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Autore: Oggetto: Bici Sport

Livello Fausto Coppi




Posts: 1771
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  postato il 15/07/2009 alle 12:48
Bah io, modestamente, vedo che le facoltà pullulano di minus habens, che prendono pure voti alti a volte

 

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http://www.controcopertina.it

 
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Livello Marco Pantani
Utente del mese Febbraio 2009
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  postato il 15/07/2009 alle 15:17
Non posso dire niente perché appartengo “ ai nuovi mostri” che esprimono opinioni su internet e che, quindi, loro malgrado, partecipano al chiacchiericcio generale.
Per cui non dico niente su opinioni sulla scuola ( è vero che io non mi intendo di ciclismo in senso tecnico ma evito di parlarne, sulla scuola tutti pensano di saperne più di chi ci lavora dentro da decenni), dovrei aprire un thread apposito e manco mi va, constato che si sparano luoghi comuni a raffica spacciandoli per Verità incontrovertibile, ignorando la differenza fra la scuola degli anni sessanta ( per esempio) e quella del 2009, confermo solo la saggezza della decisione professionale di alcuni anni fa, quando decisi per un lavoro burocratico a scuola, nauseata anche dall’indifferenza totale dei genitori verso la scuola dei figli, genitori abbagliati da miracolati, banditi, cocainomani miliardari e ignoranti assoluti presenti in tutti i posti di potere. E allora ho preso esempio dal film: Cosa fare in caso di incendio? Lascia bruciare. Non ve ne frega a voi dei vostri figli, me ne deve fregare a me? Chiuso il discorso sulla scuola.
Anche se per certi versi c’entra con questo thread dove si parla anche di FIGLI DI PAPA’.
Per il resto:
- Hai detto tu, caro prof, che il ciclismo di Sala o Molteni era vecchio, che era sporca ideologia biasimare la necessità che a gestire squadre miliardarie fossero manager. Mi sono chiesta quali fossero questi grandi manager. Riis? Bruyneel? Quelli che li affiancano? Mi sono chiesta quale credibilità si debba dare a una finanza, al management che ha svelato l’economia mondiale come una gigantesca bolla di sapone creata da questi miracolati del nulla ( ma con i piedi per terra, non per aria come me) che sta travolgendo la vita di miliardi di persone. Non è colpa mia se nel ciclismo sono entrate le multinazionali,non è colpa mia se fine del capitalismo è l’accumulazione del profitto a qualsiasi costo. Non è colpa mia se la tribù dei piedi per terra ( e non per aria come me) sta portando il mondo a un gap fra ricchi e poveri sempre più accentuato e il pianeta sull’orlo dell’abisso.
- Armstrong vuole impadronirsi del ciclismo? Può darsi, una spiegazione si dovrà pur darla al suo rientro. Ma se vuole farlo deve vincere il Tour, attirare sponsor e multinazionali miliardari, provocare un botto mediatico senza precedenti. Al momento Contador vincitore del Tour penso non sia sufficiente per questo. Deve vincere lui. Poi se salta, vuol dire che la vita e l’età qualcosa contano, ma farà tutto quello che potrà fare per vincere. Tutto.
- Infine cercherò di stare sempre più con i piedi per aria. I piedi per terra dei miracolati miliardari incapaci di tutto, i piedi per terra dei giornalisti figli di papà ( e di tutti i figli di papà dell’universo), le multinazionali, i manager che creano bolle di sapone che travolgono la gente, il mondo dove 4/5 di umanità vive in povertà, il mondo del disprezzo della cultura e tante altre cose mi stanno proprio sul cavolo.
Più che si può, piedi per aria e…lasciar bruciare.

 

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Verità e giustizia per Marco Pantani: una battaglia di civiltà.

Arcana loggia per il ripristino della civiltà dell'ordalia.

IO NON L'HO VOTATO.

IO CORRO DOPATO COME TUTTI.

"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997 ( tempi non sospetti),parlando di doping in un'intervista televisiva con Gianni Minà.

Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping.

Hypocrisy free.

CAREFUL WITH THAT AXE, EUGENIO.



 
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Livello Tour




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  postato il 15/07/2009 alle 15:54
Originariamente inviato da Donchisciotte

Non posso dire niente perché appartengo “ ai nuovi mostri” che esprimono opinioni su internet e che, quindi, loro malgrado, partecipano al chiacchiericcio generale.
Per cui non dico niente su opinioni sulla scuola ( è vero che io non mi intendo di ciclismo in senso tecnico ma evito di parlarne, sulla scuola tutti pensano di saperne più di chi ci lavora dentro da decenni), dovrei aprire un thread apposito e manco mi va, constato che si sparano luoghi comuni a raffica spacciandoli per Verità incontrovertibile, ignorando la differenza fra la scuola degli anni sessanta ( per esempio) e quella del 2009, confermo solo la saggezza della decisione professionale di alcuni anni fa, quando decisi per un lavoro burocratico a scuola, nauseata anche dall’indifferenza totale dei genitori verso la scuola dei figli, genitori abbagliati da miracolati, banditi, cocainomani miliardari e ignoranti assoluti presenti in tutti i posti di potere. E allora ho preso esempio dal film: Cosa fare in caso di incendio? Lascia bruciare. Non ve ne frega a voi dei vostri figli, me ne deve fregare a me? Chiuso il discorso sulla scuola.
Anche se per certi versi c’entra con questo thread dove si parla anche di FIGLI DI PAPA’.
Per il resto:
- Hai detto tu, caro prof, che il ciclismo di Sala o Molteni era vecchio, che era sporca ideologia biasimare la necessità che a gestire squadre miliardarie fossero manager. Mi sono chiesta quali fossero questi grandi manager. Riis? Bruyneel? Quelli che li affiancano? Mi sono chiesta quale credibilità si debba dare a una finanza, al management che ha svelato l’economia mondiale come una gigantesca bolla di sapone creata da questi miracolati del nulla ( ma con i piedi per terra, non per aria come me) che sta travolgendo la vita di miliardi di persone. Non è colpa mia se nel ciclismo sono entrate le multinazionali,non è colpa mia se fine del capitalismo è l’accumulazione del profitto a qualsiasi costo. Non è colpa mia se la tribù dei piedi per terra ( e non per aria come me) sta portando il mondo a un gap fra ricchi e poveri sempre più accentuato e il pianeta sull’orlo dell’abisso.
- Armstrong vuole impadronirsi del ciclismo? Può darsi, una spiegazione si dovrà pur darla al suo rientro. Ma se vuole farlo deve vincere il Tour, attirare sponsor e multinazionali miliardari, provocare un botto mediatico senza precedenti. Al momento Contador vincitore del Tour penso non sia sufficiente per questo. Deve vincere lui. Poi se salta, vuol dire che la vita e l’età qualcosa contano, ma farà tutto quello che potrà fare per vincere. Tutto.
- Infine cercherò di stare sempre più con i piedi per aria. I piedi per terra dei miracolati miliardari incapaci di tutto, i piedi per terra dei giornalisti figli di papà ( e di tutti i figli di papà dell’universo), le multinazionali, i manager che creano bolle di sapone che travolgono la gente, il mondo dove 4/5 di umanità vive in povertà, il mondo del disprezzo della cultura e tante altre cose mi stanno proprio sul cavolo.
Più che si può, piedi per aria e…lasciar bruciare.


Donchisciotte non riesco a capirti. Secondo te non è in parte responsabile della situazione odierna anche la mentalità da tanti sostenuta del "non ti curar di loro ma guarda e passa"?

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/07/2009 alle 11:21
Mi sembra di capire che BS di questo mese (io non lo compro più da due mesi, mi do ora a Tuttobici) abbia fatto un'inchiesta sulla Liquigas.
Mi piace pensare che quelli di BS (non solo Vicennati, ma anche la dinastia dei Neri) ci leggano e traggano dalle nostre riflessioni spunti per i loro articoli.

 

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Il mio blog: http://passodellacisa.blogspot.com
La mia squadra ciclistica:http://altalunigiana04.comyr.com

 
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Livello Tour




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  postato il 16/07/2009 alle 11:35
com'è tutto bici?

 

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Livello Eddy Merckx




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  postato il 16/07/2009 alle 12:04
Originariamente inviato da Frank VDB

Mi sembra di capire che BS di questo mese (io non lo compro più da due mesi, mi do ora a Tuttobici) abbia fatto un'inchiesta sulla Liquigas.
Mi piace pensare che quelli di BS (non solo Vicennati, ma anche la dinastia dei Neri) ci leggano e traggano dalle nostre riflessioni spunti per i loro articoli.


Mah, guarda, ieri Auro e Cassani parlavano di Molteni, patron Borghi e la Ignis, nonchè dei Salvarani e proprio a proposito di sponsor del ciclismo. Personalmento ho pensato si trattase di puro caso.

 

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(dalla poesia "Saluto e augurio" - "La nuova gioventu'" di P.P. Pasolini - Ediz. Einaudi)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/07/2009 alle 12:18
Originariamente inviato da prof

Originariamente inviato da Frank VDB

Mi sembra di capire che BS di questo mese (io non lo compro più da due mesi, mi do ora a Tuttobici) abbia fatto un'inchiesta sulla Liquigas.
Mi piace pensare che quelli di BS (non solo Vicennati, ma anche la dinastia dei Neri) ci leggano e traggano dalle nostre riflessioni spunti per i loro articoli.


Mah, guarda, ieri Auro e Cassani parlavano di Molteni, patron Borghi e la Ignis, nonchè dei Salvarani e proprio a proposito di sponsor del ciclismo. Personalmento ho pensato si trattase di puro caso.


Ci ho pensato anch'io... quando ha parlato di Salvarani mi sono ripreso dal pisolo e ho pensato alle nostre (tue) riflessioni...

 

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Livello Eddy Merckx




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  postato il 16/07/2009 alle 12:46
Originariamente inviato da Frank VDB

... quando ha parlato di Salvarani mi sono ripreso dal pisolo...



Fantastico, l'abbiocco con sottofondo di tour, eh ? Ogni tanto aprivo gli occhi per guardare quei magnifici paesaggi di Borgogna. Ah le tour ...

 

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Livello Marco Pantani
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  postato il 16/07/2009 alle 19:22
Però oggi la conversazione era a tratti interessante, si parlava anche di argomenti trattati in questo thread ( TM, DS, management).
Comunque adesso mi intriga questa cosa fra Contador e Armstrong, voglio proprio vedere come finisce e se Mura dice il vero.

Sulla Liquigas, su BS, ci sono due articoli comici e un ottimo articolo su Basso che spiega molto.

 

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Livello Octave Lapize




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  postato il 16/07/2009 alle 20:38
Originariamente inviato da prof

Tanto ci penserà l'università: quella del numero chiuso a medicina, strenuamente voluto dalla sinistra anch'esso. Si', prova un po' ad informarti degli effetti del numero chiuso; pochissimi i posti a disposizione, caste che nascono e corruzione che dilaga. Quelli che entrano sono talmente pochi che debbono anche uscire, per forza, perchè già non ci sono piu' medici. L'esame di anatomia, che una volta richiedeva sei mesi di studio e qualche migliaio di pagine da computare, oggi è ridotto ad una dispensina di circa 100/150 pagine. Anno 2008/2009 : 7000 posti a disposizione. Ai test (test a risposta multipla, non so se capisci ... ) d'ingresso si presentano in 45,000. Il profumo della casta. Vera.



Scusa, ma mi sento obbligato ad intervenire.
Il numero chiuso a medicina è una male necessario senza il quale sarebbe impossibile fornire l'adeguata preparazione teorica ma soprattutto pratica a tutti gli studenti. E il test d'ammissione non costituisce comunque un ostacolo insormontabile per studente con una preparazione anche solo discreta.
Una notizia: la dispensa da 100 pagine non esiste, purtroppo si studia ancora su trattati composti da tre volumi da 400 pagine ciascuno. E il corso dura due semestri.
Della serie: forse è meglio parlare di ciclismo.


 
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Livello Eddy Merckx




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  postato il 17/07/2009 alle 10:52
Originariamente inviato da albe89


Scusa, ma mi sento obbligato ad intervenire.
Il numero chiuso a medicina è una male necessario senza il quale sarebbe impossibile fornire l'adeguata preparazione teorica ma soprattutto pratica a tutti gli studenti.



Probabilmente sei un dei fortunati studenti passati (o ... fatti passare ... o mai passati, per ragioni anagrafiche) alla lotteria sul quiz a risposta multipla. La tua affermazione corrisponde esattamente alla giustificazione addotta dai professori (dai piu stupidi, tra l'altro, perchè i piu' avveduti, tra i quali alcuni premi Nobel - vedi Rita Levi di Montalcini - hanno sottoscritto il nostro appello al governo). Questi professori, nella nuova facoltà, sono completamente sgravati di ogni compito e responsabilità e godono di questa situazione che permette loro di esercitare la professione privatamente, extra moenia. Gli esami, sempre piu' spesso si fanno a mezzo quiz a risposta multipla con enorme risparmio del loro tempo prezioso da dedicare alla vera sanità, quella a pagamento (alla faccia di tutti gli idioti che credono nella sanità pubblica).



E il test d'ammissione non costituisce comunque un ostacolo insormontabile per studente con una preparazione anche solo discreta.
Una notizia: la dispensa da 100 pagine non esiste, purtroppo si studia ancora su trattati composti da tre volumi da 400 pagine ciascuno. E il corso dura due semestri.
Della serie: forse è meglio parlare di ciclismo.



Enorme cazzata, non so se in buona o cattiva fede. Bastano i numeri a chiarirlo. Medicina di Modena : 120 posti per 1200 candidati. E questo era il test di ingresso http://accessoprogrammato.miur.it/compiti/CompitoMedicina2006.pdf

Suggerisco la lettura a tutti quanti; è giusto che ci si renda conto di come vengono selezionati i medici futuri.

Faccio inoltre rispettosamente notare quanto segue:

1. in tutta iItalia i posti disponibili sono circa 7000 per una domanda di circa 45/50.000 candidati.
2. Medicina è l'unica facoltà che offre un posto sicuro al termine del corso di studi e, tra l'altro, ben retribuito, ben oltre la media.
3. A seguito di questa impostazione si sta verificando una pericolosa penuria di medici.
4. Per le ragioni di cui sopra, tutti gli studenti che entrano, devono anche uscirne laureati con uno scadimento della didattica come mai si è visto nelle scuole italiane. Le dispensine di anatomia di 100/150 pagine non sono un'invenzione ma una scandalosa realtà (posso provartelo).
5. Alla luce di tutto quanto sopra si sta creando una vera e supetutelata (presto superpagata) casta, al cui confronto quella di Stella fa ridere i polli.
6. Stanno tornando i tempi in cui all'ospedale ci andrai col cappello in mano e due capponi nella sporta. A vedere certi giovanotti neolaureati e arroganti aggirarsi col fonendo al collo per i corridoi di università e policlinici, mi fa solo che accapponare la pelle.

Infine, last but not least, in una situazione come quella piu' sopra illustrata, prova a chiederti quanto un genitore sarebbe disposto a pagare per poter far entrare il figlio a medicina. Prova, guess, come si dice. A me hanno riposto chi 50,000 euri e chi, perfino 100,000 euri. Facciamo 20,000 ? Ok, aggiudicato.
Ti concedo anche che non tutti i 7000 siano entrati pagando (ovvio, sarebbe troppo facilmente detectable). Quanti ? 3000 ? Sono buono, facciamo 2000. Ora, prova a moltiplicare 2,000 per 20,000. Fanno 40 milioni, di euri, e tutti gli anni che il Signore manda sulla terra (io però ti assicuro che si paga molto di piu').
Ora tu pensa alla situazione della pubblica e non pubblica istruzione al Sud: tu sei in grado di escludere che un business del genere non faccia gola a qualche grossa organizzazione di quelle che detengono il controllo sui concorsi pubblici e sui finti corsi, master e quant'altro ?

Ecco perchè quelle che affermi sono emerite sciocchezze. Quello che occorre sono facoltà di medicina dove, nei primi anni, vengano falcidiati due terzi degli iscritti. Questa è l'unica selezione meritocratica che valga qualcosa, come si faceva una volta.

Una preghiera ai mods; si tratta di un tema che ci tocca tutti, non spostatelo, nè censuratelo. E' una battaglia di civiltà.

 

[Modificato il 17/07/2009 alle 11:07 by prof]

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Livello Octave Lapize




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  postato il 17/07/2009 alle 13:31
Originariamente inviato da prof

Originariamente inviato da albe89


Scusa, ma mi sento obbligato ad intervenire.
Il numero chiuso a medicina è una male necessario senza il quale sarebbe impossibile fornire l'adeguata preparazione teorica ma soprattutto pratica a tutti gli studenti.



Probabilmente sei un dei fortunati studenti passati (o ... fatti passare ... o mai passati, per ragioni anagrafiche) alla lotteria sul quiz a risposta multipla. La tua affermazione corrisponde esattamente alla giustificazione addotta dai professori (dai piu stupidi, tra l'altro, perchè i piu' avveduti, tra i quali alcuni premi Nobel - vedi Rita Levi di Montalcini - hanno sottoscritto il nostro appello al governo). Questi professori, nella nuova facoltà, sono completamente sgravati di ogni compito e responsabilità e godono di questa situazione che permette loro di esercitare la professione privatamente, extra moenia. Gli esami, sempre piu' spesso si fanno a mezzo quiz a risposta multipla con enorme risparmio del loro tempo prezioso da dedicare alla vera sanità, quella a pagamento (alla faccia di tutti gli idioti che credono nella sanità pubblica).



E il test d'ammissione non costituisce comunque un ostacolo insormontabile per studente con una preparazione anche solo discreta.
Una notizia: la dispensa da 100 pagine non esiste, purtroppo si studia ancora su trattati composti da tre volumi da 400 pagine ciascuno. E il corso dura due semestri.
Della serie: forse è meglio parlare di ciclismo.



Enorme cazzata, non so se in buona o cattiva fede. Bastano i numeri a chiarirlo. Medicina di Modena : 120 posti per 1200 candidati. E questo era il test di ingresso http://accessoprogrammato.miur.it/compiti/CompitoMedicina2006.pdf

Suggerisco la lettura a tutti quanti; è giusto che ci si renda conto di come vengono selezionati i medici futuri.

Faccio inoltre rispettosamente notare quanto segue:

1. in tutta iItalia i posti disponibili sono circa 7000 per una domanda di circa 45/50.000 candidati.
2. Medicina è l'unica facoltà che offre un posto sicuro al termine del corso di studi e, tra l'altro, ben retribuito, ben oltre la media.
3. A seguito di questa impostazione si sta verificando una pericolosa penuria di medici.
4. Per le ragioni di cui sopra, tutti gli studenti che entrano, devono anche uscirne laureati con uno scadimento della didattica come mai si è visto nelle scuole italiane. Le dispensine di anatomia di 100/150 pagine non sono un'invenzione ma una scandalosa realtà (posso provartelo).
5. Alla luce di tutto quanto sopra si sta creando una vera e supetutelata (presto superpagata) casta, al cui confronto quella di Stella fa ridere i polli.
6. Stanno tornando i tempi in cui all'ospedale ci andrai col cappello in mano e due capponi nella sporta. A vedere certi giovanotti neolaureati e arroganti aggirarsi col fonendo al collo per i corridoi di università e policlinici, mi fa solo che accapponare la pelle.

Infine, last but not least, in una situazione come quella piu' sopra illustrata, prova a chiederti quanto un genitore sarebbe disposto a pagare per poter far entrare il figlio a medicina. Prova, guess, come si dice. A me hanno riposto chi 50,000 euri e chi, perfino 100,000 euri. Facciamo 20,000 ? Ok, aggiudicato.
Ti concedo anche che non tutti i 7000 siano entrati pagando (ovvio, sarebbe troppo facilmente detectable). Quanti ? 3000 ? Sono buono, facciamo 2000. Ora, prova a moltiplicare 2,000 per 20,000. Fanno 40 milioni, di euri, e tutti gli anni che il Signore manda sulla terra (io però ti assicuro che si paga molto di piu').
Ora tu pensa alla situazione della pubblica e non pubblica istruzione al Sud: tu sei in grado di escludere che un business del genere non faccia gola a qualche grossa organizzazione di quelle che detengono il controllo sui concorsi pubblici e sui finti corsi, master e quant'altro ?

Ecco perchè quelle che affermi sono emerite sciocchezze. Quello che occorre sono facoltà di medicina dove, nei primi anni, vengano falcidiati due terzi degli iscritti. Questa è l'unica selezione meritocratica che valga qualcosa, come si faceva una volta.

Una preghiera ai mods; si tratta di un tema che ci tocca tutti, non spostatelo, nè censuratelo. E' una battaglia di civiltà.


Prof, i tuoi numeri fra i candidati e gli iscritti sono esatti. Ma considera che c'è anche tanta gente che prova il test solo per tentare, senza alcun tipo di preparazione.
Io ti parlo della mia realtà, ossia una facoltà del Nord Italia. Per un ragazzo di media intelligenza con una discreta voglia di studiare i genitori non hanno nessun bisogno di comprare al figlio l'ingresso a medicina. E se anche volessero farlo, chi dovrebbero pagare? I professori non vanno certo a sputtanarsi per poche migliaia di euro. Si può pensare a pagare qualche altro candidato perchè suggerisca le risposte, ma con buone probabilità di essere beccati.
Io non ho pagato un euro e come me tutti i miei compagni di corso. Può essere ci sia qualche raccomandato, ma non ci giurerei.

Capitolo esame di anatomia. Io sto preparando anatomia su un trattato, l'Anastasi, composto da 3 volumi da più di 400 pagine ciascuno. Senza contare i libri di embriologia ed istologia. Se hai una dispensa da 150 pagine che mi consente di passare l'esame fammela avere in fretta, grazie.

Capitolo casta. Ma dove la vedi la casta? Un medico ospedaliero guadagna quattro soldi. L'unica casta che vedo è quella che controlla la sanità in tutta la Lombardia e fa capo a Formigoni.

Prof, ti ripeto: ne sai senz'altro di più di ciclismo. Almeno spero.

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 17/07/2009 alle 14:32
numero chiuso o no, che la qualità della capacità diagnostica clinica sia drammaticamente calata è però un dato di fatto. Personalmente mi informo sempre dell'età del medico prima di prendere un appuntamento.
E poi vogliamo parlare della situazione epidemiologica del tutto fuori controllo, alla faccia degli istituti di ricerca e della profilassi delle aziende sanitarie? (però, of course, anche qui la colpa ricade sugli extracomunitari)
il medico è di gran lunga la professione più difficile ed impegnativa del mondo, è giusto che venga retribuita in maniera superiore alla media. Però occorre onestà (quando il medico non capisce che cosa c'è deve dirlo chiaramente), puntigliosa preparazione e abnegazione.

una battuta: che il mortifero manuale di anatomia si chiami proprio Anastasi ha il sapore della beffa!!! (lo so che l'accento va sulla penultima e non sulla terzultima...)

chiuso OT: sto aspettando di trovare un argomento in cui sono in disaccordo con prof, se le sue idee politiche tirano dalla parte in cui mi sembra di capire, dalla piega che ha preso questo 3d quel momento forse sta per arrivare.

 

[Modificato il 17/07/2009 alle 14:35 by elisamorbidona]

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FANTACICLISMO CICLOWEB 2008

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Livello Marco Pantani
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  postato il 17/07/2009 alle 17:07
Però penso che o si apre un thread apposito sulla scuola e università o il discorso OT diventa troppo lungo.
Elisamorbidona, prof è una bravissima persona ma politicamente ...

 

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Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping.

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 17/07/2009 alle 18:57
caro prof,

anche se io tiro dalla tua parte, sta volta hai un po' sbroccato e forse parli di un argomento che non conosci bene.

1. è vero che a bari e forse a messina i concorsi erano pesantemente truccati, ma ti assicuro che nella maggioranza delle sedi non è così. la situazione a medicina non è comunque diversa dalla maggioranza dei concorsi che si svolgono in italia.
2. ti prego, non farti sentire dai miei giovani specializzandi quando dici che medicina offre uno sbocco sicuro e ben pagato. offre un parcheggio, cioè la scuola di specialità per chi riesce ad entrare ma poi tutto fuorchè un posto sicuro e ben pagato, in relazione soprattutto ad impegno, conoscenze richieste, rischi e responsabilità
3. in italia i medici , in particolare quelli ospedalieri sono una classe di travet sottopagata e frustrata, ancora e soprattutto in relazione a responsabilità rischi etc etc. la casta non esiste purtroppo neppure nei miei sogni migliori.
4. in italia c'è penuria di medici competenti, ma non penuria di medici in assoluto, che sono troppi e troppo incapaci. l' incapacità riguarda in particolare non tanto i giovani, quanto i laureati del periodo dei troppi iscritti a medicina ( tra i 42 e i 60 anni), anche se generalizzare è ovviamente puerile.
5. che policlinici ed università siano pieni di giovani medici un poco arroganti e che copiano gli stereotipi visti nei telefilm americani è solo un fatto generazionale. anche i tribunali sono pieni di avvocatesse tirate e vestite come se uscissero da boston legal e sex and the city, oltre che di giovani avvocati con gessati sartoriali o pseudotali che sono addobbati come per il consiglio di amministrazione delle generali mentre vanno a discutere una causa di condominio. così è la vita e dovresti saperlo.
6.esiste una casta di medici potenti, ammanigliati e massoni,come esiste una casta simile in qualunque professione. si tratta di una minoranza esigua dal punto di vista numerico e del guadagno medio.
7. medicina, come l' italia, le poste, la scuola, e la carriera in medicina ha bisogno che si recuperi il concetto del merito, del valore e della responabilità. individuali, sottolineato. quando queste parole che si possono tradurre fondamentalmente in capacità individuale riprenderanno il loro signiifcato e presiederanno alla selezione , certamente le cose andranno meglio.
8. capponi non me ne portano, ma salami , formaggi e vini parecchi, in particolare la gente umile. generalmente sono segnali di stima ed affetto da chi capisce che fai del tuo meglio. magari mi regalassero qualcosa veramente di valore....

quindi caro amico informati meglio: forse hai ricevuto informazioni da chi il concorso non lo ha passato.
ma qui è sempre così: chi non passa è perchè il concorso è truccato, mai perchè non ha studiato abbastanza .
è come chi perde in bici: quelli che vanno più forte sono tutti dopati.

non tornerò sull' argomento per non fare la fine di guidoproffroubaix quando discusse con pacho di concorsi universitari.
in mp, tutti i chiarimenti che vuoi.

un abbraccio, caro prof

mesty

 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 19/07/2009 alle 17:41
Ma no, è che prof, carissima persona, quando parla di politica se può lanciarsi in una filippica risentitissima contro la sinistra si lancia.
Sinistra che ha perso tutte le battaglie dal tumulto dei Ciompi in poi ma che nella fantasia della destra ha governato da sempre in Italia ( ha governato qualche anno con un partito che contiene dosi omeopatiche di sinistra e sempre affiancato da democristiani eterni), per cui qualsiasi cosa accada la colpa è della sinistra.
Anche sulla scuola il passaggio complesso da una scuola di élite sociale e culturale a una scuola frequentata da tutti ( gente che non ha mai visto un libro in casa,ragazzi ipnotizzati dalla televisione, da internet, dai videogiochi e da mille altre cose, stranieri, persone con handicap che prima stavano nelle differenziali ecc.) viene liquidato con un potente insulto alla sinistra e a Berlinguer. Va beh... si dovrebbe aprire un thread apposito ma ormai qualsiasi argomento che abbia attinenza con la politica, in Italia, mi dà il voltastomaco, per cui lasciamo stare, lasciamo inveire a vanvera sulla sinistra.

Tornando al titolo del thread, Kreuziger: non sta andando esattamente come nell'articolo su di lui...

 

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Verità e giustizia per Marco Pantani: una battaglia di civiltà.

Arcana loggia per il ripristino della civiltà dell'ordalia.

IO NON L'HO VOTATO.

IO CORRO DOPATO COME TUTTI.

"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997 ( tempi non sospetti),parlando di doping in un'intervista televisiva con Gianni Minà.

Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping.

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Livello Eddy Merckx




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  postato il 22/07/2009 alle 13:12
Mio caro Mesty,

Trovo la tua risposta, purtroppo, un pochino superficiale. L'argomento merita qualche considerazione piu' approfondita, altrimenti sarebbe alquanto difficile giustificare la valanga di adesioni che abbiamo ricevuto alla proposta che faremo pervenire al governo. La puoi leggere qui dentro, assieme ai nomi dei sottoscrittori:

http://mail.google.com/a/vodafone.it/?ui=2&ik=425bbc4f52&view=att&th=1223d273a53f4e08&attid=0.1&disp=vah&zw

Come vedi si tratta di un documento redatto e sottoscritto da personalità di ogni corrente politica e di pensiero: Se è vero che lo sciagurato Berlinguer ha tracciato il solco, è altrettanto vero che l'impalpabile Gelmini lo difende con i denti. Ci troverai dentro nomi di autentici scienziati e maestri che, all'Università, erano famosi per la severità che imponevano nello studio delle loro materie. Mi piace citare un nome che mi è particolarmente caro: per la scienza da lui posseduta, per la grande capacità professionale, per l'altrettanto grande rettitudine personale e per la fama di cui gode: si tratta del Professor Beduschi, Direttore della Scuola di Medicina Legale del Policlinico di Modena.
Si vede che nemmeno lui se ne intende tanto e si vede, soprattutto, che ha bisogno di essere informato: gli fornirò le tue coordinate.

Potrei avviare un piu' proficuo confronto con te se, per esempio, contestassi le affermazioni da me fatte sulla inesistente validità del test d'ingresso a risposta multipla, che pure ti ho allegato. Vedo che non ti suscita alcun interesse. Per tua informazione, alcuni di noi (tutti laureati ed alcuni pure professori universitari alla facoltà di medicina), si sono cimentati nelle summenzionate prove di ingresso. Nessuno l'ha passata. E' evidente che eravamo inidonei.

Superficiale anche perchè ti sfugge una cosa: noi rigettiamo in toto la validità delle prove di ammissione perchè le riteniamo del tutto ridicole e tali da operare una selezione finta ed assolutamente non meritocratica. Viene violato un principio fondamentale della scuola cosiddetta pubblica, che consiste nel fornire a tutti una chance per dimostrare il proprio valore. Con quei test non si dimostra nulla. Noi vogliamo che il valore degli studenti venga misurato sul campo, attraverso un numero di esami severi sulle materie del corso di studi. Solo cosi' se ne stabilisce l'idoneità.

Quando mi iscrissi ad ingegneria, si occupava per intero un'aula con piu' di 300 posti a sedere: a Natale c'eravamo ridotti a meno della metà e l'anno successivo eravamo in una trentina. Analisi Matematica aveva falcidiato tutti coloro che non avevano i requisiti per continuare. Io dico che questa è una selezione seria.

Nove anni fa, quando fu istituito il numero chiuso, il numero dei candidati era inferiore ai posti disponibili per il semplice fatto che ancora pochi erano coloro che si volevano cimentare in un corso di studi cosi' lungo. Ricordo che, nella classe di liceo di mia figlia piu' grande, nessuno si iscrisse a medicina. Nella classe di mia figlia piu' piccola, otto anni dopo, su 28 alunni, 16 andarono a fare i test di ammissione. Il numero di coloro che ogni anno tentano detto test è in continuo aumento, direi in progressione geometrica. Quando ti dico che si incomincia a sentire il profumo della casta, amico mio, so quel che mi dico.

Ora dimmi, carissimo, quali e quante facoltà ti assicurano Euro 1800 mensili alla fine del tuo corso di studi ? Non so se hai dei figli ma ti rispondo io ugualmente: nessuna. Puoi stare contento se te ne danno 6 o 800 (non siamo neanche al livello di quella fregnaccia di "generazione mille euro", per capirci). Il laureato di medicina che entra in specialità (e oggi ci entrano tutti, dimostrami il contrario) percepisce immediatamente quella cifra. Non a caso un genitore sarebbe disposto a versare qualsiasi cifra pur di fare entrare il figliolo. E tu ti sentiresti di sostenere che un business cosi' allettante (dai 40 ai 100 milioni di euro ogni anno) non è già nelle mani di qualche organizzazione come di quelle che operano con grande efficacia al sud ? In un paese dove l'"istruzione" è di fatto diventata un business e dove, sempre al sud, pullulano i master - rigorosamente finti e rigorosamente a pagamento - che permettono di raggranellare punti per i concorsi pubblici. In un paese in cui ad un concorso per l'assunzione di 80 giovani impiegati per l'agenzia delle entrate si presentano 7000 (settemila) candidati. A Verona, non a Caltanissetta. Per un lavoro sul quale tutti noi avremmo tranquillamente pisciato sopra, tanto ci avrebbe fatto schifo. Forse ti sfuggono un po' i termini del problema.

Come tu ben sai, infatti, il test di ingresso è lo stesso in tutti gli atenei d'Italia e si tiene dappertutto nello stesso giorno. Non occorre davvero tanto per impossessarsene e farlo pervenire a chi di dovere in tempo utile. Non occorre essere dei James Bond. Alcuni giorni prima della data prevista per la prova 2008, a Catanzaro, sono stati rubati plichi conteneti test e relative risposte. Sono immediatamente stati individuati i presunti autori della spaccata. Pochi mesi fa, il pm indagante, ha chiesto un secondo slittamento per il rinvio a giudizio. Perchè non si è provveduto ad annullare immediatamente la prova in tutta Italia ? Usciti da Catanzaro, si può tranquillamente ipotizzare che, neanche un'ora dopo, i testi delle prove potessero già essere stati distribuiti in tutta Italia a chi di dovere. O è fantascienza ?

Noi non vogliamo un accesso garantito a tutti: vogliamo che tutti gli studenti abbiano la possibilità di provarci e siano assoggettati ad una selezione seria e davvero meritocratica. Quella di adesso è soltanto ridicola, disonesta e creerà una classe medica di buffoni incapaci.

I professori piu' avveduti e che "sentono" il problema, sono tutti con noi. Un caso di scarsa informazione anche questo.

 

[Modificato il 22/07/2009 alle 13:18 by prof]

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Difendi, conserva, prega !

(dalla poesia "Saluto e augurio" - "La nuova gioventu'" di P.P. Pasolini - Ediz. Einaudi)

 
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Livello Eddy Merckx




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  postato il 22/07/2009 alle 13:13
Chiedo scusa ai moderatori per abusare della loro disponibiltà e pazienza. E' l'ultimo post che invio sull'argomento.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 22/07/2009 alle 13:48
Ho aperto un thread in OT a riguardo

 

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...E' il giudizio che c'indebolisce.

 
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Livello Luison Bobet




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  postato il 01/08/2009 alle 12:45
Bicisport di agosto.
C'e' una lettera di risposta di DiRocco a un lettore che gli aveva chiesto di psiegare gli incarichi dirigenziali a Colinelli e la Pezzo dopo loro trascorsi con qualhe nube.
A parte la risposta/non risposta piccata di DiRocco, mi ha colpito làintervnto del direttore che comunque non ritiene scandalosi questi incarichi (cit. "Sono d'accordo con lei per quanto si riferisce al perdono dopo la pena patita.E' la nostra linea testimoniata dai nostri interventi, il piu evidente dei quali su Basso").

Si e' la vostra linea quando vi viene comodo, quando un corridore vi fa vendere copie.
BS di febbraio, su Piepoli:
"No, di maestri cosi i corridori piu giovani non ne hanno bisogno, ne di te, ne dei tuoi colleghi incapaci di rompere il cerchio facendo nomi e cognomi"
Ora, com'e' allora la linea di pensiero?Colinelli puo' avere un incarico importante anche per la formazione dei giovani perche lo dice DiRocco, perche ha pagato, quindi eà giusto possa fare tutto, Piepoli no?
Non mi risulta che ne Colinelli ne Basso abbiano permesso di "rompere il cerchio". Pero' piepoli e' stato attacato duramente e ingiustamente secondo me da Bs, usando un metro diverso da quello usato con Basso per esempio.
Forse perche lui senza ipocrisia ha detto che fare nomi non sarebbe stato conveniente, mentre Basso e altri evitano una frase del genere?

Interessante poi il direttore nella risposta a un'altra lettera: "Oggi comunque qualcosa e' cambiato.Il doping non e' piu dilagante come un tempo e la rete dei controlli e' sempre piu fitta, soprattutto nel mondo professionistico" ahahahahha e babbo natale quando arriva? Se ne rende conto Neri Senior che e' 10 anni dieci che scrive queste cose?!?!?

 
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Livello Luison Bobet




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  postato il 01/08/2009 alle 12:50
Originariamente inviato da leo
...Interessante poi il direttore nella risposta a un'altra lettera: "Oggi comunque qualcosa e' cambiato.Il doping non e' piu dilagante come un tempo e la rete dei controlli e' sempre piu fitta, soprattutto nel mondo professionistico" ahahahahha e babbo natale quando arriva? Se ne rende conto Neri Senior che e' 10 anni dieci che scrive queste cose?!?!?


Poi Admin ti chiedi perche incontri appassionati intenditori di ciclismo che sono ingenui come bambini di 6 anni..
Somma BS + Bulba-Cassani, e diciamo che copri una bella percentuale sul totale dell'informazione ciclistica che giunge agli appassionati...
Speriamo che nicchie come questa di cicloweb e altre crescano e crescano ancora almeno per ristabilire un pluralita d'opininone contro questo pensiero unico..

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 01/08/2009 alle 15:31
Originariamente inviato da leo

Bicisport di agosto.
C'e' una lettera di risposta di DiRocco a un lettore che gli aveva chiesto di psiegare gli incarichi dirigenziali a Colinelli e la Pezzo dopo loro trascorsi con qualhe nube.
A parte la risposta/non risposta piccata di DiRocco, mi ha colpito làintervnto del direttore che comunque non ritiene scandalosi questi incarichi (cit. "Sono d'accordo con lei per quanto si riferisce al perdono dopo la pena patita.E' la nostra linea testimoniata dai nostri interventi, il piu evidente dei quali su Basso").

Si e' la vostra linea quando vi viene comodo, quando un corridore vi fa vendere copie.
BS di febbraio, su Piepoli:
"No, di maestri cosi i corridori piu giovani non ne hanno bisogno, ne di te, ne dei tuoi colleghi incapaci di rompere il cerchio facendo nomi e cognomi"
Ora, com'e' allora la linea di pensiero?Colinelli puo' avere un incarico importante anche per la formazione dei giovani perche lo dice DiRocco, perche ha pagato, quindi eà giusto possa fare tutto, Piepoli no?
Non mi risulta che ne Colinelli ne Basso abbiano permesso di "rompere il cerchio". Pero' piepoli e' stato attacato duramente e ingiustamente secondo me da Bs, usando un metro diverso da quello usato con Basso per esempio.
Forse perche lui senza ipocrisia ha detto che fare nomi non sarebbe stato conveniente, mentre Basso e altri evitano una frase del genere?

Interessante poi il direttore nella risposta a un'altra lettera: "Oggi comunque qualcosa e' cambiato.Il doping non e' piu dilagante come un tempo e la rete dei controlli e' sempre piu fitta, soprattutto nel mondo professionistico" ahahahahha e babbo natale quando arriva? Se ne rende conto Neri Senior che e' 10 anni dieci che scrive queste cose?!?!?


questa cosa è stata lampante anche per chi come me le lettere al direttore le legge molto in fretta.
dopo tutti i numeri passati a parlare di tolleranza zero, in risposta a di rocco, neri dice che è giusto dare una seconda opportunità a chi ha sbagliato (figuriamoci, io sono perfettamente d'accordo, ma la coerenza dove sta? tant'è che nelle altre pagine della rivista si riparla ancora di tolleranza zero).

 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 03/08/2009 alle 01:10
Leo,a me pare che Di Rocco risponda alla domanda del lettore.
Dice che non è vero che fu costretto ad andarsene nel 1997 ma se ne andò lui perché Ceruti gli impedì di difendere la Penzo che,secondo Di Rocco, era vittima di un’ingiustizia.
Su Colinelli dice che ha scontato la pena e, quindi, basta , preannuncia una risposta dello stesso Colinelli ( che sarò curiosa di leggere entrando parecchio la sua storia in quella delle Olimpiadi di Sydeney).
Dice una cosa importante: peggio del doping c’è solo l’uso politico e strumentale del doping. Bella frase, a parte che sarei in grado di citare non so quanti miliardi di cose peggio del doping.
Solo che uso poltico e strumentale non è solo quello di chi critica le nomine di Penzo e Colinelli, c’è ben altro e la sua adesione totale al Coni di Petrucci ( già manifestata anche nell’intervista di qualche tempo fa ad Admin, dove, invece, sparò pesante sull’Uci) rende la frase molto meno rivoluzionaria e, forse, Sergio Neri avrebbe dovuto farlo notare. Ma lui mi pare che dia sempre ragione all’interlocutore, come berlusconi.
Sulla posizione di BS dopo scontata la pena, la vedo, sì, abbastanza oscillante, Junior è stato zitto di fronte a Saronni che sproloquiava di ostracismo mediatico perenne a Basso, il padre ha un po’ cincischiato quando il tifoso di Basso ha protestato, ma, insomma, mi pare che loro non siano per l’ostracismo perenne. Anche se Neri senior è stato durissimo con Piepoli.
Invece m’ha fatto saltare sulla sdraia del mare una frase di Neri senior nel suo editoriale, dove, parlando di Di Luca, dice che bisogna fare a meno di questi campioni che”costituiscono la coda, storicamente, dell’infausto periodo che il ciclismo ha superato: quello del doping diffuso”.
Che è la bella copia della frase di Ceruti: deve sparire la generazione dei Pantani.
Domanda: chi rappresenta la coda di quel periodo? La generazione di Rebellin? Di Di Luca? Di Riccò? Di Sella? Dei dilettanti beccati qualche giorno fa? Di quelli del ciclismo marchigiano di cui si parla nelle lettere al direttore? Ecc. ecc. ecc. Veramente ridicolo.
‘ Sto mese, invece, su Junior faccio solo una domanda: da quale postazione segue la corsa?
Nella tappa del ventaglio di Armstrong, descrive il colloquio fra Lènz e il TM, come fosse in sella insieme all’Amerikano: Boss, non si sente, si deve tirare, il vantaggio diminuisce. Il Boss che tace e prende la grave decisione di far tirare. Passo e chiudo. Le parole virgolettate, le pause, i rumori di disturbo nella comunicazione. Dov’era?
Poi descrive come fosse lì l’incontro a tarda sera, uscendo dall’ascensore, fra Armstrong e Contador, lo sguardo reciproco, le guardie del corpo di Lènz.
Cioè, la de Stefano si è dovuta accontentare , pur parlando per tutto il Tour di Armstrong, di vederlo ai ritrovi di partenza, all’arrivo, non era mai lì. I suoi colleghi di BS sono nella concitazione del dopo gara, negli alberghi ma non di notte fonda, al piano giusto, all’ascensore giusto.
Junior da dove la segue la corsa?
E’ un racconto romanzato di cose che gli vengono riferite? Allora andrebbe detto. Si immagina come può essere andata? Andrebbe detto. E’ proprio lì presente? In sella con Armstrong? Boh…

Però adesso ho troppo sonno ma sono due giorni che ogni tanto ripenso all’ultimo paragrafo della introduzione dello Speciale di BS sul Tour: la provvidenza dei ciclisti onesti, l’ultima curva del Ventoux…In poche righe ci sarebbe da fare un trattato filosofico ( per la gioia di prof Roubaix…).
Adesso ho sonno, ma tanto sono in ferie e vado fuori solo intorno a ferragosto…

 

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Livello Luison Bobet




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  postato il 03/08/2009 alle 12:55
Volevo scriverlo anche io che questi diallgohi virgolettati se spaciati per veri sono irritanti! Se invece i suoi articoli sono stile occhio del ciclope, allora i dialoghi che si inventa sono ottimi, esilaranti!
Non era in bici con armstrong, era sull'ammiraglia astana!! Comunque l'apice del dialogo inventato lo aveva raggiunto con Quinziato alla gand-wevelgem, quella descrizione del ventaglio di Quinziato e' rimasta insuperata!

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 03/08/2009 alle 22:08
Beh, al mondiale di Varese fecero qualcosa di simile sia con gli azzurri che con la Spagna. Salvo poi dire in altre parti del giornale che alla Spagna le radioline non funzionavano...

Già... da dove segue la corsa Neri Jr? Dal monitor del banchetto della porchetta? Da un centro di spionaggio? In attesa della risposta, io ho cambiato rivista.

 

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Livello Parigi-Nizza




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  postato il 04/08/2009 alle 09:55
C'è qualcosa di inquietante in questo Bicisport.
Anzi, almeno due cose.
Uno. Un'intervista con Contador ("è durata oltre mezz'ora" ha scritto l'inviato Neri) in un albergo francese. Contador durante il Tour ha rilasciato solo due interviste televisive, com'è scritto chiaramente su Marca, y non ha parlato con nessun giornalista della carta stampata, mai. L'intervista è inventata di sana pianta, parola per parola.
Due. Un'intervista con il corridore italiano Nocentini fatta sul Tgv di trasferimento del Tour. Su quel treno non erano amessi giornalisti. L'intervista è inventata di sana pianta.
Questo, tutto questo è molto più grave di scrivere stupidaggini e cose retoriche. Inventare è truffare.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 04/08/2009 alle 10:23
A me Bicisport piace, e molto.
apprezzo le cronache, apprezzo anche i racconti di cronaca con qualche nota di colore, per qualcuno romanzati, stile articoli della gazzetta di tanti anni fa.
Mi piacciono i servizi monografici dedicati oggi a questo, domani a quel ciclista che si è messo in evidenza durante una corsa. Mi piacciono le foto in corsa mi piacciono meno le recensioni di telai e bici di alta gamma, non perchè faccio come la volpe e l'uva ma semmai perchè preferisco leggere di sport professionistico, se fossi interessato a prove relative a biciclette e telai mi comprerei "la bicicletta". Ma mi rendo conto che la pubblicità permette di tenere aperta una redazione..
Ancora Bicisport di Agosto non l'ho preso perchè fino ad oggi a Palermo non era arrivato (qui è come se fossimo nel medioevo con la distribuzione!?) ma lo comprerò...

 
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Livello Tour




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  postato il 04/08/2009 alle 12:03
Originariamente inviato da roberto79

A me Bicisport piace, e molto.
apprezzo le cronache, apprezzo anche i racconti di cronaca con qualche nota di colore, per qualcuno romanzati, stile articoli della gazzetta di tanti anni fa.
Mi piacciono i servizi monografici dedicati oggi a questo, domani a quel ciclista che si è messo in evidenza durante una corsa. Mi piacciono le foto in corsa mi piacciono meno le recensioni di telai e bici di alta gamma, non perchè faccio come la volpe e l'uva ma semmai perchè preferisco leggere di sport professionistico, se fossi interessato a prove relative a biciclette e telai mi comprerei "la bicicletta". Ma mi rendo conto che la pubblicità permette di tenere aperta una redazione..
Ancora Bicisport di Agosto non l'ho preso perchè fino ad oggi a Palermo non era arrivato (qui è come se fossimo nel medioevo con la distribuzione!?) ma lo comprerò...


Ti assicuro che BS di agosto è piacevole da leggere!

 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 04/08/2009 alle 12:05
Beh... se davvero le due interviste sono, in qualche modo, taroccate, mi sembra una cosa parecchio grave.
Penso ci sia ancora una deontologia del giornalista no?
Cosa deve invocare il lettore? La provvidenza dei giornalisti onesti? o farsi salvare dall'ultima curva del ventoux del giornalismo, per esempio il ritratto dal punto di vista dell'isola di Nibali?
Certo,Il Pirata, ci sono articoli che rendono molto piacevole la lettura del giornale e che danno un senso all'acquisto ma questo non esclude che si debba tener presente l'inganno se c'è. Come dire? Tolleranza zero?

 

[Modificato il 04/08/2009 alle 12:09 by Donchisciotte]

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 04/08/2009 alle 12:12
Originariamente inviato da Donchisciotte

Beh... se davvero le due interviste sono, in qualche modo, taroccate, mi sembra una cosa parecchio grave.
Penso ci sia ancora una deontologia del giornalista no?
Cosa deve invocare il lettore? La provvidenza dei giornalisti onesti? o farsi salvare dall'ultima curva del ventoux del giornalismo, per esempio il ritratto dal punto di vista dell'isola di Nibali?
Certo,Il Pirata, ci sono articoli che rendono molto piacevole la lettura del giornale e che danno un senso all'acquisto ma questo non esclude che si debba tener presente l'inganno se c'è. Come dire? Tolleranza zero?


occorre una coverciano dei giornalisti.

 
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Livello Moreno Argentin




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  postato il 04/08/2009 alle 14:02
La cosa che davvero stupisce, prendendo spunto dalle ultime cose e da quelle che compongono questo thread, è come in nome di un cognome si possa o si voglia buttare a mare il lavoro di altri che magari hanno altri natali, ma ci hanno sempre messo l'anima.
Lo scrissi in altri tempi: i pezzi del piccolo Neri sono freddi, vuoti, non li sente e adesso si scopre che li inventa. Altri magari non saranno da premio pulitzer, ma almeno trasmettono emozioni, perché probabilmente chi scrive è il primo ad emozionarsi.
Mi chiedo se Neri jr rilegga mai quello che scrive e cosa pensi. Mi chiedo se Lo Schiavo rilegga quello che scrive e cosa pensi. Mi chiedo se Vicennati rilegga quello che scrive e cosa pensi. Mi chiedo se Neri sr rilegga quello che scrive e cosa pensi. I giornalisti si emozionano per quello che scrivono?
Ieri in autostrada ascoltavo la radio e c'era una canzone di Alice, dal titolo "A cosa pensano": brano vecchio, vecchissimo. C'è una strofa che dice: a cosa pensano i romanzieri quando scrivono?
Ecco, a cosa pensa Luca Neri quando scrive? Sente quello che mette giù oppure riempie lo spazio bianco e per farlo inventa come crede, curandosi di metterci dentro tutto quello che ha raccattato qua e là? In altre parole, giornalista lo è oppure ci fa? E soprattutto, vale la pena per un cognome, giocarsi il nome e la credibilità di Bicisport?

 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 04/08/2009 alle 17:24
Secondo me, no, non ne vale la pena.
Lo dico da lettrice da decenni di BS, una che il suo amore per il cilcimo l'ha maturato anche leggendo Alé Gimondi di Sergio Neri, a dieci anni.
Una che ancora legge BS con interesse, guarda le foto, pensa che le posizioni di BS non siano acqua fresca per il ciclismo.
Penso non sia bella la figura che fa BS, se è vero che Junior inventa o, almeno, tarocca.
Cicloweb è letto da parecchi giornalisti,a nche concorrenti di BS, non potrebbero imbufalirsi di " un gioco sporco", l'intervista esclusiva a Contador o quella sul treno a Nocentini?
E Nocentini, che magari legge, non lo sa che sul treno i giornalisti non c'erano?
Si emozionano i giornalisti di ciclismo? Non lo so, secondo me, alcuni sì, anche se noto che, per esempio, Vicennati quasi in ogni articolo cita Pantani ( anche con il ricordo, che ci salva ,dell'ultima curva del Ventoux) il che vuol dire, forse, che l'emozione fatica a venir fuori nella contemporaneità
Il problema di BS è che Neri senior, che è un giornalista validissimo, non è più adeguato, forse, a una realtà complessa e faticosa da decifrare come quella del ciclismo di oggi. E il figlio meno che mai.
E mi chiedo: Neri senior che è un ottimo giornalista non lo sa che non si fa come fa il figlio?

 

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Livello Parigi-Nizza




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  postato il 04/08/2009 alle 22:08
Bella la citazione di "A cosa pensano", mi fa venire nostalgia perchè è delle prime che ho imparato quando sono venuto a vivere in Italia. E' scritta da Battiato, mi sembra.

Il problema non è "a cosa pensano", secondo me, ma "cosa leggono" i giornalisti! Leggono libri? Hanno una cultura vera? Vanno al cinema? Questi tipi, tutti questi tipi di questo mensile leggono al massimo la Gazzetta dello Sport e solo i titoli. Solo con una cultura così superficiale e incapace di sognare puoi racontare il ciclismo in maniera così sciatta e ridicola.

 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 05/08/2009 alle 01:39
In generale sì, penso che i giornalisti sportivi (sportivi,perché sempre il ciclismo dovrebbe essere il peggio del peggio in ogni cosa?) non leggano nulla e che, per questo siano tanto insipidi, sciatti, puerili.
Poi ci sono le eccezioni ( in questo campo sì, si vedono, anzi si leggono), faccio solo un esempio: Mura è uno che legge, ascolta musica, va al cinema, pensa, sa di politica, poi può piacere o non piacere ma i suoi articoli, tranne all’ultimo Tour ma forse si annoiava, sono quelli di un uomo che non legge solo la Gazzetta.
Nella stessa gazzetta ci sono giornalisti di ciclismo che si vede che non leggono solo la gazzetta .
Su Cicloweb ci sono giornalisti che non leggono solo la gazzetta.
E anche a Bicisport c’è qualcuno che non legge solo la Gazzetta, chi legge BS lo sa benissimo e lo vede tutti i mesi, non serve che io faccia esempi.
Sono d’accordo che per scrivere anche di una corsa ciclistica o di una partita di pallone si dovrebbe avere una curiosità culturale che deve dare vita a ogni articolo anche quello più tecnico.

 

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"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997 ( tempi non sospetti),parlando di doping in un'intervista televisiva con Gianni Minà.

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 05/08/2009 alle 09:51
comprato Bicisport oggi.
 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 05/08/2009 alle 15:41
Godi prof Roubaix!

C’è un punto nello speciale BS sul Tour su cui, per quel che serve, mi piace riflettere.
L’ultimo paragrafo dell’introduzione di Vicennati, anche leggendo alcune cose che ha scritto Desmoblu nel thread sul doping.
Vicennati parla di “ provvidenza dei ciclisti onesti”.
Desmoblu, più o meno, è sulla stessa linea: onesto è chi non si dopa, non onesto è chi si dopa.
Mi pare che quando si parla di etica, onestà ecc. applicati al doping dei professionisti si usino concetti troppo impegnativi e anche troppo sbrigativi.
La linea di demarcazione che separerebbe gli onesti dai disonesti ( sui quali invoco la provvidenza dei disonesti, ci sarà?) su che si fonda realmente?
Il tutto parte dall’idea che esistano sportivi professionisti che non si dopino. Da che nasce questa premessa ipotetica? Da confidenze o affermazioni di qualche ciclista? Potrebbero mai dire il contrario? Quante volte si è registrata la smentita delle loro affermazioni?
Dal fatto che non facciano prestazioni eccezionali? Quanti positivi non hanno mai fatto prestazioni eccezionali?
Dal fatto che nel mondo in ogni campo esiste l’onesto? Certo, nel vasto mondo della politica, per esempio, esistono militanti,consiglieri comunali ecc. onesti. Ma quando una militante di RC mia amica è diventata assessore comunale di un paese, pochi mesi dopo si dimetteva perché la contiguità con scelte amministrative disoneste diventava sempre più imbarazzante, cioè passando da militante a amministratore, in una coalizione mista, non si era più puri e francescani (iniziava una contiguità, non ancora, ovviamente, una compromissione. E era solo assessore di un piccolo paese.).
Il mondo dello sport professionistico è un piccolo mondo nel vasto mondo, è davvero possibile fare sport a quel livello senza doparsi?
Le risposte ( sì o no) sono, ovviamente, entrambe ipotesi. Io penso che non sarebbe possibile per un ciclista a pane e acqua finire un Tour con un distacco “ normale” se opposto anche solo a 1/ 3 del plotone che si dopa con il doping di oggi.
Altri pensano che queste arabe fenici esistano. E se fossero solo un alibi per giustificare tutto?
Quando si legge dietro la facciata ( motivazioni di sentenze, indagini, racconti di ciclisti beccati e cacciati dall’età o dalla storia), si legge sempre di intimidazioni fortissime della squadra, dell’ambiente, se fosse vera l’ipotesi che l’unica forma di resistenza possibile sia quella di dover lasciare il ciclismo perché o si accettano certe cose o si sta fuori, perché, ipotesi, nessuna squadra pagherebbe uno che, se dopato come gli altri vincerebbe o si piazzerebbe ecc., solo per fare il perdente onesto?
“ Non ci indurre in tentazione e liberaci dal male” dice il Vangelo che sa, dell’animo umano, forse più di tanti Torquemada.
Troppo indetti in tentazione, troppo costretti a cedere alla tentazione, troppo disegnati per cedere alla tentazione.
Troppo impunito chi induce in tentazione ( dirigenti delle istituzioni sportive, dirigenti delle squadre, DS, medici dopatori ecc.) perché ci siano gli onesti
Chi ha indotto Riccò alla tentazione di vendere un compagno per vedersi ridurre la squalifica e poi la squalifica viene riportata a quella originaria?
Mettiamo, mi auguro di no, che le controanalisi diano torto a Di Luca. E’ disonesto? Fine della discussione? O rimane un ragazzo coraggioso, indomito, uno che non si piega come canna al vento come tanti suoi colleghi, un ragazzo intelligente, un ragazzo onesto in ogni momento della sua vita e che, nell’ambito del suo lavoro, ha fatto “quello che tutti fanno”? Uno che, magari,onestamente, non se ne andrà chiacchierando i nomi di compagni e colleghi. Uno che, onestamente, si è speso per i terremotati. Uno che, onestamente, dice: A Campiglio Marco non aveva un ematocrito più alto degli altri, uno che, onestamente, dice: ce l’avevano tutti alto e con questo già l’ha detto, onestamente, “ ce l’abbiamo tutti” ( poteva dirlo più esplicitamente? No, siamo onesti).
Mi pare troppo impegnativo e troppo sbrigativo mettere Di Luca ( se le controanalisi diranno che è positivo) fuori dalla provvidenza dei ciclisti onesti. E ho fatto solo un esempio.
Poi Vicennati dice: ci salva il ricordo ogni volta che le nostre ruote percorrono l’ultima curva del Ventoux ( più o meno, non ho qua il giornale).
In quel ricordo c’era la provvidenza dei ciclisti onesti? certo, c’era un ragazzo che tirava fuori da sé fino all’ultima goccia di energia, c’era un ragazzo coraggioso, indomito, pieno di carisma, generoso, orgoglioso, umiliato e offeso ma non arreso, “ bello, fiero e caro agli dei” . E onesto, fino all’ultimo giorno della sua vita, perché c’è sempre qualcosa di più profondo nell’anima di un uomo.


 

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  postato il 05/08/2009 alle 16:03
Sarà sicuramente banale, superficiale e qualunquista. Sarà probabilmente motivo di incazzatura, ma io credo nell'onestà di chi rispetta le regole. Non mi pongo tante domande, perché nella mia testa provinciale su certi argomenti non c'è spazio per le mezze tinte.
Parli di Di Luca e io ti dico che quasi mi scappava da piangere. Parli di Pantani e io ti dico che piansi. Io credo che Pantani l'abbiano fregato e sarei propenso a credere lo stesso su Di Luca, salvo che la favoletta di Al lupo, al lupo purtroppo dopo un po' ti entra in circolo e non riesci a liberartene più.
Non riesco ad avere il cinismo di una mia amica che dice: così fan tutti.
Quando salto dalla sedia, per riprendere l'articolo che citavi, per un bello scatto io non riesco a dirmi che tanto anche lui prende perché così fan tutti.
Per me l'eroe non ha macchia. Per me Di Luca deve essere senza macchia per il rispetto che deve ai terremotati nel nome dei quali si è speso. Perché loro sono saliti su una montagna per battergli le mani. Perché loro avrebbero potuto fare altro. Perché loro erano appesi a un filo e avevano il diritto di sognare. E se adesso viene fuori che l'uomo che li faceva sognare in realtà è uno che ha barato, cosa pensano i terremotati d'Abruzzo?
Pensano: eccone un altro come Berlusconi, che tanto parla, tanto promette di fare qui le vacanze, ma poi si fa i fatti suoi.
Per me deve esistere la Madonnina dei ciclisti onesti. E sono pronto a dirti che non pretendo la verginità, ma il rispetto delle regole quello sì. Il rispetto delle regole e della mia intelligenza.
Non voglio farmi troppe domande perché, mio Dio, stiamo parlando di sport: per l'esattezza dello sport più bello del mondo. Non voglio vergognarmi per il fatto che lo amo. Non voglio guastarmi il caffè tutte le mattine spiegando al barista e agli avventori che però i controlli li facciamo solo noi. Non voglio la verginità, ma voglio gente attenta, professionale, sveglia. Voglio un'organizzazione mafiosa da serie A, voglio che le regole siano osservate.
Nella società contemporanea chi rispetta le regole è onesto? Mi sta bene, anche se l'onestà è altro. Prego la Madonna dei ciclisti onesti che ci preservi dal male Danilo Di Luca, ma la prego anche di far sparire da questo benedetto ciclismo quella camionata di cialtroni che ogni volta alza gli scudi, dice che è indignata e continua a ciucciare soldi a sponsor ormai anemici.
Ecco quello che vorrei. Anche se sarà sicuramente banale, superficiale e qualunquista.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 05/08/2009 alle 16:06
Originariamente inviato da Donchisciotte

Godi prof Roubaix!



Perchè?
Mi sfugge ...
(e BS mi mette una tristezza)

 

[Modificato il 05/08/2009 alle 16:27 by ProfRoubaix]


 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 05/08/2009 alle 17:08
Prof roubaix, so che apprezzi molto quando inizio a parlare dei massimi sistemi e dei giornalisti…

Grilloparlante: Tu non sei banale, superficiale e qualunquista e io, anche se penso come la tua amica che “ così fan tutti”, non sono cinica. Anzi proprio il contrario.
E’ che a me proprio il fatto che uno, sportivo professionista, sia dopato non mi suscita scandalo, “non è da questi particolari che si giudica un campione"
L’ultima volta che ho pensato diversamente è stato a giugno del 1969, quando vidi Merckx in lacrime e dopato. Avevo 12 anni e dissi: Ecco perché batte Gimondi, è dopato!
E mio padre: E’ dopato quanto Gimondi, è più forte ma noi adesso ci godiamo la vittoria di Gimondi.
Quando nel 1996 lessi che il dott. Grazzi era nell’équipe Conconi, ho fatto due più due ( non ho aspettato il 5 giugno 1999 per farlo, come Repubblica) e prima di allora , tifando Gimondi, Indurain, Hinault e poi Marco ho sempre saputo che, come dire?, se non è zuppa è pan bagnato.
Mi sono sempre goduta alla grande le loro vittorie, mai mi sono sentita ingannata da nulla, nemmeno, per esempio, quando su Bs lessi della notte di Pau nel 1980 e di tendini troppo piccoli per muscoli troppo cresciuti.
Mi dovrei sentire ingannata da Baudelaire che scriveva le sue splendide cose pieno di assenzio e droghe varie? perché solo così “ lo spazio si fa profondo”, senza no, e solo drogato fino a scoppiare, diceva, si può sopportare la vita ( Sto leggendo La folie Baudelaire, splendido libro).
Ingannata da Freud che pieno di cocaina ebbe la visione della psicanalisi?
Nel ciclismo tutto questo fino al 5 giugno 1999. Là sì che ho sentito, violento, l’inganno. Non di Marco, chiaramente.
Là Marco è stato professionale ( non nella gestione del dopo, ovvio), nelle regole, non vergine ma nelle regole.
Solo che lo fregarono.
E da allora a me puzza tutto, non i ciclisti, quelli lo so da prima, a priori, si dopano.
Ma è sufficiente essere professionali, nelle regole, non vergini ma nelle regole?
Non so, faccio una domanda magari scema: se Di Luca invece di frequentare quel ruspante di Santuccione, avesse frequentato qualche preparatore più potente, più con potere di ricatto verso certi organismi, se facesse parte di una squadra che può gestire certe cose magari con i controlli interni che preservano da sorprese,squadre protette più della liquigas, lo beccavano lo stesso ( ammesso che l’abbiano beccato, io spero nelle controanalisi)?
Cioè, basta stare nelle regole o, nella guerra tra bande che si è scatenata, bisogna pure essere ben appoggiati ( e sperare nella Madonnina dei disonesti che ci sarà, dai, pure quelli sono figli di Dio)?
Organizzazione mafiosa di serie A è il calcio, il ciclismo, purtroppo, si è messo a fare la guerra fra clan e è sceso a organizzazione mafiosa di serie Z.
E non è partito tutto da Campiglio, da quell’arrendersi del ciclismo?
Tu dirai: potrebbero smettere.
Ma questo non accadrà mai, sempre gli uomini cercheranno di migliorare le loro prestazioni con qualsiasi mezzo la scienza gli metta a disposizione. E l’industria del doping ( e dell’antidoping) non la ferma nessuno, in nessuno sport.
La grandezza, in noi che sobbalziamo e ci commuoviamo ( sull’ultima curva del Ventoux siamo in tre, io, la de Stefano in televisione e Vicennati su BS), sta nell’andare oltre la superficie delle cose e vedere la grandezza di Marco ( soprattutto) ma anche di Di Luca e dei ciclisti, oltre l’immondizia.

 

[Modificato il 05/08/2009 alle 17:13 by Donchisciotte]

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  postato il 05/08/2009 alle 17:23
Il ciclismo a Campiglio non si è arreso, è semplicemente stato consegnato. Però vedi che la Madonnina degli onesti ha aperto un occhietto? Mi giunge voce che Parigi non sia in grado di dare una risposta su Di Luca e abbia chiesto aiuto a Montreal o Vienna. Come avevano fatto con il terzo controllo positivo, che avevano mandato a Barcellona e Barcellona aveva detto che non c'era niente...
Non credo cambierebbe nulla se cambiasse il nome del dottore. Dovrebbe cambiare il presidente federale, dovremmo rimettere un bell'onorevole democristiano al comando della Lega che non c'è più. Dovremmo fare come fanno i pallonari, fai l'assicurazione sul culetto. Ma noi che siamo duri e puri, andiamo avanti da soli e ci facciamo male.
Rispettino le regole, mi basta questo. Non mi interessa sapere se si dopano o no, anche se posso immaginarlo. Non mi interessa sapere se la multa a casa non mi arriva perché sono andato piano, mi basta essere andato piano sotto al Tutor.
Sennò non mi diverto. Lo ammetto, è un mio limite, ma a me basta che rispettino le regole e poi che facciano ciò che ritengono necessario alla loro professione. Detto questo, che schifo leggere che il nuoto fa solo le urine...

 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 05/08/2009 alle 18:23
Una versione sofisticata del senso della sfida...
Solo che ti consiglio di non andare a Caserta, là, ho letto, gli autovelox sono taroccati per beccare più gente possibile e fare cassa.
là le regole le fanno fesse i controllori.

 

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  postato il 09/08/2009 alle 12:29
Il nostro Presidente del Consiglio,delle cui vicende tutto il mondo tranne il TG1 parla, nella sua ineffabile logica di persona totalmente estranea alla democrazia, ha eletto " il giornalista sportivo" come giornalista modello.
In quanto, ha detto, il giornalista sportivo non fa domande.
A parte che potrei citare alcuni giornalisti sportivi che domande ne fanno ( magari non troppe nel calcio), se nella testa di Berlusconi il giornalista sportivo ideale, e, anzi, il giornalista ideale, è quello che non fa domande, che crea una realtà sempre pacificata, una realà immediata, da consumare in fretta, io, modestamente, potrei suggerire un nome che lui potrà uilizzare in qualsiasi compito...

 

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 09/08/2009 alle 19:48
Lasciando stare Berlusconi alle sue attività, facevo una riflessione sui giornalisti sportivi o almeno su alcuni di loro. Mi veniva da pensare a una frase sentita da qualche parte, forse proprio da mio padre, non ricordo. Diceva che un genitore non deve essere amico dei figli, ma deve essere genitore, perché facendo l'amico perderebbe le sue prerogative educative.
Il giornalista può essere amico dell'atleta? Fino a ieri avrei detto di sì, che è un vantaggio, perché permette di sapere in anteprima cose più succose. Ma ora ho un forte dubbio, perché comincio a pensare che gli atleti, furbacchioni come volpi, si servono di questa amicizia (che è chiaramente a senso unico) per far passare le loro balle e dipingersi un'aurea di innocenza che invece un giornalista realmente indipendente potrebbe cercare di smascherare.
Alla fine, se sei amico, sei portato a credere e perdi l'indipendenza di giudizio che è alla base del tuo mestiere. Non voglio dire con questo che Capodacqua faccia bene, perché lui sbaglia tutto in nome del fanatismo, ma di certo mi chiedo se una lettura un po' meno sentimentale (ovviamente anche da parte di Bs che è l'oggetto di tutto questo discutere) non sarebbe servita negli nni a stringere un po' le maglie della tolleranza, facendo sentire ai corridori il peso di responsabilità che invece, blandendoli in continuazione, si è allontanato da loro.
In altre parole: è stato sempre giusto credere a Di Luca in nome dell'amicizia e contro le teorie e il lavoro (sporco quanto si vuole ma concreto) di Torri? Oppure forse non sarebbe stato meglio intervistandolo metterlo un pochino di più con le spalle al muro, in modo che si sentisse quantomeno sotto osservazione? Idem per Riccò quando si vociferava della sua amicizia per Pregnolato e tutti gli altri, di cui per anni s'è sospettato e per anni s'è fatto finta di nulla, facendo passare i controllori per sbirri e facendo eroi di ragazzi - pur generosi, forti e degni di applausi - ma con troppa indulgenza verso se stessi e i propri errori.
Così, è la domanda di questa sera di domenica, con Di Luca sul filo della radiazione e il nostro ciclismo decapitato dopo anni di tentativi di darci spiegazioni plausibili, ma sempre all'opposto di una realtà scomoda, ma non per questo non vera...

 

[Modificato il 09/08/2009 alle 19:52 by grilloparlante]


 
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Livello Marco Pantani
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  postato il 09/08/2009 alle 21:52
Ovviamente non sarò breve, non ho il dono della sintesi.
Non sono d’accordo.
L’amicizia fra un ciclista e un giornalista è, come ogni amicizia, prima di tutto una grazia. Poi serve a capire meglio l’uomo, il suo modo di intendere la professione, gli aspetti nascosti del carattere ecc. E’ deontologicamente corretta perché il ciclista non è un potente con cui non è bene la commistione del lavoro e dell’affetto.
Il doping non c’entra nulla con l’amicizia. Nessun ciclista sano di mente può dire A NESSUNO, quello che fa. Il ciclista è davvero, non a parole retoriche, l’anello debolissimo di tutta la catena, quello che, anche per mezza parola, rischia due anni di squalifica, un reato penale e lo sputtanamento perpetuo ( a differenza dei nuotatori che, anche beccati, dopo pochissimo sono ancora là a battere record senza che nessun telecronista o giornalista rivanghi il passato).
Un ciclista, dal 1999 in poi, non può parlare di questo con nessuno. Amico o non amico. La mancata confidenza NON E’ indice di amicizia a senso unico.
E’ questo l’effetto perverso di una scemissima campagna antidoping: sull’argomento doping il ciclista ha di fronte solo il medico dopatore ( e tutto l’éntourage che spinge, ignora, fa finta di non vedere, sollecita) e il giudice. Nessun altro. E’ solo, è l’unico che se qualcosa va storto pagherà. L’unica cosa che sa è che nessuno deve sapere.
E non c’entra niente con l’amicizia e l’affetto dell’amicizia.
Anche non essendo amico, un giornalista non otterrà alcuna confidenza. Capodacqua, visto che lo citi, a parte i diari del dopato ignoto o quasi, ha mai ottenuto una confidenza? No, semplicemente, a parte interviste di rito o fredde come il ghiaccio, non ha la confidenza ( non dico sul doping) di nessuno e le corse le passa con la formula di Di Prampero per vedere se è dopato il mattatore di turno ( Non c’è bisogno della formula, glielo dico io: è dopato. Guardiamo oltre)..
A uno come Vicennati, visto che parliamo di BS, piacerebbe così? Rapporti formali e basta?
A uno come Mura piacerebbe seguire la corsa con la formula di Di Prampero o pensando alle mille cose che un ciclista gli fa venire in mente?
Stare dalla parte dei controllori ( come Capodacqua, appunto)? Potrei capire ( mai approvare) se lo stesso metro i controllori lo applicassero anche nei confronti di calciatori e tennisti o nuotatori, invece che solo di Basso e Valverde.
Se l'assoluta non protocollarità della questione " della pipì degli angeli" si applicasse ad altri sport.
Se il caso Guardiola non venisse riaperto (?), DOPO che si è svolta la partita a Roma e dopo che si è ritirato dal calcio e dopo che per giorni i giornali ( compresa Repubblica su cui scrive Capodacqua) non avessero esaltato le magnifiche sorti e progressive di Guardiola simbolo di eticità e grande calcio.
se ci fosse stato un bel blitz ai mondiali di nuoto a Roma.
se i calciatori juventini fossero stati imputati come Pantani.
devo continuare? No.
Mi pare ingiusto accusare i ciclisti di tutto pure di lesa amicizia.
Coppi parlava della bomba alla radio, Gimondi, dopo l’introduzione dei controlli, già giurava sulla fidanzata che non era vero niente quando veniva beccato. E’ logico, è la logica perversa del colpire sempre gli stracci ( perché i ciclisti sono stracci del sistema).
Invece, visto che si parla di BS, mi pare un uso perverso dell’amicizia ( o non so di cosa altro) quando si fa un articolo celebrativo dell’ora di Moser e non si dice un’acca sul perché Conconi fosse chiacchierato.
O quando il direttore parla sempre di santoni e farabutti ma non dice mai il nome, mentre dei ciclisti altro che nome viene detto.
O se gli scrive Di Rocco perde dieci righe a dire che, come? Si danno del tu, adesso perché il lei? Quando di domande “ sull’uso politico e strumentale” del doping ce ne sarebbero a migliaia.
Cioè, se si vuole sapere qualcosa, capire gli ingranaggi del sistema e non fermarsi sempre, alla Torquemada, al dopato baro, figlio della mamma degli stupidi che è sempre incinta ( è incinta sì, visto che il sistema doping e antidopin rende miliardi), non è che si deve parlare al ciclista che è l’unico che paga e, giustamente, sta zitto. Si deve salire di livello con la tolleranza zero.
Prendersela col ciclista pure perché tradisce l’amicizia è ingiusto. Di Luca è un amico sincero, anche se ai giornalisti amici non ha potuto dire nulla.
Fanini parla e Guariniello lo convoca, secondo te, Grilloparlante, ci rimetterà, se la cosa va avanti e se ha qualche fondamento, il santone dell’Engandina? O solo quei due?
No, bisogna guardare oltre il doping. Fare come i monaci amanuensi nel medioevo che, contro il calare dei barbari, conservavano la bellezza e l’intelligenza del passato. E aspettavano che i barbari se ne andassero.
Io ho deciso che faccio così, illuminata dal dvd del centenario del Giro dedicato ai gregari, poetico, profondo, straordinario. Erano dopati ( e chissenefrega), ma che poesia, che grandezza, che senso della dedizione di sé c’è nel gregario di Coppi che gli mette l’ossigeno mentre muore e che ancora oggi “ la prima preghiera della mattina è per Fausto” o in quelli del Panta, i fedelissimi, che cercano di aiutarlo a non cedere alla morte, vinti da qualcosa più grande di loro.
Sarei fiera di essere loro amica e se non mi dicessero del doping, non importa, non possono.
E’ questo che Capodacqua non potrà mai raccontare, è questo che uno come Vicennati sa raccontare da dio, è per questo che la scrittura di Vicennati non può prescindere dall’amicizia con il corridore, e è questo che spinge un appassionato che non va in bici, non sa niente di rapporti, potrebbe confondere, come diceva Pantani non mi ricordo di chi, la sella col manubrio ( come me), a amare il ciclismo, a leggere avidamente i grandi raccontatori di ciclismo e solo con rabbia le cronache sul doping di altri giornalisti e a fare l’amanuense che conserva la memoria e la poesia. E che chiede, ovviamente, come sempre, verità e giustizia per chi ha fatto da capro espiatorio di tutto.

 

[Modificato il 09/08/2009 alle 22:18 by Donchisciotte]

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 10/08/2009 alle 21:04
Rispondo per non lasciar cadere il discorso, ma invoco un giorno per pensarci. L'argomento è profondo, a pelle scriverei altre cose, ma voglio meditarle. Ergo, buona notte, ne parliamo domani...
 
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