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Autore: Oggetto: Ottavio Bottecchia

Livello Fausto Coppi




Posts: 6922
Registrato: Jul 2004

  postato il 06/08/2004 alle 02:19
Avrei dovuto ricordarmene per tempo: il primo agosto di 110 anni fà nasceva Ottavio Bottecchia, murèr di San Martino Colle Umberto, Treviso, passato alla bicicletta perchè le fatiche sul sellino erano meno dolorose di quelle del manovale, e si poteva guadagnare di più. Henry Pélissier lo notò sulle strade del giro d'Italia del 1923 e se lo portò al tour come gregario. Il francese in quell'occasione vinse la sua unica grande-boucle e Bottecchia fu secondo, poi il murèr infilò la meravigliosa doppietta del '24 e '25, primo italiano a vincere il tour e primo ciclista della storia a indossare la maglia gialla dalla prima all'ultima tappa (nel 1924). Quando molti anni più tardi chiesero a Pèlissier se il doping esistesse già ai suoi tempi, il buon francese rispose -Se avessi bevuto solo aranciata, come Bottecchia, non sarei mai arrivato a Parigi-
 
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Livello Alfredo Binda




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  postato il 06/08/2004 alle 12:02
ah ecco! non capivo proprio il significato del tuo nick!!
comunque secondo me, con i prodotti che ci sono adesso, quello che si prendeva Pellissier è considerato come.... aranciata!

 

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Livello Alfredo Binda




Posts: 1101
Registrato: May 2004

  postato il 06/08/2004 alle 20:30
Bottecchia è stato un grande
 
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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Jul 2004

  postato il 20/08/2004 alle 23:13
Quelle bambine bionde / con quegli anellini alle orecchie / tutte spose che partoriranno / uomini grossi come alberi / che quando cercherai di convincerli / allora lo vedi che sono proprio di legno / Diavolo Rosso dimentica la strada / vieni qui con noi a bere un'aranciata / contro luce tutto il tempo se ne va.
Guarda le notti più alte / di questo nord ovest bardato di stelle / e le piste dei carri gelate / come gli sguardi dei francesi..."
Diavolo Rosso, di Paolo Conte, dedicata a Giovanni Gerbi, primo asso del ciclismo italiano.
Il testimone è in mano al Grillo, ma il Bocia già tende la mano.

 
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Livello Fausto Coppi




Posts: 6922
Registrato: Jul 2004

  postato il 13/09/2004 alle 21:07
Riporto avanti il vecchio thread del mitico Botescià per rispondere al simpaticissimo Melamarcia, che mi chiedeva se fosse vera la leggenda secondo la quale Bottecchia sarebbe morto per una badilata in volto, subita per opera di un contadino al bordo del cui campo Ottavio stava pizzicando un po' di uva, nel friuli dove era oramai residente e adottato da tempo.
E' un'ipotesi plausibile, giacchè il suddetto agricoltore avrebbe confessato la sua colpa sul letto di morte.
Ottavio fu trovato in agonia riverso accanto alla sua bicicletta, il volto spaccato in una maschera di sangue, terminando la propria esistenza pochi giorni dopo in un letto d'ospedale, senza aver ripreso conoscenza.
Fattibile che abbia preso una badilata in faccia e che, risalito in sella, abbia cercato di raggiungere un medico senza riuscirvi, probabilmente a causa di un'emorragia cerebrale.
Ovviamente non si può escludere al 100% che sia semplicemente scivolato a terra per un qualche motivo, lo stesso Savoldelli quest'anno ha dovuto subire una plastica facciale per le conseguenze della caduta di francoforte, complicata da fratture al bacino.
Tornando a Bottecchia, si avviò molto tardi al ciclismo, a 28 o 29 anni, e in un'italia che impazziva per il campionissimo Girardengo, il muratore Ottavio trovò in francia il suo riscatto sociale.

 
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Livello Tour




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Registrato: Sep 2004

  postato il 14/09/2004 alle 00:07
davvero interessante la storia di uno dei pionieri del nostro ciclismo insieme a girardengo guerra,brunero ecc.
a tal proposito volevo chiederti se sarebbe conveniente acquistare una di quelle collane proposte da bicisport e che riguardano i 6 italiani che hanno vinto almeno un tour.
io ne ho acquistati 2 e devo dire che li ho trovati di ottimo spessore soprattutto per la capacità che i cronisti mostrano nel descrivere la vita dei personaggi come se alle prese con la descrizione di un paesaggio impressionista. davvero interessante. io come dicevo ne ho acquistati 2. uno chiaramente relativo a pantani....di cui già sapete molto. l'altro.. che vi consiglio, è quello relativo al tour del '60 del buon gastone nencini(mitiche le sue discese a rotta di collo che in una tappa pirenaica costrinsero roger riviere a rischiare + del dovuto .le conseguenze furono una caduta in una scarpata con conseguente frattura di una vertebra cervicale che costrinsero il francese alla sedia a rotelle.)....INTERESSANTE. SE VOLETE.. LEGGETELO

 

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janny

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 14/09/2004 alle 00:15
Non metterti a ridere: le prime due riviste di ciclismo che ho comperato sono state bicisport di agosto e bicisport di settembre, anno 2004.
E' un mensile stupendo e anche io ho notato la collana che hai citato e della quale hai già due volumi, quindi mi chiedi un consiglio ma ti assicuro che, dopo le tue parole, sono io che ordinerò di sicuro quei volumi.
A cominciare da quello di Bottecchia, ça va sans dire.

 
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Livello Tour




Posts: 203
Registrato: Sep 2004

  postato il 14/09/2004 alle 00:33
mi meraviglio che uno come te (che per quanto dica di essere presuntuoso è sinceramente uno che di ciclismo ne mastica),acquisti solo da poco bicisport.
hai visto che grande mensile?
sicuramente è il migliore perchè sergio neri è secondo me il piu grande esperto di ciclismo,per competenza,intuito e umanità che mostra nell'atteggiamento verso i corridori.si,è davvero un grande mensile. e se 6 appassionato di bottecchia,quelle collane sono davvero interessanti.ci si riesce a parlare di ciclismo in un modo diverso,lontano dagli interessanti ma troppo freddi aspetti tecnici, e piu incentrato nel profilo umano-storico dei grandi eroi della pedivella.è UN Pò COME QUANDO GUARDI UNA TAPPA IN TV. ALMENO IO,NON LA GUARDO MAI PER IL SOLO PIACERE DI VEDERE LE SALITE O LE PRESTAZIONI DI QUESTO PIUTTOSTO CHE DI QUEST'ALTRO.NON Sò VOI,MA A ME PIACE GUARDARE ANCHE LO SCENARIO DELLE TAPPE,LE COLLINE, GLI STRAPIOMBI,LE MAESTRE CHE ACCOMPAGNANO I BIMBI A VEDERE IL GIRO SULLE STRADE....ECC. ALTRIMENTI SCUSATEMI,MA CHE CICLISMO VEDETE? SE QUESTO SPORT è COSI POETICO CI SARà PURE UN MOTIVO,NON CREDETE?

 

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janny

 
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Livello Miguel Poblet




Posts: 530
Registrato: Oct 2004

  postato il 29/10/2004 alle 15:22
I francesi lo chiamavano Bottescià. Ma non è stato chiarito il mistero della morte di questo grande?
 
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Livello Octave Lapize




Posts: 473
Registrato: May 2005

  postato il 20/01/2008 alle 15:21
Bottecchia, un film sul mito
Fonte:Gazzetta Dello Sport
MILANO, 17 gennaio 2008 - C’è la chicca di Mattia Bortuzzo, 101 anni portati alla grande, che racconta di aver visto con i suoi occhi Ottavio Bottecchia sulle strade del Tour. Poi tante altre testimonianze illuminanti. Gianni Mura, Cicerone d’eccezione, che spiega: "Ha sempre detto che non correva per la gloria, i successi, le donne, ma solo per i 'schei'". Sergio Zavoli, Alfredo Martini, il nipote Franco Bottecchia, gli autori di libri su di lui Roberto Fagiolo, Paolo Facchinetti ed Enrico Spitaleri. Ci sono anche un prete, don Nello Marcuzzi, e il medico di Gemona, che spiega le uniche lesioni (fratture alla base cranica e alla spalla) trovate sul suo corpo dopo la morte, avvenuta a 33 anni.
80 ANNI DOPO - È proprio un bel viaggio nella memoria questo "Bottecchia, l’ultima pedalata". Documentario di 50’ realizzato per l’80° anniversario della morte da Gloria De Antoni e prodotto dalla Cineteca del Friuli. Racconta l’epopea del primo ciclista italiano capace di vincere il Tour de France nel ’24 (dopo essere giunto 2° nel ’23). E di fare il bis nel ’25. Si avvale di immagini d’epoca dell’Archivio Gaumont, dell’Istituto Luce e della stessa Cineteca. Sarà presentato dall’autrice in anteprima domani, venerdì 18 gennaio a Trieste (ore 20, cinema Ariston). Poi lunedì 21 a Pordenone (ore 21, Cinemazero, ospite anche Mura) e martedì 22 a Udine (ore 21, cinema Visionario). Dal documentario più che il ritratto dello sportivo, emerge quello della leggenda, qual è davvero Bottecchia.
UNA MORTE MISTERIOSA - Nato nel 1894 a San Martino in Colle (Treviso) da famiglia povera, fa il carrettiere per sbarcare magramente il lunario, emigra come muratore in Francia, diventa eroe di guerra (medaglia di bronzo al valore) da bersagliere-ciclista, fino a quando il ciclismo lo affranca e lo rende una celebrità. "Ma lui non dimentica, e con i primi soldi sfama e compra da vestire a tutti i 32 nipoti", racconta Franco Bottecchia. Poi all’apice della fama la tragedia, ancora tinta di giallo. Mentre si allena, è trovato in mezzo alla strada a Peonis di Trasaghis, viene portato all’ospedale di Gemona e muore. Omicidio (i fascisti, un contadino a cui ha rubato frutta), incidente (cade sistemando il cinturino dei pedali) o malore (congestione dopo aver bevuto una birra gelata al bar)? Nessuno l’ha mai scoperto. Quel 3 giugno 1927 finisce la vita e inizia il mito. Che 80 anni dopo "Bottecchia, l’ultima pedalata" contribuisce splendidamente a rinnovare.

 
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Livello Marco Pantani
Utente del mese Febbraio 2009
Utente del mese Agosto 2009




Posts: 2093
Registrato: Sep 2004

  postato il 10/07/2008 alle 22:54
Segnalo, ho appena finito di leggerli, due articoli interessanti che si trovano sul supplemento Viaggi di Repubblica di oggi, entrambi su Bottecchia e, in particolare, i misteri della sua morte.
Uno è di Gloria De Antoni e nasce da una conversazione all'osteria con Gianni Mura e l'altro è di Gianni Mura.
Le ipotesi sulla sua morte sono davvero tante ( un altro mistero insoluto, evidentemente, forse anche una morte politica).
Leggendo quello che aveva scritto Aranciata Bottecchia a proposito del'aranciata , mi ha colpito una delle ipotesi , quella del fisico di Bottecchia molto rovinato dall'uso del doping del tempo, fra cui il vino Mariani.
Non sapendo cosa fosse ( negli articoli è spiegato molto, troppo succintamente) sono andata a vedere su Wikipedia.
Era vino bordeaux con macerate dentro foglie purissime di cocaina del Perù.
Questo Francesco Mariani,chimico e preparatore farmaceutico, diffuse il suo vino ovunque.
E era molto apprezzato da tantissimi, compresi due papi, fra gli estimatori lo scrittore Emile Zola che rngraziò personalmente Mariani con questa lettera: « J'ai à vous adresser mille remerciements, cher Monsieur Mariani, pour ce vin de jeunesse qui fait de la vie, conserve la force à ceux qui la dépensent et la rend à ceux qui ne l'ont plus » (Émile Zola, 1895) ,(Vi mando mille ringraziamenti, caro signor Mariani, per questo vino di giovinezza che procura la vita, conserva la forza a coloro che la dispensano e la restituisce a quelli che non l'hanno più).
Veramente due articoli interessanti.

 

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Verità e giustizia per Marco Pantani: una battaglia di civiltà.

Arcana loggia per il ripristino della civiltà dell'ordalia.

IO NON L'HO VOTATO.

IO CORRO DOPATO COME TUTTI.

"E' tutto alla conoscenza di tutti" Marco Pantani,1997 ( tempi non sospetti),parlando di doping in un'intervista televisiva con Gianni Minà.

Non sono a favore del doping. Sono semplicemente contro l'antidoping.

Hypocrisy free.

CAREFUL WITH THAT AXE, EUGENIO.



 
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