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Autore: Oggetto: Quando è nata la vostra passione per il ciclismo?

Livello Tour




Posts: 241
Registrato: Mar 2005

  postato il 14/04/2005 alle 15:24
Se ne avete voglia sarebbe bello sapere quale è stato l'episodio o l'evento che ha fatto nascere in voi la passione per il ciclismo.

Nel mio caso avevo 8 anni ed un nuovo televisore a colori appena comprato da mio padre. Era il Giro d'Italia del 1979, quello vinto da un giovanissimo Saronni contro il favorito Moser. Quel dualismo mi coinvolse (divenni quasi un ultrà di Saronni...) al 100%, ma sono poi riuscito a tifare anche per il Moserone nella sua seconda giovinezza post Record dell'Ora.
Oltre a Beppe Saronni ho ammirato in particolare, per un motivo o l'altro in quegli anni ed in quelli successivi, Bernard Hinault (per l'aureola di imbattibilità che lo circondava), Giovanni Battaglin (era sempre il migliore dei nostri al Tour), "Ciclone" Bontempi (grande velocista prima, grande passista poi), Laurent Fignon (che classe!), Stephen Roche (Giro-Tour e Mondiale nello stesso anno), Tony Rominger (bello tifare anche per chi perdeva quasi sempre), Miguelon Indurain (sempre signorile anche quando, raramente, non vinceva).
Poi è arrivato un ragazzino romagnolo come me (anche se sono al confine) con pochi capelli che volava quando la strada saliva e di colpo tutti gli altri sono diventati piccoli piccoli...

Ora, saranno gli anni che passano, mi faccio prendere meno dal tifo, ma la passione, quella, non se ne andrà mai!

 
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Livello Marco Pantani




Posts: 1449
Registrato: Jan 2005

  postato il 14/04/2005 alle 15:35
se volete la verità......
Nel 1988..in visita in Italia, di preciso a Fiuggi. Con una mia amica siamo andate a vedere una notturna in cui correva il suo fratello in categoria allievi.
Vedevo un bel ragazzo in bici,che tra una gara e l'altra passava per il percorso e dissi.."WOW....amazza che gambe ha quello"!
Me lo sono sposato 3 anni dopo!!!! E da lui e la sua passione per la bicicletta é nata anche la mia...prima a livello giovanile, allievi e juniores....e piano piano, mi ha preso quel Pirata da tutti amato!!!

 
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Non registrato



  postato il 14/04/2005 alle 15:41
Il mio rapporto con il ciclismo deriva dalla famiglia; infatti mio nonno, Mario come me, era il “ciclista di zona” qui nel litorale romano che va da Tor San Lorenzo a Foceverde, trovando pochi rivali nell’aggiustare e lustrare biciclette con innegabile passione e competenza.
Purtroppo la sua avanzata età non mi ha permesso di addentrarmi nei ricordi della sua gioventù, proprio perché nel momento in cui io crescevo e, grazie a mio padre, ammiravo la doppietta iridata di Gianni Bugno, lui si ammalava e smetteva di “mestierare” come sempre aveva fatto nella sua vita. Ma le videocassette di Coppi sono tuttora presenti nella videoteca di casa, custodite gelosamente da mio padre prima (un classe ’44) e dal sottoscritto recentemente.

Dopo la scorpacciata con tanto di doppio arcobaleno, il mio amore per il ciclismo proseguì con la Carovana Rosa: in maggio l’appuntamento con il Giro d’Italia era immancabile e, seppur preso dagli esami di licenza media, non feci mai mancare il mio apporto di incitamento verso i miei beniamini, tra i quali ricordo un Chioccioli di “coppiana” memoria (gli somigliava talmente che credevo ci fossero parentele tra i due) e un caschetto biondo scatenato sui monti che rispondeva al nome di Michele Coppolillo.

Il primo appuntamento col ciclismo dal vivo fu alla Tirreno-Adriatico del 1994, quando la carovana arrivò un giorno ad Anzio (vinse Baffi) e il giorno dopo partì da Nettuno. Mio padre, impiegato comunale, non mancò e non fece mancare all’appuntamento neanche suo figlio, per fortuna. Ricordo Podenzana in maglia tricolore al foglio firma, poi le foto con Chiappucci e Gimondi. La sera prima, grazie ad un amico albergatore di papà, incontrammo la Motorola e la Carrera-Tassoni nell’alloggio del luogo. Feci due foto: una con Kuum, che poi scoprì essersi suicidato dieci anni dopo, l’altra con un giovanissimo Lance Armstrong, appena laureatosi campione del mondo in quel di Oslo.

Il mio seguire il ciclismo è sempre stato un “duopolio” Giro-Mondiale, snobbando per ignoranza, lo ammetto, tutto il resto della stagione, almeno fino a Marco Pantani. Nel 1998 seguì anche il Tour de France, e non potevo fare altrimenti, cercando di abbinare una passione per il ciclismo comunque ancora contenuta con la voglia dell’adolescenza del mare sotto casa e delle partite a calcio a piedi nudi sulla sabbia. Dopo i fattacci di Madonna di Campiglio del ’99, il mio interesse per il ciclismo andò scemando, culminando con l’allontanamento durante il Giro d’Italia 2002, quello vinto dal “falco” Savoldelli dopo l’eliminazione a mo’ di “giù dalla torre” dei vari Casagrande, Belli, Garzelli, Simoni e compagnia a pedali.

Il ritorno al ciclismo è coinciso con l’università, grazie ad un amico (l'Emanuele appena iscritto al nostro Forum) che, verso la fine di aprile, mi portò tramite il web sul sito della Gazzetta per pronosticare il vincitore finale del Giro d’Italia 2003: lui scelse Casagrande, io nel ricordo di un buon Giro 2001, pronosticai Simoni. Le stimmate, insomma, erano rimaste, visto come andò Gilberto quell’anno.
L’abbinamento ciclismo-fantaciclismo poi, fu determinante. Sempre col mio amico scoprimmo il Cobblestone Fantasy Cycling League. Ci iscrivemmo, ed io per far bene durante tutta la stagione, iniziai a documentarmi sui vari corridori, sui loro palmares e sulle loro attitudini, in modo tale da non rischiare di prendere un velocista o uno scalatore in caso di un Giro di Lombardia o di una Parigi-Tours (anche se Virenque fu l’eccezione che conferma la regola).

E poi il resto è storia recente: iscrizione al Forum, e tutto il bello che ne è conseguito...

 

[Modificato il 14/04/2005 alle 15:43 by Monsieur 40%]


 
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Livello Fausto Coppi




Posts: 5092
Registrato: Apr 2004

  postato il 14/04/2005 alle 15:41
Nel 1990, grazie a Gianni Bugno. In seguito ho tifato per Chiappucci, Pantani e, grazie ad una mia concittadini che è sua prima cugina, Simoni. Non ho mai tifato contro qualcuno ma, se proprio devo trovare un corridore che non mi era molto simpatico, allora faccio i nomi di Chioccioli e Casagrande.

 

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Mauro Facoltosi
www.ilciclismo.it

 
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Esordiente




Posts: 4
Registrato: Apr 2005

  postato il 14/04/2005 alle 15:51
E' difficile ricordarsi esattamente quando.... ora ci provo.
Sicuramente era un pomeriggio di maggio, la tv trasmetteva una tappa del Giro d'Italia. Non avevo niente da fare, oppure stavo facendo i compiti per il giorno dopo a scuola, facevo ancora le elementari. Alla fine, da quella tappa con arrivo in volata non troppo entusiasmante, ho iniziato a seguire tutta l'edizione di quel giro, il primo vinto da Indurain. Da allora ho sempre seguito il ciclismo. Dalle reti mediaset il giro è passato sulle reti Rai, la voce di De Zan padre e gli approfondimenti di Cassani hanno fatto crescere la mia voglia di ciclismo. Quando la rai non trasmetteva il tour lo seguivo su france 2 (capivo poco, ma mi accontentavo) Le classiche le ho iniziate a seguire più tardi, intorno ai 16, 17 anni. Le discuusioni e i ragionamenti che faccio con mario82 (stessa facoltà universitaria) e le sfide a Cobblestone mi hanno (potrei dire ci hanno) fatto diventare un dipendente da ciclismo, e anche un buon intenditore.
Oramai il ciclismo fa parte della mia vita, lo apprezzo anche perchè non c'è intorno l'interesse che c'è per il calcio. Senza miliardi e senza grande e continuo interesse mediatico si riescono anon vedere le scene che si vedono certi giorni allo stadio. Anche fra i supporters c'è più amicizia che rivalità.
In futuro vorrei migliorarmi come cicloamtore.
Lunga vita al ciclismo!!!

 
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Livello Tour




Posts: 241
Registrato: Mar 2005

  postato il 14/04/2005 alle 15:55
Nell'elenco di campioni per il quale ho sfegatatamente tifato ho clamorosamente dimenticato Gianni Bugno!!! Un'eleganza quasi sovranaturale sulla bici, non muoveva un muscolo di troppo!!! Se solo avesse avuto meno paura di perdere e fosse stato un po' più sicuro dei suoi grandissimi mezzi avrebbe vinto almeno 3 volte quello che ha vinto (che comunque non è affatto poco!) Ricordo che qualcuno, mi sembra Cassani, lo convinse a non ritirarsi a 2 giri dalla fine del mondiale di Stoccarda perchè Bugno pensava di non essere in condizione... Quel Giro vinto correndo sempre al vento per 21 giorni con la maglia rosa (anche nelle tappe tranquille stava sempre nelle prime 10 posizioni) comunque non lo dimenticherò mai.
 
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Livello Ottavio Bottecchia




Posts: 548
Registrato: Jul 2004

  postato il 14/04/2005 alle 16:02
Grazie a Cunego, vincitore dell'ultimo Giro d'Italia...

 

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http://www.bloggers.it/bici



 
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Livello Fausto Coppi




Posts: 1635
Registrato: Apr 2005

  postato il 14/04/2005 alle 16:42
Milano S.Remo 1965. Fuga di Balmamion, poi lo raggiungono prima Adorni e Den Hartog......volata: 1° Den Hartog, poi Adorni e Balmamion.
Bello in bicicletta Adorni.....
poi Poulidor, Janssen, Ocana, Baronchelli, DeVlaeminck, Bugno, Ullrich.
Tutti under dog. Ma mai tifo contro.
Gli "antipatici"?
Merckx..troppo forte.
Moser..per via delle ombrellate di Cavalese a Baronchelli
Saronni...algido veramente....con Panizza ha fregato al Tista un mondiale già vinto facendosi poi superare da Maertens allo sprint.
Armstrong, l'alieno.
Maertens...sospettissimo, fra positività all'antidoping e champagne...
Chiappucci. Chissaperchè.
Non ho mai tifato per Pantani. Forse perchè da me, romagnolo, lo facevano tutti. Forse perchè anche lui mi pareva "strano". Dopo Bugno, nessuno. Forse Basso un pò, ma non da tifo.

 

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pedala che fa bene.....

 
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Livello Ferdy Kubler




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Registrato: Jan 2005

  postato il 14/04/2005 alle 16:51
E' stato un susseguirsi di corse viste in televisione che mi ha portato a questa passione.

Milano-Sanremo 85,vittoria di Kuiper
Mondiale di Colorado Springs 1986,Argentin che batte in volata Mottet
Giro 1987,crisi di Visentini(sulla cima Sappada?)e maglia a Roche

 
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Non registrato



  postato il 14/04/2005 alle 16:57
io ricordo a 9 anni (era il 1984) il bidello della mia scuola elementare che ci faceva raccogliere gli articoli su Moser. L'indimenticabile crono all'arena di Verona (altro che le passerelle finali degli ultimi anni) è la prima corsa vista in tv. Ma la passione decisa è scattata con Bugno 21 giorni in maglia rosa.
La prima corsa dal vivo era però un giro dell'81 (con Moser e Contini in fuga se non sbaglio) passata in paese. Di cui ho coscienza, però, è stato un arrivo a Borgo val di Taro del giro del 1987, vinse Argentin in maglia iridata.
Ho tifato Moser, poi Bugno, Pantani, Bartoli e Casagrande, ora punto in Basso perchè la stampa non gli riconosce mai i suoi meriti pompando oltremodo Cunego (vedi ultimo mondiale e sua vigilia).
La corsa più bella ed emozionante che ricordo? Zolder perchè c'ero e ho visto i nostri venire sotto le tribune a esultare come dopo un goal. Ma anche il mondiale di Benidorm, l'addio di Musseuw l'anno scorso a Roubaix e ma soprattutto la tappa più leggendaria di tutte: era il 16 luglio 1992? Vediamo chi se la ricorda...

 
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Livello Moreno Argentin




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Registrato: Jan 2005

  postato il 14/04/2005 alle 16:57
fin da bambino.....

la milano-sanremo passa sotto casa ed è sempre una festa....

 
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Livello Gianni Bugno




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  postato il 14/04/2005 alle 17:21
LA Prima volta....Ero bambino..e anche piccolo...e ricordo la carovana multicolore della Classicissima a Voltri, sulla curva dove finiva la vecchia strada del Turchino, non piu parte della corsa dall'alluvione del '70.
IL rito era sempre lo stesso...Focaccia dalla Marinetta alle 11 e poi in prima fila a gridare...poi i grandi giri d'Italia di Gimondi e Motta,I Campionati del mondo di Basso e Adorni, Le lacrime di Merckx a Savona, Maechler visto passare in fuga alla Vesima, sotto un fortunale , mentre pescavo dalla strada...MArio Beccia, Gb Baronchelli, Martino Lejarreta sulla Bocchetta..e tanto altro..fin alle corse del nord.

Quarant'anni d'amore..

 

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"Quel naso triste come una salita
Quegli occhi allegri da italiano in gita!"

 
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Livello Tour




Posts: 225
Registrato: Jan 2005

  postato il 14/04/2005 alle 17:24
a me il ciclismo è sempre piaciuto fin da bambino, una passione tramadatami da mio nonno, anche lui grandissimo appassionato. Credo però che l'episodio che mi ha portato a passare interi pomeriggi incollato davanti al televisore è stato quell'indimenticato 28 luglio 1998, quando verso la cima del Galibier, Pantani se ne va verso il trionfo, lasciando Ullrich in balia della tempesta. Sembrerà strano, ma ancora oggi quando vedo le corse alla TV ho ancora negli occhi quello scatto...
 
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Livello Fausto Coppi




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Registrato: May 2004

  postato il 14/04/2005 alle 18:21
Diversamente da molti di voi, in famiglia mia il ciclismo non è proprio considerato. Anzi lo sport non è quasi cnsiderato. Io invece fin da bambino volevo fare qualsiasi tipo di sport perchè amavo la competizione, anche se non sapevo perdere e se per un malaugurato scherzo del destino non ero io il miogliore scoppiavo in lacrime. Così iniziai a giocare a calcio, tennis e anche sci; tutto a livello agonistico! Diventai campione pèrovinciale almeno una volta in tutti e tre questi sport, ma poi lasciai tutto per dedicarmi solo al calcio.
Fino al 1998 nella mia vita c'era solo il calcio come sport, ed era l'unico al quale mi interessavo. Poi arrivò il boom di Pantani, che mi fece scoprire il ciclismo. Di lui mi colpiva come ogni cosa, che sembrava impossibile, gli riuscisse. Al Giro '98 sembrava che a cronometro non avrebbe mai potuto reggere e invece arrivò a Milano in rosa. Stessa cosa al Tour dello stesso anno: i 7 minuti da Ullrich sembravano irrecuperabili, ma lui ce la fece. Avevo 12 anni, e incominciiai a seguire il Tour De France al posto di andare in spiaggia. Tifavo Pantani, perchè sembrava che lui non potesse vincere e invece vinceva. Poi con i fatti di Madonna di Campiglio 99 mi allontanai un po' dal ciclismo: lo guardavo vlentieri, ma se mi perdevo una tappa del Giro o del Tour non me ne importava più di tanto. Ricominciai ad appssionarmi col Giro 2003, anche se tifavo per Garzelli. Non so perchè ma nel ciclismo ho sempre simpatizzato per i secondi in classifica...Ma comunque seguivo solo i grandi Giri e la CDM
Agli inizi del 2004 scoprii il fantaciclismo e lo considerai una buona occsione per riinnamorarmi totalmente del ciclismo: non sbagliai. Da allora seguo tutte le gare, anche le più insignificanti con una passione assoluta...

 
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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Dec 2004

  postato il 14/04/2005 alle 19:01
1994 avevo la bellezza di otto anni, il mio nonno, stava guardando la tappa dell'alpe d'huez vinta da Marco al tour,io ero a dir poco incantata da quell'omino e da come la bicicletta potesse portarti lontano dalla realtà, l'ingenuità di una bambina incantata davanti alla tv spinse mio nonno a chiedermi se mi piacesse, da quel momento seguo con moltissima passione il ciclismo, non solamente al livello Professionistico, ma anche dilettantistico, compresi juniores......

 

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http://ilmiociclismo.blog.excite.it

"La vita e la morte.La pace e la guerra.La repubblica e la monarchia.Infine Bartali e Coppi e la progressiva identificazione di un popolo, che ripartiva da zero, in una coppia di campioni."Leo Turrini

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 14/04/2005 alle 19:26
Nove anni , 1984 Moser vince il giro
Ricordo l'incredibile duello con Hinault , vinto grazie alla straordinaria crono di Verona

 
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Amministratore




Posts: 5978
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  postato il 14/04/2005 alle 19:45
Precisazioni (così Aranciata dice che siamo pedanti )
Pantani vinse all'Alpe d'Huez nel '95, l'anno prima lì vinse Conti.
Il duello fu tra Moser e Fignon, e non Hinault.


 
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Livello Fausto Coppi




Posts: 2950
Registrato: Dec 2004

  postato il 14/04/2005 alle 19:50
Hai ragione , pensavo a Fignon e ho digitato incredibilmente Hinault
mea culpa admin
Hinault era l'anno dopo e l'impresa non era riuscita

 
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Professionista




Posts: 41
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  postato il 14/04/2005 alle 19:54
La prima gara che ricordo è il Fiandre vinto da Bugno (1994)
Ho cominciato a vedere tutte le gare che la RAI trasmetteva, quando ho visto le primissime imprese di Pantani al giro d' Italia del 1994.
Anche alcune belle vittorie di Casagrande di quegli anni mi sono state di aiuto.

 

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Livello Bernard Hinault




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  postato il 14/04/2005 alle 20:42
E' nata nel 1994 a cavallo delle 2 tappe del giro d'italia lienz-merano e merano-aprica.
E' stato quell'omino pelato che andava tanto forte in salita a farmi nascere dentro questa passione, che poi è esplosa definitivamente nel 1999 quando ho comprato la bici da corsa...
prima avevo la montain bike..

 
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Livello Tour




Posts: 257
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  postato il 14/04/2005 alle 20:53
E' nata negli anni 60 quando mio fratello mi portava a vedere i "corridori", mi ricordo Adorni a Imola, Bitossi vincitore di una tappa del Giro a Faenza, una vittoria di Altig a Cesenatico, trasferte che facevamo in treno perchè non avevamo la macchina. Che contentezza quando riuscivamo a portare a casa un berrettino di un ciclista, ma il trofeo più importante era riuscire a prendere una borraccia. Altri tempi... Mi ricordo poi che indossavamo questi berrettini nelle nostre scampagnate con bici tipo sport e non mancava mai la classica volata ad ogni cartello di località.
 
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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Jan 2005

  postato il 14/04/2005 alle 21:12
la mia passione è nata da piccolo,ho iniziato a seguire tutte le tappe del giro d'Italia dal 1994 in poi,ad essere precisi dalla tappa in cui Berzin in maglia ciclamino vinse la tappa.gli anni precedenti seguivo solo alcunew tappe ma ho vaghi ricordi.
sempre nel 1994 ho molto vivo il ricordo dell'ultima 100 Km a squadre ai mondiali di agrigento.
cmq già da molto piccolo(a 3-4 anni)andavo con i miei a seguire in zona gare di ciclocross(all'epoca ne venivano ancora organizzate) in cui tifavo per mio cugino e per un amico dei miei.

 
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Livello Amstel Gold Race




Posts: 98
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  postato il 14/04/2005 alle 21:53
uno dei primi ricordi che ho è la milano sanremo vinta da moser mel 1984 avevo 5 anni e mezzo sicuramente avrò visto altre gare prima ma quella è la prima che mi ricordo. La passione per il ciclismo viene de mio nonno paterno, immenso estimatore di fausto coppi che poi l'ha trasmessa a mio padre, per finire a me...devo dire che fino al 1999 nn mi sono mai perso un giro un tour una sanremo o un mondiale neanche per sbaglio..poi ho seguito un pò di meno...quest'anno però grazie anche grazie a questo forum ho ricominciato a seguire tutte le corse!
 
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Livello Hugo Koblet




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Registrato: Jan 2005

  postato il 14/04/2005 alle 22:20
Proviamo a sintetizzare…

Partiamo ringraziando la brillante iniziativa del mio “vecchio” che, oltre a regalarmi la prima bici da corsa acquistata direttamente da Levati a Pantigliate ( avevo 11 anni, era il Top ed è ancora custodita in solaio…), una volta infiltratosi nel mondo del ciclismo seguendo il Giro e altre manifestazioni, mi ha permesso di rimanere attaccato ai suoi pantaloni per seguirlo dappertutto, trasmettendomi una passione che è ben lontana dall’abbandonarmi e che, pian pianino, sto cercando di trasmettere ai miei figli…
La scintilla? Milano SanRemo 1973, vittoria di De Vlaeminck, avevo 8 anni e ero seduto sulla linea d’arrivo a vedere sfrecciare quei giganti sulle ciclette… che emozione…

 

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Marco Bardella

Vieni a giocare con noi:

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Non registrato



  postato il 14/04/2005 alle 22:35
In classe con Scattolin dal '96... mi interesso poco... poi al Giro del '97 correva un mio compaesano... tale Leonardo Calzavara della AKI Safi che si mette in luce anche nel '98 e poi va a lavorare nel '99.
Proprio nel '99 convinto da qualcuno... per spirito di emulazione + che altro inizio a correre nella categoria Juniores... in 2 anni porto a termine le corse ma a parte qualche fuga non mi piazzo mai... mi piace guardare gli altri... e stare in gruppo con gente come Cunego e Pozzato capendo già quello che faranno è una bella emozione.
Poi terminati i due anni da Junior termino la scuola e vado a lavorare seguendo sempre il mio amico Nicola fino ad oggi.
Tutto qui!!!
Ciao bei

 

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Livello Alfredo Binda




Posts: 1101
Registrato: May 2004

  postato il 14/04/2005 alle 23:45
La mia passione è nata quando avevo 9 anni e Gianni Bugno vinceva il Giro d'Italia. Bugno fu il primo corridore che conobbi e quello che, unitamente a Museeuw (che rappresenta una fase più adulta del mio tifo), è senza dubbio quello che ho amato di più.
All'inizio tifavo molto per i corridori italiani, in particolare Bugno, Chiappucci e Argentin che erano i tre grandi del nostro ciclismo, cui per completezza si dovrebbe aggiungere Fondriest.
Poi mano a mano che diventavo grande, che conoscevo di più il ciclismo e che i miei tre favoriti perdevano qualche colpo (è la legge della vita e dell'eta che la parabola degli atleti ad un certo punto finisca) ho imprato ad amare altri campioni anche oltre i nostri confini: Tchmil, Museeuw, Zabel oltre ai nostri Tafi e Ballerini mi apparivano dei giganti. Progressivamente mi disinnamoravo sempre più dei grandi Giri e amavo sempre di più le Grandi classiche che, a mio avviso, hanno espresso a cavallo fra gli anni '90 e il nuovo millennio sprazzi di spettacolo immenso.
Ogni considerazione porta però le dovute eccezioni e quale eccezione più grande posso trovare se non quella di Marco Pantani.
Ho già scritto su questo forum che fra i miei ricordi più belli conserverò sempre Courchevel del 2000 ela tappa del Galibier del 1998: non avrei mai pensato quanto potesse essere importante per l'Italia rivincere il Tour in quel modo. Ma non fu solo la grand boucle, quanto il giro dei duelli con Zuelle e Tonkov a segnarmi per la bellezza delle tappe. L'anno dopo Pantani fu fantastico, ma sappiamo come andò. Ora mi resta solo una gran voglia di prendere tutti gli albi d'oro del Giro cancellare Gotti da quel 1999 e scrivere il nome del Pirata.
Ora vivo un periodo di transizione. Nel 2003 è cominciato il ricambio generazionale (con Cunego) che si sta compiendo pienamente ora (con Boonen) un po' come capità nel 1994. Questo biennio porta un forte salto di discontinuità col passato paragonabile solo a quello di 10 anni fa. Quel ricambio sembrava travolgente, ma andò a singhiozzo: Berzin sparì e Pantani fu azzoppato dalla sfortuna, Casagrande resta un incompiuto. Forse il solo Bartoli non ha tradito le aspettative, ma un mondiale o una Roubaix avrebbe dovuto vincerle comunque.
Questo nuovo ricambio sembra essere non meno impetuoso, ma più solido: si vedrà!

 

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"Un uomo solo è al comando; la sua maglia è bianco-celeste; il suo nome è Fausto Coppi", Mario Ferretti, Radiocronista Rai

 
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Livello Fausto Coppi




Posts: 2258
Registrato: Feb 2005

  postato il 15/04/2005 alle 00:07
Tutto iniziò con il mio nonno paterno, che correva in bici nell'allora Wilier Triestina....mia mamma si innamorò della bicicletta, e seguiva sempre le corse in tv. Nel 1994, io avevo 10 anni, ricordo che vidi Pantani al Giro,e che mi colpì tantissimo. Fino al 1997 ho ancora vaghi ricordi, qualche flash quà e là (ovviamente, su tutti, la morte di Casartelli), poi dal'97 ricordo tutto: all'inizio seguivo Giro e Tour (tutte le tappe, anche dal satellite!), poi con Marco la passione si è centuplicata, e dal '98 seguo dvvero tutto. Da qui è venuta anche la mia decisione di fare del ciclismo la mia vita, e tutte le decisioni importanti che ho preso e i sacrifici che ho fatto dal '98 ad oggi sono rivolte in quella direzione...il mio preferito oltre all'insuperabile Pantani è Giuliano Figueras, ma devo dire che tifo per tutti i corridori, perchè li considero tutti dei grandi atleti, per lo sport che fanno e i valori che veicolano.

 

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"Se hai la fortuna clamorosa di diventare un cronista di ciclismo, non puoi fare a meno di essere coinvolto, trascinato in una passione infinita, irrinunciabile, che ti segna per sempre" - Pietro Cabras

"C'è una salita? Vai su, arriva in cima, e vedrai che sarai sempre vincitore" - Giordano Cottur

 
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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Jul 2004

  postato il 15/04/2005 alle 02:13
Giro'94,ed ho detto tutto!
grazie a mio zio; ricordo che, dopo aver seguito alcuni spezzoni delle prime tappe, la prima diretta intera cui mi appassionai fu nella tappa di Lienz dove mi colpirono due giovani talenti: il primo che andò a vincere dopo una fuga fiume, con una classe ed una determinatezza tale che nn poterono nn farmi pensare che il talentuoso sconosciuto avrebbe avuto un sicuro futuro, ed il secondo che staccò tutti sull'ultimma salita con disarmante facilità,immensa classe e grande coraggio, dando inzio alla sua fantastica leggenda!
Se poi vi aggiungo che i due giorni seguenti rimasi incollato davanti alla TV, emozionato come non mai per nessun'altro sport, e che cosi fu per almeno un'altro lustro, beh capite con che gioia e commozione ricordo..."la mia prima volta col ciclismo" !

..ah, dimenticavo, quei ragazzi si chiamavano Michele Bartoli e....Marco Pantani!

 

[Modificato il 05/06/2006 alle 18:38 by Pirata x sempre]

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Giuseppe Matranga

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Livello Marco Pantani




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  postato il 15/04/2005 alle 07:29
Papà ciclista, zii ciclisti...
In famiglia si è sempre mangiato pane e ciclismo, a 13 anni giocavo a calcio, ma non vedevo l'ora di cominciare a correre in bici.
Praticamnete un destino Ineluttabile!
ciao belli
claudio

 
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Livello Tour




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Registrato: Aug 2004

  postato il 15/04/2005 alle 08:20
In un luglio fine anni 80 scopro su TVKoper (mitica telecapodistria) la telecronoca di un grandissimo giornalista (tale Beppe Conti) di una tappa del tour: resto affascinato dal duello tra Perico Delgado, Steven Rooks e Jan Theunisse (i gemelli orange della PDM), lì è sbocciato l’amore per il ciclismo e non si è più sopito (forse oggi un briciolo è scemato di fronte alle porcherie e nefandezze che vedo e/o sento attorno all’ambiente pro). Il cross l’ho scoperto per puro caso una domenica invernale fine anni Novanta in “gita” col cagnolino al parco Lambro: mi vedo dei ragazzini scorrazzare tra i boschi con bici strane tra 2 fettucce, superare tavole, prendere in spalla la bici per fare montagnette e gradinate, ma soprattutto metterci l’anima e “sputare sangue” nel fango, quasi godere di mangiare la terra, scivolare, rialzarsi, cambiar bici e finire la gara irriconoscibili tali son infangati: l’amore è stato a prima vista, la passione mi ha così pervaso che mi son detto “voglio provare anch’io quelle emozioni particolari di quella disciplina umile ma nobile”, e da allora son diventato un fanatico “drogato” di ciclocross (praticante udacino brocco appassionato a 360°).
 
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Livello Giro di Lombardia




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  postato il 15/04/2005 alle 09:32
Il primo ricordo del ciclismo è il Giro del '75
(avevo 5 anni) con Bertoglio che scala lo Stelvio (almeno mi pare)
tra due muri di neve bianca che rendevano quell'omino
piccolo sulla bicicletta un eroe.
Poi la passione scoppiò con il duello Moser-Saronni e da lì
in poi è stato sempre un crescendo.
Perchè il ciclismo quando ti afferra non ti lascia più. Ti entra
dentro e non puoi più tirarti indietro.
Ciao ciao,
Helios.

 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 15/04/2005 alle 10:05
Il ciclismo è entrato in me da subito, forse per cromosomi di famiglia e per quel triciclo che spingevo anche sulla ghiaia. I miei primi disegni sui bambini, si presentavano con due ruote al posto delle gambe. Dargli una data di riferimento…..bèh potrei dire il 1958 e l’esplosione nel giugno del 1959, quando ai nomi di Baldini e Pambianco aggiunsi quello di Gaul. In questo 2005 dovrei chiudere “il terno”: dopo aver scritto un libro su Baldini, uno su Gaul, completerò quello su “Gabanin”.....


 
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Livello Marco Pantani




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Registrato: Oct 2004

  postato il 15/04/2005 alle 10:22
Frequentavo nel dopoguerra, da bambino, una piccola falegnameria di paese, dove si davano convegno, complice il falegname titolare, i tifosi di Bartali e Coppi.
Là c'era anche una vecchia radio.
Tra battaglie verbali dei tifosi e radiocronache delle corse è nata la mia Passione per il ciclismo. Che fortuna!

 
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  postato il 15/04/2005 alle 12:44
Mi avvicinai al ciclismo in TV grazie a mio padre ai tempi di Moser e Saronni.
Alla fine degli '80 iniziai a pedalare su strada, senza grossi chilometraggi, solo con la passione che però mi permette di continuare
fino ad oggi.
Record personale (31-7-2004 assieme a CYCLINGCHECCO):
Ciampino-Carpineto Romano-Ciampino , 122 km circa.
In TV ho iniziato a seguire in maniera approfondita soltanto dopo il GIRO del '91 vinto da Chioccioli.
La leggendaria impresa di CHIAPPUCCI sul SESTRIERE dell'anno dopo è forse
l'unica grande prova paragonabile a quelle che Pantani c'ha regalato tra
il '98 e il '99.
Il tifo s'è suddiviso negli anni fra CHIAPPUCCI, BUGNO e FONDRIEST, paladini dei primi '90 e PANTANI, leggenda degli ultimi '90.
Grande tifo per un gregario che ha vinto poco ma che in montagna era sempra
in primissima fila: FRANCO VONA.
Il resto è storia d'oggi...
gli anni 2000 mi hanno un po' allontanato dal ciclismo (come vedo anche molti altri , dopo il caso-Pantani).
Ma non mi faccio mai mancare comunque le tappe del giro e del tour.
Se poi c'è un italiano che lotta per la vittoria tanto meglio!
Dal vivo la mia prima corsa è stata, l'arrivo al Colosseo del giro del Lazio del 1992.
Avevo 17 anni.
Vinse BUGNO in fuga solitaria.
Se non erro la volata del gruppo per il secondo posto fu appannaggio di FONDRIEST.
Quale miglior modo per iniziare??
Due CAMPIONI DEL MONDO!
W il pedale!

 

[Modificato il 15/04/2005 alle 12:46 by ]


 
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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Apr 2005

  postato il 15/04/2005 alle 13:08
Salve a tutti!
Mi sono iscritto da poco al Vs. forum che mi ha colpito per passione e competenza.
Il mio primo contatto con il ciclismo è stato nel 1982. Stavo tornando dalle vacanze con i miei genitori, ci fermammo in un ristorante ed alla televisione vidi la famosa "fucilata" di Saronni che mi colpì moltissimo.
Ma il vero colpo di fulmine fù nel 1992.
Quell'anno il Giro proponeva la cronometro Arezzo - San Sepolcro poi vinta da Indurain che prese la maglia e vinse il suo primo Giro.
Noi aretini speravamo in un imporobabile bis di Chioccioli che aveva come avversari Chiappucci e questo spagnolo che aveva vinto il Tour '91 e che non si sapeva se fosse venuto al Giro per allenarsi in vista del Tour o per vincere.
La cronometro passava quasi davanti a casa mia e la mattina avevo visto Cipollini allenarsi. Nel pomeriggio scesi in strada e, come dice il poeta, "stavo seduto su di un paracarro a pensare agli affari miei", la strada era deserta e silenziosa rotta solo dai rumori delle moto e dal respiro dei ciclisti e "tra una moto e l'altra c'era un silenzio che descrivere non saprei".
Ad un certo punto apparve Miguel Indurain sulla sua Pinarelo da crono, dava una impressione di potenza e velocità ma con la calma che contraddistingueva il navarro. La bici montava la lenticolare posteriore come usava a quei tempi e quando Indurain cambiò rapporto la catena fece un forte schiocco amplificato dalla lenticolare che mi dette un autentico brivido.
E' stata quella sensazione indescrivibile che mi ha appassionato al ciclismo. Avevo 21 anni, non certo l'età giusta per iniziare ad andare in bicicletta, ma le passioni "senili" sono le più forti. La passione c'è ancora anche se la pigrizia e gli impegni di lavoro mi impediscono di uscire spesso come vorrei.

 
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  postato il 15/04/2005 alle 13:20
La vera passione non e' nata molto tempo fa... pensate che la prima corsa ho visto dal vivo e' stato il Giro di Liguria del 2004 il 15 febbraio... In realta ogni tanto seguivo gia' le corse in TV ma conoscevo pochi nomi e soprattutto non erano appuntamenti sacri. Cominciano ad esserlo nel 98 quando impazzisco a vedere la tappa del Plan di Montecampione e a luglio rimango una giornata a casa (ero in vacanza in Sardegna e c'era un sole che spaccava le pietre) per vedere quel pazzo che sotto la pioggia stava dando una mazzata incredibile a Ullrich. Oltre a questo grande campione ci sono voluti tre miei amici per far scattare la scintilla. Ogni tanto andavamo a fare dei giretti in bici, loro tre con la bici da corsa e io con una Mountain Bike scassatissima: in pianura e' una volata per stargli dietro, in salita sono dolori... finche' un giorno nella salita del Monte Gazzo li stacco tutti e tre e allora l'1 settembre del 2003 arriva la prima bici da corsa. Ormai le gare in Tv erano un'appuntamento imperdibile e, grazie anche al mitico PcCiclismo 2001, cominciavo a conoscere tutti i nomi! Quando scopro poi che all'universita' c'e' il figlio di un organizzatore del Giro dell'Appennino impazzisco.. andiamo a vedere il Liguria (vittoria di Pozzato), il Laigueglia (altra vittoria di Pozzato) e arriva il 25 aprile con il Giro dell'Appennino. Mi regala un pass e vivo una giornata bellissima: tanti autografi (anche Cunego!!!), passaggio sulla Bocchetta e l'arrivo visto dal palco d'onore. Poi c'e' il Giro in casa e il Mondiale, quest'anno l'inizio delle mie corsette, la Sanremo.... e chi si ferma piu' ormai!
 
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Livello Tour




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  postato il 15/04/2005 alle 20:54
Mai persa una Sanremo fin da quando ero piccolissima...Ma era perchè si faceva festa da scuola, e papà mi comprava il gelato quando andavamo a vederla...! Poi la tv e le cronache di De Zan... e capita x caso che il mio fratellino, 3 anni fa, inizi a andare su una bici da corsa trascinato da un amichetto, figlio di un ciclista tra i più forti dalle nostre parti... E allora 2 anni fa papà regala una bici anche a me... I ragazzi la piantano subito... Io non scendo invece... Lavoro x comprarmi una bella bici semi-seria, e ora mi faccio 1000km al mese, sono io che porto papà, non in passeggiata, ma fino in Francia a vedere il Tour, e non riesco a immaginare la mia vita senza... Non ci sono precedenti nella mia famiglia...ma mia nonna mi ha confessato che l'unica cosa che abbia mai desidarato tanto senza poter averla è stata la bicicletta... Chissà, magari è nei geni... E comunque io l'ho riscattata...!
 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 16/04/2005 alle 00:32
beh a dire il vero la passione vera per la bici non so bene quando sia cominciata...posso solo ricordare che tolsi le rotelle a circa 3 anni, forse anche meno, quando mio papà mi portava a imparare sul piazzale della chiesa...poi mi è sempre piaciuto pedalare. la domenica pomeriggio con tutta la famiglia si andava a pedalare al parco...poi un pò più grandicello, ai tempi delle medie, ho iniziato a uscire da solo con la bici. a mia mamma dicevo che andavo a fare la pista ciclabile, ma in realtà andavo fino(!) a superga anche se lei non voleva (per me salire a superga di quei tempi era una vera impresa, sarà per questo che è la salita a me più cara della zona). dai primi anni del liceo ho iniziato a dichiarare le mie vere mete e a confessare a mia mamma le balle degli anni precedenti. andavo spesso a superga anche da sentieri MTB con un amico con cui ogni tanto pedalo ancora. nel 2002 la mia prima impresa il nuvolet con una mtb abbastanza pesante...nell'estate 2003 i miei mi regalano la bici da corsa (che attendevo da tanto!)...era il premio se venivo promosso senza debiti (non so come accadde se fu un miracolo o un segno del destino!)e da quel giorno di giugno mi sono lanciato a capofitto in questa nuova ed emozionante avventura.

sono sicuro che la passione vera sia iniziata grazie al pirata comunque, indimenticabile...penso che lui abbia fatto innamorare tanti ragazzi della mia generazione a questo fantastico sport.

p.s. x tania: ma veramente 1000 km al mese, allora sei fortissima! vieni il 1° maggio (indicativamente) a provare il finestre con me e seb? (sterrato permettendo...dobbiamo verificare poi con sicurezza la transitabilità qualche giorno prima, ma cmq l'ufficio del parco dell'orsiera-rocciavrè dove è situata la salita è molto gentile nel rilasciare queste info)

estendo l'invito ancora una volta a tutti quanti

 
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Non registrato



  postato il 16/04/2005 alle 02:22
Euge, credo che Tania il 1° maggio abbia già qualcosa da fare...

Si, lo so... me le "becco" tutte io, ma d'altronde Aranciata si era affrettato nel dire a Vuelta Espana che ero uno "sciupafemmine impunito". Se non mi do da fare poi il Bottecchia ci rimane male, no?!

Il mio è puro altruismo, niente di più...



 
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Amministratore




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  postato il 16/04/2005 alle 17:42
Eccolo, il tifoso di Vona: era Knightlake!
 
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Livello Federico Bahamontes




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  postato il 17/04/2005 alle 13:56
Iniziai a rendermi conto che con la bicicletta si poteva fare una corsa... un po' con il Giro di Chioccioli (ma vedevo solo Giro Sera)...
Poi la prima corsa che seguii in diretta fu il primo Mondiale vinto da Bugno, poi il secondo...
Nel 94, per la prima volta seguii tutte le tappe di Giro e Tour (e con Marco quello sport che seguivo diventò una passione incontrollabile)...
Mi accorsi poi dell'esistenza di una corsa (Giro del Lazio) con arrivo al Colosseo (1 km da dove andavo a scuola)... e mi promisi che l'anno dopo ci sarei andato.. Nel 95 vidi così la mia prima corsa dal vivo (e fu vittoria di Richard su Piepoli). Poi nel '96 fu la volta della prima tappa del Giro d'Italia (Napoli-Fiuggi, vittoria di Zaina)...
La passione diventò traboccante nel 95, quando (complice una musica che non scorderò mai...) un moto di orgoglio mi fece prendere la bici e volare verso Ostia, per dimostrare che ...io sì (anche io) potevo farcela. E divenne scommessa, divenne passione allo stato selvaggio, divenne allenamento, divenne sogno, divenne vita e filosofia di vita. E divenne anche amicizia, soprattutto col grande Knightlake, conosciuto proprio all'arrivo di un lontano Giro del Lazio! Poi furono gli anni duri, gli anni degli scandali, ma proprio in quegli anni (nel 99) cominciai a partecipare alle prime gare... La passione aumentava. Aumentava. 3 anni difficili e poi... la notizia più brutta: la scomparsa di Marco. I problemi in discesa? Le vertigini? Sentivo di dover scalare le montagne anche per lui... e pian piano ho vinto il noiosissimo problema e la passione e riscoppiata più forte di prima.
Adesso? Adesso c'è Cicloweb, ci sono gli amici della Tirreno-Adriatico, gli stessi della Sanremo...

Grazie ragazzi, Grazie Ciclismo!

Ciclismo sempre!

 

____________________


Crono-Campione-Nazionale 2005 US ACLI

Attenzione!! Vieni a trovarmi su

http://www.cycling-checco.tk

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 17/04/2005 alle 15:23
Quando ero piccolissimo(91-92)mio nonno appassiaonato sin dai tempi di bottecchia mi faceva guardare alla tv giro e tour,poi man mano che crescevo è diventata una passione vera e propria i primi ricordi nitidi sono la sanremo di jalabert,il giro di berzin e pantani, i tour di indurain poi dagli anni 96-97(9-10 anni) ho iniziato a seguire sistematicamente ogni gara e così il ciclismo d'estate si affiancava al calcio d'inverno fino pio negli ultimi anni a scalzarlo diventando la mia più grande passione.
Questo l'ho visto soprattutto dopo la scomparsa di mio padre nel2000, il ciclismo era l'unica cosa che mi rendeva un po' più sereni quei bruttissimi momenti.
Ora vado in MTB e la passione si è ingrandita seguo tutto ciò che posso, poi ho trovato cicloweb dove quotidianamente posso coltivare la mia passione più grande

 
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Livello Giro di Romandia




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  postato il 18/04/2005 alle 20:43
Nel 1988, avevo solo 10 anni.
Il Campionato del Mondo vinto da Maurizio Fondriest è stata la prima grande gara di ciclismo che ho seguito in tv e non lo scorderò mai.
Criquellion e Bauer che si ostacolano e Fondriest che li beffa e diventa Campione del Mondo a soli 23 anni...
Da quel momento negli anni successivi mi sono appassionato sempre di più a questo splendido sport, ogni anno lo seguivo sempre di più, ma è stato dal 1993 che ho cominciato a seguire praticamente tutta la stagione e tutte le gare.
Poi negli anni successivi ho cominciato anche a praticarlo, anche se solo a livello amatoriale per qualche sgambata ogni tanto con gli amici.
Qualche giorno fa poi ho anche scoperto questo bel forum, vi ho letto per un po' di giorni e poi ho deciso di iscrivermi per poter finalmente discutere di ciclismo con altri appassionati come me.

W IL CICLISMO!

 
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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Apr 2005

  postato il 18/04/2005 alle 23:11
Già sul fasciatoio, quando mulinavo le gambe in attesa che mi cambiassero le pezze ( alla fine degli anni '50 non c'erano i pannolini ) mio nonno mi chiamava Baldini.
Il primo ricordo visivo fu nel 1966, quando avevo 8 anni.
Il Giro passava per le strade del mio paese e il mio maestro portò tutta la classe a vedere i corridori.Passarono talmente veloci che vidi solo la maglia rosa ( era Adorni, che alla fine di quella tappa l'avrebbe persa sul Mottarone ad opera di Motta, poi vincitore di quel Giro ).
Comunque, tra Adorni e Motta scelsi di tifare Gimondi e fu passione vera.
Perchè le sofferenze, con Merckx in circolazione, arrivarono presto.
Felice vinse comunque tutto e quando si ritirò il tifo fu per Baronchelli (Moser e Saronni erano fortissimi ma mi facevano arrabbiare quando correvano a far perdere l'altro ).
Dopo Baronchelli lo splendido Gianni Bugno, classe sopraffina, nessuna cattiveria eppure ....vittorie meravigliose e quando perdeva amen.
Poi Marco, il primo che le dava a tutti dopo ... Giacomo Agostini.
Oggi non c'è ancora uno che mi appassioni ( Cunego ha un bel carattere, spero che resti così ).
Tra i corridori stranieri ho provato antipatia per Merckx( ma era destino), per Indurain ( nessuno sforzo supplementare)e per Armstrong (calendario di supponenza)mentre ho ammirato Hinault (ha vinto tutto quando ha voluto e non da ingordo ma mettendoci l'anima ), Fignon (generosità pura )e anche Jaja ( anche lì classe cristallina )

 

____________________
nino58

 
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Livello Francesco Moser




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Registrato: Jan 2005

  postato il 19/04/2005 alle 10:57
Prima del 90 erano solo scappatelle primaverili in concomitanza del Giro, poi Gianni Bugno mi ha fatto definitivamente innamorare!
 
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