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Autore: Oggetto: Basso vs Cunego

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  postato il 18/05/2005 alle 14:14
In questo thread potrete discutere di tutto quel che riguarda la rivalità nascente tra Ivan Basso e Damiano Cunego (messi in ordine alfabetico, per non fare torto a nessuno).

Buon proseguimento.

 
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Livello Tour




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  postato il 18/05/2005 alle 15:10
io nn ho altro da aggiungere, se nn ribadire che il talento di damiano è dieci-quindici volte superiore a quello di basso..

e in una corsa a tappe "normale" ( il normale è rappresentato dall'esclusione del fattore bjarne) damiano batterebbe basso..

morris affermava in un altro topic che damiano nn è esploso, ma cresciuto gradualmente.. se nn è esplosione vincere un giro a 22 anni, nel modo in cui l'ha vinto e proseguendo in una stagione che lo ha consacrato n°1 al mondo, vorrei sapere cosa intende lui x esplosione, visto che cunego è passato dalle due vittorie ottenute nel 2003 alle 13 del 2004..

 

[Modificato il 18/05/2005 alle 15:15 by tonymontana]

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Livello Jaques Anquetil




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  postato il 18/05/2005 alle 15:34
Non so cosa si intende per talento, ma credo che la differenza tra Cunego e Basso non sia così grande.
Credo che sia molto difficile fare un confronto tra due corridori così diversi. Come modo di correre, Cunego è il tipo di corridore che entusiasma la gente. Come carattere, sembrano ancora più differenti che come corridori. Cunego mi sembra più personaggio, un po' alla Valentino Rossi o alla Alberto Tomba.
A me Basso piace, se non è uno scattista non sarà mica colpa sua... Ognuno deve sfruttare le caratteristiche che ha.
In merito al fattore bjarne e al doping in generale, non ho mai scritto nulla, perchè sono totalmente ignorante in materia, anche se leggendo alcuni post qualcosina ho appreso.

 
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Livello Sean Kelly




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  postato il 18/05/2005 alle 17:08
Spero che questa rivalità (sempre che esista veramente e non sia stata costruita un pò ad arte...) non porti ad una limitazione complessiva dei risultati che i due possono ottenere senza scornarsi vicendevolmente!
Credo che debbano puntare in larga parte su obbiettivi diversi essendo talmente diverse le caratteristiche individuali.
Damiano, a mio avviso, può anche non puntare esclusivamente sulle grandi corse a tappe.( e farebbe bene a fare così...)
Ivan invece deve fare la scelta opposta, credo.
La contrapposizione è + riferibile all'età dei 2.
Come caratteristiche fisiche, invece, si pestano maggiormente i piedi(potenzialmente) Simoni e Cunego.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/05/2005 alle 17:09
Non ho molto da aggiungere sulla questione, mi sembra che sia Cunego che Basso siano estremamente forti seppure con caratteristiche diverse e che influenzeranno il ciclismo dei prossimi anni.
La cosa che invece mi interessa capire è perché i "tifosi" di Basso apprezzano e sostengono anche Cunego mentre quelli di Cunego denigrano Basso! boh!!

 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 18/05/2005 alle 17:16
Bèh, dato che stanotte sono stato costretto a sospendere l'intervento in altro thread, riporto qui il proseguimento, nonchè la parte iniziale già postata di là.....


Sono tante le motivazioni che portano al tifo e non tutte si spiegano coi particolari legati alle tipologie che si preferiscono. Il discorso sarebbe lunghissimo, ma non è giusto stabilire su un fatto estremamente soggettivo, delle linee da oggettivare ad ogni costo. Mi spiego. Se in passato si tifava per un classico grimpeur, non è detto che nel presente o nel futuro, non si possano trovare i fattori scatenanti del tifo verso un passista scalatore, o un corridore che, lavorando, trova una dimensione, pur scritta in maniera diversa, da scalatore che si difende sul passo.
Le rivalità sportive sono belle, ma vanno vissute sempre con l’accettazione delle soggettività altrui.
Ora, creare quel bipolarismo che nella storia sportiva proprio il ciclismo ha alimentato e sul quale s’è pure spesso “impiccato”, mi sembra da una parte stimolante, ma dall’altra riduttivo, soprattutto alla luce di uno sport oggi molto specializzato (forse anche troppo).

Basso e Cunego sono due corridori molto diversi, per morfologia fisica (e questa fino a prova contraria ha il suo peso), per carattere, per esperienze d’approccio al ciclismo e storie agonistiche.
Le differenze fisiche le vedono tutti.
Il carattere di Basso è mite e metodico, quello di Cunego ben più esuberante e con un sorriso che nasconde il punch della furbizia, o della cattiveria agonistica.
Basso ha iniziato a correre bambino ed ha continuato. Cunego è arrivato tardi al ciclismo, portandosi presso esperienze muscolari e di coordinazione insolite.
Ambedue sono stati fortissimi juniores: Cunego ha vinto il mondiale, Basso è giunto secondo. Ambedue hanno corso nella stessa squadra fra gli under, Cunego è stato un emergente non troppo vincente, Basso ugualmente emergente, ma più vincente al punto di prendersi una maglia iridata.

Non è vero che Cunego è esploso, ha semplicemente continuato a crescere come del resto Basso. Le differenze di tangibilità, sono dovute alle caratteristiche sì diverse dei due, che richiamano un altro aspetto: la diversità dei talenti. Damiano ha una istintività che Ivan non ha, ma il secondo recupera come un diesel, con la dedizione e la riflessione. Personalmente posso preferire il veronese al varesino, ma non per questo sminuisco i valori di Basso. La spettacolarità, per ora, è tutta per Damiano, ma questa ancora non significa sostanza, perchè quella la darà solo la strada.

Sono due patrimoni del ciclismo italiano, per quello che valgono a livello agonistico e, tanto più, per quello che significano su quel “pompaggio mediatico”, bisognoso più che mai di eroi e dualismi, al fine di tenere a galla l’unica strada che si conosce per reclamizzare il ciclismo e vendere: il dualismo, appunto.

Non paragoniamo il loro modo di correre con nessuno. Basso non è Indurain, non solo per l’abisso che divide i curruculum, ma per mancanza di contenuti certi: in fondo, il varesino, di grandi cronometro ne ha corsa solo una. Cunego non è Pantani, non ha il suo scatto e la sua velocità sulle pendenze, come non ha ancora la prevedibilità dell’attacco e del saluto alla compagnia su ogni salita decente. Ha vinto un Giro, certo da giovane, ma dal cast modestissimo, ed in possesso di una squadra che avrebbe potuto doppiare tutte le altre. Semmai, simili confronti, li faremo fra un paio d’anni per entrambi. Per ora accontentiamoci di quel che si vede che è comunque molto bello, anche perché ci sono altri corridori con una dimensione di nota, ma di Pantani e di Indurain, il ciclismo di oggi. è perfettamente orfano.


Capitolo doping.
La chimica c’era, c’è e rimarrà. Si tratta di un flagello che è trasversale allo sport, perché distrugge la salute prima di tutto, anche se da vantaggi immediati. Dire che il doping non fa vincere le corse è una stupidaggine e non è questo il terreno su cui lo si può sconfiggere. Sarebbe uno slogan ben più significativo e veritiero dire che “il doping ti fa vincere una corsa, ma ti fa perdere la vita o la qualità di questa”. Sulla chimica han giocato più o meno tutti. Lmitatamente al ciclismo, Coppi si bombava, certo con sciocchezze, anche ben poco dannose mi si permetta, ma sul piano della morale a volte anche esageratamente bacchettona, deviava pure lui. Quelli di oggi si iniettano altra roba nel segno del cambiamento dei tempi, ma di puri angeli non ce ne sono. Come non ce ne sono nella vita del resto, perché il doping, in altre forme, c’è anche lì. Voler estirpare la chimica, significa girare la società dalla A alla Z e fare in modo che l’uomo si impossessi di valori che fino ad oggi, con vari condimenti di ipocrisia, ha solo enunciato. Ciò non significa che la battaglia non si debba fare, anzi, ma qui debbono scendere in campo i governi (non solo con leggi, ma con una netta sterzata antropologica) e che poi anch’essi siano un segno anche più forte della modestia dell’uomo d’oggi, significa avere di fronte un altro avversario, ma stavolta di caratura mai vista.
Di doping, dunque, lo sport è pieno totalmente, ma in questo contesto vi sono differenziazioni che si imparano a conoscere, soprattutto con l’esperienza di campo: le provette contano poco, altrettanto le vie ufficiali che la scienza ci presenta. Differenziazioni che coinvolgono tanto le pratiche quanto i terminali finali, cioè gli atleti. Che urlano l’assistenza più o meno marcata di medici, taluni veri e propri Mabuse, che presentano il sinistro coinvolgimento di protezioni, pass, cancellazioni e atteggiamenti simili a quelli della mafia. Il doping è un affare e siamo nell’era dove il danaro ha sostituito ogni cosa, Dio compreso, quindi basterebbe già solo questo a farci capire che il massacro sugli atleti, è solo la ciliegina di una macabra torta significativa della decadenza umana.

Qui si son fatti dei nomi e degli accostamenti che non sono campati per aria, sono veri. Alle storie su un Mister al 65%, potremmo aggiungerne altre, non coinvolgenti lo stesso signore. Dai salassi svolti d’urgenza in piena notte fra due tappe del Tour, alla constatazione che con degli artifizi meccanici o di ulteriore chimica, in taluni casi procedurali a livello di processi, in altri sul terreno del baro più baro, abbiamo assistito a dei teatrini squallidi. Oppure richiamare quanto è ben conosciuto, circa il periodo precedente il fatidico 1997, dove c’era gente che vinceva templi dello sport e passava all’altare mediatico con ematocriti al 59%. Altrettanto bene si conosce che, per quanto riguarda l’’Italia (ma lo stesso forse potremmo dirlo anche su altri paesi), era lo stesso CONI a tessere la tela del ragno, a finanziare santoni o scienziati, affinché sui trucchi e gli additivi fosse più facile vincere, Olimpiadi in primis. E poi le storie totem dell’ipocrisia e del feticcio di quei certificati medici che han portato una massa di invalidi, ad ergersi a sportivi mostruosi per efficienza e bravure. E che dire delle trasformazioni fisiche, delle sconfitte dell’incurabile, delle nuove teorie fisiologiche?
Dunque, un oceano di robacce, condite d’ipocrisie e dimostrative di quanto si viva su una società che non è fondata sull’uomo, ma sul danaro e sul suo sempre siamese fatuo. Una società da cambiare, sradicare, distruggere, dimenticare, ma è un’utopia, perché il sociale è composto proprio da quegli uomini che paiono non uscire da quei ruoli promiscui, fra carnefici, sadici e masochisti.

Ora, formulare delle graduatorie su chi sia dopato e chi sia verginello è impossibile, proprio per la mancanza dell’ultima voce, mentre farle sulle intensità del doping che scorre nelle vene di Tizio o in quelle di Sempronio, è più possibile, ma solo raramente e, spesso, in modo distorto, arriverà la prova che la società s’è data come oggettiva. Restano le morali, le sensazioni, i dubbi o le certezze, senza valore giuridico, ma solo culturale.
Nel caso dei due ciclisti qui a confronto, non andiamo a cercare quello che non c’è, o che cammina sulle ali di un dubbio più grande del dubbio. Basso si porta presso i sospetti di chi gli gira intorno, sullo stesso metro che si usa sul detto di “chi va con lo zoppo impara a zoppicare”: una trasmissione che significa tanto a prima vista, ma che lascia il tempo che trova tipico di un detto popolare. Parimenti, Cunego, possiede un certificato medico sul tipo di quello di tanti troppi altri, ed ha attorno gente anch’essa sufficiente per alimentare quanto detto per Ivan. Insomma sono pari anche lì. Le differenze le vedremo col tempo e con le strade.
Non è il tema doping un quadro di facile distinzione fra i due, ed è antipatico frequentarlo. Soprattutto perché c’è già chi ha pagato per tutti, con un sacrificio vissuto dapprima su un agguato e poi da un’interminabile tortura. Un atto di una violenza criminale inaudita da “sbatti il mostro in prima pagina”. C’è solo un corridore, o meglio un atleta “hors sport”, per il quale si sono allargate le barriere degli usi chimici conosciuti da tutti gli altri. Ed è ora che costui si levi da quella sacca contenente due sfere che sta fra le gambe del 50% dell’umanità.

Ognuno resti pure con le sue convinzioni, ma non pretenda, senza il conforto della strada o di fatti eclatanti, di avere una “oggettiva” ragione.

Morris

 

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"Non discutere con gli stupidi, perchè scenderesti al loro livello e ti batterebbero per la loro esperienza".

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 18/05/2005 alle 17:19
Tonymontana
Prima di tutto “il dieci-quindici” volte di superiorità di Cunego su Basso, ti mette nelle condizioni del tifoso ultras, quindi poco oggettivo. Ohibò, capita a tutti, ogni tanto, lasciarsi andare, ma attenzione a non abusarne......
Sulla domanda che ti fai circa le mie dichiarazioni, riguardati la storia ciclistica di Damiano e quella più generale e poi avrai una visione meno distorta, di cosa significhi esplosione.
Comunque il mio intervento partiva proprio da ciò che segue e che hai scritto tu:
e l'erede designato sembrerebbe essere proprio il biondino, per il talento puro ( innegabilmente superiore a basso ), per l'esplosione avvenuta dal giorno alla notte ( molto simile a quella di marco), per la capacità di attaccare..

Se tu pensi che Cunego e Pantani siano esplosi dal giorno alla notte, significa che ti imponi di.... non avere memoria, oppure, più probabilmente, sei accecato dal tifo.
I tempi di crescita di Cunego, partono da un mondiale vinto dopo sole due stagioni dall’esordio in questo sport, mentre Pantani, a vent’anni, avrebbe vinto il suo primo Giro d’Italia fra i “puri”, se non avesse dovuto aspettare più di un minuto il cambio di una ruota, ed a ventuno, ancor dilettante, dava paga a Bugno sulla cronoscalata della Futa. I tempi di crescita degli atleti, non sono tutti uguali e non seguono mai uno sviluppo a mo’ di catena di montaggio. Ci sono punte e molti apprendistati che vanno letti.
Sia Pantani che Cunego hanno sviluppato i loro acuti nell’elite del ciclismo, nel momento in cui si sono congiunte le possibilità di esternarle, ma erano dei predestinati, pur nelle loro diversità.

Ciao!

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/05/2005 alle 21:42
Originariamente inviato da Morris

[I tempi di crescita di Cunego, partono da un mondiale vinto dopo sole due stagioni dall’esordio in questo sport, mentre Pantani, a vent’anni, avrebbe vinto il suo primo Giro d’Italia fra i “puri”, se non avesse dovuto aspettare più di un minuto il cambio di una ruota, ed a ventuno, ancor dilettante, dava paga a Bugno sulla cronoscalata della Futa.

1)??????? a vent'anni era al giro?


2)Ribadisco i concetti già detti e ridetti nel thread della crono preferisco basso perchè è una mia scelta come non mi piace il milan o schumacher e preferisco credere che prevalentemente i miglioramenti siano dovuti al lavoro e al cambio di mentalità(segni tangibili si sono visti fin da quando era con ferretti nel 2003 quando scalò 4 posizioni rispetto al 2002 di classifica come ne ha scalate 4 fra 2003 e 2004 da 7°a3°),e anche che l'ematocrito di cunego sia naturamente a valori alti.
Qualora uno dei due venisse sorpreso perderà la mia stima e fiducia. Se dovessi pensare ai sospetti non seguirei il ciclismo.
Ritengo che basso pur interpretandolo con una condotta di corsa passiva abbia fatto un grande tour e questo ,non voglio convincere nessuno,costitusice per me un grande risultato.Dall'altro lato Cunego è piu esplosivo da tutti i punti di vista e altrettanto grande è stato il suo successo al giro lo scorso anno.
La mia è una preferenza personale non intendo assolutamente sminuire il valore di Cunego, ho voluto e voglio solo difendere un atleta che dal mio punto di vista con determinazione e aggressività si è migliorato,qualora il miglioramento non fosse farina del suo sacco ripeto perderà la mia stima.Ma non mi stà antipatico o lo ritengo dopato perchè sta cambiando condotta di corsa ne gli auguro crisi come è stato fatto da alcuni di voi come non la auguro a nessun ciclista(lance non fa parte della categoria ndr) anzi sarei contento se al tour riuscisse a far meglio di ciò che ha fatto basso negli ultimi 3 anni.

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 18/05/2005 alle 21:55
Originariamente inviato da superalvi

Originariamente inviato da Morris

[I tempi di crescita di Cunego, partono da un mondiale vinto dopo sole due stagioni dall’esordio in questo sport, mentre Pantani, a vent’anni, avrebbe vinto il suo primo Giro d’Italia fra i “puri”, se non avesse dovuto aspettare più di un minuto il cambio di una ruota, ed a ventuno, ancor dilettante, dava paga a Bugno sulla cronoscalata della Futa.

1)??????? a vent'anni era al giro?


Giro d'Italia Baby 1990. Marco partecipava alla prima manifestazione a tappe di più di una settimana. Giunse terzo a 36" (se non ricordo male) dal vincitore Belli. Secondo fu Gotti. Senza quel guaio, avrebbe probabilmente vinto, alla prima occasione utile.

Ciao!

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/05/2005 alle 22:08
Riporto quello scritto nell'altro thread, anche per dire ad Ottavio che, pur preferendo Cunego, non denigro affatto Basso, anzi..
"Anch'io mi entusiasmo per Bettini,Cunego e Di Luca e meno per Basso; ma non è mica colpa di Basso.
Ognuno deve tirare fuori il meglio dalle sue caratteristiche.
Il problema dei corridori italiani, di tutte le generazioni, da quella di Girardengo,Binda e Bottecchia a quella di oggi è che il Giro d'Italia viene prima del Tour e che un corridore italiano non può (giustamente) snobbare il Giro; questo però ha avuto come ovvia conseguenza che i corridori italiani hanno vinto meno Tour di quelli che avrebbero potuto vincere:così ci sono stati corridori che hanno vinto solo il Tour ( come Bottecchia) o che sono andati bene più al Tour che al Giro ( Chiappucci e,finora, Basso ), altri che hanno vinto il Giro senza andare quasi mai al Tour ( Moser e Saronni), altri che hanno vinto Giro e Tour in annate diverse ( Bartali.Nencini e Gimondi), solo due hanno fatto la doppietta (Coppi e Pantani, mica due qualunque).
Ripeto, anche a me Basso non entusiasma, ma se lui riesce, con le caratteristiche che ha, a vincere il Giro o il Tour, non dobbiamo esserne contenti? A me pare di sì."

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 18/05/2005 alle 22:23
ok non avevo inteso fosse quello baby grazie morris per la precisazione tempestiva.
ciao
a.
PER NINO concordo al 100%

 

[Modificato il 18/05/2005 alle 22:25 by superalvi]

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  postato il 19/05/2005 alle 01:39
Trovo la polemica piuttosto sterile, e soprattutto già incanalata nei settori giusti da SuperAlvi, Mestatore e Morris, nonchè da altri che ora non mi vengono in mente.

Basso e Cunego sono due corridori diversi, e mi spiace leggere di qualcuno che segue Cunego perchè gli ricorda Pantani. Capitelo: Cunego e Pantani sono due persone separate, come giustamente si è affrettato a ripetere il campioncino di Cerro Veronese.
Anche a me le azioni di Cuneghin (soprattutto quando parte in salita mani basse sul manubrio) ricordano quelle di Marco, ma non lo stimo solo per questo motivo.
Lo stimo perchè mi emoziona, perchè è talento allo stato puro, perchè è sfacciato, moderatamente canaglia (nel senso buono di "egoismo sportivo") e altrettanto moderatamente altezzoso (con evidenti difficoltà di mascheramento in domande "taglienti").

Altresì apprezzo Ivan Basso per la sua serenità, per il suo metodismo, per la sua applicazione e volontà nel crescere da ottimo corridore a Campione. Tanti corridori si sono persi su questa (apparentemente semplice) strada, ma sembra proprio che Ivan possa riuscirvi. E glielo auguro.
Glielo auguro perchè è un campione pacato, perchè è un campione gentiluomo (se AleJet è il velocista gentiluomo).

La differenza: Cunego è un guascone, un amabile Robin Hood, mentre Basso è un signorotto, un rispettabile D'Artagnan.
E siccome che l'amore conduce al rispetto, e strada inversa è condotta da quest'ultimo, ecco che i due collimano, quasi a sfiorarsi, senza intaccarsi l'un l'altro.

Personalmente, penso che questo Giro 2005 sia più tagliato per Basso (e Simoni) piuttosto che per Cunego che, ricordiamolo, l'anno scorso vinse in un Giro dal chilometraggio scandalosamente misero nelle tappe di montagna. E le doti di recupero di Damiano, seppur ipotizzabili come grandiose, ancora non le conosciamo a questi livelli.

Mario

 
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  postato il 19/05/2005 alle 16:32
direi che per come sta andando adesso
son finiti i momenti dei discorsi......

 
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  postato il 19/05/2005 alle 17:20
Originariamente inviato da pedalando

direi che per come sta andando adesso
son finiti i momenti dei discorsi......


giustissimo!!!!

 
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  postato il 19/05/2005 alle 17:24
Per fortuna che Basso non attaccava mai.....
ha fatto un attacco ed il biondino si ritrova a 6 minuti !

Secondo me Simoni si e' staccato nel finale per non sprecare
energie che gli saranno utili nei prossimi 3 giorni.

 
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Livello Tour




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  postato il 19/05/2005 alle 17:33
faaccio pubblica ammenda..
basso oggi è stato grande..

 

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Elite




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  postato il 19/05/2005 alle 17:35
Originariamente inviato da tonymontana

faaccio pubblica ammenda..
basso oggi è stato grande..


Complimenti Montana, ti fa ONORE..

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 19/05/2005 alle 17:43
Sono ovviamente molto contento per il risultato di Basso che oggi oltre ad andare forte in salita come ha fatto varie volte al Tour ha attaccato e dato spettacolo.
Mi dispiace molto per Cunego che spero si riprenda presto, già in questo Giro magari provando un'azione da lontano. Credo che la sua giovane età abbia influito molto, ricordate che Anquetil vinse il suo primo Tour giovanissimo nel 56 e dovette aspettare il 61 per vincere il suo secondo di cimque.
Dunque forza Basso e forza Cunego!

 
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Livello Tour




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  postato il 19/05/2005 alle 17:44
finalmente basso spettacolare! Così si attacca,senza troppa paura di saltare.
Su Cunego:in Lampre dicevano che il capitano era Gibo, Riis dice che si aspettava una crisi, non ha ottenuto gli stessi risultati dello scorso anno fino a qua....non è che sta preparando il Tour?Effettivamente per la Lampre mi sembra illogico avere 2 capitani al top al Giro e 0 al Tour! Vedremo...

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 19/05/2005 alle 17:44
Per Tonymontana, non buttarti giù, il biondino ci darà ancora tantissime emozioni e soddisfazioni!!
 
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Livello Tour




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  postato il 19/05/2005 alle 17:58
nn ce fate caso, è un lato del mio carattere, nn conosco mezze misure..
dall'altare alla polvere..

 

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  postato il 19/05/2005 alle 19:56
Nessun altare e nessuna polvere, Cunego oggi ha pagato una crisi mai patita in precedenza, e ci può stare senz'altro, considerata la sua giovane età e considerando anche i pretendenti (e contendenti) del veronese quest'anno.

Nessuna polvere per Basso dopo Pistoia, nessuna polvere per Cunego dopo Zoldo Alto. Certo, lì erano 30" e qui sono 6'02" (anzi, 6'14" se aggiungiamo l'abbuono per Ivan), ma di certo il Giro di Cunego non finisce qui.
Finirà qui per l'aspirazione alla vittoria finale ed al podio (dovrebbero saltare troppe teste), ma una tappa ancora la può vincere, e può di nuovo aiutare il suo "nuovo" capitano Gilberto Simoni a dar fastidio ad Ivan Basso.

E poi non scordiamoci che Damiano ha un Tour da preparare per la prima volta (a differenza di Ivan che, se vincesse il Giro, si potrebbe permettere anche il lusso di "deludere" un pochino), e che l'anno scorso vinse il Giro quando tutti (a Falzes) si aspettavano la stoccata di Simoni, quindi senza responsabilità.
E' vero anche che ha corso un Lombardia da capitano e l'ha vinto da campione, ma anche lì la responsabilità un pochino lo fece perdere da Basso in salita, per poi riacciuffarlo grazie ad un'immensa classe e ad una progressione in volata degna di un velocista, che tutti gli riconosciamo.

Non per voler difendere per forza "l'altro", ma questi due ragazzi ci faranno divertire sia quest'anno (Cunego, per me, farà un gran Tour) che negli anni a venire, quando magari proprio in Francia, dopo averlo fatto in Italia, si sfideranno di nuovo...

Mario!

 
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  postato il 19/05/2005 alle 20:02
Come ha detto a fine tappa aveva troppe pressioni Cunego, cmq anche se è difficile che possa recuperare secondo me Damiano qualche perla ce la può ancora regalare
 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 19/05/2005 alle 20:13
togliete cunego mettete simoni

 

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"Qui devi spingere con le tue gambe vecio" Davide Cassani a Gilberto Simoni alla ricognizione di Plan De Corones

"Signori non c'è ne sono più" Gilberto Simoni ad Aprica 2006

Il mio nome è Roberto che fa rima (guarda un pò che caso) con Gilberto

30 maggio 2007 ultima vittoria al giro sullo Zoncolan. 30 Maggio 2010 la fine di un lungo sogno duranto 15 anni fatto di tante gioie e tante delusioni, grazie di tutto Gibo!



 
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Livello Tour




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  postato il 19/05/2005 alle 20:20
cunego....un fuoco di paglia che delusione
 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 19/05/2005 alle 22:57
tonymontana bravissimo le tue parole ti fanno onore.
cmq le previsioni e gli auguri di crisi che qualcuno aveva rivolto a basso si sono trasformate purtroppo in una macumba-boomerang per cuneghin degne delle peggiori lanciate da aranciata verso qualcun'altro
damiano ha il tempo per rifarsi speriamo sul mitico sterrato del finestre dove potrebbe regalarci un impresa.
d'accordissimo con te monsieurmario per quanto riguarda il fattoche cunego è stato avvantaggiato lo scorso anno da un giro scandalosamente breve nelle frazioni di montagna. forse data la prima settimana piuttosto movimentatà(giffoni,aquila,pistoia in primis)e veloce damiano ha pagato qualcosa.
dal punto di vista tour vorrei essere così ottimista ma realisticamente "Vi"devo mettere in guardia dal fatto che un eventuale fallimento al tour dato dall'abisso di approccio col giro(vedi quest'anno col pro -tour come è cambiato)potrebbe farlo bruciare, ma spero che damiano con la sua immensa classe possa regalarci una grande grand boucle.

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 19/05/2005 alle 23:07
Per Basso sono contento. Ha fatto ciòche mi aspettavo (o meglio, speravo).
Cunego ha preso una batosta, ma il mondo va avanti, potrà rifarsi....forse un bagno di umiltà sarà salutare. Se così sarà, da una batosta potrà nascere un Campione con la C maiuscola. Il ciclismo ha bisogno di Cunego......

 

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  postato il 20/05/2005 alle 00:40
cmq le previsioni e gli auguri di crisi che qualcuno aveva rivolto a basso si sono trasformate purtroppo in una macumba-boomerang per cuneghin degne delle peggiori lanciate da aranciata verso qualcun'altro


Ciao Superalvi, so che non ti riferivi a me, ci tengo però a sottolineare che io ho difeso Ivan Basso quando questo corridore non era di moda.
Ho espresso in percedenza dei dubbi sulle prestazioni di Basso nella terza settimana (soprattutto verso la fine della terza settimana), non ho mai scritto che Basso non potesse migliorare a cronometro e non ho mai scritto che non potesse fare un’impresa come quella di oggi, e i miei dubbi sono dubbi e non certezze, Ivan potrebbe fare sfracelli anche nella terza settimana.
Lo apprezzo, lo stimo, ma semplicemente Cunego, che pure non mi è particolarmente simpatico, in talune occasioni ha mostrato uno stile e uno modo di correre che mi hanno entusiasmato, perchè unici allo stato attuale delle cose, nemmeno il Basso di oggi mi ha entusiasmato come ha saputo fare il Piccolo Panettiere nelle migliori occasioni.
Tra le altre cose non sono un "fan" nel vero senso della parola, mi mancano i paraocchi, sennò adulerei zio Lèns, e neppure ho risparmiato punzecchiature a Cuneghin sul suo sbattersi come una falena impazzita nelle prime tappe.
Sono convinto che abbia pagato dazio soprattutto in termini di concentrazione, uscendo stressato da quell’onanistica ricerca degli abbuoni.

Anche io come Janjanssen penso che un bagno di umiltà non possa fare che bene a questo ragazzo, in ottica futura.

 
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  postato il 20/05/2005 alle 09:23
"chi potrà ancora dire che Ivan succhia le ruote di un Armstrong qualsiasi? Chi potrà scrivere che Ivan non sa attaccare in salita, è un regolarista della montagna?"

[Antonio di Rosa, editoriale della Gazzetta di oggi].

Poco altro da aggiungere. Grande Tony Montana, onore alla tua sportività.
C'è ancora qualcuno dei fan di Cunego che deve ancora farsi vivo, soprattutto tra i più fanatici, bene, è il momento di farlo.

Io penso che questa cotta farà maturare Cunego. Fino ad ora gli era riuscito tutto troppo bene, neanche una sbavatura nel 2004, tutta la stampa ad adularti. Nel pensare di essere fortissimo ha forse buttato anche troppe energie nella prima settimana buona per i finisseur. Da modesto amatore dico che le cotte fanno migliorare. Il podio sarà difficile da riprendere, ma se risale la china con giudizio potrebbe presentarsi al Tour con la gamba giusta, come ad esempio Bugno nel 91.
Occhio però: non mi si dica che sin dall'inizio il capitano era davvero Simoni, Cunego ieri sera era rammaricato, non era una che si sta preparando al Tour. La scusa "ho subito troppe pression" non regge: il suo carattere sfrontato, il suo piacere a stare sotto i riflettori e a lanciare sfide (intervista del dopo cronometro) adesso non possono diventare motivo di scuse.
E occhio a un'altra cosa: al Tour può fare bene ma lì non ci sono le tappe di montagna di 118 km a 15 gradi... ci sono tappe da 200 km a 40 gradi e c'è gente che per un abbuono butterebbe nel fosso il fratello.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 20/05/2005 alle 15:43
Una ragione in più per tifare Basso: sua sorella!!!
L'avete vista?!?!?!?

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 20/05/2005 alle 16:00
ottavio,personalmente fino a ieri era la mia ragione principale....

cmq concordo anche questa volta con cio'che ha detto aranciata e cioe'che,seppur ieri son rimasto letteralmente impressionato ed estasiato dalla prova di Ivan,dal suo modo di correre,resto sempre cosciente del fatto che i corridori alla Cunego son quelli che mi emozionano di piu'!
diciamo che l'ammirazione per Damiano e'piu'viscerale,emotiva,quella che sta nascendo per questo strepitoso Basso,piu'ragionata,riflessiva,ma nn per questo meno sincera!

ciao

 

[Modificato il 20/05/2005 alle 19:08 by Pirata x sempre]

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Giuseppe Matranga

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  postato il 20/05/2005 alle 16:20
Uno come Basso, se conferma la grande crescita nelle crono, dal prossimo anno può essere il favorito al tour per gli anni a venire.
Può essere battuto da un grande scalatore, come il "nostro" ma come il "nostro" non ce ne sono in giro.
Per le classiche invece, non possedendo l'esplosività di un Di Luca, o di un Cunego, arriverà sempre a un passo.
Mi pare che a livello di metodologia di allenamenti e strategie di gara, abbia seguito corsi dal suo amico Lance Armstrong.
Ma sicuramente le sue stagioni non coincideranno mai solo con il Tour.
Comunque un corridore che è cresciuto in modo progressivo negli anni e che a me è sempre piaciuto.
E se vincesse Giro e Tour quest'anno?.
Va bè sto correndo troppo.

 
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Livello Greg Lemond




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  postato il 20/05/2005 alle 16:27
Basso vs. Cunego?
Per me non c'è assolutamente gara, stravince Damiano su tutti i terreni

Damiano è l' incarnazione del mio campione ideale: completo e competitivo in ogni tipo di corsa, è soprattutto l' unico a correre davanti per tutta la stagione; lo amo follemente per come interpreta il ciclismo, per come corre, per la sua continuità, per il suo carattere, per la sua grandissima classe. Un ragazzino dal talento immenso che è già riuscito a fare cose grandissime.
Damiano è riuscito a farmi tornare a seguire il ciclismo assiduamente dopo dieci anni; come potrei non amarlo?

Basso invece è l' esatto opposto. Un ottimo corridore ma senza le stimmate del campione, che si è costruito. Uno di quei corridori "moderni" che mi hanno fatta scappare dal ciclismo, uno di quelli per intenderci che ha uno/due picchi di forma puntuale e stellare e che per il resto della stagione vivacchia in gruppo, spesso dietro (tipico esempio gli 8 minuti presi alla MI-TO dell' anno scorso).
Non mi piace come corridore, non mi piace affatto come corre, non mi piace il suo carattere. Uno come lui mai e poi mai mi avrebbe fatta tornare a seguire il ciclismo, anzi, al contrario.
A proposito di carattere, spero vivamente che qualcuno degli avversari che lui "non guarda" gli dia una bella mazzata nei denti, magari gli servirebbe a diventare meno arrogante...

A chi li paragona, dico due cose:
1) confrontate i palmares
2) ditemi cosa ha fatto Ivan a 23 anni...

Riguardo la questione fondo, certo Basso non è giovane, ha ben 4 anni in più di Cunego, e quindi a livello di maturazione fisica è avanti a Damiano, così come per quanto riguarda l' esperienza.
Non capisco però da dove venga la diceria che Damiano non avrebbe fondo: ha vinto a Falzes, fino a prova contraria al Mondiale è arrivato davanti a Basso, così come alla Liegi, e il Lombardia l' ha vinto lui. Per non parlare del secondo posto in una delle tappe più lunghe di questo Giro dietro a un Di Luca in forma smagliante. Ed è altrettanto vero che nei tre Grandi Giri finora disputati Damiano è sempre andato fortissimo nella terza settimana.
Questa è davvero la classica leggenda metropolitana.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 20/05/2005 alle 16:39
pero'Gabri nn credo che sia sempre il modo piu'corretto di vedere le corse quello di leggere sempre l'odine di arrivo:proprio tu hai fatto tre esempi in cui,seppur Cunego,sfruttando un spunto veloce ben diverso dal varesino,gli e'giunto davanti,ma invece nei momenti topici della corsa(Torricelle,Ghisallo-S.Fermo e Redoute)Basso era addirittura leggermente superiore al campione veronese!
ora nn dico che Damiano si scoglie nn appena vi sono grandi medie e lunghi chilometraggi,ma di certo nn c'e'piu'quella superiorita'che spesso mostra in corse piu'corte e meno tirate e ripeto la cosa e'pure normale vista l'eta'!
poi e'normale che generalizzando c'e'piu'di qualche eccezione(Falzes e'sicuramente una di queste,anche se li conta molto piu'il recupero a differenza delle corse in linea....),ma nn riscontrare cio'vuol dire nn analizzare con grande obiettivita'l'evolversi di una corsa(e nn solo l'ordine d'arrivo finale)!
sul resto che dici,ci mancherebbe se i due ti rendono sensazioni cosi diverse e'sacrosanto che tu lo riporti,anche perche',in tono molto minore,e'in parte cio'che provo anche io(nelle parole che ho scritto sopra),ma dire che Basso e'un corridore che ha solo uno o due picchi di condizione l'anno mi sembra eccessivo,ricordo per esempio l'anno scorso ottime prove al Mediterraneo,alle Liegi,al Romandia,al Tour,a S.Sebastian,nelle corse in linea che caraterizzano l'estate ciclistica italiana,al Mondiale ed infine,ben 6 mesi dopo il Mediterraneo,anche al Giro di Lombardia!

Ciao

 

[Modificato il 20/05/2005 alle 16:41 by Pirata x sempre]

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  postato il 20/05/2005 alle 16:51
Originariamente inviato da Pirata x sempre nei momenti topici della corsa(Torricelle,Ghisallo-S.Fermo e Redoute)Basso era addirittura leggermente superiore al campione veronese!

Non dimenticare due cose: che Damiano aveva un ginocchio dolorante, bell' ostacolo in salita, e che nel finale Damiano non è arrivato davanti al varesino allo sprint, ma l' ha staccato parecchio, segno di maggior fondo. Questo per quanto riguarda la Liegi. Per quanto riguarda il Lombardia, Damiano era reduce da un viaggio promozionale a Las Vegas, e anche da due attacchi alla garibaldina...Nonchè da una MI-TO dove era scattato anche dietro alle mosche sul Superga per il compagno Mazzoleni.

Per quanto riguarda i picchi di condizione di Basso, io mi ricordo il Tour stellare - seguito (significativamente secondo me) da un mediocre San Sebastian, poi in autunno un Emilia alla ruota di Casagrande e poi Mondiale e Lombardia. Insomma, due picchi molto al di sopra del resto della stagione.

 
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  postato il 20/05/2005 alle 17:05
Gabry,
niente da ridire sulla tua personalissima visione del ciclismo, e se ti appassiona 100 Cunego e 0 Basso è giusto che tu tifi Cunego.

Ma prima Simoni, poi Basso, al Tour Lèns, altrove qualche altro.
Non ti risulta strano questo? Tifi Cunego? Dov'è scritto che ti deve stare per forza "sullo stomaco" il rivale? Io non l'ho capito, ma forse è scritto in posti dove io non riesco a vedere...

Accusi Basso di arroganza, ma a me pare l'esatto contrario: l'esempio della pacatezza e della serenità. Piuttosto (ora faccio cose che non mi piace fare, come ad esempio i confronti) riascolta le dichiarazioni di Damiano al Giro 2004, quando fino a prova contrario era il gregario di Simoni... diceva una cosa e ne faceva un'altra (e meno male, aggiungo io, visto ciò che ne è uscito!)...
...qualcuno ha tacciato Cunego di essere un bugiardo o un ipocrita? Qualcuno gli ha dato del franco-tiratore? Forse solo Gibo, è vero, ma lui era la "parte lesa", c'è anche da capirlo!!!

Capitolo Falzes: qualcuno dia a Martinelli, Tonti ed Eddy Mazzoleni quel che è dei Cesari, cioè degli imperatori di quella tappa. Cunego non sarebbe andato da nessuna parte (o cmq avrebbe vinto scattando sull'ultima asperità, ma senza quei distacchi che gli hanno ridato la "Rosea") senza l'aiuto di Andrea ed Eddy e senza la sagacia di Martino. Anche le "public relations" con la promessa di lasciar la maglia verde a Wegmann diedero il loro contributo alla causa di Cuneghin, che comunque fu assistito da splendide gambe e mi emozionò, come sempre quando scatta, del resto. Quindi il "fondo" su Falzes non è un "fondo assoluto", ma ancora "relativo" (fino a prova contraria).

Capitolo Mondiale, Lombardia e Liegi: al Mondiale Ivan e Damiano sono arrivati 11° e 9°, con lo stesso tempo; quindi Damiano è arrivato davanti ad Ivan, è vero, ma a me risulta che più Ivan che Damiano abbia provato sulle Torricelle, subendo il ritorno di Boogerd e Freire (!). Al Lombardia Damiano Cunego ha pagato un po' lo sforzo patito in discesa e pianura per accodarsi ai fuggitivi, ma sul Ghisallo e sul San Fermo - come ha sottolineato Pirata_Giuseppe - Damiano ha pagato qualche secondo sia ad Ivan (che faceva l'andatura) che a Boogerd che ad Evans. Poi Damiano ha vinto e Ivan è arrivato 3°, ma con lo stesso tempo. Alla Liegi 2005 Cunego è arrivato 9° e Basso ha mollato sul Saint-Nicolas, dopo aver lavorato da "stopper" per il suo compagno Voigt, in fuga sin dalla Redoute con Alexandre Vinokourov. Sulla Rosienne Ivan era scattato e Damiano l'aveva seguito, non il contrario. Poi Damiano era l'uomo di punta Lampre-Caffita, Ivan si è ritrovato a lavorare per Voigt, arrivato 2°. E' andato meglio, ma se davanti ci fosse stato Boogerd (o non un CSC) e non Voigt le cose, credo, sarebbero andate diversamente (ma questo è un costrutto personale, e i "se" e i "ma" non vanno da nessuna parte).

Che risulta? Che Damiano è più veloce di Ivan, ma per questo non servivano neanche tutte queste parole per dirlo, credo lo dicano i risultati prima e le caratteristiche dei due poi (o prima, dico io, rispetto ai risultati).

Ora: domanda.
Ma tu le vedi le corse dove Damiano non corre?
Hai visto la Parigi-Nizza 2004? Hai visto il Tour 2004? Hai visto il Giro dell'Emilia 2004?
Ti consiglio di darci un'occhiata, tanto per "presa visione", mica ti invito ad emozionarti...

Ciao,
Mario!!!


P.S.: Per il confronto Palmares; ci dici a 23 che hanno fatto Hinault, Indurain, Anquetil o chi altro? Dici che Cunego è più forte di loro? Adesso? Non mi sembra il massimo del confronto, nè in un uno nè nell'altro senso...

 

[Modificato il 20/05/2005 alle 17:08 by Monsieur 40%]


 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 20/05/2005 alle 18:12
Il palmares di Anquetil fine 57...(era una classe 34...)


1er du G.P des Nations
1er du G.P de Lugano
1er du Tour de la Manche
- 1er de la 2ème étape
1er de Rouen-Lisieux-Rouen

Non male....non male
2ème du Trofeo Baracchi (avec Antonin Rolland)
Lauréat du Trophée Gentil
1954
1er du G.P des Nations
1er du G.P de Lugano
1er à Braaschaat
1er à Pléneour
2ème du Critérium des As
2ème du Trofeo Baracchi (avec Louison Bobet)
3ème du G.P Martini à Genève
5ème du Championnat du Monde
7ème de Paris-Nice
- 1er de la 5ème étape
11ème de Paris-Tours
1955
Champion de France de poursuite "C"
Champion de France d'hiver de poursuite
1er du G.P des Nations
1er du G.P Martini à Genève
1er du Bol d'Or des Monédières
1er de la 6ème étape du Tour du Sud-Est
1er à Rouen
1er à Brive la Gaillarde
2ème du Trofeo Baracchi (avec André Darrigade)
5ème du Championnat de France
6ème du Championnat du Monde
15ème de Paris-Roubaix
15ème de Paris-Tours
1956
Champion de France de poursuite "A"
Champion de France de poursuite "B"
Champion de France d'hiver de poursuite
1er du G.P des Nations
1er du G.P Martini à Genève
1er du G.P de Château-Chinon
1er à Plougasnou
1er à Rouen (Les Essarts)
1er à Caen
1er à La Châtre
1er à Sallenges
1er à Bellegarde
2ème du Championnat du Monde de poursuite
9ème du G.P du Midi Libre
12ème de Milan-San Remo
14ème des 3 jours d'Anvers
- 3ème de la 2ème étape (b) (contre-la-montre par équipes)
- 3ème de la 3ème étape (a)
- 16ème de la 3ème étape (b)
- 24ème de la 2ème étape (a)
Record du Monde de l'heure (46,159 km)
1957
Vainqueur du Tour de France
- 1er de la 3ème étape (b)
- 1er de la 9ème étape
- 1er de la 15ème étape (b)
- 1er de la 20ème étape
- 4ème de la 5ème étape
- 5ème de la 10ème étape
- 7ème de la 12ème étape
- 9ème de la 18ème étape
1er du G.P des Nations
1er de Paris-Nice
- 1er de la 5ème étape (a)
- 5ème de la 2ème étape
1er du G.P Martini à Genève
1er du G.P d'Europe à Ravennes (contre-la-montre par équipes)
1er à Arras
1er à Huy
1er à Langon
1er à Daumesnil
1er des 6 jours de Paris (avec André Darrigade et Ferdinando Terruzzi)
2ème du Championnat de France de poursuite
2ème de Gênes-Nice
4ème du Circuit des Boucles de la Seine
6ème du Championnat du Monde
10ème de Paris-Tours
17ème de Milan-San Remo
18ème de Paris-Roubaix
23ème du Giro di Lombardia
Lauréat du Challenge Sedis

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 20/05/2005 alle 18:14
non male vero?........

 

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Livello Greg Lemond




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  postato il 20/05/2005 alle 19:01
Originariamente inviato da Monsieur 40%

Gabry,
niente da ridire sulla tua personalissima visione del ciclismo, e se ti appassiona 100 Cunego e 0 Basso è giusto che tu tifi Cunego.

Ma prima Simoni, poi Basso, al Tour Lèns, altrove qualche altro.
Non ti risulta strano questo? Tifi Cunego? Dov'è scritto che ti deve stare per forza "sullo stomaco" il rivale?


Caro Mario, il rivale, come tu dici, non mi sta sullo stomaco a prescindere. Ribadisco che dipende dal rivale. Di Basso come corridore penso, ed ho scritto altrove, quello che ho scritto adesso qui da perlomeno l' estate scorsa (non da prima, perchè come ho detto seguivo il ciclismo solo superficialmente e non lo conoscevo affatto). Quindi non è certo un' opinione che derivi in qualche modo da questo Giro o da una rivalità con Cunego. Piuttosto, se prima mi piaceva dal punto di vista umano, ha cominciato a starmi sulle scatole per le sue arroganti dichiarazioni del tipo "io non guardo gli avversari, il vero Basso non ha problemi" nonchè per come lo stanno pompando - bada bene, da PRIMA che facesse qualsiasi cosa al Giro.
Per quanto riguarda Simoni, è ovvio che lo ho detestato per come si è comportato allo scorso Giro. Ma è altrettanto vero che invece in questo Giro - sulla strada perlomeno - non ho nulla da imputargli finora.
Lens è un caso a parte, e nemmeno un rivale di Damiano tra l' altro, sul conto del quale condivido quella che ho visto è l' opinione di gran parte del forum.
Che altro? Potrei dirti che mi piacciono Garzelli e Cioni, ad esempio. O Valverde. Boogerd. Evans.

Che risulta? Che Damiano è più veloce di Ivan, ma per questo non servivano neanche tutte queste parole per dirlo, credo lo dicano i risultati prima e le caratteristiche dei due poi (o prima, dico io, rispetto ai risultati).

Risulta anche che Damiano è più veloce di Basso, certo, ma il punto è che dimostra soprattutto che Damiano non ha nulla in meno di Basso sulle lunghe distanze, che era l' argomento in discussione.

Ora: domanda.
Ma tu le vedi le corse dove Damiano non corre?
Hai visto la Parigi-Nizza 2004? Hai visto il Tour 2004? Hai visto il Giro dell'Emilia 2004?
Ti consiglio di darci un'occhiata, tanto per "presa visione", mica ti invito ad emozionarti...

Ho visto il Tour (non tutto) e francamente più che emozionante è stato soporifero... l' unica emozione che mi ha dato è quando mi sono trovata a tifare ed incitare Voeckler nella sua strenua difesa della maglia gialla


P.S.: Per il confronto Palmares; ci dici a 23 che hanno fatto Hinault, Indurain, Anquetil o chi altro? Dici che Cunego è più forte di loro?


Scusa, ma mi dici cosa c'entrano questi campionissimi? Perchè li hai tirati in ballo? Stavamo parlando di Basso e Cunego e dei rispettivi palmares, nonchè dei quattro anni di età che li separano, non ho parlato di Hinault o Anquetil nè ho confrontato Damiano con loro, e, ripeto, non vedo proprio cosa c'entrino nel confronto tra i due.

Ciao.

 
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Livello Tirreno-Adriatico




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  postato il 20/05/2005 alle 19:12
Sono stati tirati in ballo perché sei stata tu che ne hai fatto una questione di età,cosa che non c'entra niente.Ogni campione é diverso dall'altro,per caratteristiche,carattere,evoluzione nel corso degli anni.Ti faccio un esempio,visto che prima non seguivi molto il ciclismo:Indurain vinceva il suo primo Tour a 27 anni,Saronni alla stessa età smetteva di vincere.Che tristezza però tutti sti paragoni,dai.
 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 20/05/2005 alle 19:15
solo per dire,a scanso di equivoci,che almeno personalmente la mia preoccupazione per vedere Damiano il piu'delle volte nn molto competitivo in corse lunghe e tirate nn era specificatamente in relazione a Basso,anche perche'nn ho nessuna intenzione di creare un inutile dualismo,ma mi rifacevo al post di Gabri solo per riprendere il discorso da me iniziato in un'altro thread su questo argomento,ma nn in confronto a nessun'altro corridore,ma invece come campanello d'allarme per cercare di capire i perche'di questa debacle,normalissima ci mancherebbe,ma nn per questo tale da nn essere neanche motivo di discussione,di analisi...anche perche'personalmente nn credo(ma spero,certo..)che si riconduca tutto ad un discorso solamente psicologico e di troppa pressione!

 

[Modificato il 20/05/2005 alle 19:18 by Pirata x sempre]

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Giuseppe Matranga

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  postato il 20/05/2005 alle 19:30
Originariamente inviato da gabri59

A chi li paragona, dico due cose:
1) confrontate i palmares
2) ditemi cosa ha fatto Ivan a 23 anni...


Gabry,
come già ti ha risposto motocycling, ho tirato in ballo quei nomi perchè tu ne hai fatto una questione di età, dicendo che Damiano nel 2005 a 23 anni è più forte di Basso nel 2001 a 23 anni. Per questo io ti ho chiesto di dirci cosa hanno fatto quei campioni a 23 anni, tanto per farti vedere che questo tipo di paragone non tiene. Mai.
(per la cronaca, Basso vinse un campionato del mondo dilettanti...)

Per quanto riguarda la velocità e la resistenza, direi che dal discorso Mondiale, Lombardia e Liegi esce fuori soltanto che Cunego è più veloce di Ivan Basso, in quanto le tre gare sono gare in linea e non danno adito ad un recupero ai grandi chilometraggi. Dici che Cunego è sempre stato pimpante nella terza settimana nei suoi Grandi Giri. Può darsi, ma sta di fatto che ha iniziato l'anno scorso a competere per questi obbiettivi, e dal 1° posto al Giro è passato al grande 16° (mi pare) posto alla Vuelta, comunque più dura e corsa senza la stessa condizione degli spagnoli (ovviamente anche più motivati).

Ivan Basso è invece arrivato 11° nel 2002 al Tour, 7° nel 2003 al Tour e 3° nel 2004 al Tour, segno di una grande resistenza, (anche) nella terza settimana. Se leggi qualche post più su, direi che ipotizzo per Damiano grandi capacità di recupero nei grandi Giri con grandi chilometraggi, ma come ha detto Riis (di cui condivido il pensiero) Damiano è ancora giovane, e forse renderlo sempre competitivo già da quest'anno era un tantino pretenzioso, anche se auspicabile e possibile.

Ohi, per me quella di Cunego è una cotta, soltanto una cotta, magari preventivata in vista Tour (leggasi post pubblicati un giorno prima dell'inizio del Giro) e per me il veronese rimane uno dei più grandi talenti odierni, e campionissimi in prospettiva del ciclismo mondiale, non solo italiano. Questo per inciso, perchè non vorrei passare come detrattore di Cuneghin.

Ma Basso sta dominando il Giro, e questo è un dato di fatto (che sembri favorire rispetto a pareri ed opinioni), magari insieme a Savoldelli, è vero, ma lo sta dominando.
E continuare a sparare contro la Maglia Rosa non fa onore a chi difende (giustamente, visto che sono tra loro) Cunego...

Mario!

P.S.: Mi concedo il beneficio del dubbio di aver un po' mischiato i concetti di resistenza e recupero, me ne scuso...

 
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Livello Greg Lemond




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  postato il 20/05/2005 alle 19:58
Ah, ok, bastava dirlo più esplicitamente... Certo, Damiano è un talentissimo precoce e Basso non lo è, e ci sono esempi di campioni in entrambe le categorie. Io preferisco quelli precoci (motocycling, conosco bene ed ho visto correre sia Indurain che Saronni, il ciclismo ho smesso di seguirlo sul serio da una decina d' anni appena), la classe che si manifesta subito, ma tant'è...

Mario, credevo tu intendessi sostenere che Damiano non ha nelle gambe il lunghi chilometraggi, ora capisco cosa volevi dire.
Sinceramente non lo so, credo che la preparazione di Damiano sia molto diversa da quella di Basso e della maggior parte degli altri, ad esempio, e questa potrebbe essere una delle chiavi delle "gambe che non giravano bene" (cui si è aggiunta la testa che non girava bene, e l' insieme ha prodotto la "cotta"). Oppure, cosa che ho pensato anch'io ti dirò, può essere semplicemente un fatto di forma non al top causa preparazione del Tour (e questo spiegherebbe anche Simoni capitano al Giro, eventualmente).
La Vuelta dell' anno scorso è un caso a parte: non dimentichiamo innanzitutto che era la seconda corsa a tappe della stagione di un ragazzino, che l' ha intrapresa con l' obiettivo Verona, e che in una delle prime tappe si è anche fatto parecchio male. Anche lì Damiano aveva avuto una "cotta", ma con le premesse di cui sopra ci stava tutta, considerando oltretutto che quella è stata una delle più dure corse a tappe che abbia mai visto, con cronometro e montagne a sfare (senza tralasciare la forma degli spagnoli).
Però ti assicuro che quanto ho detto sulle terze settimane di Damiano è verissimo, è una cosa quasi impressionante, vedrai.

Che quella di Damiano ieri sia stata una cotta è comunque evidente, è lampante che il suo valore è superiore a quello di quasi tutti coloro che gli sono finiti davanti. Io lo aspetto con estrema fiducia, la classe non è acqua e saprà rifarsi. FORZA DAMIANO!

Ciao!

 
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Livello Federico Bahamontes




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  postato il 21/05/2005 alle 12:42
peccato per la brutta giornata capitata a Damiano... Davvero mi dispiace, per lo spettacolo del duello mancato col terribile Ivan e per la mia sensibilità a queste................. "giornate negative"! Capitano anche ai migliori come Damiano ci ha dimostrato..

 

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Livello Marco Pantani




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  postato il 21/05/2005 alle 13:50
Sono stato via tre giorni per lavoro. Giovedì non avevo nessuna possibilità di avere notizie del Giro, tanto meno di vedere la tappa. Venerdì mattina, finalmente, riesco a mettere le mani su un terminale per cercare di sapere cos’é successo a Zoldo Alto. Apro il sito della Gazzetta e… la sorpresa non é piccola! Di ritorno a casa trovo nel forum una marea di posts su quanto successo. Impossibile entrare nel dibattito adesso. Mi limiterò a pochissime considerazioni sulla novità più grossa: la débacle di Cunego.

Se Cuneghin avesse corso il Giro al livello dell’anno scorso e magari avesse bissato la vittoria, non sarebbe un corridore: sarebbe un marziano. E’ dal giugno scorso che non gli lasciano un momento di pace. Che lo spremono come un limone in tutti i modi possibili. Ultima in ordine di tempo la pagliacciata del giorno riposo. Dovevo prendere l’aereo, offrivano i giornali, prendo l’Equipe, la apro alla pagina del ciclismo e cosa vedo: Simoni e Cunego vestiti da pugili che incrociano i guantoni… E bravi i Lampre: si arriva nella fase cruciale del Giro e voi pensate a far fare ai vostri corridori di punta la parte dei buffoni! Bravissimi, applausi…
E poi tutte quelle interviste, durante un anno intero: e la tua coesistenza con Simoni; e sei o non sei come Pantani; guarda, corri lì. Lì ci ha corso anche Pantani. Dai cerca di vincere così gli dedichi la vittoria…. La rivalità con Basso: uno zuccherino al confronto! Sarebbero saltati i nervi pure a San Francesco.
Alcuni parlano di preparazione sbagliata. Io credo che errore c’é stato soprattutto da parte di chi doveva curare le pubbliche relazioni. Non é stato permesso a Cuneghin di trovare quella concentrazione sulla gara che sola ti permette di arrivare ai risultati. Io non credo che si sia trattato di un problema fisico: per me é stata una crisi prettamente psicologica.
I sintomi già c’erano: Aranciata parlava di questa ossessione di cercare i pochi secondi di abbuono. Quello che a me era parso assolutamente strano era quella sua domanda all’arrivo della tappa in cui é stato secondo, dietro Di Luca: ho preso la maglia? Vabbeh, non essere forti in matematica, ma ci sono dei limiti… Era la lucidità che faceva difetto.

Comunque, le cose ormai sono quelle che sono. Speriamo che la batosta sia stata liberatrice. Se così fosse, già oggi potremmo ritrovarci un Cuneghin scintillante.

En passant, ci sono un paio di osservazioni a carattere generale che vorrei fare circa i commenti che sono stati fatti.
1) Si deve per forza constatare che il nostro forum non é esente dall’essere affetto da Pantanite Acuta. Impossibile parlare di Cunego senza tirare in ballo Pantani. E’ un confronto che ha già fatto abbastanza danni, é ora di piantarla: Cunego é Cunego e Pantani era Pantani. E, ad ogni modo, é sbagliatissimo confrontare un corridore che comincia appena la sua carriera con uno che l’ha già finita, chiunque esso sia.
2) Si continua a gettare fango sul Giro dell’anno scorso e sul suo risultato. E le tappe erano corte; e la partecipazione era scadente; e Cunego l’hanno lasciato andare, e via dicendo…
La vittoria dell’anno scorso é stata cristallina. E sarebbe stata ancora più lampante se non ci fossero stati certi obblighi di squadra. Quanto ai partecipanti, provate a confrontare i primi 10 dell’attuale classifica generale con i primi 10 della classifica finale dell’anno scorso e poi spiegatemi dove lo vedete il salto di qualità.

Ciao a tutti!

 
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