2009 alle 16:26
morris per te:

articoli di valentin uriona:

http://hemeroteca.elmundodeportivo.es/search.html?q=valentin+uriona&bd=01&bm=02&by=1906&ed=01&em=12&ey=1969&keywords=&__checkbox_home=true&edition=&exclude=&excludeAds=true&sortBy=&order=&x=40&y=11

 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 03/02/2009 alle 09:59
morris
tieni foto di giro italia 1956-88 per completare questa pagina:
http://www.flickr.com/photos/26786186@N02/

in questa pagina tieni foto di kas:
http://www.flickr.com/photos/26786186@N02/

 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 03/02/2009 alle 09:59
foto di team kas:
http://archivo.marca.com/perico/perico/actualidad/marcha/2007/album_fotos_kas.html

 
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Livello Franco Ballerini




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  postato il 03/02/2009 alle 10:10
morris,

valentin uriona tieni libro:

Valentín Uriona : Para siempre. Juan Osés. CDP Ediciones. 2002. ISBN 84-607-5648-3

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 05/02/2009 alle 12:47
Non so perchè ma Fuente mi ricorda tanto Pantani, la sua sfrontatezza nell'attaccare anche da lontano la sua potenza in salita....

GRANDE FUENTE!

 

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VAI VINCENZO NIBALI!
Torri Dimettiti!

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 14/02/2009 alle 00:00
Carissimo “Tarangu Junior” Fuente, sei davvero una garanzia!
Spero che tu possa diventare un interlocutore costante di Cicloweb (portale), per la storia del ciclismo spagnolo. Su Uriona, ho scritto un ritratto, nel quale non potevo esimermi dal riportare la vergognosa lettura che taluni osservatori internazionali hanno voluto aggiungere a quello che fu solamente un tragico incidente. Una caduta che avrebbe potuto non essere letale, se all’epoca vi fosse stata l’obbligatorietà del casco.
Ho visto le foto che hai riportato sul Giro (dal ‘56 all’88), ed ho riconosciuto praticamente tutti i corridori che non sono menzionati nelle didascalie. Quando avrò un po’ di tempo, ti allegherò un commento che ti consentirà di aggiornarle.
Un abbraccio!

Estimado "Tarangu Junior" Fuente, que está realmente una garantía!
Espero que usted puede convertirse en un interlocutor constante Cicloweb (portal) para la historia del ciclismo español. Uriona, me han escrito un retrato en el que yo no podía dejar de mencionar la vergonzosa la lectura que algunos observadores internacionales han querido añadir a lo que era más que un trágico accidente. Una caída que podría ser fatal si se ha producido en el casco obligatorio.
He visto las fotos que le han informado sobre el Giro (88 from'56), y reconoce casi todos los corredores que no se mencionan en las leyendas. Cuando tengo tiempo, damos un comentario que le permitirá actualizarlos.
Un abrazo!

 

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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Dec 2004

  postato il 15/02/2009 alle 20:53
Originariamente inviato da roberto79

Non so perchè ma Fuente mi ricorda tanto Pantani, la sua sfrontatezza nell'attaccare anche da lontano la sua potenza in salita....

GRANDE FUENTE!



è sempre difficile comparare corridori di diverse epoche, comunque a me pantani sembra superiore per fondo e per qualità in generale
fuente faceva bene solo in salita, pantani si è distinto anche a crono (quando serviva), in volata ristretta, in discesa, sugli strappi.

un punto di contatto interessante mi sembra la memorabile tappa dello jafferau del 1972, quando fuente , nel tentativo di far saltare merckx, organizzò un bell' attacco da lontano con i compagni della kas,(galdos sicuramente e se non mi inganno lopez carril).
con le dovute differenze quell' episodio ricorda un po' la tappa di morzine, pantani vs armstrong

io tifavo merckx , mentre mio padre era per fuente.
ricordo ancora la sua delusione per l' esito, per quel drammatico crollo di fuente negli ultimi km.

in effetti, conoscendo la strada, l'insidioso falsopiano tra oulx e bardonecchia, con il vento contrario, papà scuoteva la testa, considerando l' azione tatticamente dissennata.
ma l' incredibile tenuta di fuente sulle prime rampe dello sterrato dello jafferau aveva riacceso il suo entusiasmo.
il coraggio di tarangu aveva fatto breccia sulla razionalità.
ma il cannibale arrivava come una locomotiva e quando sentiva l' odore del sangue diventava ancor più irresistibile

pur tifando eddy, anche io soffrivo per quell' omino dall' incredibile coraggio, disposto a rischiare tutto per non accettare quello che sembrava , ed in effetti era, già scritto.
grandissimo coraggio, tarangu
ce ne fossero ancora come lui

mesty

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 15/02/2009 alle 20:54
Originariamente inviato da roberto79

Non so perchè ma Fuente mi ricorda tanto Pantani, la sua sfrontatezza nell'attaccare anche da lontano la sua potenza in salita....

GRANDE FUENTE!



è sempre difficile comparare corridori di diverse epoche, comunque a me pantani sembra superiore per fondo e per qualità in generale
fuente faceva bene solo in salita, pantani si è distinto anche a crono (quando serviva), in volata ristretta, in discesa, sugli strappi.

un punto di contatto interessante mi sembra la memorabile tappa dello jafferau del 1972, quando fuente , nel tentativo di far saltare merckx, organizzò un bell' attacco da lontano con i compagni della kas,(galdos sicuramente e se non mi inganno lopez carril).
con le dovute differenze quell' episodio ricorda un po' la tappa di morzine, pantani vs armstrong

io tifavo merckx , mentre mio padre era per fuente.
ricordo ancora la sua delusione per l' esito, per quel drammatico crollo di fuente negli ultimi km.

in effetti, conoscendo la strada, l'insidioso falsopiano tra oulx e bardonecchia, con il vento contrario, papà scuoteva la testa, considerando l' azione tatticamente dissennata.
ma l' incredibile tenuta di fuente sulle prime rampe dello sterrato dello jafferau aveva riacceso il suo entusiasmo.
il coraggio di tarangu aveva fatto breccia sulla razionalità.
ma il cannibale arrivava come una locomotiva e quando sentiva l' odore del sangue diventava ancor più irresistibile

pur tifando eddy, anche io soffrivo per quell' omino dall' incredibile coraggio, disposto a rischiare tutto per non accettare quello che sembrava , ed in effetti era, già scritto.
grandissimo coraggio, tarangu
ce ne fossero ancora come lui

mesty

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 17/06/2009 alle 11:20
piu' rivedo suoi filmati piu' mi esalta...
 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 22/10/2009 alle 09:49
ho ritrovato il posto dedicato a Fuente... grazie a Morris e a Fuente (forumista)...
 
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