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Autore: Oggetto: Bici Sport

Livello Roger De Vlaeminck




Posts: 636
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  postato il 31/03/2009 alle 10:35
Ogni mese che passa... Bicisport è sempre più vecchio. Basso merita la copertina dopo che vince la sua prima corsa in maglia Liquigas non adesso.
Cavendish meritava una super copertina ma ragazzi ... questi parlano del mondiale a marzo, cosa pretendiamo?

 

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Pap

 
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Livello Marco Pantani
Utente del mese Febbraio 2009
Utente del mese Agosto 2009




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Registrato: Sep 2004

  postato il 31/03/2009 alle 11:43
Gioco delle parti è quello delle lettere al direttore dove, da solo, lui se la canta e se la suona,pubblicando solo quello che crede si costruisce un mondo senza dissenso dove, al massimo, gli chiedono più cattiveria per consentirgli la bontà del padre nobile.
Il giornalista che chiede a un ciclista che rientra dopo due anni qualcosa sui dubbi sulla tenuta, sul ritmo ecc. fa, ovviamente, il suo lavoro ed esprime i dubbi dello stesso ciclista, spesso è il tifoso che percepisce qualsiasi parola come lesa maestà.
Sono d'accordo che OP abbia voluto colpire uno,con pochi altri che sono saltati,fermata al momento opportuno ( i legami con medici italiani di Fuentes) e usata da due anni come dose ricattatoria a orologeria.
Su Cecchini e Cunego hai usato la parola giusta: " avveduto", uno che sa vivere, anche nella scelta del momento di annunciare di averlo lasciato.
Su Riccò: a prescindere da quello che poi è successo, in quei pochi giorni in cui al Tour ha dato quella piccola scossa l'interesse si è ridestato, eppure era una scossa accompagnata da centomila sospetti, centomila controlli. Solo che Riccò, senza stare a citare altri ciclisti da cui è lontano anni luce, ha qualità di saper emozionare la gente che altri non hanno. E, a parte gli espertissimi di ciclismo, quelli che vanno in bicicletta anche loro ecc., il pubblico più vasto a cui il ciclismo deve aprirsi se non vuole essere sport di nicchia, cerca il campione che sappia trascinarlo via dall'apatia. E questa è qualità rara.

Quanto a BS penso che Neri senior dovrebbe forse chiedersi se quello che viene richiesto al ciclismo non è solo che i ciclisti non si facciano beccare ma anche che un giornale sappia darsi quella scossa, quella capacità di cambiamento in rapporto ai tempi mutati, quella capacità di interagire con i vari media perché il pubblico non è più solo quello dei vecchi tempi, è fatto anche di ragazzi che alla carta stampata preferiscono la rete, è fatto anche di quella, magari finta, democrazia che è l'interazione fra il giornale e il lettore, è fatto di capacità di inchiesta, di tante cose.
la gente può spendere sempre meno e i giornali stanno facendo un grande sforzo di adeguamento tra edizioni cartacee e on line, politica dei libri o dvd allegati al giornale ( che mi pare Neri non ammette proprio), interazione dei giornalisti con i lettori ( Repubblica è piena di blog dei suoi giornalisti più rappresentativi, è chiaro che poi si crea un legame fra il giornalista e il lettore che è più difficile spezzare, in cui magari il lettore apprezza la possibilità di discutere con il giornalista e di dissentire o di approfondire argomenti .
Insomma a me pare che , a parte i ciclisti dopati, altre cose si dovrebbe chiedere BS.
Aggiungo solo una piccola cosa, fra le enormi, quasi impossibili difficoltà da superare di un'impresa come quella di far risorgere il forum di Pantani da anni di risse, incuria, disaffezione ecc. vedo i miracoli di comunicazione che sta facendo Vicennati ( nel poco tempo a disposizione, ovviamente, il suo lavoro non è quello) in questa impresa tipo folle volo di Ulisse...Non aggiungo altro, solo che è troppo semplice fermarsi al dopato che porta via pubblico, bisogna anche chiedersi cosa si stia facendo per attirare il pubblico che non è più quello di quando io cominciai a comprare BS.
Neri senior ha mai letto Larsson ( autore dei romanzi evento di questo periodo), la sua trilogia di Millenium? Millenium è un mensile, con poche risorse finanziarie ma centomila idee esplosive su inchieste, internet, libri che approfondiscono le inchieste. Ecco, leggerlo non farebbe male ( solo che per seguire come va a finire si veglia la notte...).

 

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"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997 ( tempi non sospetti),parlando di doping in un'intervista televisiva con Gianni Minà.

Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping.

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 31/03/2009 alle 14:49
Non credo di comportarmi come il più banale dei tifosi. Ma non spetta me giudicare il mio atteggiamento. Giustamente.

Vicennati, che ho visto per la prima volta alla Tirreno-Adriatico e curiosamente me lo aspettavo diverso (ha la mia età eppure immaginavo che dimostrasse molto di più). Mi ha sorpreso.
Non ho criticato il suo articolo a Basso, anzi.
Non mi piacciono gli altri articoli degli altri giornalisti che praticamente non dicono niente. Ma come ho anticipato mesi fa ora compro Cycling pro.

Per me Ivan non doveva essere su quella copertina. Dopo la Tirreno-Adriatico vinta da Scarponi e dopo la Milano-Sanremo di Cavendish e prima della campagna del Nord, Basso in copertina non c'azzecca per niente.
Ha ragione Paz.

 

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Michela
"Stiamo Insieme, Vinciamo Insieme - Ivan Basso"


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Livello Eddy Merckx




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  postato il 31/03/2009 alle 15:37
Originariamente inviato da miky70

Per me Ivan non doveva essere su quella copertina. Dopo la Tirreno-Adriatico vinta da Scarponi e dopo la Milano-Sanremo di Cavendish e prima della campagna del Nord, Basso in copertina non c'azzecca per niente.
Ha ragione Paz.



Mi permetto di dissentire, Micky. Si può dire di tutto di BS; giornale vecchio, un po' ipocrita, troppo dalla parte dove piega il frumentone e chi piu' ne ha piu' ne metta. Non si può dire che siano incompetenti.

Ora può pure darsi che io travisi tutto, che la mia vista non sia piu' quella di una volta ma, per me, la notizia del mese di Marzo è che, alla TA Basso ha dato la sensazione di giocare come il gatto con il topo. Se li toglie da ruota quando vuole. E non mi pare cosa da poco.

Per quanto attiene a Cavendish, beh, è stato già detto tutto e non mi pare questo exploit abbia scaldato molto i cuori. Giornata bellissima, vento a favore, gruppo da 200 e passa corridori, non poteva che finire cosi'. Con un gruppo cosi' folto, ai piedi della Cipressa ci arrivavo pure io; è come stare dietro ad un autocarro con rimorchio, avete mai provato ? Cipressa e Poggio ? Un velocista sa bene come affrontarli: un calcio nel c.ulo qui, una maglietta cui aggrapparsi di là, nei momenti critici, e via che si scollina con poca fatica.

L'inglese è meglio aspettarlo in qualche gara piu' impegnativa (magari la Sanremo con pioggia e freddo); per ora niente copertina.

 

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 01/04/2009 alle 17:55
Domanda, domandina, che mi è venuta stamattina leggendo la Gazzetta. Pare che Pozzato abbia tatuata sul braccio una frase: "Non sarò mai nessuno, nessuno sarà mai come me".
Vuoi vedere, mi sono chiesto, che è una risposta a Bicisport? Non erano stati loro a scrivere in copertina: "Pozzato, o vinci o non sei nessuno"?
Se così fosse, sarebbe la prima risposta a messo tatuaggio della storia. Carina ed efficace, ma mai come le due vittorie che ha infilato, no?

 
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Livello Tour




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  postato il 04/04/2009 alle 10:05
Ho visto la copertina di BS e mi è subito venuta voglia di cercare il posto dove "sfogarmi": trovato!
Ma BS è sta per BiciSport o è un acronimo di BaSso?
Da sempre l'impressione è quella di vedere una rivista che è piegata a "voleri superiori", quali ad esempio la redenzione di alcuni eletti.
Personalmente sono stufo di leggere e vedere certe cose, soprattutto se ci sono altri argomenti che meriterebbero più spazio.

 

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Livello Gino Bartali




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  postato il 04/04/2009 alle 12:31
Originariamente inviato da grilloparlante

Domanda, domandina, che mi è venuta stamattina leggendo la Gazzetta. Pare che Pozzato abbia tatuata sul braccio una frase: "Non sarò mai nessuno, nessuno sarà mai come me".
Vuoi vedere, mi sono chiesto, che è una risposta a Bicisport? Non erano stati loro a scrivere in copertina: "Pozzato, o vinci o non sei nessuno"?
Se così fosse, sarebbe la prima risposta a messo tatuaggio della storia. Carina ed efficace, ma mai come le due vittorie che ha infilato, no?

Mah, un tatuaggio è una cosa che rimane tutta la vita, non credo si tatui le cose per andare contro a BS

 

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Livello Tour




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  postato il 27/04/2009 alle 16:42
Sospiro di sollievo in casa BS, Basso ha vinto il Giro del Trentino.
Ora hanno il motivo per (ri)metterlo in copertina!

In alternativa, nel caso di posizione oltre la 50esima (sì, perchè da 50 in su la copertina l'avrebbe meritata COMUNQUE), lo scoop sarebbe stato:
"Ecco Ivan! In coda al banco salumi dell'alimentari dietro casa:"Prendo quasi sempre il crudo stagionato (ampio servizio fotografico all'interno)"

...mamma mia quanto sono polemico...

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 27/04/2009 alle 21:12
La copertina di maggio sarà un buon test. Se non basta una Roubaix merckxiana per andare in copertina, vorrà dire che il principale protagonista delle classiche di primavera avrà il rimpianto di non chiamarsi Tommaso Bonelli.
 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 28/04/2009 alle 18:50
Errore, vedo sul sito di BS che la copertina è per Armstrong, in funzione Giro del centenario.
D'altronde, a parte la Roubaix ( bella gara e percorso leggendario), le classiche del nord sono state un po' noiose e maggio è il mese che deve annunciare il giro per un mensile di cliclismo.
Piaccia o non piaccia ( grande napolitano con questa frase), il Giro del centenario è, mediaticamente, Armstrong, magari non vince ma mediaticamente ha già vinto, è il simbolo di questo Giro.
Dopo Basso.
E chi altrimenti? Sbiaditume generale.

 

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Livello Luison Bobet




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  postato il 28/04/2009 alle 21:59
La copertina di maggio è pensoa, con Robocop che ci viene risbattuto in faccia ad ogni piè sospinto: mi vien da pensare a quanto bene è messo il ciclismo... la copertina spettava a Schleck, per come la vedo io. Ma vedo il sommario sul sito www.compagniaeditoriale.it e mi tocca vedere che ci sarà tanto spazio a Rebellin. Quello dell'argento di Pechino e del suo 'ciclismo pulito'... poi ripenso al numero post Tour, agli articoli su Riccò e Sella, alle dichiarazioni di certi suoi penosi colleghi raccolte in un articolo dal sapore inquisitorio, mentre si celebrava l'argento di questo atleta esemplare.... e stavolta, dopo 16 anni di ininterrotta fedeltà, BS di maggio resta in edicola. La mia copia non la compro, rimane là.

 

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Livello Marco Pantani
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  postato il 28/04/2009 alle 23:06
Sono andata a rivedere adesso il sommario di BS sul sito, qualche ora fa l'avevo appena visto per vedere chi c'era in copertina, non avevo visto altro.
Molto di questo numero è dedicato a Rebellin,vedo.
Sì, la prima cosa che ho pensato sentendo di rebellin, l'ho detto nel thread sul doping, è stata che mi dispiace , è dura scrivere di ciclismo oggi.
E siccome dentro BS considero lui l'unico da leggere, dico resisti, Vicennati, ora e sempre resistenza. Anche se trovare un senso può sembrare un brancolare nel buio.

 

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  postato il 29/04/2009 alle 14:29
Una premessa: non vorrei essere nei panni di quelli di Bs, che vanno in stampa con un numero dove Rebellin ha parecchio spazio....è vero, è difficile scrivere di ciclismo, lo è da anni. Certo che se si continua a tirare in ballo il doping (ed il gossip ad esso legato) come fa spesso BS nelle pagine dedicate alle notizie in breve, non si fa il bene del ciclismo: molto meglio parlare del ciclismo, delle corse e degli uomini in modo un pò più distaccato.
Perchè dico questo? Perchè ho stampato in mente un articolo proprio di Vicennati sul numero di agosto 2008, nel quale chiese ai colleghi di Riccò cosa pensassero di lui... visto che lo amavano alla follia, penso ricorderai cosa dissero in molti di loro. Ecco, andiamo a vedere alcuni nomi: Franck Schleck, Kim Kirchen (fenomenale per due settimane all'anno...) e, udite udite.... David Millar!!! Ma chi è questo Millar per giudicare, chi gli può riconoscere il diritto di giudicare?
Ecco, quel modo di scrivere di ciclismo non mi è piaciuto, specie per il fatto che l'articolo era di Vicennati. Fosse stato scritto da un'altro, sarei passato oltre, ma da lui non l'ho digerito. Lì ho respirato la sensazione di un certo risentimento nei confronti del ragazzo, quasi fosse una punizione: 'Guarda, Riccardo, leggi cosa pensano di te'. Ma sapendo quanto Riccò fosse detestato in gruppo, era proprio necessario un articolo simile? Fosse stato un altro, tutta quell'acredine non ci sarebbe stata e questo credo sia fin troppo evidente.
Ed ora è necessario parlare delle corse del Nord riferendosi principalmente a Rebellin?
Perchè un mensile deve legarsi così ad un atleta, perchè deve per forza cercare ed esibire il simbolo del ciclismo pulito? E' proprio indispensabile? No, non lo è. Forse non serve, anzi potrebbe essere deleterio continuare a tentare di scavare, a ripetere che le cose cambiano, che son cambiate quando i fatti fanno pensare il contrario. Forse è meglio togliere la lente di ingrandimento dal mondo dei pro e tenerla, invece, ben aperta su quello dei dilettanti, come ha fatto lo stesso Vicennati con alcune splendide inchieste.
Credo si possa produrre un ottimo giornale di ciclismo anche tenendo le distanze con gli atleti, se il ciclismo fa divertire e se si sa cogliere il lato gioioso del ciclismo. Il problema è lì: il ciclismo di Riccò divertiva e divertirà, quello attuale molto meno. Sul gesto atletico di Schleck si potrebbe scrivere un libro, invece... nooo, persino la copertina dedicata nuovamente all'amerikano! Avesse almeno vinto un traguardo volante.... ok, ci può stare tutta la curiosità del mondo attorno al suo rientro, ma secondo me sulla copertina di maggio ci stava bene Andy. E poi, che immagine diamo del ciclismo a chi vede la copertina? Quella di uno sport che ha estremo bisogno di credere nel ritorno di questo Armstrong? Andiamo bene, se c'abbiamo bisogno di un trentottenne in cerca di nuova gloria....
So bene che un giornale va giudicato dal contenuto e non dalla copertina, ma stavolta neppure la presenza degli articoli di Vicennati (e delle foto di Biondi) non mi basterà per acquistare BS. Lo acquisto ininterrottamente da giugno 1993, ma la prima copia che acquistai era quella dedicata a Moser campione del mondo: avevo 12 anni. Per me BS è sempre stato il giornale del ciclismo, per cui questa scelta è dolorosa e vuole essere un segnale di ribellione.

 

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Livello Marco Pantani
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  postato il 29/04/2009 alle 18:27
Penso che il discorso sia complicato e su più livelli.
Sto seguendo il dibattito ( culturalmente molto interessante) sulla crisi dei giornali, stretti fra la concorrenza di internet, la crisi economica che taglia la pubblicità e i lettori,il prezzo della carta che sale, il modello cartaceo come modello, forse, superato ecc.
E questo sarebbe un discorso troppo complicato e troppo lungo che, tuttavia, con BS ha a che fare, perché non è vero che la crisi dipende solo dai ciclisti positivi, dipende anche da quei motivi strutturali rispetto ai quali tutti i giornali si stanno dando delle strategie e che BS fatica a trovare, troppo legato al passato.
Nello specifico del doping io penso che BS sbagli a seguire l'onda, Torquemada lo può fare Capodacqua perché nessuno compra Repubblica solo per leggere di ciclismo, che Capodacqua parli sempre di doping non incide sulle vendite del giornale.
BS è diverso perché è un giornale specialistico.
La gente si affeziona al ciclismo e lo segue ( a parte quelli che sono cicloamatori o amanti, comunque, a prescindere, di questo sport) perché si affeziona ai ciclisti.
Se ci si accanisce solo su questi, descrivendoli come bari ecc., perché uno poi dovrebbe comprare un giornale di ciclismo? Per affezionarsi ai poveri dirigenti turlupinati da quei bastardi dei ciclisti?
Quando poi basta che un giudice francese qualsiasi si sforzi di alzare il tappeto per vedere la verità ( vedi caso Frigo).
Questo incaponirsi sulla linea del " adesso il doping è questione di pochi bari stupidi" è perdente perché poi, regolarmente, gli scandali si succedono.
L'articolo in cui Lo Schiavo intervistava un medico sportivo e ne ricavava l'inebriante fatto che il doping non c' è praticamente più perché adesso si becca tutto, è chiaro che si rivela una presa in girogni corsa devi aspettare almeno qualche mese per sapere da chi sia stata vinta e non fai in tempo a dire che Rebellin ha vinto la Freccia che mentre vai in edicola è stato beccato.
E poi non si è credibili se si rievoca l'ora di Moser e si parla di Conconi come di un dio in terra.
E' chiaro che anche sul doping ci vuole un colpo di genio, serve sparigliare le carte ( il che è complicato dal fatto che un giornale specialistico è anche legato all'ambiente).
E' inutile dire sempre che adesso i bari hanno vita breve, il doping c'è stato, c'è e ci sarà sempre, in ogni epoca più efficace, più stravolgente, più sofisticato.
Allora serve essere sorprendenti, imprevedibili.
Per questo mi piacciono le inchieste di Vicennati,anche se strette in un giornale che va per altre vie, perché partono da un punto di vista diverso che pare non ci entra ma ci entra ( i metodi estremi fino alla quasi anoressia, il costo esorbitante di una squadra di dilettanti e tutto un ambiente di improvvisatori a guadagnarci ecc.).
Un giornale di ciclismo deve stare dalla parte dei ciclisti, è inutile arrampicarsi su discorsi morali, per esempio faccio un'inchiesta dove si producono i farmaci che si comprano su internet e ti faccio vedere che schifezza ti metti in corpo, fatta magari senza alcuna regola igienica.
Solo per fare un esempio, ovviamente.
E poi si fa vedere oltre il doping. La fatica, la tecnica, la tenacia, la passione che accomuna il ciclista, il giornalista e l'appassionato.
E' inutile presentare un ciclista come l'araba fenice rappresentante del ciclismo pulito, magari lo beccano il giorno dopo,lasciamo perdere questo, per me è scontato che è dopato, come è di destra o di sinistra, come gli può piacere il pesce crudo o lo può odiare.
Parla del ciclista, dell'uomo, poi se lo beccano va beh... siamo transeunti, si va e si viene, oggi torna Basso e non c'è Riccò, l'anno prossimo torna Riccò e se ne andrà un altro.
Atteggiamento cool: vince Tizio, speriamo bene ma magari domani lo beccano, intanto oggi ci ha fatto divertire e sentite che bella storia di Mormoni ha alle spalle ( Mormoni per dire,esempio fra tanti).
E a me piacerebbe leggere anche qualcosa di inconsueto, per esempio quello a cui accennava Vicennati nel forum di Pantani, di una sua conversazione con Piepoli, ecco i fatti visti dalla parte del tradito dal compagno a cui ha fatto da gregario.
Una parte di BS deve essere racconto e il racconto è anche questo racconto di uomini, di storie stravaganti.
Il racconto è anche il racconto della vita degli inviati, perchè lasciare a Mura il monopolio di questi racconti belli, intriganti, affascinanti, di vita, di strada, di curiosità varie, di paesi, di rapporti umani e di colleganza?
BS è un mensile non legato all'immediatezza,che dia un motivo in più di acquisto, il racconto che offra un punto di vista diverso, che faccia la qualità di un giornale.
Sparigliare le carte, non inseguire i Torquemada.
Insomma in tempo di crisi ci vuole fantasia, inventarsi qualcosa, come stanno facendo i giornali di tutto il mondo e come BS fatica a fare per il modo di concepire il giornale che ha il suo direttore.
Quanto a Rebellin, è chiaro, è l'unico italiano che ha vinto al Nord, logico che BS ne parli, il problema non è tanto presentarlo come pulito quanto il fatto che adesso un lettore non è interessato a leggere di una vittoria che non esiste più, legge una cosa che non è più come è stata raccontata, la vittoria non c'è stata. Questo è il grave e mi dispiace tantissimo per BS.
Sulla coprtina penso sia giusta, a maggio devi accennare al Giro e Schleck non ci va.

 

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Livello Luison Bobet




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  postato il 05/06/2009 alle 20:46
Com'è giusto che sia, così come ho detto che avrei lasciato la copia di maggio (di Bs, ovvio) in edicola, altrettanto è doveroso rendere onore al merito di chi, nonostante ogni critica espressa, a mio avviso rimane il numero 1. Ho acquistato Cycling Pro: onestamente, non c'è paragone. Quello che CP ha in più di Bs ( e qui spero che qualcuno della redazione Biessina legga), sono gli articoli dedicati alla preparazione dell'atleta preso in esame (ricordo benissimo quelli dedicati, circa due anni fa , a Nibali ed alla sua preparazione, utilissimi per comprendere con che tipo di corridore si ha a che fare) e quelli dedicati alle bici dei pro (varrebbe la pena sostituire con articoli simili quelli dedicati alle pagelle di Cribiori o alle elucubrazioni di Conti...). Per il resto, Bs è inarrivabile: dalla qualità delle foto ai servizi sulla Campagna del Nord, mettendo un punto esclamativo sugli articoli di Vicennati. Interviste ed articoli, quelli di Enzo, mai banali: l'unica vera intervista a Basso, qualche mese fa, l'ha fatta lui.
Ma non è solo Vicennati, mi piacciono molto anche Cugola, Alberati e Lorenzon, così come Mariella Barbieri. Onestamente, è un mensile di un'altra categoria. Ok, le pagine di Neri senior (segnatamente la posta del direttore) le salto a piè pari, ma sono poche, rispetto al resto del giornale.
Quindi faccio ammenda e torno sotto l'ala di Bs, che meglio di lì no si può stare.

PS: però. ragazzi, gli articoli sulle bici dei pro e sulla loro preparazione, non fateli mancare: CP li fa, voi li sapreste fare ancora meglio....

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 05/06/2009 alle 21:48
L'ho già detto che BS in confronto rimane un'istituzione, è sua maestà Bicisport!
Ma quell'aria da tregenda che si respira leggendo le pagine è impossibile da reggere. Devo ancora comprare CP ma continuo a pensare che le foto siano migliori.
Cmq a Monte Petrano è arrivato Sergio Neri con il figlio e l'aria di uno che andava ad un funerale ce l'aveva tutta. Forse soffriva il caldo eh!

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 05/06/2009 alle 22:31
Bicisport è grande!
 
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Livello Luison Bobet




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  postato il 06/06/2009 alle 07:56
Originariamente inviato da miky70
Cmq a Monte Petrano è arrivato Sergio Neri con il figlio e l'aria di uno che andava ad un funerale ce l'aveva tutta. Forse soffriva il caldo eh!


Ma infatti, se fai caso alle foto che vengono pubblicate su BS, anche quella che apre la famosa rubrica della 'Posta', ha sempre la stessa espressione da sfinge: ho persino pensato che si trattasse di una maschera di gomma!! Però, Miky, potevi anche andargli incontro e salutarlo, sul Petrano: una ragazza simpatica e carina come te sicuramente sarebbe riuscita a strappargli un sorriso un'impresa mica da poco!!

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/06/2009 alle 08:11
Quando l'ho visto arrivare in macchina, io mi stavo dirigendo verso il quartiertappa a piedi e pensavo che sarei riuscita ad affiancarlo all'ingresso. Ho visto che non scendeva mai dalla macchina, così con una scusa ho iniziato a rallentare la mia marcia, poi ha iniziato a camminare chiacchierando, ma era lentissimo e serissimo. Insomma mi sono pure dovuta fermare ad aspettarlo, però mi hanno chiamato, quando mi è passato vicino con quell'aria grave, non ce l'ho proprio fatta a salutarlo

 

[Modificato il 06/06/2009 alle 08:14 by miky70]

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Michela
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Vita in te ci credo le nebbie si diradano e oramai ti vedo non è stato facile uscire da un passato che mi ha lavato l'anima fino quasi a renderla un po' sdrucita. Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano ma la sofferenza tocca il limite e cosi cancella tutto e rinasce un fiore sopra un fatto brutto



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Livello Marco Pantani
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  postato il 06/06/2009 alle 12:07
Ma no, cara miky, ho avuto occasione di parlare con Sergio Neri qualche mese fa , non mi pare così triste.
Invece BS ancora non l’ho letto perché non è ancora arrivato alla mia edicola, mi interessa, dal sommario, la parte dei diari degli inviati perché dico da tempo che non si deve lasciare il monopolio a Mura, l’articolo su Pantani e quello sulla malattia di Armstrong perché dal sommario già mi ha irritata parecchio, quel dire che tutti, se vogliono, possono farcela come lui è offensivo per chi non ce l’ha fatta.

 

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"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997 ( tempi non sospetti),parlando di doping in un'intervista televisiva con Gianni Minà.

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Livello Eddy Merckx




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  postato il 06/06/2009 alle 12:42
Originariamente inviato da Donchisciotte

quel dire che tutti, se vogliono, possono farcela come lui è offensivo per chi non ce l’ha fatta.



Sono, infatti, emerite sciocchezze, frasi fatte e senza senso. E dire che il tipo non sembra cosi' stupido ... Mah, forse non pensava a quello che diceva.

 

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Livello Marco Pantani
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  postato il 08/06/2009 alle 20:51
Su BS di giugno, in breve, impressioni immediate:
- Il pistolotto di Sergio Neri sul doping ( Rebellin ecc.). Irritante, come sempre. Leggo che avrebbe ricevuto assicurazioni da Petrucci in una telefonata appassionata.
Si può pensare di fare lotta al doping senza ricordare il Coni e la sua funzione con la scuola di Ferrara? Si può pensare che si possa far pulizia senza fare piazza pulita di tutti i dirigenti ( al di là delle sentenze di assoluzione per prescrizione)? Si può ignorare le motivazioni della sentenza francese su Frigo? Si può ignorare quello che ha detto Kohl? Può un giornale ignorare questi percorsi e costruire il teatrino dei dirigenti che promettono, i medici che dicono che ormai la battaglia è vinta ecc.? Si rimane a metà del guado, ripetendo come una litania : stregoni e preparatori e ignorando da dove vengono, da chi furono protetti, finanziati e incoraggiati, però comprensivo ( Neri senior) coi ciclisti ma col pugno di ferro della tolleranza zero. Inadeguato.
- I diari degli inviati. Per fortuna le tappe più importanti le hanno affidate a Vicennati, altrimenti si sarebbe visto un altro Giro.
Perché Neri junior ( che imperversa in quantità di articoli) ha lo stesso difetto del padre ( e, in più, non ha la stoffa del padre come giornalista, decisamente no):Ignora che esiste il conflitto.
Nei suoi articoli c’è sempre un compitino in cu si descrive un ambiente felice, idilliaco, quasi un’Arcadia pacifica e pacificata, dove di Armstrong si sa che salta dalla finestra ma si ignora il resto ( conflitti con Zomegnan, per esempio). Cuneghino che si dispera del ritardo e la squadra, ilare, che lo invita a cena, Bruseghin che lo consola e lo manda a dormire tranquillo. Cioè, era palese anche a una che non capisce di ciclismo, come me, che tra Cunego e Bruseghin non poteva essere un idillio.
Per fortuna le tappe serie ( Monte Petrano, Vesuvio) sono affidate a Vicennati e allora si scava dentro il conflitto tra Basso e Pellizzotti, le dinamiche AGONISTICHE fra Menchov e Di Luca ( non l’idillio improbabile), il fatto che al Giro del Friuli dilettanti Uci e Coni giochino a rimpiattino sui controlli e così non si fanno,in nome della sbandierata lotta al doping.
Cioè, in pratica due giornali: il ciclismo da mulino bianco dei Neri ( ma con Neri junior troppo dedito al compitino diligente) e il ciclismo raccontato con attenzione di Vicennati..
Due giornali,appunto.


 

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Livello Federico Bahamontes




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  postato il 08/06/2009 alle 22:39
Rimuovere la dinastia Neri da Bicisport è cosa impossibile?
 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 09/06/2009 alle 06:34
Ho comprato BS questo mese, non ho potuto resistere. Volevo leggere Vicennati, sperando che scrivesse di Ivan. Infatti l'ha fatto per la tappa di Monte Petrano. Articolo veramente bello, hai ragione Maria Rita. L'articolo su Rebellin l'ho saltato a piè pari. Leggerò il resto, qualcosa molto velocemente, altro in profondità, poi lo darò a Ennio. Ci sono troppi racconti del ciclismo del passato, c'è troppa banalità, come la richiesta di aiuto di Adorni & co. per capire che cos'ha Cunego. Perchè non lo chiedono seriamente a Saronni che lo gestisce da anni, anzichè lasciarlo parlare di come vorrebbe gestire lui il ciclismo?
Bello il dualismo in casa Liquigas raccontato da Vicennati, è ancora più forte di come me lo sono immaginato.
Non ho voglia di spendere altri 5 € per comprare CP. Questo mese lo salto, ma ricomincio dal prossimo.

 

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Livello Luison Bobet




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  postato il 09/06/2009 alle 09:04
Originariamente inviato da Donchisciotte

Su BS di giugno, in breve, impressioni immediate:
- Il pistolotto di Sergio Neri sul doping ( Rebellin ecc.). Irritante, come sempre. Leggo che avrebbe ricevuto assicurazioni da Petrucci in una telefonata appassionata.
Si può pensare di fare lotta al doping senza ricordare il Coni e la sua funzione con la scuola di Ferrara? Si può pensare che si possa far pulizia senza fare piazza pulita di tutti i dirigenti ( al di là delle sentenze di assoluzione per prescrizione)? Si può ignorare le motivazioni della sentenza francese su Frigo? Si può ignorare quello che ha detto Kohl? Può un giornale ignorare questi percorsi e costruire il teatrino dei dirigenti che promettono, i medici che dicono che ormai la battaglia è vinta ecc.? Si rimane a metà del guado, ripetendo come una litania : stregoni e preparatori e ignorando da dove vengono, da chi furono protetti, finanziati e incoraggiati, però comprensivo ( Neri senior) coi ciclisti ma col pugno di ferro della tolleranza zero. Inadeguato.
- I diari degli inviati. Per fortuna le tappe più importanti le hanno affidate a Vicennati, altrimenti si sarebbe visto un altro Giro.
Perché Neri junior ( che imperversa in quantità di articoli) ha lo stesso difetto del padre ( e, in più, non ha la stoffa del padre come giornalista, decisamente no):Ignora che esiste il conflitto.
Nei suoi articoli c’è sempre un compitino in cu si descrive un ambiente felice, idilliaco, quasi un’Arcadia pacifica e pacificata, dove di Armstrong si sa che salta dalla finestra ma si ignora il resto ( conflitti con Zomegnan, per esempio). Cuneghino che si dispera del ritardo e la squadra, ilare, che lo invita a cena, Bruseghin che lo consola e lo manda a dormire tranquillo. Cioè, era palese anche a una che non capisce di ciclismo, come me, che tra Cunego e Bruseghin non poteva essere un idillio.
Per fortuna le tappe serie ( Monte Petrano, Vesuvio) sono affidate a Vicennati e allora si scava dentro il conflitto tra Basso e Pellizzotti, le dinamiche AGONISTICHE fra Menchov e Di Luca ( non l’idillio improbabile), il fatto che al Giro del Friuli dilettanti Uci e Coni giochino a rimpiattino sui controlli e così non si fanno,in nome della sbandierata lotta al doping.
Cioè, in pratica due giornali: il ciclismo da mulino bianco dei Neri ( ma con Neri junior troppo dedito al compitino diligente) e il ciclismo raccontato con attenzione di Vicennati..
Due giornali,appunto.


Mi trovo in perfetta sintonia con questo intervento.
Tra l'altro oltre la descrizione da mulino bianco di Luca Neri, non sopporto i finti dialoghi ricreati (virgolettati, quindi come se fossero parole riportate fedelmente): ricordate il dialogo di Quinziato con l'ammiraglia durante la gand nel numero di maggio..?!? Veramente da morire dal ridere..poteva andare sul Vernacoliere come pezzo per quanto mi ha fatto ridere!

 
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Livello Roger De Vlaeminck




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  postato il 09/06/2009 alle 09:59
Bicisport è sempre + provinciale! Sono vecchi "dentro".
Nel numero in edicola mettono Di Luca (grande giro ma ahimè secondo classificato) e snobbano il vincitore dell'Alpe di Siusi, della cronomarathon e del Giro del Centenario: DENIS MENCHOV. Ma vi sembra normale?

Boh

 

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Pap

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 09/06/2009 alle 10:26
vado controcorrente se dico che a me Bicisport piace così com'è ?
con diverse impostazioni nello scrivere gli articoli, con una linea editoriale di base ma con diversi autori che scrivono diverse tipologie di articoli....
mi sta bene così, apprezzo Neri con la sua linea, ma apprezzo anche Vicennati e il suo stile....

In fondo il ciclismo è fatto anche di articoli su Armstrong che si infila in cucina, o di aneddoti divertenti su altri atleti. Bisogna dare atto di questo a Bicisport.....

 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 09/06/2009 alle 11:57
No, Michi, visto che l'hai comprato, leggiti pure di Sastre, anche lì, non esattamente da mulino bianco i suoi rapporti con Riis, magari qualche spunto per il tuo Micki impossible lo puoi trovare.
E poi, dai, fatti male, leggi il pistolotto di Neri su Rebellin e l'appassionata telefonata di Petrucci.

Comunque l'articolo più bello di BS non è Monte Petrano ma quello del Vesuvio, davvero ispirato, forse perché si sente, concedetemelo,la presenza del Panta.
Su Menchov, oltre a quello delle dinamiche fra lui e Di Luca, c'è un articolo di Toni Lo schiavo, ma non l'ho letto, mi sono detta: non ho letto tutto Kundera, posso leggere tutto Lo Schiavo?

 

[Modificato il 09/06/2009 alle 12:03 by Donchisciotte]

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 09/06/2009 alle 12:29
Mah, cosa dire... Non credo sia un fatto di saper scrivere o no. Alla fine il giovane Neri fa questo lavoro da poco almeno da poco lo leggo su BS e prima o poi imparerà anche a scrivere. Poi tanto lì sei nel campo dei gusti e trovi pure chi ti dice che gli piace. In lui vedo piuttosto una freddezza nell'approcciarsi con le storie che racconta. Non le vive, le guarda o le inventa da un balcone al settimo piano. Immagina più che raccontare, dipinge per come vorrebbe.
A proposito di conversazioni inventate, memorabile il Cunego che nel ritiro della Lampre spiega ai compagni la cronometro delle Cinque Terre. Chi conosca un minimo Cunego sa che non dice mai più di cinque parole in fila, figurarsi quel discorso...

 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 09/06/2009 alle 19:22
Oddio,saper scrivere aiuta, dovendo fare il giornalista e non il medico o l'impiegato o il pittore, e il tempo migliora se c'è qualcosa da migliorare. La scrittura è un dono.
E, infatti,costruisce questi piccoli spot del mulino bianco ( dove c'è retorica è chiaro che c'è distacco, lontananza, disinteresse, altrimenti non si ricorrerebbe all'artificio retorico che è fastidioso, sempre).
Io non conosco Cunego ma leggendo la descrizione della cena, il viatico di Bruseghin, la cronometro raccontata da Cunego... si capisce che si sta nel campo di un romanzo di Liala.
Uno, maturando lui, matura anche la sua scrittura, ma se si parte così, in assenza di dono, di grazia ( perché la capacità di scrivere questo è), mi sa che non gli basterebbe arrivare all'età di Matusalemme.
Oppure, se non sai scrivere ma vuoi fare il giornalista devi essere uno coraggioso, curioso, un rabdomante che scopre territori di inchieste coraggiose inesplorati, ma se non si osa nemmeno indagare nel rapporto Cunego- Bruseghin, ho paura che anche questa strada sia chiusa.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 10/06/2009 alle 07:14
Si infatti ho letto quasi tutto, ieri mattina, in attesa di fare le mie solite analisi del sangue, in fila al laboratorio.
Rebellin no, l'articolo l'ho saltato, ma il Giro l'ho tutto, mi è rimasta la tappa di Roma. Con Vicennati sembra di calarsi dentro, immergersi tra le righe e viverle come fossero immagini olografiche, con gli altri no, non è così. Forse tra Cunego e Bruseghin è come tra Basso e Pellizotti, ma credo che Cunego dopo l'Alpe di Siusi abbia veramente pensato alle solite dichiarazioni dei giornalisti sul fatto che è adatto alle classiche.
Concordo sulla copertina, ma si è già detto tra questi post che gli stranieri non sono graditi in Italia, a meno che non facciano le comparse e si facciano battere sonoramente dagli italiani.

 

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  postato il 10/06/2009 alle 12:23
Beh, cara Michi, io penso che sarebbe sempre opportuno scrivere a Neri senior e dirgli queste cose.
Lo so che non pubblica nulla che metta in discussione il suo potere autoreferenziale, lo so che, sicuramente, lui ha il link di questo thread e si dirà che un grande direttore e un grande giornalista non deve stare a sentire la voce del popolo, però io non mi stanco di farglielo sapere che lui e il figlio vivono in un'altra epoca.
Lui deve sapere , per dignità del lettore, che la gente si stufa di essere presa in giro, magari compra CP o non compra niente e legge internet.
Lui non può fare il sovrano che sta nell'empireo e pubblica solo chi gli pare,no ammette discussione sul suo modo arcaico di concepire il giornale, la lotta al doping, i rapporti con l'ambiente e il delfinato ( non la corsa), internet ha cambiato i giochi, la gente vuole esprimere quello che pensa, non ha sudditanze, se uno ignora e fa il dio in terra la gente lo prende in giro su internet ( vecchi dentro, vernacoliere ho letto) e cambia giornale o risparmia i soldi.
Forse è una battaglia persa ma sparigliare le carte è sempre un gioco da provare a fare e tu Michi mi sembri combattiva e spiritosa come pochi.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 10/06/2009 alle 15:30
Maria Rita ti ricordi su BS l'intervista a Saronni concessa a Luca Neri?
Io la contestai sul forum di Basso, altri comprarono la rivista e commentarono la mia posizione. I discorsi devono aver interessato Ivan che chiese ad amici suoi di scrivere alla redazione, farlo personamente non sarebbe stata la stessa cosa.
A me fu chiesto di partecipare, ma si sa, tifo Ivan però è tutto il ciclismo che mi sta a cuore, non sono riuscita a scrivere una lettera in difesa di Basso, ho scritto una lettera in cui contestavo ciò che non mi piaceva e anche l'intervista a Saronni. L'ho prima fatta leggere ad Ivan, o meglio l'ho inviata ai suoi amici che l'hanno fatta leggere ad Ivan, mi ha ringraziato e l'ho inviata tramite mail a BS.
Non ho neanche ricevuto una mail di risposta, neppure di quelle che ringraziano per aver scritto. Io la creerei, tipo "grazie per aver scritto ecc. ecc." Non è stata pubblicata, un mese dopo ne è stata pubblicata una, molto bella, scritta da un suo caro amico e incentrata tutta sull'intervista a Saronni. Ivan l'ha inserita nel suo sito, tanto doveva averlo infastidito.
Intanto la lettera era stata tagliata in fondo, poi la risposta era stata molto diplomatica e non toccava l'argomento.
Io penso che Sergio Neri non abbia alcuna considerazione del mondo virtuale, come quegli scrittori che scrivono con la macchina da scrivere e si rifiutano di farsi aiutare dal computer. Se anche leggesse le nostre opinioni, non ne avrebbe alcun rispetto, perchè per lui sarebbero idee di chi contribuisce a far finire la vecchia passione per il ciclismo antico. Hai letto le prime righe sue sul Giro? Gli è piaciuto ma non sarà indimenticato, perchè manca l'impresa! Già ma quando c'è l'impresa se ne esce con dubbi e paure sui tradimenti dei ciclisti!
Non serve a niente decantare su BS di Marco che poteva farsi il bagno in piscina prima del Mondiale, senza accusare niente, se BS stesso ha contribuito ad appiattire il ciclismo da allora ad oggi.

 

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 11/06/2009 alle 09:39
Per come la vedo io, sarebbe stato indimenticabile se avesse vinto Di Luca anche solo per un secondo, anche per un salto di catena di Menchov. Per la caduta no, sarebbe stata una mancanza di stile, ma per tutto il resto... Fiato alle trombe!!!
Sulle copertine entro poco. Credo che di certo, essendo la rivista a diffusione prevalentemente nazionale, un Di Luca faccia vendere più di Menchov. Il pubblico italiano è tifoso e sto russo tanto simpatico non era. Bravo e interessante, ma poco personaggio.
Quello che a mio avviso manca invece è il respiro del mensile, l'approfondimento. In fondo quei pezzi localizzati in momenti precisi sono troppo cronaca da quotidiano: potrei capire se fossero storie scritte da grandi scrittori (scusate l'intreccio) e allora il ritratto e il momento avrebbero una dignità letteraria prima ancora che sportiva. Ma ad esempio il pezzo su Armstrong che passa dalla cucina, ambientato il terzo giorno del Giro, non mi fa capire che l'americano ha finito il Giro in crescendo e mi toglie dalla vista quel che ha fatto nei successivi 18 giorni.
Si può scrivere bene e condensare in un pezzo anche considerazioni più generali. Che ne so: avrei fatto il pezzo su Armstrong la sera del Block Haus quando fece un tentativo di attacco e dentro ci avrei messo come dei flash back qualche pillola di quando passò dalla cucina. Così secondo me la storia sarebbe stata completa.
Curiosa l'inchiesta sul ciclismo francese, soprattutto alla luce di quel che si è scatenato fra Hinault, Armstrong e i francesi stessi. Con questa storia del "noi non ci dopiamo e quindi non vinciamo" avevano un po' rotto: se non altro qualcuno ha cominciato a far vedere che non vincono anche perché non sanno lavorare. Vive la France. Così imparano a lasciare a casa Pantani e Cipollini. Non vinceranno più il Tour per i prossimi cent'anni e così la nemesi storica farà il suo corso spietato e ineluttabile...

 

[Modificato il 11/06/2009 alle 10:25 by grilloparlante]


 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 11/06/2009 alle 16:25
Miky, troppo carina la storia di Basso, effettivamente quell'intervista avrebbe fatto incavolare pure Giobbe...
Su Di Luca: io penso che ci abbia pensato, non che volesse che menchov si facesse male ( ovvio che no, c'è la solidarietà di strada), ma, non facendosi male, se ci avesse messo un po' di più a rimettersi in corsa, volete che non ci abbia pensato che lui vinceva il Giro? e che non lo abbia sperato?
Io credo di sì e dico che è normale, stiamo parlando di agonismo ( come l'agonia, viene da battaglia, agone),secondo me Di Luca ci ha pensato e l'ha auspicato. Come i suoi tifosi, come i giornalisti ( Bulbarelli e Cassani, per esempio).Un po' pure come me ( visto che non si era fatto male, sia chiaro). E la rabbia di menchov era la spinta contraria, l'agonismo cattivo. Appunto perché si parla di agonismo, che è passione forte. determinazione assoluta, non di buddhisti zen.
Su Armstrong, grilloparlante, quello che dici tu sarebbe stato quello che un lettore si aspetta da un mensile, è chi scrive che dovrebbe capire questo, ma fosse uscito un articolo come quello che dici tu non staremmo qua a discutere di un giornale in palese calo di contenuti, forse Basso manco doveva far scrivere per vie traverse...
Se dovevo sapere qualcosa del Giro di Armstrong ( pieno di suggestioni: per la prima volta dietro a far fatica senza vincere, però non si è ritirato, lo sciopero, la lite con Zomegnan) da BS sapevo solo di questa entrata dalla finestra della cucina.Quasi comico.
Quello che so l'ho letto su cicloweb, su repubblica ( Crosetti e Capodacqua:madmica da BS, è questo l'assurdo, il quotidiano segue l'immediato, su Armstrong al Giro c'era da scrivere un libro. Chi doveva parlarne approfondendo i vari aspetti anche psicologici? Il mensile no? Che lo compro a fare? Per leggere il paese del mulino bianco?
Quanto ai francesi, yes , questa storia del " non dopati e non vincono", m'aveva rotto, la sentivo non vera. Adesso so che non è vera.

 

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Livello Luison Bobet




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  postato il 15/06/2009 alle 18:22
Leggendo BS di giugno, trovo ottimo riscontro di quanto scritto da Donchisciotte.
Lasciamo perdere, per carità di patria, il pistolotto di Neri sr, che salto a piè pari come del resto la posta al direttore. Trovo un'ottimo (a mio avviso) intervento di Callari, che spiega molto bene la situazione attuale ed auspica che il ciclismo ritorni alle origini, con squadre più piccole ed un business più limitato. Sarebbe un buon punto di partenza, ma la principale necessità, a mio avviso, è tagliare i ponti con quella dirigenza incapace che sta affossando il ciclismo. Un pò come vogliono fare i team di F1, creare un circuito alternativo, anche se so benissimo che è utopia.
Verissimo, Neri jr imperversa. Verissimo, non c'è paragone con Vicennati. L'ho già detto, ma la migliore intervista a Basso l'ha fatta proprio Vicennati, in occasione del rientro in corsa di Ivan (mi pare su BS di ottobre o novembre '08): con discrezione, ma anche con coraggio, ha posto tutte le domande scomode che altri hanno largamente evitato. Due pagine di intervista, ma vera. Altrettanto si può dire delle interviste ad Armstrong, mi pare su BS di febbraio. Insomma, che Vicennati sappia scrivere lo sappiamo tutti, ma rispetto a Neri jr ha un'altro passo e si vede nettamente.
L'intervista a Cunego non mi pare molto credibile: a parte che il veronese non ha propriamente la fama di essere loquace, e nelle sue (di Neri jr) interviste parla sin troppo, ma c'è un passo che mi fa allibire: quello in cui Bruseghin, sollecitato a dire la sua sulla crisi del 'principe' dallo stesso Cunego, lo tranquillizza con ragionamenti del tipo 'Non te la prendere, questo è il bello del ciclismo, la cotta è sempre dietro l'angolo'... sarà anche il bello del ciclismo, ma sino ad ora capita quasi sempre a Cunego, ai suoi avversari quasi mai.... lì c'era l'occasione di approfondire e, come sempre (con Neri jr) ciò non avviene. A tal proposito, ricordo un'articolo post Tour di Vicennati su Cunego: non c'erano questi fotoromanzi, c'era invece la volontà di capire davvero il perchè e c'era uno spunto: quel giorno che, in sopralluogo sulle strade del Tour, Cunego preferì non scalare l'ennesima salita della zona, ma se la fece spiegare dal diesse, che tra l'altro si offrì di farlo.
E qui mi vien da chiedermi: non è che qualcuno preferisca che, ad intervistare alcuni corridori, sia qualcuno che preferisce non approfondire?
E se io fossi un corridore, preferirei le domande vere (e per questo scomode) di Vicennati o quelle al latte e miele di Neri jr?
A questa seconda domanda preferisco non rispondermi, ma sono i fatti ad offrirmi qualche indicazione. Chiaro che sono di parte, ma io a Vicennati non toglierei spazio: è il migliore della redazione Biessina, che senso ha togliere spazio a lui? Forse qualcuno pensa che non conti chi scrive l'articolo, che uno valga l'altro... un pò come Arrigo Sacchi che, da allenatore del Milan, disse che per lui avere in attacco Van Basten o Mannari era la stessa cosa, perchè era la squadra che contava (un'eresia, ne più ne meno): non è affatto così.
Meno male che, a curare un personaggio interessante come Carlito Sastre, rimane il buon Enzo... meno male che l'intervista a Basso e l'articolo sulla Liquigas li fa lui.
A questo punto, spero anche io che Vicennati tenga duro, perchè se quello che percepisco 'a naso' fosse vero, al suo posto andrei altrove ed allora sì che, per questo glorioso mensile, sarebbero ca..voli amari.

PS: splendido il servizio sul ciclismo francese, un'esempio di cosa sia il giornalismo sportivo.

 

[Modificato il 15/06/2009 alle 18:28 by luke]

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 15/06/2009 alle 22:19
La sensazione che ho è la seguente: lo spazio a Neri jr risponde al desiderio di Neri sr (si abbrevia così senior?) di essere tranquillizzato. Prendi il pezzo di introduzione dello speciale del Giro e quello di Bicisport, sovrapponili e vedrai che sono uguali ad eccezione di un aspetto, che uno è firmato Sergio e l'altro Luca.
Non dico che Vicennati canti fuori dal coro, ma ho idea che con il suo approccio concreto alle cose a volte vada contro la visione un po' retorica e un po' ipocrita di Neri sr. Se invece a scrivere ci metti uno che non scava e che parte sapendo già cosa scriverà, ecco che puoi dare del ciclismo l'immagine che vuoi.
Io a Vicennati gli auguro di cuore di andare altrove, per mettersi alla prova su un fronte diverso e possibilmente di livello maggiore. Certo è che quando in un'azienda arriva il figlio del capo e per giunta non è tanto capace, per gli altri diventa dura.

 
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Livello Luison Bobet




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  postato il 16/06/2009 alle 20:58
Originariamente inviato da grilloparlante

La sensazione che ho è la seguente: lo spazio a Neri jr risponde al desiderio di Neri sr (si abbrevia così senior?) di essere tranquillizzato. Prendi il pezzo di introduzione dello speciale del Giro e quello di Bicisport, sovrapponili e vedrai che sono uguali ad eccezione di un aspetto, che uno è firmato Sergio e l'altro Luca.
Non dico che Vicennati canti fuori dal coro, ma ho idea che con il suo approccio concreto alle cose a volte vada contro la visione un po' retorica e un po' ipocrita di Neri sr. Se invece a scrivere ci metti uno che non scava e che parte sapendo già cosa scriverà, ecco che puoi dare del ciclismo l'immagine che vuoi.
Io a Vicennati gli auguro di cuore di andare altrove, per mettersi alla prova su un fronte diverso e possibilmente di livello maggiore. Certo è che quando in un'azienda arriva il figlio del capo e per giunta non è tanto capace, per gli altri diventa dura.


E' proprio ciò che penso: questa è la 'percezione' di cui parlavo sopra. Per Vicennati, come professionista e come persona, ci sarebbe davvero da augurarsi che possa andare altrove come dici tu, ma io spero ancora che il Neri sr (sì, hai scritto giusto) apra gli occhi e restituisca ad Enzo lo spazio e l'autonomia che merita. Altrimenti, spero ci faccia sapere dove eventualmente andrà a scrivere, perchè immaginare un BS senza le sue pagine, le sue inchieste e le sue interviste è davvero avvilente. Certo, apprezzo anche Falcioni, Cugola, anche la Barbieri, ma se BS perdesse il suo capo-redattore titolare, perderebbe anche molti lettori.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/06/2009 alle 21:20
Secondo me a decidere chi deve scrivere di chi, è anche il protagonista della storia o chi c'è dietro.
Secondo me alla partenza del Giro sono stati divisi i personaggi, tra Vicennati e Luca Neri.
Alcuni andavano protetti e per farlo ci vuole l'ala bonaria del DNA di Neri, mentre altri potevano essere guardati con la lente d'ingrandimento e chi meglio di Vicennati sa guardare oltre e non ha paura di scrivere quel che vede?
Ma la lettera di un tizio da Pesaro, sulla totale indifferenza di RAIUNO riguardo al Giro d'Italia, l'avete letta?
Io l'ho trovata ben fatta e precisa, la risposta di Neri è stata che ha sbagliato interlocutore, perchè doveva inviarla a RAISPORT! Ma va!......

 

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Michela
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Vita in te ci credo le nebbie si diradano e oramai ti vedo non è stato facile uscire da un passato che mi ha lavato l'anima fino quasi a renderla un po' sdrucita. Anche gli angeli capita a volte sai si sporcano ma la sofferenza tocca il limite e cosi cancella tutto e rinasce un fiore sopra un fatto brutto



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Livello Marco Pantani
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  postato il 17/06/2009 alle 09:50

No, Michi, io non credo che la distribuzione dei servizi sia avvenuta in base a quel criterio, penso che è troppo palese l’aumento di quantità dei servizi affidati a Neri junior , è un’affermazione , da parte del direttore, che la quantità è prova di merito, è come dicesse: piaccia o non piaccia la quantità di articoli che scrive, la promozione, la rubrica di posta su CT, CREANO la realtà di un giornalista bravo. Cioè, siccome scrive tanto, è promosso ecc. , vuol dire che è bravo. Che vi piaccia o no.
Né credo che i ciclisti amino un certo tipo di giornalismo, perché se uno si fa condurre dall’interlocutore lo fa sia che questi dica quello che ha detto Saronni e sia se dice un’altra cosa.
Cioè da uno come capodacqua si sa quello che ci si deve aspettare e ci si regola in base a una certezza, con uno che non scava, non contraddice, non incalza non è facile regolarsi e prendere le misure.
Penso che una situazione così sia umiliante per chi ha fatto una carriera basata esclusivamente sulle sue capacità, riconosciute da tutti perché l’oggettività esiste.
Purtroppo esiste anche la nottata del ciclismo che non passa mai ( sperando che oggi non arrivi altra m… con le annunciate nomination dell’UCI) e la crisi per tutti e per i giornali in particolare, visto che, leggevo ieri, hanno sempre meno pubblicità ( che aumenta per le televisioni… Toh… strano).
Per cui, se uno volesse andarsene, al di là dell’augurio di grilloparlante, incontrerebbe difficoltà.
Comunque, visto che io avverto ( magari mi sbaglio) anche una fatica nella scrittura di Vicennati ( magari dettata anche dalla nottata del ciclismo) che, invece, non noto quando scrive , per esempio, sul forum di Pantani ( purtroppo raramente) o nell’impostazione dei dvd sul ciclismo, io spero che coltivi il suo talento anche in piccole isole feconde ( il web, il libro che ha scritto che scriverà ecc.), perché la parabola dei talenti vale per tutti e poi…a da passa’ la nottata.

 

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 18/06/2009 alle 12:54
Forse la chiave perché Neri sr capisca quel che rischia è proprio nel thread aperto poco sopra su Tuttobici.
Diciamo che il grande direttore non sente le critiche, che le valutazioni sul figlio non lo sfiorano: ci sta tutto. Però magari il rumore di una cinque euro e poi due e poi tre e poi altre che ogni mese non frusciano in cassa forse lo sente...
Anzi, anche in quel caso non sentirebbe rumori e dovrebbe cominciare a preoccuparsi...

 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 06/07/2009 alle 18:07
Finalmente ho capito, ci sono due giornali e uno fa concorrenza all’occhio del ciclope di Cicloweb, punta al comico.
C’è il giornale dell’approfondimento ( su Pereiro, Di Luca, bellissima riproposizione della sua storia e bravo Di Luca anche per quello che dice su Campiglio, su Contador e su Basso, penetrante analisi psicologica sul momento di Basso) e poi c’è il comico puro.
Quattro galli nel pollaio e si parte con Kreuziger, ricetta della pasta al pomodoro ( là si ride varamente), sistemazione del cosmo senza conflitti, Pellizzotti punterà alle tappe, il capitano è lui, Kreziger che assegna a tutti un ruolo pacifico al centro c’è lui che punta al Tour aiutato da tutti.
Si gira pagina e lo stesso giornalista ( junior, of course) va da pellizzotti. Il titolo avrebbe dovuto essere un enorme: CHIIIIIIIIII? “Chi punta alle tappe e fa il gregario? Ma non se ne parla nemmeno”.
Ovviamente non c’è neanche il tentativo di dialettizzare le due interviste, anche inserendo meno miele, meno pomodoro e meno olive nell’intervista a Kreuziger, per esempio.
Senior si accorge che qualcosa non quadra e nelle lettere di gente entusiasta del giornale accenna al fatto che qualche problema c’è in quella squadra ( si capisce tutto poi, leggendo l’intervista psicologica a Basso che non è fatta da junior).
Però nel giornale rimangono questi due momenti ( Kreuziger e Pellizzotti) assurdi, giustapposti e acquiescenti verso entrambi ( che dicono esattamente il contrario uno dell’altro).
Nelle lettere c’è l’espressione di un dissenso: si parla troppo poco di Andy Schleck.
Senior ,allora,preannuncia il grande evento: con impazienza febbrile attendiamo con fiducia l’autunno, quando Andy e junior andranno a pesca insieme ( passione di entrambi).
Mi aspetto la descrizione della felicità del pesce che muore sorridendo nel laghetto del mulino bianco.
Una preghiera: se questa delle ricette negli articoli diventa una prassi, per favore sempre ricette semplici, che possa fare anch’io ( come pasta, pomodoro e olive, appunto), non ci si faccia prendere dall’entusiasmo con ricette complicate ( per esempio, cito a caso, la pasta con le sarde non va bene…troppo difficile).
In fondo siamo nella sezione occhio del ciclope di BS. Perciò semplici.
Un appunto su senior. Nelle lettere c’è un altro dissenso, in realtà, un lettore indignato perché Di Rocco ha messo in ruoli inerenti lo sport pulito Colinelli e Pezzo.
Senior dice solo che girerà la domanda a Di Rocco. Ma perché? lui non può esprimere un’opinione? Poi senti di Rocco ma il lettore l’opinione l’ha chiesta a te, forza, di’ che ne pensi, cavolo.
Per esempio io che non dirigo nessun giornale, dico che va benissimo.
Se il Coni è rappresentato da alcune persone che stanno pure nell’inchiesta di calciopoli ( nelle intercettazioni) , perché questi due non possono stare in federazione?
E dell'opinione di Di Rocco me ne frego.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 06/07/2009 alle 18:34
Originariamente inviato da Donchisciotte
C’è il giornale dell’approfondimento ( su Pereiro, Di Luca, bellissima riproposizione della sua storia e bravo Di Luca anche per quello che dice su Campiglio, su Contador e su Basso, penetrante analisi psicologica sul momento di Basso) e poi c’è il comico puro.


cara don chisciotte(detta de stefano....) racconta qualcosa, scrivi, scannerizza....grazieeeeee
ciaooooooooooooooooooooo

 

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Danilo Di Luca....Killer strikes again


 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 06/07/2009 alle 19:59
E secondo te io so scannerizzare? no, ovviamente.
L'intervista è lunga, ripercorre tutto Di Luca, carriera, Santuccione e Campiglio compresi. Bella, veramente.
Molto pantaniano, Di Luca.
Se qualcuno sa usare lo scanner...

 

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  postato il 06/07/2009 alle 21:09
Eddài ddl87, investi qualche euro e compratelo 'sto numero, no? Per Di Luca questo e altro

 

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Amarti m'affatica, mi svuota dentro
qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto
Amarti m'affatica, mi dà malinconia
che vuoi farci, è la vita... è la vita, la mia

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