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Autore: Oggetto: Qualcosa sta cambiando

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Utente del mese Agosto 2009




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  postato il 06/12/2005 alle 11:27
Primo anno dell'era post-Armstrong:

- Basso decide di puntare alla doppietta Giro-Tour,
- Ullrich probabilmente verrà anche al Giro (non si sa in che condizioni, cmq è già qualcosa)
- Simoni sembra intenzionato a fare tutte e due le grandi corse
- Cunego idem
- Rujano: Giro con Savio, Tour con la Quick Step
- Valverde dichiare su Bicisport che in futuro intende fare sempre 2 grandi corse a tappe ogni stagione.

Sta cambiando qualcosa o mi sbaglio??? Sta forse finendo l'era della "toccata e fuga"?? speriamo proprio di si!

 
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  postato il 06/12/2005 alle 11:31
Originariamente inviato da W00DST0CK76

- Basso decide di puntare alla doppietta Giro-Tour
...
- Simoni sembra intenzionato a fare tutte e due le grandi corse


Simoni non inizia a farlo nel 2005, l'ha già fatto (ultime volte di Giro-Tour 2003 e 2004).
Anche Basso l'ha fatto l'anno scorso.

Comunque il tuo discorso di fondo regge: ad agosto 2005 si è ritirata l'iper-specializzazione.
Per adesso, può anche bastarmi sia super-specializzazione, ma l'importante è che il trend sia in miglioramento.

Sperando che i protagonisti delle tentate doppiette dimostrino di essere in grado di poterci, almeno, provare.

 

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Mario Casaldi - Cicloweb.it

CICLISTI
Si sta come
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  postato il 06/12/2005 alle 11:39
piu che cambiando si sta ritornando a come è sempre stato il ciclismo

 

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Se si è ritirato Bewolcic si possono ritirare tutti...


Gianni



 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/12/2005 alle 12:51
Originariamente inviato da lolloso

piu che cambiando si sta ritornando a come è sempre stato il ciclismo


concordo. speriamo che non sia un fuoco di paglia.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/12/2005 alle 12:55
Speriamo non sia solo un caso, ma che la tendenza stia davvero mutando...

 

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"Se hai la fortuna clamorosa di diventare un cronista di ciclismo, non puoi fare a meno di essere coinvolto, trascinato in una passione infinita, irrinunciabile, che ti segna per sempre" - Pietro Cabras

"C'è una salita? Vai su, arriva in cima, e vedrai che sarai sempre vincitore" - Giordano Cottur

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/12/2005 alle 14:14
Spero tanto che si veda un ciclismo come in passato dove i grandi ciclisiti battagliavano dalla San Remo al Lombardia!!!
chi è veramente un corridore completo non può pretendere di correre solo 3 settimane all' anno (ArmSTRONZ), ma deve deve dimostrare di poter lottare sempre!!!
Per me Armstrong anche se ha vinto 7 Tour è un grande campione ma non un vero fuoriclasse e non ci si può permettere di paragonarlo ai vari coppi Mercx ecc...per me è addirittura da considerare sotto i livelli del Pirata che, seppur una volta sola ma con tutte le scusanti della sua travagliata vicenda sportiva e umana, è riuscito contro tutto e tutti a centrare una doppietta insperata per un uomo dalle sue caratteristiche!!!

 

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EROE DEL GAVIA

A 2 Km dalla vetta mi sono detto "Vai Marco o salti tu o salta lui...E' saltato lui.
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27/28/29 giugno 2008...son stato pure randonneur

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/12/2005 alle 14:34
i bei tempi di Moser, Saronni e Hinault che lottavano tra loro tutto l'anno sono finiti per sempre: accontentiamoci di tornare all'epoca Indurain-Bugno-Chiappucci, con corridori che si scontravano in due grandi giri e forse in qualche classica.
 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/12/2005 alle 14:54
Effettivamente ho notato anch'io questo cambiamento di tendenza, e per gli appassionati ciò non può che far bene.
Anche se dubito che tutto questo sia dovuto solo e semplicemente all'addio dalle scene del sig. Armstrong... per me c'è anche dell'altro, come ad esempio la maggior voglia di determinati corridori (Basso in primis) di mettersi in discussione in terreni che vanno oltre quelli preferiti...

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/12/2005 alle 15:16
Originariamente inviato da antonello64

i bei tempi di Moser, Saronni e Hinault che lottavano tra loro tutto l'anno sono finiti per sempre: accontentiamoci di tornare all'epoca Indurain-Bugno-Chiappucci, con corridori che si scontravano in due grandi giri e forse in qualche classica.



Beh, Saronni e Moser il Tour lo hanno sempre evitato come la peste, a parte la giovanile esperienza di Moser (in giallo per qualche tappa nel 1977, se non sbaglio).

Vorrei aggiungere anche qualche altro indizio dei cambiamenti positivi in corso:

Vinokourov competitivo nelle Ardenne (primo a Liegi) e poi al Tour e al mondiale. Zabrieskie protagonista a Giro e Tour. Bettini che ha corso da prima del Giro al Lombardia con la sola esclusione del Tour...
Bene bene

 

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 06/12/2005 alle 15:38
W i campioni "annuali"

 

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La bùca l'è mea straca
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Utente del mese Gennaio 2009




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  postato il 06/12/2005 alle 15:47
Che questo maggior partecipare significhi anche
una minor paura di essere beccati (per maggior onesta' sia chiaro) ?

 

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"Non chiederci la parola che mondi possa aprirti, si` qualche storta sillaba e secca come un ramo...
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/12/2005 alle 16:03
Alla base del fatto che molti non corrano tutto l'anno c'è il fatto che oggi i corridori capaci di figurare bene sia nei grandi giri che nelle classiche non ce ne sono molti.

1 solo corridore in attività ha vinto 1 gt e 1 classica monumento (Cunego).

E' ovvio che si cerhi di correre sui terreni in cui si può vincere.

 
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Livello Gastone Nencini




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  postato il 06/12/2005 alle 18:46
secondo me non ci sono corridori capaci di vincere dappertutto non per l'iper-specializzazione ma semplicemente non c'è il corridore di talento, forse ullrich ma la testa e la pancia fanno una bella accoppiata, come nelle epoche passate Merckx ha vinto una gara su tre una media impressionante e secondo me di questi tempi inimitabile solo perchè non è ancora nato un corridore alla Bettini nelle classiche alla Basso o Ullrich nei GT

 

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Demetrio Vilardi

sta firma la devo cambiare

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/12/2005 alle 19:34
Originariamente inviato da Frank VDB

Originariamente inviato da antonello64

i bei tempi di Moser, Saronni e Hinault che lottavano tra loro tutto l'anno sono finiti per sempre: accontentiamoci di tornare all'epoca Indurain-Bugno-Chiappucci, con corridori che si scontravano in due grandi giri e forse in qualche classica.



Beh, Saronni e Moser il Tour lo hanno sempre evitato come la peste, a parte la giovanile esperienza di Moser (in giallo per qualche tappa nel 1977, se non sbaglio).

Vorrei aggiungere anche qualche altro indizio dei cambiamenti positivi in corso:

Vinokourov competitivo nelle Ardenne (primo a Liegi) e poi al Tour e al mondiale. Zabrieskie protagonista a Giro e Tour. Bettini che ha corso da prima del Giro al Lombardia con la sola esclusione del Tour...
Bene bene


OK Moser e Saronni facevano solo il Giro, ma erano competitivi in ogni corsa alla quale partecipavano: non mi ricordo di averli mai sentiti dire che partecipavano a una gara per prepararne un altra.

 
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Non registrato



  postato il 06/12/2005 alle 23:25
Forse la tendenza sta cambiando,speriamo!!!
Penso che al giorno d'oggi sia impossibile vedere corridori lottare dalla sanremo al lombardia,forse sarebbe disumano e a dire la verità io, cresciuto in tempi di iperspecializzazione,non potrei neanche concepirlo e forse capirlo.Rimarrei probabilmente sconcertato e basito,insomma senza parole.Corridori che lottano su tutti i terreni..bha!!..forse corridori d'altri tempi,i tempi dele strade sterrate e fangose di coppi e bartali o i tempi del boom economico di mercks.

Oggi mi basterebbe vedere un nocciolo duro di corridori-rivali che si studiano e si scannano sulle strade di almeno due grandi giri e di qualche classica.

A dire la verità non ci credo ancora molto(vedi urlich)ma come ripeto...speriamo!!

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 07/12/2005 alle 08:11
Originariamente inviato da Petacchi

secondo me non ci sono corridori capaci di vincere dappertutto non per l'iper-specializzazione ma semplicemente non c'è il corridore di talento, forse ullrich ma la testa e la pancia fanno una bella accoppiata, come nelle epoche passate Merckx ha vinto una gara su tre una media impressionante e secondo me di questi tempi inimitabile solo perchè non è ancora nato un corridore alla Bettini nelle classiche alla Basso o Ullrich nei GT


Sicuramente Merckx è inimitabile e credo che mai più nel ciclismo ci sarà un corridore del genere però nonostante questo io non lo reputo il corridore più forte di sempre per me il più grande di tutti i tempi e rimane (e sicuramente rimarrà) il grande Fausto...Ok avrà vinto meno corse del cannibale, ma ricordiamo che oltre a 5 giri e 2 Tour e tutte le altre "corsettine" che ha vinto gli sono stati letteralmente tolti 4/5 anni di piena attività ciclistica dopo il Giro del 1940 per colpa di quello schifo di guerra mondiale (crucchi di mer... ); magari non sarebbe arrivato allo stesso n° di vittorie del cannibale comunque credo che "qualcosina" avrebbe potuto vincerla

 

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  postato il 07/12/2005 alle 11:12
mah c'e solo da sperare che cambi veramente anche se come avete gia detto non c'e un corridore che possa fare una differenza tale da vincere ovunque, ci sono tanti buoni corridori ma pochissimi campioni

ps. x robby quello che hai detto su Coppi vale anche per Bartali

 

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Gianni



 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 07/12/2005 alle 12:15
Anche Simoni nel 2006, giro d'Italia e giro del trentino... ah ah ah...
Comunque secondo me al giro si va in preparazione tour, almeno per quest'anno...

 

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  postato il 07/12/2005 alle 12:21
Beh in effetti l'anno scorso Rasmussen e' venuto al Giro e poi al Tour e' andato alla grande
 
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  postato il 07/12/2005 alle 12:25
Originariamente inviato da Seb

Beh in effetti l'anno scorso Rasmussen e' venuto al Giro e poi al Tour e' andato alla grande


E secondo voi Rasmussen è più forte di Simoni?

Ecco, visto anche Menchov, Rasmussen dovrebbe essere obbligato dalla Rabobank a disputare il Giro d'Italia. Lui sì che sarebbe un altro bell'acquisto. Sicuramente avrebbe più possibilità di vincere il Giro che il Tour.

Se non lo fa - Aranciata docet - evidentemente sa di non poterlo vincere, e preferisce piazzarsi al Tour de France, dove la "vetrina" conta di più.

 

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Livello Giuseppe Saronni




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  postato il 07/12/2005 alle 13:47
Qualcosa sta cambiando nella mentalità dei ciclisti (anche se forse BiciSport esagera un po' a sottolinearlo in ogni pagina degli ultimi 4-5 numeri).

Negli ultimi anni, Armstrong o no, si era affermata la mentalità del "vado a correre là xkè ho buone possibilità di vittoria" e "non vado là perchè ci sono tizio caio e sempronio".
Il nostro buon Petacchi che rinuncia al Giro 2006 perchè gli danno "solo" 5 possibilità di vittoria è figlio di quella mentalità; Simoni che dice di "non sentire il Tour" (2004) perchè è fuori classifica, ecc.

Tutti puntano a raggiungere picchi di forma spaventosi, sfruttarli per fare poche gare "a tutta", e vincere a mani basse.
I corridori del passato non erano più forti o più fighi o chissà cosa, se facevano tutte le gare importanti: avevano voglia di mettersi in gioco.
Coppi e Bartali, Merckx e Gimondi, Bugno e Chiappucci (si parva licet) le davano e se le prendevano in tutta la stagione.

Oggi sono pochi i corridori che non hanno paura di sbagliare, che pensano che se magari non vincono la Liegi o il Tour, ma l'Amstel o la Vuelta, la loro stagione non sarà da buttare!
Ullrich ha buttato via le ultime 6 stagioni dove ha puntato solo al Tour.
Non ha mai pensato di fare Vuelta, Mondiale, Lombardia dopo una Boucle deludente?
Qualcuno "con le palle" c'è ancora. Faccio qualche nome: Bettini, Cunego (anche quest'anno cmq ci ha provato sempre), Boonen (le ha prese di brutto alla Vuelta, ma pochi giorni dopo al Mondiale il nostro Peta, che si sentiva tanto figo x le sue 5 vittorie,...), Basso, e pochi altri che magari ho dimenticato

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 07/12/2005 alle 21:09
Sì, i motivi di perplessità (sarà così? durerà?) ci sono, ma l'elenco all'inizio di questo post è abbastanza impressionante.

Forse anche gli sponsor con il ProTour si sono un po' svegliati, e sempre meno si "fanno bastare" chi corre poco.

 
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Non registrato



  postato il 08/12/2005 alle 15:15
Hai ragione cassius sono pochi i corridori che hanno paura di sbagliare.

Il fatto è che non si può pensare di cambiare mentalità attraverso dei regolamenti,pro tour in primis,è inutile mettere delle norme che vincolino o regolino la partecipazione alle corse.

L'unico modo è un cambiamento culturale che parti dal basso(i tifosi)per arrivare alle alte sfere(vedi dirigenti e giornalisti).

Sono sicuro che se tutti incominciassero ad elogiare in maniera seria e convincente tutti quei corridori,e come vedi sono tanti,che si impegnano su più fronti,e denigrare e schernire tutti gli altri che si concentrano su pochi appuntamenti.é inutile fare tante chiacchere,fino a quando ci saranno i vari urlich e amstrong(e non solo) che guadagnano fama e miliardi per essere in forma un mese all'anno,non si potrà fare proprio nulla.

 
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