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BS di Maggio pag. 7. Lettere al direttore.
Lu Sbroga - 09/05/2005 alle 23:13

Avete letto la lettera inviata da Andrea Ferrigato? Mi ha molto colpito e mi è passato un brivido, alla fine riporta: "Ringrazio Dio e la vita per avermi dato tanto e urlo con tutta la voce che ho viva il ciclismo". :clap::clap::clap::clap::clap::podio:


Knightlake98 - 09/05/2005 alle 23:43

potresti brevemente riassumere il succo della lettera di cui parli? many thankx:?


Lu Sbroga - 10/05/2005 alle 12:33

...se mi date tempo la riscrivo tutta o la scansiono


WebmasterNSFC - 10/05/2005 alle 18:38

Fonte BS di Maggio [b]Ferrigato il futuro è cominciato[/b] [i]Un commovente salutone da un corridore che… stacca[/i] Carissimo direttore, non le nascondo l’emozione nello scrivere questa e-mail, un po’ per il suo carisma un po’ per il contenuto visto che devo chiederle un favore. Come forse saprà ho improvvisamente deciso di chiudere la mia carriera professionistica, niente di grave, mi è stato proposto di seguire il mercato italiano e tutti i più importanti avvenimenti sportivi da una delle più importanti ditte italiane del nostro settore, la Selle Italia. Eccomi qui seduto su una scrivania d’ufficio a chiederle di pubblicare questa mia lettera d’addio a tutti gli innamorati di ciclismo italiani. La sua rivista mi ha accompagnato per tanti anni valorizzando con i suoi eccezionali collaboratori i miei risultati, vi ringrazio di cuore e vi abbraccio forte! E’ così che il momento è arrivato. Avevo sei anni quando la bicicletta mi è entrata nel cuore; quella domenica aspettando papà dietro le transenne, la sirena della polizia, la macchina del direttore di corsa, il cuore a mille… la volata del gruppo… il ciclismo mi ha baciato la fronte e abbracciato l’anima! Da quel giorno ho voluto che la bicicletta fosse il mio modo di esprimermi, il mio pensiero, la mia filosofia. Mi dicevo: quando sarò professionista vincerò più di Merckx… non sono andato così forte ma ho vissuto trent’anni amando quello che facevo, assaporando ogni goccia del mio movimento, cercando la fatica perché l’amavo, le difficoltà perché superarle mi riempiva d’orgoglio e perché lo scorrere semplice della vita non mi è mai piaciuto. Ho trentasei anni, Flavia e il piccolo Lorenzo, le gambe e il cuore forti ma la grinta se n’è andata a baciare la fronte di un altro bimbo! E’ così che il momento è arrivato! Ringrazio Dio e la vita per avermi dato tanto e urlo con tutta la voce che ho “viva il ciclismo”. Ci abbraccio tutti. Andrea Ferrigato Vicenza [b][i]Caro Andrea, le confesso che l’emozione è tutta mia. Questa lettera splendida è la testimonianza della grande passione che lega un uomo a questo sport e anche dell’amore che un giornale è riuscito a creare nell’animo di un suo lettore, peraltro corridore professionista. Questa lettera, inoltre, dimostra come è giusto sostenere che il vero capitale del ciclismo si annida proprio nella grande passione che alberga dentro di voi. Siete voi, proprio voi corridori, il vero patrimonio del movimento: un patrimonio che il nuovo presidente federale ha il dovere di gestire, di custodire e di difendere. Si aspetti al più presto l’irruzione di un nostro inviato speciale al quale lei dovrà raccontare per filo e per segno la storia della sua splendida avventura di corridore approdato… con le braccia nelle maniche di una maglia azzurra. Auguri per la sua nuova carriera ma sono già convinto che i cari amici della famiglia Bigolin hanno visto bene. Sergio Neri Direttore Responsabile di BiciSport[/i][/b]


violetta - 10/05/2005 alle 20:45

Bravissimo, che gran atleta!:IoI


Lu Sbroga - 10/05/2005 alle 22:59

Grazie webmaster, grazie.:clap: Beh io sono rimasto colpito da questa lettera mi ha un po' commosso, non so voi.


Knightlake98 - 11/05/2005 alle 10:13

Grande FERRIGATO!!:podio:


Ottavio - 11/05/2005 alle 11:32

Ho letto la lettera di Ferrigato sul ciclismo e mi è molto piaciuta. Però, pur sapendo che catalizzerò le vs. critiche, mi sembra che la carriera di Ferrigato non sia stata cristallina dal punto di vista "salute" e il suo rendimento molto discontinuo sembrerebbe confermarlo. Voglio precisare che non ho intenzione di offendere nessuno, in primis Ferrigato che è stato un buon passista veloce e (mi sembra nel 1996) ha vinto due prove della Coppa del mondo.


Lu Sbroga - 11/05/2005 alle 19:54

...beh insomma....mh mh mh...quanto siamo maliziosi.....indubbiamente.......insomma un calo....che ti dico..... va bè ha smesso lasciamo stare.....ma insomma.....:Od::O--


aranciata_bottecchia - 12/05/2005 alle 00:44

Direi che questi sono i risultati principali di Ferrigato: 1993 terzo di tappa al Tour de France 1994 vince una tappa al Giro d’Italia secondo di tappa al Giro d’Italia 1995 vince il GP di Larciano secondo di tappa al Tour 1996 il 18 agosto vince la Leeds International Classic (prova di CDM) il 25 agosto vince il Campionato di Zurigo (prova di CDM) secondo nella classifica finale di Coppa del Mondo vince il Giro di Romagna terzo di tappa al Tour terzo nel Giro del Lazio 1997 secondo nella Rochester International Classic (prova di CDM) vince il GP Ouest France di Plouay 2000 secondo nel GP di Fourmies 2002 secondo nella Coppa Sabatini 2003 secondo nella Tre Valli Varesine Sinceramente non conosco molto delle vicende personali di Ferrigato, ma non può non balzare all’occhio l’ennesimo exploit di un ventisettenne, tale era Ferrigato nel 1996. Nel 1994, 1995 e 1997 ha ottenuto risultati validi, ma nulla di paragonabile al 1996. A partire dai 29 anni (1998) ha raccolto veramente poco, briciole direi. Non so se abbia patito particolari infortunii, o se in quella settimana d’agosto lui fosse in formissima e gli altri tutti zoppi, questi sono comunque i fatti: si tratta di un corridore abbastanza buono che inaspettatamente visse una settimana da fuoriclasse e, un po’ meno inaspettatamente, non seppe più ripetersi. Non esattamente una meteora, ma quasi.


WebmasterNSFC - 12/05/2005 alle 01:46

In quegli anni... gli exploit erano all'ordine del giorno... per fortuna qualcosina è cambiato. Cmq è sempre stato uno che ha lavorato molto per la squadra, ha fatto bene a lasciare tanto grosse soddisfazioni non ne aveva più e farà un lavoro che molti di noi gli invidiano.