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Autore: Oggetto: E questo cos'è (elettrostimolazione e altre forme di doping)?

Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 04/05/2005 alle 10:04
Ho parlato sovente di sostanze non considerate doping, ma con effetti, alla lunga, simili o uguali, funzionali alla prestazione nel breve e medio periodo, nonché devastanti per la salute nel lungo periodo.
Credo che su questo flagello, sia utile una seria riflessione nelle sfere più alte, anche perché lottare o meno in questa direzione dell’antidoping, è parte integrante del modello di ciò che vogliamo e vorremo fare della nostra società e della nostra vita. Quindi, come sempre, entra in ballo la politica e si aprono i pori delle scienze dell’uomo. Intanto, alla lunga serie di farmaci medicinali e di sostanze di possibile inserimento fra queste tipologie, si devono aggiungere metodi che usano la tecnologia per ottenere comunque benefici, alterando i processi metabolici ed i contenuti di un corpo umano. Aiuti esterni che non lasciano nessuna traccia perché non usano la chimica e si poggiano su contenuti comunque presenti all’interno di ognuno di noi. E’ questo il doping più subdolo e pericoloso, in alcuni casi in grado di alterare e mutare geneticamente un atleta o chiunque si sottoponga a queste pratiche. Il messaggio è chiaro: se la chimica, in qualche modo può essere scoperta con le analisi e le provette costringendo il controllore a rincorrere, il doping tecnologico, anche se bandito, lo puoi scoprire solo se prendi il sottoposto sul fatto.
Ora, di fronte a questo allargamento dei parametri e dei confini del doping, sorge spontanea una domanda: come fare ad arginare la nuova invenzione del pianeta dello snaturamento o della ricerca ergogenica innaturale? Su due piedi verrebbe da dire poco, o nulla. Intanto, prima che si allunghi il dibattito fra chi più di tutti ha peso per decidere, voglio portare qualche spunto alla conoscenza dei più, sul nuovo doping. Una breve sintesi, giusto come abbecedario scheletrico di pratiche già in voga, alle quali s’è aggiunta la più pericolosa e grave solo ultimamente. Una nuova frontiera che contempla tre grandi aree, all’interno delle quali insistono sfumature ed ulteriori balzelli verso l’esasperazione….
I tre filoni:
- Le camere ipobariche vere e proprie stanze di vita nelle quali creare effetto altura in maniera costante. I vantaggi sono quelli dell’Epo meno marcati, ma comunque esistenti, così come sono simili i postumi per la salute. A tutto questo, aggiungiamoci pure la pericolosità ambientale che l’esaurimento di codeste pratiche contemplano.

- L’elettrostimolazione selvaggia atta a sviluppare in particolare su punti determinanti, l’incremento dello spessore delle fibre muscolari con sedute settimanali (generalmentre tre) senza abbandonare l’allenamento previsto. Alla fine, stress su stress, con tutto quello che comporta anche in termini di tenuta dei tessuti. Il discorso sarebbe lunghissimo. Qualcuno si incavolerà nel verificare che considero in simili contesti questa pratica giudicata estremamente naturale e senza effetti sulla salute (per forza si deve vendere!), ma il sottoscritto è fatto male, ed è disposto ad urlare che l’elettrostimolazione è più dannosa dell’efedrina. Lo capiremo fra vent’anni, quando certa gente cadrà nell’irreparabile con la costanza della epidemia.


- L’utilizzo di una macchina endocrinologia in grado di stimolare attraverso variazioni dei segnali di intensità e frequenza, le ghiandole a produrre ormoni ed enzimi. In sostanza sottoponendosi alla stimolazione di questa macchina l'organismo incentiva, modificando la sua naturale alternanza, l'autoproduzione di sostanze equivalenti ad Epo, Gh, Acth ecc. messe assieme, senza nessun intervento chimico o sintetico. Agli enormi vantaggi di questa pratica sulle prestazioni, si accostano ancor più enormi danni alla salute, con velocità in grado di incidere sul medio periodo e comprendendo pure le modificazioni genetiche. Ovviamente il tutto senza che nessun controllo antidoping possa in qualche modo verificarlo come possibile.
Questo ultimo punto, è il ritrovato più moderno delle logiche di chi ha fatto del doping una ragione di guadagno, prestigio, ecc. Da quanto si apprende, trattasi di pratica già in largo uso negli USA, in Francia, Germania e Sud Africa. L’Italia? Bèh, si può star certi che non è da meno.

Morris

 

[Modificato il 03/07/2006 alle 18:56 by Admin]

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 04/05/2005 alle 14:58
Il punto tre è spaventoso.
Il punto uno mi sembra più controverso. Non mi pare che gli sherpa s'ammalino più degli occidentali. Se l'ematocrito sale naturalmente non ci sono problemi. Diciamo che sarebbe consigliabile ai grandi atleti vivere in quota nei periodi di scarico per non sottoporsi a troppi sbalzi ematici.

 
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Moderatore
Utente del mese Gennaio 2009




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  postato il 04/05/2005 alle 16:03
Una delle controindicazioni dell'elettrostimolazione
(mi e' stato riferito da amici medici) e' che i muscoli,
poco alla volta, imparano a riconoscere tali stimolazioni
come predominanti rispondendo sempre meno alle naturali
stimolazioni del cervello.
Non ricordo il nome di tale malattia ma il risultato e'
che i muscoli non rispondono piu' al cervello e si finisce
su una sedia a rotelle perche' incapaci di camminare e stare
in piedi

 
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Livello Tour




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Registrato: Apr 2005

  postato il 04/05/2005 alle 16:44
terrificante...il punto 3. su questa elettrostimolazione e´ un po´ che ne sento parlare..
sulle camere iperbariche ..mi giungono nuove..cosa intendi x pericolosita´ ambientale?

 
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Livello Luison Bobet




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  postato il 04/05/2005 alle 18:12
L'elettrostimolazione va abbinata ad un allenamento costante per essere efficace. Tu stimoli il muscolo con un impulso esterno, con l'allenamento questo impulso arrivera' dal cervello.Il muscolo lavora in tutti e due i casi,bosogna allenarsi costanetmnte perche il muscolo riesca sempre a capire il comando che gli arriva dal cervello.
Conclusione:l'elettrostimolazione + dannosa (e inutile) e' quella non abbinata a nessun allenamento.

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 04/05/2005 alle 19:01
Sulle camere ipobariche: credo che siano pericolose perchè un conto è vivere costantemente ad una certa quota, oppure tornare da un soggiorno in altura e affrontare un periodo di riadattamento, altro conto è dormire dentro ad una tenda ipobarica e sottoporre ogni mattina l’organismo alla variazione di pressione.
Potrebbe essere un trauma continuo? Mi sa di sì.

Comunque lancio una provocazione:
Fino ad ora la lotta al doping è stata fondata sull’applicazione di questo concetto: "trovare quello che NON ci dovrebbe essere".
Fermo restando che è un concetto per buona parte accettabile e che non va abbandonato, che ne dite di questo rivoluzionario concetto che potrebbe rivoluzionare la lotta al doping:
"Verificare che ci sia ciò che dovrebbe esserci".
Percentuale di grasso, presenza di entrambi i testicoli, equilibrio ormonale complessivo, cose di questo tipo.

 
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Livello Claudio Chiappucci




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  postato il 05/05/2005 alle 22:36
Che io sappia Lance usa la camera iperbarica a tutta...
 
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Livello Sean Kelly




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  postato il 06/05/2005 alle 14:53
Sarà sicuramente di difficilissima attuazione (per resistenze di varia natura e per la determinazione effettiva di questi paramteri di "normalità"), ma l'idea di Aranciata è ottima (ed anche rivoluzionaria. direi.....)
 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 13/05/2005 alle 10:46
Originariamente inviato da alu

terrificante...il punto 3. su questa elettrostimolazione e´ un po´ che ne sento parlare..
sulle camere iperbariche ..mi giungono nuove..cosa intendi x pericolosita´ ambientale?


Aldilà delle difficoltà di portarsi presso uno strumento comunque ingombrante e del "caos" che si va a creare nel corpo con gli "sbalzi d'altura", ci sono specifiche pericolosità.
Innanzi tutto, e già questo basta, il rischio di incendio che all'interno delle tende ipobariche è sempre presente, se non si prendono accorgimenti specifici. E' bene infatti indossare abiti ignifughi, tutti gli strumenti elettrici che si portano presso come radioline, ministereo, ecc. devono essere a basso voltaggio, nonchè evitare di portarsi qualsiasi altro materiale che possa in qualche modo possedere un livello di infiammabilità superiore al minimo. Tutto ciò per l'interno, ed è ovvio che anche l'intorno esterno ne deve tenere conto....
Insomma un bel sacrificio o una "palla" per usare il linguaggio corrente....

 

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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 13/05/2005 alle 10:56
Originariamente inviato da aranciata_bottecchia

Sulle camere ipobariche: credo che siano pericolose perchè un conto è vivere costantemente ad una certa quota, oppure tornare da un soggiorno in altura e affrontare un periodo di riadattamento, altro conto è dormire dentro ad una tenda ipobarica e sottoporre ogni mattina l’organismo alla variazione di pressione.
Potrebbe essere un trauma continuo? Mi sa di sì.


Certo che è un trauma, ma gli effetti non si vedono subito....e questo è proprio la "salvezza" di questo metodo....Gli effetti li si vedrà, probabilmernte, a carriera finita....

Comunque lancio una provocazione:
Fino ad ora la lotta al doping è stata fondata sull’applicazione di questo concetto: "trovare quello che NON ci dovrebbe essere".
Fermo restando che è un concetto per buona parte accettabile e che non va abbandonato, che ne dite di questo rivoluzionario concetto che potrebbe rivoluzionare la lotta al doping:
"Verificare che ci sia ciò che dovrebbe esserci".
Percentuale di grasso, presenza di entrambi i testicoli, equilibrio ormonale complessivo, cose di questo tipo.


L'idea teoricamente è valida, ma la concretizzazione pratica e molto difficile. Ci sono atleti, come persone normali del resto, che sono capaci di rendere al massimo anche con delle "mancanze", ed è difficile poter stabilire che cosa sia a determinare quelle risultanze. Lo studio sui nostri centri nervosi, il vero computer che tutti possediamo, è ancora ben lungi da un apprezzabile livello conoscitivo. Basti pensare che nel nostro cervello le aree sconosciute sono ancora la schiacciante maggioranza.
L'idea comunque ci può stare, ed io aggiungerei pure, se vogliamo fare veramente una guerra al doping, quella di cominciare a far ragionare l'antidoping con la testa di un delinquente o semplicemente di uno che.... fa del business la sua ragione di vita quotidiana....

 

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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 13/05/2005 alle 11:04
Originariamente inviato da leo

L'elettrostimolazione va abbinata ad un allenamento costante per essere efficace. Tu stimoli il muscolo con un impulso esterno, con l'allenamento questo impulso arrivera' dal cervello.Il muscolo lavora in tutti e due i casi,bosogna allenarsi costanetmnte perche il muscolo riesca sempre a capire il comando che gli arriva dal cervello.
Conclusione:l'elettrostimolazione + dannosa (e inutile) e' quella non abbinata a nessun allenamento.


Tutto vero, soprattutto la conclusione. Resta però sempre il problema a lungo termine che si può riassumere in questa domanda: "Che impatto avrà sul corpo di una persona di mezza età, cioè di un individuo che non sviluppa più muscolo, una esagerata produzione di stress su quei tessuti?"

Non essendoci ancora nessun esempio di un individuo lungamente "trattato" con l'elettrostimolazione, ed in età tale da rappresentare un caso, non possiamo dunque ancora dare delle risposte. Ma i dubbi su un impatto grave, pronto a partorire patologie difficilmente curabili, restano tutti....

 

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Livello Sean Kelly




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  postato il 13/05/2005 alle 16:06
Nel giro di pochi anni, mi sa che le tue domande, egregio Morris, avranno una risposta.....e mi sbaglierò, ma non saranno risposte positive!!
Tutti gli stimoli (che caschino dentro al "doping" vero e proprio o che siano solo ai margini dello stesso) sui quali la natura umana non percepisce il proprio limite fisiologico, sono, a mio avviso, da guardare con ESTREMO sospetto!!!

 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 14/05/2005 alle 00:46
Originariamente inviato da marc

Nel giro di pochi anni, mi sa che le tue domande, egregio Morris, avranno una risposta.....e mi sbaglierò, ma non saranno risposte positive!!
Tutti gli stimoli (che caschino dentro al "doping" vero e proprio o che siano solo ai margini dello stesso) sui quali la natura umana non percepisce il proprio limite fisiologico, sono, a mio avviso, da guardare con ESTREMO sospetto!!!


Già, intanto.....il signor King Carl Lewis, dopo aver detto che finirà sulla sedia a rotelle, pretende di spiegare questa futura "situazione", come effetto delle microvibrazioni a cui la sua schiena e stata sottoposta in tanti anni di attività..... E dire che qualcuno lo crede possibile...e, per questo...continua ad alloggiare nel Grand Hotel....

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 14/05/2005 alle 01:05
carissimo morris,
leggiti questo e rido..o piangi (l' ho trovato in un altro forum, non so quanto sia attendibile, ma comunque è ben costruito, non ho voglia di cercare sul new york times se è vero):


Il ciclista statunitense Tyler Hamilton, accusato di doping dopo che un prelievo ha rilevato nel suo sangue tracce del sangue di un'altra persona, ha dato la colpa al suo gemello scomparso. Una follia? La giuria sportiva dice di sì, ma alcuni scienziati sostengono il contrario. All'incredibile vicenda ha dato molto risalto il New York Times.
Hamilton, sospettato di ricorrere a trasfusioni di sangue per aumentare l’apporto di ossigeno fornito dal suo sangue e migliorare così artatamente le sue performance, si è preso una squalifica di 2 anni, che alla sua età (34 anni) potrebbe voler dire la fine ingloriosa di una carriera. Il ciclista sostiene che non si tratta di doping, ma delle tracce ematiche lasciate da un suo fratello gemello morto in utero che prima di morire avrebbe ‘passato’ al feto di Hamilton alcune cellule, tuttora attive nel suo organismo e responsabili della produzione di sangue apparentemente non appartenente all’organismo di Hamilton.

La giuria sportiva incaricata di decidere sul caso non ha dato credito a questa tesi difensiva e ha squalificato il ciclista statunitense, che ha preannunciato che presenterà ricorso alla sentenza. Travis T. Tygart della United States Anti-Doping Agency sostiene che l’evidenza scientifica è contro Hamilton: “Il nostro unico interesse è la giustizia. Non portiamo avanti procedure sul doping se non riteniamo di avere un’evidenza scientifica che provi le accuse”.

In realtà esiste un fenomeno detto chimerismo che consiste in effetti nella coesistenza di cellule di 2 individui diversi in un unico paziente, e una delle possibili cause è proprio la scomparsa di un gemello in utero. Helain Landy della Georgetown University ha scoperto che il 20-30 per cento delle gravidanze che iniziano come gemellari finiscono come singole, e uno dei due feti gemelli viene riassorbito dalla madre durante le prime settimane di gestazione. Altre ricerche nel campo hanno dimostrato che prima che questi feti vengano riassorbiti, alcune cellule migrano nel feto sopravvissuto e rimangono al suo interno per tutta la vita. Alcune di queste cellule possono essere cellule staminali del midollo osseo, capaci di generare cellule ematiche. Un altro possibile percorso del chimerismo risiede nello scambio ematico tra madre e feto. Ann Reed, reumatologa della Mayo Clinic, utilizzando un test del DNA, ha scoperto che una percentuale tra il 50 ed il 70 per cento della popolazione sana presenta chimerismo: più gli scienziati affinano i metodi di ricerca, più i risultati sembrano confermare la grande diffusione del fenomeno. “Se cerchi abbastanza a lungo puoi trovare chimerismo in chiunque”, afferma la Reed.

Ma l’idea che i risultati positivi al doping di Tyler Hamilton possano essere spiegati con un caso di chimerismo viene rigettata da Ross Brown, ematologo del Royal Prince Alfred Hospital e consulente medico di molte agenzie anti-doping: “L’unica ragionevole spiegazione è una trasfusione. Le Banche del sangue non hanno mai trovato casi di chimerismo”. A chi ritiene che questa mancanza di riscontri sia dovuta all’utilizzo di test poco sensibili, Brown fa sapere di aver lui stesso effettuato un test di citometria a flusso molto sensibile su 20.000 campioni di sangue senza riscontrare alcun caso di chimerismo. Oltretutto, fanno notare dalla United States Anti-Doping Agency, anche il compagno di squadra di Hamilton Santiago Perez è risultato positivo ai test. “Mi sembra inconcepibile che ci siano due persone con chimerismo nella stessa squadra”, conclude scettico Brown. David Housman, biologo molecolare del Massachusetts Institute of Technology, non è così categorico: “Non credo affatto che la spiegazione che viene proposta per i risultati del test del sangue di Hamilton sia l’unica possibile. Il chimerismo non è assolutamente raro come si crede”.


ma davvero aveva la clavicola fratturata al tour ? o era quella del gemello?
non so più cosa pensare.

ciao
mestatore

 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 14/05/2005 alle 01:35
Caro Mesty, che dirti?
La prima reazione è stata una risata. Poi, perlomeno di fronte al rispetto che si deve alla scienza (anche se la notizia potrebbe essere una sonora balla...), la risata s'è trasformata in una smorfia. La sostanza però, non cambia: rimane la convinzione del baro di Hamilton, soprattutto per l'aggiunta del caso Perez, atleta della medesima squadra e col medesimo "santone" a monte....
Fino ad oggi, di chimerismo avevo sentito parlare a proposito di trapianto allogenico di midollo osseo o di cellule staminali, ma in questi termini e con questi contenuti, proprio mai!
Bèh....a sto punto penso che la clavicola fratturata, fosse proprio quella del gemello di Hamilton.....

Ciao Mitico!

 

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Livello Amstel Gold Race




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  postato il 14/05/2005 alle 14:24
Caro Morris, ma insomma Carl Lewis si bombava? A parte l'acne sul volto, nn è che avesse queste enormi masse muscolari...ho da poco visto un bellssimo documentario su planet sulla fantastica sfida a Tokio tra Lewis e Powell, penso e credo la più grande gara di salto in lungo della storia! Powell mi stava veramente simpatico spero che anche lui nn esagerasse con i ldoping...
 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 14/05/2005 alle 15:06
Ciao Morris, condivido tutto quello che hai scritto, ho un solo dubbio di natura tecnica.
Sei sicuro che le tende ipobariche richiedano particolari accorgimenti ignifughi? Non ne sono sicuro, ma credo che la concentrazione di ossigeno minore rispetto all’ambiente esterno riduca il rischio di incendi.
Accade esattamente il contrario nelle camere iperbariche, dove la maggiore concentrazione di ossigeno rende pericolosissima anche la minima scintilla.
Un salutone, anche al mitico Mesty.

 
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Livello Fausto Coppi
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  postato il 14/05/2005 alle 21:54
Caro Davide, le tue osservazioni sono più che pertinenti. In un passato nemmeno troppo lontano però, ho avuto nel mio team, per una decina di mesi, un’atleta americana (amica di Lance, tra l’altro), che usava le famose tende. Non le abbiamo acconsentito di portare in ritiro quella sua casa nella casa, ma da come ci ha descritto il tutto e da come abbiamo poi potuto appurare attraverso altri colloqui con sue colleghe e colleghi, quando ella si coricava o si chiedeva in quella sua dimora, gli accorgimenti erano quelli che ho descritto nell’intervento sopra. Fu proprio quel particolare la goccia che ci diede più forza per impedirle di portare in ritiro la tenda. In fondo non si trattava di doping, ma di un “artifizio” considerato regolare. Tuttora non so cosa usasse esattamente quando era in patria, resta il fatto che da noi deluse assai. Anche un’altra d’oltre oceano famosissima e connazionale di una nostra forumista, usava lo stesso “aggeggio” (perlomeno dice) e della medesima azienda produttrice, resta il fatto che ai mondiali canadesi fu trovata con un ematocrito superiore al limite del 47% e non partecipò alla gara in linea. Lei diede la colpa alla tenda, ma da quel giorno non è stata più lei. La mia opinione, aldilà delle difficoltà o pericolosità ambientali, rimane negativa perché l’uso altalenate di queste tende o camere, crea scompensi o “confusioni” fisiche che giudico pericolose.
Ciao!

 

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Livello Fausto Coppi
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  postato il 14/05/2005 alle 23:40
Originariamente inviato da Lester

Caro Morris, ma insomma Carl Lewis si bombava? A parte l'acne sul volto, nn è che avesse queste enormi masse muscolari...ho da poco visto un bellssimo documentario su planet sulla fantastica sfida a Tokio tra Lewis e Powell, penso e credo la più grande gara di salto in lungo della storia! Powell mi stava veramente simpatico spero che anche lui nn esagerasse con i ldoping...


Su Lewis, devo aver scritto ancora qui, ma non trovo il link. Comunque, il buon "Carlina", è stato pizzicato all'antidoping per efedrina, ed il caso è stato taciuto per oltre dieci anni dal CIO statunitense. Tanto è che, a scoperta avvenuta, in giro per il mondo sono stati diversi coloro che han chiesto la restituzione delle medaglie del "figlio del vento". E' chiaro che lo stimolante gli serviva per aiutarsi a sostenere allenamenti massacranti, su un fisico che, come quello dei colleghi, si modificava per quello che ti puoi immaginare.
Ora tu dici che sul suo corpo a parte l'acne sul viso non c'era niente di sospetto. Mi spiace deluderti, ma non è così. Prima di tutto i trattati col Growth Hormone (il famoso ormone della crescita), non subiscono evoluzioni fisiche sul tipo di Ben Johnsson e del suo trapassato stanazololo. Il GH è un ormone che scolpisce unifomemente e si confonde facilmente all'occhio umano. Basti citare l'uso che se ne fa a tonnellate nel nuoto. Ingrossa gli organi interni ed esterni, ma in maniera, ripeto, uniforme, ed alla fine non vedi, ad esempio, quei polpacci o quelle spalle da culturista, che notavano anche i ciechi, in Johnsson. Uno dei problemi che crea l'uso di questo ormone nel brevissimo periodo, è quello di favorire lombaggini e lombosciatalgie, proprio come frutto di quella 'evoluzione che si scontra con le sollecitazioni che lo sport "in verticale" produce. Ricordo Lewis al meeting di Montecarlo, ancor giovanissimo, quasi incapace di correre e saltare per il mal di schiena. Allora aveva un fisico che non era certo quello che hai potuto vedere nelle foto di quando fu eletto figlio del vento. Ma c'è un esempio-caso che taglia la testa al toro e che i medici qui presenti, ti potrebbero spiegare molto meglio. Dopo Seoul, non mi ricordo se nell'89 o nel '90, "Carlina" (non ho niente contro gli omosessuali, se è una loro libera scelta, mi pongo il problema però, se lo diventano per l'uso di doping, calcio in primis docet), si presentò coi suoi "amichetti" del Santa Monica Track Club, ovvero gente come Burrell, Marsh ed Heard, tutti fortissimi come vedi, per una gara di staffetta...e tutti e quattro, oltre alle scarpette, erano dotati di apparecchio dentale. Ora, non ti sembra perlomeno, da ago nell'oceano, vedere quattro staffettisti del medesimo club, con un simile strumento? Bene, il caro GH, tutt'oggi non riscontrabile in nessun test, fra i tanti guai e problemi che crea (uno dei primi per evidenza), evolve l'osso mandibolare, ovvero là dove sono poggiati i denti. Questo "ossicini poveracci", di fronte all'anarchia della base, cominciano a spostarsi....rendendo obbligatoria la correzione con un apparecchio. Da ultima, poi, la dichiarazione dello stesso Lewis, su un suo prossimo passaggio alla sedia a rotelle.....per le micro-vibrazioni (????) a cui è stato sottoposto nella sua attività....
Quanto basta, oltre alla positività riscontrata, per dire che era come tutti.... ed il povero Ben ha ragione di incazzarsi.

Caro Lester, scordati il mito di Lewis e prenditi tutte le cassette possibili per ammirare colui che di "Carlina" si sarebbe fatto polpette, il più grande ed immenso di tutti: Tommie "Jet" Smith.

Ciao!

Morris

 

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Livello Amstel Gold Race




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  postato il 16/05/2005 alle 12:56
Caro morris ti ringrazio per le pillole di saggezza, fortunatamente nn ho mai avuto il mito di carl lewis...di miti a livello sportivo nn ne ho avuti molti...tante simpatie...ma di mito probabilmente solo uno..e sai benissimo di chi parlo.. all'epoca delle olimpiadi di seoul avevo 10 anni ma ero un supertifoso di ben johnson e mi svegliai alle 4 di notte per vedere la finale dei 100..puoi immaginare la delusione...Quello che penso io è che questa gente cmq un minimo di coscienza deve averla...oppure a forza di vivere nell'ipocrisia finoscono per credere in quello che dicono? Possibile che nn ci sia qualcuno che si voglia togliere un peso e dire la verità... Parlo anche dei calciatori, certo vedendo la fine che hanno fatto fare a Petrini e come lo fanno passare per scemo...! Io riguardo Marco Pantani... sono rimasto deluso soltanto dal fatto che ad un certo punto avrebbe potuto parlare e sputtanare tutti, dire la verità sul ciclismo, e cioè che tutti facevano uso di doping, insomma io lo avrei capito, tanto per drogato ce lo hanno fatto passare cmq...penso che nn lo abbia fatto per il bene del ciclismo, ma forse così poteva salvarsi...Beh lasciamo stare che ogni volta che parlo di marco finsico per intristirmi..và...Cmq il documentario sulla sfida Powell-Lewis a Tokio 91 era veramente ben fatto.. ora spero che almeno Powell fosse pulito...però a stò punto mi risulta difficile crederci! Saluti Lester
 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 17/05/2005 alle 01:02
Caro Lester, se mi fossero stati chiesti, un paio d'anni fa, entità e detentore del primato del mondo dei 100 metri, avrei risposto: "9"79 Ben Johnsson e Maurice Greene!" Il vecchio Mike, mi avrebbe subito detto: "Erroreee, erroree, ma come si può sbagliare così!" Invece no, quella era proprio la risposta giusta. Tutto questo, per ribadirti come la penso....
Mike Pawell, era un saltatore molto complicato, con caviglie sottilissime, ed un fisico asciutto, ma la mano sul fuoco sulla sua pulizia non la metterei mai: nè su di lui, nè su quelli dagli anni settanta in poi.

Come il mondo fisico si divide in due grandi sfere, quella aerobica e quella anaerobica, l'atletica leggera (come molti altri sport del resto), va letta su due distinti periodi: quelli antecedenti gli anni settanta e quelli dopo.

Nelle discipline di potenza esplosiva e di velocità, l'arrivo degli ormoni, ha rivoluzionato tutto. Pur ammettendo che i vari Tommie Smith, Carlos, Hayes, Evans, Hines, James ecc. prendessero stimolanti (ed è tutto da dimostrare, vista la facilità con la quale queste sostanze lasciano tracce nelle urine), è bene ricordare che quegli additivi, rispetto a stanazololo, Gh e nandrolone, sono men che "pippe" per le prestazioni.

Vale molto di più il 19"5 sui 200 in linea retta, fatto registrare sulla tenninsolite 40 anni fa da Jet Smith, piuttosto che il 19"32 di Michael Johnsson.....
.....E quando oggi vedo Crawford con una struttura da armadio, non posso far altro che fregarmene altamente delle provette e delle regole del CIO, per rifugiarmi nei ricordi di quei mostri che, negli anni sessanta, hanno raggiunto le massime punte umane in quanto a velocità.....

L'atletica, caro Lester, è sempre bella, va gustata, capita ed amata, ma per i continui confronti cronometrici e di misura fra passato e presente a cui è oggetta, va presa.....come un sogno o l'illusione di Tartarin di Tarascona....

Ciao Lester!

Morris

 

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  postato il 03/07/2006 alle 16:43
elettrostimolatore ......... utile oppure no?

Originariamente inviato da spino_tk

qualche anno fa sembrava che ogni ciclista dovesse utilizzare l'elettrostimolatore per perfezionare la propria preparazione..........

ora se ne sente paralre sempre meno.........

voi che dite?

io l'ho usato ..... ora è due anni che mi alleno poco (quando ho tempo vado a fare un giro non si puo' certo dire che seguo qualche tabella), ma mi sto riproponendo di fare le cose per bene a partire da questo autunno (forse i bimbi cominceranno ad essere gestibili).... e noto che di elettrostimolatori si parla sempre si meno.........


Originariamente inviato da super cunego

Fatti un bel giro quando hai tempo e voglia, è mollllllto più salutare


Originariamente inviato da miky70

Posso dirti che per la cellulite non serve a niente

 

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  postato il 03/11/2006 alle 01:00
Macchina Endocrinologica

Originariamente inviato da Mattew

Mi sapreste spiegare meglio cosa sia la macchiana endocrinologica?
Sembra una cosa diabolica ma prima di gidicare vorrei sapere qualcosa di più sull'argomento...

 

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Livello Francesco Moser




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  postato il 03/11/2006 alle 08:29

Originariamente inviato da spino_tk

qualche anno fa sembrava che ogni ciclista dovesse utilizzare l'elettrostimolatore per perfezionare la propria preparazione..........

ora se ne sente paralre sempre meno.........

voi che dite?

io l'ho usato ..... ora è due anni che mi alleno poco (quando ho tempo vado a fare un giro non si puo' certo dire che seguo qualche tabella), ma mi sto riproponendo di fare le cose per bene a partire da questo autunno (forse i bimbi cominceranno ad essere gestibili).... e noto che di elettrostimolatori si parla sempre si meno.........


io sono dell'idea che l'elettrostimolatore serve nella fase riabilitativa dopo un incidente per recuperare la forma muscolare..ergo io sono dell'idea che non è allenante..sarebbe troppo bello e troppo facile allenarsi stando seduti sul divano..

 

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  postato il 03/11/2006 alle 09:54
Originariamente inviato da Bahamut
..ergo io sono dell'idea che non è allenante..sarebbe troppo bello e troppo facile allenarsi stando seduti sul divano..


Invece per me non sarebbe nemmeno bello allenarmi così

è troppo bello uscire in bici e non riuscirei a stare sul divano a poltrire e ad allenarmi

 

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  postato il 11/04/2009 alle 18:26
ho un amico che mi ha proposto l'acquisto di un elettrostimolatore , per dimezzare la spesa.

Ormai i miei ritmi di lavoro sono sempre più alti, non riesco più ad uscire ad orari decenti per un minimo di allenamento aerobico e, quando lo faccio (nuoto o corsa durante la settimana, bici nel weekend) mi rendo conto che l'intensità dell'allenamento e la capacità di sopportazione dello sforzo diminuisce.

Cerco di mangiare bene ma non sempre è possibile, e probabilmente il metabolismo sta rallentando: niente di eccezionale, ma un filo di pancetta è comparso, cosa mai successa prima d'ora.

Che faccio? So per certo che lo userei con moderazione, ma leggere questo thread mi fa passare la voglia.....devo rassegnarmi e vedere i primi segni di cedimento o potrebbe essere una "soluzione puntello" accettabile?

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 11/04/2009 alle 18:36
ci vorrebbe il Morris a rispondere.....

io non saprei proprio

 

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  postato il 11/04/2009 alle 18:46
Ho una mia teoria sull'elettrostimolazione.
Quando ero un fanatico delle teorie ciclistiche ed "allenanti", ho ponderato anche di intraprendere la strada dell'elettrostimolazione, senza però mai entrarci.
Mi spiego: secondo me l'elettrostimolazione è un valido aiuto SOLO in due casi, ovvero nela riabilitazione muscolare (o cure fisiche in genere), oppure come defaticante. Tenendo presente che il programma defaticante lo si può agevolemnte sostituire con dello stretching e un po' di agilità a fine allenamento, al tempo avevo deciso di farne a meno (ed oggi non rinnego al scelta).
Altro motivo che mi lascia dubbioso è il fatto che mentre esci in bici il tuo fisico "sa" di essere in bici, "sa" di essere sotto stress allenante, "sa" che verrà almeno un pochino torturato, e si "prepara chimicamente" a reagire: tutte sensazioni che partono dal nostro cervello, dalla nostra mente.
Mi chiedo: se gli stessi sforzi li riproduco seduto sul divano, è la stessa cosa?
Mi rispondo (e sembro Marzullo): naaaaaa....
..o meglio: non ci credo! E mi spingo oltre: secondo me può essere nocivo.
Esagero?

 

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  postato il 11/04/2009 alle 18:51
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ho un amico che mi ha proposto l'acquisto di un elettrostimolatore , per dimezzare la spesa.

Ormai i miei ritmi di lavoro sono sempre più alti, non riesco più ad uscire ad orari decenti per un minimo di allenamento aerobico e, quando lo faccio (nuoto o corsa durante la settimana, bici nel weekend) mi rendo conto che l'intensità dell'allenamento e la capacità di sopportazione dello sforzo diminuisce.

Cerco di mangiare bene ma non sempre è possibile, e probabilmente il metabolismo sta rallentando: niente di eccezionale, ma un filo di pancetta è comparso, cosa mai successa prima d'ora.

Che faccio? So per certo che lo userei con moderazione, ma leggere questo thread mi fa passare la voglia.....devo rassegnarmi e vedere i primi segni di cedimento o potrebbe essere una "soluzione puntello" accettabile?


Alessandro, non sei più un ragazzino. Che il tuo corpo cambi un poco, è perchè sta nelle cose...anche se tu fossi un atleta professionista, pensa un po'...

L'elettrimolazione, come qui è stato scritto, può avere un senso se accostata ad allenamento intenso, senza tra l'altro evitare di distribuire effetti, non proprio piacevoli.
Ha un senso se si deve recuperare da particolari infortuni, ma per uno che sta avviandosi, non per colpa sua al sedentario, assolutamente no!

Leggi quello che hanno detto a Pedalando alcuni suoi amici medici e fanne tesoro.
Dammi retta, risparmiati quei soldi, non guardare alla pancettina, ed usa tutto quello che puoi, per allenare i tuoi muscoli ed il tuo corpo, attraverso il movimento.

La storia che il cervello dimentica di stimolare naturalmente l'apparato muscolare, perchè sostituito da una macchina, non è una balla... Anzi!

Ciao!

 

[Modificato il 11/04/2009 alle 18:56 by Morris]

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  postato il 11/04/2009 alle 20:25
Mi fa piacere trovare pareri autorevoli concordanti con il mio in merito all'elettrostimolazione: sta' a vedere che a quasi 30 anni forse inizio a capire qualcosa!

 

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  postato il 11/04/2009 alle 20:53
Io ho dovuto usare l'elettrostimolazione dopo un grave infortunio ai legamenti per ripristinare il tono muscolare associata a fisioterapia mirata, ma per il resto non serve a molto. Si ha la sensazione di avere un muscolo ma che in realtà non è molto efficiente, perchè in realtà non ha lavorato.
I russi (ai tempi della CCCP prima della caduta delle barriere) la usavano d'inverno accoppiata a bici da camera e ad altri tipi di esercizi che potenziavano molto i muscoli, ma ne ho sempre sentito parlare male.

 

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  postato il 11/04/2009 alle 22:14
E poi Ale, si sa, la pancetta è anche sexy

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 12/04/2009 alle 11:17
mah, la pancetta è il sintomo visibile di un peggioramento atletico. Mangio meglio di un anno fa e quando mi alleno lo faccio con più concentrazione, ma domenica scorsa dopo 70 km ho girato la bici e sono tornato a casa: mi avevano tirato il collo e non ne avevo più.

Così mi ero fatto tentare da questa proposta, ma accetto volentieri i consigli di Morris.

Che due pal.le però, forse forse avrei preferito la calvizie, se proprio devo accorgermi che il tempo passa!

 

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  postato il 12/04/2009 alle 20:04
E chi non ha i capelli magari preferisce la pancetta.

 

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  postato il 12/04/2009 alle 21:51
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ho un amico che mi ha proposto l'acquisto di un elettrostimolatore , per dimezzare la spesa.

Ormai i miei ritmi di lavoro sono sempre più alti, non riesco più ad uscire ad orari decenti per un minimo di allenamento aerobico e, quando lo faccio (nuoto o corsa durante la settimana, bici nel weekend) mi rendo conto che l'intensità dell'allenamento e la capacità di sopportazione dello sforzo diminuisce.

Cerco di mangiare bene ma non sempre è possibile, e probabilmente il metabolismo sta rallentando: niente di eccezionale, ma un filo di pancetta è comparso, cosa mai successa prima d'ora.

Che faccio? So per certo che lo userei con moderazione, ma leggere questo thread mi fa passare la voglia.....devo rassegnarmi e vedere i primi segni di cedimento o potrebbe essere una "soluzione puntello" accettabile?


Guarda, sono nella tua stessa identica situazione, avendo iniziato a lavorare da circa un anno, e ho 24 anni...
Purtroppo lo stress, le minori ore di sonno, le preoccupazioni e anche una sorta di appagamento (mi faccio già un c..o così sul lavoro...) tolgono proprio la capacità di sopportare la fatica.
Prima andavo più spesso, facevo più km ma soprattutto più salite e ritmi più elevati anche in pianura. Nella corsa, idem. Solo nello sci di fondo sono migliorato, ma è un miglioramento tecnico e non fisico.
Mi rendo conto che appena sono in vacanza - e quindi non stressato - mi alleno con una voglia incredibile, solo che in 5 giorni a Pasqua non si può pensare di compensare mesi di uscite sporadiche e blande.

Da quando ho iniziato a lavorare però non sono ingrassato in modo evidente (magari quel chiletto che avevo in più anche prima, se ero in un periodo "di scarico").
Ho sostituito lo sport con tanti piccoli gesti quotidiani che fanno consumare calorie.
Sono pendolare: dalla stazione al mio luogo di lavoro sono 1.4 km che percorro in 15' a piedi e che farei in 7-10 minuti con il bus. Tranne quando trasporto roba pesante, vado e torno a piedi. Percorro quasi 3 km al giorno a piedi senza "sprecare tempo". Con la fine di queste piogge inizierò anche ad andare da casa mia alla stazione in bici (2.7 km). Sembrano cazzate, ma in una settimana fai 14 km a piedi e 27 in bici.
Non prendo praticamente mai l'ascensore, anche quando vado a trovare gente che abita al 5° piano.
Insomma è importante fare sempre movimento, anche queste cavolate qua. Il tuo ritmo in bici non migliorerà ma il girovita senz'altro.

 

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Il ciclismo è uno sport sano e alla portata di tutti,contro la vecchiaia e le malattie, ma soprattutto conferisce grande lucidità ed efficienza sul lavoro [...]
Voglio anche dire che mi fanno pena e schifo gli impiegati che vengono in ufficio in macchina
e che la sera corrono a rinchiudersi in quelle scatole di sardine invece di farsi una bella sgambata fuori città...
(Visconte Cobram, da "Fantozzi contro tutti")

 
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  postato il 12/04/2009 alle 22:09
Originariamente inviato da Salvatore77
Io ho dovuto usare l'elettrostimolazione dopo un grave infortunio ai legamenti per ripristinare il tono muscolare associata a fisioterapia mirata


è la stessa cosa che ho fatto io nel lontano 88 dopo un intervento al crociato .... lo facevo in ospedale seguito dal fisioterapista ...
direi che mi è servito molto.

Nel 2000 visto i buoni ricordi ho comprato un elettrostimolatore, che ho usato molto nei primi due/tre anni specie di inverno.... poi lentamente non l'ho più usato se non di rado per fare massaggio "rilassante", io sono della idea che se usato dopo un periodo di inattività oppure dopo un infortunio è un ottimo supporto, ma non può e non deve essere pensato come "sostitutivo" bensì come "integrante" dell'allenamento.


 

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