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Autore: Oggetto: VERBRUGGEN - Interview (Gazzetta.it)

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Registrato: Aug 2006

  postato il 13/03/2005 alle 23:00

Lo ha detto, nel corso di un forum in Gazzetta, il presidente dell'Uci Hein Verbruggen che parla anche di Pro Tour, Cunego, Pantani, Armstrong e di doping

MILANO, 9 marzo 2005 - Hein Verbruggen, presidente dell’Uci, Vittorio Adorni, presidente del Consiglio del ciclismo professionistico, e i giornalisti della Gazzetta dello Sport: forum in redazione.
Presidente Verbruggen, con la Parigi-Nizza è cominciato il ProTour, ma gli organizzatori di Giro, Tour e Vuelta sono in polemica con l’Uci.
"Il nostro progetto era quello di organizzare un calendario con le 20 squadre e i corridori più forti del mondo, coinvolgere i maggiori sponsor e presentarci uniti per vendere i diritti tv al meglio. Gli organizzatori di Giro, Tour e Vuelta temono di perdere i diritti di proprietà e l’identità storica delle loro corse. Ma lo ribadiamo: i diritti di proprietà spettano a loro. Saremmo pazzi a negare il valore storico e culturale delle loro manifestazioni. Anzi, vogliamo, dobbiamo valorizzarle".
Si può pensare a un ProTour senza Giro o Tour, senza Milano-Sanremo o Parigi-Roubaix?
"Purtroppo sì. L’assenza di queste corse ci peserebbe, ma non si può tornare indietro. Senza accordo, faremo senza. Il progetto è troppo avanti, e a sostenerlo sono le squadre e gli sponsor. Sedersi tutti allo stesso tavolo e trovare una piattaforma comune significherebbe aumentare la torta dei diritti tv. Con vantaggi per tutti. A cominciare da Giro e Vuelta, 'mangiati' dal Tour e invece inspiegabilmente succubi della corsa francese. Oggi i diritti tv raggiungono circa 100 milioni di euro: il 70% va al Tour. La realtà insegna, gli sport che incassano di più sono quelli che si presentano uniti: la vela, la Champions League, il Motomondiale, la Formula 1. O la Nba: quando il commissioner David Stern convinse tutte le franchigie a presentarsi compatte, ottenne aumenti del 500%".
Il problema è solo economico?
"All’Uci interessano anzitutto gli ascolti. Sarebbe auspicabile che la Francia facesse vedere 10 minuti al giorno di Giro. Magari già quest’anno, con quattro team francesi al via".
Parliamo ora dei protagonisti del grande ciclismo e partiamo da Armstrong. Che continua a essere Tour-dipendente.
"Senza il caso Simeoni, avrebbe partecipato al 100% al Giro d’Italia 2005, me l’aveva promesso, eccome. L’episodio al Tour con Simeoni? Credo che quello che Armstrong ha fatto non meritasse un premio alla bellezza. Armstrong, al ciclismo, ha dato molto di più di quello che ha preso. E’ vero, punta tutto sul Tour, ma bisogna capirlo: è americano, guadagna tantissimo, perché cambiare? Comunque, vedrete: al Giro verrà".
Che ricordo ha di Pantani?
"La sua vicenda umana è stata drammatica. Mi ha molto colpito".
Cosa dice, invece, del fenomeno-Cunego?
"Ha le potenzialità per essere un corridore di altissimo livello sia per le corse a tappe sia per quelle di un giorno. Ha carisma. L’Italia ha bisogno di uno come lui. Tra gli altri giovani, segnalo Valverde, Thomas Dekker, Boonen, Nuyens...".
Capitolo-doping. A che punto è il ciclismo?
"Facciamo controlli sul sangue dal 1997, da prima del caso Festina. Oggi abbiamo una banca dati sui valori di tutti i corridori, è un deterrente efficace. A ogni variazione di valori sanguigni verso l’alto convochiamo il corridore e gli chiediamo spiegazioni, anche se non è risultato positivo. E la mentalità sembra finalmente cambiata. Prima il doping era una pratica accettata perché non era considerata un reato fra i corridori. Ora ci sono corridori di altissimo livello con ematocriti a 39-40. Inoltre, con il ProTour, se un team ha un corridore con problemi di doping non è più una faccenda interna, ma genera una reazione anche negli altri".
Un calendario più limitato aiuterebbe a combattere il doping?
"Molto è già stato fatto. Quello che le squadre chiedono ai loro atleti - 70-80 giorni di corsa - è ragionevole. D’altra parte si è dimostrato che il doping non serve per arrivare primi, tant’è vero che nella maggior parte dei casi le sostanze proibite vengono prese da corridori che non vincono mai. Fino agli anni Ottanta gli 'aiuti' erano leggeri, poi lo sport, e non solo il ciclismo, ha chiesto di arrivare non più al 100 per cento, ma al 120 per cento. Da qui la medicalizzazione dello sport".
Però il ProTour prevede 146 giorni di corse.
"La prima operazione è stata quella di inglobare i tre grandi giri più le prove di Coppa del Mondo e quelle hors-categorie. Il calendario prevede un doppio programma, cioè al massimo due appuntamenti contemporaneamente. A questo punto abbiamo chiesto ai direttori sportivi di quanti corridori avessero bisogno. Tutto ciò ha comportato maggiori investimenti. Ovviamente ci stiamo già occupando del calendario del ProTour 2006: abbiamo molte richieste per nuove corse, dal Giro dell’Inghilterra con un importante sponsor, al Giro della Scandinavia, alla Corsa della Pace. E non si può aumentare il numero delle corse: questo significa che, se alcune entrano, altre escono".
Esiste un progetto per equilibrare la forza delle squadre?
"Sì, a lungo termine. Vogliamo introdurre alcune regole, ma non sappiamo ancora quali. Per esempio: ogni squadra non può avere più di due corridori fra i top 20, oppure un tetto ai salari. A quel punto, con squadre più equilibrate, potrebbe riprendere forza il concetto nazionalistico delle squadre".
E le altre corse, gli altri circuiti internazionali?
"Sono convinto che, se si eleva il livello dell’élite, si alza anche quello della base. Spero che i circuiti continentali funzionino. E non penso ci saranno spaccature".
Per conto del Cio, lei è membro della commissione per Pechino 2008. Quali sono le prospettive per l’Olimpiade cinese?
"L’organizzazione sarà super, le conseguenze economiche e sociali saranno enormi. Quanto al ciclismo, per la prima volta la prova in linea su strada non sarà un circuito, ma si andrà dal centro di Pechino fino alla Grande Muraglia".
Che ne dice delle possibili candidature di Milano e Roma per i Giochi estivi del 2016?
"L’Italia è rimasta ferma ai Giochi di Roma del 1960. Dopo 56 anni, sarebbe proprio ora".



 
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Livello Federico Bahamontes




Posts: 392
Registrato: Feb 2005

  postato il 13/03/2005 alle 23:19
Mi sembra che addetti ai lavori compresi... ne sappiano tutti molto poco su come funzionerà il Pro-Tour. Sarebbe stato meglio sistemare tutto per tempo e rimandare "l'esperimento" al 2006.

"che ricordo ha di Pantani?"......
La risposta mi sembra eccessivamente insufficiente. Praticamente lo ha rimosso... mentre invece ha parlato molto di doping. Io dico che faccio il cicloamatore a tempo perso... e aggiungo solo che è da lì che bisogna cominciare a far cambiare mentalità. Se ci si abitua da giovanissimi, il risultato non può che essere uno, una volta arrivati nei quartieri alti del ciclismo, quando una vittoria comincia a voler dire soldini. E soprattutto... via tutti i medici dal ciclismo (a parte il dottor Tredici, che segue i corridori lungo i percorsi)...

 

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Livello Hugo Koblet




Posts: 400
Registrato: Jan 2005

  postato il 13/03/2005 alle 23:28
Dottor Tredici che saluto con affetto visto che ha curato per lungo tempo mia mamma e che ho rivisto alla Milano Torino...

 

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Non registrato



  postato il 14/03/2005 alle 00:11
Originariamente inviato da Knightlake98

Parliamo ora dei protagonisti del grande ciclismo e partiamo da Armstrong. Che continua a essere Tour-dipendente.
"Senza il caso Simeoni, avrebbe partecipato al 100% al Giro d’Italia 2005, me l’aveva promesso, eccome. L’episodio al Tour con Simeoni? Credo che quello che Armstrong ha fatto non meritasse un premio alla bellezza. Armstrong, al ciclismo, ha dato molto di più di quello che ha preso. E’ vero, punta tutto sul Tour, ma bisogna capirlo: è americano, guadagna tantissimo, perché cambiare? Comunque, vedrete: al Giro verrà".


Mannaggia Pippo... ma perchè lo hai fatto?!? Pensa che opportunità ci hai tolto, vedere Lèns al Giro... mannaggia a Simeoni...

Ma si rende conto di che dice Verbruggen?!?
Si rende conto della mostruosità che ha partorito la sua bocca?!?
E' stato fino ad allora ad incensare il ProTour... e poi?!?

<>... perchè dovrebbe imporglielo l'UCI caro Verbruggen, ma visto che l'americano guadagna tantissimo chi te lo fa fare a fartelo nemico??!

<> Direi di no... meritava più una squalifica, una condanna sportiva, una sanzione... nel mondo non esistono solo i premi. Ah, vero, eravate impegnati a pensare come poter squalificare Merckx e Van Summeren dalla Parigi-Nizza per essersi tolti i caschi in un arrivo in salita...

<> Grazie Lèns, o forse dovremmo dire scusa Lèns... non so... che dite? Organizziamo una colletta noi del Forum e la spediamo in Texas? Oppure lo circuiamo comprando in massa i dischi della Crow? Oppure, e qui forse verrà al Giro nonostante Simeoni, compriamo una milionata di braccialetti gialli Livestrong?


Verbruggen... stiamo parlando di ciclismo...

 
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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




Posts: 4217
Registrato: Oct 2003

  postato il 14/03/2005 alle 00:32
Quel che ha scritto Checco sui dottori è da incorniciare!

Apprezzo assai l'ironia di Mario su Verbruglance....

Uno stringatissimo personale commento sull'intervista, mi porta a dire che abbiamo letto...le dichiarazioni di un politico affarista, in questo momento smemorato sulla sua funzione di presidente mondiale di uno sport.


 
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Livello Fausto Coppi




Posts: 3567
Registrato: Jul 2004

  postato il 14/03/2005 alle 13:12
aggiungo anche che oltre a continuare leggere certe ridicole dichiarazioni ufficiali al riguardo di campioni,atleti del passato piuttosto che pseudo fenomeni del presente...il buon Verbrugghe continua ad assicurare alle societa'organizzatrici dei grandi giri la continuita'di privilegi futuri senza pero'render tutt'ora scritte queste belle promesse ed anche a professare ottimismo(economico s'intende)nella scelta,col pro-tour,di restare tutti uniti!
come dice(bene)Zomegnan due o tre anni fa si era pensato di racchiudere tanti migliori atleti in poche squadre e poche corse,nn questo minestrone che posto in questo modo nn e'ne carne ne pesce e finisce per mostrare piu'danni che vantaggi,basti pensare che,dichiarazioni propagandistiche dell'U.C.I. a parte,la RCS si lamenta(giustamente)di questa nuova situazione che li ha portati per esempio ad accettare un'offerta piu'bassa del ben 25-30% da parte della tv svizzera per la vendita dei diritti sulla Sanremo ed il Lombardia(visto l'andazzo generale),con gli elvetici che(visto questo implicito"deprezzamento"degli avvenimenti piu'importanti che hanno fatto la storia del ciclismo)insistevano per racchiudere nel pacchetto addirittura il Giro d'Italia!!!
per nn parlare poi di queste garanzie quadriennali,roba che neanche in Bulgaria....

 

[Modificato il 14/03/2005 alle 13:37 by Pirata x sempre]

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Giuseppe Matranga

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  postato il 22/03/2005 alle 01:23
Lance Lance....Lèns Lèns...
che aggiungere??
Quello di cui s'è reso protagonista al TOUR è stato
squallido.
Ehhhhh
Io ricordo un altro Lèns....
io lo ricordo mano nella mano con Andrea Peron, quando la MOTOROLA
passava tutta unita sul traguardo di una interminabile tappa del
Tour.
Interminabile per volontà dei corridori che decisero di andare a 25 all'ora
per 150 km.
Io ricordo un Lèns...Lenz....
VINCERE e mandare un bacio al cielo.
Quel giorno Lèns è stato il MIO IDOLO.
Per un giorno dal mio cuoricino di ciclo-appassionato, sparivano
come per magia i VONA, i CHIAPPUCCI, I PANTANI, i BUGNO etc...
Quel giorno tutto il mondo del pedale ammirò quel Texano spavaldo...
ma per un giorno umile....
Poi il DRAMMA.
Non farò come Simeoni caro Lèns...
sul dottor Ferrari non dirò nulla.
Scripta manent però di ciò che hanno detto gli altri.
Ma non mi capacito di come si possa vincere 6 Tour de France.
Prima sui tapponi prendevi mezz'ora pure da Buenahora (e c'ho fatto
persino la rima)....
Confido siano i miracoli della medicina o quelli di qualke santo che
avrai in paradiso Lèns.....ma non volermene se vacillo su queste
possibilità...
con RISPETTO

p.s. Simeoni quel giorno ha vinto più di te
Vai Filippo!!

 
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