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Autore: Oggetto: E' MORTO GERRIE KNETEMANN.

Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




Posts: 4217
Registrato: Oct 2003

  postato il 02/11/2004 alle 23:22
La notizia....

Morto d'infarto Gerrie Knetemann, aveva 53 anni

Fu iridato nel 1978 ad Adenau, beffando Moser

AMSTERDAM (Olanda) - E' morto d'infarto a 53 anni Gerrie Knetemann, ciclista olandese che nel 1978 si era laureato campione del Mondo ad Adenau (Germania), beffando in volata Francesco Moser. Professionista dal 1979 al 1989, nel suo palmares ci sono anche due Amstel Gold Race e una Parigi-Nizza.


Ti sia lieve la terra, vecchio occhialuto.

 
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Livello Alfredo Binda




Posts: 1101
Registrato: May 2004

  postato il 02/11/2004 alle 23:26
Mi associo al saluto per l'ex iridato scomparso davvero prematuramente.

 
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Livello Sean Kelly




Posts: 601
Registrato: Oct 2004

  postato il 03/11/2004 alle 08:37
Lo ricordo(non ne avevo più avuto notizie da quando aveva smesso) come un ciclista che si ricosceva immediatamente immediatamente in mezzo al gruppo.
 
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Livello Parigi-Tours




Posts: 85
Registrato: Oct 2004

  postato il 03/11/2004 alle 10:17
Tutte queste morti d'infarto....

 

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Livello Fausto Coppi




Posts: 6922
Registrato: Jul 2004

  postato il 03/11/2004 alle 23:39
Effettivamente il ciclismo si stà rivelando lo sport più pericoloso del mondo, c'è una mortalità superiore alla boxe o agli sport motoristici, tanto per citarne due pericolosi.

 

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Davide

 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




Posts: 4217
Registrato: Oct 2003

  postato il 14/11/2004 alle 19:01
Di Gerrie Knetemann scriverò su una puntata di Graffiti, anche perché, in queste settimane si son lette delle scorrettezze sul suo curriculum, grazie a troppe scopiazzature grossolane di ciò che fu scritto nei primi anni ottanta, poco dopo la sua gravissima caduta nell'Attraverso il Belgio ’83, a causa della quale rimase a lungo immobilizzato.
Evidentemente, parte del giornalismo ha perduto una fase dell’animo etico che dovrebbe sempre essere siamese al taccuino o, meglio ancora, al computer. Le vittorie dell’olandese sono state 136: ’74 (4), ’75 (7), ’76 (9), ’77 (8), ’78 (21), ’79 (15), ’80 (18), ’81 (13), ’82 (14), ’83 (3), ’84 (7), ’85 (6), ’86 (7), ’87 (4 ). Vanno spiegate, anche per dare semplicemente a “Cesare quel che è di Cesare”. Soprattutto se si considera che il tulipano uscì da quell’incidente mezzo morto e, come Pantani dopo Superga, seppe rinascere.
Mi spiace, ma per la chimica che, “tortocollo” e per non essere totalmente farfalla in mezzo ai marpioni, ho dovuto conoscere e imparare, le rinascite di costoro, rappresentano imprese superiori alla iperdecantata e favoleggiante del sire americano. Quindi, un inchino a Gerrie lo si deve, per onestà intellettuale prima di tutto e poi si potrà discutere del resto.

Mi son trovato in questi giorni alcuni tifosi o sportivi sui generis dire a battuta che la sconfitta di Moser subita da Knetemann, ad Adenau, nel ’78, fu una figuraccia, visto che il vincitore era uno che correva sotto la pioggia con gli occhiali.....

Bene, aldilà della battuta, di corridori olandesi con gli occhiali ce ne sono stati tantissimi e tutti veloci, se non velocissimi. Lo stesso Gerrie, basta vedere i piazzamenti colti persino nei volatoni del Tour, non poteva definirsi fermo. Comunque Jan Janssen, campione del mondo nel 1964 ai danni di Adorni e Poulidor e secondo nel ’67 dietro Merckx; Jan Raas, mondiale “sporco” nel ’79 e con un grande elenco di classiche, Arie Van Vliet, grandissimo sprinter su pista, mondiale più volte e longevo, erano tutti occhialuti.
Il segreto della vittoria di Knetemann ad Adenau, fu quello di tenere la gamba fresca, in una giornata estiva ma autunnale nella sostanza di quel giorno, facendo spendere a Moser le energie migliori per poi svolgere il cambio di ritmo sugli ultimi 50-60 metri, da degno figlio delle gare dietro derny (fu Campione Europeo e olandese più volte) e da praticante la pista (che fa sempre bene). Francesco, pensò di possedere una progressione fatale, ma pagò lo sforzo sostenuto prima. Me lo disse lui stesso più volte. Gerrie non rubò nulla, fu solo più furbo.


Brevi considerazioni sulla scomparsa di Knetemann.
Per il ciclismo olandese, si tratta dell'ennesima morte prematura per infarto. Fra i più noti che hanno preceduto tristemente Gerrie, faccio i nomi di Evert Dolman e Bert Oosterbosch.
Se poi aggiungiamo i calciatori orange che hanno problemi di cuore, l'elenco si fa davvero impressionante; mi limito solo a quello più famoso, Joan Cruijff.
Sembra che l'intorno dei 50 anni, sia davvero un parametro difficile da superare, per molti atleti vissuti nel periodo seguente la nascita dei controlli antidoping.
Sono stati gli stimolanti? Oppure, come sostengo da tempo, il tutto si deve ricondurre agli ormoni e a tutta quella chimica che trasforma i motori, definita vergognosamente "doping scientifico"?

Forse sono stato troppo drastico, ma Gerrie, che ricordo molto bene e che ho pure conosciuto di persona, essendo un olandese, quindi figlio di una scuola che ha usato un certo doping prima di tanti altri, il sospetto lo crea assai copiosamente.
Lo dico con la sincerità che vorrei accompagnasse anche coloro che fanno le battaglie antidoping, partendo da un presupposto sbagliato, perché falso e, per questo, non efficace allo scopo: il diping non fa vincere. Non è vero, e se si vuole essere realisti, credibili, onesti, nonché lettori attenti del flagello, è più giusto dire ai ragazzi che il doping fa vincere i mediocri, innalza superbamente i bravi e frega più di tutti i grandi, perché non hanno i medesimi margini di miglioramento della prestazione possibile. In sostanza, la chimica schiaccia tutto in alto, fino a comprimersi: chi ci guadagna, è chi sta sotto. A questo, va aggiunta con determinazione e fermezza, la macabra verità-realtà: la pillola o l’endovena, il cerotto e gli altri balzelli, fanno certamente vincere, ma ti lasciano una vita da invalido, te l’accorciano, o ti portano ad improvvise morti.

Il grandissimo "Aranciata", l'ho letto sopra ed in altri thread, ha focalizzato molto bene il problema-flagello. Mi limito ad aggiungere, a suffragio delle mie tesi sugli stimolanti e gli ormonici (riflessione che il sito di Capodaqua, mai aggiunge alla denuncia), che in una settimana o poco più, sono morti, per problemi al cuore, un calciatore nel pieno dell'attività(Serginho), un ex ciclista (Gerrie) e uno hockeysta professionista fortissimo, anch'egli sul campo, il lettone Sergejs Zoltoks.
Hanno inoltre avuto problemi non da poco, sempre al cuore, due altri calciatori: il ventinovenne Fadiga e il nostro campione del mondo '82, Giancarlo Antognoni. Tutto questo rappresenta solo il finale di un elenco lunghissimo di sportivi....
Sono stati gli stimolanti?
Se vogliamo ridere, o diventare imbecilli (o affaristi, come è più giusto dire), come i medici sportivi del convegno FIGC di Coverciano sul Morbo di Lou Gerigh, imputato alle sigarette (oltre la metà dei calciatori morti per SLA, non ha mai fumato), facciamolo pure....
Ma le cose, purtroppo, non stanno così, ed i medici sportivi, in quanto medici, dovrebbero ricordare la deontologia professionale, smettendo di sparare "cazzate" per continuasre imperterriti il loro business sulla pelle degli atleti.
Lo dica anche il "maccartista", si "tocchi le palle" quando parla con dei medici e, se conosce e non scopiazza, sappia fare i giusti distinguo: non muoino solo i ciclisti....... ci sono dei medici, grandissimi e veri, che salvano la gente, pronti.... a prendere a calci le "marionette danarose" delle facoltà di medicina....

Morris

 
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Livello Fausto Coppi




Posts: 6922
Registrato: Jul 2004

  postato il 14/11/2004 alle 20:02
Ciao Morris, penso che ti riferissi al mio thread "elogio della mediocrità".
Le mie sono chiaramente solo sensazioni, non avendo una netta cultura scientifica ma limitandomi ad assorbire e rielaborare quello che ascolto e che leggo, ma trovare conferma della validità di quelle sensazioni nelle tue parole, che hanno ben altro peso, mi dà una soddisfazione non da poco.
Ovviamente è una soddisfazione triste, vista l'intensa attività che svolge la nera mietitrice.

Tra le altre cose, quella mia sopra sul ciclismo era una battuta estensibile a tutto lo sport e non ultimo il calcio, come scrivi giustamente.
Oltre a Fadiga ricordo un altro giocatore interista, Kanu, attivo in inghilterra perchè in quel paese è lecito far sottoscrivere all'atleta malato di cuore una liberatoria che sgravi la società di ogni responsabilità (e lo stesso Fadiga credo giochi in inghilterra).
Ma ricordo anche le morti del ragazzo ungherese del benfica, Fehr mi pare si chiamasse, e del camerunese (Foè se non sbaglio) stramazzati a suolo durante una partita, proprio come ultimamente quel Serginho che hai citato.

 

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Davide

 
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Livello Sean Kelly




Posts: 601
Registrato: Oct 2004

  postato il 15/11/2004 alle 17:55
E si continua imperterriti a chiudere gli occhi....
Quanti danni fisici sono stati determinati, ad esempio, negli ex-calciatori da eccessi, nel passato, anche solo del semplice micoren,
poi le condanne sono state, ma solo per quelli + "protetti", veramente ridicole (Davids, F.Couto, Stam.....) quando sono stati beccati! Guarda caso ho citato 2 olandesi!

 
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