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Autore: Oggetto: Sempre meno sponsor italiani......

Livello Giro del Lazio




Posts: 61
Registrato: Mar 2005

  postato il 25/09/2005 alle 06:57
Dopo la Fassa anche la domina lascia il ciclismo, verrà sostituita da una multinazionale tedesca. Sono finiti gli anni in cui l Italia aveva in assoluto il numero più alto di squadre di vertice! Magra consolazione i direttori sportivi rimarranno gli stessi, questo è un riconoscimento alla professionalità italiana.

 

[Modificato il 25/09/2005 alle 14:22 by Admin]


 
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Livello Octave Lapize




Posts: 471
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  postato il 25/09/2005 alle 16:17
LE AZIENDE ITALIANE TRA UN PO\' NON AVRANNO NEANCHE GLI OCCHI X PIANGERE

 

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http://www.ivanbassoblog.com
http://nalya.wordpress.com
La vita è come una bicicletta con dieci velocità.
La maggior parte di noi ha marce che non userà mai.(Schultz Charles)




 
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Livello Jaques Anquetil




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  postato il 25/09/2005 alle 18:25
C\'è una crisi in italia che lascia indiferrente solo chi dovrebbe guardare.
Altro che bici.

 

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esiste doping.... dove esiste
antidoping...

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 25/09/2005 alle 18:40
se lo dici tu che ci sono pochi sponsor.
questi sono quelli del mondiale di madrid

www.mps.it
www.barilla.com
www.ditec.it
www.silver-cross.it
www.norda.it
www.integrasport.it
www.casinocampione.it
www.pinarello.com
www.flyflot.it
www.fertiberia.com
www.amd.com
www.kyoceramita.es
www.tecnocasa.com

Provare per credere.
Questo è il link:
http://www.mundialmadrid2005.com/frances/patrocina/index.html
Paghiamo i mondiali anche agli altri.


 

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"MEGLIO NON ESSERE RICONOSCIUTO PER STRADA CHE ESSERLO ALL'OBITORIO.
IL CASCO SALVA LA VITA, LA CHIOMA VA BENE PER LA FOTO SULLA TOMBA"!!!


Articolo 27 della costituzione Italiana

La responsabilità penale è personale.
L'IMPUTATO NON E' CONSIDERATO COLPEVOLE SINO ALLA CONDANNA DEFINITIVA.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte.

 
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Livello Parigi-Tours




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Registrato: Sep 2005

  postato il 25/09/2005 alle 21:45
ilproblema principale e che in italia mancano i team manager professionali,purtroppo e tutta gente autoriciclata tra gli ex ciclisti,e molti sono poco seri....
lo stesso Barilla(ciclista praticante) un paio di anni fa, ha rilasciato un intervista su tuttobici, dove dichiarava che si sarebbe avvicinato al ciclismo solo dopo che avrebbe visto piu professionalità manageriali,e credo che non sia ancora successo purtroppo.
daniele

 
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Livello Alfredo Binda




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  postato il 25/09/2005 alle 21:52
ma scusa i team manager mi sembra che ci sono: nel Pro Tour abbiamo Stanga, Ferretti, Amadio, Martinelli e Algeri più Fidanza che fa il vice alla Telekom

 

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Livello Octave Lapize




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Registrato: Aug 2005

  postato il 25/09/2005 alle 23:11
Originariamente inviato da stress

se lo dici tu che ci sono pochi sponsor.
questi sono quelli del mondiale di madrid

www.mps.it
www.barilla.com
www.ditec.it
www.silver-cross.it
www.norda.it
www.integrasport.it
www.casinocampione.it
www.pinarello.com
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www.fertiberia.com
www.amd.com
www.kyoceramita.es
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Provare per credere.
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Paghiamo i mondiali anche agli altri.


si va beh ma che badget hanno...

 

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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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Registrato: Oct 2003

  postato il 25/09/2005 alle 23:47
Questo è un vero grande problema, soprattutto in prospettiva. Meriterebbe tanti approfondimenti.
Le aziende dell\'elenco posto da Stress, se la cavano con poco rispetto alla presenza in TV, quindi fanno un\'operazione di grande portata con minima spesa....
Ben diverso, ed è ciò che servirebbe, un intervento di sponsorizzazione di squadra...

Originariamente inviato da lucida follia

ilproblema principale e che in italia mancano i team manager professionali,purtroppo e tutta gente autoriciclata tra gli ex ciclisti,e molti sono poco seri....
lo stesso Barilla(ciclista praticante) un paio di anni fa, ha rilasciato un intervista su tuttobici, dove dichiarava che si sarebbe avvicinato al ciclismo solo dopo che avrebbe visto piu professionalità manageriali,e credo che non sia ancora successo purtroppo.
daniele


E\' vero che i manager del ciclismo "vero" di marketing capiscono il minimo minimo per non essere dei flop, ma sarebbe interessante chiedere al Barilla se nel mondo delle Granfondo ci sono dei luminari, visto che ci si butta a piedi pari.... Dica la verità e non faccia il "pinocchio" (a lui anzichè l\'ematocrito servirebbe un semplice righello per misurargli il naso)...Se proprio vede dei modesti in giro, nessuno gli vieta di farsi una squadra tutta sua. Così fece Squinzi. La realtà è un\'altra e lui la conosce bene....

 

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"Non discutere con gli stupidi, perchè scenderesti al loro livello e ti batterebbero per la loro esperienza".

 
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Livello Parigi-Tours




Posts: 86
Registrato: Sep 2005

  postato il 26/09/2005 alle 17:04
originariamente postato da lubat
ma scusa i team manager mi sembra che ci sono: nel Pro Tour abbiamo Stanga, Ferretti, Amadio, Martinelli e Algeri più Fidanza che fa il vice alla Telekom


questi sono dei buoni tecnici,non dei manager,e questo dovrebbero fare forse le cose funzionerebbero meglio.

inviato da Morris
E\\\' vero che i manager del ciclismo "vero" di marketing capiscono il minimo minimo per non essere dei flop, ma sarebbe interessante chiedere al Barilla se nel mondo delle Granfondo ci sono dei luminari, visto che ci si butta a piedi pari.... Dica la verità e non faccia il "pinocchio" (a lui anzichè l\\\'ematocrito servirebbe un semplice righello per misurargli il naso)...Se proprio vede dei modesti in giro, nessuno gli vieta di farsi una squadra tutta sua. Così fece Squinzi. La realtà è un\\\'altra e lui la conosce bene....


non voglio difendere Barilla anzi,però quello che ha detto sicuramente ha un fondo di verità, le squadre purtroppo non sono gestite come delle aziende ,come penso dovrebbe essere,ma come delle opportunità date di volta in volta da apassionati sponsor per amicizia o conoscenze e non per ricerche mirate di marketing.
insomma quello che voglio dire è che il ciclismo e uno dei prodotti pubbblicitari migliori che ci sia sul mercato , ma non sappiamo venderlo come tale; anzi si tende spesso alla ricerca dello sponsor alla maniera dell\\'elemosina,chiedendolo come favore .
dei motivi che portano Barilla alla gran fondo non ne so niente,ma quello che spende non sarebbe sufficiente per fare una buona squadra di dilettanti.
per la sposorizzazione ai mondiali invece so per certo che è stata caldeggiata dall\\'amico di famiglia Vittorio Adorni........
daniele

 
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Livello Claudio Chiappucci




Posts: 324
Registrato: Jul 2005

  postato il 26/09/2005 alle 17:28
ma investire in una squadra di ciclismo rende?
la domanda è tutta qui.
il problema c\'è nel calcio, sport con molte più risorse, figuriamoci nel ciclismo.
prima di rispondere, consideriamo che:
1. i costi, se si allestisce una squadra pro-tour, sono piuttosto alti (ingaggi, costi delle trasferte, automezzi, macchinari vari) e i costi sono un\'uscita certa, mentre i ricavi sono un\'entrata possibile, ma non sicura;
2. in italia c\'è crisi economica e le aziende che fanno maggiori profitti sono industrie spesso di settori cosiddetti "maturi", dove gli investimenti migliori sono in r&s per abbattere i costi e non in pubblicità.
3. l\'immagine che il ciclismo trasmette all\'uomo della strada (identikit: legge la gazzetta dello sport, forse è pure abbonato a sky ma raramente alza le chiappe per seguire un avvenimento sportivo dal vivo, se arriva a fine mese con lo stipendio che prende è tutto grasso che cola...) non è una gran bella immagine, purtroppo. e allora, cominciano a farsi largo le motivazioni alla squinzi. i più cinici potrebbero dire: se devo barare o avere tre dita di pelo sullo stomaco, allora preferisco investire nel calcio che almeno così raggiungo più gente; oppure nel volley, che così raggiungo un target giovane.

 
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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Jun 2005

  postato il 26/09/2005 alle 17:40
Originariamente inviato da effebi

ma investire in una squadra di ciclismo rende?
la domanda è tutta qui.
il problema c\\'è nel calcio, sport con molte più risorse, figuriamoci nel ciclismo.
prima di rispondere, consideriamo che:
1. i costi, se si allestisce una squadra pro-tour, sono piuttosto alti (ingaggi, costi delle trasferte, automezzi, macchinari vari) e i costi sono un\\'uscita certa, mentre i ricavi sono un\\'entrata possibile, ma non sicura;
2. in italia c\\'è crisi economica e le aziende che fanno maggiori profitti sono industrie spesso di settori cosiddetti "maturi", dove gli investimenti migliori sono in r&s per abbattere i costi e non in pubblicità.
3. l\\'immagine che il ciclismo trasmette all\\'uomo della strada (identikit: legge la gazzetta dello sport, forse è pure abbonato a sky ma raramente alza le chiappe per seguire un avvenimento sportivo dal vivo, se arriva a fine mese con lo stipendio che prende è tutto grasso che cola...) non è una gran bella immagine, purtroppo. e allora, cominciano a farsi largo le motivazioni alla squinzi. i più cinici potrebbero dire: se devo barare o avere tre dita di pelo sullo stomaco, allora preferisco investire nel calcio che almeno così raggiungo più gente; oppure nel volley, che così raggiungo un target giovane.


Le tue considerazione colgono nel segno. però si dovrebbero avere maggiori informazioni per un\'analisi approfondita. Ad esempio l\'azienda mapei ha ottenuto risultati economici lusinghieri nel periodo in cui era sponsor del ciclismo; dovremmo stabilire se c\'è una connessione tra questi fatti oppure no.

 
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Livello Fausto Coppi




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Registrato: Dec 2003

  postato il 26/09/2005 alle 17:44
Originariamente inviato da Morris

E\\' vero che i manager del ciclismo "vero" di marketing capiscono il minimo minimo per non essere dei flop, ma sarebbe interessante chiedere al Barilla se nel mondo delle Granfondo ci sono dei luminari, visto che ci si butta a piedi pari.... Dica la verità e non faccia il "pinocchio" (a lui anzichè l\\'ematocrito servirebbe un semplice righello per misurargli il naso)...Se proprio vede dei modesti in giro, nessuno gli vieta di farsi una squadra tutta sua. Così fece Squinzi. La realtà è un\\'altra e lui la conosce bene....


Da cicloamatore di queste zone non posso non quotare

 

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La mia squadra ciclistica:http://altalunigiana04.comyr.com

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 26/09/2005 alle 17:54
Originariamente inviato da stress

se lo dici tu che ci sono pochi sponsor.
questi sono quelli del mondiale di madrid

www.mps.it
www.barilla.com
www.ditec.it
www.silver-cross.it
www.norda.it
www.integrasport.it
www.casinocampione.it
www.pinarello.com
www.flyflot.it
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Provare per credere.


Stress, me lo dici cosa vuole dire? Un conto è sponsorizzare una manifestazione, un conto è sponsorizzare una squadra, per più anni, per giunta.

La realtà è ben diversa.
Vi invito a visitare il link dell\'ultimo numero della rivista di diritto ed economia dello sport: http://www.globalsportslaw.com/rivistaonline.htm
C\'è dentro un mio articolo sul ciclismo professionistico. Non leggetelo perchè è di una noia mortale, c\'è l\'applicazione di un modello economico, tante formulette ignobili, etc.
Però una cosa risulta chiara dalla mia ricerca: da quando c\'è la classifica UCI, la Coppa del Mondo e la classificazione delle corse e delle squadre, nelle squadre di vertice sono aumentate le sponsorizzazioni di aziende delle telecomunicazioni, del settore bancario-assicurativo, delle scommesse, cioè aziende che per loro natura hanno forte liquidità e alta necessità di segnalarsi al grande pubblico.
L\'unico paese dove questo fenomeno non si è verificato è l\'Italia. Tra le nostre multinazionali abbiamo avuto Mapei per un buon periodo e poi stop.
Perchè Credite Agricole e Banesto sì, Unicredit o Banca Intesa no?
Perchè T-mobile o Euskaltel sì e Telecom Italia no?
Perchè Once, Roslotto e Francaise des Jeux si e Lottomatica no?

E fuori da questi ambiti, dove sono tanti altri imprenditori belli e famosi? Perchè abbiamo un ciclismo tenuto in piedi dalle ceramiche e dai formaggi?

Evidentemente c\'è un problema di visibilità ciclistica in tv, c\'è un problema tutto italiano di dire ciclismo e pensare doping, c\'è una classe imprenditoriale che più è alta più è predatoria.

 

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Livello Jaques Anquetil




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  postato il 26/09/2005 alle 18:24
x Frank VDB

 

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Livello Fausto Coppi
Utente del mese Luglio 2009




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  postato il 26/09/2005 alle 19:39
Originariamente inviato da Frank VDB

Stress, me lo dici cosa vuole dire? Un conto è sponsorizzare una manifestazione, un conto è sponsorizzare una squadra, per più anni, per giunta.

La realtà è ben diversa.
Vi invito a visitare il link dell\\'ultimo numero della rivista di diritto ed economia dello sport: http://www.globalsportslaw.com/rivistaonline.htm
C\\'è dentro un mio articolo sul ciclismo professionistico. Non leggetelo perchè è di una noia mortale, c\\'è l\\'applicazione di un modello economico, tante formulette ignobili, etc.
Però una cosa risulta chiara dalla mia ricerca: da quando c\\'è la classifica UCI, la Coppa del Mondo e la classificazione delle corse e delle squadre, nelle squadre di vertice sono aumentate le sponsorizzazioni di aziende delle telecomunicazioni, del settore bancario-assicurativo, delle scommesse, cioè aziende che per loro natura hanno forte liquidità e alta necessità di segnalarsi al grande pubblico.
L\\'unico paese dove questo fenomeno non si è verificato è l\\'Italia. Tra le nostre multinazionali abbiamo avuto Mapei per un buon periodo e poi stop.
Perchè Credite Agricole e Banesto sì, Unicredit o Banca Intesa no?
Perchè T-mobile o Euskaltel sì e Telecom Italia no?
Perchè Once, Roslotto e Francaise des Jeux si e Lottomatica no?

E fuori da questi ambiti, dove sono tanti altri imprenditori belli e famosi? Perchè abbiamo un ciclismo tenuto in piedi dalle ceramiche e dai formaggi?

Evidentemente c\\'è un problema di visibilità ciclistica in tv, c\\'è un problema tutto italiano di dire ciclismo e pensare doping, c\\'è una classe imprenditoriale che più è alta più è predatoria.


BIG VDB!!!!!!!!
Da operatore mi sono scontrato con queste realtà e vederle scritte da uno studioso del settore, per me è come una laurea. Tempo fa qui scrissi di banche e telefonia come anello peculiare mancante nelle sponsorizzazioni del ciclismo italiano. Qualcuno, non ricordo chi, scrisse che le banche mancavano dappertutto, ma se andiamo a vedere l\'intervento di queste entità sul ciclismo europeo (e non solo), le troviamo diffuse. Per non parlare poi, del settore delle telecomunicazioni!
A ciò aggiungiamo il modus tipicamente italico, figlio dello stesso ceppo intrallazzi-affari-politica (il calcio non è pieno, ma di più), con le banche che possiedono, di fatto, grandi squadre di calcio ecc... e la fotografia, è quella che, amaramente, vediamo.
Le aziende medie poi.....del ciclismo, ormai, conoscono solo le granfondo, ed al pedale che conta per i giovani, non restano che le briciole...

In quanto alla Mapei, se la memoria non mi inganna, mi pare che in concomitanza con la sponsorizzazione nel ciclismo, abbia raddoppiato il fatturato: 450 miliardi di vecchie lire, divenuti 900 circa...

Grande VDB!

In quanto a chi, sopra, sosteneva che i manager del ciclismo non sono all\'altezza, con me si sfonda una porta aperta. Ciò comunque, non può giustificare l\'atteggiamento di imprenditori "alla Barilla", che si definiscono appassionati e praticanti e poi non riescono a indirizzare il proprio ufficio marketing ad un approfondimento serio verso le potenzialità del ciclismo. Alla fine intervengono solo sulle Granfondo, finanziando gente che, di fatto, organizza per guadagnare, nonchè ex atleti, troppi dei quali dopati. Quindi anche il discorso ciclismo=doping lo innalzano proprio nella parte più sporca....

Nessuno vieta ad un imprenditore, attraverso il proprio ufficio marketing,
di farsi un gruppo sportivo, gestito con criteri manageriali dalla casa madre, lasciando i Ferretti o gli Stanga (due nomi a caso), al loro ruolo di tecnici. Queste sono scuse..... e non è nemmeno molto "imprenditoriale" sponsorizzare talune gare, solo perchè te lo chiede l\'amico ex campione...

L\'Italia è stato il primo paese europeo ad inserire, con relativo abbinamento nel nome sociale, un\'azienda non del settore sportivo, guarda caso proprio nel ciclismo: la Nivea di Fiorenzo Magni, a metà degli anni cinquanta.
Nel nostro paese, soprattutto le aziende agroalimentari, si sono cementate ed hanno diffuso il loro marchio negli anni cinquanta e sessanta, grazie al veicolo trainante e peculiare di questo sport.... Il signor Barilla, se facesse fare un indagine al proprio ufficio, scoprirebbe che la sua azienda, in taluni paesi europei, è meno conosciuta di antiche concorrenti... addirittura scomparse.....ma un tempo operanti sui richiami e le menti, proprio attraverso quelle strade sulle quali correvano atleti che indossavano le loro maglie.
Ahhh.... già dimenticavo la Barilla è conosciuta in giro per l\'Europa, perchè aveva uno squadrone giallorosso che ha vinto più di Juve, Milan e Inter....
Se vuole trovare delle scuse, questo signore, le cerchi più credibili e, soprattutto, senza usare il naso di Cyrano....

Morris

 

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Livello Fausto Coppi




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  postato il 27/09/2005 alle 00:29
Il mio post voleva intendere solo che gli sponsor ci sono.
eccome se ci sono.
Quello che manca, e tanti lo hanno rimarcato, è la
managerialità (si dirà così) e la visibilità.
Condivido perfettamente, come voi condividerete che sponsor non ne mancano.
Io metto un\\'altro motivo, sarà mica colpa di quella palla tonda che tanti pigliano a calci, oppure delle megan gale di turno, ecc. ecc.
Da interista dico per fortuna che ci abbiamo Tronchetti, da sportivo dico
ma un po di milioni nel ciclismo o in altri sport no???????????

 

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La responsabilità penale è personale.
L'IMPUTATO NON E' CONSIDERATO COLPEVOLE SINO ALLA CONDANNA DEFINITIVA.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte.

 
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Livello Moreno Argentin




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  postato il 27/09/2005 alle 09:54
Originariamente inviato da lubat

ma scusa i team manager mi sembra che ci sono: nel Pro Tour abbiamo Stanga, Ferretti, Amadio, Martinelli e Algeri più Fidanza che fa il vice alla Telekom


ammazz!! Manco avessi detto Bill Gates.....

 
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Livello Moreno Argentin




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  postato il 27/09/2005 alle 10:01
Originariamente inviato da Frank VDB


Perchè Credite Agricole e Banesto sì, Unicredit o Banca Intesa no?
Perchè T-mobile o Euskaltel sì e Telecom Italia no?
Perchè Once, Roslotto e Francaise des Jeux si e Lottomatica no?

E fuori da questi ambiti, dove sono tanti altri imprenditori belli e famosi? Perchè abbiamo un ciclismo tenuto in piedi dalle ceramiche e dai formaggi?

Evidentemente c\\'è un problema di visibilità ciclistica in tv, c\\'è un problema tutto italiano di dire ciclismo e pensare doping, c\\'è una classe imprenditoriale che più è alta più è predatoria.


1)Perchè in Italia, per il salotto buono, c\'è la coppa america di vela e il calcio. Lì si sfidano gli imprenditori (pochi) di spessore internazionale.
2) Perchè in Italia c\'è una crisi spaventosa
3) Perchè l\'Italia è un paese mafioso e nepotista ed il ciclismo non è da meno (come gli altri sport) ed è un club chiuso, totalmente gestito da ex privi di ogni base culturale per una gestione di alto livello.
(Speriamo in Pinotti a fine carriera!!)

 
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Livello Fausto Coppi




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  postato il 27/09/2005 alle 10:29
Originariamente inviato da lallo

1)Perchè in Italia, per il salotto buono, c\\'è la coppa america di vela e il calcio. Lì si sfidano gli imprenditori (pochi) di spessore internazionale.
2) Perchè in Italia c\\'è una crisi spaventosa
3) Perchè l\\'Italia è un paese mafioso e nepotista ed il ciclismo non è da meno (come gli altri sport) ed è un club chiuso, totalmente gestito da ex privi di ogni base culturale per una gestione di alto livello.
(Speriamo in Pinotti a fine carriera!!)


Queste risposte mi soddisfano solo parzialmente. Ok per il salotto buono. Basta vedere quanti politici vanno a fare i papaveri allo stadio la domenica ma col cavolo che vengano alla tappa finale del Giro a Milano, anche se li metti in tribuna d\'onore e a seguire sul podio a premiare.
Mi sta bene anche l\'affermazione sul nepotismo italiano che si riverbera anche sul mondo del ciclismo... ma solo se il nepostismo riguarda la selezione di atleti e personale... gli sponsor li prendono tutti, se buttano soldi...

La crisi spaventosa di cui parli è la stessa che investiva la Spagna dei primi anni \'90 (però Banesto era già presente, nonostante nel 94 fu colpita da un grosso scandalo finanziario, tipo quelli italiani di oggi), o quella che a tutt\'oggi investe la Francia (Credite Agricole) o la Germania da 4 milioni di disoccupati (T-Mobile, Gerosteiner). Quindi questa tesi non sta in piedi.

Allora secondo me è solo una questione di mentalità imprenditoriale. Con buona pace degli interisti, quanto ha speso Moratti senza vincere nulla nel calcio? Eppure continua a spendere...
Se avesse investito un decimo di quei soldi su Pantani o Cipollini della fine anni \'90 avrebbe avuto un ritorno spaventoso. E che dire di Tanzi che investiva in Formula 1 ma non nel ciclismo nonostante a Parma la tradizione ciclistica non mancasse (Salvarani, Scic)?
Perchè Benetton, che ora possiede oltre alla maglieria le Autostrade, finanzia un pò di Rugby in Veneto e nient\'altro?

Lo sponsor più grosso che ha investito su Pantani fu Mercatone Uno (e Citroen solo su Marco e non sul team). Su Cipollini? Acqua&Sapone e Domina Vacanze!!! Parliamo di gente che partecipava con successo e disinvoltura a programmi tv di prima serata!

La realtà è che secondo me ai nostri imprenditori non interessa solo il ritorno economico, come a tutti gli imprenditori del mondo, ma soprattutto POTERE e PRESTIGIO, quello che si ottiene detenendo giornali (in Italia non vi è un solo editore puro, tranne la Cooperativa del Manifesto, cioè un giornale di nicchia), intrallazzando nelle tv, detenendo barche da Coppa America o squadre che ti permettono di farti riprendere in tribuna vip (dove fai affari con i politici) e di partecipare a tutti i talk-show calcistici.

Il ciclismo questo potere non te lo da. Per comparire devi acquistare un Pantani (ma uno così forte e così carismatico nasce ogni 20 anni), fare vite infami su per dei tornanti, e magari prendere delle scoppole strepitose. No, non è la vita dei nostri imprenditori.
Allora meglio investire nel calcio e quando il ciclismo prende troppo campo (guardate l\'esplosione del movimento di base negli ultimi dieci anni), anzichè investirci sopra molto meglio utilizzare i propri giornali e le amicizie politiche nelle tv per sparargli addosso additandolo come uno sport disumano, antiestetico, antisuccesso, anacronistico, e soprattutto pieno di dopati e di gente che non rispecchia il desiderio del popolo bue di fare la bella vita nei locali e a giugno in Sardegna...

 

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Livello Moreno Argentin




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  postato il 27/09/2005 alle 10:41
Risposta convincente. Ma col ProTour ogni possibilità di entrare evitando la mafia è impossibile. Se sono un grosso sponsor e voglio farmi una squadra o passo da ferretti e faccio come vuole lui oppure faccio una squadra che corre solo la classicissima del culatello o il gran premio della mattonella. Non è il massimo.
Certo è che i nostri imprenditori (ma mica solo loro, direi gli italiani in toto) non hanno alcuna cultura sportiva e si vede.
PS: La Tv non tratta male il ciclismo, anzi!!
se fosse per l\'esposizione televisiva il ciclismo sarebbe secondo solo al calcio e certamente davanti a vela, basket etc...

 
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Livello Parigi-Tours




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  postato il 27/09/2005 alle 11:35
da fvdbk

La realtà è che secondo me ai nostri imprenditori non interessa solo il ritorno economico, come a tutti gli imprenditori del mondo, ma soprattutto POTERE e PRESTIGIO, quello che si ottiene detenendo giornali (in Italia non vi è un solo editore puro, tranne la Cooperativa del Manifesto, cioè un giornale di nicchia), intrallazzando nelle tv, detenendo barche da Coppa America o squadre che ti permettono di farti riprendere in tribuna vip (dove fai affari con i politici) e di partecipare a tutti i talk-show calcistici.

Il ciclismo questo potere non te lo da. Per comparire devi acquistare un Pantani (ma uno così forte e così carismatico nasce ogni 20 anni), fare vite infami su per dei tornanti, e magari prendere delle scoppole strepitose. No, non è la vita dei nostri imprenditori.
Allora meglio investire nel calcio e quando il ciclismo prende troppo campo (guardate l\\\'esplosione del movimento di base negli ultimi dieci anni), anzichè investirci sopra molto meglio utilizzare i propri giornali e le amicizie politiche nelle tv per sparargli addosso additandolo come uno sport disumano, antiestetico, antisuccesso, anacronistico, e soprattutto pieno di dopati e di gente che non rispecchia il desiderio del popolo bue di fare la bella vita nei locali e a giugno in Sardegna...



colpito in pieno
condivido e sottoscrivo
daniele

 
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Livello Parigi-Tours




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  postato il 27/09/2005 alle 11:42
da lallo
PS: La Tv non tratta male il ciclismo, anzi!!
se fosse per l\\'esposizione televisiva il ciclismo sarebbe secondo solo al calcio e certamente davanti a vela, basket etc...


allora la mia antenna deve essere difettosa,nei tg della MIA tv sento parlare di ciclismo solo in caso di doping ,anche quando non lo riguarda.
trasmissioni nazionali sul ciclismo????
ospitate di ciclisti in trasmissioni???
e per quanto riguarda le gare a parte sanremo mondiali e giro, differite in orari impossibili.


 
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Livello Parigi-Tours




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  postato il 14/10/2005 alle 20:12
Originariamente inviato da lallo

Originariamente inviato da lubat

ma scusa i team manager mi sembra che ci sono: nel Pro Tour abbiamo Stanga, Ferretti, Amadio, Martinelli e Algeri più Fidanza che fa il vice alla Telekom


ammazz!! Manco avessi detto Bill Gates.....


riporto su questo threads perchè conferma quello che volevo dire dopo il caso sony ericson ,ferro e un buon manager sportivo ma non un manager amministrativo ,dopo questa ennesima figuraccia del ciclismo made in italy ,come possiamo pretendere che i grandi sponsor si avvicinino al ciclismo quando il uno dei suoi team manager ha firmato contratti a nome di uno sponsor che non ne sapeva nulla??????
e di storie come questa piu o meno conosciute, il ciclismo italiano ne è pieno da tempi lontani.
a mio avviso il problema è che il potere ciclistico è in mano a veccchi senatori,che sono li per merito dei loro risultati sportivi,ma io penso che quei meriti vanno riconosciuti ma ,non danno automaticamente le competenze e capacità che servono per aggiornare questo vecchio ciclismo.

daniele


 
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