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Autore: Oggetto: Bici Sport

Livello Luison Bobet




Posts: 774
Registrato: Jan 2005

  postato il 06/07/2009 alle 22:25
Originariamente inviato da Donchisciotte
Finalmente ho capito, ci sono due giornali e uno fa concorrenza all’occhio del ciclope di Cicloweb, punta al comico.


Ah ah, te lo avevo detto che pareve di leggere il vernacoliere!


Nelle lettere c’è un altro dissenso, in realtà, un lettore indignato perché Di Rocco ha messo in ruoli inerenti lo sport pulito Colinelli e Pezzo.
Senior dice solo che girerà la domanda a Di Rocco. Ma perché? lui non può esprimere un’opinione? Poi senti di Rocco ma il lettore l’opinione l’ha chiesta a te, forza, di’ che ne pensi, cavolo.
Per esempio io che non dirigo nessun giornale, dico che va benissimo.
Se il Coni è rappresentato da alcune persone che stanno pure nell’inchiesta di calciopoli ( nelle intercettazioni) , perché questi due non possono stare in federazione?
E dell'opinione di Di Rocco me ne frego.


Ho pensato la stessa cosa...ma non puo' dire male dell'amico Di Rocco...ma vedrai che ora che e' nel consiglio del Coni per il ciclismo tirerà un altro vento..


Di Luca belle parole su Campiglio...peccato che abbia detto avevaNo invece di avevaMo tutti l'ematocrito su quei valori, o probabilmente visto i tanti guai passati giusto non esporsi..

 
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Livello Marco Pantani
Utente del mese Febbraio 2009
Utente del mese Agosto 2009




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  postato il 07/07/2009 alle 00:46
Non pretendo da nessuno l’eroismo, visto che non lo pretendo da me.
Avesse detto una cosa del genere sicuro passava guai, visto che è già nel mirino. E, comunque, se uno dice “tutti” vuol dire tutti, mi ricorda il paradosso del mentitore.
Epimenide di Creta affermava ( cretese) che tutti i cretesi sono bugiardi. Se è vero la frase di Epimenide è falsa in quanto, cretese, è bugiardo. Fosse vera è falsa perché allora non è vero che tutti i cretesi sono falsi.
Risparmio la soluzione del paradosso.
Ma Di Luca non dice solo “ Ce l’avevano tutti” ( toh, un altro chenon dice "qualcuno" ma tutti).
Dice anche che Marco era , comunque, il più forte e che NON CE L’AVEVA PIU’ ALTO DEGLI ALTRI.
Dato che i risultati di Campiglio dicono, appunto, che ce l’aveva più alto degli altri, cosa crede, in realtà, Di Luca? Quello che credo io.
Merita un applauso a scena aperta. Non serve essere eroi, basta la dignità e un po’ di coraggio.

 

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Verità e giustizia per Marco Pantani: una battaglia di civiltà.

Arcana loggia per il ripristino della civiltà dell'ordalia.

IO NON L'HO VOTATO.

IO CORRO DOPATO COME TUTTI.

"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997 ( tempi non sospetti),parlando di doping in un'intervista televisiva con Gianni Minà.

Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping.

Hypocrisy free.

CAREFUL WITH THAT AXE, EUGENIO.



 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 07/07/2009 alle 14:47
Originariamente inviato da Admin

Eddài ddl87, investi qualche euro e compratelo 'sto numero, no? Per Di Luca questo e altro


da quello che racconta donchisciotte ne vale la pena....

 

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Danilo Di Luca....Killer strikes again


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 07/07/2009 alle 14:58
Originariamente inviato da Donchisciotte

E secondo te io so scannerizzare? no, ovviamente.
L'intervista è lunga, ripercorre tutto Di Luca, carriera, Santuccione e Campiglio compresi. Bella, veramente.
Molto pantaniano, Di Luca.
Se qualcuno sa usare lo scanner...


questo neologismo, "Pantaniano"...sul Devoto-Oli non l'ho trovato. Che cosa significa?

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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Livello Moreno Argentin




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  postato il 08/07/2009 alle 06:35
Pantaniano credo significhi portatore di valori che si ispirano a Pantani. E certo Di Luca, con tutti i limiti atletici che può avere, all'ultimo Giro ha detto che avrebbe attaccato e l'ha fatto.
Facile immaginare che il vero Pantani avrebbe spolpato Menchov in meno di mezzo Monte Petrano, ma il Panta era un fenomeno di altra levatura.
L'abruzzese invece, per quel che ho letto ieri su Bs e l'idea che mi sono fatto, sarà certo meno dotato, ma è caparbio e coraggioso. Avrebbe anche lui l'attitudine a dire le cose senza mezzi termini, ma ha capito che in quel modo lo massacrano e allora ci gira intorno, ma sa far arrivare i suoi messaggi.
Del resto, quando l'anno scorso disse che avrebbe voluto fare il capitano azzurro, Bettini s'è fatto rodere e il fido Ballerini l'ha lasciato a casa. Voglio proprio vedere come andrà quest'anno.
Quanto a quello che scrive Donchisciotte su junior, bè, il passaggio sulla pappa col pomodoro di Kreuziger è piuttosto ilare, al punto che io mi chiedo se Kreuziger abbia mai detto certe cose. Di solito i corridori non parlano a quel modo, quello è il lessico di un bambina di dodici anni.
Ecco, sarebbe carino, se qualcuno lo incontrasse mi in bici, che glielo chiedesse...

 
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Livello Marco Pantani
Utente del mese Febbraio 2009
Utente del mese Agosto 2009




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Registrato: Sep 2004

  postato il 08/07/2009 alle 14:25
Subsonico,
"è difficile spiegare, è difficile capire, se non hai capito già" ( Guccini, ovvio).

Per esempio uno che fa lo sciopero a Milano, fa il capobranco e non ritratta, non si pente,non se la fa sotto, è pantaniano ( oltre a quello che dice grilloparlante).
e se sommi tante cose ( anche quella di citare Campiglio nell'intervista), ti accorgerai che Di Luca è pantaniano.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 08/07/2009 alle 18:09
Originariamente inviato da Donchisciotte


Per esempio uno che fa lo sciopero a Milano, fa il capobranco e non ritratta, non si pente,non se la fa sotto, è pantaniano ( oltre a quello che dice grilloparlante).


Qui siamo nell'apologia bella e buona. Pazienza Maria Rita, oramai ci siamo abituati. Io direi che Pantani era pantaniano, Gimondi gimondiano, Di Luca diluchiano. Bon. Chiusa lì. Il volere necessariamente rapportare tutto ciò che accade a Pantani (le dichiarazioni, la pettinatura, gli attacchi, la dieta, le letture preferite, i colori dei calzini) in primo luogo svilisce Pantani stesso. Lasciamolo in pace, per Dio. Lasciatelo in pace anche voi, pantaniani col bollino, pantaniani taroccati, antipantaniani, pantaniani moderati... uff...

 

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Il mio blog: http://passodellacisa.blogspot.com
La mia squadra ciclistica:http://altalunigiana04.comyr.com

 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 08/07/2009 alle 20:54
Come si sa si parla di "kafkiano", per esempio.
Ci sono persone che diventano, in qualche modo e in senso buono, mitici.
Creano un modo di essere, di scrivere, di dipimgere, di suonare ( visione mozartiana della vita diceva Pasolini) che non può essere chiamato che con il loro nome.
Perché questo è il loro carisma.
Che ci piaccia o no. Non si tratta di lasciare in pace , si tratta di chiamare le cose con il loro nome. Un certo modo di essere ciclista si chiamerà, dopo Pantani, appunto pantaniano. Perché solo quel termine lo definirà veramente.

 

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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Apr 2008

  postato il 08/07/2009 alle 21:16
Originariamente inviato da Donchisciotte

Non pretendo da nessuno l’eroismo, visto che non lo pretendo da me.
Avesse detto una cosa del genere sicuro passava guai, visto che è già nel mirino. E, comunque, se uno dice “tutti” vuol dire tutti, mi ricorda il paradosso del mentitore.
Epimenide di Creta affermava ( cretese) che tutti i cretesi sono bugiardi. Se è vero la frase di Epimenide è falsa in quanto, cretese, è bugiardo. Fosse vera è falsa perché allora non è vero che tutti i cretesi sono falsi.
Risparmio la soluzione del paradosso.
Ma Di Luca non dice solo “ Ce l’avevano tutti” ( toh, un altro chenon dice "qualcuno" ma tutti).
Dice anche che Marco era , comunque, il più forte e che NON CE L’AVEVA PIU’ ALTO DEGLI ALTRI.
Dato che i risultati di Campiglio dicono, appunto, che ce l’aveva più alto degli altri, cosa crede, in realtà, Di Luca? Quello che credo io.
Merita un applauso a scena aperta. Non serve essere eroi, basta la dignità e un po’ di coraggio.


leggo solo ora di queste dichiarazioni di danilo, e non posso far altro che fargl per l'ennesima volta gli applausi, e rinnovando la mia massima stima per uno dei pochi nel mondo dello sport che ha il coraggio di dire sempre ciò che pensa, senza lecchinaggi e inutili frasi di circostanza.

grande danilo



 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 08/07/2009 alle 21:26
molto bello il numero del mese attuale.++

complimenti per l'intervista a Di Luca e ai Liquigas.....




 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 08/07/2009 alle 21:48
Originariamente inviato da Frank VDB

Originariamente inviato da Donchisciotte


Per esempio uno che fa lo sciopero a Milano, fa il capobranco e non ritratta, non si pente,non se la fa sotto, è pantaniano ( oltre a quello che dice grilloparlante).


Qui siamo nell'apologia bella e buona. Pazienza Maria Rita, oramai ci siamo abituati. Io direi che Pantani era pantaniano, Gimondi gimondiano, Di Luca diluchiano. Bon. Chiusa lì. Il volere necessariamente rapportare tutto ciò che accade a Pantani (le dichiarazioni, la pettinatura, gli attacchi, la dieta, le letture preferite, i colori dei calzini) in primo luogo svilisce Pantani stesso. Lasciamolo in pace, per Dio. Lasciatelo in pace anche voi, pantaniani col bollino, pantaniani taroccati, antipantaniani, pantaniani moderati... uff...


Bingo Frank, era più o meno dove volevo arrivare. Solo che sono d'accordo con te a metà.

Vedi MariaRita, anche se appaio come utente anonimo e restio agli schieramenti, mi diverto a osservare gli utenti più singolari e carismatici. Molti di questi utenti che sul forum emergono hanno delle manie compulsive, che a me piace chiamare "Masturbazioni". masturbazione della politica, masturbazione del complotto anti-italiano, masturbazione dell'UCI, masturbazione del laicismo, e chissà quanti altri.

Qualche giorno fa ho fatto un esperimento: stavo curiosando alla ricerca d'informazioni sulla famosa ( un par di palle :Od canzone di Giorgio Canali quando mi sono imbattuto in quell'intervista, tratta da www.indieband.it. Ero strasicuro, al 100%, che quella frase "re di noi impasticcati" avrebbe suscitato la tua 'ilarità' e quella anche di qualcun altro, come ero strasicuro che non avresti ascoltato la traccia (del quale avevo dato notizia postando un link per ascoltarla, evidentemente nel topic sbagliato...per essere recepito), nè ti saresti informata su chi è Canali e perchè dice quelle cose ('uomo di spettacolo' e 'cantante' non sono aggettivi che gli competono).
Una frase che mostra una certa solidarietà verso Pantani nella maniera non banale di un arista provocatore. L'artista distrae e confonde per non essere schierato, ma irriso da chi non è capace di comprendere il trucco.
Sono cose che non m'invento così, perchè basta dare una rapida lettura al resto del paragrafo e ascoltare la canzone e ci si accorge che Pantani spicca in positivo, contro una serie di modelli nazional-popolari che vengono confusi per essere irrisi (bandiera rossa/luna rossa/ferrari/centravanti accostati in un pastis tipico dello stile di canali che qua non sto a spiegare).

Insomma, hai dato un giudizio sommario. E fin qui tutto bene, lo fanno tutti gli utenti, me compreso. Il punto è che ogni volta che si parla di Pantani sul forum dai un giudizio sommario: l'illuminazione l'ho ottenuta proprio leggendo "Pantaniano". Hai la masturbazione del giudizio (che detta così sembra una malattia, al limite nel tuo caso è una deformazione professionale)

Insomma, se trovi squallido che cani e porci facciano l'uso del nome di Pantani, nel bene, nel male o non si capisce bene come, non trovi sia altrettanto squallido trasformare un uomo in una patente? Magari verrà qualcuno fuori a dare le stelline di pantanità: Di Luca 8 stelline, vinokurov 6 stelline, andy schleck sette, cunego zero .

A me entrambe le cose (stelline a parte) non sembrano squallide . Pantani DEVE restare sulla bocca di tutti, meglio se in positivo, ma anche in termini non canonici.
Però di tutti, non solo di un oligarchia autoproclamata.
Le declamazioni su Pantani stanno diventando delle messe recitate nelle quali non si può uscire da certi binari, e a me non piacciono le messe, pur essendo cattolico.

Credimi, per quanto sembri una critica non lo è: è un suggerimento. A me non piace giudicare, io credo nel colonnello Kurtz , "Il giudizio ci indebolisce". Lui portava ad estreme conseguenze tale concetto, a noi basterebbe accettarlo. Masturbarsi ogni tanto non fa male a nessuno, ma se lo si fa troppo spesso si arriva a dimenticarsi che esiste il coito .

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 08/07/2009 alle 21:57
Originariamente inviato da Subsonico

Originariamente inviato da Frank VDB

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Per esempio uno che fa lo sciopero a Milano, fa il capobranco e non ritratta, non si pente,non se la fa sotto, è pantaniano ( oltre a quello che dice grilloparlante).


Qui siamo nell'apologia bella e buona. Pazienza Maria Rita, oramai ci siamo abituati. Io direi che Pantani era pantaniano, Gimondi gimondiano, Di Luca diluchiano. Bon. Chiusa lì. Il volere necessariamente rapportare tutto ciò che accade a Pantani (le dichiarazioni, la pettinatura, gli attacchi, la dieta, le letture preferite, i colori dei calzini) in primo luogo svilisce Pantani stesso. Lasciamolo in pace, per Dio. Lasciatelo in pace anche voi, pantaniani col bollino, pantaniani taroccati, antipantaniani, pantaniani moderati... uff...


Bingo Frank, era più o meno dove volevo arrivare. Solo che sono d'accordo con te a metà.

Vedi MariaRita, anche se appaio come utente anonimo e restio agli schieramenti, mi diverto a osservare gli utenti più singolari e carismatici. Molti di questi utenti che sul forum emergono hanno delle manie compulsive, che a me piace chiamare "Masturbazioni". masturbazione della politica, masturbazione del complotto anti-italiano, masturbazione dell'UCI, masturbazione del laicismo, e chissà quanti altri.

Qualche giorno fa ho fatto un esperimento: stavo curiosando alla ricerca d'informazioni sulla famosa ( un par di palle :Od canzone di Giorgio Canali quando mi sono imbattuto in quell'intervista, tratta da www.indieband.it. Ero strasicuro, al 100%, che quella frase "re di noi impasticcati" avrebbe suscitato la tua 'ilarità' e quella anche di qualcun altro, come ero strasicuro che non avresti ascoltato la traccia (del quale avevo dato notizia postando un link per ascoltarla, evidentemente nel topic sbagliato...per essere recepito), nè ti saresti informata su chi è Canali e perchè dice quelle cose ('uomo di spettacolo' e 'cantante' non sono aggettivi che gli competono).
Una frase che mostra una certa solidarietà verso Pantani nella maniera non banale di un arista provocatore. L'artista distrae e confonde per non essere schierato, ma irriso da chi non è capace di comprendere il trucco.
Sono cose che non m'invento così, perchè basta dare una rapida lettura al resto del paragrafo e ascoltare la canzone e ci si accorge che Pantani spicca in positivo, contro una serie di modelli nazional-popolari che vengono confusi per essere irrisi (bandiera rossa/luna rossa/ferrari/centravanti accostati in un pastis tipico dello stile di canali che qua non sto a spiegare).

Insomma, hai dato un giudizio sommario. E fin qui tutto bene, lo fanno tutti gli utenti, me compreso. Il punto è che ogni volta che si parla di Pantani sul forum dai un giudizio sommario: l'illuminazione l'ho ottenuta proprio leggendo "Pantaniano". Hai la masturbazione del giudizio (che detta così sembra una malattia, al limite nel tuo caso è una deformazione professionale)

Insomma, se trovi squallido che cani e porci facciano l'uso del nome di Pantani, nel bene, nel male o non si capisce bene come, non trovi sia altrettanto squallido trasformare un uomo in una patente? Magari verrà qualcuno fuori a dare le stelline di pantanità: Di Luca 8 stelline, vinokurov 6 stelline, andy schleck sette, cunego zero .

A me entrambe le cose (stelline a parte) non sembrano squallide . Pantani DEVE restare sulla bocca di tutti, meglio se in positivo, ma anche in termini non canonici.
Però di tutti, non solo di un oligarchia autoproclamata.
Le declamazioni su Pantani stanno diventando delle messe recitate nelle quali non si può uscire da certi binari, e a me non piacciono le messe, pur essendo cattolico.

Credimi, per quanto sembri una critica non lo è: è un suggerimento. A me non piace giudicare, io credo nel colonnello Kurtz , "Il giudizio ci indebolisce". Lui portava ad estreme conseguenze tale concetto, a noi basterebbe accettarlo. Masturbarsi ogni tanto non fa male a nessuno, ma se lo si fa troppo spesso si arriva a dimenticarsi che esiste il coito .


Però di tutti non di un oligarchia autoproclamata... BRAVO BRAVO HAI SCRITTO QUELLO CHE PENSO DA TEMPO.... purtroppo da un po' di tempo nei forum mi imbatto in Puristi che intendono monopolizzare la figura di Pantani.... credo che il ricordo di Pantani sia di TUTTI quelli che lo vogliono ricordare non di pochi fortunatamente..

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 09/07/2009 alle 00:11
Ci tengo a dire che quando parlo di 'oligarchia' non intendo parlare dei familiari, nè tantomeno degli amici del Pirata in vita. Loro hanno il diritto di dire entro certi limiti quello che gli pare senza che qualcuno, al di fuori, possa controbattere. Per farvi un esempio estremo, io se mi trovassi a tu per tu con la Ronchi , non mi sognerei mai di farle una paternale per essere responsabile della caduta di Pantani, alla fine io non posso sapere se lei ha agito o meno in buona fede (non conoscendo il personaggio, che non E' un personaggio mediatico)

 

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Livello Marco Pantani
Utente del mese Febbraio 2009
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  postato il 09/07/2009 alle 01:23
Va beh... avevo deciso di andare a letto, invece no.
Dunque. Io ( se è a me che ti riferisci)non faccio parte di nessuna oligarchia del tifo pantaniano, parlo a titolo personale e dico quello che penso, come fanno tutti nei forum. Compreso te che mi giudichi nel tuo post, sia pure con l'arietta superiore di chi vuole insegnare a non giudicare.
Quello che faccio da anni è auspicare, suggerire ecc. che qualcuno ( grande avvocato, comitato 5 giugno 1999 ecc.) si prenda in mano questa complessa vicenda, non certo costruire le mie posizioni oligarchiche.
Dire che io do dei giudizi e tu no mi sembra inesatto, come qualsiasi studente liceale sa, giudizio è l'attribuzione di un predicato a un soggetto. Per cui chi parla giudica, dice che una cosa è così e non in altro modo.
Io giudico come giudicano tutti, né più né meno.
Ripeto, ci sono persone che creano, attraverso se stesse ,un modo di essere. Essere pantaniano è uno di questi casi. Sbaglio? Forse, ma forse sbagli tu. Sono giudizi, appunto.
La canzone no, non l'ho sentita. Per me dire di Marco " re degli impasticcati" è un'offesa banale. Sbaglio? Forse, ma forse sbagli tu.
La canzone, come dici tu, è bella e offre uno spunto interessante su Marco? Forse, io non ho espresso giudizi sulla canzone che non ho sentito, ho espresso un giudizio su " re degli impasticcati".
Non ho mai barato. Ho sempre detto: sono tifosa di Pantani,non mi era capitato mai di essere così coinvolta nel tifo per qualcuno ( anche se ho sempre tifato).
Non mi è capitato mai di mettermi in mezzo a forum, espormi come la mia timidezza mi impedirebbe di fare, fare blog, scrivere ai giornali e ai giornalisti,entrare nel mondo di Pantani, conoscere le persone che lo circondavano, insomma entrare in un mondo che non è il mio e che spesso fatico a capire.
E' capitato, la sua vicenda e lui sono stati una valanga per me, forse anche perché attraversavo momenti pesanti.
Non lo so è capitato, è capitato che io abbia una conoscenza della vicenda Pantani parecchio approfondita e quando leggo qualcosa che non mi quadra lo dico. Come quello che ha detto la cosa che non mi quadra ha detto la sua.
Per cui se incontrassi la Ronchi, per rispondere al tuo esempio, non starei zitta, sai se uno si è coinvolto in una vicenda come mi sono coinvolta io, alla fine dei giudizi se li fa ( e io sulla Ronchi ho impiegato parecchio tempo a capire).
Ammetto che se prima il ciclismo era una passione adesso è sempre vissuta attraverso il filtro di Marco.
Mi masturbo, come dici tu? Io se mi butto in una cosa non lo faccio mai superficialmente, se lo faccio mi incaponisco a sapere tutto, a spulciarmi ogni cosa che possa rappresentare una conoscenza, se giudico non lo faccio mai in modo approssimativo, poi magari mi sbaglio e ammetto l'errore. ma l'errore è spesso dovuto a una conoscenza insufficiente.
Quando nel forum di Pantani ero la paladina del "fortino della Ronchi", era perché io conoscevo le cose solo dal suo punto di vista, poi gli orizzonti si sono allargati parecchio.
Poi c'è un'altra cosa, Pantani è la croce rossa, tutti possono sparare senza mai che accada nulla, alora mi rode e rispondo alle accuse,alle offese, alle falsità.
Con la consapevolezza che è come svuotare il mare con il cucchiaino ma io lo sento come imperativo.
Per cui, visto che sono anni che qualcuno, ogni tanto se ne esce con l'oligarca del tifo, quella che dà i voti ( 2,3,8 stelline pantaniane, ma per piacere!), quella che giudica ecc., beh.... come sempre rispondo: non è vero, sono una che ci ha messo passione, tempo, testardaggine, errori di comportamento, ricerca, che ha fatto mille sciocchezze e qualche cosa buona e che, perciò, sa cosa vuol dire "pantaniano": né un giudizio sommario né una patente, come kafkiano o mozartiano è un modo di essere ( lo dico sempre Pantani è Dimitri Karamazov. O è Dimitri a essere pantaniano?).

P.S. Hai ragione, grilloparlante, i ciclisti non parlano così, nessuno parla così, forse i ragazzini sì.







 

[Modificato il 09/07/2009 alle 01:29 by Donchisciotte]

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 09/07/2009 alle 20:43
Originariamente inviato da Frank VDB
Io direi che Pantani era pantaniano, Gimondi gimondiano, Di Luca diluchiano. Bon. Chiusa lì. Il volere necessariamente rapportare tutto ciò che accade a Pantani (le dichiarazioni, la pettinatura, gli attacchi, la dieta, le letture preferite, i colori dei calzini) in primo luogo svilisce Pantani stesso. Lasciamolo in pace, per Dio. Lasciatelo in pace anche voi, pantaniani col bollino, pantaniani taroccati, antipantaniani, pantaniani moderati... uff...

Quanto sarebbe bello e rispettoso, Frank.

 
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Livello Marco Pantani
Utente del mese Febbraio 2009
Utente del mese Agosto 2009




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  postato il 09/07/2009 alle 21:27
Mah, sarebbe davvero bello che ognuno fosse una monade? Che di donchisciotte ( quella del forum) si potesse solo dire che è donchisciotte e non anche , appunto, pantaniana e mille altre cose che la relazionano al mondo.
O che di prof Roubaix si potesse dire che è Prof Roubaix e basta , che Subsonico è subsonico, che Admin è Admin ecc. A= A
In che assurdità vi dovete cacciare per questo pregiudizio antipantaniano ( l'ho ridetto, pantaniano!) ma soprattutto antidonchisciottesco ( sempre quella del forum non il cavaliere della mancha).
Sì, magari per voi sarebbe anche bello che su Pantani scendesse il silenzio e l'oblio, per me non lo sarebbe, che ci volete fare? Sono giudizi diversi.
Comunque lascio perdere la discussione sul pantaniano, dettata da solo pregiudizio ( soprattutto verso di me), prima che vi dobbiate ridurre al silenzio in quanto impossibilitati ad esprimere giudizi ( è tracotanza e masturbazione mentale) e costretti a dire di ogni cosa che è se stessa.
Vi consiglio uno splendido articolo di qualche giorno fa di Emanuela Audisio ( strano che mi piaccia un suo articolo perché a me non piace come giornalista) sui legami segreti ( e non) che legano campioni di epoche diverse e di come spesso si trovino tratti, visioni del mondo di uno che si ritrovano nell'altro.
Cioè un articolo che mette in relazione le cose, che non dice : Gimondi è Gimondi, Pantani è Pantani, Di Luca è Di Luca, che non si riduce, cioè, all'afasia.
Perché il mondo e il linguaggio non sono questo.
P.S. Solo alla parola "pantaniano", guarda che reazioni!!!

 

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 10/07/2009 alle 15:26
Non vedo obiettivamente particolari controindicazioni al fatto di cercare di classificare le persone in base ai loro comportamenti. Dire "pantaniano" è certamente un modo di semplificare il discorso, mentre sarebbe sciocco (e lo è stato quando è stato fatto) cercare il confronto tecnico fra vari corridori, paragonando magari Cunego a Pantani.
Dire "pantaniano" significa citare un corridore che ha il coraggio di dire ciò che pensa e di attaccare in modo frontale i suoi avversari, a prescindere da come andrà a finire, allo stesso modo in cui dire "lapalissiano" significa citare il nome di Jacques de La Palice.
Trovo strana questa levata di scudi, ha ragione Donchisciotte.
Pantani lo lasciamo tutti in pace, perché ha diritto finalmente a un po' di pace. Non ha diritto invece - anzi, sarebbe un peccato - che la sua straordinaria eredità venga dimenticata. C'è chi lo ha capito e cerca ogni volta di rintracciare nel presente elementi di isipirazione dal suo spirito di pirata indomito. E c'è chi invece s'è fermato sotto quella lastra di marmo sotto cui il corpo di Marco giacerà per sempre, senza portare con sé particolari messaggi di coraggio o motivi di ispirazione.
Mi piacerebbe essere "pantaniano" in certi frangenti della mia vita. Mi piacerebbe saper gettare via la bandana e dire in faccia quel che penso. Non sempre ci riesco, a volte mi capita di essere come quei corridori del gruppo che si lamentano nei capannelli senza essere ascoltati e poi non hanno il coraggio di esporsi.
Alzi la mano chi non sarebbe onorato di essere definito "pantaniano". E alzi la mano chi a questo punto non ha ancora capito l'accezione di questa parola così semplice. Un abbraccio...

 

[Modificato il 10/07/2009 alle 16:09 by grilloparlante]


 
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Livello Eddy Merckx




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  postato il 10/07/2009 alle 15:56
Si', anche a te.

 

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Livello Marco Pantani
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  postato il 10/07/2009 alle 16:07
Grazie di esistere, grilloparlante.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 11/07/2009 alle 00:47
credo che tutti abbiano capito il significato dell' aggettivo pantaniano.
credo che tutti vorrebbero avere il coraggio ed il carisma per essere ogni tanto pantaniani.

quando sono stato a riccione, un paio di settimane fa, ho pedalato sulle strade su cui si allenava pantani. ero emozionato, sinceramente.
non potevo smettere di pensare che su quelle colline il pirata e la sua banda....
ho sentito la necessità di andare fino sul carpegna.

tornando a casa , finito il weekend lungo, passando davanti alla mercatone uno, ho visto la biglia con dentro il panta, quel piccolo monumento che si vede dall' autostrada e di cui si parlò in un vecchio 3d.
mi sono emozionato molto ancora, e per un po' sono rimasto zitto.

questo detto, credo che sia facile capire che frank vdb si riferisse al fatto che rapportare tutto quello che succede nel ciclismo, ogni personaggio, ogni corridore a pantani, quasi che il pirata sia l' unica possibilità di raffronto, che sia l' unità di misura ,"il metro" del ciclismo sia un poco esagerato ma soprattutto sia poco produttivo e finisca per diventare stucchevole.
non ci si può arrabbiare quando un qualunque corridore che scatta con la presa bassa in salita, qualunque ciucco, venga definito il nuovo pantani e poi rapportare ogni comportamento positivo all' ispirazione "pantaniana".
non è che tutti i musicisti siano mozartiani o che debbano per forza esserlo, se no ciccia.

per cui credo , caro grillo parlante , che tutti capiscano il significato dell' aggettivo pantaniano e approvo la tua appassionata spiegazione, ma credo anche che frank abbia solo chiesto di non tirare per la giacchetta pantani in ogni discussione.
pantani non è la sola chiave interpretativa del ciclismo e della vita.

credo che sia più rispettoso non tirarlo in ballo ad ogni piè sospinto, in ogni analisi.
credo sia più rispettoso per quello che è stato pantani e per quello che sono i personaggi di oggi...

per questo, qui sto con frank, non abbiamo bisogno di un altro marx , dove al posto del barbone ci stanno la testa pelata e le orecchie da elefantino, detto con sincero rispetto, ammesso che i pantaniani doc lo accettino da uno che non ha il bollino, non ha mai scritto sul forum di pantani, lo ha ammirato e tifato e ha persino dubitato di lui.

questo dico, con tutto il rispetto per la storia personale di maria rita, che certamente ricorderà che non mancavano , ai tempi dei tempi del forum, le occasioni in cui ci trovavamo d' accordo.
oggi, capita più raramente, ma se pensa che sia in atto una crociata contro di lei o un qualche meschino disegno per screditare uno dei grandissimi del ciclismo.,insulta prima di tutto la sua stessa intelligenza e dopo quella di amici come frank VDB e proff roubaix

a questo punto ci vuole un abbraccio, ma vero vero
come sempre, ma questa volta particolarmente

mesty

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 11/07/2009 alle 09:40
Chi ha tra i 20/40 anni ha conosciuto solo Pantani come corridore che ha rubato il cuore emozionando per il suo mestiere e facendo provare sofferenza per la sua fine, chi è più grande ne ha conosciuti altri ma Pantani è l'ultimo che ha emozionato, quindi ha lasciato un ricordo forte.
Questo i corridori in attività lo sanno e sanno che quando vanno forte, per aumentare l'affetto della gente, devono citare Pantani, quasi come per avere un'investitura, tentare di copiarlo o solo farlo credere al pubblico.
Non ci trovo niente di poetico e romantico in questo atteggiamento, per me è falso e ipocrita. Preferisco chi dice che corre in modo totalmente diverso.

 

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Michela
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Vita in te ci credo le nebbie si diradano e oramai ti vedo non è stato facile uscire da un passato che mi ha lavato l'anima fino quasi a renderla un po' sdrucita. Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano ma la sofferenza tocca il limite e cosi cancella tutto e rinasce un fiore sopra un fatto brutto



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Livello Marco Pantani
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  postato il 11/07/2009 alle 10:14
A mestatore non posso non rispondere su questo argomento.
Sì Mestatore, ricordo il passato di accordo con te ( anche a proposito di certe mie teorie sul capro espiatorio) e ho presente … il presente di non accordo quasi su nulla.
Tranquillo che non penso al complotto contro di me, penso, semplicemente, a un’antipatia come capita nella piazza , nella vita e nel forum.
E, dato che sono pantaniana, questo viene scaricato anche su lui.
In che lingua te lo devo dire che non mi considero pantaniana doc? ( qualsiasi cosa significhi?) o oligarca del tifo pantaniano?.
Ho mai paragonato un corridore a Pantani? Direi che, invece, ho sempre detto, quando si proponevano paragoni con Cunego ( il più allucinante, come paragonare Moccia a Milan Kundera) o con Riccò o con altri: no, non è Pantani.
E anche stavolta ho solo osato dire che un certo atteggiamento di Di Luca ( quelle caratteristiche di cui parla grilloparlante, per esempio) è pantaniano ( che non vuol dire che Di Luca sia uguale a Pantani) E’ scoppiato il finimondo. E’ normale? No, è un’antipatia verso di me che si manifesta con il pretesto di una frase innocua: Di Luca è pantaniano.
Se lo vedo capitanare uno sciopero e poi essere lasciato al vento da quei cuor di leone dei suoi colleghi, come non pensare, se non al Giro 1999, a Sanremo 2001? Come non ricordare, a me stessa, che a Sydney 2000 fu l’unico dei colleghi di Marco a difenderlo? Come non prendere atto di una vocazione all’attacco, comunque? Di certe assurdità dell’antidoping verso di lui anche nell’accanirsi nel tempo? Ho solo detto, in sintesi, “pantaniano”. Le reazioni sono state sproporzionate, dettate dall’antipatia verso di me.
E l’antipatia non si contesta, si prende atto.
Quanto al resto, certo se esce un’assurdità nel trattamento dei ciclisti a me Pantani viene in mente, non mi viene in mente a sproposito, se parlo di Armstrong e il suo ritorno, se devo citare Pantani lo faccio nel forum di Pantani , non qui perché non avrebbe senso.
Certo se vedo il Tour, una tappa come ieri a Andorra, Pantani me lo fa venire in mente. A me piace il ciclismo delle imprese, dei campioni, quello eroico ed epico, l’ultimo è stato lui non è colpa mia.
Con questi m’annoio, che devo fare? Mi scopro a sperare che vinca Armstrong che, almeno, c’ha il carisma del campione.
E’ normale che un ciclista della personalità di Pantani, con tutta la sua vicenda e la sua morte non possa vedere chiuso il discorso con la definitività della tomba. Sono passati solo 5 anni, è chiaro che lui venga in mente proprio nel modo che dice grilloparlante.
Esattamente, caro mestatore, come nel tuo bellissimo racconto nei luoghi di Marco.
Tutto questo sarebbe del tutto normale se non ci fosse quell’antipatia di alcuni forumisti, non tanti,per fortuna . E sull’antipatia non ci posso fare niente.

Cara Miki, per esempio Di Luca non si è mai paragonato a Pantani e quando in qualche intervista è stato evocato il paragone, l'ha respinto con grazia. Ma ha sempre difeso Marco, anche quando era in vita.
E questo è un motivo ulteriore per aprrezzarlo. Perché, per me, è sbagliato paragonare a sproposito un ciclista a Pantani, mi sono scritta nella firma per mesi " Pantani non ha eredi ciclistici" sia qui che nel forum di Pantani nel timore panico di vedere Riccò con la maglia Mercatone, la bici Pantani e Boifava come tecnico. Come prof Roubaix, per esempio, sa benissimo visto che se ne è parlato anche privatamente.
No, dai, è l'antipatia, la razionalità non c'entra.
Dicendo antipatia non esagero, so benissimo almeno alcune delle persone a cui capita di provarla e penso sia dovuta al modo "non freddo", non impersonale in cui mi pongo, non penso a crociate e complotti.
A proposito, è imminente una puntata di Complotti, su La 7, dedicata a Pantani, si vede che lui suscita sempre interesse.


 

[Modificato il 11/07/2009 alle 10:31 by Donchisciotte]

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  postato il 11/07/2009 alle 14:58
Cara Maria Rita, sono perfettamente d'accordo con tutto quel che dici sul "pantaniano", ma allo stesso tempo non credo che ci sia una questione di antipatia personale dietro ai post in cui viene messa in discussione una certa modalità d'approccio alle questioni che chiamano in ballo Pantani. Mi riferisco principalmente a Subsonico e a quello che ha scritto, forse eccedendo nella retorica, ma perfettamente in buona fede, a mio parere.

Anche secondo me non c'era niente di male nell'uscita di Canali (credo sia stato questo il fatto scatenante del suo post), che peraltro si ricomprende nel "noi impasticcati", quindi non presuppone nel suo pensiero un giudizio negativo sul Pirata. Tutt'altro, ci leggo un senso di vicinanza, poi proprio perché come dici tu non siamo monadi, allo stesso modo ognuno legge e sente in un personaggio quel che quel personaggio gli evoca intimamente, non credo che tu ed io, pur con l'assoluta vicinanza della portata di quanto ha rappresentato Marco per noi, non credo che abbiamo le stesse sensazioni quando ne parliamo, a me stimola determinate sinapsi, a te altre, e ciò vale per tutti.

Quindi a Canali Pantani evoca determinate sensazioni, che vogliamo fare? Per di più si tratta di un artista, che vogliamo fare, vogliamo impedirgli di esprimere il suo pensiero su Marco? Anche se sappiamo che Marco non era un "impasticcato", ma il nostro amato Pasolini quando metteva Totò e Ninetto e Franco e Ciccio a fare Otello non si curava di come il "popolo" che lui cercava di avvicinare all'arte "alta" avrebbe reagito, di quali stimoli ne avrebbe ricavato, non poteva certo pretendere che tutti cogliessero i vari livelli di comunicazione della sua arte, ma la proponeva lo stesso, senza vincoli o paletti.

Cioè, mi va bene l'aizzarsi contro un giornalista che scrive falsità (o interpretazioni pretestuose) su Pantani, ma non mi va di porre limiti a chi fa arte (più o meno riuscita, poi questo sta anche ai gusti personali) ponendosi su un piano paritario con chi rappresenta, cercando vicinanza ed esprimendo buonafede.

Poi magari domani esce un Cattelan che fa una statua di Marco con una siringa nel braccio, e la cosa mi infastidirebbe tantissimo, non so, probabilmente sarei il primo a scagliarmi contro una cosa del genere, è un terreno che mi procura parecchi dubbi. Ma assolvo su tutta la linea Canali, però credo che Sub intendesse che non dovrebbe esserci qualcuno che si prenda la briga di assolvere o condannare Canali per questa cosa.

Comunque il dibattito è molto bello, mi piacerebbe che continuasse.

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 11/07/2009 alle 15:04
...solo per dire che se eccedo nella retorica è perchè ho tutto in testa e non riesco a dirlo. Quando un argomento è delicato non sono per niente bravo a spiegarmi. Tutto qua.

 

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  postato il 11/07/2009 alle 15:07
Originariamente inviato da Subsonico

ho tutto in testa e non riesco a dirlo


E smettila di citare gli Afterhours!!!

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 11/07/2009 alle 20:23
Originariamente inviato da Admin

Originariamente inviato da Subsonico

ho tutto in testa e non riesco a dirlo


E smettila di citare gli Afterhours!!!


ho la masturbazione del citazionismo musicale

 

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 12/07/2009 alle 21:18
Originariamente inviato da grilloparlante

Alzi la mano chi non sarebbe onorato di essere definito "pantaniano". E alzi la mano chi a questo punto non ha ancora capito l'accezione di questa parola così semplice. Un abbraccio...



Con tutti i risvolti che si porta dietro, essere definito "Pantaniano" per me rimarrà sempre un onore, bravo Grillo

 

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Livello Marco Pantani
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  postato il 13/07/2009 alle 00:48
Caro Admin, io musicalmente sono ferma ai cantautori, è proprio un ambito culturale, la musica, di cui non so nulla (fratello musicista e i suoi esercizi in casa per un paio di decenni mi hanno resa proprio refrattaria).
Quindi non giudico il cantante, né la canzone, né l’intento “buono” del cantante, né so quale diffusione abbia la sua canzone.
Solo che Pantani ha una storia particolare, cioè lui è morto ANCHE perché veniva considerato il dopato d’Italia, ha sofferto come un cane per quattro anni per questo. Che in una canzone lo si definisca “ re degli impasticcati” a me, personalmente, da pantaniana ( nel senso di tifosa né Doc né oligarca), dà parecchio fastidio.
Il cristianesimo si accontenta dell’etica dell’intenzione, a me convince di più l’etica della responsabilità.
L’intenzione può anche essere buona, ma la conseguenza prevedibile è che viene riconfermata, attraverso questa canzone, l’immagine di Marco dopato e drogato.
Pantani credo sia l’unico personaggio pubblico che, dal 1999 ad oggi, ha subito insulti a non finire e mai si è vista una querela superare la soglia degli studi degli avvocati, quindi non si sta parlando né di censure né di altro.
Ho solo detto che è un’offesa banale, reitera l’immagine di Marco che è la più convenzionale e contro cui da anni si chiede l’affermazione della sua dignità.
Sono peggio certi articoli o libri come quello di Rendell che, in nome della libertà d’espressione e della buona intenzione dell’autore che si propone di combattere il doping, lo proclama re degli psicopatici sin da bambino? Non lo so, una canzone è immediata,arriva subito e Pantani non è una star del rock a cui una definizione come “ re degli impasticcati” non nuocerebbe.
Nulla esclude che, come dici tu, sempre in nome della libertà d’espressione e della buona intenzione dell’autore, magari un giorno si passi alla statua di Pantani che si siringa o al quadro di Pantani fra alambicchi, siringhe, pasticche varie.
Non da oligarca del tifo, non da pantaniana doc, dico che non mi piace per niente, che è banale, offensivo e che dell’intenzione dell’autore , francamente, non mi importa.
Ovviamente è solo un parere, assolutamente impotente. “Purtroppo, non so come, sono in tanti”.


 

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 13/07/2009 alle 10:10
Tornando a bomba, cioè a Bicisport, forse si dovrebbe armarsi di uno spirito un po' più critico e lucido al momento di fare certe interviste. Stavo rileggendo quella a Pellizotti che andava al Tour per fare il capitano, come ha scritto Luca Neri, con tanto di enfasi per la sicurezza di Pellizotti, gasato dal terzo posto del Giro. E poi ho letto la Gazzetta stamattina e vi si dice che ieri Pellizotti è uscito di proposito dalla classifica. Uno esce di proposito e vuole essere leader della squadra?
O qualcuno non ha capito che Pellizotti scherzava, oppure Pellizotti non ha ancora capito che cos'è il Tour de France...
E invece tornando a Pantani tirato per la giacchetta, credo sia inevitabile e mi dispiace che la cosa generi fastidio. Sarà sempre così, almeno per coloro che hanno ritenuto Pantani la pietra di partenza del loro ciclismo. Lo ripeto, non mi sembra strano né mi crea fastidi: è solo un modo di valutare il mondo di questo sport alla luce di un metro piuttosto che di un altro. Contrariamente a quanto accade nella fisica, il bello del ciclismo è che il metro può avere diverse lunghezze.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 13/07/2009 alle 17:04
Secondo me Pellizotti non scherzava affatto.
Io penso che pretendesse che le gerarchie in casa si facessero in base alla sua condizione fisica.
Se sta bene, Nibali & co. vengono per secondi, altrimenti lui sceglie di lottare per le tappe e che se la vedano gli altri per la classifica.

Io credo che nell'intervista fosse sincero e non penso lavorerà per gli altri.
Bello veramente l'articolo di Vicennati su Basso. Ha analizzato come era giusto farlo, la diversa visione di Amadio e Riis. E l'approccio di Nibali e quello di Basso giovane.
Mi pare certo però che appaia un forte fastidio a questa gestione e alcuni cambieranno squadra.

 

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 13/07/2009 alle 17:53
Sai una cosa, Micky? Io penso che il ciclismo sia una scienza discretamente esatta e a mio avviso non è possibile arrivare a risultati immensi senza averne raggiunti di grandi.
Ora, Pellizotti era molto forte da dilettante, poi però non ha tenuto fede alle attese. Il podio del Giro secondo me vale poco, non fosse altro che sul podio del Giro ci salì anche Honchar... Perciò, quando leggo che Pellizotti vuole fare classifica al Tour, a me viene da chiedergli: ma tu, quali riscontri o esperienze hai di Tour, per poter dire che andrai a fare classifica, pretendendo per giunta di essere capitano di una squadra ProTour?
Ecco, se lo intervistassi, gliela farei una domanda del genere. Di certo, non mi aspetto che gliel'abbiano fatta i suoi tecnici, che sembrano assai propensi a tenersi tutti buoni e ad aspettare che qualcosa accada da sé. Sarò cinico e anche un po' bastardo, ma se il tecnico non è vincente, il corridore non vince. Se poi parliamo di mezzi corridori, come fanno tecnici/ex gregari a insegnargli il modo di vincere, se neanche loro lo sanno?
Quando sono diventati tecnici Martini, Pezzi, Ferretti, venivano comunque da esperienze importanti come gregari. Martini fu terzo in un Giro e terzo nella Cueno-Pinerolo, subito dietro Coppi e Bartali. Pezzi aveva vinto una tappa al Tour, aveva imparato da Coppi e comunque vinse Giro e Tour con Gimondi, Adorni e Pantani. Ferretti è quello che non ha mai vinto, ma ha mostrato palle da vendere. Questi della Liquigas come fanno a far vincere se non sanno come si fa e solo raramente hanno scortato e visto da vicino un campione che vinceva?

 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 14/07/2009 alle 01:30
Forse dico una cavolata totale ma non mi viene in mente un grande campione che sia stato anche un grande tecnico.
Parlo di campioni veri, non so tipo Gimondi, Merckx, Hinault, solo per fare degli esempi.
E' vero, grandi gregari che abbiano accompagnato un campione vincente. forse perché in loro non scatta competitività con il campione di cui sono tecnici.
Forse è una cavolata che chi capisce di ciclismo più di me, smentirà.

P.S. Se stai ad aspettare che Junior incalzi qualcuno in un'intervista ci diventi vecchio, grilloparlante.

 

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Livello Luison Bobet




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  postato il 14/07/2009 alle 09:09
Originariamente inviato da grilloparlante
.... Questi della Liquigas come fanno a far vincere se non sanno come si fa e solo raramente hanno scortato e visto da vicino un campione che vinceva?


Beh, Arrigo Sacchi a chi gli faceva notare del suo scarsissimo passato come calciatore rispondeva con una frase che mi piaceva molto: "Non sapevo che per essere un buon fantino bisogna essere stati dei buoni cavalli!"

Detto questo mi pare che la squadra che sta facendo meglio oggi, anche come investimenti futuri e' il tam columbia guidato da Bob Stapleton, che non ha trascorsi ciclistici.

Per quanto riguarda i campioni grandi tecnici, a parte Binda non me ne vengono in mente molti (e non so Binda quanto grande sia stato come tecnico).
Il problema di base e' che di solito i fuoriclasse hanno/avevano una facilita tale a fare certe cose con naturalezza, che difficilmente riescono a trasferire a altri meno dotati.

Ciao!

 
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Livello Eddy Merckx




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  postato il 14/07/2009 alle 09:18
Sono d'accordo con te, Leo. Come se per essere buoni medici occorra essere morti almeno dieci o quindici volte. Non è cosi' che funziona. Il bagaglio del buon tecnico non è fatto solo di conoscenze ciclistiche. Pre condizione, assolutamente imprescindibile per chiunque; buon tecnico, buon manager, buon medico è il possedere minime doti di intelligenza e buon senso. Che sono merce rarissima.

 

[Modificato il 14/07/2009 alle 09:35 by prof]

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 14/07/2009 alle 10:24
Sì, a livello teorico dite bene, ma scendiamo nello specifico, sennò si riempie la stanza di fumo.
Stefano Zanatta è una bravissima persona, ma ne sa pochino di tecnica e non ha la personalità per imporsi sui suoi corridori, come l'hanno invece Bruyneel, Ferretti e Riis.
Dario Mariuzzo è un ottimo compagnone, che è andato avanti una vita in quanto cognato di Argentin: brava persona, spiritoso, divertente, ma un direttore sportivo ProTour, un allenatore di serie A dovrebbe essere un'altra cosa.
Mario Chiesa fa il suo, forse è il migliore, ma ha un problema: non parla il dialetto veneto.
Hanno avuto Roberto Damiani che è troppo bravo e l'hanno mandato via perché prendeva troppo spazio.
E il team manager Amadio, la sera prima della Liegi e di tappe importanti del Giro l'hanno visto a cena fuori con gli sponsor e non con i corridori.
Ecco, questo è il quadro. Neppure Ferretti è mai stato un campione, ma aveva le palle come tecnico. Non dico che si debba essere stati campioni, non l'ho scritto neppure ieri: dico che per essere tecnici di campioni occorre essere campioni fra i tecnici. E se un tecnico non ha il carattere per primeggiare e imporsi sui campioni, la squadra si sfascia. E se il tecnico non ha questo carattere perché non riesce a superare il suo passato di gregario, è inutile sperare che ci riesca in futuro.
Ferretti era gregario di Gimondi, poi è salito sull'ammiraglia e l'ha diretto senza la minima soggezione. Non ci sono regole assolute, ci sono uomini.

Vi cito un pezzo del vecchio Gino Sala sull'argomento, per capire meglio ciò che intendo:
"Ho scritto e riscritto che si è persa la scuola dei Luciano Pezzi, degli Alfredo Martini e dei Giorgio Albani, di quei costruttori dotati di competenza e di saggezza. Guadagnavano pochissimo e producevano molto. Adesso la maggioranza degli ammiragli veste i panni del manager, dell'amministratore unico e si pongono nella categoria dei trafficanti, di coloro che poco o niente insegnano essendo disturbati nel loro compito da un sistema a ben vedere rovinoso perché impregnato di affarismi che condizionano e distolgono l'individuo da quello che dovrebbe essere il suo principale lavoro. Peccati di un ciclismo che non rispecchia i miei desideri, bello in apparenza, ma non nella sostanza, lussuoso, ricco a dismisura, in antitesi con quello che possedeva il crisma della semplicità, umile, figlio della santa fatica e della sofferenza. Certo, oggi è difficile estraniarsi da un contesto troppo articolato, altezzoso, invadente coi suoi bilanci miliardari, assai diverso dal passato nell'organizzazione, perciò mi conforta nel vedere in Ferretti un uomo che si rifà ad una preziosa esperienza.
"Un Ferretti fermo ed esemplare nei suoi indirizzi che messi in pratica producano ottimi risultati. Sicuro che ascoltando Giancarlo s'impara a crescere e a dare il meglio di se stessi".

Chiaro che né Ferretti né Riis sono stati verginelle, ma tranquilli che non lo è stato nessuno. E' solo che a guardare i tecnici che guidano i nostri migliori atleti (parlo anche di Cunego, beninteso) e confrontandoli con quello che c'è negli squadroni all'estero, ti cadono le braccia.
Basso passò da Ferretti a Riis e da Riis a Bruyneel. Come credete possa trovarsi con l'allegra banda dei veneti della Liquigas?

 
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Livello Eddy Merckx




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  postato il 14/07/2009 alle 11:08
Immagino ti sia sfuggito ma, credimi, è esattamente quello che andiamo dicendo da mesi. Anzi, da anni.
Su Ferretti ho altre idee; non è presentabile. E' un uomo di nessuna cultura, poco duttile, incapace nel modo piu' assoluto di rapportarsi ad un mondo che non è piu' il suo. Sono personalmente convinto che abbia anche altri difetti ma non li dico.
Purtroppo non sono da meno gli sponsor italiani.

 

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Livello Luison Bobet




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  postato il 14/07/2009 alle 11:46
Originariamente inviato da grilloparlante

Sì, a livello teorico dite bene, ma scendiamo nello specifico, sennò si riempie la stanza di fumo.
Stefano Zanatta è una bravissima persona, ma ne sa pochino di tecnica e non ha la personalità per imporsi sui suoi corridori, come l'hanno invece Bruyneel, Ferretti e Riis.
Dario Mariuzzo è un ottimo compagnone, che è andato avanti una vita in quanto cognato di Argentin: brava persona, spiritoso, divertente, ma un direttore sportivo ProTour, un allenatore di serie A dovrebbe essere un'altra cosa.
Mario Chiesa fa il suo, forse è il migliore, ma ha un problema: non parla il dialetto veneto.
Hanno avuto Roberto Damiani che è troppo bravo e l'hanno mandato via perché prendeva troppo spazio.
E il team manager Amadio, la sera prima della Liegi e di tappe importanti del Giro l'hanno visto a cena fuori con gli sponsor e non con i corridori.
Ecco, questo è il quadro. Neppure Ferretti è mai stato un campione, ma aveva le palle come tecnico. Non dico che si debba essere stati campioni, non l'ho scritto neppure ieri: dico che per essere tecnici di campioni occorre essere campioni fra i tecnici. E se un tecnico non ha il carattere per primeggiare e imporsi sui campioni, la squadra si sfascia. E se il tecnico non ha questo carattere perché non riesce a superare il suo passato di gregario, è inutile sperare che ci riesca in futuro.
Ferretti era gregario di Gimondi, poi è salito sull'ammiraglia e l'ha diretto senza la minima soggezione. Non ci sono regole assolute, ci sono uomini.

Vi cito un pezzo del vecchio Gino Sala sull'argomento, per capire meglio ciò che intendo:
"Ho scritto e riscritto che si è persa la scuola dei Luciano Pezzi, degli Alfredo Martini e dei Giorgio Albani, di quei costruttori dotati di competenza e di saggezza. Guadagnavano pochissimo e producevano molto. Adesso la maggioranza degli ammiragli veste i panni del manager, dell'amministratore unico e si pongono nella categoria dei trafficanti, di coloro che poco o niente insegnano essendo disturbati nel loro compito da un sistema a ben vedere rovinoso perché impregnato di affarismi che condizionano e distolgono l'individuo da quello che dovrebbe essere il suo principale lavoro. Peccati di un ciclismo che non rispecchia i miei desideri, bello in apparenza, ma non nella sostanza, lussuoso, ricco a dismisura, in antitesi con quello che possedeva il crisma della semplicità, umile, figlio della santa fatica e della sofferenza. Certo, oggi è difficile estraniarsi da un contesto troppo articolato, altezzoso, invadente coi suoi bilanci miliardari, assai diverso dal passato nell'organizzazione, perciò mi conforta nel vedere in Ferretti un uomo che si rifà ad una preziosa esperienza.
"Un Ferretti fermo ed esemplare nei suoi indirizzi che messi in pratica producano ottimi risultati. Sicuro che ascoltando Giancarlo s'impara a crescere e a dare il meglio di se stessi".

Chiaro che né Ferretti né Riis sono stati verginelle, ma tranquilli che non lo è stato nessuno. E' solo che a guardare i tecnici che guidano i nostri migliori atleti (parlo anche di Cunego, beninteso) e confrontandoli con quello che c'è negli squadroni all'estero, ti cadono le braccia.
Basso passò da Ferretti a Riis e da Riis a Bruyneel. Come credete possa trovarsi con l'allegra banda dei veneti della Liquigas?


Allora siamo d'accordo su tutto tranne che su Ferretti.
Per tornare in topic allora chiedo:
Cosa serve per avere questi tecnici preparati? Una Coverciano del ciclismo?
Oppure ci sono gia'(citi Damiani e mi trovi abbastanza concorde),ma non hanno spazio per emergere?
E se e' cosi, perche?
Perche' il mondo del ciclismo e' un mondo chiuso, sempre con gli stessi personaggi che ruotano, indipendentemente dalle capacita ma dipendente dalle conoscenze?
Mi sono sempre chiesto come si fanno a dare in mano a certi personaggi tanti soldi e tante persone da "gestire"...

 
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Livello Eddy Merckx




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  postato il 14/07/2009 alle 19:02
Originariamente inviato da grilloparlante

Vi cito un pezzo del vecchio Gino Sala sull'argomento, per capire meglio ciò che intendo:
"Ho scritto e riscritto che si è persa la scuola dei Luciano Pezzi, degli Alfredo Martini e dei Giorgio Albani, di quei costruttori dotati di competenza e di saggezza. Guadagnavano pochissimo e producevano molto. Adesso la maggioranza degli ammiragli veste i panni del manager, dell'amministratore unico e si pongono nella categoria dei trafficanti, di coloro che poco o niente insegnano essendo disturbati nel loro compito da un sistema a ben vedere rovinoso perché impregnato di affarismi che condizionano e distolgono l'individuo da quello che dovrebbe essere il suo principale lavoro. Peccati di un ciclismo che non rispecchia i miei desideri, bello in apparenza, ma non nella sostanza, lussuoso, ricco a dismisura, in antitesi con quello che possedeva il crisma della semplicità, umile, figlio della santa fatica e della sofferenza. Certo, oggi è difficile estraniarsi da un contesto troppo articolato, altezzoso, invadente coi suoi bilanci miliardari, assai diverso dal passato nell'organizzazione, perciò mi conforta nel vedere in Ferretti un uomo che si rifà ad una preziosa esperienza.
"Un Ferretti fermo ed esemplare nei suoi indirizzi che messi in pratica producano ottimi risultati. Sicuro che ascoltando Giancarlo s'impara a crescere e a dare il meglio di se stessi".



Intanto bisognerebbe capire bene la differenza che intercorre tra Team Manager e Direttore Sportivo, cosa che non sembra essere molto chara nella mente di Sala. Team Manager è colui che ha la responsabilità del budget della squadra e del raggiungimento degli obbiettivi in esso posti: la responsabilità dei risultati, sia economici che sportivi. Per raggiungere questi obbiettivi si avvale del Direttore Sportivo con il quale concorda programmi e calendari. Al DS afferiscono invece tutte le attività di conduzione dei corridori in corsa, ivi comprese tattiche e strategie di gara. Questo, in linea generale, perchè poi rimane il TM la vera figura di riferimento (e non potrebbe essere altrimenti, viste le sue responsabilità). Quando Sala dice che gli "ammiragli" oggi vestono i panni degli affaristi, oltre che rivelare il suo pregiudizio ideologico novecentesco, non tiene conto del fatto che, per gestire un budget di dieci o venti milioni a stagione, sia necessaria qualche competenza in piu' che l'avere pestato sui pedali di una bici in età giovanile. Non era la stessa cosa nel suo secolo, allorchè era il "parun" medesimo, vuoi Borghi o Salvarani o Molteni, ad accollarsi questa responsabilità, col risultato, non infrequente purtroppo, di veder andare la propria azienda in bancarotta. Oggi non sarebbe pensabile ai Signori Saxo Bank, Astana, AG2R, comportarsi allo stesso modo. Sempre piu' spesso, gli sponsor, sono grosse imprese con un management dalle responsabilità diffuse all'interno di un consiglio di amministrazione. Questo è anche il motivo per cui gli sponsor e i team italiani fanno cadere le braccia . Si tratta per lo piu' di aziende relativamente piccole con una struttura molto semplice e troppo spesso gestite in maniera semi-artigianale.

In queste condizioni non c'è da stupirsi che il ciclismo italiano stia diventando marginale. Mentre da un lato crescono team dalla forte organizzazione, unita a competenze e chiara divisione dei compiti e dei poteri, in Italia abbiamo ancora imprenditori che gestiscono le squadre come gestirebbero la loro azienda. Si tratta di un'autentica follia.

Sala dice di non riconoscersi piu' in questo ciclismo divenuto ricco a dismisura. Ricco dove ? Solo nella sua mente ottenebrata dall'ideologia si può definire ricco questo ciclismo. I tanti, troppi, errori commessi dalla sua dirigenza hanno drammaticamente impoverito questo sport, rendendolo non piu' appetibile ai grandi sponsor. I compensi sono calati drasticamente e un corridore di centro gruppo riceve uno stipendio che non giustifica assolutamente il sacrificio. Sacrificio che consiste non tanto nella fatica, ma nella perdita di quei dieci anni che di norma consentono ad un ragazzo di crearsi un mestiere.

Non a caso, infatti, Sala termina incensando Ferretti; uno dei personaggi umanamente e professionalmente meno dotati in assoluto.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 14/07/2009 alle 20:19
Domani vado a farmi visitare. C'è qualcosa che non va. Anche in questo thread non mi rimane che sottoscrivere tutto quanto dice Prof. Devo preoccuparmi, dottore?

 

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Livello Marco Pantani
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  postato il 14/07/2009 alle 21:19
Boh, a me pare che Riis e Bruyneel siano ex ciclisti che non mi sembrano verginelle rispetto a Ferretti. Poi saranno anche grandi manager o affiancati da grandi manager ma sono ex ciclisti che , soprattutto Riis, " formano", nel bene e nel male un ciclista.
Io Ferretti non lo posso vedere perché non mi è piaciuto per niente con Frigo però non credo che esistano i diavoli e le verginelle in quel campo.
Me lo ricordo con Gimondi e penso avesse parecchio da insegnare ciclisticamente, poi odio le demonizzazioni di chiunque, come se uno fosse unidimensionale. E, forse, dico forse perché ho coscienza dei miei limiti ciclistici, rispetto a certi DS di oggi in certe squadre italiane, forse il Ferretti di Gimondi qualcosa di più valeva.
Io vedo solo che quando l'aria si fa brutta o è Riis o è Ferretti o è quello di Riccò che non mi viene il nome, lo scaricabarile è lo stesso.
Pure saronni ( TM, No?), leggo che ha detto che Cunego quasi non merita quello che prende visti gli scarsi risultati nei GT. Veramente grande stile dirlo in un'intervista.
Però siccome di management non so niente e me ne vanto, sulle abilità manageriali dei TM sto zitta.
Però non mi toccate Gino Sala, cavolo un grande giornalista, raccontatore di storie e anche dell'Unità.
Sarà del secolo scorso ma di cose da raccontare ne ha.
Anzi, siccome mesi fa avevo comprato un suo libro recensito da pastonesi e ancora non l'ho letto, mi avete fatto venire voglia di cercarlo in mezzo alle mie librerie e al mare di libri che devo ancora leggere e andarmelo a leggere.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 14/07/2009 alle 23:14
E' vero che i campioni non sono mai bravi allenatori, non possono insegnare quello che per loro è naturale.
Uno che invece non è mai stato talento puro, ha dovuto lavorare su se stesso, sui propri pregi e difetti e su quelli degli avversari. Ecco perchè può essere un bravo allenatore.
In Italia però c'è una brutta mentalità, quella di andare per vincere se hai il campione, andare per farsi vedere e accontentarsi se il campione non ce l'hai, anzichè studiare la corsa e capire dove puoi fare la differenza anche senza fuoriclasse.
Qui sta la differenza. E nelle squadre italiane di oggi non si ragiona così.
Ho letto velocemente gli articoli su Cunego e quel che ho letto mi ha lasciato sbigottita. Dopo anni di gestione, Saronni capisce che il problema di Damiano è la pressione, acuto!
E cosa fa per aiutarlo? Sembra ignorarlo o addirittura rincarare la dose di pressione. Ogni anno una preparazione diversa dall'anno precedente, ogni anno un flop. Forse ha bisogno di uno psicologo che lo aiuti a gestire la pressione e non un'idea nuova a stagione. Ma Bicisport quando metterà sotto esame questi TM, questi DS?

 

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Michela
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Vita in te ci credo le nebbie si diradano e oramai ti vedo non è stato facile uscire da un passato che mi ha lavato l'anima fino quasi a renderla un po' sdrucita. Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano ma la sofferenza tocca il limite e cosi cancella tutto e rinasce un fiore sopra un fatto brutto



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Livello Moreno Argentin




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  postato il 15/07/2009 alle 00:39
"Sala dice di non riconoscersi piu' in questo ciclismo divenuto ricco a dismisura. Ricco dove ? Solo nella sua mente ottenebrata dall'ideologia si può definire ricco questo ciclismo".

Intanto l'articolo di Sala è di cinque anni fa (non l'avevo detto, sorry) quando soldi ne giravano molti di più e poi credo che meriti comunque più rispetto, a meno che il fatto di scrivere su L'Unità non ne faccia a prescindere un nemico. Ce ne fossero di giornalisti che amano come lui il ciclismo, caro prof, ce ne fossero...

"Quando Sala dice che gli "ammiragli" oggi vestono i panni degli affaristi, oltre che rivelare il suo pregiudizio ideologico novecentesco, non tiene conto del fatto che, per gestire un budget di dieci o venti milioni a stagione, sia necessaria qualche competenza in piu' che l'avere pestato sui pedali di una bici in età giovanile".

Mi dici dove sta la competenza manageriale di Saronni e Amadio? E tu credi che Bruyneel e Riis abbiano studiato management o semplicemente si appoggino a studi con le palle?

"I compensi sono calati drasticamente e un corridore di centro gruppo riceve uno stipendio che non giustifica assolutamente il sacrificio. Sacrificio che consiste non tanto nella fatica, ma nella perdita di quei dieci anni che di norma consentono ad un ragazzo di crearsi un mestiere".

Mi dici chi costringe i corridori a smettere di studiare e a porsi fuori dal mercato del lavoro? Mi dici perché Pinotti e Quinziato, oppure Cioni e Pozzovivo debbano essere le eccezioni? Mi dici perché negli squadroni nessuno si fa carico del livello culturale degli atleti? E tu credi che un ambiente così poco preparato fosse pronto per sostenere la bordata di soldi portata in anni andati dalla Mapei, senza cadere nel facile tranello del doping in cambio di punti Uci e dei relativi quattrini?

"Al DS afferiscono invece tutte le attività di conduzione dei corridori in corsa, ivi comprese tattiche e strategie di gara".

Mi fai l'esempio di una tattica di gara (parliamo di squadre di club) che ti ha strappato l'applauso negli ultimi cinque anni, che sia stata davvero un capolavoro del DS?

Mi pare che non si voglia guardare tanto in faccia i problemi e si rimanga ancorati a luoghi comuni un po' datati, quelli per cui siamo sempre qui a parlare delle stesse cose.
Comunque mi pare che si stia andando fuori tema, qui si dovrebbe parlare d'altro. Per cui mi ritiro e vista l'ora, me ne vado a nanna...

 
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Livello Eddy Merckx




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  postato il 15/07/2009 alle 10:30
Guarda, Grillo, non ho mai ritenuto Gino Sala un grande giornalista. Ne ho condiviso molte opinioni, ad esempio quando sosteneva che il calendario ciclistico si andava riempiendo di troppe gare oppure, per inciso, quando era proprio lui che denunciava i bassi livelli salariali dei corridori, sin dagli anni '70. Per il resto era uno che anteponeva gli interessi della sua bottega politica a quelli di giornalista. Era, insomma, un militante e forse è proprio questo ruolo che, agli occhi di altri a lui affini politicamente, lo rende indimenticabile. Per me, che lo leggevo sempre, era e rimane un mediocre giornalista.

Tanto per non andare lontano da quegli anni, altri giornalisti, un nome a caso su tutti, Mario Fossati, erano infinitamente meglio di lui.

Per quanto attiene alla seconda parte del tuo post, non pretendo certo che tu conosca il mio pensiero, peraltro espresso in tantissime occasioni su questo forum; se però avessi letto qualcosa, sapresti, per esempio, che la mia opinione sulle persone da te citate non è propriamente positiva e l'ho ribadito anche piu' sopra. Durante il giro vi è stato un accesissimo dibattito sulla Liquigas e tanti di noi hanno evidenziato la conduzione svaccata di quel team, ben prima che se ne occupasse BS. Lo ribadisco; il livello professionale dei team italiani è molto, troppo basso e ciò accade, in gran parte, per i motivi che ho espresso piu' sopra. Evidentemente, offesi dal mio pensiero su Gino Sala, i tuoi occhi non hanno piu' letto ciò che nel mio post veniva dopo.

Paradossalmente però, e non tanto, a pensarci, la mia attenzione va alle tue critiche (non molto chiare, in vero) a proposito delle mie affermazioni sul fatto che, facendo il corridore, si perdono anni importanti dal punto di vista formativo e professionale. E' un argomento che a me sta particolarmente a cuore perchè, in parte, sta anche all'origine dei disastri attuali. Oggi, Pinotti e Quinziato (e qualche altro), hanno potuto raggiungere un diploma per il solo fatto che l'università delle cosiddette lauree brevi altri non è che un'emerita pagliacciata. Se, prima dell'introduzione del numero chiuso a medicina, si fossero iscritti a questa facoltà, ti assicuro, avrebbero immediatamente smesso di correre (o avrebbero abbandonato gli studi, a seconda ... ). Lo stesso vale per ingegneria, prima dell'introduzione della laurea breve. Il Pinotti, con la sua laureetta triennale in ingegneria, non vale, in termini di preparazione, un perito di 10 o 15 anni fa. Scusatemi l'inciso.

Resta comunque il fatto che, se si fa tutta la carriera di corridore, fino a 33/35 anni, l'inserimento nel lavoro diventa problematico ed ecco la ragione per cui, tutti questi ex corridori, vengono cooptati nel mondo del ciclismo. Se poi sai anche leggere, diventi immadiatamente TM o DS.

 

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Livello Marco Pantani
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  postato il 15/07/2009 alle 11:06
Appunto, il problema di Gino Sala è politico, scriveva sull'Unità ( Prof, ogni tanto, visto che su questo stiamo su sponde opposte, si deve pur litigare noi due).
Sì, si dovrebbe parlare di altro ma ormai si è cominciato a parlare di questo, un aggancio potrebbe essere che BS la potrebbe pure fare una bella inchiesta su questo ( DS, TM e cosa comporti tutto questo).
Oggi, per esempio, leggo l’articolo di ieri sul Tour su repubblica ( non sciatto per la prima volta dall’inizio del Tour).
Vi vengono descritti i rapporti fra Contador e Armstrong, mi pare proprio alla luce di questo ciclismo dei manager ( o pseudomanager).
Do, ovviamente, per scontato che Mura non scriva cavolate, prendo per buono.
Dunque, Bruyneel vuole a qualunque costo una vittoria di Armstrong perché è proiettato sulla squadra del prossimo anno per cui serve trovare sponsor fortissimi oltre a Nike e la Fondazione di Armstrong stesso e altri sponsor che già ci sono.
Per questo ( il giro di miliardi è, ovviamente, vorticoso) serve una vittoria dell’Amerikano e il boom mediatico che ne deriverebbe.
Contador è praticamente isolato ( lo segue il fratello), in conferenza stampa, sempre secondo Mura, l’addetto stampa della squadra gli porge un bicchiere con l’acqua, lui lo rifiuta e si apre una bottiglia chiusa e beve da là ( il che mi fa pensare che certe idee del mio amico Tex del forum di Pantani sui rapporti fra Contador e l’Amerikano non siano sballate).
Perché il problema, secondo Mura e, modestamente, anche secondo me, è che Contador è più forte di Armstrong in questo Tour, quindi Bruyneel, in nome dei soldi futuri, sta rischiando, deciso a giocarsi Contador solo in caso estremo di crollo o di manifesta inferiorità di Lance. Ovviamente esponendosi al rischio della resurrezione improbabile ma possibile dei vari Schleck ecc.
Contador non vede l’ora che passino questi mesi e poi l’anno dopo va nella squadra di Valverde.
Ora, il ciclismo dei Salvarani e dei Molteni sarà anche stato arcaico ( secondo me sopravvissuto fino al 5 giugno 1999…), quello descritto da Sala un rudere del passato e Ferretti il peggio del peggio, però, non so perché, a me questo management esasperato fatto da gente ( ex ciclisti) che anche secondo me non è che abbiano fatto chissà che studi in quel campo, mi fa inorridire.
Rende sempre più difficile “ cercare l’uomo”, quello che raccontava Sala, quello che, solo negli articoli felici, cerca di fare ancora BS.
E poi, dopo il tracollo dell’economia mondiale, dopo l’evidenza della nullità di manager, broker e porcheria varia, si può ancora pensare che la salvezza stia là? Non era chiaro che le multinazionali avrebbero portato necessità di risultati ad ogni costo per rientrare degli investimenti e che questo avrebbe portato, insieme all’evoluzione tecnica, all’esasperazione del doping? E mille altre conseguenze negative, fra cui lo scimmiottamento del management da parte di DS e TM nostrani?
E’ vero, la salvezza sta nella cultura, nel fare in modo che i ciclisti non abbiano il ciclismo come unica possibilità perché il mondo non è più quello di 30 anni fa ( si fa il ciclista/gregario, con i soldi si apre un negozio e si sfanga la vita futura), è vario e competitivo. Solo che magari qua sta l’incapacità di DS e TM, purtroppo a loro volta analfabeti o analfabeti di ritorno.
E allora il problema si fa, come sempre, più complicato.
E' vero prof che oggi ci sono le lauree brevi e che è relativamente facile laurearsi ma , per arrivarci, bisogna aver fatto una scuola superiore ( Liceo, istituti tecnici ecc.), bisogna, comunque, avere più cultura di quella che ha chi ha fatto solo la terza media ( cioè più opportunità) e significa trovarsi alla pari con i ragazzi che escono dalla stessa università e laurea breve, non minus habens rispetto agli altri. Che è poi quanto diceva Mondini in una recente intervista: la sua salvezza è stata la laurea in psicologia. Sia pure breve.
E poi è vero che prima,ai miei tempi ( pessima espressione) la laurea era una laurea "pesante" ma è anche vero che veniva al termine di una scuola classista assai. Ma qua si va troppo lontano.

 

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Livello Eddy Merckx




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  postato il 15/07/2009 alle 11:56
Dolcissima Maria Rita, se per andare d'accordo con te devo scrivere che Sala era un bravo giornalista, meglio, mille volte meglio sbranarci.

Su Armstrong e Contador non ho ancora idee molto chiare; come ho riportato altrove, la mia sensazione è che l'americano stia gettando le basi per diventare padrone del ciclismo, in proprio o per persona da nominare. Se la devo leggere in questa chiave, mi parrebbe strano che Lance facesse la guerra a Contador, ma io non sono lui e l'uomo in questione è bizzoso assai. Vedremo. Una cosa però è certa, Contador non è Basso.

Dici che "questo management esasperato" ti fa inorridire. Vorrei capire di quale management parli visto che, nel 70% dei casi, siamo ancora agli ex ciclisti. Io sono qui ad auspicare che l'ingresso di questi grandi (dimensionalmente) sponsor faccia piazza pulita di tutti quei figuri li' e tu, come sempre, vai a parare sullo stato imperialista delle multinazionali. Posto che il ciclismo dei Borghi e dei Molteni è morto (e purtroppo anche le loro aziende e forse proprio a causa del ciclismo) e che i nuovi sponsor comportano "de facto" una gestione piu professionale e competente dei team, che facciamo, li lasciamo gestire agli Zanatta (nomen omen) di turno ? Quando scenderai dalla tua tribuna e ti rimetterai a ragionare con la testa, fammi un fischio, che riprendiamo il discorso.

Voglio solo aggiungere una piccola cosa sulla scuola classista. Medie e istituti superiori sono una barzelletta voluta prorio dalla sinistra. Tutti promossi con voti alti senza nemmeno sapere che Asti è in Piemonte e Catania in Sicilia (non lo dico a caso). Certo, non bisogna discriminare tra chi è intelligente e chi non capisce un belino. Tanto ci penserà l'università: quella del numero chiuso a medicina, strenuamente voluto dalla sinistra anch'esso. Si', prova un po' ad informarti degli effetti del numero chiuso; pochissimi i posti a disposizione, caste che nascono e corruzione che dilaga. Quelli che entrano sono talmente pochi che debbono anche uscire, per forza, perchè già non ci sono piu' medici. L'esame di anatomia, che una volta richiedeva sei mesi di studio e qualche migliaio di pagine da computare, oggi è ridotto ad una dispensina di circa 100/150 pagine. Anno 2008/2009 : 7000 posti a disposizione. Ai test (test a risposta multipla, non so se capisci ... ) d'ingresso si presentano in 45,000. Il profumo della casta. Vera.

Mia cara, dici che era classista la nostra scuola ? E questa voluta da Berlinguer che cacchio è, per tutti ? Si', per tutti quelli che hanno i soldi per mandare i propri figli a Londra o in America.
Metti i piedi per terra, amica mia.





 

[Modificato il 15/07/2009 alle 12:01 by prof]

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