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Autore: Oggetto: Tour 1995

Elite




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  postato il 01/06/2006 alle 08:27
Ho visto che su questo forum ci sono utenti con un sapere praticamente enciclopedico se non di piu`. Guardando la trasmissione sfide della rai su Pantani venne citato il tour del 95 e si affermo` che in quell'occasione il giro per Marco fini` nella tappa Pirenaica dove perse la vita Fabio Casartelli. Qualcuno mi puo` raccontare cosa successe , intendo dire quel giorno Pantani non attacco` perche` sapeva gia` della tragica morte di Fabio ? Era una tappa adatta a lui ? Dalle scene si vede solo la patetica e assolutamente fuori luogo esultanza di Virenke (lui sapeva quando ha tagliato il traguardo?). Cosa successe nei giorni dopo, io ricordo solo la scena in cui tutti i corridori tagliarono il traguardo assieme con davanti gli uomini della Motorola . Anche quella sarebbe stata una tappa adatta a Marco? Non ci furono piu` occasioni per lui ?
Grazie a chi sa rispondermi.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/06/2006 alle 08:34
Ti racconto un particolare sulla tappa che tutti i corridori percorsero tutti insieme.
Indurain era maglia gialla e Riis ben piazzato in classifica. Era l'ultima tappa di quel Tour con salite. Indurain non era in forma smagliante.E Riis disse che non era giusto "autoneutralizzarsi".

 

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nino58

 
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Livello Giro del Lazio




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  postato il 01/06/2006 alle 08:37
Non ricordo quasi nulla di quella tappa ma con simpatia ti correggo sul nome del vincitore che fu.... Virenque So comunque che quando tagliò il traguardo non sapeva niente di quanto accaduto... In gruppo tutti sapevano ma quelli che erano già in fuga (mi sembra ci fosse tra gli altri anche Claudio Chiappucci) seppero tutto dopo il traguardo per decisione dei direttori sportivi. Tra l'altro mi sembra di ricordare che la tappa fu neutralizzata, come era logico fosse.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/06/2006 alle 08:55
invece da quel che ricordo io il buon Chiappucci che era in fuga appena sapuuto della tragica scomparsa smesse praticamente di pedalare e di dannarsi l'anima e arrivò all'arrivo sconsolato, ma non per la mancata visttoria, ma per la morte di fabio...poi fu completamente patetico e antipatico il comportamento anche degli organizzatori della corsa che decisero di far svolgere tutte le premiazioni con Virenque che una volta salito sul podio esultò come un bambino

cmq ricordo che lo stesso panta andò al traguardo con una tristezza interiore grandissima...io stesso che avevo 12 anni mi misi a piangere come un bimbo per un corridore del quale sapevo solo che aveva vinto una medaglia d'oro alle olimpiadi quando io avevo ancora 9 anni e non capivo quasi na mazza di sport..... mamma mia che brutta giornata che fu quella!!!!!

cmq per onor di cronaca in quel Tour Marco fece 2 numeri fantastici (e io ce li ho ancora registrati in vhs) la vittoria in solitaria sull' Alpe D'Huez col tempo di 37'e45'' se non ricordo male, e la vittoria fantastica a Guzet Neige dove partì a 50 km dall'arrivo con due salite affrontate in solitaria....un altro bel ricordo di quel Tour e la vittoria di Armstrong che dedicò con un bacio al cielo la vittoria al suo amico appena scomparso.

 

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Livello Giro del Lazio




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  postato il 01/06/2006 alle 09:38
io ricordo un intervista subito dopo la linea del traguardo ad un ciclista italiano (mi pare che fosse Cenghialta, ma non ne sono sicuro), che non sapeva niente di Fabio e scoppiò a piangere in diretta.
Nello stesso tempo i francesi che stavano osannando la vittoria di tappa di Virenque

 
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  postato il 01/06/2006 alle 11:31
Confermo.
Virenque non seppe nulla durante la corsa.
Chiappucci seppe soltanto sull'erta finale
e comunque prima di giungere al traguardo.
Nelle interviste del dopo-tappa, Pantani era
inkazzatissimo e apostrofò in maniera poco chic
anche le miss sul palco....

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/06/2006 alle 12:49
Per slaich:
era Bortolami.
Per girardengo:
la tappa neutralizzata fu la successiva, quella che voleva vincere Riis.

 

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nino58

 
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Livello Bernard Hinault




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  postato il 01/06/2006 alle 14:03
come non ricordare quel giorno...

andiamo per ordine.

il Pantani che affrontò quel Tour fu uno dei Pantani meno competitivi di sempre in una corsa a tappe.
il motivo di quella sua condizione non eccelsa era da ricondursi all'incidente alla vigilia del Giro, che lo costrinse appunto a saltare la corsa rosa.
riusci a presentarsi alla partenza del Tour ma non come lui avrebbe voluto.

nel prologo di 7 km prese subito 50secondi mi pare da Durand.
nella crono squadre altri 3 minuti.
altri secondi persi nella tappa di Liegi in cui Indurain si inventò un numero da favola proprio alla vigilia della crono si Seraing.
ed in quella crono Pantani prese quasi 8MINUTI! ripeto: 8 minuti.

il giorno dopo si arrivava a LaPlagne ed Indurain ci regalò una capolavoro assoluto, forse l'unico in montagna della sua carriera, staccando tutti in salita. tutti, nessuno escluso. Pantani compreso. quel giorno Pantanni cercò di resistere a Miguel ma non aveva le gambe per farlo. per qulche km salì in compagni di Lanfranchi, poi lo staccò andando a recuperare via via i fuggitivi. la tappa la vinse Zulle, anche lui fuggitivo di giornata. mi pare di ricordare che Pantani prese 6minuti da Zulle e 2 da Indurain.

facendo un pò i conti, è facile capire che dopo LaPlagne la classifica di Pantani era disastrosa. non solo nei confronti di Indurain, ma pure rispetto a Zulle, Rijs, Jalabert.

il giorno dopo si arrivava sull'Alpe d'Huez, e Pantani tolse dal cilindro un colpo di magia: anche se non al top, riuscì a fare la differenza, anche se bisogna dire che dato il ritardo in classifica, sia Indurain che Zulle non si dannarono l'anima per riprenderlo. ancora oggi resto convinto che "quel" Pantani se fosse stato in piena classifica, non avrebbe staccato ne Indurain ne Zulle, proprio perchè era si forte, ma non fortissimo.
in ogni caso quella vittoria e soprattutto il distacco inflitto agli avversari gli fecero scalare qulache posizione in classifica.

il 14 Luglio, festa nazionale francese, Jaja fece un numero dei suoi andando a vincere in solitaria a Mende con oltre 5' di vantaggio su Pantani e Indurain.

qualche giorno dopo si arrivava a Guzet Neige, e lì effettivamente Pantani diede una grande dimostrazione di classe. vinse con un vantaggio di qualche minuto su tutti gli altri e si riportò prepotentemente in classifica a lottare per il podio.
in Italia, giornalisti e tifosi, erano, eravamo, convinti che il Pantani di Guzet Neige potesse senza problemi far partire l'operazione podio, anche perchè il giorno dopo si arrivava a Crêtes du Lys, era il tappone del Tour, sui pirenei, ed era l'occasione giusta per Marco. in ogni caso era ancora distante in classifica, e avrebbe dovuto fare un numero staordianrio.
tutti i giornalisti non facevano altro che chiedergli in che modo avrebbe attacato, quando lo avrebbe fatto ecc... facendo crescere l'attesa per quella tappa, sia nei tifosi ma soprattutto in Pantani.

il giorno dopo sappiamo tutti come è andata: sul Portet d'Aspet avenne la tragedia, Marco si domostrò non competitivo sin dai primi km, e arrivò con oltre 10' di distacco da Virenque e Indurain & soci.
però bisogna dire una cosa: la tragedia di Casartelli non ha niente a che fare con la crisi di Pantani. non c'èentra ssolutamente nulla. qualcuno, per cavalcare l'onda del dramma, iniziò a sostenere che PAntani appresa la tragica notizia andò subito in crisi... è una falsità grande come una casa.

quella fu la prima e unica volta che Pantani si fece schiacciare dallo stres e dalle aspettative che tutti riponevano in lui e nell'impresa che tutti gli chiedevano: fu lui stesso ad ammeterlo, aggiungendo che la notte precedente la tappa non aveva chiuso occhio proprio perchè la tappa dell'indomani era diventata quasi un tormento per lui.
ripeto, si staccò subito, e resosi conto che non sarebbe stato competitivo fece gruppetto.
ho ancora davanti agli occhi l'eultanza di Virenque, un esultanza innocente e giustificata dopo l'impresa che riuscì a realizzare in quel giorno.

il giorno dopo tappa neutralizzata con la Motorola che taglia il tragurado mano nella mano.
in ogni caso Armstrong già allora mostrò la sua immensa classe andando in fuga l'indomani e vincendo in solitario una tappa: il suo gesto con l'indice rivolto al cielo all'indirizzo di Fabio Casartelli emozionò tutti... perchè era chiaro che si trattasse di un gesto sentito, voluto e non dettato dal voler apparire in un determinato modo.

il tour si concluse con l'ultima crono, in cui PAntani beccò altri 5 minuti, e con l'arrivo au campi elisi che vide vittorioso Abdou.


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/06/2006 alle 14:19
Virenque non sapeva dell'accaduto, gli altri fuggitivi lo hanno saputo poco prima dell'arrivo.
Ma quello che non capisco: nessuno lo ha detto a Virenque prima del podio?

Casartelli non morì subito, praticamente è stato così, ma in realtà era già all'ospedale quando il cuore cessò di battere.

Belli i gesti delle giornate successive, 2 vittorie Motorola.

 

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Livello Giro del Lazio




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  postato il 01/06/2006 alle 14:29
La cosa incredibile è un'altra: tanto fu preso dalla gioia Virenque che non notò l'aria (presumo) pesante e triste di quell'insolitamente silenzioso arrivo di tappa. Il pubblico come si è comportato quel giorno? Accolse festante Virenque o per rispetto e logica della situazione rimase in silenzio?

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/06/2006 alle 14:35
Per chi non lo conoscesse, è possibile rinfrescarsi la memoria con questo link ad un bel sito francese (già "puntato" sul Tour 1995):
http://www.memoire-du-cyclisme.net/eta_tdf_1994_2003/tdf1995.php

Quel giorno ero in viaggio verso la Spagna e la notizia me la diedero degli amici di Barcellona appena arrivato.

Per quel che riguarda Pantani, per lui fu in effetti un Tour interlocutorio. Vinse 2 bellissime tappe (le prime della sua carriera al Tour), ma prese 13 minuti nella tappa della disgrazia di Casartelli.
Dal giorno del Portet d'Aspet in poi, non ci furono più giornate di vera montagna.

Lo strano forse però era stato l'anno precedente: andava il doppio ma non vinse nessuna tappa (c'erano sempre fughe di "fuori classifica" a precederlo).

 

[Modificato il 01/06/2006 alle 14:39 by Bitossi]

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"...Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta, penso che per la razza umana ci sia ancora speranza..." (H.G. Wells)

 
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  postato il 01/06/2006 alle 14:38
Originariamente inviato da Goodwood
in ogni caso Armstrong già allora mostrò la sua immensa classe andando in fuga l'indomani e vincendo in solitario una tappa: il suo gesto con l'indice rivolto al cielo all'indirizzo di Fabio Casartelli emozionò tutti... perchè era chiaro che si trattasse di un gesto sentito, voluto e non dettato dal voler apparire in un determinato modo.


Vero, quel momento molto toccante, assieme allo straordinario mondiale di oslo, sono gli unici due momenti ciclistici in cui l'ho ammirato.
Dopo il cancro, e soprattutto dopo l'affaire Simeoni, ho smesso di apprezzarlo, come uomo prima ancora che come ciclista

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/06/2006 alle 14:41
Originariamente inviato da Goodwood
in Italia, giornalisti e tifosi, erano, eravamo, convinti che il Pantani di Guzet Neige potesse senza problemi far partire l'operazione podio, anche perchè il giorno dopo si arrivava a Crêtes du Lys, era il tappone del Tour, sui pirenei, ed era l'occasione giusta per Marco. in ogni caso era ancora distante in classifica, e avrebbe dovuto fare un numero staordianrio.
tutti i giornalisti non facevano altro che chiedergli in che modo avrebbe attacato, quando lo avrebbe fatto ecc... facendo crescere l'attesa per quella tappa, sia nei tifosi ma soprattutto in Pantani.
il giorno dopo sappiamo tutti come è andata: sul Portet d'Aspet avenne la tragedia, Marco si domostrò non competitivo sin dai primi km, e arrivò con oltre 10' di distacco da Virenque e Indurain & soci.
però bisogna dire una cosa: la tragedia di Casartelli non ha niente a che fare con la crisi di Pantani. non c'èentra ssolutamente nulla. qualcuno, per cavalcare l'onda del dramma, iniziò a sostenere che PAntani appresa la tragica notizia andò subito in crisi... è una falsità grande come una casa.
quella fu la prima e unica volta che Pantani si fece schiacciare dallo stres e dalle aspettative che tutti riponevano in lui e nell'impresa che tutti gli chiedevano: fu lui stesso ad ammeterlo, aggiungendo che la notte precedente la tappa non aveva chiuso occhio proprio perchè la tappa dell'indomani era diventata quasi un tormento per lui.
ripeto, si staccò subito, e resosi conto che non sarebbe stato competitivo fece gruppetto.


Domanda innocente: come fai ad essere certo che Pantani non sapesse?
Ribadisco, è una domanda sincera, non retorica.
Altra cosa: può essere che Pantani sia andato in crisi sin dall'inizio, ma il Portet d'Aspet era il primo dei sei colli in programma, in fondo era quello il vero inizio della tappa.
Ciò non vieta che tu abbia ragione, ma vorrei sapere se c'è qualche episodio più fondante, perchè il nervosismo alla vigilia sinceramente mi sembra poco determinante.
Ciao

 

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Davide

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/06/2006 alle 14:45
non so dove l'ho letto, ma assicuro di averlo letto... mi sembra che Pantani in quella tappa ebbe dei forti attacchi febbrili, ma ripeto non ricordo dove l'ho letto e magari non vorrei sbagliarmi con qualche altra edizione del Tour.

 

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Marco Pantani.Montecampione 1998

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/06/2006 alle 15:22
Quell'estate del 1995 la ricordo molto bene, quasi come fosse ieri: non avevo ancora 12 anni, e sfortuna volle che la mia vacanza-studio prenotata da tempo in quel di Exeter, in piena Cornovaglia, prese in pieno il periodo del tour de France... costringendomi ad accontentarmi di vedere solo le prime 5-6 tappe, con i vari Durand, Bruyneel, Jalabert, Riis e Gotti (!!!) a spartirsi le maillot jaune.

La sera della morte di Casartelli chiamai casa, come quasi tutti giorni, per sapere del più e del meno di quel che succedeva qui a Verona, e tra le altre cose mi facevo sempre tenere aggiornato sull'andamento del Tour.
Quella sera mia madre mi raccontò della morte di un corridore, ma non si ricordava chi fosse ed io, non avendo mezzi di informazione a cui attingere, rimasi tutta la notte e la mattina seguente senza sapere chi fosse sfortunatamente deceduto.
Quando riuscii ad acquistare la Gazzetta, mi accorsi del nome di Casartelli: allora non ero così conoscitore del mondo ciclistico, e candidamente mi chiesi tra me e me "ma chi è costui?". Ovviamente questo primissimo pensiero lasciò spazio all'enorme sconforto per la tragica morte di Fabio, col cordoglio verso la famiglia e quel bambino appena nato - e che porta il mio stesso nome - che potrà vedere il padre solo in fotografia, o viverlo attraverso racconti.

Una delle cose che apprezzo di più del Tour è che ad ogni passaggio per il Portet d'Aspet la carovana si ferma ad onorare la memoria di Fabio... sono quelle cose che ti riconciliano con lo sport e ti fanno dimenticare gli aspetti più negativi e dolorosi di questo mondo.

 

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Lo stupido sa molto, l'intelligente sa poco, il saggio non sa nulla... MA EL MONA EL SA TUTO!!! (copyright sconosciuto)

ADOTTA ANCHE TU UNA AMY WINEHOUSE!!! Mangia poco, non sporca... e aspira tutta la polvere che hai in casa!

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/06/2006 alle 15:29
Mi ricordo chiaramente che Pantani non attribuì mai la sua debacle alla morte di Casartelli. Tra l'altro credo che abbia avuto la notizia quasi alla fine della tappa.
In quella tappa visse la sua più grande crisi (a dir la verità l'unica grande crisi del periodo pre 99), probabilmente dovuta alla scarsa condizione con la quale era arrivato al Tour.
E' semmai straordinario ed indice della sua grande classe, l'essere riuscito a vincere due tappe in quel Tour.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/06/2006 alle 15:49
il resoconto di Goodwood è molto fedele: Pantani non era al top, era stato investito in allenamento da un auto che non rispettò lo stop (mi pare fosse il primo maggio) ed aveva dovuto saltare il Giro d'Italia.

La storia di Casartelli non c'entra niente con la sua crisi: tra l'altro Chiappucci (suo compagno di squadra) era in fuga con Virenque, a dimostrazione del fatto che il gruppo non venne subito a conoscenza dell'accaduto.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/06/2006 alle 16:04
Originariamente inviato da robby

non so dove l'ho letto, ma assicuro di averlo letto... mi sembra che Pantani in quella tappa ebbe dei forti attacchi febbrili, ma ripeto non ricordo dove l'ho letto e magari non vorrei sbagliarmi con qualche altra edizione del Tour.


Hai ragione, ora che mi ci fai pensare è vero, Pantani non stava bene quel giorno, me lo scrisse una persona che lo conosceva, direi quindi che la pressione mediatica e il nervosismo non c'entrano nulla, pure la morte di Casartelli, che indubbiamente colpì il Pirata profondamente, non era la causa di quella giornata storta.

 

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Davide

 
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Livello Bernard Hinault




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  postato il 01/06/2006 alle 16:04
Io ho pochi ricordi di quel tour, avevo quasi 10 anni, ricordo un Podenzana al quale viene detto qualcosa tipo:"é morto fabio" e lui ha reagito con un'esclamazione:"Porca ....." e si è messo a piangere, poi ricordo i motorola tutti assieme e nient'altro, però Fabio era un grande e lo sarà per sempre domenica ho avuto l'occasione di conoscere i suoi genitori alla partenza e devo dire che sono due persone d'oro

 

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Daniele

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  postato il 01/06/2006 alle 16:08
mi piacerebbe sapere quante città gli hanno dedicato una via, come ho già scritto in un altro 3d sono orgoglioso che il Comune di Reggio emilia lo abbia fatto
 
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Livello Francesco Moser




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  postato il 01/06/2006 alle 16:35
In effetti molti corridori non erarno statia avvertiti in corsa ed alcuni vennero a saperlo all'arrivo dai giornalisti.

Ricordo anch'io, come Delfino, l'intervista a Podenzana di un giornalista di TMC che, appena tagliato il traguardo, gli chiese qualcosa del tipo: "Un commento su questa terribile giornata".
Il Pode, travisando il senso della domanda, replicò sorridendo "O la miseria... si stacca Pantani e voi giornalisti ne fate una tragedia".
Al che il giornalista, con molto tatto: "E' morto Casartelli!"
Podenzana a quel punto scoppiò in lacrime e mandò al diavolo tutti.

E come non ricordare la reazione del povero Adriano De Zan, che non fu più in grado di proseguire la telecronaca lasciando l'incombenza ad Adorni, accennando solo qualche frase di commiato interrotta dal pianto in chiusura di trasmissione.

Comunque una giornata difficile da scordare!

 
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Livello Giro del Lazio




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  postato il 01/06/2006 alle 16:52
più che lasciare ad adorni l'incombenza ricordo che fu proprio interrotta la telecronaca e le immagini scorsero tristemente sul video con una scritta che spiegava la situazione. De Zan era veramente colpito. E ricordo l'espressione di Davide Cassani: "Ohi ohi... è appena apparsa sui nostri video la notizia che..."

che brutto ricordo...

Per alleviare le immagini tristi di questo thread... avete visto l'intervista della De Stefano al figlio di Casartelli durante questo Giro? Ha compiuto 11 anni e mi sembra somigli molto al compianto Fabio.

 

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Livello Francesco Moser




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  postato il 01/06/2006 alle 17:53
Originariamente inviato da girardengo

più che lasciare ad adorni l'incombenza ricordo che fu proprio interrotta la telecronaca e le immagini scorsero tristemente sul video con una scritta che spiegava la situazione.

Questo su TMC, sulla RAI la telecronaca proseguì regolarmente con la voce di Adorni (lo so, sembra incredibile ma c'erano due emittenti che trasmettevano in contemporanea ed in chiaro il tour!!!!)

Originariamente inviato da girardengo
E ricordo l'espressione di Davide Cassani: "Ohi ohi... è appena apparsa sui nostri video la notizia che..."

Ma Cassani faceva già telecronaca? Non mi torna, perchè sono sicuro ci fosse Adorni.

 
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Livello Tour




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  postato il 01/06/2006 alle 18:05
De Zan continuò con una telecronaca minimale riportando con voce rotta dall'emozione solo i fatti salienti, senza alcun commento.
Poi a fine tappa disse solamente:
"..e ora lasciateci piangere un amico"

 
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  postato il 01/06/2006 alle 18:23
Cassani nel 1995 corse anche il mondiale in Colombia, non poteva essere lui a fare la telecronaca
 
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Livello Bernard Hinault




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  postato il 01/06/2006 alle 18:30
Originariamente inviato da aranciata_bottecchia

Originariamente inviato da Goodwood
in Italia, giornalisti e tifosi, erano, eravamo, convinti che il Pantani di Guzet Neige potesse senza problemi far partire l'operazione podio, anche perch� il giorno dopo si arrivava a Cr�tes du Lys, era il tappone del Tour, sui pirenei, ed era l'occasione giusta per Marco. in ogni caso era ancora distante in classifica, e avrebbe dovuto fare un numero staordianrio.
tutti i giornalisti non facevano altro che chiedergli in che modo avrebbe attacato, quando lo avrebbe fatto ecc... facendo crescere l'attesa per quella tappa, sia nei tifosi ma soprattutto in Pantani.
il giorno dopo sappiamo tutti come è andata: sul Portet d'Aspet avenne la tragedia, Marco si domostrò non competitivo sin dai primi km, e arrivò con oltre 10' di distacco da Virenque e Indurain & soci.
per� bisogna dire una cosa: la tragedia di Casartelli non ha niente a che fare con la crisi di Pantani. non c'�entra ssolutamente nulla. qualcuno, per cavalcare l'onda del dramma, inizi� a sostenere che PAntani appresa la tragica notizia and� subito in crisi... � una falsit� grande come una casa.
quella fu la prima e unica volta che Pantani si fece schiacciare dallo stres e dalle aspettative che tutti riponevano in lui e nell'impresa che tutti gli chiedevano: fu lui stesso ad ammeterlo, aggiungendo che la notte precedente la tappa non aveva chiuso occhio proprio perch� la tappa dell'indomani era diventata quasi un tormento per lui.
ripeto, si stacc� subito, e resosi conto che non sarebbe stato competitivo fece gruppetto.


Domanda innocente: come fai ad essere certo che Pantani non sapesse?
Ribadisco, � una domanda sincera, non retorica.
Altra cosa: pu� essere che Pantani sia andato in crisi sin dall'inizio, ma il Portet d'Aspet era il primo dei sei colli in programma, in fondo era quello il vero inizio della tappa.
Ci� non vieta che tu abbia ragione, ma vorrei sapere se c'� qualche episodio pi� fondante, perch� il nervosismo alla vigilia sinceramente mi sembra poco determinante.
Ciao




Originariamente inviato da aranciata_bottecchia

Originariamente inviato da robby

non so dove l'ho letto, ma assicuro di averlo letto... mi sembra che Pantani in quella tappa ebbe dei forti attacchi febbrili, ma ripeto non ricordo dove l'ho letto e magari non vorrei sbagliarmi con qualche altra edizione del Tour.


Hai ragione, ora che mi ci fai pensare è vero, Pantani non stava bene quel giorno, me lo scrisse una persona che lo conosceva, direi quindi che la pressione mediatica e il nervosismo non c'entrano nulla, pure la morte di Casartelli, che indubbiamente colp� il Pirata profondamente, non era la causa di quella giornata storta.




eheheheh... vedo che proprio non ti fidi di quel che ho scritto...scherzo, dai.

comunque quando vado a rivangare nella storia recente dello sport, sia boxe, calcio, ciclismo o quant'altro, cerco sempre di fare il bravo cronista e di riportare i fatti in modo molto obbiettivo.

ho già detto che ricordo quel Tour come fosse ieri, e ricordo esattamente tutta la vicenda, e il clima che si era creato attorno a Pantani prima di quella tappa.
ho anche detto che Pantani in quel Tour non si presentò in grandissime condizioni, lo dimostra il fatto che a LaPlagne prese 2 minuti da Indurain, in salita.

premesso questo, la mia ricostruzione non si basa su una mia personalissima idea sull'accaduto, ma su ciò che realmente avenne e sulle dichiarazioni rese alla stampa da Martinelli subito dopo il traguardo.
Pantani non ebbe mai la febbre in corsa, ma la notte precedente ebbe degli attacchi di febbre da stress. ripeto, non lo dico io, lo dissero allora i suo direttori sportivi. e lo confermò Pantani stesso nei giorni successivi, dato che all'arrivo di quella maledetta tappa si rifugiò subito nel camper della Carrera e non aprì bocca.
lo stesso Pantani in un intervista qualche mese dopo, confermò che quella fu l'unica volta che si sentì schiacciato dalla pressione, in quanto tutti si aspettavano da lui l'impresa che, forse, un ragazzo, di 24-25 anni non era ancora in grado di compiere sopportando tutta quella pressione. complice pure, come ho già detto nel mio primo post, una condizione tutt'altro che ottimale.
ma il fatto che non fu in grado di tenere le ruote dei migliori nemmeno ad inizio tappa, sta a significare (ripeto: non lo dico io ma lo disse MArtinelli e successivamente lo stesso Pantani) che non fu solo un problema di condizione.

in ogni caso sono andato a rispolverare alcune pagine della gazzetta e del corriere del 19 Luglio, in cui specie Evangelisti sul corriere, fa riferimento alla febbre da stress. tieni presente che subito dopo il traguardo Pantani non parlò con i giornalisti, lo fece nei giorni successivi, confermando via via l'ipotesi dell'eccessivo stres accumulato per quella che sarebbe dovuta essere la sua prima grossa impresa.






questi sono i link per aprire le immagini:
http://img438.imageshack.us/img438/9878/p18dj.jpg
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[Modificato il 01/06/2006 alle 18:38 by Monsieur 40%]


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/06/2006 alle 18:43
Originariamente inviato da Goodwood
Pantani non ebbe mai la febbre in corsa, ma la notte precedente ebbe degli attacchi di febbre da stress. ripeto, non lo dico io, lo dissero allora i suo direttori sportivi. e lo confermò Pantani stesso nei giorni successivi, dato che all'arrivo di quella maledetta tappa si rifugiò subito nel camper della Carrera e non aprì bocca.
lo stesso Pantani in un intervista qualche mese dopo, confermò che quella fu l'unica volta che si sentì schiacciato dalla pressione, in quanto tutti si aspettavano da lui l'impresa che, forse, un ragazzo, di 24-25 anni non era ancora in grado di compiere sopportando tutta quella pressione. complice pure, come ho già detto nel mio primo post, una condizione tutt'altro che ottimale.


Quindi, quando si dice che Pantani in quella tappa non stava bene, si deve intendere che aveva raggiunto la saturazione da stress?
Può essere, le gambe seguono la testa, solo ai tempi di Coppi e Anquetil, con le anfetamine, le gambe si potevano permettere di precedere la testa.

 

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Davide

 
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Livello Bernard Hinault




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  postato il 01/06/2006 alle 18:58
Originariamente inviato da aranciata_bottecchia
Quindi, quando si dice che Pantani in quella tappa non stava bene, si deve intendere che aveva raggiunto la saturazione da stress?
Può essere, le gambe seguono la testa, solo ai tempi di Coppi e Anquetil, con le anfetamine, le gambe si potevano permettere di precedere la testa.

credo proprio che sia così...
il non poter partecipare al giro causa l'incidente avvenuto qualche gioro prima la partenza della corsa rosa, fu per Pantani una mazzata clamorosa. era preparato a puntino... tutti lo aspettavano dopo il Giro e il Tour fantastici dell'anno precedente e la mezza delusione del mondiale di Agrigento.
si presentò al Tour con la voglia, più che con le gambe, di fare sfracelli e recuperare ciò che non aveva potuto fare al Giro.
ma Pantani che prende 2 minuti in salita da Indurain non era una cosa normale.
poi ci furono le 2 vittorie, i giornalisti e i tifosi si riscaldarono come non mai, tutti volevano da pantani l'impresa per salire nuovamente sul podio ai campi elisi e invece Pantani ne pagò le conseguenze.
appena ho un pò di tempo vado alla ricerca dell'intervista rilasciata da Marco qualche anno dopo, nel quale ammise quanto ho già detto, ovvero che fu prevalentemente un problema di eccessiva tensione associata ad una condizione non splendida... anche se il suo stato di forma inizialmente non buonissimo, nel corso del Tour migliorò decisamente. non a caso, dopo la batosta a LaPlagne, sia sull'Alpe d'Huez sia a Guzet Neige fece due numeri.

 
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Livello Giro del Lazio




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  postato il 01/06/2006 alle 19:32
Raf, Cassani era già telecronista in quell'anno, me la ricordo come fosse ieri la voce... e mi ricordo il suo commento quando poi il Tour arrivò a Parigi: "Il Tour è come una galleria: sai come e dove inizia non sai come finisce... E quest anno finisce senza l'allegria di un giovane campione come era Fabio". La voce era la sua, sono sicuro di questo.

 

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  postato il 01/06/2006 alle 19:42
Originariamente inviato da girardengo

Raf, Cassani era già telecronista in quell'anno, me la ricordo come fosse ieri la voce... e mi ricordo il suo commento quando poi il Tour arrivò a Parigi: "Il Tour è come una galleria: sai come e dove inizia non sai come finisce... E quest anno finisce senza l'allegria di un giovane campione come era Fabio". La voce era la sua, sono sicuro di questo.


Cassani corse quel tour con la MG di Bugno la spalla di DeZan era Adorni.

 
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  postato il 01/06/2006 alle 19:51
Cmq meno male ke nn ricordo molto di quel terribile giorno, è stata dura quando sono morti Zanette e Pantani e sarebbe stata dura anche allora, a me Fabio piace ricordarlo come nella foto ke ho visto sulla sua tomba con la faccia sorridente sul podio di Barcellona

 

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Daniele

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  postato il 01/06/2006 alle 20:34
Originariamente inviato da Goodwood

Originariamente inviato da girardengo

Raf, Cassani era già telecronista in quell'anno, me la ricordo come fosse ieri la voce... e mi ricordo il suo commento quando poi il Tour arrivò a Parigi: "Il Tour è come una galleria: sai come e dove inizia non sai come finisce... E quest anno finisce senza l'allegria di un giovane campione come era Fabio". La voce era la sua, sono sicuro di questo.


Cassani corse quel tour con la MG di Bugno la spalla di DeZan era Adorni.


quoto!
Girardengo, guarda che CASSANI correva nel '95!!!
Il commento di cui parli,
potrebbe averlo fatto in una delle innumerevoli
corse raccontate da quando ha smesso di correre!

 

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  postato il 01/06/2006 alle 21:09
Originariamente inviato da nino58
Ti racconto un particolare sulla tappa che tutti i corridori percorsero tutti insieme.
Indurain era maglia gialla e Riis ben piazzato in classifica. Era l'ultima tappa di quel Tour con salite. Indurain non era in forma smagliante. E Riis disse che non era giusto "autoneutralizzarsi".


Vero. Me ne ero dimenticato.
Forse lo aveva imparato ai corsi paramilitari.

 
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  postato il 01/06/2006 alle 22:08
anche io ricordo bene quel Tour e la ricostruzione di Goodwood è impeccabile.
La rai aveva previsto per quel giorno la trasmissione integrale della tappa e per De Zan fu veramente straziante fare 6 ore di telecronaca con la voce rotta dal pianto, ricordo che ogni tanto qualcuno arrivava in postazione e lo aiutava a portare avanti la baracca

 
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  postato il 02/06/2006 alle 01:36
Originariamente inviato da Knightlake98

Originariamente inviato da Goodwood

Originariamente inviato da girardengo

Raf, Cassani era già telecronista in quell'anno, me la ricordo come fosse ieri la voce... e mi ricordo il suo commento quando poi il Tour arrivò a Parigi: "Il Tour è come una galleria: sai come e dove inizia non sai come finisce... E quest anno finisce senza l'allegria di un giovane campione come era Fabio". La voce era la sua, sono sicuro di questo.


Cassani corse quel tour con la MG di Bugno la spalla di DeZan era Adorni.


quoto!
Girardengo, guarda che CASSANI correva nel '95!!!
Il commento di cui parli,
potrebbe averlo fatto in una delle innumerevoli
corse raccontate da quando ha smesso di correre!

Dite bene e a conferma di cio' basta vedere la pagina del sito francese "memoire-du-cyclisme" gia segnalata sopra.Scorrendo la classifica finale del Tour si nota:
"112. Davide Cassani (Ita) à 3h16'51"
Per cui si tratto' sicuramente di un altro cronista oppure di un commento di Cassani fatto anni dopo.

 
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Livello Giro del Lazio




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  postato il 02/06/2006 alle 10:26
Allora Cassani e Adorni hanno la stessa voce

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  postato il 03/06/2006 alle 13:47
ricordo la tappa di la plagne del tour 95! io ero piccolo ma l'anno scorso lo rivista su espn classic sport! era la grand bornan- la plagne! bellissima tappa davvero!
 
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  postato il 03/06/2006 alle 13:54
Originariamente inviato da girardengo

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La gaffe nello scrivere "gaf" mi è nuova...

 

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  postato il 03/06/2006 alle 14:02
Originariamente inviato da robby

...poi fu completamente patetico e antipatico il comportamento anche degli organizzatori della corsa che decisero di far svolgere tutte le premiazioni con Virenque che una volta salito sul podio esultò come un bambino


quel pezzo non l'ho mai dimenticato....

 

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...SONO ARRIVATO AL PUNTO CHE OGNI VITTORIA E' UN DUBBIO...



 
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Livello Giro del Lazio




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  postato il 03/06/2006 alle 14:10
Originariamente inviato da Monsieur 40%

Originariamente inviato da girardengo

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La gaffe nello scrivere "gaf" mi è nuova...



ahahahahahahhaha Appunto per questo mi martello

 

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